A Napoli il Concerto dell’Immacolata, tra pace e speranza

Grande successo per il tradizionale Concerto dell’Immacolata 2022 a Sant’Anna dei Lombardi, evento con finalità benefiche organizzato dell’Associazione Culturale per Napoli: tra musica e canto diffusi messaggi di pace e speranza

Napoli, 9 dicembre 2022 – Come consuetudine, si è tenuto presso il Complesso Monumentale di Sant’Anna dei Lombardi di Napoli, l’8 dicembre, il tradizionale Concerto dell’Immacolata, con l’apertura tradizionale ed ufficiale delle festività natalizie.

Organizzato dalla storica Associazione Culturale  Noi per Napoli APS, il repertorio del concerto è stato dedicato alle più belle Ave Maria di  Gounod, Schubert, Mascagni, Gomez, con immortali melodie della tradizione natalizia, Cantique de Noel, Astro del Ciel, Toccata e fuga in re min di Bach per Organo solo, melodie senza tempo che hanno toccato ed emozionato i cuori degli spettatori.

Melodie eseguite anche dal suono del maestoso, antico e spettacolare organo del complesso di Sant’Anna dei Lombardi, che ha contribuito a creare un clima veramente suggestivo ed  stupito di incanto lo spettatore.

Un percorso tra melodie molto amate dal grande pubblico e pagine meno conosciute della tradizione, tra le volte della splendida Chiesa monumentale di Sant’Anna dei Lombardi, appunto dedicata alla Vergine, ispiratrice da secoli di composizioni di inesauribile bellezza.
Gli interpreti sono state  le strepitose e melodiose voci di artisti, quali il soprano Olga De Maio, il tenore Luca Lupoli, il tenore Lucio Lupoli, artisti lirici partenopei di fama internazionale e strumentisti di eccezionale bravura quali Nataliya Apolenskaja all’organo, Gianluca Rovinello arpa, Francesco Schiattarella pianoforte, Raffaele Sorrentino violoncello,Emmanuele Puxeddu oboe, Michele Gaudino violino, con la chiara presentazione e narrazione del Prof. Claudio Canzanella, storico e studioso di tradizioni popolari partenopee.
Un evento  che ha inteso valorizzare e scoprire, anche attraverso la visita guidata della cinquecentesca Sala del Vasari,  uno dei siti di particolare bellezza, un tesoro del nostro patrimonio storico artistico, promuovendone la conoscenza sempre attraverso la musica ed il belcanto, rendendoli accessibili a tutti i cittadini napoletani, appassionati di musica ed agli ospiti in visita a Napoli in questi giorni di festa.
Canto, musica, narrazione hanno descritto e raccontato la  poliedrica  figura della Vergine Maria, nella sua tenera concreta maternità umana e divina, che aiuta a  riflettere  ed a prepararsi in maniera più consapevole sul mistero del S.Natale. La musica della tradizione classica con le Ave Maria più famose, melodie della tradizione classica natalizia interpretata da straordinari artisti, accompagnati da un quartetto eccezionale e dal suggestivo suono del maestoso organo sono stati gli ingredienti di questo fantastico ed indimenticabile concerto che ha emozionato il pubblico ed ha tributato loro un grande successo con tantissimi applausi, totale coinvolgimento del pubblico e richieste di bis.
Un progetto nato dall’idea e dalla direzione artistica del soprano Olga De Maio  e dal tenore Luca Lupoli, rappresentanti dell’ Associazione Culturale Noi per Napoli APS, che coniuga arte, cultura e solidarietà con la finalità benefica per la mense dei senzatetto di Napoli. Un evento diventato ormai istituzionale,nel corso degli anni, attraverso il riconoscimento dei Patrocini della Presidenza del Consiglio Regionale della Campania, dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e della Curia Arcivescovile di Napoli.

 

EVENTO CON FINALITÀ DI BENEFICENZA
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“Diffondiamo i libri contro tutte le guerre”: l’appello dello scrittore Liggeri

Pisa, 22 marzo 2022 – “No alla guerra!”. È questo il messaggio che arriva da ogni parte d’Italia. Dalle famiglie, alle scuole, alla politica e fino ad arrivare, ovviamente, al panorama artistico.

Un forte appello alla pace arriva dal giovane scrittore di origini siciliane, cresciuto in Toscana, Salvatore Liggeri, che lancia l’appello ““Diffondiamo i libri contro tutte le guerre!”.

Ventotto anni, Liggeri ha già vissuto in dieci nazioni europee, testimone di quella che lui reputa “la generazione dei figli del vento”, o per intendersi, la generazione Erasmus, di cui lui stesso fa parte e che ama raccontare nel suo blog, poetiestinti.com e in giro per le scuole italiane.

“Lo avete già visto con Greta Thunberg, inascoltata: se i vecchi non avranno il coraggio di ascoltare seriamente i giovani, ho paura che vivremo in un perenne ventesimo secolo. I giovani europei questa guerra non la vogliono e non la cercano”.

