Wedding Awards 2023, vince Tosetti

Tosetti vince i Wedding Awards 2023 nella categoria Sposa e accessori

 I Wedding Awards premiano i professionisti del  matrimonio, in un anno da record per il settore

Milano, 25 gennaio 2023 – A vincere il Wedding Award 2023 di Matrimonio.com è Tosetti dal 1927. Per l’edizione numero 10 dei prestigiosi premi Wedding Awards assegnati da Matrimonio.com alle imprese del settore wedding erano oltre 68.000 le aziende partecipanti, che fanno parte della directory di professionisti di Matrimonio.com, e che avevano la possibilità di vincere il premio.

Adesso, Matrimonio.com, sito di riferimento per i matrimoni in Italia e parte del gruppo TheKnot Worldwide, grazie alle recensioni delle coppie che si sono sposate lo scorso anno, ha annunciato i nomi dei vincitori dei Wedding Awards 2023, che ogni anno premiano i migliori professionisti dei matrimoni.

Il vincitore Tosetti dal 1927 è tra le imprese premiate in questa edizione dei Wedding Awards 2023 nella categoria Sposa e accessori, avendo ricevuto un numero cospicuo di recensioni positive da parte delle coppie iscritte a Matrimonio.com.

Ancora una volta l’impresa comasca si conferma come una delle migliori tra quelle specializzate in abiti da sposa in Italia. E non per nulla Tosetti dal 1927, insieme a tantissimi altri professionisti dei matrimoni in Italia, ha appena concluso un anno memorabile per il settore.

Tosetti dal 1927, ha ottenuto un totale di 99 recensioni nella vetrina digitale pubblicata sul sito Matrimonio.com e un punteggio di 4.7 su 5.0 assegnato dalle coppie che hanno usufruito dei suoi servizi per il loro matrimonio.

Da oggi è anche visibile nel suo profilo su Matrimonio.com il bollino che ne riconosce la vincita di un Wedding Award 2023, un premio più che meritato e che include l’azienda tra le migliori del settore wedding in Italia, con un valore significativo per le coppie impegnate nei preparativi di nozze, in quanto rappresenta una garanzia e può fare la differenza nella scelta dei fornitori.

Il 2022 un anno record dei matrimoni

Le cerimonie rimandate a causa del Covid, sommate a quelle già previste per il 2022, hanno provocato un boom di matrimoni senza precedenti.

Tutte le imprese di servizi per i matrimoni hanno lavorato senza sosta durante questa stagione abbastanza insolita e hanno reso possibile la ripresa del settore.

Nel 2022 abbiamo assistito a un boom di matrimoni  dopo la pandemia e la nuova edizione dei Wedding Awards vuole essere anche un omaggio al duro lavoro svolto dalle imprese per la ripresa del settore nuziale.

I Wedding Awards 2023

I Wedding Awards sono gli unici premi assegnati in base alle recensioni delle coppie sposate. Premi che quest’anno vogliono essere un omaggio a tutto il settore per il duro lavoro svolto.

Quest’anno i premi sono stati celebrati in anticipo rispetto agli scorsi anni, a fine gennaio, sorprendendo gli addetti ai lavori con l’annuncio delle imprese vincitrici del premio più importante del settore nuziale di questo 2023. .

Tutte le edizioni sono speciali, eppure questa ha una ragione d’essere persino maggiore.

Secondo José Melo, vicepresidente dell’Ufficio Vendite per l’Europa a Matrimonio.com “dopo due anni di pandemia molto difficili per il settore, in cui i professionisti sono stati costretti a fermare l’attività subendo gravi perdite, quest’anno possiamo finalmente parlare di un’edizione in cui i matrimoni sono stati celebrati in grande stile”.

Le imprese e il loro staff hanno lavorato senza sosta, weekend compresi, e hanno allungato la stagione dei matrimoni praticamente per tutto il 2022; per questo, oltre al riconoscimento individuale, i Wedding Awards 2023 vogliono essere un omaggio a tutti i professionisti e le imprese che hanno lavorato duramente per mettere in moto la ripresa del settore.

Così, all’obiettivo di ogni anno di riconoscere l’eccellenza del servizio offerto dal settore wedding in Italia, si è aggiunto quello di mettere in risalto lo straordinario impegno delle imprese durante e dopo la crisi sanitaria.

Quest’anno, come abbiamo detto, segnato da un boom dei matrimoni, i premi sono stati assegnati in base alle più di 8 milioni di recensioni delle coppie pubblicate sul sito. Una cifra importante e in continuo aumento e che rende i professionisti premiati molto orgogliosi e li induce a fare sempre del loro meglio per vincere il premio anno dopo anno. Oltre al numero di recensioni e al punteggio di ciascuna categoria, tra le più di 68.000 imprese presenti su Matrimonio.com, si prende in considerazione anche la qualità e la professionalità del servizio offerto. Per questo, il ruolo più importante è quello delle coppie che, con le loro recensioni e dopo aver usufruito dei servizi per il loro matrimonio, decidono chi merita di vincere il premio.

Proprio per questo motivo “questo premio è diventato un punto di riferimento e una garanzia per le coppie che, anno dopo anno, organizzano il proprio matrimonio” conclude Melo.

Un aiuto ad organizzare i matrimoni da The Knot WorldWide

The Knot Worldwide è pensato per aiutare le coppie a organizzare il giorno più felice della loro vita. Grazie alla sua presenza internazionale ha creato la community nuziale e il mercato virtuale di nozze su Internet più grandi a livello mondiale.

Dispone di un database con oltre 700.000 professionisti del settore nuziale e offre alle coppie strumenti per preparare la lista di invitati, gestire il budget, trovare fornitori, etc.

The Knot WorldWide opera in 16 paesi tramite diversi domini come Matrimonio.com, WeddingWire.com, TheKnot.com, Bodas.net, Mariages.net, Casamentos.pt, Bodas.com.mx, Casamentos.com.br, Matrimonio.com.co, Matrimonios.cl, Casamientos.com.ar, Matrimonio.com.pe, Hitched.co.uk , Hitched.ie, Casamiento.com.uy, Weddingwire.ca e Weddingwire.in.

 

Tosetti vince i Wedding Awards 2023 nella categoria Sposa e accessori

 

 

 

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Telf.: +393472522743 info@tosettisposa.it

Recruiting: ecco perché la differenza la fa l’head hunter

Il cacciatore di teste ha sempre più importanza nella ricerca di talenti: per le aziende risparmio di tempo ed una qualità migliore dei candidati

Milano, 24 gennaio 2023 – Fino a non molti anni fa il termine head hunter diceva ben poco agli italiani. E le poche persone che sapevano individuare il ruolo del cacciatore di teste non di rado vedevano in esso qualcosa di misterioso, non riuscendo a separare in modo netto e sufficientemente chiaro la missione dell’head hunter da quella di un semplice addetto alla selezione del personale. Ebbene, di recente la situazione è cambiata diametralmente, con un numero consistente e sempre più ampio di imprese – di qualsiasi dimensione e di qualunque settore – che hanno scelto di stringere delle partnership durature con singoli cacciatori di teste o, più spesso, con delle società di head hunting.

