Premio Penisola Sorrentina: dopo la BIT al via il “toto giurie”

Francesca Cavallin mentre consegna il Premio 2017 a Lino Guanciale (Foto Roberto Jandoli)

Napoli, 23 febbraio 2018 – Dopo la conclusione dei lavori alla BIT di Milano, in cui è stata presentata la 23a edizione, il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” dà il via alla fase di selezione per le nomine delle ‘Giurie 2018’. Il riconoscimento culturale di rilievo nazionale, che si svolge da ventidue anni alla fine di ottobre in Penisola Sorrentina, ha visto sempre la partecipazione alle giurie di esponenti di spicco della letteratura, del giornalismo, dello spettacolo.

Si citano, tra tanti, il poeta e critico Edoardo Sanguineti (esponente della Neoavanguardia e del Gruppo63), il giornalista e scrittore Magdi Allam, il corrispondente RAI da Bruxelles Antonio Preziosi, l’autore televisivo Gustavo Verde.

Non meno prestigioso il palmares, dive si annoverano i nomi di un Capo di Stato, di scrittori, giornalisti, politici, attori e conduttori televisivi:  Francesco Cossiga, Walter Veltroni, Giovanni Toti, Roberto Vecchioni, Alessandro Sallusti, Toni Capuozzo, Mario Orfeo, Marcello Masi, Leo Gullotta, Lino Banfi, Giancarlo Giannini, Giuliano Gemma, Roberto Vecchioni, Pippo Baudo, Giancarlo Magalli, tra i tanti.

“Da 22 anni viene portato avanti questo Premio, che è uno sforzo meraviglioso e che dà grandissimi risultati. È un appuntamento professionale, intenso, ma anche caldo come solo una famiglia sa essere”, dichiara  l’attrice Francesca Cavallin che da quattro anni è ospite fissa del Premio e che rivedremo anche quest’anno. Molti rumors annunciano per il 2018 il suo ritorno nel cast della serie conclusiva  del “Medico in famiglia”.

A rivelare gli indirizzi organizzativi alla base di queste nomine è il direttore artistico Mario Esposito:

“Molte saranno le conferme in giuria, ma ci sarà anche qualche new entry importante. La peculiarità di questo Premio sta nel fatto che che alcuni vincitori sono diventati poi, nel tempo, componenti dell’organizzazione. È una forma dialettica di scambio e, soprattutto,  di durata, sintomo di un filone culturale autentico o, comunque, di uno strumento divulgativo, che va ben oltre la semplice passerella  in cui, spesso, rischiano di esaurirsi appuntamenti di spettacolo televisivo come il nostro”.

 

Francesca Cavallin mentre consegna il Premio 2017 a Lino Guanciale (Foto Roberto Jandoli)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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