Insomma, il coro generazionale nel campo della scrittura, nonostante tutto, è unanime: da Roberto Saviano, a Fabio Volo, fino ai giovanissimi come Salvatore Liggeri o Nicolò Govoni, quest’ultimo già noto attivista per i diritti umani.

L’ultima pubblicazione di Liggeri, uscita il 19 marzo, dal titolo “A due passi dal Tibet”, tratta proprio il tema della pace, esteriore ed interiore, visto che lui stesso ha vissuto a stretto contatto con i monaci all’interno di uno dei monasteri del buddismo tibetano più grandi d’Europa.

L’opera, già disponibile sulle piattaforme digitali, arriverà presto anche in libreria e verrà presentata dallo stesso autore il 24 aprile 2022, presso il festival lucchese “Lucca città di carta”, ed è già disponibile su Amazon al link www.amazon.it/due-passi-dal-Tibet-tibetani/dp/B09VWTT7QF/

“Spero presto di tornare anche nella mia bella Sicilia, ad Avola dai miei nonni, dove sono nato”, conclude Liggeri.

 

Il romanzo di Salvatore Liggeri, a due passi dal Tibet

 

Salvatore Liggeri, autore di “A due passi dal Tibet”

 

 

Torino come sede dell’incontro Biden-Putin per la pace in Ucraina (Donbass)

L’appello dell’artista Colline di tristezza per candidare la città piemontese come location per un meeting tra i capi di stato di USA e Russia è rivolto ad Appendino, Draghi e Di Maio senza dimenticare la situazione di Navalny

Torino, 19 aprile 2021 – L’artista Colline di tristezza chiede alla Sindaca di Torino Chiara Appendino, al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio e al Presidente del Consiglio Mario Draghi di candidare Torino come sede per un eventuale incontro tra Biden e Putin in cui si discuterà di vari temi, in primis la crisi del Donbass, oggetto di contesa tra Russia e Ucraina.

Per l’attuazione di questa proposta di candidatura della città come sede di questo eventuale summit, a detta dell’artista, “devono però essere fatti passi in avanti sul fronte dei diritti umani dei detenuti in Russia e quindi sul caso Navalny”, ma è importante “non abbandonare la strada del dialogo”.

Secondo il “non-cantante” torinese sarebbe “un vanto per la città” ospitare un tale evento in cui si possa auspicabilmente “scrivere un futuro di pace in Europa e nel mondo”.

Inoltre l’artista fa notare che Torino potrebbe garantire una maggiore terzietà rispetto a Roma e Milano che sono, rispettivamente, la capitale politica ed economica del paese.

I Paesi che si sono proposti

I paesi che si sono offerti per ospitare questo meeting sono Svizzera, Finlandia, Repubblica Ceca ed Austria.

Va detto che l’Italia è sì membro NATO e dell’UE, ma “lo è pure la Repubblica Ceca”, pertanto secondo Colline di tristezza Torino costituirebbe comunque una “candidatura idonea” ad ospitare un eventuale summit bilaterale tra i capi di stato americano e russo.

Va chiarito che la proposta della Cechia è arrivata prima dell’espulsione dei 18 diplomatici russi accusati di spionaggio, pertanto questa offerta di disponibilità da parte di Praga potrebbe non essere più un’opzione percorribile.

Cenni sull’artista

L’artista senza volto Colline di tristezza, è noto per i suoi jingle e per varie proposte in differenti campi tra cui veganismo, calcio, mobilità sostenibile e lotta al fumo. Le sue proposte più note sono quella per una maglietta con l’igienizzante (T-Soap) e quella per l’istituzione di rage room e camere del pianto in ospedali, Rsa e scuole nell’ottica della prevenzione del burnout.

 

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Per info e contatti

collineditristezza@gmail.com

Breve Rassegna Stampa https://drive.google.com/file/d/1iiBtef2KgEnuBXmXilwkvy8_BXpFJEeJ/view?usp=sharing

 

Torino (fonte foto: Wikipedia)

Extraterrestri: “È l’ora di aprire un’ambasciata sulla Terra”

Ginevra, 4 aprile 2019 – È giunta l’ora di organizzare una conferenza internazionale che stabilisca accordi diplomatici per l’apertura di una vera e propria ambasciata, per accogliere civiltà extraterrestri sul pianeta Terra.

A Chiederlo all’ONU il movimento dei Raeliani, nella prima settimana di aprile perché Rael, fondatore e leader spirituale del Movimento Raeliano Internazionale e promotore del Progetto Ambasciata, ha proclamato il primo sabato del mese di aprile l’ET Embassy Day (www.EtEmbassyDay.org), allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su quello che è il principale obiettivo del Movimento Raeliano: la costruzione di un’ambasciata destinata ad accogliere sulla Terra una civiltà extraterrestre, conosciuta con il nome di Elohim.

