TV: Giancarlo Magalli nella giuria del Premio Penisola Sorrentina

Lo storico conduttore RAI si occuperà della sezione televisiva dedicata a Dino Verde: “Amo Sorrento e la Campania” ha detto il presentatore tv…

Roma, 14 marzo 2019 – Sarà Giancarlo Magalli ad occuparsi della sezione televisiva dedicata a Dino Verde dell’edizione numero ventiquattro del prestigioso Premio “ Penisola Sorrentina Arturo Esposito”.

Dopo le nomine di Luca Barbareschi (direttore del Teatro Eliseo di Roma) e Danilo Rea come rispettivi coordinatori della sezione teatro e musica arriva ora così ancora una new entry di spessore per la giuria del Premio, dedicato alla cultura e allo spettacolo.

Sta procedendo quindi la messa a punto della squadra di esperti, capitanata da Mario Esposito, dell’evento di punta per Piano di Sorrento e la costiera sorrentina, inserito nel calendario dei grandi eventi di rilevanza nazionale della Regione Campania.

Ora lo storico conduttore dei Fatti Vostri di Rai 2, entra ufficialmente a far parte del team che curerà la speciale sezione televisiva dedicata a Dino Verde, storico papà del varietà, affiancando il figlio Gustavo e l’attore Gino Rivieccio.

Magalli stesso fu insignito nel 2017 del riconoscimento da parte del Direttore Generale per le politiche culturali e turistiche della Regione Campania, Rosanna Romano. È poi ritornato durante l’edizione 2018 del Premio per lo speciale format “I Dialoghi del Correale”, svoltosi al Museo Correale di Sorrento, dedicato al cinema e ai beni culturali.

Stavolta il conduttore dovrà selezionare il vincitore dell’edizione 2019 del premio Dino Verde, che ha superato la boa del primo lustro vantando un palmares di grande prestigio composto dai nomi di Lino Banfi, Pippo Baudo, Leo Gullotta, Maurizio Micheli e lo stesso Magalli.

“Sono molto felice dell’adesione di Giancarlo Magalli che rinforza sempre più la giuria del Premio Penisola Sorrentina, destinato ormai a diventare un’eccellenza riconosciuta ed apprezzata nel panorama culturale, televisivo e artistico italiano”, dichiara il patron del Premio Mario Esposito.

Ho sempre amato Sorrento e la regione Campania, i loro profumi, le loro bellezze. Le trovo migliorate ogni volta che vi ritorno. Se c’è una regione in cui sono presenti tutti i marcatori di civiltà, dalla gastronomia alla cultura, dalla musica al teatro questa è proprio la Campania ha invece dichiarato Magalli, fresco di nomina.

 

 

Giancarlo Magalli sabato 27 ottobre sarà protagonista al Museo Correale di Sorrento

 

 

 

Giancarlo Magalli durante l’edizione 2018 del Premio Penisola Sorrentina

 

 

 

 

Il premio Tv Dino Verde festeggia il quinquennale

Con l’edizione 2018 festeggia i primi cinque anni il premio Dino Verde, la speciale sezione televisiva dedicata al papà del varietà inserita nell’ambito del Premio nazionale “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”.

Roma, 17 aprile 2018 – Festeggia il primo lustro il premio Dino Verde, la speciale sezione dedicata al papà del varietà televisivo, fiore all’occhiello del Premio  “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, l’evento di rilievo nazionale che a fine ottobre, da ormai 23 anni,  accende i riflettori  su Piano di Sorrento e l’intera costa sorrentina.

Dino Verde fu un autentico pioniere della satira televisiva, che per la prima volta cominciò ad irridere i costumi dei politici, i comportamenti ambigui, sempre però con una ironia sottile, penetrante, garbata e mai volgare. Fu autore di successi consacrati alla storia della televisione italiana come, tra gli altri, “Scanzonatissimo”, “Biblioteca di Studio Uno”, “Doppia coppia” e “Formula due” con Alighiero Noschese.

Nel 2014 per volontà di Mario Esposito, patron del Premio “Penisola Sorrentina”, dell’attore Gino Rivieccio e del figlio di Dino Verde, Gustavo, è nato questo riconoscimento che finora ha visto vincitori Lino Banfi, Pippo Baudo, Leo Gullotta e Giancarlo Magalli.

L’iniziativa per l’alto valore culturale è stata insignita del Premio del Senato della Repubblica e, dal 2013, fa parte del cartello degli eventi  della Regione Campania.

L’edizione 2018 godrà anche del patrocinato del Ministero per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo.