A cosa è dovuto questo cambio di passo?

Le ragioni dietro questa evoluzione sono diverse. Prima di tutto «le imprese hanno capito che affidare la ricerca dei talenti a un cacciatore di teste significa sia risparmiare tempo ed energie, senza quindi togliere attenzione dal proprio core business, sia avere la certezza di poter contare su un processo di selezione del personale professionale, condotto in modo scientifico», spiega Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati, società di head hunting specializzata nella selezione di personale qualificato e nello sviluppo di carriera.

Occupandosi di ogni passaggio, dalle interviste preliminari fino alla mediazione, l’head hunter permette quindi di guadagnare non solo in termini di tempo, ma anche in termini di qualità dei candidati selezionati.

Ma non è tutto qui.

«Quando la ricerca di talenti è effettuata da un head hunter, questa tende a essere più rapida nonché più fluida. Questo grazie al network di partenza, dal quale il cacciatore di teste specializzato nel singolo settore può attingere contatti, e grazie agli strumenti tecnologici che può mettere al servizio delle imprese per ridurre i tempi».

E ancora, non va dimenticato il fatto che avvalersi di un head hunter significa, per l’impresa, andare ad attirare anche dei professionisti che sarebbero semplicemente irraggiungibili con le normali tecniche di ricerca del personale.

«Tra le peculiarità dell’head hunter» spiega Carola Adami «c’è anche quella di poter attirare i cosiddetti “candidati passivi”, figure cioè altamente specializzate che, essendo già occupate e probabilmente soddisfatte, non sono alla ricerca attiva di un nuovo lavoro, pur non escludendo a priori la possibilità di prendere in considerazione delle nuove opportunità per sviluppare ulteriormente la propria carriera».

Figure come queste sono pressoché impossibili da raggiungere con i classici annunci di lavoro: a fare la differenza è quindi la rete di contatti del cacciatore di teste, che instaura una relazione di fiducia sia con l’azienda, sia con i potenziali candidati, gestendo sia l’attrazione dei talenti, sia la successiva negoziazione.

 

 

 

 

Le ultime uscite di Krill Books, l’editore dell’immaginario contemporaneo

Gli ultimi libri pubblicati da Krill Books, che vuole restituire lo Zeitgeist, lo spirito del tempo della nostra attualità, attraverso cronache dall’immaginario contemporaneo

Roma, 19 gennaio 2023 – Krill Books è una casa editrice sull’immaginario contemporaneo. Si occupa di filosofiescienze socialicultura digitalemedia con l’obiettivo di contribuire a restituire lo Zeitgeist, lo spirito del tempo della nostra attualità, attraverso cronache dall’immaginario contemporaneo.

Questi gli ultimi interessanti titoli pubblicati da Krill Books:

  • Miti, meme, iperstizioni di Tommaso Guariento – Dalla psicologia delle masse alle teorie del complotto, dalle infografiche di Instagram alle strategie di personal branding: ci confrontiamo ogni giorno con un immaginario collettivo sempre più affollato di mitimeme e iperstizioni, profezie che si autorealizzano.
  • La memoria di Sciascia di Federico Campbell – Un invito alla rilettura e al ricordo di Leonardo Sciascia in chiave italo-messicana. Campbell ci offre il racconto di un incontro, letterario e reale, un interessantissimo dialogo con i temi e le scelte formali dell’opera sciasciana, e con il mare colore del vino della Sicilia.
  • Traiettorie dell’immaginario, a cura di Adolfo Fattori – L’immaginario è parte dell’esistenza della specie umana sin dalle sue origini. In sostanza, cioè, dal momento in cui l’umano ha cominciato a osservare il mondo esterno e a rielaborare il frutto delle sue sensazioni – e quindi percezioni – grazie alla sua immaginazione. Uno studio che ne segue le articolazioni tra filosofia e scienze sociali.

Cosa è Krill Books

Krill Books è un progetto editoriale che vuole raccontare il nostro mondo utilizzando, innanzitutto, le forme espressive della saggistica e con particolare attenzione al sapere in chiave pop, soprattutto filosofia e altre scienze umane e sociali. Vuole anche prestare particolare attenzione ai processi che investono il mondo della comunicazione e alle modalità attraverso cui cinema, serie tv e aspetti visuali in generale confluiscono nella definizione del nostro immaginario.

Il progetto editoriale si compone di due collane:

  1. Shibuya è la collana di Krill Books dedicata all’analisi dell’immaginario contemporaneo attraverso studi e saggi che prendano in considerazione il cinema, le serie tv e i media in generale. Come queste produzioni influenzano la definizione del nostro presente e come contribuiscono alla cristallizzazione di discorsi, filosofie, e modi di vita caratteristici della nostra attualità?
  2. Café Philo, collana dedicata a tematiche dal gusto filosofico per indagare fenomeni del contemporaneo.

Sul sito della casa editrice wwwkrillbooks.com è possibile visionare il manifesto del progetto editoriale e i titoli fino ad ora pubblicati.
Altri testi sono in lavorazione, così come nuove collane sono in cantiere.

“Il Krill è il plancton oceanico che alimenta l’ecosistema marino e globale: è il nutrimento originario,
ed è per le balene quello che l’immaginario è per gli esseri umani.”

 

Parole chiave del progetto editoriale
MEDIA | IMMAGINARIO | COMUNICAZIONE e CULTURA DIGITALE | FILOSOFIE | STORIA DELLA CULTURA | ANTROPOLOGIE | SISTEMI DI PENSIERO | MARKETING |CONSUMO | NUOVI MITI | EMOZIONI | LAVORO e PRODUZIONE |

 

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Per interviste ed informazioni:

Contatti
info@krillbooks.com

 

Fare affari con il Metaverso: a gennaio l’evento in VR e in streaming

Milano, 13 gennaio 2023 – Si terrà il 18 gennaio 2023, alle ore 18:00 l’evento “Il Metaverso per i professionisti”, su piattaforma AltSpaceVR. L’evento sarà trasmesso in realtà virtuale e in streaming sul canale Youtube dell’avvocato e influencer Angelo Greco.

L’evento vuol far conoscere come i professionisti di oggi possono usare le nuove tecnologie per educare il pubblico ed avere successo nel proprio settore, arrivare al grande pubblico e distinguersi dalla massa per essere più efficaci non solo nel marketing.

