No Peace on Earth di Pol Paxx, una speranza Rock per la Terra

Roma, 9 ottobre 2020 – È un grido d’allarme per il nostro pianeta “No Peace on Earth“, la nuova canzone di Pol Paxx, veterano rocker di Aosta.
Guerre, inquinamento, razzismo, odio, violenza, violazione dei diritti umani, sono alcuni dei temi toccati dal brano, che si sviluppa su un ritmo incalzante di basso e batteria, col cantato che evidenzia la drammaticità del momento.

Non c’è pace sulla Terra” ripete il refrain, lasciando poco spazio alla speranza.
Speranza che è presente nel videoclip, già su tutte le piattaforme online, che accompagna l’uscita del singolo, dove una soluzione sembra invece esserci.

Registrato presso i TdE Studios, il brano, così come i precedenti singoli Bad Woman e It’s a Miracle!, è stato suonato e cantato dallo stesso Pol Paxx, eccetto le tracce di batteria eseguite dal polistrumentista e producer Momo Riva.
Il video è stato realizzato dal videomaker Fabio Rean, riprese e montaggio, con la regia dello stesso Pol Paxx. Interprete del clip è Gloria, la figlia dell’autore.

Pol Paxx è un rocker di vecchia data nel panorama dell’underground italiano.
Songwriter, bassista, chitarrista e cantante di varie rock bands fin dagli anni 70, ha avuto un momento di notorietà alla fine degli eighties con il power trio dei Macho Camacho, che giunsero a calcare le scene della televisione nazionale, delle radio e dei giornali di settore.

Il progetto solista di Pol Paxx nasce per dare spazio alle sue passioni musicali, nel solco del sound rock seventies, la cifra stilistica scelta per la sua nuova avventura.

Per seguire le attività di Pol Paxx è possibile seguirlo sui social ai link www.facebook.com/polpaxxofficialhttp://youtube.com/c/PolPaxxhttp://instagram.com/polpaxx.

 

 

 

A Trento la giornata di tesseramento ad Emergency

Trento, 16 ottobre 2018 – Sabato 20 ottobre, a Trento, i volontari di Emergency saranno presenti con un banchetto informativo in Largo Carducci, dalle ore 14,00 alle ore 19,00 per la giornata di tesseramento 2019

In occasione della Campagna Tessera 2019 si potrà scegliere di stare dalla parte dei diritti umani con Emergencyche dal 1994 offre cure gratuite e di qualità a tutti gli esseri umani, alle vittime della guerra, delle mine antiuomo e della povertà.

I volontari di Emergency racconteranno come sostenere l’idea di cura che, fino a oggi, ha permesso all’associazione di curare quasi 10 milioni di persone.

Essere curati è un diritto umano fondamentale e, come tale, deve essere riconosciuto a ogni individuo.

La pratica dei diritti è l’unica via percorribile perché costituisce di per sé una pratica di pace. Fino a quando i diritti di tutti non saranno garantiti non ci sarà giustizia, solo discriminazione.

È per questo che, ogni giorno, i medici e gli infermieri di Emergency curano le vittime della guerra in Afghanistan e in Iraq.

Ogni giorno Emergency garantisce assistenza sanitaria in Africa, dove la povertà è una minaccia quotidiana e dove milioni di persone non hanno accesso a cure chirurgiche per ragioni economiche, portando sanità di eccellenza.

Ogni giorno in Italia, Emergency è presente nei luoghi del terremoto, nelle campagne dove lavorano i braccianti sfruttati, nei quartieri difficili di tante città, per curare tutti, nessuno escluso.

Per sottoscrivere la tessera di Emergency basta una donazione minima di 12 euro fino a 25 anni, di 30 euro tra 26 e 64 anni, di 20 euro oltre i 65 anni. I fondi raccolti andranno a sostegno degli ospedali e dei centri sanitari di Emergency in Afghanistan, Iraq, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sudan, Uganda e Italia.

Per scoprire  tutte le iniziative di Emergency in Italia visitare la pagina eventi.emergency.it

In alternativa sarà possibile sottoscrivere la tessera online, a partire dal 16 ottobre, sul sito tessera2019.emergency.it.