“Lo scorso anno, i raeliani hanno avviato trattative con il primo paese pronto a considerare l’idea di ospitare un’ambasciata per accogliere degli extraterrestri”, ha dichiarato Daniel Turcotte, Guida raeliana e assistente di Rael per il Progetto Ambasciata, e ha aggiunto “Adesso è giunto il momento di coinvolgere anche le Nazioni Unite”.

Turcotte ha anche dichiarato “Mentre ci prepariamo per il nostro ET Embassy Day, intendiamo anche sollecitare le Nazioni Unite ad organizzare una conferenza internazionale perché si discuta un nuovo protocollo nell’ambito della Convenzione di Vienna sulle Relazioni Diplomatiche: il “Protocollo opzionale riguardante le ambasciate per gli Extraterrestri “.

Ha spiegato inoltre che varie nazioni hanno risposto alla richiesta di ospitare tale ambasciata e molte di esse hanno mostrato un sincero interesse per questo promettente e importante progetto.

“Il numero dei paesi che dimostrano interesse continua a crescere, perché diventa sempre più evidente il fatto che una civiltà extraterrestre sta preparando la nostra umanità ad un contatto ufficiale, attraverso avvistamenti ufo e apparizioni di cerchi nel grano molto complessi in tutto il mondo”, ha continuato.

I raeliani stanno anche preparando una campagna sui social media che include la realizzazione di una pagina web, all’interno della quale i cittadini di tutti i paesi del mondo potranno esprimere il proprio sostegno alla richiesta che verrà inoltrata alle Nazioni Unite, raggiungibile allindirizzo internet http://elohimembassy.org/et-embassy-day.

“Siamo fiduciosi che le Nazioni Unite ascolteranno e prenderanno in considerazione le tante persone che desiderano accogliere formalmente e ufficialmente una civiltà proveniente da un altro pianeta”, ha aggiunto Turcotte.

“Mentre alcuni paesi immaginano, in modo del tutto ingiustificato, una possibile invasione da parte di una civiltà extraterrestre dagli intenti bellicosi e si preparano allo scontro armato, riteniamo sia necessario contrapporre a una posizione così retrograda e violenta un movimento mondiale di pace che aiuti le persone a comprendere che dallo spazio può provenire solo amore. Se l’ONU decidesse di non assumersi tale impegno, lo faranno i paesi con i quali siamo discutendo del progetto “, ha concluso Turcotte.

I raeliani credono che una civiltà extraterrestre, chiamata “Elohim” nella Bibbia ebraica originale, abbia creato ogni forma di vita sulla Terra, compresi gli esseri umani. Essi credono anche che questa civiltà extraterrestre sia pacifica e molto più progredita della nostra, sia dal punto di vista scientifico che filosofico, e che un contatto ufficiale con i nostri creatori condurrà la nostra umanità ad entrare in un’era d’oro di pace e prosperità.

Per maggiori informazioni visitare il sito internet www.EtEmbassyDay.org.

 

 

 

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Contatti stampa

Per ulteriori informazioni o richieste d’interviste contattare l’ ufficio stampa:

Email: italy@raelpress.org

Telefono: (+39) 380 3012127 – Vittorio Vegni

 

 

 

 

A Trento la giornata di tesseramento ad Emergency

Trento, 16 ottobre 2018 – Sabato 20 ottobre, a Trento, i volontari di Emergency saranno presenti con un banchetto informativo in Largo Carducci, dalle ore 14,00 alle ore 19,00 per la giornata di tesseramento 2019

In occasione della Campagna Tessera 2019 si potrà scegliere di stare dalla parte dei diritti umani con Emergencyche dal 1994 offre cure gratuite e di qualità a tutti gli esseri umani, alle vittime della guerra, delle mine antiuomo e della povertà.

I volontari di Emergency racconteranno come sostenere l’idea di cura che, fino a oggi, ha permesso all’associazione di curare quasi 10 milioni di persone.

Essere curati è un diritto umano fondamentale e, come tale, deve essere riconosciuto a ogni individuo.

La pratica dei diritti è l’unica via percorribile perché costituisce di per sé una pratica di pace. Fino a quando i diritti di tutti non saranno garantiti non ci sarà giustizia, solo discriminazione.

È per questo che, ogni giorno, i medici e gli infermieri di Emergency curano le vittime della guerra in Afghanistan e in Iraq.

Ogni giorno Emergency garantisce assistenza sanitaria in Africa, dove la povertà è una minaccia quotidiana e dove milioni di persone non hanno accesso a cure chirurgiche per ragioni economiche, portando sanità di eccellenza.

Ogni giorno in Italia, Emergency è presente nei luoghi del terremoto, nelle campagne dove lavorano i braccianti sfruttati, nei quartieri difficili di tante città, per curare tutti, nessuno escluso.

