Napoli: al tesseramento PD si fatica a trovare tesserati

Casalnuovo di Napoli, 28 settembre 2018 – Mancano solo pochi giorni alla chiusura del tesseramento del Partito Democratico, prevista per fine settembre e i primi dati ad emergere non sono molto positivi. In molte città del napoletano ad esempio, territorio in cui una volta la faceva da padrone Bassolino, il PD  fa fatica a sopravvivere: in alcune storiche sezioni si raggiunge a malapena “dieci iscritti” e in altre non si riesce neanche ad avviare il tesseramento .

Siamo di fronte ad un flop annunciato?

Abbiamo chiesto a Giovanni Nappi, leader storico del Pd e del centro sinistra Casalnuovese, di aggiornarci sulla situazione “tesseramento” in città:

“La scadenza di settembre è stata fissata per definire la platea dell’eventuale congresso nazionale del 2019. Se vuole sapere se ho rinnovato la tessere la risposta è sì. Ho rinnovato la tessera e ringrazio i compagni della sezione, e il segretario cittadino Gennaro Castiglione, per la passione che ancora trasmettono avviando una fase pre-congressuale tra le più difficili degli ultimi anni. Devo ammettere, però, che non mi appassiona più la corsa al tesseramento. E credo sia utile per tutto il Pd non appassionarsi più di tanto nè alla corsa e nè tanto meno alla conta tra le correnti. Quanto a me, preferisco guardare un po’ di più oltre il partito e oltre i limiti del tradizionale centro sinistra”.

Le parole di Nappi non lasciano alcun dubbio sull’interpretazione: almeno a Casalnuovo il Pd esiste, ma ci si organizza per andare oltre il partito.

Giovanni Nappi, promotore del premio letterario ‘Una Città Che Scrive’, è stato Presidente del Consiglio Comunale a Casalnuovo fino alla rottura con il Sindaco Massimo Pelliccia.

E voci in città lo danno già tra i papabili candidati a sindaco per il 2020.

 

Di Maio, a Casalnuovo il PD studia i nomi per contrastarlo

Napoli, 19 gennaio 2018 – Acerra, Casalnuovo di Napoli, Pomigliano d’Arco, Caivano, Marigliano, Brusciano, Castello di Cisterna, Mariglianella, Volla, San Vitaliano e Scisciano: sono questi gli 11 Comuni che compongono il collegio uninominale per la Camera dei Deputati con cui Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle dovrà misurarsi in vista delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo.

Dopo che  Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle, ha annunciato la propria candidatura nel Collegio che comprende la sua città di residenza, i partiti del territorio si organizzano per contrastarlo, e cominciano già a spuntare i primi nomi.

Nel PD riguardo i candidati decide la Direzione nazionale del partito, che si esprimerà nei prossimi giorni sulla proposta che presenterà il segretario Matteo Renzi.” dice Giovanni  Nappi, esponente del Partito Democratico di Casalnuovo di Napoli, il secondo Comune del Collegio più popoloso dopo Acerra.

“Il Partito si è prefissato di ascoltare anche le istanze provenienti dai territori ed io ho dato la mia disponibilità che il segretario cittadino del Pd Casalnuovese ufficializzerà nelle prossime ore. È da 20 anni che ci metto la faccia, conosco il territorio, ho molto rispetto per le istituzioni, ma non credo sia sufficiente, almeno nel maggioritario, essere Vice Presidente della Camera per vincere nel nostro Collegio” continua l’esponente del PD.

Giovanni Nappi ha ricoperto, fino a pochi mesi fa, la carica di Presidente del Consiglio Comunale della Città di Casalnuovo di Napoli.

Consulente del Lavoro è  dal 2013 segretario generale del Sindacato SLI, piccola e dinamica organizzazione sindacale nazionale, rappresentativa di lavoratori e pensionati.

Il 2016 ha fondato il Premio Letterario “Una Città Che Scrive”, un concorso che ha fatto registrare nell’ultima edizione 1700 partecipanti e che, con una modalità di promozione diretta ed itinerante, promuove eventi in giro per l’Italia.