 

 

Pippo Baudo al Premio Penisola Sorrentina

Premio Penisola Sorrentina: dopo la BIT al via il “toto giurie”

Napoli, 23 febbraio 2018 – Dopo la conclusione dei lavori alla BIT di Milano, in cui è stata presentata la 23a edizione, il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” dà il via alla fase di selezione per le nomine delle ‘Giurie 2018’. Il riconoscimento culturale di rilievo nazionale, che si svolge da ventidue anni alla fine di ottobre in Penisola Sorrentina, ha visto sempre la partecipazione alle giurie di esponenti di spicco della letteratura, del giornalismo, dello spettacolo.

Si citano, tra tanti, il poeta e critico Edoardo Sanguineti (esponente della Neoavanguardia e del Gruppo63), il giornalista e scrittore Magdi Allam, il corrispondente RAI da Bruxelles Antonio Preziosi, l’autore televisivo Gustavo Verde.

Non meno prestigioso il palmares, dive si annoverano i nomi di un Capo di Stato, di scrittori, giornalisti, politici, attori e conduttori televisivi:  Francesco Cossiga, Walter Veltroni, Giovanni Toti, Roberto Vecchioni, Alessandro Sallusti, Toni Capuozzo, Mario Orfeo, Marcello Masi, Leo Gullotta, Lino Banfi, Giancarlo Giannini, Giuliano Gemma, Roberto Vecchioni, Pippo Baudo, Giancarlo Magalli, tra i tanti.

“Da 22 anni viene portato avanti questo Premio, che è uno sforzo meraviglioso e che dà grandissimi risultati. È un appuntamento professionale, intenso, ma anche caldo come solo una famiglia sa essere”, dichiara  l’attrice Francesca Cavallin che da quattro anni è ospite fissa del Premio e che rivedremo anche quest’anno. Molti rumors annunciano per il 2018 il suo ritorno nel cast della serie conclusiva  del “Medico in famiglia”.

A rivelare gli indirizzi organizzativi alla base di queste nomine è il direttore artistico Mario Esposito:

“Molte saranno le conferme in giuria, ma ci sarà anche qualche new entry importante. La peculiarità di questo Premio sta nel fatto che che alcuni vincitori sono diventati poi, nel tempo, componenti dell’organizzazione. È una forma dialettica di scambio e, soprattutto,  di durata, sintomo di un filone culturale autentico o, comunque, di uno strumento divulgativo, che va ben oltre la semplice passerella  in cui, spesso, rischiano di esaurirsi appuntamenti di spettacolo televisivo come il nostro”.

 

Francesca Cavallin mentre consegna il Premio 2017 a Lino Guanciale (Foto Roberto Jandoli)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Premio “Penisola Sorrentina” alla Borsa Internazionale del Turismo

Da domenica 11 febbraio a martedì 13 febbraio alla BIT di Milano sarà presente il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”. In serbo una serie di novità e di cambiamenti per la la rassegna nazionale di cultura e spettacolo che l’attore Lino Guanciale definisce un’ eccellenza per la Campania e per il mezzogiorno. “L’assegnazione di questo premio rappresenta il più autentico riconoscimento dell’esperienza e delle capacità artistiche”, dichiara il Sottosegretario al Turismo e ai Beni Culturali.   

Napoli, 8 febbraio 2018 – Il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” punta alla valorizzazione del territorio in occasione della BIT, la Borsa Internazionale del Turismo di Milano, in programma al quartiere espositivo di Fieramilano City da domenica 11 a martedì 13 febbraio con la partecipazione di migliaia di visitatori, giornalisti specializzati, operatori turistici.

Al prestigioso evento fieristico internazionale il Premio “Penisola Sorrentina” si presenta come evento nazionale di rilievo della Regione Campania, che quest’anno raggiunge quota 23 edizioni.

Il premio si afferma sempre più come appuntamento di promozione territoriale, che annovera nel palmares nomi di rilievo come Giancarlo Giannini, Pippo Baudo, Leo Gullotta, Lino Banfi, Francesco Cossiga, Walter Veltroni, Giancarlo Magalli, Barbara De Rossi, Luca Barbareschi e degli Oscar Nicola Piovani e Fred Murray Abraham, solo per citarne alcuni.

Tutti i premiati, attraverso questa kermesse, restano legati in qualche modo alla penisola sorrentina e se ne fanno ambasciatori di bellezza e di potenzialità culturali.

“Sono rimasto molto impressionato dalla qualità del Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito, dalla grande frequenza di pubblico, dal parterre dei premiati e dalla capacità dell’intera macchina organizzativa. Da uomo del sud sento l’importanza di avere kermesse di grande importanza come questa nel mezzogiorno”, dichiara il volto noto della fiction italiana Lino Guanciale, protagonista assoluto della serie Rai “La porta rossa”

A Guanciale fa eco Giancarlo Magalli che non esita a sottolineare il primato della Campania, su cui fa leva la promozione turistica:

“ Sono contento di aver ricevuto il premio Dino Verde per la tv nell’ambito della rassegna nazionale della Penisola Sorrentina anche perché io CivitavecchiaSi tratta di un amore vero. Non è che magari domani vado a Trento e dico la stessa cosa”, dichiara lo storico conduttore de “I Fatti vostri”.