Per sottoscrivere la tessera di Emergency basta una donazione minima di 12 euro fino a 25 anni, di 30 euro tra 26 e 64 anni, di 20 euro oltre i 65 anni. I fondi raccolti andranno a sostegno degli ospedali e dei centri sanitari di Emergency in Afghanistan, Iraq, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sudan, Uganda e Italia.

Per scoprire  tutte le iniziative di Emergency in Italia visitare la pagina eventi.emergency.it

In alternativa sarà possibile sottoscrivere la tessera online, a partire dal 16 ottobre, sul sito tessera2019.emergency.it.

La tessera di Emergency 2019 dà diritto a ricevere la rivista trimestrale di Emergency, sconti e facilitazioni presso librerie, teatri e gallerie d’arte in tutta Italia.

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Contatti stampa:

gruppo.emergencytrento@gmail.com

A Rovereto lo spettacolo teatrale “C’era Una Volta La Guerra”, con Mario Spallino

Trento, 21 maggio 2018 – Arriva a Rovereto lo spettacolo teatrale “C’era Una Volta La Guerra” con l’attore Mario Spallino e con la regia e drammaturgia di Patrizia Pasqui.

L’evento, prodotto da Emergency e patrocinato da Museo Storico Italiano della Guerra Onlus, si terrà presso la Sala Filarmonica di Rovereto (Corso Rosmini, 86) venerdi 25 maggio, alle ore 20.30, con ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Lo spettacolo teatrale ripercorrerà la storia di questi ultimi decenni e intende dimostrare che la guerra non è inevitabile.

Un’opera che vuole essere un contributo a un’educazione che includa nel suo percorso l’utopia. ‘Utopia’ che non è una parola adatta soltanto ai sognatori, ai poeti o ai pazzi e non significa fuga dalla realtà, ma capacità di immaginare qualcosa che non c’è ancora, rendendola possibile.

A dimostrarcelo sono le vite di alcune persone, più o meno conosciute, che negli anni hanno saputo inceppare il “meccanismo” della guerra. Le loro storie prendono così vita sulla scena, con il contributo di musiche e canzoni originali.

L’appuntamento per ‘C’era una volta la guerra’  è quindi per il 25 maggio alle ore 20.30 presso la Sala Filarmonica di Rovereto, in Corso Rosmini, 86.

 

 

 

 

 

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Per informazioni:

Gruppo Emergency Trento

Email: trento@volontari.emergency.it

Tel: 339 7713051

Il Teatro di Emergency

spettacoli@emergency.it

www.emergency.it

 

 

 

 

 

 

‘C’era una volta la guerra’

In scena presso la Sala Filarmonica di Rovereto

C’era una volta la guerra, spettacolo teatrale prodotto da EMERGENCY e interpretato da Mario

Spallino, per la regia e drammaturgia di Patrizia Pasqui, sarà in scena il 25 maggio alle ore 20.30

presso la Sala Filarmonica di Rovereto (Corso Rosmini, 86)

Fatti, personaggi, riflessioni, dialoghi, canzoni. Uno spettacolo teatrale per ripercorrere la storia

di questi ultimi decenni e mostrare che la guerra non è inevitabile.

Questo spettacolo vuole essere un contributo a un’educazione che includa nel suo percorso

l’utopia. ‘Utopia’ non è una parola adatta soltanto ai sognatori, ai poeti o ai pazzi. Non significa

fuga dalla realtà, ma capacità di immaginare qualcosa che non c’è ancora, rendendola possibile.

A dimostrarcelo sono le vite di alcune persone, più o meno conosciute, che negli anni hanno

saputo inceppare il “meccanismo” della guerra. Le loro storie prendono vita sulla scena, grazie

anche al contributo di musiche e canzoni originali.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

Per informazioni:

Gruppo Emergency Trento

Email: trento@volontari.emergency.it

Tel: 339 7713051

Il Teatro di Emergency

spettacoli@emergency.it

www.emergency.it

Esce “Il cipresso infinito”, big della musica e bambini insieme per la pace

Padova, 15 dicembre 2017 – Il 24 dicembre prossimo uscirà il video clip musicale “Il cipresso infinito”, un messaggio di pace lanciato dai bambini di Montegrotto Terme (PD) e big della musica.