La tessera di Emergency 2019 dà diritto a ricevere la rivista trimestrale di Emergency, sconti e facilitazioni presso librerie, teatri e gallerie d’arte in tutta Italia.

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Contatti stampa:

gruppo.emergencytrento@gmail.com

A Rovereto lo spettacolo teatrale “C’era Una Volta La Guerra”, con Mario Spallino

Trento, 21 maggio 2018 – Arriva a Rovereto lo spettacolo teatrale “C’era Una Volta La Guerra” con l’attore Mario Spallino e con la regia e drammaturgia di Patrizia Pasqui.

L’evento, prodotto da Emergency e patrocinato da Museo Storico Italiano della Guerra Onlus, si terrà presso la Sala Filarmonica di Rovereto (Corso Rosmini, 86) venerdi 25 maggio, alle ore 20.30, con ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Lo spettacolo teatrale ripercorrerà la storia di questi ultimi decenni e intende dimostrare che la guerra non è inevitabile.

Un’opera che vuole essere un contributo a un’educazione che includa nel suo percorso l’utopia. ‘Utopia’ che non è una parola adatta soltanto ai sognatori, ai poeti o ai pazzi e non significa fuga dalla realtà, ma capacità di immaginare qualcosa che non c’è ancora, rendendola possibile.

A dimostrarcelo sono le vite di alcune persone, più o meno conosciute, che negli anni hanno saputo inceppare il “meccanismo” della guerra. Le loro storie prendono così vita sulla scena, con il contributo di musiche e canzoni originali.

L’appuntamento per ‘C’era una volta la guerra’  è quindi per il 25 maggio alle ore 20.30 presso la Sala Filarmonica di Rovereto, in Corso Rosmini, 86.

 

 

 

 

 

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Per informazioni:

Gruppo Emergency Trento

Email: trento@volontari.emergency.it

Tel: 339 7713051

Il Teatro di Emergency

spettacoli@emergency.it

www.emergency.it

 

 

 

 

 

 

‘C’era una volta la guerra’

In scena presso la Sala Filarmonica di Rovereto

C’era una volta la guerra, spettacolo teatrale prodotto da EMERGENCY e interpretato da Mario

Spallino, per la regia e drammaturgia di Patrizia Pasqui, sarà in scena il 25 maggio alle ore 20.30

presso la Sala Filarmonica di Rovereto (Corso Rosmini, 86)

Fatti, personaggi, riflessioni, dialoghi, canzoni. Uno spettacolo teatrale per ripercorrere la storia

di questi ultimi decenni e mostrare che la guerra non è inevitabile.

Questo spettacolo vuole essere un contributo a un’educazione che includa nel suo percorso

l’utopia. ‘Utopia’ non è una parola adatta soltanto ai sognatori, ai poeti o ai pazzi. Non significa

fuga dalla realtà, ma capacità di immaginare qualcosa che non c’è ancora, rendendola possibile.

A dimostrarcelo sono le vite di alcune persone, più o meno conosciute, che negli anni hanno

saputo inceppare il “meccanismo” della guerra. Le loro storie prendono vita sulla scena, grazie

anche al contributo di musiche e canzoni originali.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

Per informazioni:

Gruppo Emergency Trento

Email: trento@volontari.emergency.it

Tel: 339 7713051

Il Teatro di Emergency

spettacoli@emergency.it

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Cinema: debutto a Venezia per il Festival dei Corti sulla Palestina

Prima tappa per il Festival dei Cortometraggi sulla Palestina: dal 27 al 29 settembre alla Casa del Cinema di Venezia

 Padrino dell’evento Moni Ovadia; il 29 la cerimonia di gala per sancire i vincitori nelle cinque categorie

 

Venezia, 20 settembre 2017 – Il Festival di Cortometraggi sulla Palestina ‘Nazra‘ farà il suo debutto mercoledì 27 settembre alle 18.00 alla Casa del Cinema di Venezia, dove resterà fino al 29 con un ricco programma di proiezioni dei 24 film in concorso, tra cui anche i lavori di due nominati agli Oscar: l’israeliano Guy Davidi e il palestinese Basil Khalil.