Nappi ha presentato il concorso all’ultima Festa de L’Unità di Imola ed è di ritorno da Milano, dove ha presentato, in collaborazione con la Samsung, Donna Moderna e il Comune di Milano, la nuova sezione del Premio riservata al tema della Dislessia.

”Se mi chiedessero di candidarmi lo farei con grande passione. Affronterei la sfida con umiltà, ma anche con consapevolezza che la storia di ognuno di noi può fare la differenza. Non è il ruolo che fa l’uomo, è l’uomo che fa il ruolo. Ovviamente sono pronto a dare una mano al partito anche qualora la scelta dovesse cadere su un nome diverso”, conclude Nappi.

 

 

Di Maio a Casalnuovo: è polemica sulle spese del Comune

Napoli, 8 gennaio 2018 – È polemica accesa a Casalnuovo di Napoli per la recente visita di Luigi Di Maio, candidato premier del M5S. A dare fuoco alle polveri è Giovanni Nappi, esponente del PD di Casalnuovo.

Sotto accusa i costi del convegno che sostanzialmente è diventato una tappa elettorale finanziata dal Comune, ed un rinfresco a cui Di Maio ha partecipato con entusiasmo.

Di Maio è stato recentemente nella nostra città per prendere parte ad un convegno organizzato dall’attuale amministrazione comunale. Tutto normale se l’organizzazione del convegno non fosse costata 10 mila euro ai cittadini Casalnuovesi e soprattutto se l’iniziativa non fosse stata inserita nell’agenda elettorale #Rally per l’Italia dello stesso Di Maio, indicato dai grillini come possibile premier“ spiega l’esponente del PD Giovanni Nappi.

Sotto accusa anche il taglio di un nastro definito una “messa in scena” dallo stesso Nappi.

“Gli elementi per parlare di  messa in scena ci sono tutti visto che l’iniziativa viene svolta all’interno del Palazzo Lancellotti, palazzo restaurato con fondi comunitari e recentemente restituito alla comunità casalnuovese, che per l’arrivo di Di Maio viene costretto ad una ‘ennesima inaugurazione‘.

“Di Maio taglia il nastro, ma in realtà il Palazzo risulta aperto da mesi: la storica residenza del ‘500 ha infatti già ospitato, tra le tante manifestazioni, i mercatini e i cori di Natale, la presentazione del Premio Letterario ‘Una Città Che Scrive’ con Michele Placido, un primo Consiglio Comunale con tanto di nastro per inaugurare la nuova sala consiliare all’interno dell’immobile, la mostra inaugurale del maestro Domenico Sepe, un convegno del nuovo Partito Art.1 e tante altre iniziative“.

Qualcuno dovrebbe interrogarsi al riguardo” conclude Nappi.

 

 

 

Congresso Pd Napoli: Casalnuovo vota nonostante l’annullamento

Napoli, 12 novembre 2017 – Per oggi, 12 novembre, erano fissati i congressi di circolo del Partito Democratico napoletano.

Un giro di mail prima e un articolo sul Mattino dopo hanno confermato la volontà del Pd nazionale di rinviare i congressi a domenica 19 novembre.

Su indicazione del vicesegretario Maurizio Martina i congressi di circolo previsti per domani domenica 12 novembre, sono rinviati a domenica 19 novembre“, è quanto dichiarato dall’On. Lo Sacco in tardissima serata.

Il Circolo del PD di Casalnuovo di Napoli, invece, si dichiara pronto a votare e a non considerare la richiesta di rinvio.

Abbiamo ritirato il Kit, presentato le liste per i delegati all’assemblea provinciale, avvisato gli iscritti, comunicato da giorni la celebrazione del congresso. Ora che si fa? Assolutamente, andiamo avanti e facciamo il nostro congresso. Scriverò una lettera a Renzi” è quanto espresso dall’avv. Gennaro Castiglione, segretario del Circolo Pd Casalnuovo.