Siamo in un epoca in cui la realtà virtuale permetterà ai professionisti e alle aziende di conquistare nuovi clienti e sviluppare il proprio business proprio nel Metaverso.

Durante l’incontro del 18 gennaio si affronteranno diversi approfondimenti su come promuoversi nel Metaverso: dalla creazione di mondi brandizzati alla creazione di uffici e spazi commerciali, dall’organizzazione di speech, incontri e presentazioni ai concerti e spettacoli.

Un nuovo modo per rivolgersi ad un nuovo pubblico che apre ad infinite possibilità.

I protagonisti dell’evento

A fare da relatore dell’evento ci sarà Angelo Greco, avvocato e fondatore del portale La Legge Per Tutti e il primo divulgatore in Italia sul tema del diritto, con una presenza su YouTube e gli altri social con il format “Questa è la legge”, con quasi 700.000 iscritti al canale YouTube e 261.000 follower su Instagram

L’esperienza di oltre 20 anni e il successo sui social decretano l’Avv. Greco come l’influencer numero 1 in Italia nel campo del Diritto.

Altro partecipante sarà l’Avv. Fulvio Sarzana, professore a contratto di “Diritto della blockchain e della Cybersecurity” della Libera Università Mediterranea (LUM) di Bari e autore del libro “Il diritto del metaverso”.

A presentare l’evento infine sarà Fabrizio Romano, divulgatore di marketing e nuove tecnologie nonché fondatore di Futuria Metaverse (www.futuriametaverse.com), azienda specializzata in creazione di mondi ed eventi nel Metaverso ed organizzatore de “Il Metaverso per professionisti”.

Un nuovo tipo di agenzia, specializzata nella creazione mondi brandizzati, sviluppati a immagine e somiglianza del brand/cliente, con il supporto delle migliori piattaforme per (ri)creare nel Metaverso l’ufficio del cliente ed avere così una visibilità in tutto il mondo.

Un servizio chiavi in mano, che permette ai professionisti e alle aziende di promuoversi in nuovi modi, ma a costi accessibili. Tra i valori fondanti dell’agenzia la volontà di democratizzare l’accesso alle grandi tecnologie e innovazioni, rendendole possibili anche per le PMI.

Un lavoro di marketing all’avanguardia, che viene raccontato costantemente anche sul blog di Futuria Metaverse, all’indirizzo www.futuriametaverse.com/blog.

Il Metaverso per i professionisti

L’appuntamento da non perdere è per il prossimo 18 gennaio alle ore 18 su piattaforma AltSpaceVR e sul canale YouTube dell’avvocato Angelo Greco all’indirizzo www.youtube.com/@AngeloGreco .

Canali social per tenersi aggiornati: Facebook, Instagram, Youtube e Linkedin.

Le “Grandi Dimissioni” in Italia: 3 sviluppatori su 4 vogliono cambiare lavoro

 

  • BitBoss ha realizzato la terza edizione dell’indagine “The State of Software Development in Italy” per mostrare cosa cercano gli sviluppatori nel mondo del lavoro: la flessibilità è un valore fondamentale per 8 sviluppatori su 10.
  • il 31,7% degli sviluppatori dipendenti vorrebbe cambiare posto di lavoro, mentre il 42,7% si dice aperto ad ogni opportunità.
  • 8 sviluppatori freelance su 10 non si dicono disposti a rinunciare alla propria libertà in cambio di un contratto da dipendenti a tempo indeterminato.
  • il 78,4% degli sviluppatori dipendenti afferma che l’applicazione del remote working influenzerebbe in maniera positiva la scelta di accettare un nuovo posto di lavoro.
  • Solamente il 2,5% degli sviluppatori professionisti non non è attualmente occupato

Roma, 13 gennaio 2023 – Negli ultimi anni e soprattutto dopo la pandemia abbiamo assistito ad un fenomeno in veloce aumento anche in Italia che prende il nome di “Great Resignation” (Grandi Dimissioni). Il termine fa riferimento ad una situazione che, stando alle rilevazioni del Ministero del Lavoro, ha portato a più di 2 milioni di dimissioni già nel 2021 e che interessa i lavoratori dipendenti con contratti a tempo determinato e indeterminato. In seguito è stato coniato anche il termine Job Hopping che definisce il fenomeno sempre più frequente di saltare da un lavoro all’altro, simbolo della rivoluzione culturale del nostro tempo che si contrappone all’idea ormai passata di dedicare tutta la vita ad un solo lavoro.

Un settore che non esula da questo fenomeno è quello della tecnologia e a confermarlo sono i professionisti di un ecosistema simbolo del mondo tecnologico: gli sviluppatori di software.

Secondo la ricerca “The State of Software Development in Italy” condotta da BitBoss, software house di Torino, che alla fine del 2022 ha coinvolto più di 800 sviluppatori, è emerso come 3 developer su 4 sarebbero intenzionati o ben disposti a cambiare il proprio posto di lavoro, nel momento in cui dovessero emergere nuove opportunità. Il 31,7% dei developer dipendenti con un regolare contratto di lavoro sarebbe infatti alla ricerca attiva di un posto di lavoro più in linea con le proprie aspettative, mentre il 42,7% si dice aperto ad ogni opportunità che possa portare un miglioramento alla propria vita professionale.

In particolare se ci concentriamo sulla cosiddetta Generazione Z, ovvero sugli sviluppatori dipendenti di età pari o inferiore a 25 anni, il 60,9% ha dichiarato di essere intenzionato a rivedere in qualche modo la propria attuale vita professionale reinventandosi come freelance, imprenditore o semplicemente cambiando azienda. Solo il 6,5% dichiara di non avere l’intenzione di spostarsi dall’attuale luogo di lavoro nel prossimo futuro.

Ogni anno BitBoss pubblica i risultati della propria ricerca The State of Software Development in Italy che, raggiunta la sua terza edizione, vuole tirare le somme di questo 2022 appena trascorso per quanto riguarda l’ecosistema degli sviluppatori di software nel nostro Paese. La ricerca indaga l’ecosistema dal punto di vista della soddisfazione lavorativa, delle tecnologie più utilizzate e in generale dello stato di salute di questo settore. “I dati che abbiamo raccolto non mostrano insoddisfazione da parte degli sviluppatori riguardo al proprio posto di lavoro o alla propria vita professionale”, afferma Davide Leoncino, co-founder e responsabile marketing di BitBoss “Al contrario, quasi 8 sviluppatori su 10 si dicono sostanzialmente soddisfatti della propria situazione professionale, tuttavia esiste una forte inclinazione a cercare sempre nuove opportunità e a guardare con favore l’idea di cambiare la propria vita professionale se si presentano le giuste condizioni.”