Aggiunge Magalli: “Esistono dei marcatori, degli indicatori che definiscono il livello di civiltà di una regione, di un popolo, di una nazione: sono l’arte, la musica, la poesia, il teatro, la gastronomia. L’unica regione in Italia che li ha tutti è la Campania. Non ci sono altre regioni in Italia! La civiltà della Campania è imbattibile!”

Su tutti questi ingredienti punterà, dunque, l’offerta turistica campana al cui interno si inserisce il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito ®”, la cui importanza viene evidenziata anche dai responsabili del turismo campano e nazionale,  l’assessore al Turismo della Regione Campania Corrado Matera (“Attraverso manifestazioni d iquesto tipo si accendono i riflettori su uno scenario inmitabile, sulle energie di territori che sono vivi sempre, anche fuoroi stagione”)  e il Sottosegretario al Turismo e Beni Culturali Dorina Bianchi.

Dichiara Dorina Bianchi: “L’assegnazione di questo premio  rappresenta il più autentico riconoscimento dell’esperienza e delle capacità artistiche”.

Tra gli elementi di punta della rassegna culturale ci sarà anche la valorizzazione dell’artigianato campano, attraverso la realizzazione da parte di maestri incisori (dal 2010 Francesco Scognamiglio cura la realizzazione delle sculture), di statuette-cammei che saranno progettate ex-novo dall’artista campano Giuseppe Leone per essere consegnate ai vincitori della ventitreesima ideazione.

L’edizione 2018 partirà dalla prossima primavera. “Quest’anno– annuncia l’organizzatore Mario Esposito-  sono in vista novità e cambiamenti legati a temi, protagonisti e location. Ci fa piacere partecipare ad un appuntamento di rilievo internazionale per il turismo come la BIT, sia per rinforzare le sinergie già avviate da tempo con la Campania ed altre regioni come la Basilicata e la Liguria, sia per stringere nuovi contatti e nuovi rapporti territoriali.  Il Premio 2018 sarà concepito come una esposizione itinerante della cultura italiana, dove ad essere coinvolti saranno interpreti , filiere artistiche, festival e progetti legati al turismo culturale in Italia”.

 

 

 

 

Giancarlo Magalli: “la Campania ha il primato italiano di civiltà”

Per Giancarlo Magalli la Campania: “è l’unica regione italiana che ha tutto”. Sulla tv dichiara:  ”Non è più un prodotto italiano. Viene comprata fuori e noi cerchiamo di adattarla”. Al direttore generale per il turismo ed i beni culturali della Regione Campania, Rosanna Romano il popolare conduttore replica con simpatia: “Grazie, anche io sono un oggetto di archeologia”.

Roma, 14 novembre 2017 – Il conduttore de “I Fatti Vostri” Giancarlo Magalliconfessa un profondo legame con la Campania, i suoi profumi, le sue bellezze. Ricorda, con simpatia, i tempi trascorsi, le persone conosciute, alcune figure leggendarie come quella di don Antonio Polese, il boss delle cerimonie, ma soprattutto esalta, con grande convinzione, le potenzialità culturali della regione, che la rendono davvero unica in Italia.

Io amo molto la Campania e la Penisola Sorrentina, dove recentemente sono stato a ritirare il premio Dino Verde nell’ambito della prestigiosa rassegna nazionale “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”.  Si tratta di un amore vero. Non è che magari domani vado a Trento e dico la stessa cosa”, dichiara sorridendo Magalli.

Che ritornando serio aggiunge: “Esistono dei marcatori, degli indicatori che definiscono il livello di civiltà di una regione , di un popolo, di una nazione: sono l’arte, la musica, la poesia, il teatro, la gastronomia. L’unica regione in Italia che li ha tutti è la Campania. Non ci sono altre regioni in Italia! La civiltà della Campania è imbattibile!”.

Il popolare conduttore ed autore parla ovviamente di tv.

Una volta la televisione si scriveva qui in Italia. La televisione che si fa oggi- dichiara Magalli, con una nota di amarezza– è stata scritta in Brasile, in Spagna, in Olanda, in Belgio. Noi qui in Italia la troviamo, la raccogliamo, cerchiamo di adattarla nel modo migliore. La tv non è più un prodotto italiano, concepito da un italiano per gli italiani”.