Il progetto é stato patrocinato dal Comune di Montegrotto Terme, in provincia di Padova, ed é stato anche seguito con interesse e in collaborazione da “Confesercenti Padova” e “Parco Letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei”.
La conferenza stampa per far conoscere il progetto, con relativa proiezione in anteprima del nuovo video, si terrà martedì 19 dicembre prossimo alle ore 11,30 presso il Comune di Montegrotto Terme.
Il progetto musicale è stato ideato alla fine del 2016 da un gruppo di artisti di livello nazionale, che ha ottenuto, entro breve, il supporto fondamentale di comunità e persone, che a titolo gratuito si sono prodigate per la sua buona riuscita.
All’inizio del 2017 sono iniziati i lavori con una serie di importanti eventi che si sono susseguiti per tutto l’anno, con studi eseguiti sui luoghi storici del territorio comunale della cittadina termale di Montegrotto Terme.
Spettacolari le riprese aeree dei droni oltre alla registrazione professionale di una performance musicale dal vivo ricavata dalle melodie e parole della celebre canzone “Happy Xmas” scritta nel 1971 da John Lennon & Yoko Ono.
Il nome del progetto e del video è ispirato al cipresso solitario che si erge al di sopra dell’ottocentesca Villa Draghi, video che sarà condiviso online a partire dalla vigilia di Natale su Youtube.
Le immagini panoramiche utilizzate nel video sono state girate nel centro storico di Montegrotto Terme, a Villa Draghi ed in cima al Monte Ceva, luoghi meravigliosi che sono compresi in un territorio storico culturale di grande prestigio.
Il progetto ed il video finale sono il risultato del lavoro appassionato di un gruppo eterogeneo che ha sentito in sé il desiderio di comunicare con impegno e professionalità un messaggio di pace e di amore per il mondo.
Hanno collaborato infatti al progetto, con spontaneità, buona volontà e con spirito di vera amicizia:
I ragazzi della “Simply Dance School” di Montegrotto Terme, i musicisti Marco Ferradini, cantautore della celebre canzone “Teorema”, il gruppo musicale torinese “Statuto” noto per l’ottimo piazzamento al Festival di Sanremo del 1992 con la bella canzone “Abbiamo vinto il Festival di Sanremo”, Francesco Venuto tastierista e produttore discografico famoso per le innumerevoli collaborazioni con alcuni dei più popolari cantautori italiani, Carlo Zannetti noto “session player” di livello internazionale che ha suonato chitarre e basso nella colonna sonora del video, Giulia Lugarini giovanissima “vocalist”, promessa della musica italiana che canta nella colonna sonora del video, il “video maker” e fotografo Andrea Boaretto del “Foto Studio Uno” di Torreglia (Pd), il Maestro di ballo Gianfranco De Santi della “Simply Dance School” di Montegrotto Terme e lo studio di registrazione “Ginger Studio“ di Monselice (Pd).

Cinema: debutto a Venezia per il Festival dei Corti sulla Palestina

Prima tappa per il Festival dei Cortometraggi sulla Palestina: dal 27 al 29 settembre alla Casa del Cinema di Venezia

 Padrino dell’evento Moni Ovadia; il 29 la cerimonia di gala per sancire i vincitori nelle cinque categorie

 

Venezia, 20 settembre 2017 – Il Festival di Cortometraggi sulla Palestina ‘Nazra‘ farà il suo debutto mercoledì 27 settembre alle 18.00 alla Casa del Cinema di Venezia, dove resterà fino al 29 con un ricco programma di proiezioni dei 24 film in concorso, tra cui anche i lavori di due nominati agli Oscar: l’israeliano Guy Davidi e il palestinese Basil Khalil.

Le bombe su Gaza e l’hip hop a Gerusalemme, i battibecchi popolari e i silenzi religiosi, la memoria degli anziani e le speranze dei bambini: sono tante le storie dalla Palestina che saranno raccontate attraverso i cortometraggi, provenienti da numerosi paesi e di diversi generi: dal drammatico alla commedia, dal musicale al cinema d’animazione, dal documentario alla videoarte.

Invitato speciale del festival, il drammaturgo, attore e scrittore Moni Ovadia sarà presente all’inaugurazione del 27 settembre.

Le tre serate saranno coordinate dalla giornalista Cecilia Dalla Negra, vicedirettore dell’Osservatorio Iraq, Medioriente e Nord Africa ed esperta di questione palestinese che, assieme a Monica Maurer e Massimo Vattani (membri di una giuria internazionale tra cui figurano anche Mohammad Bakri e Luciana Castellina), introdurrà il pubblico alla visione delle diverse ed eterogenee opere in concorso.

Un altro ospite d’eccezione è invece atteso per la serata conclusiva del 29 settembre, giorno della cerimonia ufficiale di premiazione delle cinque opere vincitrici (una per categoria tra documentario palestinese e internazionale, fiction palestinese e internazionale, corti sperimentali): sarà l’Ambasciatrice di Palestina in Italia Mai Alkaila, in carica dal 2013. Il festival proseguirà poi a Firenze, Roma e Bologna per concludersi a Napoli il 21 ottobre.

Nazra, che in arabo significa ‘sguardo’, intende sostenere e far conoscere la produzione cinematografica palestinese, con le sue eccellenze artistiche, in Italia, e al tempo stesso dare spazio allo sguardo di registi internazionali (italiani in particolare, ma anche da altri paesi arabi, da Israele, da Europa e Usa) che hanno saputo raccontare in maniera inedita la condizione attuale della Palestina.