Non credo sia giusto accettare una tale prepotenza. È irrispettoso verso i tanti Circoli che sono pronti a votare e su cui non ci sono ombre. Il vicesegretario Martina non può chiederci questo, non può decidere a poche ore di cedere ad un incessante pressing di corrente“, così dichiara Giovanni Nappi, leader del Pd Casalnuovese e membro dell’assemblea provinciale sin dalla nascita del Partito Democratico.

 

 

 

Alla Festa de L’Unita nazionale arriva “Una Città Che Scrive”

Casalnuovo di Napoli, 21 agosto 2017 – La Festa de l’Unita’ Nazionale, ovvero la tradizionale festa nazionale del Pd che si svolgerà dal 9 al 24 settembre a Imola, quest’anno ospiterà il Premio Letterario “Una Città Che Scrive“.

Il premio, promosso da Giovanni Nappi, presidente del Consiglio Comunale della Città di Casalnuovo di Napoli, è un’esperienza tutta campana che già nella sua prima edizione ha ottenuto riscontri molto positivi.

Patrocinato dalla Regione Campania, dalla Regione Marche e dal Parlamento Europeo, e con il logo Matera Capitale Europea della Cultura 2019, l’evemto ha già contato quest’anno 1700 partecipanti, istituendo una sezione per le zone terremotate delle Marche, una menzione per i detenuti nei carceri napoletani e una sezione Scuola, che ha premiato quest’anno la poesia di un ragazzo dislessico di Milano.

Una bella esperienza, insomma, da raccontare e valorizzare.

Al Premio “Una città che scrive” (www.unacittachescrive.com) è legata anche l’edizione di una antologia dall’omonimo titolo, con una raccolta di poesie e racconti brevi scelti tra i testi che partecipano al concorso.

La prefazione della prima antologia portava la firma dell’on. Gianni Pittella, presidente del gruppo Socialisti & Democratici al Parlamento Europeo. Quest’anno invece è stata la volta del prof. Arturo De Vivo, prorettore dell’Universita’ degli studi di Napoli Federico II.

L’appuntamento di “Una città che scrive” alla Festa de L’Unita nazionale è per venerdì 15 settembre alle ore 21 a Imola (BO) al Parco Lungofiume, con il titolo dell’iniziativa sche arà “Individuo e società. La forza della scrittura come riscatto individuale e sociale“.

Con Giovanni Nappi, fondatore del Premio, ci sarà Samuele Ciambriello, giornalista e docente universitario.

Ringrazio il Partito Democratico e la Prof. Patrizia Torricelli, nominata da Matteo Renzi responsabile Dipartimento Editoria del PD Nazionale, per aver deciso di valorizzare la nostra iniziativa a livello nazionale.

L’idea di utilizzare la scrittura a vantaggio dell’immagine di una comunità, e come strumento di riscatto, è piaciuta e rappresenta una straordinaria opportunità per la mia città, Casalnuovo di Napoli.

Per me, invece, tanta emozione, soddisfazione e, da oggi, forse un pizzico di responsabilità in più” ha spiegato Giovanni Nappi, fiero che la sua città possa essere protagonista della Festa de l’Unità nazionale del PD.

Festa de l’Unità nazionale del PD
Giovanni Nappi, fomdatore del Premio Letterario “Una città che scrive”

 

Al grido di #Rifiutiamoci parte la mobilitazione del Pd in tutta la Provincia di Roma

Pd provincia di Roma: #Rifiutiamoci a trasformare la provincia nella discarica di Roma…

Roma, 25 maggio 2017 – La direzione federale del PD della provincia di Roma, recependo le indicazioni del tavolo sull’ambiente, ha deciso di dare vita ad una mobilitazione straordinaria in tutti i Comuni della provincia di Roma contro l’ipotesi, che sembra palesarsi dalle iniziative che sta intraprendendo la sindaca Raggi in città Metropolitana, di costruire in uno dei comuni del nostro territorio la discarica per i rifiuti di Roma.

Da sempre come Pd Provinciale siamo impegnati in una campagna di sensibilizzazione per la costruzione di impianti moderni che aiutino a chiudere il ciclo dei rifiuti, trasformandoli in una risorsa energetica.

