Kotler: il padre del marketing moderno apre una Business School in Italia

Philip Kotler, il maestro del marketing moderno apre la sua business school in Italia, con una sede nel Metaverso

Milano, 7 luglio 2022 – Philip Kotler, riconosciuto in tutto il mondo come il padre del marketing moderno, apre anche in Italia la sua business school “Kotler-i Carboni Business School”, dove si imparerà a mettere in pratica il marketing ad  impatto anche in Italia.

La Kotler Impact, da lui fondata, aprirà la  business school italiana insieme a Weevo, Società Benefit impegnata nel marketing digitale.

Il nome è KCBS, Kotler-i Carboni Business School of Impact Marketing, e ha l’obiettivo di traghettare le imprese italiane verso il marketing sostenibile e virtuoso.

Il primo Executive Master dal titolo “Impact Marketing” inizierà il 5 ottobre e ha come docenti proprio Philip Kotler e Gabriele Carboni, cofondatore di Weevo e Direttore di KCBS.

I partecipanti imparano attraverso un innovativo formato ibrido che unisce la versatilità del digitale alle possibilità di relazione e confronto tipiche dei corsi in presenza.

KCBS è inoltre la prima business school al mondo a nascere ed avere sede nel Metaverso, per innovare il concetto di formazione slegandolo dal luogo in cui si svolge ma soprattutto per tracciare un solco verso il futuro.

Kotler ha scelto Olimaint come partner per la creazione di uno spazio virtuale dedicato non solo alla nuova business school, ma a un più ampio centro di eccellenza.

Si chiama ”The Impact Center of Excellence by Weevo, Kotler Impact and Olimaint” o più brevemente “The Impact Center” e ospiterà, oltre alla sede di KCBS, il “Philip Kotler Center of Excellence in Marketing”, il “Peter Drucker Center of Excellence in Management”, l’”Adriano Olivetti Center of Excellence in Leadership” e il “Giovanni Nicolini Center of Excellence in Virtual Reality”.

“Il marketing deve cambiare per allinearsi con gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile” ha dichiarato Philip Kotler. “Abbiamo una visione per i prossimi dieci anni: educare imprenditori, manager e talenti a creare un mondo migliore attraverso il marketing.”

“Le organizzazioni che vanno oltre la mera vendita di prodotto entrano in sintonia con gli ideali dei loro clienti e generano relazioni più profonde.” ha detto Gabriele Carboni, Direttore della KCBS.

“In questa prospettiva l’impresa non è più solo ‘fabbrica di profitto’ ma diventa strumento del cambiamento economico, culturale e sociale, riportando il bene comune e la persona al centro. Chi non abbraccia questo rinnovamento è destinato a pagarne le conseguenze.”

La KCBS nasce per raccontare la visione del marketing dei prossimi 100 anni. Philip Kotler e Gabriele Carboni pensano al nuovo marketing come a un processo strategico che coinvolge tutti gli stakeholder nella generazione di un impatto positivo, che ha come risultato il profitto.

Il primo Executive Master dal titolo “Impact Marketing” con Philip Kotler e Gabriele Carboni inizia il 5 ottobre e vedrà impegnato il padre del marketing moderno per tre lezioni in diretta via web.

Il programma è disponibile sul sito dedicato. Solo 20 posti disponibili a prezzo di lancio: https://kcbs.academy/corsi/executive-master-in-impact-marketing/

KCBS è un progetto di Weevo Srl Società Benefit e Kotler Impact Inc.

I protagonisti della school

Philip Kotler (Chicago, 27 maggio 1931) è S.C. Johnson & Son Distinguished Professor of International Marketing presso la Kellogg School of Management della Northwestern University di Evanston, Illinois. È stato indicato come il quarto “guru del management” di tutti i tempi dal Financial Times (dopo Jack Welch, Bill Gates e Peter Drucker) e acclamato come “il maggior esperto al mondo nelle strategie di marketing” dal Management Centre Europe.

Viene anche considerato uno dei pionieri del marketing sociale. Kotler ha dato un contributo importante alla strutturazione del marketing come disciplina scientifica, orientando la formazione di moltissimi studenti e manager in tutto il mondo.