Il festival è nato con l’obiettivo di sostenere il valore del cortometraggio per riflettere su tematiche come la libertà, la giustizia, i diritti umani, la conoscenza, la pace, la multiculturalità attraverso forme di partecipazione, dialogo e riflessione sulla forma cinematografica e per incoraggiare (specialmente per quel che riguarda gli autori palestinesi) l’uso del cinema come mezzo di comunicazione ed espressione, in particolare da parte dei giovani.

Il Nazra Palestine Short Film Festival è promosso da Assopace Palestina e Associazione Restiamo Umani con Vik (Venezia), in collaborazione con Associazione Anémic (Firenze), École Cinéma (Napoli), Centro Italiano di Scambi Culturali Vik (Gaza), ArtLab (Gerusalemme), FilmLabPalestine (Ramallah), con il patrocinio dell’Ambasciata di Palestina in Italia, delle Regioni Veneto, Toscana ed Emilia Romagna e dei comuni di Bologna e Napoli, il sostegno di Coop Alleanza 3.0, e l’amichevole collaborazione del Festival Ciné-Palestine di Parigi.

Link utili:

I CORTI FINALISTI https://nazrashortfilmfestival.wordpress.com/tag/nazra-palestine-short-film-festival/

LA GIURIA INTERNAZIONALE: https://nazrashortfilmfestival.wordpress.com/the-jury/

ARCHIVIO FOTOGRAFICO: http://bit.ly/nazrapresskit [Dropbox]

TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=M8TmiZp0sHA

 

 

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INFO E CONTATTI

UFFICIO STAMPA Riccardo Antoniucci | +39 340 7642693 | antricca@gmail.com

LUOGO: Casa del Cinema di Venezia – Videoteca Pasinetti

Salizada San Stae, 1990, 30135 Venezia

Prenotazioni 041 2747140

Info 3483209160

NAZRA SUI SOCIAL Facebook @NAZRA

Twitter @NAZRAFILM

nazrashortfilmfestival.wordpress.com

nazrafilmfestival@gmail.com

“Il viaggio di Nabil”, il poema sui migranti vende più di Dante e Omero

ROMA, 12 giugno 2017 – È “Il viaggio di Nabil”, un poema sul viaggio dei migranti irregolari, ad essere da una settimana in cima alla classifica dei libri di poesia più venduti su Amazon.

Il libro ha superato le opere di Omero, Dante ed altri poeti di fama mondiale, probabilmente perché l’interesse verso il dramma dei migranti è sempre più forte.

L’opera narra del viaggio intrapreso da Nabil, giovane traduttore egiziano, su un barcone clandestino diretto in Sicilia. Nabil vuole ritrovare Yara, la sua ragazza, scomparsa in circostanze misteriose. Nel barcone, guidato da uno scafista senza scrupoli, Nabil verrà a contatto con numerose storie di migrazione dall’Asia e dall’Africa.

“Non mi aspettavo un successo così immediato, ma evidentemente la tematica ha incuriosito molte persone” spiega l’autore e blogger siciliano Daniele Virgillito.

Per la presentazione del libro è stato  realizzato un video del 1° capitolo (https://www.youtube.com/watch?v=-2yKtkp57-c), animato e recitato, e grazie al quale è possibile apprezzare i primi versi del poema ed entrare nel mondo narrativo di Nabil e Yara.

La Biblioteca di Alessandria, le difficoltà di un giovane traduttore, e l’evento imprevisto che darà il via al viaggio di Nabil, opera scritta in endecasillabi a rima alternata, e strutturata in 10 capitoli.

“I migranti non scappano soltanto da guerre e fame, ma spesso cercano semplicemente una vita migliore, che al momento i loro paesi di origine non possono offrire” ha aggiunto l’autore.

L’opera, visti i successi, ha già suscitato l’interesse di alcuni editori ed operatori culturali, ed il giovane autore sta valutando le offerte più interessanti.

“Spero che “Il viaggio di Nabil” raggiunga quante più persone possibili, anche i più giovani, affinché si diffonda una maggiore consapevolezza del fenomeno migratorio“conclude Virgillito.

Dal libro:

“Il mare accoglie fra le braccia scure

i figli dati in prestito alla terra;

con acqua e sale lava le paure,

prepara i viaggiatori a un’altra guerra.”

L’autore

Daniele Virgillito è un blogger e copywriter che ha vissuto in Olanda, Polonia e Inghilterra prima di tornare alla nativa Sicilia. I suoi versi hanno più di 30.000 follower su Instagram.

 

La copertina del libro

 

 

 

 

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Materiali:

Contatti Stampa: ilviaggiodinabil@gmail.com

Venezuela, il crollo di una rivoluzione

Roma, 6 giugno 2017 – Dalla fine della seconda guerra mondiale fino agli anni settanta, furono circa 250mila gli italiani che emigrarono per trovare accoglienza nella ricca e prospera nazione sudamericana; oggi però il Venezuela, da paradiso utopico bagnato dal mare dei Caraibi, è stato ridotto in un paese inospitale, pericoloso, un inferno dove scorre il sangue dei dissidenti politici.