Dalla sindaca di Roma, anche sindaco metropolitano in questi mesi abbiamo ascoltato solo dei NO ideologicamente contrari a qualsiasi forma di tecnologia.

Di contro però, in un momento in cui l’emergenza rifiuti nella Capitale sembra aver superato i livelli di guardia, l’unica soluzione che la sindaca pare in grado di trovare e’ quella di lasciare che gli uffici della città metropolitana trovino, rigorosamente fuori dall’anello del Raccordo anulare, qualche cava dismessa per riempirla con i rifiuti che Roma non riesce a smaltire.

Per questi motivi sabato 27 e domenica 28 maggio saremo in piazza per una raccolta firme dimostrativa in tutti i Comuni della provincia per dire a Virginia Raggi, al vicesindaco Metropolitano Fabio Fucci e a chiunque altro che non gli consentiremo di venire a sotterrare l’immondizia di Roma nella prima buca che si rendesse disponibile in Provincia.

Per trovare i banchetti e venire a firmare la petizione l’elenco dei comuni e’ consultabile sul sito www.pdprovinciaroma.net.

Comunicato di Rocco Maugliani, Segretario Pd Provincia di Roma

 

Premio San Fele d’oro, tra cultura, spettacolo e sorpresa su Michele Emiliano

Spettacolo di qualità ed alta cultura in scena nel piccolo paese lucano. Premiato il reumatologo di fama internazionale Ignazio Olivieri. Durante lo spettacolo un inatteso fuoriprogramma per l’onorevole Piero Lacorazza (pd) che riferendosi a Michele Emiliano dice: “si può ballare senza inciampare”, e improvvisa un momento di danza con una delle artiste: il video del ballo…

San Fele (Pz), 10 aprile 2917 – Grande successo a San Fele (Pz) sabato scorso 8 aprile nella Chiesa madre  per l’evento “San Fele d’oro”, promosso dall’Amministrazione comunale di San Fele ed inserito nel cartello nazionale della ventiduesima edizione del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” ®, festival di premi itineranti di cultura e spettacolo diretto da Mario Esposito.

Tre soprano dal nome suggestivo “Loving” (che rimanda all’Amore inteso come forza primigenia dell’uomo, Spirito e Bellezza) si sono esibite in un concerto splendidamente diretto dal Maestro Antonello Cascone con gli interventi teatrali di Piero Pepe, attore che ha recitato per oltre cinquant’anni accanto a mostri sacri del Teatro come Roberto De Simone, Patroni Griffi, Eduardo De Filippo e i fratelli Aldo e Carlo Giuffré.

Il “Premio San Fele d’oro” anche per l’edizione 2017  ha rinnovato dunque un successo di valore extra regionale visto che è dal 2006 che nel piccolo paese lucano arrivano grandi nomi della cultura e dello spettacolo per ritirare l’ambito riconoscimento.

Nel corso degli anni si sono succeduti infatti Roberto Vecchioni, Vincent Spano, Daniel McVicar, Claudia Koll, Serena Autieri, Stelvio Cipriani, Vittorio Sgarbi, Alberto Fortis, Rocco Papaleo, Giuliano Gemma, Ugo Pagliai, Francesco Giorgino, Rosanna Lambertucci, solo per citarne alcuni, in un evento che, nelle prime edizioni, accendeva l’estate di San Fele e dell’intera Basilicata.

L’arte, ed in particolare la musica, sono un antidoto sottile alle guerre, alle lacrime; una straordinaria occasione di socialità, di comunione spirituale. I palcoscenici sacri sono difficili per motivazioni di carattere tecnico-acustico  ma sanno restituire una atmosfera di intima e corale partecipazione che non appartengono ai teatri o altri luoghi. Il mio progetto artistico-musicale  si articola su diversi format anche per orchestra e intende unire canto, teatro e per alcuni secondi la danza. La danza è movimento ordinato sul ritmo. Come la musica, di cui ha bisogno, è emozione ordinata da una legge, che dà forma al caos dei sentimenti, e produce armonia. Quando siamo nell’armonia interiore cogliamo, nello stupore, qualcosa di Dio”, dichiara l’ideatore del progetto artistico-musicale, Antonello Cascone, che vanta un ricco percorso artistico come compositore, direttore d’orchestra ed arrangiatore di Andrea Bocelli.