A Piano di Sorrento, succedendo nel palmares a Lino Banfi, Pippo Baudo e Leo Gullotta, Giancarlo Magalli ha ricevuto l’importante riconoscimento per la tv, inserito nella programmazione del POC Campania.

A consegnargli il premio è stato il Direttore generale per i beni culturali ed il turismo della Regione Campania Rosanna Romano, che dichiara:

“Sono stata contenta di consegnare un premio importante a Magalli. Da poco abbiamo presentato alla Borsa Archeologica di Paestum i nostri siti Unesco e magari potremmo pensare a Magalli come nostro patrimonio mondiale immateriale”.

La replica ironica del conduttore non si è fatta attendere :

Oggetto di archeologia? Grazie, già sono nell’ambito!”, ha chiosato. Magalli.

 

Cammei in mostra tra Genova e Sorrento

I cammei di Torre del Greco in vetrina tra Genova e Piano di Sorrento. Dopo l’importante mostra ligure organizzata al Palazzo Meridiana, i cammei candidati a patrimonio immateriale Unesco diventano ora premi artistici esclusivi ed oggetto di marketing territoriale

Torre del Greco (Na), 6 settembre 2027 – I cammei di Torre del Greco rientrano tra le eccellenze campane che il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” ha scelto di valorizzare a livello nazionale. Prima con una importante mostra in Liguria ed ora con un grande spettacolo nella Penisola Sorrentina.

“In una ideale navigazione da Genova a Sorrento e da Sorrento a Genova, una splendida e genuina chicca fatta di conchiglie pescate in mare”, commenta il patron di Palazzo Meridiana di Genova Davide Viziano.

L’edizione 2017 del Premio nazionale “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” si è aperta lo scorso inverno al Palazzo Meridiana Grimaldi di Genova con una importante mostra di Giuseppe Leone dedicata ai cammei di Torre del Greco (realizzati da Francesco Scognamiglio) ed inaugurata dall’Assessore alla cultura e al turismo della Regione Liguria Ilaria Cavo 

Ora il cammeo sarà in scena per la serata di chiusura del Premio “Penisola Sorrentina” che si svolgerà al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento il 28 ottobre prossimo, quando saranno consegnati i riconoscimenti dell’anno ai vincitori della 22esima edizione della kermesse, considerata tra gli eventi di rilievo nazionale dell’Assessorato al Turismo della Regione Campania retto da Corrado Matera.

Sono Francesco Scognamiglio e Silvio Castaldo gli orafi-artigiani torresi selezionati dall’Organizzazione per allestire le statuette esclusive dei premi destinati a protagonisti nazionali dello spettacolo e costituiti da conchiglie-cammei installate su una struttura portante, a spirale, di rodio.

Questa iniziativa di marketing culturale, ideata da Mario Esposito, contribuisce a consolidare il progetto ambizioso, che racchiude il desiderio della città di Torre del Greco, di iscrizione al patrimonio immateriale dell’Unesco della lavorazione dei cammei e del corallo.

“Ho da sempre condiviso questa sinergia promossa nell’ambito del Premio Penisola Sorrentina. Essa è perfettamente allineata alla candidatura Unesco della lavorazione del cammeo. Ben venga tutto ciò che possa rafforzare questa consapevolezza e garantire, nel tempo, il perpetuarsi e l’innovarsi di una tradizione fatta di pratiche e conoscenze”, dichiara il maestro artigiano Francesco Scognamiglio.

Ad illustrare nel dettaglio i significati e i contenuti dell’azione è proprio l’ideatore:

“Dopo la mostra di Giuseppe Leone a Genova all’interno di Palazzo Meridiana inserito nel circuito dei Rolli, sito Unesco, anche quest’anno abbiamo voluto dei cammei per racchiudere su una conchiglia il segreto di un messaggio culturale di cui il Premio Penisola Sorrentina si è fatto volàno anche attraverso questo gemellaggio tra la regione Liguria e la regione Campania. E’ un modo per dimostrare che arte e artigianato possano convivere e rinforzarsi vicendevolmente. Un cammeo oltre che oggetto prezioso di gioielleria, moda, haute couture, possa diventare preziosa statuetta artistica da conservare nella bacheca dei premi o utilizzare come oggetto di arredamento che veicola il made in Campania e diventa un innovativo strumento di marketing territoriale attraverso lo spettacolo”.

Questa speciale iniziativa, che rientra nel programma di valorizzazione territoriale “Nomos” promosso dall’associazione culturale e di promozione sociale “Il Simposio delle Muse”, è nata nel 2010 ed ogni anno sono tanti i prestigiosi destinatari dello speciale cammeo-premio.