Le bombe su Gaza e l’hip hop a Gerusalemme, i battibecchi popolari e i silenzi religiosi, la memoria degli anziani e le speranze dei bambini: sono tante le storie dalla Palestina che saranno raccontate attraverso i cortometraggi, provenienti da numerosi paesi e di diversi generi: dal drammatico alla commedia, dal musicale al cinema d’animazione, dal documentario alla videoarte.

Invitato speciale del festival, il drammaturgo, attore e scrittore Moni Ovadia sarà presente all’inaugurazione del 27 settembre.

Le tre serate saranno coordinate dalla giornalista Cecilia Dalla Negra, vicedirettore dell’Osservatorio Iraq, Medioriente e Nord Africa ed esperta di questione palestinese che, assieme a Monica Maurer e Massimo Vattani (membri di una giuria internazionale tra cui figurano anche Mohammad Bakri e Luciana Castellina), introdurrà il pubblico alla visione delle diverse ed eterogenee opere in concorso.

Un altro ospite d’eccezione è invece atteso per la serata conclusiva del 29 settembre, giorno della cerimonia ufficiale di premiazione delle cinque opere vincitrici (una per categoria tra documentario palestinese e internazionale, fiction palestinese e internazionale, corti sperimentali): sarà l’Ambasciatrice di Palestina in Italia Mai Alkaila, in carica dal 2013. Il festival proseguirà poi a Firenze, Roma e Bologna per concludersi a Napoli il 21 ottobre.

Nazra, che in arabo significa ‘sguardo’, intende sostenere e far conoscere la produzione cinematografica palestinese, con le sue eccellenze artistiche, in Italia, e al tempo stesso dare spazio allo sguardo di registi internazionali (italiani in particolare, ma anche da altri paesi arabi, da Israele, da Europa e Usa) che hanno saputo raccontare in maniera inedita la condizione attuale della Palestina.

Il festival è nato con l’obiettivo di sostenere il valore del cortometraggio per riflettere su tematiche come la libertà, la giustizia, i diritti umani, la conoscenza, la pace, la multiculturalità attraverso forme di partecipazione, dialogo e riflessione sulla forma cinematografica e per incoraggiare (specialmente per quel che riguarda gli autori palestinesi) l’uso del cinema come mezzo di comunicazione ed espressione, in particolare da parte dei giovani.

Il Nazra Palestine Short Film Festival è promosso da Assopace Palestina e Associazione Restiamo Umani con Vik (Venezia), in collaborazione con Associazione Anémic (Firenze), École Cinéma (Napoli), Centro Italiano di Scambi Culturali Vik (Gaza), ArtLab (Gerusalemme), FilmLabPalestine (Ramallah), con il patrocinio dell’Ambasciata di Palestina in Italia, delle Regioni Veneto, Toscana ed Emilia Romagna e dei comuni di Bologna e Napoli, il sostegno di Coop Alleanza 3.0, e l’amichevole collaborazione del Festival Ciné-Palestine di Parigi.

Link utili:

I CORTI FINALISTI https://nazrashortfilmfestival.wordpress.com/tag/nazra-palestine-short-film-festival/

LA GIURIA INTERNAZIONALE: https://nazrashortfilmfestival.wordpress.com/the-jury/

ARCHIVIO FOTOGRAFICO: http://bit.ly/nazrapresskit [Dropbox]

TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=M8TmiZp0sHA

 

 

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INFO E CONTATTI

UFFICIO STAMPA Riccardo Antoniucci | +39 340 7642693 | antricca@gmail.com

LUOGO: Casa del Cinema di Venezia – Videoteca Pasinetti

Salizada San Stae, 1990, 30135 Venezia

Prenotazioni 041 2747140

Info 3483209160

NAZRA SUI SOCIAL Facebook @NAZRA

Twitter @NAZRAFILM

nazrashortfilmfestival.wordpress.com

nazrafilmfestival@gmail.com

“Il viaggio di Nabil”, il poema sui migranti vende più di Dante e Omero

ROMA, 12 giugno 2017 – È “Il viaggio di Nabil”, un poema sul viaggio dei migranti irregolari, ad essere da una settimana in cima alla classifica dei libri di poesia più venduti su Amazon.