“Speriamo si possa tornare a costruire grandi eventi e grandi progetti anche per le prossime stagioni estive a San Fele. L’estate è il momento migliore per promuovere il territorio e costruire grandi spettacoli di qualità. I grandi progetti necessitano ovviamente di adeguate risorse finanziarie e di una progettazione che ponga a sistema le diverse iniziative del territorio e che sappia muoversi con una strategia di lunga durata. Speriamo che si accresca nel tempo il sostegno da parte delle Istituzioni. Tutti insieme sono convinto che possiamo farcela” è il commento di Mario Esposito, l’ideatore e il direttore artistico del “San Fele d’oro”.

Che sull’edizione appena svoltasi a San Fele evidenzia: “Il riconoscimento è stato assegnato quest’anno ad un lucano europeo, un luminare della ricerca e della reumatologia, Ignazio Olivieri. Dopo una grande mostra tenutasi a Genova dell’artista Giuseppe Leone su cammei conchiglia di Torre del Greco ed inserita come questa sezione lucana nel programma nazionale della ventiduesima edizione itinerante del Premio Festival Penisola Sorrentina Arturo Esposito®  presentato anche alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, il primo riconoscimento dell’edizione 2017 è andato a un uomo del sud in un piccolo paese del sud, emblema di un mezzogiorno che può vincere ed essere competitivo.

Non solo camorra, corruzione, degrado ma anche sud quindi come opportunità, come piccolo angolo del mondo da cui partire per grandi sfide”.  A consegnare il premio all’insigne reumatologo sono stati il sindaco di San Fele Donato Sperduto ed il consigliere regionale del PD Piero Lacorazza.

Quest’ultimo è stato protagonista di un momento assolutamente inedito (un vero e proprio fuori programma). Seduto in prima fila è stato invitato ad un “passo a due” di pochi secondi da una delle soprano durante lo spettacolo.

Il consigliere regionale, che sostiene attivamente nella campagna per le Primarie del Partito Democratico del prossimo 30 aprile il candidato Michele Emiliano, non si è tirato indietro e con intelligenza ha saputo gestire il momento spettacolare, che ha poi postato sul proprio profilo Facebook, al link https://www.facebook.com/piero.lacorazza/videos/1388429231195513, affermando:

“Sosteniamo Michele Emiliano, si può ballare senza inciampare”, con un simpatico ed affettuoso riferimento all’infortunio in cui è incorso il collega di partito Michele Emiliano in Calabria durante il tour per le primarie del Pd, che avrebbe dovuto far tappa anche a Potenza.

 

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Le tre soprano con il direttore d’orchestra Antonello Cascone, l’attore Piero Pepe e (a dx) il direttore del Premio Mario Esposito

 

Il Sindaco di San Fele Donato Sperduto e l’Onorevole Piero Lacorazza premiano Ignazio Olivieri

 

 

 

Rivelazioni choc di De Pierro su mafia e politica a Roma

Il Presidente dell’Italia dei Diritti: “chiediamo al sindaco Marino didimostrare a tutti l’intenzione di combattere realmente le condotte criminose nell’ambito dell’apparato amministrativo capitolino, recandosi presso la nostra sede che si trova proprio nei pressi di uno degli emblemi dei falsi e delle omissioni istituzionali a Ostia a favore di persone che i fatti ci indicano avere rapporti con il clan Spada”

Roma – E’ ormai trascorsa una settimana dall’avvio dell’inchiesta “Mondo di mezzo”, rivelatrice di forti legami tra criminalità organizzata e politica nella capitale. Un sistema di potere corrotto, quello che emerge dallo scandalo di “Mafia Capitale” che ha fatto cadere nella sua rete un centinaio di persone tra politici, imprenditori ed ex esponenti del terrorismo di destra e di sinistra. Un’indagine iniziata 4 anni fa e che, frutto di un meticoloso operato, ha condotto a uno dei più grandi blitz della storia della criminalità organizzata a Roma.

