OMS: Ecco perché gli uomini muoiono prima delle donne

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Le donne vivono più a lungo: leggenda metropolitana o realtà? Le risposte da una ricerca dell’OMS…

Roma, 18 aprile 2019 – Spesso si parla del fatto che le donne vivrebbero di più, e che ci sono più vedove che vedovi, ecc. La “leggenda metropolitana” sulla maggiore longevità va avanti, forse, da sempre, ed è difficile comprendere se abbia un fondo di verità oppure no. Quest’anno una ricerca dell’OMS, ovvero l’Organizzazione Mondiale della Sanità sembra avvalorare questa teoria ponendola su basi psicologiche oltre che meramente fisiche e comunque dandone lucide e ragionate motivazioni.

Secondo la World Health Statistics 2019 (WHO, 2019), infatti, per i nati nel 2019 l’aspettativa di vita è di 69,8 anni per i maschi e di 74,2 anni per le femmine, con uno scarto di 4,4 anni a favore delle donne.

Secondo l’OMS alla base di questa diseguaglianza non c’è una singola causa bensì ve ne sono diverse. Analizziamole nel dettaglio, per comprendere meglio i risultati di questa importante ricerca.

Donna al volante… attenzione costante?

Gli esperti del portale di psicologia PsicologiOnline.net ricordano che alla base della mortalità ci sono cause, ovviamente, fisiche ma ve ne sono anche di psicologiche che troppo spesso vengono sottovalutate se non ignorate. Anche la salute mentale, in questo senso, miete vittime più numerose di quanto possiamo pensare.

Un esempio: gli incidenti stradali sembrano essere più pericolosi per gli uomini, che vedono abbassarsi l’aspettativa di vita di circa 0,47 anni in più rispetto alle donne. Da cosa dipende questa maggiore frequenza di decessi maschili per incidenti automobilistici? Tra le cause prime viene indicato il fatto che nel settore degli autotrasporti sono impiegati quasi esclusivamente uomini. Anche se le donne stanno lentamente aumentando, per adesso il monopolio è strettamente nelle mani degli uomini. Altra causa è che a livello empirico è stata dimostrata la maggiore aggressività alla guida da parte degli uomini e anche una attenzione inferiore nei confronti dei rischi che comporta uno stile di guida non prudente.

Secondo un’analisi sulle cattive abitudini alla guida (Mouloua et al., 2007), gli uomini hanno più familiarità rispetto alle donne con la guida in stato di ubriachezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, entrambe causa di importanti alterazioni dello stato psichico. Sempre secondo questa ricerca, gli uomini sono più propensi ad utilizzare le luci della propria auto per spaventare gli altri automobilisti e hanno reazioni meno pronte agli incidenti; cioè uniscono ad una maggiore propensione a provocare incidenti una minore capacità di reagirvi.

Perché l’alcool miete più vittime maschili

Altra causa più significativa di quanto si possa pensare della mortalità maschile è legata al consumo di alcool ed alla conseguente cirrosi epatica che da esso deriva. Questa malattia invalidante e incurabile, infatti, che spesso pensiamo interessi solo persone ai limiti della società, è più diffusa di quanto il senso comune ritenga e causa una riduzione di vita maggiore negli uomini ed attestata circa a 0,27 anni. Sappiamo bene che la cirrosi epatica è una malattia squisitamente fisica ma le sue cause sono tutte nella sfera psicologica, ossia nel consumo di sostanze alcoliche. La differenza di genere nel consumo di alcolici è sensibile.

Negli Stati Uniti, dove il problema è molto diffuso, vi sono circa 16,1 milioni di persone affette da alcolismo. Tra queste vi è un rapporto di 2:1, con gli uomini assestati a 9,8 milioni contro i 5,3 delle donne. Una ricerca (Schulte et al., 2009) analizza le cause di questa differenza e le trova nel fatto che in molte culture la capacità di “reggere” l’alcool è intesa come sintomo di virilità e quindi spinge al massimo la sfida a se stessi. L’uso precoce di alcol, inoltre, più abituale nei maschi rispetto alle femmine, consente una maturazione ritardata di alcune aree cerebrali durante gli anni dello sviluppo e una conseguente minore capacità di rispondere fisicamente all’alcool. Questa maturazione ritardata causa anche una insufficiente valutazione dei problemi legati all’uso di alcolici da parte dei maschi.

La violenza è maschio?

Forse non la violenza in senso lato ma almeno quella fisica è certamente appannaggio della popolazione maschile più che di quella femminile. Se gli attacchi verbali, le rappresaglie, i ricatti ed i dispetti sembrano essere “armi” più femminili, quando si scende sul piano della fisicità il problema assume caratteristiche maschili. La violenza interpersonale causa una riduzione dell’aspettativa di vita di 0,21 anni per gli uomini rispetto alle donne.

Secondo il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità gli uomini hanno probabilità quadruple di morire per omicidio rispetto alle donne. Circa un quinto degli omicidi viene commesso dal partner o da un familiare della vittima, che nella maggioranza dei casi è donna. Si tratta della piaga, tristemente nota, del femminicidio. La situazione cambia, però nei crimini di strada, dove è molto probabile che uomini uccidano altri uomini.

La violenza, quindi, sembra essere appannaggio prevalente degli uomini che, di conseguenza, ne sono anche le vittime più frequenti. In qualche modo è come se i contesti maschili fossero “naturalmente” più violenti. Secondo una ricerca (Sturmey and Copping, 2017) ciò potrebbe dipendere da livelli più elevati di aggressione fisica nei maschi che nelle femmine.

L’uomo è davvero più forte?

L’ultimo fattore analizzato dall’OMS è forse quello che provoca più stupore: l’autolesionismo. La teoria, infatti, sostiene che il maggior tasso di autolesionismo maschile rispetto a quello femminile abbia un ruolo considerevole nella minore attesa di vita degli uomini rispetto alle donne. Complessivamente il tasso di uomini morti suicidi è di 1,75 superiore rispetto a quello delle loro compagne.