Il libro ha superato le opere di Omero, Dante ed altri poeti di fama mondiale, probabilmente perché l’interesse verso il dramma dei migranti è sempre più forte.

L’opera narra del viaggio intrapreso da Nabil, giovane traduttore egiziano, su un barcone clandestino diretto in Sicilia. Nabil vuole ritrovare Yara, la sua ragazza, scomparsa in circostanze misteriose. Nel barcone, guidato da uno scafista senza scrupoli, Nabil verrà a contatto con numerose storie di migrazione dall’Asia e dall’Africa.

“Non mi aspettavo un successo così immediato, ma evidentemente la tematica ha incuriosito molte persone” spiega l’autore e blogger siciliano Daniele Virgillito.

Per la presentazione del libro è stato  realizzato un video del 1° capitolo (https://www.youtube.com/watch?v=-2yKtkp57-c), animato e recitato, e grazie al quale è possibile apprezzare i primi versi del poema ed entrare nel mondo narrativo di Nabil e Yara.

La Biblioteca di Alessandria, le difficoltà di un giovane traduttore, e l’evento imprevisto che darà il via al viaggio di Nabil, opera scritta in endecasillabi a rima alternata, e strutturata in 10 capitoli.

“I migranti non scappano soltanto da guerre e fame, ma spesso cercano semplicemente una vita migliore, che al momento i loro paesi di origine non possono offrire” ha aggiunto l’autore.

L’opera, visti i successi, ha già suscitato l’interesse di alcuni editori ed operatori culturali, ed il giovane autore sta valutando le offerte più interessanti.

“Spero che “Il viaggio di Nabil” raggiunga quante più persone possibili, anche i più giovani, affinché si diffonda una maggiore consapevolezza del fenomeno migratorio“conclude Virgillito.

Dal libro:

“Il mare accoglie fra le braccia scure

i figli dati in prestito alla terra;

con acqua e sale lava le paure,

prepara i viaggiatori a un’altra guerra.”

L’autore

Daniele Virgillito è un blogger e copywriter che ha vissuto in Olanda, Polonia e Inghilterra prima di tornare alla nativa Sicilia. I suoi versi hanno più di 30.000 follower su Instagram.

 

La copertina del libro

 

 

 

 

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Materiali:

Contatti Stampa: ilviaggiodinabil@gmail.com

Bombe di virtuosismo: Riccardo Guida svela il lancio del singolo “Fearless”

Bombe di virtuosismo: Riccardo Guida svela il lancio del singolo Fearless  con  l’uscita del  video “The Passage”. Dopo Antinomy ancora note contro il terrore per le stragi causate dall’ ISIS….

Reggio Emilia, 6 giugno 2017 – E’ guerra. E mai come ora il mondo e la musica hanno bisogno messaggi di speranza e pace. Per questo con l’uscita del  video promo “The Passage” (https://www.youtube.com/watch?v=UMKaWabN2dA), Riccardo Guida ha svelato il lancio del singolo Fearless.

Per rappresentare il lavoro in falsariga dell’album è stato lanciato un video promo dello sbalorditivo brano “The Passage” col quale i musicisti annunciano di voler sorprendere il mondo presentando brani davvero tecnicamente scioccanti e sbalorditivi per sfidare la musica statunitense, portando l’Italia in pole position.

Dopo un anno dal successo indiscusso dell’album Antinomy, presentato esclusivamente in vendita fisica, il batterista Riccardo Guida ha intrapreso per l’occasione una collaborazione con Michele Vioni a.k.a Dr Viossy .

Riccardo Guida, già noto per essere l’unico in Italia ad aver composto e prodotto l’album strumentale Antinomy che fonde i generi Instrumental rock e Fusion ha intrapreso la  nuova collaborazione con uno dei chitarristi più virtuosi in Italia.

Dr Viossy è un chitarrista, stimato  a livello internazionale che annovera tra le sue importanti collaborazioni quella storica ed attuale con Michele Luppi degli Whitesnake, Blaze Bailey ex Iron Maiden, Eduardo Falaschi cantante degli Angra e T.M.  Stevens.

