Giustizia: Siracusa diventa sede della Camera Arbitrale Internazionale

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A Siracusa apre la sede territoriale della Camera Arbitrale Internazionale con l’avvocato Daniel Amato, responsabile della sezione e Giudice Arbitro Senior

Siracusa, 28 aprile 2021 – Apre a Siracusa la sede territoriale della Camera Arbitrale Internazionale, grazie all’intesa raggiunta tra la Presidenza nazionale e il Prof. Avv. Daniel Amato, già Giudice Arbitro senior della suddetta Camera Arbitrale.

Grazie a questa apertura sarà possibile trattare numerosi procedimenti di risoluzione alternativa delle controversie attraverso il ricorso a procedure arbitrali che rendono la giustizia veloce, efficace ed efficiente.

La Camera Arbitrale Internazionale è un autorevole organismo di composizione delle controversie, che amministra procedimenti nazionali e internazionali, nelle seguenti materie: contrattualistica civile e commerciale internazionale, diritti reali, condominio, locazioni, responsabilità civile, patti di famiglia, controversie in materia di famiglia (se arbitrabili), controversie successorie, diritto dei contratti, affitto di aziende, controversie bancarie, finanziarie, societarie, risarcimento derivante da responsabilità medica e da diffamazione a mezzo stampa, diritto del lavoro, della previdenza e dell’assistenza sociale, diritto amministrativo, diritto internazionale, diritto del commercio internazionale, diritto dell’Unione Europea e tutto ciò che attiene ai diritti disponibili.

Le sezioni attive

La Camera Arbitrale Internazionale, che a Siracusa ha sede in Viale Teracati n. 160,  è strutturata in sezioni, ciascuna delle quali prevede un elenco di Giudici Arbitri selezionati tra i massimi esperti della materia di riferimento.

Ad oggi le sezioni attive sono rappresentate dalla:

– Camera Arbitrale Internazionale (Sezione 1)

– Camera Arbitrale dell’immobiliare e del Condominio (Sezione 2)

– Camera Arbitrale delle Imprese (Sezione 3)

La Camera Arbitrale Internazionale, attraverso sedi dislocate sul territorio nazionale e internazionale, in 10 anni di attività, ha sottoscritto più di 30 mila clausole compromissorie e collaborano con l’organismo oltre 500 Giudici Arbitri scelti tra Avvocati, Docenti Universitari, Magistrati in quiescenza, Professionisti del settore tecnico, contabile, medico.

I vantaggi del ricorso all’Arbitrato

I motivi utili per cui ricorrere all’Arbitrato, rispetto alla promozione di una lite dinnanzi ad un Tribunale Ordinario, sono la rapidità in quanto il procedimento di risoluzione della lite avviene entro 60 giorni , i costi sono molto più bassi di un procedimento ordinario e sono già conosciuti all’atto dell’avvio della procedura; la specializzazione degli arbitri in quanto sono esperti  profondi conoscitori delle singole materie e che agiscono in piena riservatezza, tutelando gli interessi delle parti coinvolte.

In conclusione, il lodo arbitrale ha la stessa efficacia della sentenza. Il Tribunale, a semplice richiesta di parte, lo rende infatti esecutivo. Questo significa che in caso di inadempimento della parte soccombente è possibile intraprendere azioni esecutive. L’Arbitro, inoltre, decidendo sulle spese può condannare la parte soccombente al rimborso a favore della parte vittoriosa delle spese legali e arbitrali.

“In un momento di profonda crisi economica e sociale ed in cui il tema della giustizia e della risoluzione delle liti assume un ruolo fondamentale – afferma il Prof. Avv. Daniel Amato, Responsabile della Camera Arbitrale Internazionale Sede di Siracusa e Giudice Arbitro Senior – il ricorso all’arbitrato è una valida risoluzione per dare certezza del diritto e consentire una rapida definizione delle controversie. Su queste basi, possiamo pensare ad una ripresa e resilienza che si basa su rapporti economici garantiti da procedimenti arbitrali preordinati a una efficace risoluzione delle eventuali controversie insorgende”.