Le donne hanno più frequenti pensieri suicidi e attuano più tentativi ma gli uomini sembrano più puntuali nel portare a termine tali pensieri. Questo dato, analizzato in più ricerche tra cui Canetto e Sakinofsky, 1998, viene definito “il paradosso del suicidio”. Le cause di tale paradosso sono difficili da analizzare, data l’estrema delicatezza della materia. Forse, alla base di tutto vi è il maggiore stress a cui sono sottoposti i ruoli maschili nella riuscita sociale, nel raggiungimento del benessere familiare, nel ricoprire ruoli di comando e di prestigio, etc. Gli standard richiesti, più alti che per le donne, porterebbero a delusioni e scoraggiamenti anche irreversibili. Tra le rigide regole imposte al “maschio”, poi, ci sono quella di non manifestare emozioni negative, rifiutare l’aiuto di psicologi e terapeuti in caso di depressione o pensieri suicidi e il ricorso all’automedicazione con alcoolici. Tutto ciò è esposto nella ricerca Möller-Leimkühler, 2003.

Saper chiedere aiuto è da forti, non da deboli

La ricerca stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stata licenziata in questo anno, il 2019, e quindi tutti i dati esposti sono recenti. Uno dei più rilevanti, tra tutti questi dati, è l’assoluta necessità mostrata da entrambi i sessi di usufruire di un’adeguata assistenza mentale e psicologica.

Tra le cause fisiologiche della minore attesa di vita da parte degli uomini vi sono le malattie cardiache, tumori polmonari ed altri disturbi fisici ma anche i disagi psicologici e mentali vanno ad aumentare la forbice tra età nella mortalità femminile e maschile. Poiché gli uomini generalmente faticano di più ad affidarsi a psicologi e psicoterapeuti, proprio perché legati a stereotipi sociali di virilità ed indipendenza, è forse su questo punto che bisognerebbe lavorare in modo più approfondito.

Dovremmo cercare di far comprendere alle persone che mostrare le proprie debolezze e richiedere aiuto non è di per sé una debolezza ma, anzi, una prova di forza morale. Se riuscissimo, a livello sociale, in questa difficile impresa, probabilmente i numeri di questa ricerca ne uscirebbero molto cambiati.

Casalnuovo di Napoli: parte Scuola di Comunità con il progetto “Con i tuoi occhi”.

Casalnuovo di Napoli, 8 aprile 2019 – Parte a Casalnuovo di Napoli “Con i tuoi occhi”, un progetto realizzato nell’ambito di “Scuola di Comunità”, una misura della Regione Campania a valere sul POR FSE 2014-2020.

L’obiettivo della misura è quello di diffondere l’educazione alla legalità e potenziare l’apprendimento sociale e culturale delle nuove generazioni.

Con i tuoi occhi” prevede 4 laboratori per 4 poli formativi: legalità in musica, cultura, ambiente e riciclo, Europa.

Ai laboratori, a partire da oggi e fino al 2020, parteciperanno gratuitamente 80 bambini e ragazzi Casalnuovesi, appartenenti alle 4 Istituzioni Scolastiche che hanno aderito al progetto proposto dal Centro Studi Nappi, capofila della rete che è risultata assegnataria del finanziamento regionale.

Le 4 scuole sono: Ragazzi d’Europa, Terzo Circolo, E. de Nicola, R. Viviani.

Ringrazio i presidi Claudio Mola, Anna Commone, Anna Errichiello e Luca Velotti. La collaborazione con le scuole ci ha consentito di raggiungere il primo obiettivo del nostro progetto: un gemellaggio tra le istituzioni, con le classi dei laboratori che saranno miste, formate cioè da ragazzi provenienti da scuole diverse. Ecco il senso di una comunità. È sempre viva la necessità di lavorare sul terreno della diffusione della cultura e della legalità sul nostro territorio, per cui partiremo da queste esigenze e utilizzeremo spesso linguaggi universali, come la musica e la danza, per arrivare direttamente al cuore dei ragazzi”, queste le parole di Giovanni Nappi, presidente del Centro Studi Nappi e coordinatore del progetto.

Tra le tante attività, i ragazzi potranno gratuitamente seguire lezione di chitarra e pratiche di registrazione sonora, lezioni di hip hop e popping, corsi autodifesa, scrittura creativa, laboratorio di ambiente e riciclo, corso di tammorre e musicoterapia, corso per piccoli animatori.

Anno record per Abbassalebollette.it: nella startup italiana l’ingresso della Centurion Private Equity Opportunities

Roma, 7 dicembre 2018 – Il 2018 è stato un anno di svolta per la web company Abbassalebollette.it. Grazie all’aumento di traffico e di risultati raggiunti durante l’anno, un nuovo azionista è entrato nel capitale sociale aziendale. Il nuovo socio è il fondo internazionale Centurion Private Equity Opportunities, che con ha acquisito il 10% del capitale, con una valorizzazione di Abbassalebollette.it pari a 12 milioni di euro.

I segreti del successo: servizi davvero utili per i visitatori

Abbassalebollette.it, il portale dedicato agli italiani che vogliono risparmiare sulle bollette di luce e gas della casa, ha registrato un notevole incremento di traffico durante il 2018. Il segreto di questo successo va ricercato nel fatto che il portale riesce a coniugare una ricca sezione informativa con degli strumenti di simulazione impianti e richiesta informazioni molto concreti, garantendo ad ogni utente di trovare in un solo posto tutte le soluzioni di cui ha bisogno per risparmiare sin da subito sulle proprie bollette, con soluzioni di risparmio progettate su misura.

Traffico in aumento e visitatori sempre più interessati ai servizi offerti

Nel solo terzo trimestre dell’anno ci sono stati più di 800mila visitatori sul sito, mentre le previsioni per il quarto trimestre 2018 parlano di oltre 1 milione di visitatori che approderanno sul sito per informarsi e per richiedere assistenza ai consulenti energetici.

Il portale, infatti, offre diversi livelli di approfondimento, consentendo agli utenti di approcciarsi gradualmente all’efficientamento energetico della propria abitazione e alla ricerca di tariffe luce e gas convenienti. Dopo essersi informati, i visitatori procedono ad effettuare delle simulazioni di redditività e a richiedere delle quotazioni per impianti fotovoltaici e impianti di riscaldamento efficienti. A questo punto intervengono i consulenti energetici, che offrono un checkup energetico gratuito per valutare al meglio le esigenze di ogni utente, al fine di fornire sempre una soluzione su misura.

“Oggi stiamo assistendo ad una rivoluzione epocale dove il cliente vuole essere protagonista delle sue scelte energetiche perché è alla ricerca di un vero risparmio in bolletta e di tecnologie sostenibili”, dichiara Liana Sommaruga, a.d. di Abbassalebollette.it. “Grazie al fondo Centurion Private Equity Opportunities, che ha creduto in noi, avremo l’opportunità di continuare a sostenere la nostra crescita e lavorare sempre al meglio nella ricerca delle soluzioni per far risparmiare tantissimi italiani”.