Riccardo rivela che a breve uscirà  il singolo “Fearless”, stavolta solo in digitale,  che anticiperà l’uscita del suo prossimo album. ”Fearless” sfiderà ancora una volta l’ISIS dato che Riccardo ha già  lanciato con il brano Qibla un messaggio contro i terroristi dell’ISIS.

Riccardo e Dr Viossy non confesseranno mai, nemmeno sotto tortura,  di essere tra i migliori musicisti  del panorama italiano, in realtà sono gli unici in grado di  tener testa ai colossi americani.

Infatti, Riccardo e Dr Viossy lanciano una sfida di virtuosismi musicali al mondo intero, in particolare agli USA, perché molte volte l’ Italia non viene citata quando si parla di musica virtuosa ed elaborata.

L’album al quale Riccardo e Viossy stanno lavorando è di genere  instrumental rock- Fusion Moderno – progressive metal, un ennesimo esperimento musicale unico in Italia nel quale i musicisti, con la loro geniale maestria,  hanno pensato  di unire  melodie orecchiabili al virtuosismo estremo creando dei brani tuttavia ascoltabili da tutti.

Gli artisti stranieri, che suonano questi generi, sono star indiscusse, eppure  l’Italia non ha nulla da invidiare a nessuno nel campo musicale. Riccardo e Dr Viossy  sono appunto eccellenze musicali noti tra i musicisti italiani ed internazionali.

Il panorama italico vanta di moltissimi talenti musicali che spesso non godono della fama che meriterebbero di avere e purtroppo, molte volte, sono costretti a lasciare il proprio paese  per essere apprezzati all’estero.

Un dato di fatto è che nell’ attuale panorama musicale italiano, spesso ci si dimentica della musica vista come arte-disciplina e si lascia troppo spazio al puro esibizionismo che con la musica ha ben poco da spartire.

La vera musica è  frutto di studio, sacrificio e sudore, non di show nei quali  burattini coverizzano in malo modo brani altrui. Come se un “aspirante pittore” cercasse di farsi apprezzare copiando quadri di artisti del passato.

 

 

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Venezuela, il crollo di una rivoluzione

Roma, 6 giugno 2017 – Dalla fine della seconda guerra mondiale fino agli anni settanta, furono circa 250mila gli italiani che emigrarono per trovare accoglienza nella ricca e prospera nazione sudamericana; oggi però il Venezuela, da paradiso utopico bagnato dal mare dei Caraibi, è stato ridotto in un paese inospitale, pericoloso, un inferno dove scorre il sangue dei dissidenti politici.

Negli ultimi 18 anni, da quando l’ideologia socialista ha preso il potere, si contano 287.926 omicidi. Nel 2016 si è arrivati a contare 28.479 omicidi: 78 al giorno. Nel 2017 sono più di 70 le persone che hanno perso la vita in scontri durante manifestazioni pubbliche, più di mille i feriti e tremila arresti, secondo dati della Ong “Foro Penal Venezolano”.

Oltre 300 persone che verrebbero liberate, considerate come prigionieri politici dall’opposizione, rinchiusi nelle carceri di massima sicurezza. Da ricorde il Sindaco di Caracas Antonio Ledezma, in arresto da più di due anni senza una setenza. Un bilancio tragico, un bollettino di guerra degno dei peggiori conflitti civili. Non è un caso che il Ministero degli Esteri Italiano sconsigli ai connazionali di recarsi nel paese sudamericano.

Il portale “Viaggiare Sicuri” della Farnesina parla di “situazione estremamente precaria” e consiglia di posticipare i viaggi non necessari in Venezuela (gennaio 2017). Oggi recarsi in Venezuela non rappresenta più il viaggio della speranza, ora che migliaia di venezuelani cercano di fuggire dal loro paese chiedendo asilo politico negli Stati Uniti o in altri paesi vicini perché “il Paese che accoglieva tutti è diventato il Paese dell’esodo di massa”!