Tra i tanti si ricordano Mario Orfeo, Pippo Baudo, Leo Gullotta, Luca Barbareschi, Sergio Assisi, Alexia, Lino Banfi e la Miss Italia nel mondo Valeria Altobelli, a fine settembre protagonista del programma “Tale e Quale Show”, condotto da Carlo Conti.

 

Lino Banfi con il premio cammeo
Le statuette del Premio Penisola Sorrentina
A Palazzo Meridiana di Genova si è inaugurato il Premio Penisola Sorrentina con una mostra di cammei

 

 

Premio Dino Verde 2017, sarà un autore televisivo il vincitore

Individuata la categoria per assegnare il riconoscimento, quest’anno il premio andrà ad un noto autore televisivo. Leo Gullotta, ricordando il maestro del varietà televisivo, afferma: “Del genio di Dino Verde si avverte una grande assenza!“

Roma, 21 agosto 2017 – Sarà un autore televisivo il destinatario dell’edizione 2017 del Premio Dino Verde. Ad annunciarlo è il figlio di Dino, Gustavo Verde, autore anch’egli di programmi di successo per la Rai come “La prova del Cuoco” con Antonella Clerici.

Dopo le ferie estive si avviano dunque ufficialmente le selezioni (che dovrebbero concludersi il mese prossimo) per decidere il vincitore dell’award edizione 2017 nell’ambito della categoria individuata.

La premiazione avverrà al Teatro delle Rose di  Piano di Sorrento alla fine del mese di ottobre durante un grande evento organizzato dall’ente di cultura e promozione sociale “Il Simposio delle Muse”, in collaborazione con il Comune di Piano di Sorrento e l’Assessorato al Turismo della Regione Campania.

Il Premio Dino Verde è stato istituito nell’anno 2014 (a dieci anni dalla morte di Dino Verde) da Gustavo Verde insieme con l’attore Gino Rivieccio ed il giornalista Mario Esposito. Il riconoscimento si inserisce come sezione speciale del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” ®, rassegna culturale di rilievo nazionale patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero per i beni e le attività culturali.

Dopo due attori, Lino Banfi e Leo Gullotta, ed un protagonista storico della tv, Pippo Baudo, toccherà quest’anno ad un autore televisivo essere insignito del premio che porta il nome del grande maestro del varietà televisivo.

Autore ma non solo:

“Non sarà solo un autore, ma anche autore televisivo”, precisa Gustavo Verde. “Il premiato 2017 dovrà avere, comunque,  la notorietà del piccolo schermo, oltre che la verve e  la simpatia apprezzate dal grande pubblico”.

“Del genio di Dino Verde si avverte una grande assenza. La qualità professionale conta tantissimo nel mio mestiere e si costruisce.  Stiamo vivendo un momento particolare. Uscite, respirate, state con gli altri. Anche questo è cultura” ha commentato invece Leo Gullotta che ha ricevuto lo scorso anno il premio alla carriera intitolato a Dino Verde.

Chi del resto può non ricordare le celebri creature firmate da Dino: Scanzonatissimo (con Pandolfi, Steno e Alighiero Noschese), Biblioteca Studio 1 e poi grandi successi canori come Resta cu’ mme e Piove( per Domenico Modugno) e Romantica (per Renato Rascel).

“Questo Premio ha un valore bello” ha dichiarato Lino Banfi. “ È un Premio molto importante e Dino Verde è stato un mio grande maestro. Abbiamo scritto insieme parecchie cose per lo spettacolo, per la radio e la televisione. Io poi ho cominciato alla radio con “Biblioteca Studio 1” dove scriveva solo lui delle  straordinarie parodie e Gustavo, il figlio, è mio grande amico e con lui scriviamo ancora molte cose”.

L’attore pugliese è stato il primo a tenere a battesimo questa speciale sezione del Premio “Penisola Sorrentina” che, nel corso delle varie edizioni, per celebrare il talento di Dino Verde, si è sempre avvalso dei contributi di specialisti, uomini della cultura e firme dello spettacolo di grande qualità.

Tra questi, Giancarlo Governi che, a proposito di questa iniziativa del Premio “Penisola Sorrentina” dedicata a Dino Verde, così afferma:

Molti si domandano come si diventi scrittori dello spettacolo. L’ho capito quando anche io mi sono messo a fare questo mestiere. Non ci sono scuole, si impara scrivendo. Perché a scuola puoi imparare la tecnica, ma la fantasia, la sensibilità, la creatività le devi possedere di tuo. E poi uno scrittore comico come Dino deve superare difficoltà maggiori. Come diceva Totò, far piangere è facilissimo, basta far morire una mamma, ma far ridere sono cavoli amari. E Dino ci ha fatto ridere tanto. E ancora continua a farci ridere quando rivediamo i suoi programmi che sembrano eterni, o quando rileggiamo le sua battute che oramai circolano in rete, a disposizione di tutti. Anche delle nuove generazioni”.