La sua opera principale è Marketing Management (prima edizione nel 1967), che viene generalmente riconosciuto come uno dei più autorevoli testi sul marketing, ed è il più diffuso nelle università e nelle business school di tutto il mondo, con una percentuale di adozioni vicina al 60%. Il suo volume più recente è “Essentials of Modern Marketing – Italy edition” scritto insieme a Gabriele Carboni e altri importanti autori internazionali.

Sadia Kibria è riconosciuta dall’Asia Pacific Times come una delle migliori menti del marketing globale, appassionata e spinta a creare esperienze e programmi di marketing dirompenti per migliorare la condizione delle donne, delle persone e del pianeta. In qualità di CEO di Kotler Impact, ha lavorato con brand a livello globale per trasformare le loro strategie di business per una migliore cura dei loro stakeholder.

Queste strategie includono, a titolo esemplificativo, la crescita del marketing, il riconoscimento del marchio, l’innovazione dirompente e la creatività.

Gabriele Carboni è cofondatore di Weevo Srl Società Benefit e Direttore di KCBS. Definito da Exportiamo.it: “Game-changer delle strategie di marketing digitale”. Definito da Going Global UK: “Massimo esperto in strategie di marketing digitale internazionale”. Tra i 5 maggiori marketing influencer italiani secondo Digitalic. È autore di diversi libri, l’ultimo dei quali intitolato “A new path to digital marketing” con prefazione di Philip Kotler.

 

Weevo Srl Società Benefit è un’azienda impegnata nella comunicazione strategica digitale. Guidata da David Rimini e Gabriele Carboni con sedi a Pesaro, Vignola (MO) e Castiglione delle Stiviere (MN), è specializzata nell’uso degli strumenti digitali a supporto della comunicazione corporate e dei processi di internazionalizzazione delle imprese (Export Digitale).

 

Kotler Impact Inc. è la società canadese parte del gruppo World Marketing Summit fondato dal Prof. Philip Kotler. Si tratta di una comunità di marketing strategico che cerca di impiegare uno sviluppo economico sostenibile.

 

Olimaint: Dopo una storia fatta di passione e impegno, Giovanni Nicolini, figlio professionale di quello che fu il più grande degli industriali illuminati italiani, Adriano Olivetti, decise di avviare la Olimaint nel 1981, fuoriuscendo dall’azienda che tutti i dipendenti e dirigenti storici chiamavano “La mamma Olivetti” nella quale era entrato ragazzino nel 1966 come “apprendista tecnico di macchine da scrivere”, per quella che all’epoca sembrava essere una sfida impossibile, ovvero combattere con i giganti americani di IBM che avevano iniziato a concentrare la loro attività sui servizi con la Ibimaint.

Con la Olimaint, Nicolini ha rilevato attività di manutenzione in tutto il territorio, formando giovani e affiancando quelli che al tempo erano i temerari programmatori che però abbisognavano di macchine sempre funzionanti e performanti, creò un’organizzazione “decentralizzata” dove tutti operano nel bene della società in un raggruppamento di competenze sotto forme differenti e in paesi differenti.

A distanza di quarantadue anni la Olimaint affronta con forza e con tenacia le sfide del nuovo millennio e si fa protagonista di quello che oggi chiamiamo “rivoluzione digitale”, operando su tutto il territorio nazionale con una rete di 168 concessionari esclusivisti che copre tutto il mercato interno, oltre alla presenza in diversi paesi europei ed extraeuropei, ed una struttura nazionale fatta di 21 filiali.

 

Contatti

 

KCBS: 059 762953 – direzione@kcbs.academy – www.kcbs.academy

 

Weevo Srl Società Benefit, Via Togliatti 21/2 61122 Pesaro PU – www.weevo.it

 

Media kit

https://drive.google.com/drive/folders/1GjISZX3Wlvgvhx8hLAA5TY2-1m_5dwVE?usp=sharing

 

 

 

Casa: gli italiani usano sempre più il web per valutarla

Torino, 5 luglio 2022 – Gli italiani usano sempre più il web per scoprire il prezzo degli immobili, con una crescita nell’ultimo semestre del 130% delle ricerche e oltre 18.000 utenti al mese.

Vorrei.it è uno dei servizi più usati dai consumatori che hanno realizzato 14.500 valutazioni immobiliari online dal 2021 ad oggi.

Gli utenti fanno la valutazione di un immobile online non solo per vendere casa, ma anche per la verifica del prezzo da offrire in una trattativa d’acquisto in qualità di compratori, la surroga di un mutuo o per la valutazione del patrimonio personale.