I fattori determinanti: flessibilità lavorativa e stipendi adeguati

Cosa cercano quindi gli sviluppatori e quali sono le condizioni che potrebbero spingerli a dare una svolta alla propria carriera? Il 76,7% degli sviluppatori dipendenti sarebbe disposto a cambiare posto di lavoro se venisse loro offerto uno stipendio più alto, mentre per il 45% le maggiori opportunità di un avanzamento di carriera rappresenterebbero un fattore fondamentale nella scelta. Il 78,4% degli sviluppatori inoltre afferma di valutare molto più positivamente l’offerta di un nuovo lavoro nel caso in cui l’azienda offra la possibilità di lavorare da remoto, anche in forma ibrida. Assumerebbe un ruolo importante anche la qualità del team di lavoro: per 4 sviluppatori su 10, lavorare con un team non adeguato basterebbe per spingerli a cercare nuove opportunità lavorative. Se guardiamo poi al mondo degli sviluppatori freelance, il 79,6% di loro non è disposto a sacrificare la propria libertà in favore di un contratto di lavoro in azienda a tempo indeterminato. La flessibilità di luogo e orario di lavoro è un valore fondamentale per il 76,7% dei developer freelance, mentre la libertà di poter scegliere in autonomia i propri clienti e progetti è imprescindibile per 1 sviluppatore su 2.

“Questo modo di vivere la propria vita professionale è probabilmente legato anche ad una crescente fiducia nelle proprie competenze e in una spiccata capacità di adattamento alle nuove situazioni, molto più accentuata e socialmente accettata rispetto al passato” Continua Leoncino. “Dalla nostra ricerca emerge come il 95,9% degli sviluppatori ritenga, nell’eventualità di abbandonare il proprio posto di lavoro, di avere tutte le competenze necessarie per riadattarsi e per riuscire a trovare una nuova occupazione in breve tempo, anche mettendo in conto un periodo di formazione o di aggiornamento.”

La formazione nella vita di uno sviluppatore

La capacità di rimanere al passo con le nuove tecnologie e innovazioni è un tema fondamentale per poter analizzare la grande predisposizione dei professionisti del codice a cambiare la propria vita professionale. “Viviamo in un mondo in cui emergono continuamente nuove tecnologie, nuovi linguaggi di programmazione e nuovi metodi di lavoro e l’84,3% degli sviluppatori che hanno partecipato alla nostra ricerca vede in maniera positiva l’emergere costante di nuove tecnologie, perché trova in esse nuove opportunità di carriera e di crescita professionale”.

Il 67% degli sviluppatori cerca di apprendere almeno un un nuovo linguaggio di programmazione o una nuova tecnologia almeno una volta all’anno e quasi il 90% di loro ritiene fondamentale lo studio individuale costante, anche se si ha un impiego fisso e si sviluppa già a livello professionale. In un contesto formativo e di aggiornamento assumono un ruolo centrale le risorse online e le community, che rappresentano un aiuto fondamentale per il 60% degli sviluppatori o i corsi online, utilizzati da 6 developer su 10 per formarsi e aggiornarsi.

Tecnologie: le innovazioni e i linguaggi più amati dagli sviluppatori italiani

BitBoss ha inoltre indagato lo scenario legato ai tipi di applicazioni piu? sviluppate, ai linguaggi e ai framework piu? utilizzati. Lo sviluppo web domina la classifica con un 73,8% di intervistati che dichiara di sviluppare lato back-end e un 65,5% che sviluppa lato front-end. Gli sviluppatori di app mobile raggiungono il 25,1%, mentre chi sviluppa applicazioni legate al gaming raggiunge il 5%. Chiudono la classifica coloro che operano nel mondo del Machine learning (4,5%) e della BI (3,8%).

La maggior parte dei developer intervistati poi dichiara di lavorare su diversi tipi di applicazioni: il 21,6% sviluppa sia web che mobile mentre, se prendiamo a riferimento solo gli sviluppatori web, il 55,3%di loro dichiara di lavorare sia lato front-end che back-end.

Per quanto riguarda i linguaggi, Javascript si conferma il piu? popolare in assoluto, utilizzato dal 68,5% dei developer che hanno partecipato alla ricerca. Seguono HTML/CSS (55,4%), SQL (45,7%), TypeScript (37,5%) e PHP (33,8%).

Il rapporto delle aziende italiane con l’innovazione

“È necessario che le aziende capiscano quali sono i fattori fondamentali che spingono gli sviluppatori a prediligere un posto di lavoro piuttosto che un altro. Non si tratta solamente di una questione economica, ma di garantire una certa flessibilità lavorativa, team di lavoro adeguati e il giusto grado di innovazione” Afferma Leoncino.

Secondo la ricerca condotta da BitBoss, un altro fattore da non sottovalutare quando si parla di scelte lavorative riguarda il grado di innovazione dell’azienda e le tecnologie utilizzate: tra gli sviluppatori che non stanno lavorando e che stanno attualmente cercando un’occupazione infatti, il 62,5% di loro ritiene fondamentale nella scelta l’adozione di nuove tecnologie da parte dell’azienda.

Riguardo alla propensione delle aziende ad innovare, più della metà degli sviluppatori intervistati afferma che la propria azienda abbia una buona propensione all’innovazione e questo numero comprende sia i professionisti assunti in grandi società che chi lavora in piccole imprese. I developer tuttavia riconoscono che il principale freno all’innovazione all’interno delle aziende sia la mancanza di tempo e di risorse da dedicare a queste attività, motivazione data dal 58,8% degli intervistati. Il secondo fattore frenante tuttavia sembra essere la mancanza di lungimiranza da parte delle società che sembrano non percepire la necessità di innovare. Quasi 1 sviluppatore su 2 attribuisce ad essa la poca propensione all’innovazione dell’azienda per cui lavora.

“E? necessario sviluppare la cultura dell’innovazione all’interno delle aziende italiane. Cultura che dovrebbe partire dai vertici e propagarsi a cascata fino alla base della piramide aziendale. È necessario entrare nell’ottica che l’innovazione tecnologica e digitale rappresenta un investimento che lascia un segno positivo a lungo termine, in grado di dare alle aziende un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza e che l’investimento in innovazione non è mai uno spreco di risorse.” Conclude Leoncino.

A questo link è possibile vedere i risultati completi della ricerca: The State of Software Development in Italy

Chi è BitBoss

Nata nel 2018 e fondata da Riccardo Barbotti, Tommaso Salvetti, Danilo Lacerenza, Davide Leoncino e Fabrizio Varriale, BitBoss è una startup innovativa incubata in I3P, l’incubatore delle imprese innovative del Politecnico di Torino. BitBoss supporta startup e imprese tradizionali nello sviluppo di software e prodotti digitali in grado di crescere ed evolversi nel tempo, fornendo non solo prodotti ma anche know-how in ambito software e tecnologico, oltre che consulenza tecnica in merito alle decisioni aziendali in ambito software. BitBoss collabora ogni giorno da remoto con una rete di developer attivi da tutta Italia per comporre, insieme alle figure interne, il team perfetto per ogni progetto.