Sulla vicenda è intervenuto Antonello de Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti: “Dall’ultima operazione che ha scoperchiato una pendola di nefandezze istituzionali con infiltrazioni mafiose nel tessuto politico-amministrativo della capitale prendiamo atto, e acquisiamo conferma, che con l’arrivo a Roma del procuratore capo, Giuseppe Pignatone, il vento è veramente cambiato. Quel controllo della legalità che nei confronti della politica era stato sempre più morbido ora, senza margini di dubbio, è diventato più pressante. La grande intuizione del procuratore Pignatone è stata quella di comprendere che effettivamente a Roma esisteva la Mafia, una parolaimpronunciabile fino a poco tempo fa. Non a caso, Pignatone si è accorto che a Roma non erano mai stati effettuati sequestri per Mafia, e negli ultimi tempi mi pare che le cronache abbiano registrato una inversione di tendenza anche in questo senso”.

Il leader del movimento si rivolge, poi, anche verso quegli esponenti delle forze politiche che hanno richiesto lo scioglimento del consiglio comunale di Roma Capitale: “La giunta guidata dal sindaco Ignazio Marino è stata di certo un grosso ostacolo ai tentacoli che la criminalità organizzata aveva cercato di far penetrare nei gangli istituzionali, e qualora dovesse essere sciolto il Comune o se fosse lo stesso Marino a gettare la spugna, verrebbe di certo fatto un grosso regalo al sistema mafioso. Chi, in queste ore, sta gridando a gran voce e auspicando che ciò avvenga o non sa cosa dice oppure si sta esibendo in un esercizio retorico e demagogico funzionali a interessi politici che mirano a una conquista di scranni istituzionali su cui posare le proprie terga. Tengo a precisare – continua – che non sono un acceso sostenitore di Marino, che stimo per la sua onestà e avversione ai giochi di potere poco trasparenti ma che nonho esitato, in alcuni casi, acriticare per difetto di competenza. Tuttavia, questa volta saremocome movimento fermi e decisi nel difendere le sue posizioni e i comportamenti da lui posti in essere, in quanto che ci restituiscono l’immagine più di un cittadino impegnato in politica, e perciò lontano anni luce da percorsi clientelari, piuttosto che di un politico che quelle clientele a volte, purtroppo, è costretto a subire. Il mio rammarico è che a questi risultati si sia arrivati solo ora, come quanto avvenuto già nell’ultimo anno sul litorale romano. Sembra, infatti, che alcuni abili investigatori della polizia di stato avessero scoperto le trame del malaffare mafioso su Ostia e dintorni già da almeno 10 anni ma siano stati fermati grazie a cavilli burocratici rivelatisi, poi, inconsistenti”.

