Arriva Natale: come creare l’atmosfera natalizia con l’App di Realtà Aumentata

Atmosfere natalizie con la biancheria casa di Casahomewear

Ad aiutarci a creare l’atmosfera giusta l’App con la realtà aumentata di Casahomewear

Roma, 22 novembre 2022 – Sembra che più del 90% degli italiani ami trascorrere il Natale in casa. E se anche il Grinch si lascia conquistare dal fascino delle magiche atmosfere natalizie, sicuramente la maggior parte di noi si perderà tra addobbi e candele. Sì candele, perché forse quest’anno le tradizionali luminarie risentiranno della crisi energetica ma a vivacizzare l’atmosfera ci saranno le belle tovaglie imbandite. E se il riscaldamento dovrà essere contenuto, ci scalderemo riposando tra morbide lenzuola di flanella, calde trapunte invernali, sacchi copripiumino imbottiti o accoccolandoci sul divano avvolti in soffici plaid e cuscini arredo.

Quale sarà il mood per la casa delle feste: ad aiutarci nella scelta la realtà aumentata

Ma quale sarà lo stile predominante? “Quest’anno i nostri clienti avranno davvero l’imbarazzo della scelta”, afferma il direttore creativo di Cotonificio Zambaiti, produttore del tessile casa proposto da Casahomewear.

“Creare atmosfera natalizia con la biancheria per la casa è facile, dallo stile nordico, al tradizione, dal montano al romantico e l’alternativo, magico fiabesco. Per tutti i gusti quindi, ma solo per quanto concerne lo stile, perché ogni articolo sarà rigorosamente nella qualità artigianale italiana che contraddistingue le nostre collezioni da oltre mezzo secolo.

E ad aiutare nella scelta del mood c’è l’innovativa App Casahomewear, gratuitamente scaricabile da AppleStore o GooglePlay, che consente di vedere sul proprio letto di casa quale disegno si abbina meglio, prima di procedere all’acquisto”, conclude Lara Zambaiti.

Scegli il tuo stile natalizio

Stile Nordico per chi apprezza uno stile moderno, minimal dai colori chiari ma caldi, quelle atmosfere ovattate dei paesaggi con la coltre di neve, tutto relax e quiete. Non poteva che essere White Snow, con la delicata stampa abbinata al grigio perla per completo letto, copripiumino e trapunta in cotone naturale ma anche nella versione in calda flanella. E naturalmente pack Plastic free! Ogni trapunta è contenuta in un sacco portabiancheria con la medesima stampa e ogni completo letto e copripiumino, in una fodera cuscino arredo.

Stile Tradizionale, con l’intramontabile tartan scozzese, ideale per chi vuole una soluzione poco impegnativa, da sfruttare non solo durante le feste, ma anche lungo tutto il corso dell’anno. Il motivo rosso e verde, con un piccolo dettaglio ocra dorato viene proposto sia per il letto, con trapunta, completo letto e set copripiumino che sulla tavola, con tovaglie in cotone antimacchia di diverse misure, tovagliette americane e set cucina completo di grembiule, guanto e presina. Perfetto anche come idea regalo.

 

Stile Giocoso per gli amanti delle favole di Natale, l’indimenticabile Schiaccianoci, con soldatini e ballerine, in un tripudio di alberi e stelle. Il completo letto e la parure copripiumino sono proposte anche in caldo cotone di flanella e contenute in un cuscino arredo che arricchirà il tuo letto o la tua zona living. E per vivacizzare la tua tavole delle feste, ecco la tovaglia con l’irrinunciabile trattamento antimacchia, il set cucina e le tovagliette per la colazione.

 

Schiaccianoci Parure copripiumino in cotone stampato

Stile Romantico con i fiocchi di neve e le stampe effetto pizzo di Let it snow. Il disegno viene proposto sia per le referenze letto che tavola. Per il letto trovi sia il completo letto che il sacco copripiumino in cui infilare il nostro caldo piumino in cotone con imbottitura ecologica da PET riciclato (invernale 300gr m2 o il 4 stagioni con 2 piumini separabili). E non solo a Natale, potrai sfoggiare una bella tovaglia senza temere incidenti, grazie al pratico trattamento antimacchia, ma anche runner centrotavola e set cucina completo coordinati.

Stile Classico tra cervi stilizzati e fiocchi di neve mixati a geometria scozzese. In questa linea avrai la possibilità di accontentare anche il tuo amico a 4 zampe, coordinando il tuo plaid-cuscino o il tuo letto al suo, con la morbida cuccia in spesso cotone imbottito.

Stile Tirolese con i tradizionali motivi romantici di cuori e fiori nei caldi colori rosso e blu. Basterà posarlo sul letto per avere subito una calda atmosfera di natale in montagna.

Stile Montano, se è proprio lo stile chalet di montagna che cerchi, ecco Marmot, un’elegante stampa ornamentale nei colori della roccia e del legno, con simpatiche marmotte e linee di monti. La linea si completa di lenzuola e set spugna ricamata, completo letto e parure copripiumino sia in cotone trama tela che in calda flanella, trapunta, plaid cuscino e cuccia per il tuo amico a 4 zampe.