In Italia, dopo mesi di complice silenzio (perché solitamente i leader del pueblo godono di grande simpatia dalle nostre parti), se ne sta iniziando a parlare solo ora che l’insostenibilità della situazione è sotto gli occhi di tutti. Da qualche anno però Marinellys Tremamunno(*), giovane giornalista italo-venezuelana esule in Italia, sta denunciando la crisi del suo paese cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana attraverso conferenze, interviste e articoli pubblicati sul portale cattolico Nuova Bussola Quotidiana, offrendo un quadro completo e di prima mano sulla crisi venezuelana. Questi articoli – corredati da interventi di docenti ed esperti di diplomazia e politica – sono stati ora raccolti e pubblicati in un libro intitolato “Venezuela. Il crollo di una rivoluzione” (edizioni Arcoiris 2017. € 14,00).

A conferma del clima di intimidazione che vige in Venezuela, un clima di censura tipico delle peggiori dittature, Tremamunno ha affermato di aver ricevuto minacce anonime  dopo la sua pubblicazione. Allo stesso modo anche l’artista Fernando Pinilla, autore delle 33 vignette satiriche che illustrano il volume, ha ricevuto diverse minacce di morte. Ma è un dato di fatto che «la libertà di stampa in Venezuela è solo una dichiarazione teorica» (p. 37).

Fame, morte e miseria: senza cibo e senza medicine

Molte delle illustrazioni di Pinilla hanno come argomento principale la fame che affligge il popolo venezuelano: la scarsità di cibo ha reso difficile la vita a migliaia di famiglie precipitate nella miseria. Gli scaffali dei supermercati sono vuoti mentre la mancanza di alimenti base (latte, farina, zucchero…) e beni di prima necessità (sapone, carta igienica, deodoranti…) ha costretto bar e ristoranti a chiudere i battenti. Dal punto di vista sanitario la situazione non è migliore: mancano i medicinali per curare le malattie più comuni e molte persone sono decedute per complicazioni facilmente evitabili con un sistema sanitario sufficientemente autonomo.

«Tanti venezuelani devono rovistare nella spazzatura per riuscire a mangiare qualcosa e la scarsità di farmaci essenziali è diventata insostenibile, tante volte anche fatale» (p. 9).

Il 6 marzo 2017 L’Osservatore Romano denunciava che «il 93 per cento delle famiglie venezuelane non riesce a comprare cibo sufficiente e sano» e «ben l’8 per cento delle famiglie venezuelane rovistano nella spazzatura e mangiano poi gli scarti o parti alterate della pianta (della manioca. ndr.), che sono tossici» (foto).

Il 22 aprile, il quotidiano della Santa Sede parlava di un paese «sull’orlo del baratro dopo l’ennesima notte di violenze».

Nel frattempo numerose aziende, tra quelle che sono sopravvissute alla nazionalizzazione di massa iniziata con Chávez e che ha portato all’espropriazione di più di 5mila società, hanno deciso di lasciare il paese, con gravi conseguenze in campo economico ed occupazionale (l’ultima in ordine temporale la General Motors).

Il crollo del “Socialismo del XXI secolo”

Marinellys Tremamunno prova a spiegare i motivi del collasso provocato dai governi di Chávez e del suo pupillo Maduro:

«Non si tratta soltanto di un problema economico o sociale. La crisi venezuelana è il risultato del crollo di una rivoluzione, di una sorta di smembramento delle istituzioni e di annientamento del sistema politico-economico in nome del socialismo del XXI secolo» (p. 9). La “rivoluzione chavista” è fallita e il cosiddetto “Socialismo del XXI secolo” ha fatto sì che oggi il Venezuela sia «sinonimo di caos, collasso, violenza, emergenza umanitaria».

Il libro della Tremamunno è uno strumento essenziale per chi si vuole accostare alla crisi venezuelana e vuole capire le dinamiche che stanno portando al sollevamento popolare. Per gli interessati è disponibile online la presentazione di Radio Radicale alla pagina radioradicale.it/…/presentazione-del-libro-di-marinellys-tremamunno-venezuela-il-crollo-di-una

Un altissima percentuale di cittadini si dicono contrari a Maduro ma la fedeltà delle forze armate, che godono di grandi privilegi, non sembra far pensare ad un golpe capace di defenestrare il dittatore. Nel libro di Tremamunno, Leonardo Morlino (docente di Scienza della Politica alla LUISS) evidenzia che l’indebolimento della democrazia in Venezuela si è consumato nel primo decennio del governo Chavez.