In relazione, poi, alle ultime dichiarazioni di Matteo Renzi in merito alla deflagrazione dello scandalo romano, il presidente si è così espresso: “Mi auguro che non siano promesse da marinaio frutto di spinte circostanziali. Da sempre, noi dell’Italia dei Diritti, chiediamo l’inasprimento delle pene in presenza di integrazioni penali relative ai reati di corruzione e concussione, in particolar modo nei casi di corruzione giudiziaria. A tale scopo, il sottoscritto ha dato luogo a 18 incatenamenti di protesta per ottenere la rotazione intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti uffici tecnici comunali proprio per evitare possibili fenomeni corruttivi. Risale alle ultime settimane l’annuncio di Raffaele Clemente, comandante generale della Polizia Locale di Roma Capitale, di dare avvio a tali rotazioni periodiche, decretando così una grande vittoria del nostro movimento”. Alla luce di ciò, prosegue De Pierro: “In occasione delle scorse elezioni europee, in sede di deposito del simbolo dell’Italia dei Diritti, abbiamo eletto domicilio a Roma infernetto, in via Peio, 30 trasferendovi la sede nazionale. Pertanto, chiediamo al sindaco Marino di dimostrare a tutti l’intenzione di combattere realmente le condotte criminose nell’ambito dell’apparato amministrativo capitolino, recandosi presso la nostra sede che si trova proprio nei pressi di uno degli emblemi dei falsi e delle omissioni istituzionali a Ostia a favore di persone che i fatti ci indicano avere rapporti con il clan Spada. Infatti, dopo aver denunciato delle fattispecie comportamentali criminose rese possibili dalla connivenza di alcune cellule deviate dell’apparato istituzionale, unito a un atteggiamento inerte di parte della politica lidense e capitolina, le persone beneficiate da tali falsi e omissioni si sono recate sotto casa mia accompagnando in macchina Armando Spada, arrestato proprio nelle scorse settimane insieme all’ex dirigente dell’ufficio tecnico di Ostia Aldo Papalini e indicato dagli inquirenti come capo dell’omonimo clan e mandante di due omicidi, a minacciarmi di morte e aggredirmi per cui ho dovuto ricorrere alle cure sanitarie. La collega di Repubblica, Federica Angeli, a causa delle sole minacce ricevute dalla medesima persona si trova oggi a vivere sotto scorta. Chiedo, quindi, anche al procuratore Pignatone di attivarsi per verificare tali circostanze e mi domando chiedo come sia possibile che chi, nell’occasione ha formulato l’informativa di P.G., non abbia messo in evidenza la caratura criminale dello Spada facendo di fatto destinare una intimidazione mafiosa con tanto di aggressione alla competenza del Giudice di Pace con l’attivazione di un procedimento penale che è, ormai, avviato alla prescrizione”.

“Omissioni vigili Ostia a favore di persone vicine a clan”, s’incatena al Comando Generale

Ancora una clamorosa protesta per la 73enne preside coraggio Lucia Salvati, che da tempo chiede verità e giustizia per una vicenda che vede coinvolti pezzi deviati delle istituzioni, i quali hanno coperto soggetti in rapporti  con la mafia. Vessata anche da alcuni vigili e minacciata di morte da un noto esponente malavitoso accompagnato dai vicini di casa che aveva denunciato

Roma – Non si placa la tenace protesta di Lucia Salvati, l’anziana ex preside che, ormai da tempo, sta denunciando una triste storia di omissioni e falsi da parte di alcuni vigili urbani e dipendenti dell’ufficio tecnico di Ostia, per coprire una serie di abusi edilizi perpetrati dai vicini ai suoi danni. Questa volta si è presentata in catene presso il Comando Generale della Polizia Locale di Roma Capitale, dove ha chiesto di essere ricevuta dal comandante Raffaele Clemente, che era assente ed è stata perciò ascoltata da vari vigili appartenenti alla segreteria, a cui ha raccontato la sua triste vicenda storia.

La pensionata 73enne aveva presentato un esposto, credendo di trovarsi in un paese normale dove chi ha il compito e l’obbligo di accertare avrebbe naturalmente perseguito gli abusi commessi. Niente di tutto questo.

 

I vigili sollecitati – afferma la Salvati -, non solo hanno fatto finta di non vedere, e chiunque può agevolmente riscontrare, addirittura in alcuni casi ictu oculi, gli illeciti posti in essere, ma addirittura hanno perseguitato me e la mia famiglia con una serie interminabile di vessazioni, recandosi quasi quotidianamente presso la nostra abitazione con motivazioni di controllo rivelatesi sempre infondate, finanche  per verificare il trattamento riservato al nostro cane, fino a denunciarci per inesistenti abusi edilizi, che probabilmente regnavano solamente nella loro fantasia in un progetto intimidatorio artatamente congegnato, visto che il procedimento si è concluso con un’assoluzione perché “il fatto non sussiste”,mentre avevano disinvoltamente dichiarato di aver sottoposto a controllo la parte immobiliare dove gli abusi e gli illeciti erano presenti davvero e di aver riscontrato tutto regolareSono a disposizione di chiunque voglia seriamente accertare quanto sia falso ciò che è stato attestato. Solo chi possiede un senso di impunità assoluta può spingersi a questo”.