 

 

Lenzuola, tovaglie, plaid, cuscini arredo e anche cucce in stile romantico, tradizionale, nordico o giocoso

 

 

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Per interviste ed informazioni:

 

Press@cotonificiozambaiti.it

tel.035-718161 – 3888225712

shop online: www.casahomewear.com

https://apps.apple.com/it/app/casahomewear/id1489194876

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.casahomewear.chw

 

Autonomi e Partite Iva: “Ecco perché siamo contrari al Reddito di Cittadinanza”

Filograna, di Autonomi e Partite Iva: “Ecco perché siamo contrari al Reddito di Cittadinanza”

Roma, 21 novembre 2022 – La trasmissione televisiva “Controcorrente”, andata in onda il 16 novembre scorso, ha visto la partecipazione dell’Associazione Nazionale Autonomi e Partite Iva attraverso il Coordinatore Nazionale Horeca, Silvio Bessone.

Uno dei temi trattati ha riguardato il Reddito di Cittadinanza. Il Presidente Nazionale Eugenio Filograna intende ribadire un concetto che non deve lasciare equivoci a libere interpretazioni.

Noi siamo contrari al Reddito di Cittadinanzaha dichiarato il presidente Filograna – non perché non vogliamo dare assistenza ai poveri, ma perché vogliamo stimolare la libera iniziativa ed il lavoro e non l’assistenzialismo a tutti i costi. Oggi ci sono norme che aiutano l’assistenza. La Caritas ha asserito che il RDC viene erogato a 4,7 milioni di persone, molte delle quali sono in grado di lavorare; inoltre, spesso, trattasi di stranieri, a cui sono da aggiungere i furbetti di cui le cronache dei giornali parlano ogni giorno.  Ma se ci sono quasi 5 milioni di persone che vivono in povertà assoluta, cioè non percepiscono alcun reddito, è necessaria piuttosto una legge che sostenga chi è povero e non può lavorare. Essa dovrebbe però chiamarsi “Assistenza alla povertà”.

Il reddito di cittadinanza deve essere produttivo, legato al lavoro sia dipendente sia libero. Noi, Autonomi e Partite Iva, con i nostri dipendenti rappresentiamo tutta questa parte. Il vero problema del nostro Paese è il pregiudizio nei confronti di tutte le partite iva e degli autonomi. Questi ultimi non necessariamente hanno la partita iva e a volte lavorano in nero o con contratti a progetto.

Le partite iva riguardano milioni di persone e la somma del loro fatturato costituisce il prodotto interno lordo del nostro Paese.

Tra le partite iva abbiamo anche le multinazionali e le grandi imprese.

Il vero pregiudizio è verso le piccole, medie e micro-partite iva. In Italia per micro-partite iva si intendono attività fino a 350.000 euro di fatturato annuo, mentre in Europa per micro-partite iva sono intese quelle che fatturano fino a 2 mln di euro l’anno.

Anche questa distonia tra Italia ed Europa sul fatturato delle micro attività genera enormi difficoltà burocratiche, quando le norme europee vengono applicate in Italia.

Il pregiudizio di fondo verso gli autonomi e le partite iva? Evasori fiscali per preconcetto.

La domanda spontanea è: “Perché c’è questo preconcetto?” Lo dice l’Istat!

Ma l’Istituto nazionale di statistica, che è un ente pubblico di ricerca, non fa il confronto con altri Paesi. Quanto paga di più un autonomo e una partita iva in Italia per svolgere la propria attività nell’arco del suo esercizio annuale?

Noi abbiamo fatto il calcolo. La somma è tre volte superiore a quella dell’evasione fiscale che viene addebitata per pregiudizio. Tutto questo ci riporta alla necessità di un risanamento equitativo, del condono o della pace fiscale.

Quando c’è stato il lockdown, gli autonomi e le partite iva sono vissute in una situazione di esasperazione non compresa dalle istituzioni, dai partiti e dai politici. I danni sono stati tanti per le micro attività, molte delle quali ancora oggi non pagano gli affitti da due anni.

Per lo Stato il cittadino che non fattura, e quindi non incassa, è un evasore fiscale quando non paga le tasse, anche se non ha il denaro neanche per mangiare. Nonostante ciò mantiene aperta l’attività perché, senza quella, non saprebbe come andare avanti.

Per continuare a svolgere la propria attività si devono accettare costi triplicati rispetto a quelli dei loro concorrenti stranieri. Alla fine dell’anno hanno speso tanto per l’attività d’esercizio e per gli eccessi dello Stato da non riuscire a pagare le tasse.

Sull’evasione fiscale si è costruita una errata politica tributaria. Tutto questo porta alla conclusione che l’evasione fiscale in Italia non esiste se, alla fine dell’anno, gli Autonomi e le Partite Iva hanno pagato tre volte di più, nell’esercizio della propria attività, l’importo che avrebbero dovuto pagare allo Stato come tassazione.

