Debranding: ecco perché le grandi aziende stanno “snellendo” i loghi

Roma, 9 maggio 2022 – Che si abbia una grande o una piccola azienda, già presente sul mercato da anni, prima o poi è da affrontare il tema del rebranding. Ossia un restyling del proprio logo aziendale e tutta l’immagine coordinata che sta dietro alle aziende vincenti.

Realizzare un logo vincente è spesso complesso e frutto di settimane di lavoro e studio. Così è stato e sempre sarà così.

Tuttavia le grande aziende stanno sperimentando un nuovo approccio al restyling del proprio marchio che può essere considerato una vera e propria rivoluzione. Stiamo parlando del Debranding.

Ma di cosa si tratta?

Vediamolo insieme, grazie ad una guida creata dagli esperti di comunicazione della Prodice, Web Agency milanese.

COSA SIGNIFICA DEBRANDING?

Fare debranding significa snellire un brand portandolo ad una forma davvero minimal, ma ancora comprensibile per i propri utenti. Il marchio resterà sempre riconoscibile per il proprio pubblico, ma è un po’ come se lo si avesse messo a dieta.

In un concetto molto più ampio del termine il Debranding puro è la spersonalizzazione totale del brand al fine di renderlo qualcosa di nuovo, ma sempre riconducibile al vecchio marchio. Questo al fine di “mascherarsi” all’interno del mercato di riferimento ormai sovrastimolato dalla pubblicità del tuo brand e quindi sovraccarico.

COME MAI LE AZIENDE STANNO DEBRANDIZZANDO

Perché la gente è invasa da pubblicità. Da tutti i fronti. Se sei un’azienda che investe tanto denaro in investimenti pubblicitari tradizionali e attività di web marketing da ormai tanti anni con lo stesso marchio si dovrebbe pensarci anche tu.

Le persone dopo un po’ tendono infatti a soprassedere su una pubblicità già vista e ad un marchio al quale sono costantemente esposti. Ma provano attrazione per le cose nuove, diverse.

Attenzione soltanto che non diventi un’arma a doppio taglio però. Perché un brand che ha costruito la fiducia col suo pubblico è giusto che non si spersonalizzi, ma continui a cavalcare l’onda. Per questo motivo è fondamentale scegliere anche il timing giusto di quando iniziare la nostra opera di debrandizzazione.

COMODITÀ DIGITALE E OFFLINE

Un altro elemento da tenere in considerazione, parlando di debranding è anche la comodità di avere un logo più snello.

Sappiamo che in tema di siti web si è ormai quasi completata la necessaria transizione verso il concetto di mobile first. Il traffico web passa ormai per la maggior parte da smartphone e tablet.

Quando realizzi il tuo sito internet dovrà essere facilmente fruibile da questi devices. Un logo “ciccioso” e carico di informazioni (nome, disegno, claim) risulta perciò un po’ contrastante con l’obiettivo di rendere facile la navigazione da cellulare.

Ma anche per quanto riguarda la comunicazione offline, quindi brochure, biglietti da visita, cartellonistica, cataloghi. Un logo minimal permette di recuperare più spazio. Inoltre, cosa non meno importante, permette al proprio utente di concentrarsi sul  messaggio e non sul tuo brand. Le persone non stanno più cercando l’eroe, ma sono interessati alle storie degli eroi.

AZIENDE FAMOSE CHE STANNO DEBRANDIZZANDO

Nel momento in cui stiamo scrivendo il processo di debranding è iniziato già da parecchio tempo e molte aziende famoso hanno deciso di fare “barba e capelli” al proprio logo.

Ecco alcuni degli esempi più famosi che nel recente periodo hanno deciso di fare un restyling del brand tagliano invece di aggiungere:

Pringles

Volkswagen

Godaddy

Airbnb

Kia

Pfizer

Foursquare

A dimostrazione che il debranding è una necessità oggi sentita da sempre più aziende.

 

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