E i miei vicini non si sono fermati a questo – continua -. Si sono presentati a minacciarci di morte sotto casa  con un noto boss mafioso, accompagnato da loro in macchina. Per le identiche minacce da parte della stessa persona la giornalista Federica Angeli di Repubblica si trova a vivere sotto scorta. Salvo poi denunciare noi con dichiarazioni che sfiorano il ridicolo e che nessuno ha pensato di verificare seriamente. Vista la pericolosità del soggetto, mio figlio, i signori hanno fatto nascondere il boss tutto impaurito nella loro autovettura. E ancora non si sono sentiti ridicoli a denunciare, un mese dopo quest’episodio, un’inventata aggressione addirittura con armi, da parte di mio figlio,  che sarebbe avvenuta un anno e mezzo prima. Non ci crederebbe neanche un bambino che, di fronte a una cosa del genere, nessuno abbia pensato di  interessare le forze dell’ordine e che qualcuno possa attendere addirittura un anno e mezzo prima di denunciare. Io personalmente, mi sarei barricata in casa, e se non fossi stata colta prima da infarto, avrei chiamato immediatamente il 113. I miei vicini hanno potuto permettersi anche questo e qualcuno li ha anche considerati credibili. Ho servito lo stato per 42 anni di onorata carriera, prima come insegnante e poi come dirigente scolastico, e ho insegnato che viviamo in uno stato di diritto, ma forse, alla luce di questi fatti, mi sbagliavo. C’è qualcosa che devia da tale concetto in un tessuto sociale dove, per colpa di cellule deviate delle istituzioni, i delinquenti diventano vittime e le vittime delinquenti. Il crimine istituzionalizzato è più odioso e subdolo di quello propriamente detto. C’è qualcosa che stride fortemente quando le istituzioni si trovano a proteggere i crimini di persone in rapporti con esponenti di un clan. E in questo caso, in primis alcuni vigili, ma anche altri, e chiunque sapeva e ha taciuto e ancora tace, hanno fatto proprio questo. E lo affermo senza tema di smentita. Basta entrare nell’immobile in questione, dove tra l’altro con varie motivazioni non è stato mai permesso di entrare, nemmeno in sede di espletamento peritale ordinato in seguito a ricorsi giurisdizionali, per verificare e accertare ciò che dico. Venga a verificare di persona il sindaco Marino, che è venuto a Ostia a gridare ai quattro venti la sua ferma posizione nella lotta alla criminalità organizzata, ha notato la mia protesta in catene nella sala del consiglio municipale, ha detto che mi avrebbe invitata in Campidoglio, ma ancora sto aspettando, ed è passato quasi un anno. Forse le coperture istituzionali a persone in rapporti con quel clan che ha dichiarato di voler combattere non rientrano nella lotta alla criminalità? Di una cosa sono certa, non mi fermerò e continuerò la mia protesta per portare alla luce, agli occhi dell’opinione pubblica i fatti gravissimi che denuncio, fino a quando non sarà accertata la verità e avrò ottenuto giustizia, nonostante l’atteggiamento omertoso delle istituzioni e la censura di alcuni organi mediatici, che viene opposta. La mia dignità e quella della mia famiglia deve essere restituita a chi la deteneva legittimamente, come uno dei miei figli, che è stato definito, in una costituzione di parte civile, un “soggetto potenzialmente molto pericoloso, in quanto esperto di arti marziali” e accusato di aver colpito con un colpo di “carate”, scritto con la c e non con la k, la signora della coppia dei vicini. Peccato che lo stesso figlio non abbia mai messo piede in una palestra e sia affetto da una grave patologia invalidante alla colonna vertebrale. Ebbene quei vicini in rapporti con un clan mafioso, tanto da essere in grado di accompagnarne il capo in automobile a minacciarci di morte, non hanno perso mai occasione per dichiarare di essere impauriti dai miei figli, e per convincere riescono a esternare dichiarazioni ai limiti del grottesco. E pensare che c’è anche chi è capace di credere, o magari far finta, a certe assurdità”.

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