Per questa ragione il valutatore immobiliare automatico della proptech si rinnova con nuove fonti dati e un’interfaccia molto più intuitiva che consente di realizzare una valutazione in meno di 50 secondi.

Secondo Ivan Laffranchi founder di Vorrei.it ‘Come già avviene in tutta Europa la valutazione di un immobile online è il primo passo per vendere casa e noi vogliamo essere per i proprietari italiani il primo contatto prima di una valutazione approfondita con un agente immobiliare e stiamo lavorando per realizzare il miglior sistema di valutazione possibile bilanciando l’esigenza di richiedere il minor numero di dati possibile all’utente e ottenere la valutazione più realistica’.

La piattaforma nel mese di agosto inizierà a testare con alcune agenzie pilota un comparatore di servizi immobiliari: Vorrei.it non solo consentirà di realizzare la valutazione, ma sarà possibile comparare  le agenzie immobiliari della zona in funzione del tipo d’immobile valutato, confrontando i servizi, le recensioni e le commissioni applicate per offrire al consumatore la possibilità di scegliere il miglior agente immobiliare.

‘Abbiamo intenzione di applicare algoritmi di intelligenza artificiale per realizzare una valutazione predittiva, al fine di permettere ai proprietari di scegliere il giusto timing per vendere la sua casa e sono felici che proprio Torino ospiterà il centro d’intelligenza artificiale italiano’, spiega ancora Laffranchi.

Il mercato immobiliare grazie all’online sta cambiando,  e le proptech sono un’opportunità per renderlo più trasparente ed efficace.

 

Il “Made in Como” è la tendenza di sempre più Vip

Como, 4 luglio 2022 – Il pugile Clemente Russo, reduce di recente dall’Isola dei Famosi ha scelto  per i suoi outfit televisivi una linea uomo in seta rigorosamente ”Made in Como”. Si “Made in Como”, non Made in Italy, perché si parla delle preziose e rinomate sete Lariane, prodotte rigorosamente nel comasco.

La linea scelta dal famoso sportivo è del brand Tosetti, gestito dalla fashion stylist Monica Gabetta Tosetti e la sua famiglia.

Se, fino a pochi anni fa, l’attenzione era riservata esclusivamente ai vestiti femminili, negli ultimi tempi anche l’uomo ci tiene moltissimo a curare nei minimi dettagli il suo look.

Per questo motivo l’atelier Tosetti di Como, ha dedicato una linea esclusiva di abiti da sposo e da uomo, tra cui alcuni capi indossati in televisione dal pugile Clemente Russo per le puntate girate negli studi Mediaset dell’Isola dei Famosi.

Tosetti ha proposto dei look estivi uomo molto speciali ed eleganti, con una particolare caratteristica: togliendo la giacca nei caldi pomeriggi d’estate l’immagine dell’uomo resta comunque elegante e distintiva.

Per non parlare degli abiti da sposo, nei colori tendenza, blu e nero, ma sempre con il tocco di eleganza che non deve mancare ad un abito di questo tipo.

La famiglia Tosetti l, ed il loro atelier, sono ormai un brand riconosciuto nel mondo, e diversi personaggi dello spettacolo, per l’esperienza e la capacità di assicurare un look uomo impeccabile, con un’attenta selezione dei migliori abiti per uomo Made in Italy, è perché no, Made in Como.

 

 

Impresa: quando il libro serve a fare marketing

ll libro come strumento di marketing: il progetto parte dalle Marche e sta conquistando il mondo dell’impresa. Raggiungere gli obiettivi commerciali grazie ad un libro è possibile…

Milano, 28 giugno 2022 – Scrivere un libro di successo per imprenditori in 30 giorni, pubblicarlo in una settimana e poi distribuirlo in Italia e in tutto il mondo, con l’obiettivo di raggiungere nuove vette di clienti e fatturato. È l’idea nata e sviluppata dall’ing. Emanuele Properzi di Porto Sant’Elpidio, nelle Marche, ribattezzata con il nome Bookness,

Si tratta di un progetto editoriale che ha permesso di dare al libro una forte valenza di brand, una miscela esplosiva di comunicazione, storia, reputazione dell’azienda e del professionista protagonisti della pubblicazione.