Quello che manca è un lavoro per tutti. Il reddito dovrebbe derivare dal lavoro perché esso porta al prodotto interno lordo. Dobbiamo educare i giovani al lavoro, ad iniziare dalle scuole. Bisogna fare formazione con degli stage già a 14 anni; un mese di stage in seconda media, poi in terza media ecc. Sarebbe l’unico modo per avere un approccio al lavoro e di conseguenza al guadagno. Sono queste le soluzioni da ricercare anche perché, dopo un anno, una persona che è rimasta sul divano di casa diventa un pericolo per la sanità pubblica. Sono infatti aumentati i casi di depressione e di sindrome ansiosa

E’ come chi per ozio inizia a bere e poi non riesce più a liberarsi del vizio. Stessa cosa per i giovani che per gioco iniziano ad assumere erba e poi diventano drogati. Noi non vogliamo un popolo di mantenuti dallo Stato, ma persone che producano reddito in modo efficiente.  Io penso che questo sia giusto”, conclude Filograna.

 

 

Studiare all’estero: High School o Università americana?

Bologna, 21 novembre 2022 – Frequentare un anno scolastico all’estero è sempre più in auge tra gli adolescenti italiani, ma un cambiamento è in arrivo. Con un aumento del 38% rispetto al 2016, e del 191% rispetto al 2009, questa esperienza si conferma fondamentale per i ragazzi di oggi, consapevoli dell’importanza di diventare cittadini del mondo.

Una riflessione post pandemia è tuttavia necessaria. Da un lato ci sono gli studenti, pronti più che mai a mettersi in gioco e a confrontarsi con un sistema scolastico diverso, desiderosi di stringere nuove amicizie per la vita dopo questi ultimi anni di rinunce sociali.

Dall’altro ci sono le famiglie che decidono di ospitare, di aprire le proprie porte e accogliere un adolescente, in nome di uno scambio culturale, senza quindi alcuna retribuzione. Famiglie che però fanno sempre di più i conti con la crisi economica attuale.

Tra le destinazioni più in difficoltà ci sono gli Stati Uniti – notoriamente la scelta più gettonata – che accolgono migliaia di studenti da tutto il mondo. Negli ultimi due anni trovare famiglie ospitanti per tutti sta diventando una sfida enorme, e qualche studente ha dovuto ripiegare su altre mete.

Come fare quindi per vivere il tanto desiderato American Dream?

Posticipare la partenza dopo il diploma e frequentare un campus universitario americano risponde perfettamente a questa domanda. Non solo, permetterebbe ai giovani italiani di orientarsi sul proprio futuro.

I campus americani sono un microcosmo ideale per gli studenti, tutto è pensato per loro, dal vitto all’alloggio, dalle attività extracurriculari a quelle lavorative, per potersi mantenere le piccole spese. L’offerta formativa è incredibile: gli studenti nei primi due anni possono frequentare corsi diversi, per orientarsi e decidere consapevolmente in cosa laurearsi.

Il Nord Europa considera fondamentale un gap year di orientamento post diploma, prima di iniziare l’università. In Italia prendersi un anno sabbatico è stato spesso considerato un anno perso, ma se quest’anno fosse invece sfruttato per sostenere esami universitari, potenziare il livello di inglese, vivere in un ambiente internazionale e lasciare un’impronta riguardevole sul proprio CV?

Se a spaventare sono i costi, il programma Campus USA di Mondo Insieme e di Go Campus rasserena le famiglie italiane con la garanzia di borse di studio che coprono fino al 70% dei costi annuali di vitto, alloggio e studi. E se l’anno all’estero diventa una scelta di vita, gli studenti possono completare il percorso di studi negli USA e laurearsi a tutti gli effetti, portandosi dietro la borsa di studio per gli anni necessari.

“Avere un’esperienza a stelle e strisce nel CV è un fiore all’occhiello per gli studenti italiani” – commenta il Direttore di Mondo Insieme, Livio Ceppi, “che sia un anno in famiglia, in una boarding school – l’equivalente cioè dei nostri Convitti – o appunto presso un’università americana”.

Per saperne di più è in programma una presentazione del Menlo College – prestigiosa Business School della Silicon Valley, in California – in data 22 novembre.

Ulteriori webinar previsti nel 2023: Southern Utah University (Utah), North Park University (Chicago, Illinois), Northern Arizona University (Flagstaff, Arizona), Stetson University (Deland, Florida), Truman State University (conosciuta come la Harvard del Midwest a Kirksville, Missouri), College of Charleston (Charleston, South Carolina), Boise State University (Boise; Idaho), ecc.

Maggiori informazioni sui webinar online e gli incontri informativi con le università americane sono reperibili sul sito intrrnet www.mondoinsieme.it, e alla info@mondoinsieme.it, o al tel. 051 6569257.

 

 


Studio energia nucleare: per i Prof. Mele e Magazzino una scelta ecosostenibile

Uno studio italianopubblicato sulla prestigiosa rivista Structural Change and Economic Dynamics della Elsevier ritiene il nucleare una scelta ecosostenibile per l’Italia

Roma, 16 novembre 2022 – Il nucleare potrebbe rappresentare una scelta ecosostenibile per l’Italia affamata di energia. Ad affermarlo lo studio dei  Prof. Mele e Magazzino, pubblicato sulla prestigiosa rivista Structural Change and Economic Dynamics della Elsevier.