Negli ultimi 18 anni, da quando l’ideologia socialista ha preso il potere, si contano 287.926 omicidi. Nel 2016 si è arrivati a contare 28.479 omicidi: 78 al giorno. Nel 2017 sono più di 70 le persone che hanno perso la vita in scontri durante manifestazioni pubbliche, più di mille i feriti e tremila arresti, secondo dati della Ong “Foro Penal Venezolano”.

Oltre 300 persone che verrebbero liberate, considerate come prigionieri politici dall’opposizione, rinchiusi nelle carceri di massima sicurezza. Da ricorde il Sindaco di Caracas Antonio Ledezma, in arresto da più di due anni senza una setenza. Un bilancio tragico, un bollettino di guerra degno dei peggiori conflitti civili. Non è un caso che il Ministero degli Esteri Italiano sconsigli ai connazionali di recarsi nel paese sudamericano.

Il portale “Viaggiare Sicuri” della Farnesina parla di “situazione estremamente precaria” e consiglia di posticipare i viaggi non necessari in Venezuela (gennaio 2017). Oggi recarsi in Venezuela non rappresenta più il viaggio della speranza, ora che migliaia di venezuelani cercano di fuggire dal loro paese chiedendo asilo politico negli Stati Uniti o in altri paesi vicini perché “il Paese che accoglieva tutti è diventato il Paese dell’esodo di massa”!

In Italia, dopo mesi di complice silenzio (perché solitamente i leader del pueblo godono di grande simpatia dalle nostre parti), se ne sta iniziando a parlare solo ora che l’insostenibilità della situazione è sotto gli occhi di tutti. Da qualche anno però Marinellys Tremamunno(*), giovane giornalista italo-venezuelana esule in Italia, sta denunciando la crisi del suo paese cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana attraverso conferenze, interviste e articoli pubblicati sul portale cattolico Nuova Bussola Quotidiana, offrendo un quadro completo e di prima mano sulla crisi venezuelana. Questi articoli – corredati da interventi di docenti ed esperti di diplomazia e politica – sono stati ora raccolti e pubblicati in un libro intitolato “Venezuela. Il crollo di una rivoluzione” (edizioni Arcoiris 2017. € 14,00).

A conferma del clima di intimidazione che vige in Venezuela, un clima di censura tipico delle peggiori dittature, Tremamunno ha affermato di aver ricevuto minacce anonime  dopo la sua pubblicazione. Allo stesso modo anche l’artista Fernando Pinilla, autore delle 33 vignette satiriche che illustrano il volume, ha ricevuto diverse minacce di morte. Ma è un dato di fatto che «la libertà di stampa in Venezuela è solo una dichiarazione teorica» (p. 37).

Fame, morte e miseria: senza cibo e senza medicine

Molte delle illustrazioni di Pinilla hanno come argomento principale la fame che affligge il popolo venezuelano: la scarsità di cibo ha reso difficile la vita a migliaia di famiglie precipitate nella miseria. Gli scaffali dei supermercati sono vuoti mentre la mancanza di alimenti base (latte, farina, zucchero…) e beni di prima necessità (sapone, carta igienica, deodoranti…) ha costretto bar e ristoranti a chiudere i battenti. Dal punto di vista sanitario la situazione non è migliore: mancano i medicinali per curare le malattie più comuni e molte persone sono decedute per complicazioni facilmente evitabili con un sistema sanitario sufficientemente autonomo.

«Tanti venezuelani devono rovistare nella spazzatura per riuscire a mangiare qualcosa e la scarsità di farmaci essenziali è diventata insostenibile, tante volte anche fatale» (p. 9).

Il 6 marzo 2017 L’Osservatore Romano denunciava che «il 93 per cento delle famiglie venezuelane non riesce a comprare cibo sufficiente e sano» e «ben l’8 per cento delle famiglie venezuelane rovistano nella spazzatura e mangiano poi gli scarti o parti alterate della pianta (della manioca. ndr.), che sono tossici» (foto).

Il 22 aprile, il quotidiano della Santa Sede parlava di un paese «sull’orlo del baratro dopo l’ennesima notte di violenze».

Nel frattempo numerose aziende, tra quelle che sono sopravvissute alla nazionalizzazione di massa iniziata con Chávez e che ha portato all’espropriazione di più di 5mila società, hanno deciso di lasciare il paese, con gravi conseguenze in campo economico ed occupazionale (l’ultima in ordine temporale la General Motors).

Il crollo del “Socialismo del XXI secolo”

Marinellys Tremamunno prova a spiegare i motivi del collasso provocato dai governi di Chávez e del suo pupillo Maduro:

«Non si tratta soltanto di un problema economico o sociale. La crisi venezuelana è il risultato del crollo di una rivoluzione, di una sorta di smembramento delle istituzioni e di annientamento del sistema politico-economico in nome del socialismo del XXI secolo» (p. 9). La “rivoluzione chavista” è fallita e il cosiddetto “Socialismo del XXI secolo” ha fatto sì che oggi il Venezuela sia «sinonimo di caos, collasso, violenza, emergenza umanitaria».