Nel corso degli ultimi 5 anni sono stati scritti più di 600 libri, grazie a un team di scrittori professionisti che si sono formati seguendo le metodologie editoriali esclusive brevettate da Properzi.

Dallo studio dei bestseller al metodo “Bookness”

Il metodo di scrittura di Bookness è stato infatti chiamato “Bestseller Framework®” e come spiega Properzi, è stato elaborato «dopo aver analizzato oltre 300 libri imprenditoriali bestseller a livello internazionale e dopo aver riconosciuto all’interno di essi una specifica e ricorrente struttura di contenuti».

«Negli anni abbiamo testato il processo di scrittura del libro partendo da un’intervista iniziale fatta all’autore – continua Properzi – e da una raccolta attenta di materiale utile per costruire l’opera migliore per l’autore e, soprattutto, per i suoi obiettivi commerciali.

Grazie ad un processo collaudato attraverso il Bestseller Framework, con il team di Bookness siamo in grado in meno di un mese di scrivere un libro per qualsiasi imprenditore, formatore, coach, professionista ed esercente».

Dalle multinazionali a piccoli professionisti, la scrittura e la pubblicazione di un libro si sono rivelate operazioni molto efficaci, capaci di portare effetti clamorosamente positivi per le finanze e per la promozione di attività tra le più disparate tra loro”.

“Il successo di Bookness – conclude Properzi – sta nel fatto che noi facciamo crescere i fatturati di professionisti e imprenditori attraverso un libro che loro non hanno tempo o possibilità di scrivere».

Il metodo permette all’autore, e quindi al suo business, di posizionarsi come leader del settore in questione, aiutandolo a generare, più di qualsiasi altra operazione di marketing possibile e immaginabile, un flusso costante di clienti.

Per ulteriori approfondimenti sul metodo Bookness basta visitare il sito internet www.Bookness.it o scrivere alla mail info@bookness.it.

 

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Per interviste ed informazioni:

telefono:  327 5850112

 

Ufficio Stampa

info@ufficiostampaecomunicazione.com

 

 

L’ing. Emanuele Properzi, ideatore del metodo Bookness

 

Taxi: arriva l’App per le recensioni di tassisti e NCC

Roma, 27 giugno 2022 – Quante volte abbiamo avuto a che fare con un tassista che non ha soddisfatto le nostre esigenze?

Qualche disguido con un autista o compagnia di noleggio con conducente, i cosiddetti NCC, è capitato a tutti: prezzi esorbitanti, strade sbagliate, strade allungate appositamente o per sbaglio, disservizi vari, conducente poco cortese o peggio ancora maleducato.

Gli incidenti con i tassisti sbagliati sono all’ordine del giorno, ma le cose per fortuna stanno per cambiare.

A breve gli utenti dei taxi e degli NCC italiani  infatti avranno un’arma in più per difendersi dai disservizi di tassisti e NCC, grazie a Taxi Advisor, un’App che ci aiuterà ad individuare un taxi, o un’impresa di trasporti NCC a cui affidarci, grazie alle recensioni degli altri utenti.

Tutti potranno così accedere alle opinioni ed esperienze di altri utenti di taxi e NCC utilizzati, con la  possibilità di interagire con loro per uno scambio di informazioni utili.

In questo modo si avrà la certezza di scegliere il tassista o conducente giusto per le nostre esigenze, senza sorprese.

L’App sarà diffusa, a partire da settembre, tramite tutti gli App store, e ha tutte le premesse per migliorare e rivoluzionare il mondo della viabilità urbana.

Come funziona Taxi Advisor

Scaricando Taxi Advisor si accederà al portale delle recensioni online, con la possibilità di leggere le varie opinioni sul servizio taxi, noleggio con conducente o impresa di trasporto in questione.

Chi usufruisce di tali servizi potrà poi a sua volta condividere la propria esperienza con gli altri, in modo che anche loro possano scegliere il servizio giusto che fa al proprio caso.

Come ad esempio già oggi avviene nel mondo della ristorazione o del turismo.

Ecco cosa si potrà fare nello specifico con l’App di Taxi Advisor:

– entrare in contatto diretto con altri utenti

– cercare un taxi o un NCC in base a nome in codice, numero di licenza e di targa

– individuare un’impresa di trasporto

– leggere e scrivere una recensione

– geolocalizzare in tempo reale la posizione delle rimesse NCC.

– Segnalare un taxi abusivo.