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Perdere peso dopo le feste? I consigli degli esperti per star bene e ritornare in forma

i trucchi degli esperti per ritornare in forma ed in salute dopo le feste natalizie

Roma, 12 gennaio 2023 – L’Epifania tutte le feste porta via è un celebre proverbio di origine religiosa che tutti conosciamo. Tuttavia, forse non tutti sanno che prosegue con le parole “poi arriva San Benedetto che ne riporta un bel sacchetto”. 

Purtroppo anziché oro, incenso e mirra, i doni più prosaici che le feste natalizie lasciano sono, generalmente, senso di gonfiore, pesantezza, cattiva digestione e, talvolta, qualche kg di troppo. Prima dell’arrivo di San Benedetto, che si festeggia il primo giorno di primavera, è bene allora preparare l’organismo con una dieta in grado di disintossicare il corpo dagli eccessi alimentari in cui si è quasi certamente incorsi nel lungo periodo natalizio.

Per rimettersi in forma dopo le feste, non è necessario sottoporsi a diete drastiche, ma è sufficiente seguire pochi, semplici accorgimenti, indicati per tutti coloro che vogliono depurarsi dopo le feste.

La comunità scientifica medica, infatti, è unanimemente concorde nel raccomandare di evitare il digiuno e le diete fai da te che, alternate alle abbuffate, fanno più male che bene. Come sempre, del resto, la virtù sta nel mezzo: seguendo un regime alimentare a basso contenuto calorico, ma ricco di alimenti e sostanze drenanti e depurative, si potranno eliminare le tossine, depurarsi, sconfiggere il senso di gonfiore e contrastare la ritenzione idrica. 

Ebbene, nel caso in cui ci si sia fatti prendere un po’ troppo la mano – o meglio la bocca – da cibi golosi e particolarmente calorici, per la remise en forme proponiamo 4 punti cardine:

  • alimentazione equilibrata
  • corretta idratazione
  • esercizio fisico
  • tisane detox

Come abbiamo già detto la regola aurea è quella di evitare di saltare i pasti: anche se questo comportamento, protratto per alcuni giorni, può magari alleggerire la coscienza, di certo non ha lo stesso effetto sul girovita!

Bisogna cercare di rispettare i 5 pasti giornalieri prestando particolare attenzione alle quantità e alla qualità di ciò che si ingerisce.

Quasi certamente durante le feste si sarà fatto il pieno di cibi grassi e proteici: è il momento allora di accantonare – almeno solo per un po’ – le carni rosse, preferendo i legumi e, in modica quantità, le carni bianche e il pesce, preferibilmente cotto a vapore. Per qualche giorno va limitato anche il consumo di uova e di latticini e vanno messi completamente al bando dolci e alcolici con cui ci si è viziati durante le feste. Per quanto riguarda pasta, pane, farine, cereali in generale, sono da privilegiare quelli integrali, magari conditi in modo semplice, senza soffritti e con poco olio extravergine di oliva. Via libera alle verdure, che si possono mangiare a volontà seppur cotte in modo leggero e privo di grassi. Per quanto riguarda la frutta, invece, meglio scegliere esclusivamente mele, pere, agrumi, kiwi e melograno, che contengono una minor quantità di zuccheri.

Mangiando in modo più sano e regolare si noteranno subito gli effetti positivi: apportando vitamine e fibre nel modo corretto all’ organismo, lo si aiuterà a ripulirsi e a combattere il senso di gonfiore e pesantezza tipico dei postumi delle feste.

Se, nonostante ciò, non si riuscisse a eliminare il senso di pesantezza o i kg effettivamente accumulati durante le feste, niente paura, si può sempre contare sull’aiuto di esperti nel dimagrimento come  il Biomedic Clinic & Research. Si tratta di un Centro Medico Polispecialistico di Medicina Integrata situato a Villa Guardia, in provincia di Como, che da oltre 30 anni abbina l’utilizzo dei sistemi biofisici con la medicina convenzionale.

I PROGRAMMI DI DIMAGRIMENTO PROPOSTI DA BIOMEDIC

La scelta del Centro Specialistico Biomedic è la Kyminasi Diet. Si tratta di una dieta per tutti coloro che hanno necessità di perdere da 3 ad oltre 50 Kg di peso in eccesso, in tempi relativamente brevi sotto controllo medico.

Il programma dietetico tende a svolgere una funzione regolatrice del metabolismo corporeo e a favorire la naturale capacità dell’organismo di nutrirsi dei propri grassi in eccesso, abbinando uno specifico regime alimentare all’utilizzo di un piccolo dispositivo indossabile, che interagisce con l’organismo in maniera naturale e senza effetti collaterali.

Ciò che è stato osservato negli anni è che l’organismo sottoposto a questo programma, tende a disintossicarsi e si calmano le compulsioni alimentari, continuando a desiderare un’alimentazione più sana.

Nella maggior parte dei casi trattati, è stato riscontrato che chi ha seguito il Programma Dietetico per lo più non aveva fame e percepiva un forte aumento di energia nonostante le privazioni alimentari.

Il programma ha una durata che può variare da un minimo di 3 settimane fino ad una durata di 7 mesi, in base all’eccesso di peso. Questa stima è valida se il paziente si attiene alle indicazioni in maniera precisa, mentre in caso di “sgarri” i tempi possono dilatarsi.

Ricordiamo che quando si parla di dimagrimento non si intende la semplice perdita dei chili di troppo.

Il grasso presente nel nostro corpo è una riserva energetica, funge da isolamento termico, protegge gli organi interni e del corpo in genere, ecc.

Secondo le ultime ricerche il nostro corpo accumula grasso anche per proteggersi dagli effetti negativi della resistenza all’insulina, del diabete e delle sostanze tossiche presenti negli alimenti, nell’aria e nei farmaci.

A ostacolare il dimagrimento pensa anche il declino di alcuni ormoni sessuali, favorito dal sovrappeso e dalla sedentarietà.

Il grasso presente nel corpo si divide principalmente in due distretti: quello sottocutaneo e quello viscerale. Il grasso viscerale (maggiore nei maschi) è il più pericoloso per la salute ma è anche il primo a rispondere al dimagrimento.

Non dimentichiamo che, nelle popolazioni primitive, il grasso di deposito rappresentava un fattore fondamentale per la sopravvivenza della specie umana nei periodi di carestia.