In questi giorni si sta tenendo la COP27 di Sharm El Sheikh e nonostante alcune critiche relativamente all’incapacità dei governi presenti di raggiungere accordi condivisi per contrastare il fenomeno del riscaldamento globale, tale conferenza resta molto importante. La struttura della COP prevede due fasi d’azione che si devono muovere parallelamente.

La prima è quella dei negoziati dove i politici e delegati del UNFCCC conducono le trattative vere e proprie; l’altra è la cosiddetta Green Zone dove imprese, centri studi e università propongono le loro soluzioni ai governi fornendo, così, strumenti utili per un’azione congiunta contro la crisi climatica.

In questo contesto è intervenuto il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica dell’Italia il quale ha affermato: “Io sono favorevole all’utilizzo del nucleare“, ma “la valutazione sul nucleare va oltre l’Italia, ritengo vada fatta a livello di Unione Europea“, perché “si tratta comunque di energie per il futuro“.

Che l’energia nucleare abbia sempre rappresentato un dilemma per l’Italia è una questione che va avanti da anni. Ciononostante, vuoi per la crisi energetica, vuoi per la consapevolezza che l’indipendenza dall’import energetico rappresenta una condizione importante per ogni paese, per la prima volta da molti anni, nei programmi della maggioranza dei partiti del nuovo Parlamento, c’è stata l’apertura all’energia nucleare.

In questo ambito si inserisce la ricerca dei Prof. Marco Mele e Cosimo Magazzino, rispettivamente delle università Unicusano e Roma Tre, i quali hanno recentemente pubblicato uno studio sulla prestigiosa rivista Structural Change and Economic Dynamics della Elsevier. I due studiosi, attraverso dei complessi processi di equazioni differenziali alle derivate parziali hanno dimostrato come l’energia nucleare potrebbe rappresentare una scelta economica ed ecologica sostenibile.

In particolare, analizzando il caso del Belgio, ma replicabile per l’Italia, Mele e Magazzino hanno evidenziato come nel breve-medio periodo l’energia nucleare produce le stesse quantità di CO2 delle energie rinnovabili garantendo, però, un flusso continuo di energia per il paese non possibile, invece, da altre fonti green.

Pertanto, questo importante risultato rappresenterebbe la risposta a molti scettici che affermano, erroneamente, elevati livelli di inquinamento dell’energia nucleare.

 

I Prof. Mele e Magazzino

Quanto guadagnano gli allenatori di serie A

La classifica degli stipendi allenatori della massima serie, vede in prima posizione Allegri e Mourinho: tutti gli ingaggi milionari dei CT più pagati d’Italia

Roma, 14 novembre 2022 – Il ruolo degli allenatori di Serie A è tenuto in grande considerazione nel campionato Italiano. Non a caso alcuni CT delle squadre di calcio più blasonate del nostro campionato sono a loro volta delle superstar, al pari dei calciatori che guidano con alterni successi. A testimoniare la loro importanza sono anche gli stipendi degli allenatori di Serie A, che in alcuni casi raggiungono cifre a sei zeri.

La classifica stipendi allenatori Serie A, indica le prime dieci posizioni in base alla retribuzione percepita a ogni stagione. In totale gli ingaggi per le prime 10 posizioni raggiungono quasi lacifra di 50 milioni di euro.

L’infografica fornisce i dati completi sulla durata del contratto e sulla data di scadenza dello stesso.  

Sul podio dei più pagati Allegri, Mourinho e Inzaghi

La classifica degli stipendi allenatori della massima divisione Italiana è guidata da José Mourinho e Massimiliano Allegri. Entrambi si portano a casa 7 milioni di euro. Il CT portoghese ha rinnovato il contratto con la Roma nel 2021, con scadenza nel 2024. Per lui i 7 milioni che lo fanno posizionare in cima alla classifica stipendi allenatori, in realtà non rappresentano lo stipendio più alto percepito dal tecnico.

Infatti nelle sue esperienze internazionali Mourinho ha guadagnato somme ben più alte. Percepiva 15,5 milioni a stagione al Real Madrid, 14 al Chelsea e addirittura 17 milioni al Manchester United, 10 in più di quanto ne prende a Roma. Stesso stipendio del portoghese, quello che si porta a casa Massimiliano Allegri, legato alla panchina della Juventus fino al 2025.

Simone Inzaghi è l’allenatore più giovane della classifica, a 46 anni siede sulla panchina dell’Inter con la quale ha rinnovato il contratto quest’anno. Inzaghi percepisce 5 milioni per guidare i nerazzurri, con scadenza di contratto nel 2024. La proprietà di Zhang Jindong ha voluto premiare il lavoro del tecnico,concedendogli un milione in più rispetto al contratto precedente.

Milan, Lazio e Atalanta le altre squadre che pagano di più

La classifica stipendi allenatori Serie A, prosegue con Stefano Pioli che percepisce dal Milan 4 milioni di euro a stagione. L’allenatore, richiamato sulla panchina rossonera nel 2019, ha traghettato verso il successo una squadra in difficoltà. Per questo si è guadagnato un raddoppio dell’ingaggio, che nella stagione 2021-2022 era di 2 milioni. L’attuale contratto scadrà nel 2023.