Una soluzione contro i taxi abusivi

Altra funzionalità non da poco, è il fatto  che grazie all’App si potrà segnalare un taxi o NCC abusivo.

Un problema serio quello dell’abusivismo, che va a gravare non solo sull’economia del paese, per le mancate tasse, ma anche pericoloso per gli stessi clienti che rischiano di salire su auto poco affidabili, con autisti poco raccoomandabili

Infatti salire su un Taxi / NCC abusivo ha innumerevoli rischi:

– Il conducente potrebbe avere la licenza taxi anche se detta licenza fosse stata sospesa o revocata, e ciò dunque per una motivazione ben precisa;

– Il conducente potrebbe non avere effettuato per l’auto una buona manutenzione;

– Il conducente potrebbe non avere la polizza assicurativa oppure averne una che garantisca soltanto egli stesso, quindi il cliente non potrà chiedere il risarcimento dei danni subiti oppure potrà chiederli, eventualmente, soltanto all’autista.

Gli abusivi potrebbero chiedere dei costi stellari oppure preventivare un prezzo ma poi non rispettarlo e chiedere altro.

Altro rischio conviene  gli abusivi è che si potrebbe essere fermati per dei controlli di polizia e rischiare a livello personale in quanto si sta viaggiando su di una vettura irregolare, senza saperlo.

Da qui l’importanza di avvertire gli altri utenti sulla legalità e correttezza di determinati autisti.

Chi è Gianluca Poggi, il creatore di Taxi Advisor

Gianluca Poggi è un giovane imprenditore romano. È appassionato di economia, marketing e tecnologia ed all’età di 18 anni aveva già ricoperto il ruolo di assistente presso una società di investimenti immobiliari, con cui oggi collabora in qualità di dirigente.

Fondatore e general manager di G-Network Italia, si occupa della creazione e gestione di piattaforme digitali innovative per professionisti e aziende in ogni settore.

L’obiettivo di Gianluca Poggi è quello di aiutare le imprese, e i loro clienti, contribuendo a rafforzare l’economia e la comunicazione tra vari attori del panorama imprenditoriale italiano.

Da oggi grazie a Taxi Advisor, ideato da Gianluca, gli italiani potranno muoversi più facilmente e serenamente sui taxi e NCC di tutta Italia.

 

 

Gianluca Poggi, creatore di Taxi Advisor

Dipendenti, più della metà vuole cambiare lavoro: ecco come trattenerli

Un’indagine della Fondazione studi consulenti del lavoro mostra che il 55% degli italiani desidera una nuova occupazione in quanto insoddisfatto del lavoro attuale

Benefit, formazione e fiducia: l’head hunter spiega come trattenere in azienda i talenti

Milano, 23 giugno 2022 – L’emergenza sanitaria ha cambiato in modo importante il mondo del lavoro: ormai è evidente che ci sono un prima e un dopo nel modo di pensare allo stile di vita e al lavoro dipendente. L’esperienza del lockdown, l’introduzione del lavoro agile, il lascito dell’emergenza a livello psicologico.

Tutto questo ha portato, tra le altre cose, a una diffusa insoddisfazione per la propria occupazione. Ad analizzare questo sentiment tra i lavoratori italiani è un’indagine condotta dalla Fondazione studi consulenti del lavoro in collaborazione con SWG.

Lo studio, dal titolo “Italiani e lavoro nell’anno della transizione”, dimostra che il 55% dei dipendenti è insoddisfatto della propria occupazione, e che di conseguenza è alla ricerca di un altro impiego. Di più: il 15% è già passato ai fatti, avviando la ricerca di un nuovo lavoro.

Come è noto non si tratta di un fenomeno puramente italiano. Anzi, di Great Resignation, negli Stati Uniti, si parla già dalla primavera del 2021. Alcuni aspetti dell’ondata di dimissioni sono comuni a livello internazionale, altri sono diversi.

L’indagine SWG racconta che a spingere verso una nuova occupazione sarebbero nel 38,7% dei casi l’insoddisfazione, nel 35,4% dei casi la voglia di novità, seguite dalla paura di perdere il lavoro (11,8%) e dalla prossima scadenza del contratto (9,8%).

Ma quali sono i fattori che generano insoddisfazione nei lavoratori?