Perché il Fondo Centurion Private Equity ha deciso di Investire in Abbassalebollette

“In Abbassalebollette.it abbiamo individuato un’ottima opportunità di investire in un settore fondamentale per lo sviluppo economico e con elevati tassi di crescita; Abbassalebolette.it sarà un player di riferimento del suo mercato e Centurion Private Equity Opportunities accompagnerà questa crescita generando valore per i suoi azionisti”, aggiunge Andrea Crasso di Centurion Global Fund Sicav.

Traffico in continua crescita e raddoppio dei contatti raccolti

Il portale registra da tre anni tassi di crescita a doppia e tripla cifra. Nel 2017 sono stati 2 milioni gli italiani che hanno visitato il sito, mentre si prevede che nel 2018 verrà superata abbondantemente la soglia dei 3 milioni di visitatori.

Anche la fiducia degli utenti aumenta di giorno in giorno, e sono sempre di più le persone che si affidano ad abbassalebollette.it per ottenere dei risparmi considerevoli sulle proprie utenze domestiche.

Nuovi accordi commerciali con Eni, Enel e Sorgenia

Il 2018 è stato anche l’anno delle conferme e dei nuovi arrivi. Oltre infatti a grandi aziende del mercato libero dell’energia come Eni Luce e Gas, anche Enel Energia e Sorgenia sono approdate sul comparatore di Abbassalebollette.it

Una rete sempre più ampia di installatori si affidano ad Abbassalebollette.it

Notevole è anche la crescita di imprese e professionisti che decidono di collaborare con Abbassalebollette.it per fornire servizi di fornitura e installazione di impianti ad energie rinnovabili, impianti di riscaldamento e soluzioni per l’efficienza energetica.

Grazie infatti alla qualità dei contatti raccolti attraverso il portale e profilati dai consulenti energetici, gli installatori che collaborano con Abbassalebollette.it riescono a preparare offerte mirate ai nuovi clienti e ad effettuare sopralluoghi presso le abitazioni di persone davvero interessate a installare nuovi impianti.

Idraulici e impiantisti in tutta Italia stanno trovando in https://business.abbassalebollette.it un partner affidabile per trovare nuovi clienti e dare continuità al loro lavoro durante tutti i mesi dell’anno, proprio grazie alla qualità dei contatti ricevuti.

 

 

 

Immatricolazioni auto: a novembre -7% rispetto al 2017

Roma, 7 dicembre 2018 – Il report UNRAE relativo ai dati delle immatricolazioni di Novembre 2018 per il mercato automobilistico italiano, analizzato da Alessandro Borrelli, general manager di Noleggiosemplice.it leader in Italia nel settore del noleggio a lungo termine, evidenzia un calo anche a novembre registrando il terzo valore negativo consecutivo. Complice anche la congiuntura economica non positiva, le immatricolazioni del mese scorso sono state 148.024, con un ribasso del 6,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Mercato Auto: le immatricolazioni a novembre 2018

A novembre 2018 sono state immatricolate 148.024 auto, il 6,8% in meno rispetto a novembre 2017. La sofferenza del mercato automobilistico è evidente, dal momento che è il terzo mese consecutivo in cui le immatricolazioni si chiudono in rosso.
Ribassata ulteriormente anche la stima di fine anno: il 2018, potrebbe infatti chiudersi con poco più di 1.900.000 auto immatricolate. Ma cosa sta accadendo? Con ogni probabilità, le prestazioni negative del mercato automobilistico sono dovute ai seguenti fattori:

  • la decelerazione, da parte di alcune case automobilistiche, sulle auto a chilometro zero;
  • i consumatori sono sempre più consapevoli del fatto che la ripresa economica, vissuta fino ad inizio anno, è in graduale esaurimento;
  • dopo 14 trimestri positivi, si registra per la prima volta un calo del PIL (-0,1% per il terzo trimestre 2018), che rende più probabile l’inizio di una nuova recessione e, di conseguenza, sempre minore la fiducia da parte dei consumatori.
Utilizzatore Novembre 2018 Novembre 2017 Var. % Nov. 18 /17
Privati 95.779 91.740 +4,4
Noleggio 25.107 30.795 -18,5
Società 27.138 36.345 -25,3
Totale 148.024 158.880 -6,8

La proposta del Centro Studi Promotor

Il centro studi Promotor ha formulato una proposta per il Governo volta a “migliorare” la situazione corrente del mercato auto italiano. Il centro studi ha preso spunto dai primi incentivi alla rottamazione introdotti nel 1997, che diedero ottimi risultati senza pesare sulle casse dello Stato. L’aumento del gettito IVA e delle tasse di immatricolazione delle auto vendute, coprì il costo del bonus erogato, lasciando così all’erario un gettito netto di oltre 1.400 miliardi di lire. Il Bollettino Economico n.30 di febbraio del 1998 dichiarò che quella decisione governativa contribuì ad aumentare il PIL dello 0,4%.
Promotor propone dunque l’adozione, da parte del Governo, di nuove agevolazioni per la rottamazione a costo zero, che potrebbe contrastare la paura degli automobilisti, i quali vedono il proprio parco auto minacciato dalle misure anti inquinamento. Secondo le stime fatte, anche questi incentivi non avrebbero alcun costo: se adottati per il 2019, il recupero del bonus a carico dello Stato sarebbe infatti pienamente garantito.

Negativo anche il noleggio a lungo termine

Il noleggio, in generale, ha subito una frenata rispetto allo scorso anno del 18,5%. A trascinarlo giù, non solo il breve termine (a -32,9%), ma anche il lungo termine, positivo per quasi tutti i mesi di quest’anno. Il calo è del 18,2%: le immatricolazioni del NLT a novembre 2018 sono state infatti 18.804, mentre l’anno scorso furono 27.001.

Utilizzatore Novembre 2018 Novembre 2017 Var. % Nov. 18 /17
Noleggio Breve Termine 2.971 4.429 -32,9
Noleggio Lungo Termine 18.804 23.001 -18,2
Altri Noleggi 3.332 3.365 -1,0
Tot Noleggio 25.107 30.795 -18,5

Sul lungo periodo, tuttavia, il noleggio a lungo termine cresce: da gennaio a novembre 2018, sono state effettuate 252.639 immatricolazioni, il 2% in più rispetto allo stesso periodo del 2017. Di conseguenza, in questo lasso di tempo è aumentata anche la quota di mercato, passando dal 13,3% di gennaio / novembre 2017 al 14,1% di gennaio / novembre 2018.