Segue con 3 milioni e mezzo a stagione e contratto che dura fino al 2025, Maurizio Sarri. Il tecnico napoletano ha ricevuto un aumento di 500.000 € rispetto all’anno precedente segno inequivocabile di fiducia da parte del presidente Lotito.

Stesso stipendio quello corrisposto dall’Atalanta a Giampiero Gasperini. Il rinnovo del contratto ottenuto nel 2021, con scadenza nel 2024, gli è valso anche un cospicuo aumento di stipendio, infatti nella stagione 21-22 percepiva 2.200.000€.

Sotto i tre milioni, Spalletti e gli altri

Alla guida di una Napoli entusiasmante, Luciano Spalletti percepisce 2.800.000 € a stagione. La scadenza del suo contratto con la squadra di de Laurentiis è nel 2023. Lo stipendio è rimasto invariato rispetto al contratto precedente, ma molto probabilmente sarà oggetto di trattativa per un prossimo rinnovo.

Non siede più sulla panchina del Bologna, Siniša Mihajlovic che aveva un ingaggio di 2.500.000 € a stagione. La classifica procede con Ivan Juric, alla guida del Torino, dove è approdato nell’estate del 2021. Per lui 2 milioni di euro, uno stipendio raddoppiato, rispetto a quello che percepiva in precedenza a Verona. La stessa cifra che ora la squadra giallazzurra corrisponde a Gabriele Cioffi, arrivato dall’Udinese, dove guadagnava 500 mila a stagione. Un bel passo in avanti per il tecnico fiorentino che ha firmato con il Verona fino al 2024.

 

Governo ed energia nucleare: per il Prof. Mele è la scelta migliore

Roma, 10 novembre 2022 – L’attuale crisi energetica che stiamo vivendo in questi mesi ha messo in luce un problema rimasto irrisolto da molti anni per l’Italia: la mancanza di una indipendenza energetica. Di fatto, il nostro paese importa quasi l’80% dell’energia necessaria al sistema economico e sociale di cui oltre il 90% è prodotta dai fossili.

Questi ultimi, in particolare, provengono da Paesi che presentano caratteristiche di alto rischio geopolitico e che dunque, non consentono la certezza dell’approvvigionamento in qualsiasi momento.

E’ quanto sta accadendo ultimamente con la questione Russia-Ucraina la quale ha messo in evidenza che le scelte dei fornitori di energia rappresentano un vincolo e un grosso limite per i paesi sviluppati, non indipendenti energeticamente.

Si è fatta così strada l’ipotesi di un connubio imprescindibile tra rispetto dell’ambiente e indipendenza energetica attraverso investimenti mirati in fonti rinnovabili le quali però, come sappiamo, non garantiscono la necessaria autonomia e sicurezza nella continuità degli approvvigionamenti per gli utilizzi civili, commerciali, sociali e industriali.

Ed allora, il nuovo Governo di centro-destra sta studiando strategie differenti vedendo come soluzione alla crisi energetica, la possibilità di ampliare le proprie forniture di gas attraverso una maggiore e più produttiva trivellazione del Mar Adriatico.

Dietro a questa ipotesi, tuttavia, ce n’è un’altra che dalla fine del mese di ottobre viene discussa dal Governo, ossia la possibilità di un ritorno al nucleare.

Su questo argomento, è stato ascoltato il Prof. Marco Mele, Associato di Politica Economica dell’Università Unicusano di Roma, esperto del settore energetico e già premiato per i suoi studi sul nesso tra crescita economica e consumo di energia.

Il Professore afferma che, nonostante lo sviluppo delle fonti rinnovabili quali eolico e solare è stato consistente negli ultimi anni, esse richiedono specifiche caratteristiche territoriali ed ambientali non sempre presenti.

Pensare al nucleare, continua l’economista,  rappresenta un vantaggio considerevole dal momento che stiamo parlando di grandi quantità di energia prodotta in maniera costante permettendo, inoltre, di ridurre la dipendenza del nostro paese dalle importazioni energetiche.

Da un ultimo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Structural Change and Economic Dynamic gli economisti Marco Mele e Cosimo Magazzino hanno anche dimostrato empiricamente che il nucleare produce livelli molto bassi di CO2 rispetto a gas, petrolio e carbone a punto da essere, nel medio termine, equiparabile alle energie rinnovabili.

Pertanto, sarebbe meglio iniziare ad investire subito in energia nucleare per evitare, in futuro, una nuova crisi di approvvigionamento nel rispetto, anche, dell’ambiente che ci circonda.

 

I professori e ricercatori Mele e Magazzino

Telefonia: nasce Ehiweb Mobile

Ehiweb, provider di telecomunicazioni che opera in Italia con le sue connessioni in FIBRA, lancia il nuovo servizio Ehiweb Mobile: SIM per privati, aziende e IoT con tariffe chiare, assistenza dedicata e senza vincoli temporali.