Nella maggior parte dei casi si parla delle scarse opportunità di carriera (40,9%) e dei salari bassi (31,9%). C’è un altro aspetto fondamentale che viene indicato come un requisito irrinunciabile da trovare nella nuova occupazione: per il 49% degli italiani è necessario che il nuovo lavoro permetta un maggior equilibrio personale, nonché maggiore tempo da dedicare a sé stessi e una mole minore di stress.

Come ha spiegato Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro: «Rivoluzione tecnologica e smart working stanno cambiando i modelli organizzativi e definendo un nuovo approccio verso il lavoro. Lo smart working è una modalità che ben concilia il lavoro con la vita privata, ma va ben strutturato perché diventi un’opportunità per il futuro».

E poi c’è un dato che non si può trascurare: nel 2022 l’84,2% delle persone che lavorano in agilità promuove a pieni voti questo modello, in quanto capace di permettere una conciliazione tra lavoro e vita privata.

Non ci sono quindi dubbi: in molti casi già l’introduzione del lavoro agile potrebbe essere un fattore importante per trattenere i talenti in azienda, facendo cambiare idea a tutti quei dipendenti intenzionati a cercare un nuovo datore di lavoro. Ma non è tutto qui: come sottolinea Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati, società internazionale di head hunting, un’azienda deve muoversi su più fronti per ridurre il tasso di turn over: «indubbiamente il datore di lavoro che mira a ridurre le dimissioni volontarie in azienda deve prima di tutto rendere più efficace il processo di selezione del personale, sapendo peraltro che spesso le dimissioni arrivano a pochi mesi dall’assunzione».

«In molti casi si è convinti che per trattenere i talenti in azienda l’unica arma davvero efficace sia quella dell’aumento degli stipendi» spiega l’head hunter. Questo modo di pensare sarebbe però in buona parte superato, soprattutto per quanto riguarda i lavoratori più giovani.

«Una larga fetta di giovani lavoratori mette davanti agli stipendi le possibilità di sviluppo di carriera e di formazione: ecco quindi che l’azienda che desidera trattenere i propri dipendenti dovrebbe investire soprattutto in tal senso, con ovvie ricadute positive per l’organizzazione stessa sul lungo termine». Va detto poi che in molti casi, ancor più dell’aumento di stipendio, può contare l’introduzione di benefit personalizzati, per rendere più forte il legame tra dipendente e azienda.

«Non va poi trascurato un aspetto più generale, relativo al modo in cui l’azienda decide di relazionarsi con i propri collaboratori: un datore di lavoro che, direttamente o attraverso i propri manager, mostri di ascoltare i propri dipendenti e di avere fiducia nelle loro capacità e competenze, parte già avvantaggiato» conclude Adami, sottolineando che «il fatto di poter godere di ampi margini di autonomia nello svolgimento delle proprie mansioni può fare la differenza».

 

Pride Month: il rapper poliziotto Revman canta in metrò “Tra di Noi”

Diritti LGBTQIA+: il rapper poliziotto Revman canta in metrò “Tra di Noi”

Milano, 22 giugno 2022 – Il 23 giugno alle  20:00 Revman, famoso per essere un poliziotto  rappersi esibirà con un brano gay friendly presso la fermata della metropolitana Loreto M2, che diventerà un palcoscenico gratuito per l’occasione.

Si esibiranno band e cantanti dal vivo, per intrattenere i passeggeri che transitano in metrò. Sound Underground, il nome del piccolo palco di Atm Open Stage nato per offrire uno spazio autorizzato dare la possibilità a tutte le persone di esprimere la propria arte.

Per il poliziotto noto come Revman la musica e l’impegno sociale sono da sempre un tutt’uno. La conferma è arrivata il 17 maggio, nella giornata internazionale contro l’omofobia, con la pubblicazione del suo nuovo singoloTra di Noi che abbraccia i colori dell’amore a tinte arcobaleno.

Una battaglia alla civiltà in cui si dispiegano le forze dell’empatia, della giustizia e dei sentimenti, volta a promulgare la cultura del rispetto e dell’inclusione perabbattere le barriere del pregiudizio, della discriminazione, delle violenze fisiche e psicologiche, ancora troppo spesso messe in atto come conseguenza di insensati preconcetti, motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.