 

 

Fabio Grossi, Leo Gullotta e Gustavo Verde a Piano di Sorrento durante l’edizione 2016 del Premio.

 

Luca Barbareschi interviene sul premio “Penisola Sorrentina”

Il direttore del Teatro Eliseo di Roma Luca Barbareschi si rivolge al premier Paolo Gentiloni  e sottolinea l’importanza della cultura per il sistema Italia. Intanto a Piano di Sorrento si lavora alla preparazione della kermesse che porterà in costiera sorrentina grandi nomi della cultura e dello spettacolo italiano.

Roma, 27 luglio 2017 – Dopo il via libera giunto in queste settimane da Palazzo Chigi per la concessione del patrocinio alla ventiduesima edizione del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”®, l’attore e produttore Luca Barbareschi dalla sua pagina ufficiale Facebook rivolge una testimonianza di entusiasmo e di profondo apprezzamento per la kermesse nazionale, che lo scorso anno lo vide tra i premiati in veste di direttore artistico del Teatro Eliseo di Roma.

Dichiara Barbareschi:

Sono davvero felice nel constatare l’attenzione rivolta dalle istituzioni, e in primis dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni al premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, riconoscendo la determinante importanza per il nostro Paese delle iniziative di alto rilievo culturale. Sono molto orgoglioso che in passato questo premio sia stato riconosciuto anche al sottoscritto per il proficuo impegno per il #TeatroEliseo di Roma e mi auguro vivamente che ogni sforzo profuso per fare conservare ed accrescere il nostro patrimonio culturale sia sempre premiato e riconosciuto come merita”.

Il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”® è organizzato e diretto dal giornalista Mario Esposito e, dietro il tema di “Comunicare l’Arte” è concepito come una esposizione campana della cultura italiana.

Destinatari del premio non sono solo quindi attori, interpreti, ma prodotti e filiere del sistema culturale nazionale: festival, spettacoli, stagioni teatrali, best experiences.

L’evento, organizzato dal Simposio delle Muse, ente di cultura e di promozione sociale senza scopo di lucro, si svolgerà in ottobre a Piano di Sorrento, piccolo centro della costiera sorrentina.

Nell’albo d’oro del Premio, accanto al nome di Barbareschi, spiccano quelli degli attori Leo Gullotta, Francesca Cavallin, Giulio Scarpati, Lino Banfi;  degli scrittori Walter Veltroni, Alberto Bevilacqua, Giovanni Raboni, Edoardo Sanguineti; dei premi Oscar Fred Murray Abraham e Nicola Piovani; di protagonisti televisivi come Pippo Baudo  e Mario Orfeo.

 

 

Luca Barbareschi con il direttore del Premio Mario Esposito a Piano di Sorrento

 

 

 

 

 

 

 

Dino Verde: un ricordo esclusivo di Giancarlo Governi

Il Premio “Penisola Sorrentina”, che al grande autore televisivo dedica una speciale sezione per il teatro e la tv, pubblica in esclusiva il ritratto composto per il riconoscimento dal noto giornalista e scrittore: ” Come diceva Totò, far piangere è facilissimo, basta far morire una mamma, ma far ridere sono cavoli amari. E Dino ci ha fatto ridere tanto”.

Roma, 7 giugno 2017 – Ritornare alla tv di qualità di Dino Verde, che preferiva l’umorismo sottile alla volgarità, la battuta salace ed intelligente all’alienante spettacolo di un povero riso di pancia. È con questo scopo che l’associazione culturale “Il Simposio delle Muse”, presieduta da Mario Esposito, ha istituito un Premio per onorare la memoria di Dino Verde, d’intesa con Gustavo, figlio del grande maestro, autore anch’egli di programmi di successo tra cui “La prova del cuoco” condotta da Antonella Clerici.

Il riconoscimento costituisce una sezione speciale per lo spettacolo del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”®, evento di rilevanza nazionale  che si svolge da ventidue anni a Piano di Sorrento e che ha visto premiati, con l’award dedicato a Dino Verde, Lino Banfi, Pippo Baudo e Leo Gullotta.