Roma, 10 novembre 2022 – Da oggi sono disponibili le nuove SIM per privati, aziende e IoT del nuovo operatore Ehiweb Mobile. Ehiweb lavora nel mercato italiano delle telecomunicazioni da 20 anni con le proposte di connessioni internet in FIBRA/ADSL e altri servizi di telefonia come il VoIP, i centralini virtuali e la piattaforma BeSMS per l’invio massivo di messaggi.

Oggi, dopo aver consolidato la sua posizione di provider alternativo ai brand più noti, Ehiweb è pronto a scrivere una nuova pagina della sua storia con l’ingresso nella telefonia mobile.

Un evento tanto atteso, che consegna al pubblico un’offerta completa: lo storico provider bolognese si propone infatti sul territorio nazionale come fornitore unico per la telefonia e la connettività fissa e mobile, per i privati e per le aziende.

Questa operazione aggiunge all’offerta commerciale di Ehiweb un servizio molto richiesto, con la promessa di confermare la cifra stilistica di sempre del provider bolognese: assistenza dedicata, servizi di alta qualità e prezzi accessibili.

Ehiweb diventa così anche operatore mobile ATR con licenza nazionale, ed eroga il servizio tramite l’infrastruttura Vodafone, la rete mobile più capillare d’Italia. La velocità massima di navigazione sarà di 60 Mbps in download e 30 Mbps in upload.

Le tariffe per il pubblico sono semplici e variegate:

  • tre piani tariffari per privati
  • tre per il mondo business, con tariffe mensili complete di minuti, SMS e traffico dati
  • tre piani IoT/Backup Mobile con SIM solo dati e IP statico, per la domotica e lo smart working

Si parte dai 2,95€ per la SIM IoT di base e si arriva a un massimo di 19,95€ al mese per la SIM con IP statico e pubblico.

In particolare si è lavorato per facilitare la costituzione di flotte di SIM aziendali, semplici da attivare e con il vantaggio di aumentare o ridurre le SIM circolanti in azienda, senza preoccuparsi di vincoli temporali e soprattutto senza penali.

Ehiweb Mobile si rivolge ai nuovi clienti e a chi ha già servizi attivi con Ehiweb, aumentando per questi ultimi i vantaggi previsti dal fornitore unico, a cominciare dalla fattura mensile che può raggruppare tutti i servizi: dal dominio alle SIM.

Per i clienti FIBRA Ehiweb è prevista anche una formula VIP sulla tariffa top di gamma: attivazione gratuita e traffico dati raddoppiato.

I nuovi clienti possono ordinare online le SIM al costo di 10 euro, con attivazione e portabilità del vecchio numero inclusi nel prezzo.

Dopo mesi di lavoro e sperimentazioni, finalmente siamo pronti per il lancio di Ehiweb Mobile. È previsto ancora molto sviluppo tecnico ma siamo pronti per questa nuova sfida. Ehiweb è sempre stato simbolo di qualità e ci aspettiamo una buona risposta dal mercato: Ehiweb Mobile nasce soprattutto per i nostri clienti che da tempo ci chiedevano di integrare un’offerta SIM mobile alle nostre connessioni e alla telefonia VoIP”, ha detto il direttore commerciale di Ehiweb, Gilberto Di Maccio,

Con queste parole Ehiweb entra in un mercato competitivo come quello della telefonia mobile, senza temere confronti e con l’intenzione di confermarsi come l’alternativaMade in Italy” ai grandi operatori più noti.

Lo scopo da raggiungere in questa nuova missione è nel segno della continuità: proseguire il percorso di crescita dell’azienda con servizi di qualità e assistenza clienti dedicata, per semplificare la vita e il lavoro delle persone.

Per maggiori informazioni sono disponibili i siti internet www.ehiweb.it/sim-mobile e www.adslfibra.ehiweb.it/mobile.

 

 

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Per interviste ed informazioni:

Alfonso Casciaro
press@ehiweb.it

 

 

 

 

 

Rapporto Invers: il traffico di scooter in sharing continua a crescere

Roma, 9 novembre 2022 – Il settore dello scooter sharing afferma il suo ruolo determinante nell’ambito della mobilità condivisa. Nel 2022, il settore ha assistito ad un aumento del numero di operatori, città, paesi e utenti, oltre al consolidamento di una flotta quasi interamente elettrica e all´apparizione di una nuova categoria emergente di scooter/biciclette ibride.

Questi sono i dati principali del rapporto Global Market Sharing Market Report 2022. Secondo il rapporto, circa 130.000 scooter in sharing sono attualmente in circolazione in tutto il mondo e si stima che ci siano 17 milioni di immatricolazioni in tutto il mondo, con un aumento del 40% dal 2021.

Allo stesso tempo, negli ultimi 12 mesi il numero di città in cui viene offerto il servizio di condivisione degli scooter è aumentato del 25%, arrivando a più di 220, e il numero di operatori di servizi di condivisione dei scooter è aumentato dell’8%, per un totale di 94 fornitori.

Il sesto rapporto annuale sul mercato dello scooter in condivisione è stato pubblicato e lanciato oggi. Gli autori hanno utilizzato dati pubblici, contatti diretti con 94 operatori di scooter in sharing in tutto il mondo e interviste con esperti per determinare come la domanda e l’offerta abbiano plasmato il mercato odierno.