Il brano, avvalorato da un iconico videoclip ufficiale, ambientato nel metaverso e girato tra le suggestive strade Liberty londinesi e l’Arco della Pace meneghino, primo monumento al mondo entrato a far parte della realtà virtuale condivisa ideata da Neal Stephenson e simbolo anti-guerra per eccellenza.

Nel videoclip, in un nuovo e meraviglioso mondo di colori, due ragazzi, vestiti con il drappo delle bandiere e dei due Paesi attualmente coinvolti nel conflitto internazionale, rappresentano l’unione universale in un abbraccio di puro e incondizionato bene, avvalorato anche dalla presenza di due comparse native una della Russia e una dell’Ucraina.

I due protagonisti appaiono attorniati da elementi che attingono a tematiche d’attualità da cui far fluire una profonda riflessione, in una sorprendente alternanza di glitch – che raffigurano il cambiamento e quindi il passaggio dal vecchio mondo, intriso di convenzioni e pensieri obsoleti, ad una dimensione brillante e policromatica in grado di catturare e trasporre l’assoluta uguaglianza dell’essere umano di fronte all’Amore.

La scelta di cantare dal vivo il brano “Tra Di Noi” riconferma l’urgenza espressiva di Revman che, attraverso l’immediatezza e la fluidità del linguaggio rap, infonde messaggi di speranza, inclusione e condivisione, questa volta in metrò e in occasione del pride month.

L’importante contributo del poliziotto rapper avviene proprio qualche giorno prima del Milano Pride, che si svolgerà il 2 luglio prossimo, evento conclusivo del mese di lotta per i diritti LGBTQ.
Un coinvolgimento del giovanepoliziotto anche in questa data rappresenterebbe una novità e un occasione per sensibilizzare maggiormente sul tema dell’inclusione.

 

 

Grandi dimissioni: cosa possono fare le aziende per trattenere i dipendenti

Milano, 6 giugno 2022 – Nel 2021, in Lombardia, quasi un lavoratore su 10 si è dimesso dal lavoro. Nella sola Milano, secondo i dati  elaborati da Cgil Lombardia per il Corriere della Sera, si sono contate 179.200 dimissioni, il 30% in più rispetto all’anno precedente. E il fenomeno della «The great resignation», come l’hanno chiamato oltre oceano, si è mostrato con una certa potenza anche in Veneto.

Guardando ai primi 4 mesi del 2022 si contano qui 66.300 dimissioni, ovvero il 50% in più rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Come ha sottolineato sul Corriere il direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone, «notiamo che, mediamente, entro pochi giorni il dimissionario ha già una nuova occupazione che evidentemente soddisfa le sue aspettative», portando quindi a pensare che «la crescita del numero delle dimissioni risulta fortemente guidata dalle possibilità di ricollocazione offerte dal mercato».

E lo conferma anche chi lavora tutti i giorni a stretto contatto con aziende in cerca di talenti e con professionisti aperti a nuove opportunità lavorative.

Come spiega infatti Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati, società internazionale di head hunting specializzata nella selezione di personale qualificato e nello sviluppo di carriera, «il forte aumento delle dimissioni in queste regioni è il risultato prima di tutto dell’importante numero di opportunità presenti sul mercato».

La spinta verso le dimissioni e la ricerca di un nuovo lavoro è costituita, come sottolinea l’head hunter, «dalla volontà di raggiungere nuove soddisfazioni e condizioni migliori, che spesso si traducono nella possibilità di lavorare in smart working, di avere maggiori possibilità di carriera e via dicendo. Indubbiamente, vista la vivacità del mercato, molti dipendenti hanno capito che potrebbe essere il momento giusto di scegliere il proprio posto di lavoro piuttosto che limitarsi a essere scelti, come potrebbe essere accaduto in passato».

Da una parte ci sono quindi dipendenti dimissionari che lasciano il proprio lavoro per trovare un nuovo equilibrio tra sfera privata e sfera professionale, avendo già nella maggior parte dei casi un’azienda pronta ad assumerli subito dopo il grande passo.

Dall’altra parte ci sono però le aziende che vedono aumentare in modo pericoloso il tasso di turnover, e che quindi si trovano a dover affrontare un numero molto alto di dimissioni volontarie, spesso anche improvvise e inaspettate.