Il mercato auto a novembre 2018 in base alle alimentazioni

Quello del diesel è ormai un disastro annunciato. A novembre, il calo è pari al 25,6%, quattro volte il declino del mercato stesso: le immatricolazioni di novembre 2018 sono state 66.771, mentre quelle di novembre 2017 furono 89.774. E se il gasolio continua a peggiorare, la benzina vive un nuovo periodo d’oro: la crescita del mese scorso è del 26,7%, con 60.265 immatricolazioni contro le 47.582 di novembre 2017. Il mercato green continua il momento positivo: basti pensare che le immatricolazioni di auto elettriche, a novembre 2018, sono aumentate del 200% rispetto allo stesso mese del 2017.

Alimentazione Novembre 2018 Novembre 2017 Var % Nov. 18/17
Diesel 66.771 89.744 -25,6
Benzina 60.265 47.582 +26,7
GPL 10.558 11.251 -6,2
Ibride Elettriche 8.028 6.863 +17,0
Metano 1.940 3.286 -41,0
Elettriche 462 154 200
Totale 148.024 158.880 -6,8

Prestazioni dei marchi automobilistici a novembre 2018

C’è sempre Fiat al vertice delle case automobilistiche preferite dagli italiani che, tuttavia, registra performance negative da aprile 2018. A novembre di quest’anno, il calo è del 15,56%, con 22.064 immatricolazioni. Positive Volkswagen, con una crescita dell’11,80%, ed il marchio Jeep, le cui prestazioni sono brillanti ormai da diverso tempo: nel mese scorso, sono state immatricolate ben 7.066 modelli Jeep, il 34,31% in più rispetto a novembre 2017. Grande boom anche per Dacia: a novembre 2018 registra 6.319 immatricolazioni, il 42,13% in più rispetto alle 4.446 di novembre 2017. Guardando alla classifica delle auto più vendute, il mese di novembre conferma il primo posto della Panda, che cresce anche nei volumi di vendita.

Top 10: le auto più vendute

  1. FIAT PANDA 12.366
  2. LANCIA YPSILON 4.463
  3. RENAULT CLIO 3.714
  4. TOYOTA YARIS 3.685
  5. JEEP RENEGADE 3.610
  6. DACIA SANDERO 3.463
  7. FIAT 500X 3.334
  8. JEEP COMPASS 3.093
  9. VOLKSWAGEN GOLF 2.987
  10. CITROEN C3 2.936

FCA: Boom negli Stati Uniti

Novembre, tuttavia, è stato un mese ottimo per FCA nel mercato auto statunitense, raggiungendo un numero di vendite mai così positivo dal 2001. A novembre 2018 sono infatti state registrate 181.310 immatricolazioni, di cui 136.704 a privati; una crescita, rispetto a novembre 2017, del 17%.
I motivi del successo sono essenzialmente tre:

  • la grande fortuna del pick-up Ram 1500 (+59% rispetto a novembre 2017);
  • le forti richieste dei modelli a marchio Jeep, che ha segnato un +12%;
  • la definitiva affermazione dell’Alfa Romeo Stelvio, che ha raddoppiato le vendite rispetto al mese di novembre 2017.

 

Smartphone: ecco come gli italiani rompono il cellulare

Roma, 25 settembre 2018 – Italiani, popolo di poeti, santi e…navigatori da cellulare. Lo smartphone si sa, a torto o a ragione, ha preso ormai possesso di una parte della nostra vita ed è sempre di più il tempo che spendiamo attaccati allo schermo di un telefono di ultima generazione.

Avendolo spesso in mano, forse anche in occasioni in cui non si dovrebbe, capita così che la caduta ed i rischi di incidenti siano sempre in agguato per l’amato smartphone.

Ma quali sono e come evitare i rischi più diffusi di rottura del cellulare?

Ad aiutarci a capire le situazioni più a rischio, e magari come evitarle vi è uno studio elaborato sui dati delle rotture di questa estate dal team di iFix-iPhone.com, network di riparatori specializzati nella riparazione degli smartphone.

Spulciando i dati dello studio si evince innanzitutto che le cause più diffuse di rottura sono quelle da caduta accidentale che sono il 43% del totale, a seguire i danni causati da animali domestici con il 17,3%, e da incidenti sportivi con il 13,9% del totale, seguiti dalle rotture provocate da familiari e amici maldestri con il 9,9%. Un motivo in più per essere gelosi e non lasciare facilmente in mano ad altri il proprio prezioso smartphone.

I danni maggiori sono stati invece arrecati a schermo, batteria, dock di ricarica e circuiti interni per danni da acqua.

I maggiori distratti di questa estate sono stati i 25-34enni, seguiti dai 35-44enni, segno di un maggior uso da parte loro degli smartphone, ma anche di una maggiore distrazione forse a causa dei troppi selfie in posti poco indicati, fattori di maggior rischio di incidente.

Nella gara tra i 2 sessi sono le donne ad avere la peggio: il gentil sesso è infatti responsabile del 58,7% delle cause di rottura contro il 41,7% degli uomini.

I luoghi in cui si sono verificate le maggiori rotture sono la spiaggia più che la montagna, i locali notturni, forse a causa di qualche birra di troppo, in casa e poi sui mezzi pubblici.

“Sorprendente anche il numero di telefoni caduti in mare dai traghetti, forse a causa di qualche selfie di troppo”, racconta Joseph Caruso, responsabile Centro Statistico di iFix-iPhone.com.

Le maggiori rotture di questa estate sono avvenute tra le 9 e le 11 di mattina, la sera tra le 19.30 e le 21.30, probabilmente a causa di distrazioni e stanchezza di fine giornata, poco prima di pranzo tra le 11 e le 13, e la mattina al risveglio, tra le 6 e le 9, probabilmente a causa della ancora poca lucidità.

Lo  studio ben dettagliato su come gli italiani hanno rotto il cellulare questa estate è stato possibile grazie alle analisi dei Big Data elaborati dal Centro Statistico di iFix-iPhone.com, un servizio definito “il booking delle riparazioni smartphone e tablet”, con una rete di circa 90 riparatori indipendenti in tutta Italia che tramite una prenotazione gratuita online offrono  riparazioni di cellulari e tablet in soli 30 minuti.