“Negli ultimi dodici mesi, il mercato globale degli scooter in sharing ha mostrato una crescita costante“, afferma Bharath Devanathan, CBO di Invers.

“Oltre al continuo aumento delle immatricolazioni, e dei paesi e delle città in cui questo servizio viene offerto, è apparsa una nuova categoria di veicoli che si colloca tra gli scooter e le biciclette, chiamata ibrido scooter/bicicletta, che attira nuovi utenti verso la mobilità condivisa, soprattutto in alcuni mercati asiatici. Nel 2022, questi veicoli rappresentano già il 16% delle due ruote a motore condivise analizzate nel nostro rapporto”.

La crescita maggiore si è registrata nei mercati extraeuropei. India, Indonesia e Taiwan sono alcuni dei Paesi che hanno registrato un aumento delle flotte negli ultimi 12 mesi.

“Con gli scooter in condivisione offerti in 36 Paesi, il settore non è mai stato così globale come oggi”, afferma Enrico Howe, ricercatore di mercato senior di Invers.

“I mercati extraeuropei hanno registrato un notevole sviluppo negli ultimi anni. Ciononostante, un scooter condiviso su due si trova in Europa”.

Altri dati interessanti emersi dal rapporto sono che l’India è uno dei primi 5 mercati globali e Bangalore rimane una delle maggiori città di sharing di scooter. Nel frattempo, Taiwan continua a introdurre un numero sempre maggiore di scooter condivisi di classe L1, anno dopo anno. Con una popolazione di poco inferiore ai 24 milioni di abitanti, Taiwan ha la più grande flotta di scooter in sharing a livello globale, con quasi 20.000 veicoli. L’Indonesia è uno dei nuovi arrivi di quest’anno e vede sempre più l’introduzione di scooter/biciclette ibride da parte di operatori come Migo e Beam. Tra le novità nella mappa della sharing globale degli scooter ci sono Bolivia, Grecia, Paraguay, Svizzera, Turchia e Regno Unito.

Per quanto riguarda i fornitori di servizi, si possono osservare alcune acquisizioni e una significativa concentrazione del mercato nel settore.

Emmy è stata acquistata da GoTo nel 2021 e GO Sharing ha acquisito l’operatore italiano ZigZag alla fine dello scorso anno – per fare alcuni esempi. Il rapporto mostra che i primi 10 operatori possiedono e gestiscono il 60% della flotta globale di scooter condivisi.

Lo studio completo è disponibile qui: https://hubs.ly/H0Z-mwk0

Informazioni su Invers

Invers, inventore della condivisione automatizzata dei veicoli, consente ai fornitori di servizi di mobilità di lanciare, gestire ed espandere le proprie offerte con soluzioni hardware e software integrate e progettate appositamente per gli sviluppatori di servizi di mobilità condivisa. In qualità di prima azienda al mondo di tecnologie per la mobilità condivisa, Invers sviluppa e mantiene in modo affidabile gli elementi fondamentali ad un livello tale da offrire ai propri clienti soluzioni tecnologiche efficienti dal punto di vista dei costi e facilmente implementabili.

L’azienda agisce come partner indipendente e affidabile per gli operatori di servizi come il car sharing, lo scooter sharing, il ride pooling e il noleggio auto, con l’obiettivo di rendere l’uso di veicoli condivisi più comodo e conveniente rispetto alla proprietà. Tra i clienti figurano Share Now, Cooltra, Getaround, Clevershuttle, Miles, Flinkster, TIER, Bounce ed Emmy. L’azienda è stata fondata nel 1993 e ha sedi a Siegen, Colonia e Vancouver. Lo sviluppo avviene interamente in Germania. www.invers.com

 

 

 

 

Prof. Cesare Pozzi: “Perché lo scostamento di bilancio non è opportuno”

Per il Prof. Pozzi, economista, uno scostamento di bilancio non è opportuno

Roma, 25 ottobre 2022 – Una delle più importanti sfide che il nuovo Governo a guida Meloni dovrà affrontare sarà la messa a punto di una Legge di Bilancio che, conti alla mano, dovrà ipotizzare nuove forme di intervento soprattutto sul fronte caro-energia, che rischiano di avere un costo che potrebbe arrivare circa a 30 miliardi di euro. Si va paventando, pertanto, da vari fronti della maggioranza la necessità di adottare uno scostamento di bilancio.

Su questa questione è intervenuto il Prof. Cesare Pozzi, economista dato tra i papabili alla guida del MEF prima della scelta ricaduta su Giorgetti, il quale sostiene che tale manovra non sia opportuna.

Di fatto, spiega l’economista, “lo scostamento di bilancio rappresenta il ricorso all’indebitamento per finanziare misure straordinarie. Diversi partiti politici hanno evocato tale misura nel corso della recente campagna elettorale. Tuttavia, numerosi sono i motivi che portano a considerare allo stato non opportuna questa scelta di politica economica. Non più tardi della scorsa settimana, un report del FMI ha segnalato per l’Italia la necessità di mettere ordine nei propri conti pubblici.