Mentre la giuria della sezione (diretta da Gino Rivieccio) sta lavorando per definire la nomination dell’edizione 2017,  il Premio “Penisola Sorrentina” offre una esclusiva nazionale: a ricordare la figura di Dino Verde è lo scrittore e giornalista Giancarlo Governi, autore di celebri opere dedicate a grandi come Totò, Rascel, Domenico Modugno e Alberto Sordi:

“Ero poco più di un ragazzo quando Maurizio Scaparro mi fece entrare, come suo vice, in un quotidiano di sinistra dove lui faceva il critico televisivo. Mi scelse perché conosceva la mia passione per lo spettacolo e in particolare per la televisione. Piano piano incominciò a utilizzarmi, sempre come vice senza firma, anche il critico teatrale. A Roma in quegli anni c’erano anche due o tre prime a settimana e lui non ce la faceva a stare dietro  a tutte, per cui, qualcuna, di quelle che lui considerava meno degne della sua elegante e autorevole prosa, me la passava. Una sera al Teatro Parioli c’era la prima di Scanzonatissimo e il Titolare me la passò con mille raccomandazione. “Stai attento che sono qualunquisti e ricordati che dietro a un qualunquista si nasconde sempre uno di destra. Tu devi sottolineare questo nella recensione. Mi raccomando…”

Confesso che andai a teatro un po’ condizionato ma nonostante questo lo spettacolo mi piacque molto. Anzi, se aveva un difetto (se difetto si può chiamare), era che si rideva troppo. Ho sempre pensato che allo spettatore fra una risata e l’altra devi dare il tempo di riprendersi, il tempo di metabolizzare la battuta o la gag prima di proporgliene un’altra. Invece Scanzonatissimo era proprio così, una risata via l’altra senza soluzione di continuità, proposte da un copione ricchissimo – scritto da Dino Verde – e magistralmente interpretato da tre assi del teatro leggero come Alighiero Noschese, Elio Pandolfi e Antonella Steni.

Scanzonatissimo mi mise in crisi e a tarda notte, in redazione, non sapevo che cosa scrivere. Alla fine, sollecitato dal proto che doveva chiudere la pagina, scrissi una recensione come pensavo che l’avrebbe voluta il Titolare. Dissi che lo spettacolo era qualunquista, che non si faceva distinzione fra destra e sinistra che metteva tutto nello stesso calderone, che non c’era niente di costruttivo. Ci mancava soltanto che lamentassi la mancanza di un accenno” alla lotta di classe, allo sfruttamento e alla condizione storico sociale”. Sfilai il foglio dalla macchina da scrivere per darlo al fattorino che stava li ad aspettare, poi ebbi un ripensamento, lo infilai di nuovo nella macchina e buttai giù di getto questa frase, quasi ‘alla traditora’: “Nonostante questo mi sono divertito tantissimo, insieme al pubblico che ha riso per tutto lo spettacolo”. Sarà quello che sarà, pensai. Per fortuna nessuno lesse l’ultima frase e non fui licenziato.

Quello fu il mio primo incontro con Dino Verde. La seconda volta fu in Rai, dove andai a intervistare il Quartetto Cetra che girava Biblioteca di Studio Uno. Mi dissero di aspettare e durante l’attesa sentii la voce del regista di Antonello Falqui che veniva dall’alto: “Dino” diceva “c’è un vuoto in questa scena, fammi un centone di cinque righe sull’aria di Eulalia Torricelli”. Vidi un signore che se ne stava in disparte a sorvegliare la registrazione che si mise dietro una quinta e dopo pochissimi minuti, per me il tempo di informarmi sulla sua identità, ritornò con un foglietto in mano che dette a Virgilio Savona, il quale si mise subito a cantare sull’aria di Eulalia Torricelli, ripeté la cosa tre o quattro volte per memorizzare poi, rivolto alla regia gridò  “sono pronto Antonello, manda la base…”.

Un fenomeno Dino Verde. Uno che, a guardare quello che ha scritto, penseresti che abbia vissuto 200 anni. Per il teatro, per la televisione, per il cinema, per la radio e quante canzoni, di quelle che facevano vendere milioni di dischi e che vincevano i festival, come Piove per Domenico Modugno e Romantica per Renato Rascel.

Molti si domandano come si diventi scrittori dello spettacolo. L’ho capito quando anche io mi sono messo a fare questo mestiere. Non ci sono scuole, si impara scrivendo. Perché a scuola puoi imparare la tecnica, ma la fantasia, la sensibilità, la creatività le devi possedere di tuo. E poi uno scrittore comico come Dino deve superare difficoltà maggiori. Come diceva Totò, far piangere è facilissimo, basta far morire una mamma, ma far ridere sono cavoli amari… E Dino ci ha fatto ridere tanto. E ancora continua a farci ridere quando rivediamo i suoi programmi che sembrano eterni, o quando rileggiamo le sua battute che oramai circolano in rete, a disposizione di tutti. Anche delle nuove generazioni”.