“Grazie all’algoritmo proprietario della sede centrale, che raccoglie i dati dei riparatori di tutta Italia, aderenti al circuito, registriamo i dati relativi ad ogni riparazione, e così possiamo raccogliere e trasformare i numeri in statistiche”, racconta ancora Joseph Caruso.

Dallo studio si evince che purtroppo il rischio di rottura del cellulare è sempre dietro l’angolo, soprattutto in frangenti in cui viene a calare l’attenzione.

Qualche accortezza in più, e qualche selfie in meno, possono evitare sicuramente spiacevoli sorprese” conclude il responsabile del Centro Statistico di iFix-iPhone.com.

 

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Tel. 06 71 30 36 01

 

 

 

 

Cellulari e vacanze: in Croazia le maggiori rotture, i 25-34enni e le donne i più distratti

Roma, 12 settembre 2018 – Le vacanze si sa a volte possono riservare brutte sorprese, tra cui quella sgradita della rottura del cellulare. Tra spiagge, scalate in montagna o una semplice passeggiata all’aria aperta il pericolo è sempre dietro l’angolo per in nostro amato smartphone.

Ma dove e come gli italiani hanno rotto il cellulare in questa estate del 2018?

Ad aiutarci a capirlo uno studio elaborato dal team di iFix-iPhone.com, network di riparatori specializzati nella riparazione degli smartphone, a partire dalla classifica dei Paesi in cui gli italiani hanno rotto maggiormente il telefono.

In testa alla classifica dei Paesi con le maggiori rotture la Croazia, a seguire Svizzera, Regno Unito, Germania e Stati Uniti.

Al sesto posto la Francia, e poi Spagna, Perù, Grecia e infine Danimarca.

I maggiori distratti di questa estate sono stati i 25-34enni, seguiti dai 35-44enni, segno di un maggior uso da parte loro degli smartphone, e magari anche dei troppi selfie in posti poco indicati, fattori di maggior rischio di rottura.

Nella gara tra i 2 sessi sono le donne ad avere la peggio: il gentil sesso è infatti responsabile del 58,7% delle cause di rottura contro il 41,7% degli uomini.

I luoghi in cui si sono verificate le maggiori rotture sono la spiaggia più che la montagna, i locali notturni, forse a causa di qualche birra di troppo, ed i mezzi pubblici.

“Sorprendente anche il numero di telefoni caduti in mare dai traghetti, forse a causa di qualche selfie di troppo”, racconta Joseph Caruso, responsabile Centro Statistico di iFix-iPhone.com.

“Le cause più diffuse di rottura sono: quelle da caduta accidentale, a seguire i danni causati da animali domestici e da familiari e amici maldestri. Un motivo in più per essere gelosi e non lasciare facilmente in mano ad altri il proprio prezioso smartphone” continua Caruso.

I danni maggiori sono stati arrecati a schermo, batteria, dock di ricarica e danni da acqua.

Le maggiori rotture di questa estate sono avvenute tra le 9 e le 11 di mattina, la sera tra le 19.30 e le 21.30, probabilmente a causa di distrazioni e stanchezza di fine giornata, poco prima di pranzo tra le 11 e le 13, e la mattina al risveglio, tra le 6 e le 9, probabilmente a causa della ancora poca lucidità.

Lo  studio ben dettagliato su come gli italiani hanno rotto il cellulare in vacanza è stato possibile grazie alle analisi dei Big Data elaborati dal Centro Statistico di iFix-iPhone.com, un servizio definito “il booking delle riparazioni smartphone e tablet”, con una rete di riparatori indipendenti, circa 90, diffusa in tutta Italia, e che a fronte di una prenotazione gratuita online offre all’utente servizi di assistenza e riparazione cellulari e tablet.

“Grazie all’algoritmo proprietario della sede centrale, che raccoglie i dati dei riparatori di tutta Italia, aderenti al circuito, registriamo i dati relativi ad ogni riparazione: è così che possiamo raccogliere e trasformare i numeri in statistiche”, racconta ancora Joseph Caruso.

“Ed è per far fronte ai disagi derivanti dalla rottura dello smartphone garantiamo tariffe chiare e trasparenti, garanzia 12 mesi, un unico referente dedicato tramite il negozio assegnato dal sistema e tempo medio di riconsegna di 30 minuti” spiega Caruso.

Dallo studio si evince che il rischio di rottura del cellulare è purtroppo sempre dietro l’angolo, soprattutto in frangenti in cui viene a calare l’attenzione.

Qualche accortezza in più, e qualche selfie in meno, possono evitare sicuramente spiacevoli sorprese” conclude il responsabile del Centro Statistico di iFix-iPhone.com.

 

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Classifica dei Paesi con maggiori rotture dei cellulari in vacanza

 

 

Mercato auto di luglio: +4,2% delle immatricolazioni, boom Jeep a +102,33%

Roma, 6 agosto 2018 – I dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti relativi al mercato auto di luglio 2018 riservano qualche sorpresa e confermano alcunii trend della prima parte dell’anno.

Il mercato delle auto torna a crescere e, anche se non sappiamo se si tratta di una parentesi oppure di una decisa inversione di tendenza, la percentuale ritorna ad essere positiva, sia per le immatricolazioni di privati che per il noleggio a lungo termine. Negative, invece, le prestazioni del noleggio breve termine.

Il mercato delle auto torna a respirare, con numeri che vedono a luglio 2018 una crescita del 4,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. L’andamento positivo sembra essere trainato dalle straordinarie prestazioni del noleggio a lungo termine, oltre che dalla presenza di un giorno lavorativo in più rispetto a luglio 2017.

Ad analizzare i dati quelli di NoleggioSemplice.it, specializzati nel noleggio a lungo termine, che hanno pubblicato un’analisi delle statistiche diffuse dal Ministero, sottolineando le incredibili performance del marchio Jeep con un + 102,33% rispetto a luglio 2017.

IMMATRICOLAZIONI LUGLIO 2018: RITORNA A CRESCERE IL MERCATO AUTO

Le immatricolazioni complessive di luglio 2018 sono state 153.447, circa il 4,2% in più rispetto alle prestazioni di luglio 2017. Il settore privato non registra una performance molto esaltante, limitandosi ad una crescita dell’1,5% con 87.384 veicoli immatricolati.

