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Cambio al vertice all’Accademia Nazionale di Danza: Adriano Bol dona “Time to Dance”

Roma, 3 novembre 2026 – Una direttrice conclude il suo cammino, un’altra lo inizia, e un dipinto di quattro metri per due lo racconta. Nella sala Prebil dell’Accademia Nazionale di Danza si è compiuto il passaggio di testimone tra Anna Maria Galeotti, che lascia la direzione al termine del suo mandato, Annapaola Pace è la nuova direttrice dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma.

«Raccolgo un’eredità importante con gratitudine e con la voglia di far crescere ancora l’Accademia, nel segno della continuità e dell’apertura ai giovani talenti», ha dichiarato Annapaola Pace.

«Mi emoziona vedere questa meravigliosa opera di Adrian Bol nella sala Prebil, mi sembra la chiusura di un cerchio, un omaggio fatto anche al mio maestro», ha detto Anna Maria Galeotti, riferendosi al maestro Prebil, a cui è intitolata la sala.

Chi era presente

Alla cerimonia hanno partecipato Antonio Calbi, Presidente dell’Accademia, e Lorenzo Marinone, Presidente della Commissione Bilancio di Roma Capitale, che ha consegnato ad Anna Maria Galeotti una medaglia al valore del Comune di Roma per il suo impegno in Accademia. Presente anche l’attrice internazionale Yuliia Bol, moglie dell’artista.

Il coach accanto alla direzione. Luca Papa, il coach delle eccellenze italiane, ha affiancato Anna Maria Galeotti durante il suo mandato, sostenendola nei processi decisionali e nel consolidare il rapporto dell’Accademia con Roma Capitale. Un lavoro che prosegue: Papa resta al fianco della nuova direttrice Annapaola Pace.

La donazione dell’artista Adrian Bol ai vertici dell’Accademia

Il gesto che ha concluso la cerimonia è stato quello dell’artista Adrian Bol, che ha donato all’Accademia “Time to Dance” (olio e tecnica mista su tela, 4×2 metri), ora collocata in modo permanente nella sala Prebil. La targa recita: “A chi ha fatto della danza una ragione di vita”. Alla fine Bol ha consegnato a ciascuna delle due direttrici un dipinto personale.

Il dono non è casuale: nasce dalla visione che Bol ha della sua arte, vissuta come una forte spinta spirituale. Maestro del layering, la sua ispirazione vive di stratificazioni, può impiegare mesi per completare una singola opera, sovrapponendo fino a trenta livelli di colore in un processo meditativo e imprevedibile. Per lui dipingere è pregare: le sue opere sono dedicate a Dio per onorare Cristo. Rifiuta ogni etichetta, si definisce semplicemente cristiano e ha smesso di firmare le tele con il proprio nome, sostituito da un timbro sul retro, “Ecclesia dell’Arte”, nome del suo atelier sito in Mompeo. 

«Donare è una delle massime espressioni d’amore», ha spiegato Adrian Bol.

La donazione rafforza il legame di Bol con la Capitale. Formato alla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam, si muove con pari maestria tra pennelli e macchina da presa: è legato a Legacy of Lies, il film d’azione salito ai vertici di Netflix negli Stati Uniti, e lavora ora al survival movie Breaking Cover, con la fotografia di Andrzej Seku?a, già direttore della fotografia di Pulp Fiction.

 

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Ufficio stampa @Pumas Community

 

Le due direttrici Annapaola Pace e Anna Maria Galeotti insieme a Adrian Bol, Luca Papa, Lorenzo Marinone e Antonio Calbi

 

 

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