Il Paese, che già prima della pandemia da Covid-19 aveva il terzo debito pubblico (in rapporto al PIL) più elevato al mondo, proprio per contrastare la crisi pandemica ha dovuto varare misure costosissime, che ne hanno gonfiato la spesa, il deficit e il debito pubblico. Inoltre, le condizioni di mercato sono profondamente diverse: la BCE poté reagire nella primavera del 2020 con il varo del PEPP e la Commissione Europea lanciò il Recovery Fund.

I rendimenti sovrani crollarono e così i governi poterono finanziare gli aumenti di spesa a interessi zero o persino negativi. Oggi, invece, a causa dell’esplosione dell’inflazione, per l’enorme incremento dei prezzi delle commodity, e del continuo e significativo indebolimento dell’euro rispetto al dollaro), la BCE è costretta ad alzare i tassi d’interesse. Ciò comporta, da un lato un aggravio dei costi per chi si indebita prendendo a prestito denaro, ma dall’altro fa emergere i problemi irrisolti di una comunità non Stato con apparentemente un’unica moneta.

Purtroppo, come statuito nei Trattati dell’Unione, ogni Paese membro è responsabile del proprio eventuale default e questo implica che, al di là di aspirazioni e dichiarazioni, esistono di fatto diversi Euro, uno italiano, uno tedesco etc… Si presta così il fianco alla speculazione internazionale sui mercati finanziari, che guarda famelicamente la preda grassa e debole…

È in questo quadro che lo scostamento di bilancio costituirebbe il segnale, per i mercati finanziari, dell’accresciuto rischio sovrano dell’Italia, con la conseguenza che lo spread tornerebbe a innalzarsi, rischiando di far rivivere al Paese le buie settimane dell’avvento del Governo Monti.

Pertanto, lo scostamento di bilancio potrebbe portare, in ultima analisi, all’insolvenza fiscale del Paese, con una crisi finanziaria a cui potrebbe accompagnarsi una crisi di liquidità, stante l’inflazione in crescendo e l’impossibilità di una politica monetaria indipendente”.

 

Video arte: al Centro Studi Americani il Cineforum “Civiltà vs violenza”

In occasione della presentazione dei video vincitori della call “RAW incontra il Miami New Media Festival 2022”, realizzata nell’ambito della settimana dell’arte contemporanea di Roma
Roma, 20 ottobre 2022 – “RAW incontra il Miami New Media Festival 2022”, iniziativa realizzata tra la Rome Art Week (RAW) e il Miami New Media Festival (MNMF), giunto alla sua 17ª edizione, quest’anno si terrà martedì 25 ottobre al Centro Studi Americani di Roma (Via Michelangelo Caetani 32), alle ore 15, nell’ambito del CineForum “Civiltà vs violenza: educazione, arte e comunità come un modo per abbracciare la nonviolenza”.
Tra i relatori ci saranno Roberto Sgalla, direttore del Centro Studi Americani, Massimiliano Padovan Di Benedetto, direttore Rome Art Week, e Andreina Fuentes Angarita, direttrice di Arts Connection. Modera Marinellys Tremamunno, video-giornalista, portavoce del MNMF in Italia.
Sono sei i video art selezionati per la proiezione romana del Miami New Media Festival: “Singularity” (2022) di Massimiliano Ionta (Italia); “ALL RACISTS [You are]” (2021) di Carles Pàmies (Spagna); Squeeze (2020) di Gina Peyran Tan (Singapore); “Globus Viridis” (2022) di Victoria Thomen (Italia-Repubblica Dominicana); “Essere U” (2022) di Emanuele Marsigliotti (Italia); “Border” (2021) di Manuel De Marco (Italia). Insieme a loro parteciperanno diversi artisti internazionali.
Gli artisti sono vincitori della call italiana del MNMF 2022 e sono stati presentati in prima internazionale lo scorso sabato 8 ottobre, durante l’opening del festival internazionale, realizzato alla galleria Art To Save Lives Contemporary di Miami, dove sono in proiezione fino al 29 ottobre, insieme ai 34 video vincitori del bando internazionale.
Una festa dedicata alla videoarte
Miami New Media Festival (MNMF) è una piattaforma di arte pubblica, creata da Arts Connection Foundation, partner di RAW dall’anno 2017, per la promozione della creazione artistica attraverso la tecnologia e i nuovi media. È una grande festa dell’arte contemporanea, con tante attività artistiche, tra cui proiezioni, video mapping, performance audio-visive dal vivo, workshop, mostre e conferenze. Il MNMF intreccia la video arte con il pubblico, consentendo un nuovo spazio di ritrovo e di espressione artistica.
Il Miami New Media Festival è un evento inclusivo. Incoraggia la partecipazione di video-artisti di qualsiasi età (+ 16 anni) e qualsiasi genere, senza restrizioni di nazionalità o residenza. È aperto a tutti i tipi di pubblico, artisti, studenti d’arte, studiosi, istituzioni accademiche, curatori, collezionisti, istituzioni e aziende.
Ulteriori informazioni sul sito internet
“Border” (2021) di Manuel De Marco (Italia)
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