 

 

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Il giornalista e scrittore Giancarlo Governi ha costruito un ritratto di Dino Verde in esclusiva per il Premio a lui dedicato a Piano di Sorrento

 

 

 

Il premio “Penisola Sorrentina” omaggia Dino Verde

Una sezione del Premio sarà dedicata all’autore pioniere della satira televisiva. A dirigerla l’attore Gino Rivieccio: “Non sono mai riuscito a chiamarlo Dino anche se ci legava una sincera amicizia e un’affinità di gusti tra cui la comune passione per le sfogliatelle”. 

Napoli, 11 maggio 2017 – È Gino Rivieccio il direttore artistico della speciale sezione “Dino Verde” intitolata al maestro del varietà televisivo che si svolgerà ad ottobre prossimo al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento, nel cuore della costiera sorrentina, all’interno della ventiduesima edizione del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”.

Per il quarto anno consecutivo, il prestigioso Premio nazionale, promosso dal Simposio delle Muse e presieduto dal giornalista Mario Esposito,  dedica una sezione speciale per la tv nel ricordo di Verde, autore di successi consacrati alla storia della televisione italiana come, tra gli altri, “Scanzonatissimo”, “Biblioteca di Studio Uno”, “Doppia coppia” e “Formula due” con Alighiero Noschese.

Dino Verde fu un autentico pioniere della satira televisiva, che per la prima volta cominciò ad irridere i costumi dei politici, i comportamenti ambigui, sempre però con una ironia sottile, penetrante, garbata e mai volgare.

“La stessa ironia con cui da anni ci delizia Gino Rivieccio. È giustissimo dunque che la direzione artistica di questa sezione sia affidata a lui” commenta il presidente del Premio.

Accanto a Rivieccio, per questo speciale tributo a Dino Verde, ci sarà ovviamente il figlio Gustavo, autore televisivo anch’egli e dotato, come il papà, di verve creativa e culturale, con cui l’attore continua il sodalizio artistico intrapreso con papà Dino.

“Tutti noi dobbiamo qualcosa agli umoristi. Sono loro che rendono più leggera la nostra vita regalandoci preziosi momenti di divertimento che non solo fanno bene allo spirito, ma addirittura, secondo molti scienziati, anche alla salute. Se è così mio padre, Dino Verde, avrebbe meritato la laurea in medicina honoris causa”, racconta Gustavo Verde.

Autore televisivo e teatrale, poeta, Dino Verde scrisse anche canzoni indimenticabili come “Romantica” e “Piove”, “Il ballo del mattone”, “Una zebra a pois”.

“È per me una gioia ed un onore dirigere la sezione Dino Verde del Premio Penisola Sorrentina, per l’ammirazione e, soprattutto, il sincero affetto umano che mi legava al Maestro.

Non sono mai riuscito a chiamarlo Dino anche se ci legava una sincera amicizia e un’affinità di gusti tra cui la comune passione per le sfogliatelle che gli portavo da Napoli. Passare da lui a Via Cassia 603 significava orientarsi per la stagione teatrale successiva, fiutare da che parte tirasse il vento e al contempo arricchire il proprio marsupio professionale di qualche conoscenza in più su Totò, Rascel, Macario, Noschese o scoprire qualche vezzo di Bramieri, Wanda Osiris o Dapporto.

Ma passare per Via Cassia 603 insieme a Gustavo significava anche aggiornare una battuta su Berlusconi o su D’Alema, avere l’ «ultima» su Bossi o farsi dare uno sketch di repertorio. Mi voleva molto bene il Maestro e me lo dimostrava in ogni occasione.

Prima fra tutte quando nel ’93 per me rimise in scena Scanzonatissimo, fortunatissimo spettacolo che si avvaleva di quell’impareggiabile trio formato da Noschese-Pandolfi-Steni e che, trent’anni prima, aveva segnato il debutto di Pippo Baudo in teatro”.

Proprio a Pippo Baudo è stato assegnato il premio speciale “Dino Verde” nell’anno 2015, preceduto l’anno prima da Lino Banfi e seguito nel 2016 da Leo Gullotta. Sale quindi ora l’attesa per conoscere chi sarà il vincitore dell’edizione 2017.

A tal proposito Gustavo Verde comincia a tratteggiare il profilo e il requisito del candidato : “Sarà un autore famoso, che abbia dato prova di privilegiare il teatro e la tv con capacità e buon gusto. Non sarà facile come sembra. A proposito di premi letterari, mio padre aveva una sua precisa idea in merito: «Perché mai, oltre ai premi letterari, non si istituiscono (Dio sa se ce ne sarebbe bisogno) anche i Castighi letterari? » Papà, magari, in un’altra occasione”.

 

Il direttore artistico del premio Gino Rivieccio

 

Gustavo Verde e Mario Esposito mentre consegnano il “premio Dino Verde 2016” a Leo Gullotta

 

 

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