«Di certo in un periodo come questo il mercato si divide tra le aziende con un forte employer branding, che quindi attraggono nuovi talenti, e quelle che invece faticano sia a trovare i professionisti giusti, sia a fidelizzare i propri dipendenti» spiega Adami «e per questo secondo gruppo si prospettano ingenti costi di diversa natura, da quelli necessari per rimpiazzare i dimissionari a quelli relativi alla perdita di competenze».

Diventa quindi sempre più importante mettere in campo delle strategie per fidelizzare i propri dipendenti.

«Il primo passo» spiega l’esperta di head hunting «è di certo quello di condurre dei processi di ricerca e selezione del personale attenti, così da avere le certezza di assumere i candidati giusti, con le competenze e le motivazioni necessarie. Il talento va ovviamente ricompensato con stipendi in linea con il mercato, pur sapendo che la grande fuga dei dimissionari nella maggior parte dei casi ha poco o persino nulla a vedere con il lato prettamente finanziario».

Le condizioni dei dipendenti dovrebbero quindi essere migliorate a tutto tondo: «si parla del lavoro agile, della formazione aziendale, del riconoscimento dei meriti dei dipendenti, della flessibilità, dell’engagement, dello sviluppo di una forte cultura aziendale e della creazione di concreti percorsi per lo sviluppo interno della carriera».

 

 

Lavoro: chi seleziona il personale deve guardare al domani

Milano, 30 maggio 2022 – Come si seleziona il migliore candidato tra i tanti che mandano il proprio curriculum vitae per entrare in azienda? Il processo di selezione tradizionale prevede di premiare con l’assunzione la persona con le migliori competenze, con le capacità più adatte a soddisfare i bisogni dell’organizzazione.

Per questo motivo, negli annunci di lavoro, sono classicamente elencati una serie di requisiti fondamentali, che devono poi trovare una risposta nei curricula inviati dai candidati. Tenendo in considerazione titolo di studio, esperienze professionali e skills, il recruiter procede con la selezione del talento che svetta sopra a tutti gli altri.

Attraverso l’analisi del curriculum vitae, il colloquio di lavoro, la presa in considerazione delle referenze e la visione dell’immagine online, dunque, chi si occupa di recruiting riesce a comporre un’istantanea dei migliori candidati, per poi scegliere quello più idoneo in base alle esigenze attuali dell’azienda.

Ma è davvero sufficiente focalizzarsi sul presente al momento della selezione del personale?

Secondo Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati, società internazionale di head hunting specializzata nella selezione di personale qualificato e nello sviluppo di carriera, la risposta è no.

«Chi struttura un processo di selezione del personale pensando alle necessità attuali dell’azienda sbaglia, per il semplice fatto che quel candidato non dovrà lavorare oggi. No, sarà al lavoro domani, il giorno dopo e il giorno dopo ancora, e per questo motivo chi si occupa di recruiting non deve pensare unicamente al presente, concentrandosi invece anche e soprattutto sul futuro» spiega Carola Adami.

Certo, un tempo era possibile concentrarsi solamente sul presente. Fino a qualche decennio fa, infatti, i cambiamenti all’interno dei vari settori erano piuttosto lenti. Oggi la situazione è invece profondamente diversa.

«La società sta cambiando velocemente, e l’evoluzione tecnologica sta correndo ancora più rapidamente. Questo significa che per rimanere al passo è necessario aggiornarsi continuamente, senza mai smettere di imparare. Dal punto di vista di chi si occupa di ricerca e selezione del personale vuol dire anche che non bisogna assumere ciecamente chi soddisfa i criteri richiesti dall’azienda oggi, bensì chi riuscirà a farlo domani e dopodomani, andando oltre i titoli e le hard skills».

Le semplice analisi del curriculum vitae può quindi dare solo una prima idea sulle effettive capacità del candidato. Per effettuare la scelta giusta è necessario condurre delle interviste in profondità, e, soprattutto, conoscere bene quelli che potranno essere gli sviluppi del settore.

«Questo significa che la selezione del personale deve essere fatta a partire da uno studio profondo dei candidati, nonché da una conoscenza specialistica del settore: non è un caso se la nostra società di head hunting può contare su cacciatori di teste specializzati in singoli settori» sottolinea Adami, aggiungendo «un recruiter che si presta a processi di selezione per qualsiasi settore, dall’automotive al marketing, dal retail alla sanità, non può infatti avere le competenze sufficienti per capire davvero di cosa ha e avrà bisogno un’azienda per continuare a essere competitiva».

 

 

 

 

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