A trainare il risultato positivo del mese è più che altro il noleggio a lungo termine, con 21.045 auto, il 20,4% in più rispetto ai 17.481 veicoli di luglio 2017.

A differenza del lungo termine, il breve termine registra una debacle piuttosto corposa, con un calo del 35,9%, con 2.765 vetture immatricolate a luglio 2018 (a luglio 2017 erano state 4.312).

 

Luglio 2018 Luglio 2017 Var. % Luglio 2017/2018
Privati 87.384 86.130 1,5
Noleggio Lungo Termine 21.045 17.481 20,4
Noleggio Breve Termine 2.765 4.312 -35,9
Altri Noleggi 3.348 2.176 53,9
Totale Noleggio 27.158 23.969 13,3
Società 38.905 37.179 4,6
Totale Immatricolazioni 153.447 147.278 4,2

 

ALIMENTAZIONI: CROLLO DIESEL, L’ELETTRICO TRIPLICA LE VENDITE

 

Il 2018 si conferma un anno di svolta nell’ambito delle alimentazioni: continua il trend negativo del diesel, che perde il 5,2%, in favore di alimentazioni alternative come il GPL, l’ibrido, l’elettrico (che triplica le vendite) ed il metano. La benzina, in crescita da mesi, conferma il trend, con un +11,3%.

Immatricolazioni per alimentazione, luglio 2018

  • Diesel: 78.303 (-5,2% rispetto a luglio 2017)
  • Benzina: 50.810 (+11,3% rispetto a luglio 2017)
  • GPL 12.460 (+8,5% rispetto a luglio 2017)
  • Ibride Elettriche 7.911 (+47% rispetto a luglio 2017)
  • Metano 3.322 (+67,8% rispetto a luglio 2017)
  • Elettriche 641 (+342,1% rispetto a luglio 2017)

 

LE AUTO PIÙ SCELTE

 

La classifica dei veicoli più venduti a luglio 2018 è, ancora una volta, dominata dalla Fiat Panda, con ben 7.814 immatricolazioni. I marchi del gruppo Fiat governano la classifica, con modelli come la 500X, la Tipo e la Compass nella top five.

  1. FIAT PANDA 7.814 immatricolazioni
  2. FIAT 500X 5.302 immatricolazioni
  3. RENAULT CLIO 5.138 immatricolazioni
  4. FIAT TIPO 3.708 immatricolazioni
  5. JEEP COMPASS 3.676 immatricolazioni
  6. TOYOTA YARIS 3.486 immatricolazioni
  7. LANCIA YPSILON 3.455 immatricolazioni
  8. VOLKSWAGEN POLO 3.226 immatricolazioni
  9. JEEP RENEGADE 3.143 immatricolazioni
  10. FIAT PUNTO 3.096 immatricolazioni

 

BOOM JEEP: LUGLIO 2018 A +102,33%

 

JEEP ha registrato a luglio 2018 un aumento del 102,33%, raddoppiando nel giro di un anno le proprie vendite. A luglio 2017, le immatricolazioni del marchio Jeep furono 3.561, mentre lo scorso mese sono state ben 7.205. Il momento positivo del marchio dura da giugno 2009, ovvero da quando Mike Manley subentrò alla guida della casa automobilistica. Nell’arco di neanche un decennio, le vendite annuali sono passate da 300 mila veicoli ad oltre un milione e mezzo. Attualmente, a seguito dell’improvvisa scomparsa di Sergio Marchionne, Manley è stato eletto a capo del Gruppo FCA, con la speranza che il “boom Jeep” investa tutti i marchi del gruppo stesso.

Luglio 2018 Luglio 2017 Var. % Luglio 2017/2018
1) FIAT 26.537 29.512 -10,08
2) VOLKSWAGEN 12.885 9.484 35,86
3) RENAULT 11.109 8.037 38,22
4) FORD 9.759 10.145 -3,80
5) PEUGEOT 7.995 8.428 -5,14
6) OPEL 7.225 7.542 -4,20
7) JEEP / DODGE 7.205 3.561 102,33
8) TOYOTA 7.034 6.631 6,08
9) CITROEN 5.876 5.789 1,50
10) AUDI 5.250 5.293 -0,81

 

Come si evince dalla classifica, Jeep è il marchio che in questo mese ha registrato la maggiore crescita.

Protagonisti di prestazioni positive anche Volkswagen e Renault, che aumentano le immatricolazioni rispetto a luglio 2017 rispettivamente del 35,86% e del 38,22%. Continua, invece, il momento negativo di Fiat, con un’ulteriore perdita del 10%.

 

 

 

 

 

Lavoro: ecco le competenze più richieste dalle aziende nel 2018

Milano, 26 luglio 2018 – Quali competenze è necessario possedere affinché gli occhi dei cacciatori di teste si rivolgano verso di noi? Quali le skills essenziali per far svettare il nostro nome sopra a quelli degli altri candidati in un processo di ricerca e selezione di personale qualificato? A dare una risposta piuttosto precisa a queste domande è una indagine condotta e firmata da LinkedIn, tesa a individuare le hard skills e le soft skills più richieste dalle aziende a livello internazionale.

Partendo dal suo enorme database di informazioni, generate dagli oltre 500 milioni di utenti iscritti, LinkedIn ha così individuato le competenze maggiormente ricercate dalle aziende.

Per capirne di più abbiamo chiesto di delucidarci in merito alla “cacciatrice di teste” Carola Adami, Founding Partner della società di ricerca e selezione del personale di Milano Adami & Associati, chiedendole innanzitutto la differenza che intercorre tra hard skills e soft skills:

«Quando si parla di hard skills si fa riferimento ad un set di competenze tecniche facilmente e rapidamente quantificabili: ricadono per esempio in questo gruppo la conoscenza di lingue straniere, la capacità di utilizzare un determinato software e via dicendo» ha spiegato la head hunter.

«Diverso il discorso per quanto riguarda le soft skills, le quali invece corrispondono alle cosiddette ‘abilità trasversali’, ovvero a quelle competenze che hanno a che fare con la comunicazione e con la sfera interpersonale».

Le hard skills insomma si imparano, le soft skills, in linea di massima, no.

«Le competenze trasversali non si possono apprendere con corsi specifici. Dipendono dalla cultura personale, dal carattere, dall’ambiente di provenienza, dall’esperienza vissuta dal singolo, e vanno a influenzare concretamente ogni tipo di interazione» aggiunge l’head hunter.