Nonostante alcuni primi segnali positivi nel campo delle disuguaglianze sociali e nella partecipazione cittadina alla vita politica, il crollo della democrazia si è manifestato in maniera evidente con l’indebolimento di quattro importanti aspetti strutturali: l’ordine civile e la sicurezza individuale, l’indipendenza del potere giudiziario (la Corte Suprema), la corruzione e il controllo civile dei militari.

Così si è passato da una democrazia-minima ad una democrazia-ibrida che mette a rischio le libertà e i diritti civili ed umani fondamentali (cfr. pp. 17-27). L’auto-legittimazione di Chavez e Maduro passa per una narrazione retorica, per una politica ideologica alimentata da spirito di rivendicazione nei confronti dei presunti nemici del popolo e della rivoluzione, da sentimenti di rivalsa nei confronti di presunti complotti internazionale contro il popolo sudamericano.

Tutto ciò annesso al problema della corruzione, dei legami con le reti internazionali del narcotraffico e al ruolo politico, di sostegno indiscriminato al Comandante, ricoperto dalle forze militari.  Tutti questi elementi compongono i contorni di una dittatura che nulla ha a che vedere coi concetti di democrazia e di popolo.

Settimane cruciali per il paese. Transizione o golpe?

Le prossime settimane saranno cruciali per il futuro del paese latinoamericano che ha vissuto il progressivo “smantellamento delle istituzioni democratiche e dove lo stato ha sequestrato i poteri”. A fronte del crollo di popolarità, Maduro lotta per affermare il suo potere e punta a riformare la Costituzione.

La convocazione di una Assemblea Costituente ha scatenato il sollevamento dell’opposizione e le dure repressioni  che stanno insanguinando le strade di Caracas e delle province. Il Parlamento, che per la prima volta nell’era chavista è guidato dall’opposizione, rischia di diventare ininfluente e perdere i propri poteri per consegnarli al “potere comunale”, struttura parallela dal sapore comunista ideata all’epoca di Chavez. Poche settimane fa fallì il tentativo di Maduro di trasferire i poteri dalla Asemblea Nacional (Parlamento) al Tribunal Supremo controllato dal Partido Socialista Unido (PSUV).

In questo complesso panorama politico il dialogo è certamente auspicabile, ma le parti in campo sembrano aver capito che la via diplomatica è oramai impercorribile. Il definitivo collasso del regime potrebbe venir provocato solo da eventi drammatici come l’intervento di forza di una frangia di militari che “fiutino” l’aggravarsi del pericolo e pongano fine alla dittatura.

Uno scenario drammatico ipotizzato dal prof. Morlino nel libro della Tremamunno, disponibile online alla pagina edizioniarcoiris.it/…/116-venezuela-il-crollo-di-una-rivoluzione, anche se come ha affermato recentemente la stessa giornalista intervistata dalla Rai, cadere nelle mani di un governo militare sarebbe una disgrazia per il paese visti i legami tra i vertici dell’esercito e il narcotraffico. Ma parlare del futuro in Venezuela non è certamente una cosa semplice.

Comunicato a cura di Miguel Cuartero Samperi

 

Chi è Marinellys Tremamunno

(*) Marinellys Tremamunno è nata e cresciuta a Caracas. A soli 25 anni, ha fondato il giornale “Tras La Noticia” (2003), che dopo sei anni è stata costretta a chiudere a causa della censura. Attualmente è corrispondente presso la Santa Sede e redige articoli per la testata vaticanista “La Nuova Bussola Quotidiana”, trattando perlopiù argomenti legati al Venezuela e all’America latina. È anche autrice del libro in spagnolo “Chavez y los medios de comunicación social” (2002). 

 

VIDEO DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO SU RADIO RADICALE

Per acquistare il libro visita www.edizioniarcoiris.it 

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