Unisce l’uso etico della tecnologia alle neuroscienze l’ultimo album dell’artista
Roma, 3 luglio 2026 – La sovraesposizione informativa e gli algoritmi causano ansia, dipendenza da dopamina e crisi d’identità nei giovani, intrappolati in loop di fruizione rapida. Nelle altre generazioni, il fenomeno alimenta polarizzazione politica, tecnostress e una forte vulnerabilità alle fake news. Per tutti, il risultato è una drastica riduzione dell’attenzione e frustrazione. Da qui l’idea di Giovanni Scafoglio di creare Musicology Mashup, 78 minuti di musica per disconnettersi dal sovraccarico algoritmico e dalla dipendenza dai social per riconnettersi con l’umanità.
L’opera unisce l’arte alle neuroscienze, basandosi su 209 fonti scientifiche e su un percorso di quasi 30 anni di viaggi in 24 diverse nazioni, tra cui Iran, Afghanistan, Iraq, Siria, Mali, Haiti e Messico, dalla fine degli anni ’90 al 2019.
Scafoglio ha elaborato una composizione di 78 minuti frutto di numeri straordinari: centinaia di voci e cori tradizionali campionati sul campo, 7 lingue diverse, 21 artisti coinvolti e oltre 70.000 prompt, ossia il comando o l’istruzione che scrivi a un’intelligenza artificiale per chiederle di fare qualcosa. Un lavoro indipendente che in soli dieci giorni ha già registrato oltre 100.000 visualizzazioni e 1.058 ore di ascolto complessive sui social.
Ma c’è un confine netto: nessuna iA è stata utilizzata per la stesura delle musiche e dei testi. L’arte resta interamente umana, firmata da Giovanni Scafoglio con la partecipazione di ospiti internazionali come l’artista nippo-inglese Myouju, il violoncellista curdo Harkan Barzani, le viole e i violoni di artiste iraniane.
Spazio anche le cover da Hendrix ai Pink Floyd, da Prince ai Rolling Stones, spesso riportando le canzoni alle origini come la versione maliana di Crossroads.
Dietro l’opera: la ricerca e le pubblicazioni di Giovanni Scafoglio
Giovanni Scafoglio, giornalista, scrittore e musicista esperto di intelligenza artificiale, unisce nei suoi lavori narrazione, musica e tecnologie digitali. Con all’attivo sette libri pubblicati a partire dall’esordio letterario del 2007 con L’ombra della città, Scafoglio analizza dal 2019 l’applicazione dell’intelligenza artificiale generativa nei processi di produzione culturale. Nel 2022 ha pubblicato Il Sacro Profano, primo romanzo crossmediale che combina realtà aumentata e opere d’arte in NFT, impiegando per primo in Italia l’intelligenza artificiale per connettere i contenuti analogici, con le foto e le copertine all’interno del libro che si animano, a quelli digitali e crittografici. A questa sperimentazione ha fatto seguito nel 2024 la graphic novel distopica Dismalandia (realizzata su suoi testi con l’artista Myouju), in cui l’IA è stata utilizzata come co-creatrice per fondere disegno a grafite e fotografia urbex. Il lavoro di analisi sull’impatto dei modelli neurali si è consolidato con i saggi L’intelligenza artificiale non esiste (2024) e Intelligenza criminale, volumi dedicati sullo studio dei meccanismi di funzionamento e manipolazione degli algoritmi moderni.
Se non puoi sconfiggere l’intelligenza artificiale, fattela amica.
L’album è disponibile su tutte le piattaforme di streaming e store digitali, e la video-pillola è fruibile su YouTube.
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