Anche se molte persone non se ne rendono conto, la perdita di peso e il dimagrimento non sono necessariamente la stessa cosa. È importante capire che il dimagrimento è un processo che porta alla riduzione del peso corporeo e non viceversa. A seguito di una dieta ipocalorica, ad esempio, si possono perdere diversi Kg nel primo periodo, ma questo peso il più delle volte deriva da una riduzione dell’idratazione corporea e delle masse muscolari e non da una riduzione del grasso in eccesso.

Per maggiori informazioni consigliamo di consultare il sito internet www.biomediccenter.com o di inviare una mail a responsabileservizio@biomediccenter.com.

 

 

 

 

 



Mercato del lavoro: difficile reperire personale nel 45,3% dei casi

Milano, 20 dicembre 2022 – L’ultimo bollettino del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ANPAL afferma che per dicembre 2022 sono in programma 329.000 assunzioni di nuove risorse da parte delle imprese, numero che sale a 1,2 milioni guardando all’intero trimestre dicembre-febbraio.

Confrontando tali dati con quelli storici si scopre che il numero complessivo è inferiore di 24.000 unità rispetto all’anno scorso. Ma la vera criticità individuata dal bollettino sta nella difficoltà di reperimento del personale, dato che continua a crescere e che ad oggi è arrivato al 45,3% del personale ricercato, con una crescita di 7 punti percentuali rispetto al 2021.

La flessione delle assunzioni previste per dicembre è da ricondurre in primis al rallentamento dell’economia in seguito alla guerra in Ucraina, alla crisi energetica e all’inflazione, fenomeni peraltro strettamente collegati tra loro. Va però detto che nonostante questo la domanda di lavoro delle imprese si mantiene su livelli del tutto simili a quelli che erano stati registrati nel medesimo periodo nel 2019, prima dello scoppio del Covid-19.

L’attenzione va quindi posta in buona parte sul crescente mismatch tra domanda e offerta di lavoro: facendo due conti, in base ai dati Excelsior, sulle 329.000 assunzioni programmate per dicembre, 149.000 saranno difficoltose o persino impossibili. Le imprese motivano la difficoltà nel trovare personale con diversi fattori, a partire dalla mancanza numerica di candidati e dalla loro preparazione inadeguata.

Per quanto riguarda le professioni high skills, i professionisti più difficili da reperire sono gli specialisti nelle scienze della vita (82,7%), i tecnici della salute (62,7%), i tecnici in campo ingegneristico (58,7%), i tecnici di gestione (58,6%) e i tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (54,4%).

È inoltre altissimo il livello di difficoltà dichiarato per la ricerca di dirigenti (72,8%). Guardando invece alle professioni low skills, si presentano difficoltà di reperimento per gli operatori della cura estetica (69,6%), per meccanici, montatori, riparatori e manutentori (69,4%) e per operai di macchine automatiche e semiautomatiche (61,7%).

Qual è la soluzione per le imprese che, pur avendo necessità di inserire nuovi talenti, non riescono a individuare i necessari candidati?

«Risulta cruciale capire che il problema del mismatch tra domanda e offerta non si è sviluppato dal nulla, e che probabilmente continuerà ad aumentare anche nei prossimi anni, con un concreto aumento dei posti di lavoro disponibili ma non accessibili» spiega Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati, società internazionale di head hunting.

«Per questo la competitività delle imprese si baserà sempre di più sulla capacità di attirare i “pochi” talenti presenti sul mercato del lavoro. Il primo consiglio è dunque quello di investire sulla propria strategia di employer branding, così da diventare un’opzione naturale per le risorse che sono alla ricerca di una nuova occupazione; il secondo consiglio è quello di affidare la selezione del personale a dei professionisti come i nostri head hunter, specializzati di volta in volta nei diversi settori. In questo scenario» sottolinea Adami «sono infatti ben poche le aziende che possono permettersi il lusso di “sbagliare” una selezione o di vedere un intero processo di recruiting andare a vuoto».

 

Soldi: il 2023 sarà l’anno dell’oro

Conviene investire in oro? I numeri dicono di si, visto che negli ultimi 20 anni il bene prezioso si è rivalutato del 500%. E il 2023 sarà ancora un anno interessante per gli investimenti in oro…

Roma, 20 dicembre 2022 – Il 2023 sarà l’anno dell’oro. A dichiararlo uno studio della banca UBS, che vede un buon apprezzamento dell’oro in vista del calo dei tassi di interesse della Fed nel secondo semestre del prossimo anno. Fattore questo che negli scorsi cali dei tassi  ha sempre giocato a favore del bene prezioso.

L’oro da sempre è considerato il bene rifugio per eccellenza, per mettersi al riparo in vista di recessioni dell’economia o durante le fasi di turbolenze dei mercati.

Ma oltre che essere un bene rifugio l’oro si è dimostrato negli anni un importante strumento di investimento visto che negli ultimi 20 anni ad esempio si è rivalutato del 500%. 

Infatti la quotazione dell’oro nel 2002 era di circa 10 euro al grammo, e la valutazione dell’oro 750 era di circa 7 euro al grammo.  Quest’anno la quotazione media dell’oro è  stata di circa 54 euro al grammo, mentre la valutazione oro 750 è stata intorno ai 40 euro al grammo.

Una bella crescita per gli investitori del bene prezioso, pari ai guadagni di borsa e ben maggiori rispetto ai guadagni delle obbligazioni.

PERCHÉ L’ORO CRESCERÀ ANCHE NEL 2023

Oltre l’abbassamento dei tassi secondo lo studio della UBS ci sono altri 3 fattori che decreteranno l’apprezzamento dell’oro nel 2023.

In primo luogo l’aumento in corso degli acquisti da parte degli investitori a lungo termine e delle banche centrali, i cui acquisti al terzo trimestre 2022 sono già superiori agli acquisti di tutto il 2021.

Il secondo fattore a giocare in favore dell’oro è lo spazio di crescita del bene prezioso nei panieri degli investitori, che ad oggi ancora sottovalutano questo tipo di investimento.

Il terzo fattore chiave è la forte domanda dell’oro sui mercati, soprattutto perché ci sono grandi paesi come la Cina e l’India che ne stanno facendo incetta.

INVESTIRE NELL’ORO: QUALE IL MOMENTO GIUSTO?

Dalle esperienze passate il momento giusto per investire nell’oro è subito prima dell’abbassamento dei tassi di interesse. Cosa che sta per avvenire appunto nel corso del 2023.

A spiegarci se conviene investire in oro oggi è il Dott.Antonio Maesano da sempre nel mondo dei metalli preziosi, fondatore e Presidente del gruppo Orodei e Orodei24, e autore del libro ‘Gli ultimi 20 anni dell’oro‘.

