Il sistema sanitario sta cambiando, e sta per arrivare la concorrenza obbligatoria: le strutture dovranno vincere “bandi” pubblici su qualità, tecnologia, personale e capacità di abbattere le liste d’attesa
Roma, 28 maggio 2026 – Il Decreto-Legge 19 febbraio 2026 n.19 ha cambiato radicalmente il Sistema Sanitario Nazionale. Entro il 1° gennaio 2027 infatti entrerà in vigore un sistema competitivo basato su procedure pubbliche comparative. Per molte strutture sarà uno stravolgimento organizzativo, mentre per altre, il rischio concreto è restare fuori dal sistema.
La sanità privata accreditata italiana si prepara a uno dei cambiamenti più profondi degli ultimi decenni. Con il Decreto-Legge 19 febbraio 2026, n.19, convertito nella Legge 20 aprile 2026, n.50, il legislatore ha sospeso fino al 31 dicembre 2026 alcune disposizioni dell’articolo 36 della Legge 193/2024, aprendo però contemporaneamente la strada a una riforma strutturale destinata a cambiare definitivamente le regole dell’accreditamento sanitario.
Dietro quella che appare come una sospensione tecnica, infatti, si nasconde una trasformazione molto più incisiva: il superamento progressivo delle logiche storiche di convenzionamento e l’introduzione di procedure a evidenza pubblica per selezionare le strutture sanitarie e sociosanitarie che potranno operare con il Servizio sanitario nazionale.
Tradotto in termini pratici: dal 2027 non basterà più “essere accreditati”. Bisognerà dimostrare, numeri alla mano, di essere competitivi, efficienti e strategici per il territorio.
Il nuovo impianto normativo premierà infatti elementi molto concreti:
- capacità di ridurre le liste d’attesa;
- qualità organizzativa e clinica;
- investimenti tecnologici;
- adeguatezza del personale sanitario;
- volumi di attività realmente erogati;
- presenza territoriale;
- gestione delle fragilità assistenziali;
- continuità dei servizi.
Per migliaia di strutture sanitarie e sociosanitarie italiane si apre quindi una fase ad alta tensione strategica. Da una parte ci saranno operatori capaci di innovare rapidamente modelli organizzativi, sistemi di controllo e capacità produttiva; dall’altra, strutture che rischiano di trovarsi impreparate davanti a criteri comparativi sempre più stringenti.
Uno dei punti più delicati riguarda proprio le liste d’attesa. Il legislatore collega esplicitamente la futura selezione degli erogatori alla capacità concreta di smaltire domanda sanitaria arretrata, trasformando l’efficienza produttiva in un fattore decisivo per la sopravvivenza nel sistema accreditato.
La riforma potrebbe inoltre ridefinire gli equilibri economici dell’intero comparto sanitario privato, generando:
maggiore concorrenza tra operatori, forte pressione sugli standard qualitativi, incremento degli investimenti in tecnologia e capitale umano, possibile uscita dal mercato delle realtà meno performanti e crescita delle strutture più organizzate e innovative.
Particolarmente sensibile sarà anche il tema occupazionale. La norma tenta infatti di bilanciare la competizione con la tutela della continuità assistenziale e dei livelli occupazionali, ma il rischio di discontinuità nei territori più fragili resta concreto e richiederà una gestione molto attenta da parte delle Regioni.
Secondo gli osservatori del settore, il 2026 rappresenta quindi l’ultimo vero anno utile per prepararsi alla nuova competizione sanitaria.
“Molte strutture non hanno ancora compreso la portata reale di questa riforma. Non stiamo assistendo a un semplice aggiornamento normativo, ma a un cambio radicale di paradigma. Dal 2027 il sistema premierà chi sarà in grado di dimostrare valore misurabile, efficienza organizzativa, capacità produttiva e qualità assistenziale. Chi continuerà a ragionare con logiche del passato rischia seriamente di uscire dal mercato accreditato e/o comunque di essere penalizzato in sede di contrattazione del budget con le AASSLL territorialmente competenti”, , dichiara Giacomo Francesco Forte, consulente di direzione di strutture riabilitative e amministratore unico di Health Rehabilitation Management (www.hrm.srl).
Le strutture sanitarie e sociosanitarie che vogliono mantenere competitività dovrebbero già oggi:
- rafforzare i sistemi di monitoraggio delle performance;
- investire in digitalizzazione e tecnologia;
- documentare risultati clinici e organizzativi;
- migliorare qualità e sicurezza delle cure;
- ottimizzare gestione del personale e capacità produttiva;
- prepararsi a logiche di gara e valutazione comparativa.
La riforma segna di fatto un nuovo equilibrio tra pubblico e privato nella sanità italiana. Un equilibrio nel quale sopravvivranno soprattutto le strutture capaci di produrre valore concreto, misurabile e documentabile per cittadini e sistema sanitario.
Chi si muoverà prima avrà un vantaggio reale quando il nuovo sistema entrerà a regime, quasi certamente l’1 gennaio 2027. Sarà fondamentale associare alla gestione del governo clinico anche un servizio di health compliance management (https://hrm.srl/accreditamento-sanitario-il-sistema-sta-davvero-cambiando-chi-si-adegua-oggi-vince-domani/).
Giacomo Francesco Forte
Amministratore Unico Health Rehabilitation Management S.r.l.
Consulente di direzione di strutture riabilitative
Giornalista pubblicista
E-mail: info@hrm.srl
Telefono: +39 3498839164
Sito web: www.hrm.srl