Le soft skills, nonostante il nome, sono tutt’altro che ‘morbide e leggere’: stando al 58% degli imprenditori, infatti, queste competenze hanno un’importanza maggiore rispetto a quella riconosciuta alle competenze tecniche. La più apprezzata tra le soft skills è la capacità di leadership, e quindi di guidare in modo efficace un team. Subito dietro si piazzano le capacità comunicative, la capacità di lavorare in gruppo e il sempre più ricercato time management, qualità cruciale nell’epoca dello smart working.

Guardando alle hard skills, è la tecnologia a fare la parte del leone: si cercano infatti soprattutto professionisti con ottime competenze nel campo del cloud computing, del software middleware, del data mining, dell’analisi statistica, dell’architettura web e dell’user interface design.

«Va sottolineato che laddove solitamente nei curricula le hard skills vengono evidenziate in modo appropriato, le soft skills finiscono spesso per essere trascurate, se non espresse in modo poco chiaro» conclude Carola Adami.

Di certo il recruiter esperto è in grado di individuare e riconoscere le capacità trasversali durante il colloquio di lavoro, e inserire le proprie capacità nel curriculum potrebbe essere l’arma vincente: se infatti si mira al lavoro dei propri sogni perché rischiare di non approdare alla seconda cruciale fase del processo di ricerca e selezione del personale proprio a causa di un curriculum vitae totalmente a digiuno di soft skills?

 

 

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Auto, diminuiscono le immatricolazioni e cresce il noleggio a lungo termine: i dati dei primi 6 mesi del 2018 [INFOGRAFICA]

Roma, 20 luglio 2018 – Durante i primi sei mesi dell’anno il mercato dell’auto ha registrato una diminuzione delle immatricolazioni. In crescita, invece, il noleggio a lungo termine, che ha registrato un aumento, seppur lieve, delle richieste.

Ad analizzare l’andamento del mercato delle immatricolazioni auto nel primo semestre 2018, tramite l’ausilio dei dati diffusi da UNRAE e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ‘Noleggio Semplice’, società specializzata nel noleggio a lungo termine delle auto.

Mercato Auto e Noleggio a Lungo Termine: Primo Semestre 2018

Le auto immatricolate a giugno 2018 sono state 175.785, in diminuzione di quasi due punti percentuali rispetto ai 179.167 veicoli di gennaio. La diminuzione è consistente soprattutto in rapporto a giugno 2017 (-7,4%), mentre risulta meno grave rispetto ai primi sei mesi del 2017 (-1,4%). Il numero complessivo delle immatricolazioni da gennaio a giugno è di 1.128.037.
Il noleggio a lungo termine riesce a mantenere una prestazione tutto sommato positiva, aumentando del 4% circa le immatricolazioni rispetto ad inizio anno:

  • a giugno, sono stati 25.489 i veicoli immatricolati con questa formula;
  • a gennaio 24.494.
Giugno 2018 Giugno 2017 Var % giugno 2018/2017 Gennaio / Giugno 2018 Gennaio / Giugno 2017 Var% ge/giu 18/17
Privati 97.381 97.839 -0,5 605.714 638.226 -5,1
Noleggio Breve Termine 9.827 15.051 -34,7% 109.865 118.638 -7,4
Noleggio Lungo Termine 25.489 24.226 5,2 162.900 147.703 10,3
Società 38.241 46.956 -18,6 223.823 224.233 -0,2
Totale 175.785 189.917 -7,4 1.128.037 1.144.519 -1,4

Secondo le proiezioni di metà anno dal forecast 2018 di Dataforce, si stima che entro fine 2018 saranno circa 295.000 le automobili richieste tramite il noleggio a lungo termine, raggiungendo una quota di mercato del 15%. In totale, si prevedono circa 1.965.000 vetture immatricolate nel mercato auto, con una quota per i privati del 53%.

Le Alimentazioni Preferite

Mentre la benzina ed il GPL si mantengono piuttosto stabili, continua per il diesel il momento negativo: pessime, infatti, sono state le prestazioni di questa tipologia di alimentazione nel mercato auto, con un crollo del 6,2% da gennaio a giugno. Rispetto al primo semestre del 2017, la variazione è di -6,3%, mentre più imponente è la differenza con il solo mese giugno 2017: -17%.

  • A gennaio 2018 le auto a diesel immatricolate sono state 98.988.
  • A giugno 2018, sono state immatricolate 92.763 vetture a diesel.
Giugno ’18 Giugno ’17 Var% giugno 2018/2017 Gen/Giu 2018 Gen/Giu 2017 Var% ge/giu 2018/2017
Diesel 92.763 111.752 -17 608.103 649.162 -6,3
Benzina 58.099 56.148 3,5 377.700 371.465 1,7
GPL 11.602 12.772 -9,2 68.927 72.292 -74,7
Ibride Elettriche 7.929 6.355 24,8 44.427 33.986 30,7
Metano 4.952 2.695 83,7 26.631 16.609 60,3
Elettriche 440 195 125,6 2.249 1.005 123,8
Totale 175.785 189.917 -7,4 1.128.037 1.144.519 -1,4

Come si evince dai dati, è praticamente raddoppiato rispetto allo scorso anno il numero delle auto elettriche: nei primi sei mesi del 2018, sono state vendute 2.249 auto elettriche, il 123,8% in più delle 1.005 del primo semestre del 2017. Grande risultato anche del metano, che nella prima metà di quest’anno ha raggiunto ben 26.631 immatricolazioni, ben 10.000 veicoli in più rispetto al 2017.

Le Auto Più Scelte

La classifica delle auto più vendute in Italia è dominata dal marchio Fiat. Da gennaio a giugno, la vettura più scelta è stata la Fiat Panda, con ben 67.433 immatricolazioni. Al secondo posto troviamo la 500X, con 30.729, mentre al quarto la Fiat Tipo, con 28.264 acquisti. Ecco la classifica completa:

  • Fiat Panda, 67.433
  • Fiat 500X, 30.729
  • Renault Clio, 29.032
  • Fiat Tipo, 28.264
  • Lancia Ypsilon, 27.155

La casa automobilistica torinese occupa il primo posto anche nella classifica delle immatricolazioni per marchio, con 200.371 auto vendute. Nonostante la presenza in cima alla classifica, il dato mostra comunque una flessione nella performance: nei primi 6 mesi del 2017, le auto Fiat immatricolate erano state 246.863; ciò significa che quest’anno si è verificato un calo del 18,83%.