“È sempre complicato scegliere un momento di entrata per un investimento, ma il buon senso ci dice che viste le buone prospettive dell’oro per il 2023 ogni eventuale calo del prezzo nel breve termine non può che rappresentare un’occasione di acquisto e accumulo. Da adesso fino al prossimo semestre si sta aprendo infatti una finestra ideale per investire in oro, proprio perché i tassi di interesse cominceranno a scendere e gli investitori si rifugeranno nell’oro.

E il passato ci ha dimostrato che approfittare dei periodi di prezzi bassi dell’oro nel lungo termine ha sempre ripagato gli investitori“, spiega il fondatore di Orodei24.

COME INVESTIRE IN ORO OGGI

Diversamente da come si potrebbe pensare investire nell’oro è più semplice di altri tipi di investimenti.

Basta scegliersi infatti un’azienda seria per la compravendita di lingotti d’oro (www.orodei24.com/lingotti-oro-coniati-it), e comprare la quantità desiderata, in corrispondenza dell’importo che si vuole investire.

Poi il lingotto potrà essere custodito in un posto sicuro, come una cassetta di sicurezza di una banca, che conserva nella più totale privacy i beni preziosi dei propri clienti, senza conoscere il reale contenuto delle cassette.

 

 

Milano: l’immobiliare del lusso crescerà anche nel 2023

Milano, 12 dicembre 2022 – Milano è una città unica sotto diversi punti di vista e questo vale anche per il mercato immobiliare. Tra i primi centri urbani italiani a riprendersi dalla crisi del Covid-19, in un 2022 che si è prospettato decisamente meno positivo del 2021 per via del conflitto russo – ucraino e delle sue conseguenze sul carovita, fa registrare un aumento delle compravendite di immobili di lusso.

I prezzi degli immobili di lusso nel capoluogo lombardo continuano a salire. La città attira tantissimo gli investitori stranieri, che sono tornati ormai da diversi mesi a guardare con interesse lo scenario milanese fortemente colpito dalla crisi del Covid nel 2020 (conseguenza inevitabile se si pensa che parliamo di una città centrale a livello mondiale per quanto riguarda ambiti chiave come la moda). Quali sono le richieste di questa utenza? Gli investitori esteri che guardano al mercato immobiliare milanese per la ricerca di una casa hanno le idee molto chiare. Vogliono innanzitutto immobili che possano essere subito abitabili: non importa che si tratti o meno di nuove costruzioni.

Milano è una metropoli che sorprende grazie alle bellezze nascoste che sa regalare. Addentrandosi tra le vie è facile rimanere colpiti da molteplici elementi in grado di suscitare interesse e curiosità. Nella città mondiale della moda spiccano le boutique di alta sartoria e dei grandi marchi, oltre agli atelier di artisti e designer. Ma Milano è anche una città di cultura e arte. Grazie alla presenza di importanti monumenti e opere artistiche di rilievo, traina una grande affluenza di turisti e residenti provenienti da ogni parte del mondo, confermandosi una città cosmopolita, moderna, vivace e sempre più europea.

Le zone più ricercate di Milano

L’utenza che compra case di prestigio sotto la Madonnina sceglie quartieri della città famosi in tutto il mondo, vere e proprie aree iconiche.

Stiamo parlando, per esempio, del Quadrilatero della Moda. Via Montenapoleone, Via Manzoni, Via della Spiga e Corso Venezia, le strade dove si aprono le vetrine di alcune delle più prestigiose griffe fashion a livello mondiale, sono tra le più apprezzate da parte degli investitori che vogliono acquistare casa a Milano. Lo stesso si può dire per la zona di Brera. Il quartiere degli artisti, un tempo caratterizzato da un delizioso sapore parigino e oggi tra i più lussuosi e mondani della città, è spesso al centro dell’attenzione degli investitori immobiliari stranieri intenzionati ad acquistare case di lusso.

Questi ultimi si concentrano anche su una zona come City Life, notoriamente al centro di una delle più felici iniziative di riqualificazione urbana degli ultimi anni a Milano e non solo, ma anche sull’area adiacente a Corso Magenta, una strada vicina a luoghi importanti della città come l’Università Cattolica e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Per quanto riguarda i prezzi, i valori più alti si possono riscontrare nelle vie dello shopping. In questa zona di Milano, gli immobili di lusso hanno quotazioni medie attorno ai 17.600 euro al metro quadro.

Mercato delle case di lusso a Milano: previsioni per la chiusura dell’anno e prospettive secondo Fabrizio Zampetti

Le previsioni per la chiusura dell’anno del mercato delle case di lusso a Milano sono tutte positive, nonostante diversi fattori esogeni non abbiano certamente favorito il mercato. Rammentiamo ancora una volta l’impatto che sul comparto immobiliare hanno avuto prima la pandemia e successivamente l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Si è poi aggiunta una crisi di Governo nel nostro Paese e l’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia che di fatto hanno rallentato la produzione edilizia e l’offerta di conseguenza.

 «Il 2022 è stato un bell’anno, molto positivo da tutti i punti di vista. Si sono visti molto movimento e una notevole richiesta, anche se il prodotto a disposizione è relativamente poco. Il mercato del lusso si dimostra resiliente e “a prova di crisi”. L’Italia rimane quindi un Paese dove investire, soprattutto a Milano che gioca un po’ in un campionato a parte», afferma Fabrizio Zampetti, CEO della Zampetti Immobili di Pregio, per l’immobiliare del lusso.

Zampetti osserva come «la percezione è ancora improntata alla crescita. Dal mio punto di vista, avremo un 2023 che andrà ancora in questa direzione, visto che il livello della domanda è alto e c’è tanta attenzione da parte degli investitori esteri. Anche le Olimpiadi di Milano-Cortina aiuteranno, tanto più che sono stati preventivati investimenti importanti per la città fino al 2026 e 2030. Non mi meraviglierei se da qui ai prossimi anni i prezzi dovessero raddoppiare».

«Nonostante le difficoltà del contesto attuale, da un punto di vista economico e geopolitico, noi cercheremo di proseguire con il percorso che abbiamo consolidato negli  ultimi 30 anni. Nel nuovo anno puntiamo ad alzare ancora di più il livello del servizio che offriamo alla nostra clientela, che solitamente è composta da avvocati, figure dell’alta moda e del mondo della finanza. Considerando il periodo che stiamo attraversando, in cui le persone vivono il futuro con un un senso di incertezza, noi cerchiamo di aiutarle nel trovare la dimora in cui vivere e sentirsi davvero a casa e questo continueremo a farlo. Le difficoltà di certo non mancano, ma l’approccio è sempre positivo, conoscendo bene il mercato immobiliare di Milano con le sue enormi potenzialità e continuando a investire sulla formazione di tutti i nostri collaboratori», conclude Fabrizio Zampetti.