Il libro della Tremamunno è uno strumento essenziale per chi si vuole accostare alla crisi venezuelana e vuole capire le dinamiche che stanno portando al sollevamento popolare. Per gli interessati è disponibile online la presentazione di Radio Radicale alla pagina radioradicale.it/…/presentazione-del-libro-di-marinellys-tremamunno-venezuela-il-crollo-di-una

Un altissima percentuale di cittadini si dicono contrari a Maduro ma la fedeltà delle forze armate, che godono di grandi privilegi, non sembra far pensare ad un golpe capace di defenestrare il dittatore. Nel libro di Tremamunno, Leonardo Morlino (docente di Scienza della Politica alla LUISS) evidenzia che l’indebolimento della democrazia in Venezuela si è consumato nel primo decennio del governo Chavez.

Nonostante alcuni primi segnali positivi nel campo delle disuguaglianze sociali e nella partecipazione cittadina alla vita politica, il crollo della democrazia si è manifestato in maniera evidente con l’indebolimento di quattro importanti aspetti strutturali: l’ordine civile e la sicurezza individuale, l’indipendenza del potere giudiziario (la Corte Suprema), la corruzione e il controllo civile dei militari.

Così si è passato da una democrazia-minima ad una democrazia-ibrida che mette a rischio le libertà e i diritti civili ed umani fondamentali (cfr. pp. 17-27). L’auto-legittimazione di Chavez e Maduro passa per una narrazione retorica, per una politica ideologica alimentata da spirito di rivendicazione nei confronti dei presunti nemici del popolo e della rivoluzione, da sentimenti di rivalsa nei confronti di presunti complotti internazionale contro il popolo sudamericano.

Tutto ciò annesso al problema della corruzione, dei legami con le reti internazionali del narcotraffico e al ruolo politico, di sostegno indiscriminato al Comandante, ricoperto dalle forze militari.  Tutti questi elementi compongono i contorni di una dittatura che nulla ha a che vedere coi concetti di democrazia e di popolo.

Settimane cruciali per il paese. Transizione o golpe?

Le prossime settimane saranno cruciali per il futuro del paese latinoamericano che ha vissuto il progressivo “smantellamento delle istituzioni democratiche e dove lo stato ha sequestrato i poteri”. A fronte del crollo di popolarità, Maduro lotta per affermare il suo potere e punta a riformare la Costituzione.

La convocazione di una Assemblea Costituente ha scatenato il sollevamento dell’opposizione e le dure repressioni  che stanno insanguinando le strade di Caracas e delle province. Il Parlamento, che per la prima volta nell’era chavista è guidato dall’opposizione, rischia di diventare ininfluente e perdere i propri poteri per consegnarli al “potere comunale”, struttura parallela dal sapore comunista ideata all’epoca di Chavez. Poche settimane fa fallì il tentativo di Maduro di trasferire i poteri dalla Asemblea Nacional (Parlamento) al Tribunal Supremo controllato dal Partido Socialista Unido (PSUV).

In questo complesso panorama politico il dialogo è certamente auspicabile, ma le parti in campo sembrano aver capito che la via diplomatica è oramai impercorribile. Il definitivo collasso del regime potrebbe venir provocato solo da eventi drammatici come l’intervento di forza di una frangia di militari che “fiutino” l’aggravarsi del pericolo e pongano fine alla dittatura.

Uno scenario drammatico ipotizzato dal prof. Morlino nel libro della Tremamunno, disponibile online alla pagina edizioniarcoiris.it/…/116-venezuela-il-crollo-di-una-rivoluzione, anche se come ha affermato recentemente la stessa giornalista intervistata dalla Rai, cadere nelle mani di un governo militare sarebbe una disgrazia per il paese visti i legami tra i vertici dell’esercito e il narcotraffico. Ma parlare del futuro in Venezuela non è certamente una cosa semplice.

Comunicato a cura di Miguel Cuartero Samperi

 

Chi è Marinellys Tremamunno

(*) Marinellys Tremamunno è nata e cresciuta a Caracas. A soli 25 anni, ha fondato il giornale “Tras La Noticia” (2003), che dopo sei anni è stata costretta a chiudere a causa della censura. Attualmente è corrispondente presso la Santa Sede e redige articoli per la testata vaticanista “La Nuova Bussola Quotidiana”, trattando perlopiù argomenti legati al Venezuela e all’America latina. È anche autrice del libro in spagnolo “Chavez y los medios de comunicación social” (2002). 

 

VIDEO DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO SU RADIO RADICALE

Per acquistare il libro visita www.edizioniarcoiris.it 

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