  1. Fiat, 200.371
  2. Volkswagen, 96.314
  3. Ford, 77.192
  4. Renault, 74.133
  5. Peugeot, 62.772

Mercato Auto: Classifica Per Gruppi e Marche

1) Gruppo FCA

Il Gruppo FCA include Alfa Romeo, Ferrari, Fiat, Jeep / Dodge, Lancia / Chrysler e Maserati. Ognuna di queste case automobilistiche ha registrato prestazioni differenti: lampante è la crescita della Jeep, che in questi primi sei mesi del 2018 ha registrato un incremento del 100,84%. Sembrano essere invece allarmanti i numeri di Fiat: da gennaio a giungo di quest’anno, le immatricolazioni sono state 200.371, il 18,83% in meno rispetto al primo semestre del 2017.
In generale, il gruppo FCA ha registrato 304.566 immatricolazioni da gennaio a giugno scorso, in calo del 9,07% rispetto ai 334.940 dello scorso anno.

Gen/Giu 2018 Gen/Giu 2017 var. %
Alfa Romeo 27.277 25.229 8,12
Ferrari 233 208 12,02
Fiat 200.371 246.863 -18,83
Jeep / Dodge 48.044 23.922 100,84
Lancia / Chrysler 2.155 37.051 -26,71
Maserati 1.486 1.667 -10,86
Gruppo FCA 304.566 334.940 -9,07

2) Gruppo PSA

Il Gruppo PSA si è reso protagonista, in questi primi sei mesi dell’anno, di una crescita pari al 62,39% rispetto al primo semestre del 2017. Con le 170.154 immatricolazioni si colloca al secondo posto, dopo il gruppo FCA. Le case automobilistiche che fanno parte del gruppo sono Opel, DS, Citroen Peugeot.

Gen/Giu 2018 Gen/Giu 2017 var. %
Citroen 50.403 44.951 12,13
DS 1.505 1.603 -6,11
Opel 55.474
Peugeot 62.772 58.225 7,81
Gruppo PSA 170.154 104.779 62,39

3) Gruppo Volkswagen

Il gruppo Volkswagen chiude il primo semestre 2018 con un aumento delle immatricolazioni del 13,03% rispetto ai primi sei mesi del 2017. E’, insieme al gruppo PSA, l’unico a riportare valori estremamente positivi, grazie alla grande fiducia che detengono tutti i marchi che ne fanno parte, ovvero: Audi, Lamborghini, Seat, Skoda e Volkswagen.

Gen / Giu 2018 Gen / Giu 2017 var. %
Audi 38.458 38.007 1,19
Lamborghini 103 91 13,19
Seat 12.549 9.748 28,73
Skoda 14.707 12.892 14,08
Volkswagen 96.314 82.699 16,46
Gruppo Volkswagen 162.131 143.437 13,03

4) Gruppo Renault

Il Gruppo Renault chiude in negativo questo primo semestre del 2018, con una perdita del 2,50%. I marchi inclusi sono Renault, che segue l’andamento del gruppo chiudendo al ribasso, e Dacia. Le vetture immatricolate da Renault sono state 74.133 quest’anno, circa 4mila in meno rispetto al 2017. Dacia, invece, ha registrato nei primi sei mesi del 2018 un aumento delle immatricolazioni pari al 3,43%.

Gen/Giu 2018 Gen/Giu 2017 var. %
Dacia 34.142 33.011 3,43
Renault 74.133 78.041 -5,01
Gruppo Renault 108.275 111.052 -2,50

5) Ford

Ford segue il trend della maggior parte delle case automobilistiche, chiudendo in calo il primo semestre di quest’anno. Il numero di immatricolazioni, pari a 77.192, è infatti inferiore del 3,28% rispetto alle prestazioni dei primi sei mesi dello scorso anno, durante i quali erano state venute 79.807 auto.

Gen/Giu 2018 Gen/Giu 2017 var. %
Ford 77.192 79.807 -3,28

6) Gruppo Toyota

Il gruppo Toyota registra una leggera crescita rispetto allo scorso anno, con un aumento in percentuale pari all’1,07%. Si mantengono piuttosto stabili anche i due marchi del gruppo: le immatricolazioni di Toyota sono in aumento dell’1,17%, mentre quelle della Lexus diminuiscono del 1,27%.

Gen/Giu 2018 Gen/Giu 2017 var. %
Toyota 48.534 47.975 1,17
Lexus 1.947 1.972 -1,27
Gruppo Toyota 50.481 49.947 1,07

 7) Gruppo Daimler

Gen/Giu 2018 Gen/Giu 2017 var. %
Mercedes 34.842 36.129 -3,56
Smart 14.776 16.140 -8,45
Gruppo Daimler 49.618 52.269 -5,07

8) Gruppo BMW

Gen/Giu 2018 Gen/Giu 2017 var. %
BMW 32.882 33.966 -3,19
Mini 11.653 13.017 -10,48
Gruppo BMW 44.535 46.983 -5,21

9) Gruppo Nissan

Gen/Giu 2018 Gen/Giu 2017 var. %
Nissan 33.766 35.508 -4,91
Infiniti 348 1.309 -73,41
Gruppo Nissan 34.114 36.817 -7,34

10) Hyundai

Gen/Giu 2018 Gen/Giu 2017 var. %
Hyundai 28.930 31.016 -6,73

Il Resto della Classifica

 

Gen / Giu 2018 Gen / Giu 2017 var. %
11 Kia 26.770 26.724 0,17
12 Suzuki 17.671 16.997 3,97
Jaguar 5.237 3.162 65,62
Land Rover 10.792 10.677 1,08
13 Gruppo Jaguar Land Rover 16.029 13.839 15,82
14 Volvo 9.041 9.154 -1,23
15 Mazda 5.996 5.542 8,19
16 Honda 5.276 5.749 -8,23
17 Porsche 3.211 3.135 2,42
18 Mitsubishi 2.526 2.141 17,98
19 Subaru 1.714 1.675 2,33
20 Ssangyong 1.291 1.302 -0,84
21 DR Motor 584 233 150,64
22 Tesla 259 246 5,28
23 Mahindra 217 145 49,66
24 Lada 26 17 52,94
Chevrolet 22 32 -31,25
Opel 59.116
25 Gruppo GM 22 59.148
26 Aston Martin 11 20 -45
27 Great Wall 2 1 100

 

 

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