Gli uffici della Zampetti Immobili di Pregio a Milano in via Leopardi, 10

 

Negli uffici della Zampetti Immobili di Pregio si respira professionalità

 

Zampetti, la prima NON agenzia, l’entrata degli uffici milanesi di via Leopardi 10

 

 

Feste di Natale: come arrivare in forma alle “maratone culinarie”

Milano, 7 dicembre 2022 – Il Natale sta arrivando e con esso il rischio di ingrassare. D’altronde è impossibile resistere a cene e pasti che non vanno più dal 24 dicembre al 6 gennaio ma iniziano ancor prima, praticamente dall’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione. E non è nemmeno giusto resistere troppo: i rapporti sociali si rafforzano a tavola, le idee vengono a tavola, l’amore stesso nasce a tavola. Ovviamente, però, con un minimo di disciplina o anche solo qualche accorgimento si può perfettamente sopravvivere al pranzo di Natale ed evitare, in tal modo, frustranti sforzi per dimagrire nel periodo successivo.

Secondo recenti studi, infatti, dopo le ferie il 24% degli italiani guadagna fino a 2 kg, mentre il 27% acquista addirittura 3 o 4 Kg di peso in più. Se si aggiunge a questo gruppo il 18% degli intervistati, che ha confessato di essere ingrassato a causa dell’accumulo di liquidi causato dal cambiamento di dieta e stile di vita, si raggiunge il 69% della popolazione che ingrassa durante questi pochi giorni di vacanza.

Per non ingrassare a Natale, ma nemmeno sopravvivere a cavolfiore o cavoletti di Bruxelles fino al nuovo anno, esistono alcune basilari regole da seguire.

Prima di tutto, è fondamentale muoversi, muoversi e ancora muoversi, trasformare le entrate caloriche in movimento. Non si deve fare chissà quale sport incredibile da Superman: è sufficiente passeggiare a passo sostenuto, a circa 4 km all’ora – per bruciare tre calorie al minuto. In secondo luogo, non digiunare: è l’errore più comune che può essere commesso dopo i pasti sostanziosi.

A stomaco pieno, la prima cosa che verrà in mente è la decisione di digiunare. Non va fatto: si rischia di essere troppo affamati e di divorare tutto ciò che si trovi sulla tavola, anche la nonna.

Piuttosto, è meglio mangiare qualcosa di leggero, come per esempio frutta e verdura, ma evitare di non mangiare affatto. Ancora, tra i consigli non può mancare quello sempre valido di bere molta acqua: l’acqua è un prezioso alleato, soprattutto perché aiuterà a digerire l’alcol ingerito durante i luculliani pasti. Infine, uno dei trucchi per non ingrassare a Natale, probabilmente quello di cui si parla meno, è il seguente: lasciare gli avanzi a madri, nonne, suocere e zie. Non portarseli a casa per nessun motivo e, se li si dovesse avere a casa perché si è cucinato,  regalarli oppure consumarli un poco per volta nei giorni successivi.

AFFIDARSI A PROFESSIONISTI DEL DIMAGRIMENTO

“Se, nonostante ciò, al termine del periodo festivo l’ago della bilancia dovesse schizzare alle stelle, niente paura, ci sono sempre delle valide soluzioni di dimagrimento”, dicono dal Biomedic Clinic & Research, un Centro Medico Polispecialistico di Medicina Integrata situato a Villa Guardia, in provincia di Como. Da oltre 30 anni il Centro abbina l’utilizzo dei sistemi biofisici con la medicina convenzionale. I cardini della metodica diagnostica e terapeutica sono la collaborazione e il costante coordinamento tra l’approccio tradizionale medico e le opportunità offerte dalle medicine complementari di comprovata efficacia.

Ricordiamo che quando si parla di dimagrimento non si intende la semplice perdita dei chili di troppo. Il grasso presente nel nostro corpo è una riserva energetica, funge da isolamento termico, protegge gli organi interni e del corpo in genere, ecc.

Secondo le ultime ricerche il nostro corpo accumula grasso anche per proteggersi dagli effetti negativi della resistenza all’insulina, del diabete e delle sostanze tossiche presenti negli alimenti, nell’aria e nei farmaci.

A ostacolare il dimagrimento pensa anche il declino di alcuni ormoni sessuali, favorito dal sovrappeso e dalla sedentarietà.

Il grasso presente nel corpo si divide principalmente in due distretti: quello sottocutaneo e quello viscerale. Il grasso viscerale (maggiore nei maschi) è il più pericoloso per la salute ma è anche il primo a rispondere al dimagrimento. Non dimentichiamo che, nelle popolazioni primitive, il grasso di deposito rappresentava un fattore fondamentale per la sopravvivenza della specie umana nei periodi di carestia.

Anche se molte persone non se ne rendono conto, la perdita di peso e il dimagrimento non sono necessariamente la stessa cosa. È importante capire che il dimagrimento è un processo che porta alla riduzione del peso corporeo e non viceversa. A seguito di una dieta ipocalorica, ad esempio, si possono perdere diversi Kg nel primo periodo, ma questo peso il più delle volte deriva da una riduzione dell’idratazione corporea e delle masse muscolari e non da una riduzione del grasso in eccesso.

I PROGRAMMI DI DIMAGRIMENTO PROPOSTI DA BIOMEDIC

La scelta del Centro Specialistico Biomedic Clinic & Research è ad esempio la Kyminasi Diet. Si tratta di una dieta per tutti coloro che hanno necessità di perdere da 3 ad oltre 50 Kg di peso in eccesso, in tempi relativamente brevi e sotto controllo medico.

Il programma dietetico tende a svolgere una funzione regolatrice del metabolismo corporeo e a favorire la naturale capacità dell’organismo di nutrirsi dei propri grassi in eccesso, abbinando uno specifico regime alimentare all’utilizzo di un piccolo dispositivo indossabile, che interagisce con l’organismo in maniera naturale e senza effetti collaterali.

Ciò che è stato osservato negli anni è che l’organismo sottoposto a questo programma, tende a disintossicarsi e si calmano le compulsioni alimentari, continuando a desiderare un’alimentazione più sana.

Nella maggior parte dei casi trattati, è stato riscontrato che chi ha seguito il Programma Dietetico per lo più non aveva fame e percepiva un forte aumento di energia nonostante le privazioni alimentari.

Il programma ha una durata che può variare da un minimo di 3 settimane fino ad una durata di 7 mesi, in base all’eccesso di peso. Questa stima è valida se il paziente si attiene alle indicazioni in maniera precisa, mentre in caso di “sgarri” i tempi possono dilatarsi.

 

 

Dimagrire dopo il periodo festivo? Prenota al Biomedic Clinic & Research.

 

Per le feste mangia quel che vuoi, a Gennaio ci pensiamo noi!
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