Per chi volesse maggiori informazioni o avvalersi dei servizi della Camera Arbitrale Internazionale si può rivolgere presso lo studio del Prof. Avv. Daniel Amato in Viale Teracati n.160 a Siracusa.

 

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Per info:

Avv. Prof. Daniel Amato
Professore Universitario di Diritto dell’Unione Europea
Direttore Accademico dell’Istituto Europeo di Studi Universitari “Clara Maria Medveczky”

STUDIO LEGALE GIULIANO, AMATO & ASSOCIATI s.c.a.
Patrocinio in Cassazione

Viale Teracati n.160 – 96100 Siracusa

 

Il Prof. Avv. Daniel Amato, responsabile e Giudice Arbitro Senior della Camera Arbitrale Internazionale di Siracusa

 

 

 

Bambini non vaccinati e scuola: si attende la decisione del Tribunale di Trieste

Lettera del padre di un bambino escluso da scuola, in attesa della decisione del Tribunale di Trieste: il figlio è stato escluso da scuola 4 mesi fa, dando vita a un contenzioso giudiziario per cui si attende ora l’esito del ricorso

Udine, 20 settembre 2019 – Il sottoscritto Luca Scantamburlo e l’ Avv. Michele Rodaro del Foro di Udine, che mi assiste nel contenzioso civile avverso il MIUR, contro la sospensione dalla frequentazione scolastica di mio figlio di anni quattro di età (avvenuta nel marzo 2019), dopo confronto approfondito – valutando pro e contro -abbiamo deciso di presentare reclamo all’Autorità giudiziaria del Tribunale Civile di Trieste, avverso l’ordinanza del Giudice dr. Francesco Saverio Moscato, la cui ordinanza a noi sfavorevole è stata emanata il 28 agosto 2019 (R.G. nr.1321/2019).

L’ordinanza del Giudice ha rigettato il ricorso cautelare richiesto d’urgenza da noi a fine marzo 2019.

Nello specifico il Giudice di Trieste – dopo aver ascoltato le parti in contradditorio a maggio 2019, ed aver acquisito delle note illustrative autorizzate entro il 17 giugno 2019, per approfondire la questione – ha ritenuto non sussistente alcuna posizione di “diritto soggettivo” da parte dei ricorrenti, i quali sarebbero titolari invece di un semplice “interesse legittimo”.

Il deposito del reclamo ex art. 669-terdecies c.p.c. con la quale abbiamo chiesto al Collegio di Trieste un riesame della ordinanza, contro l’Istituto Comprensivo e contro il MIUR (resistenti) – difesi dall’Avv. Distrettuale dello Stato – è stato effettuato in data 13 settembre 2019.

Il pronunciamento dei Tribunale è atteso entro venti giorni dal deposito del reclamo.

Reclamo che verrà esaminato da un Collegio di tre giudici del Tribunale di Trieste (in composizione collegiale), i quali hanno facoltà – qualora lo ritenessero utile – di ascoltare le parti in un nuovo contradditorio, fissando eventualmente una ulteriore udienza.

Il Collegio, di cui non può far parte il giudice che ha emanato il provvedimento oggetto del reclamo, ha la facoltà di confermare, revocare o modificare il provvedimento del Giudice, e potrebbe emanare anche una ordinanza che a sostituzione della precedente decisione.

Con l’aiuto fornitomi da genitori e comitati di tutta Italia, sono riuscito a pagare l’onorario dell’Avvocato Michele Rodaro, mio difensore nominato. Già in occasione della intervista di RAI3 FVG a firma di Eva Ciuk  – il 09 maggio 2019 – in occasione della prima udienza fra le parti convocate dal Giudice Moscato (parte ricorrente l’Avv. Rodaro ed il sottoscritto, parte resistente l’Avv. Lorenzo Capaldo che difende il MIUR e per quanto possibile il Dirigente dell’Istituto comprensivo scolastico), il mio legale aveva affermato che la legge 119/2017 sia di fatto incostituzionale, chiedendo la reintegra immediata dell’alunno sospeso sine die. Nel reclamo si ribadisce la questione di legittimità costituzionale, argomentando che la applicazione di tale normativa sulla vaccinoprofilassi presenta “profili di incostituzionalità rilevanti”, soprattutto in riferimento alla discriminazione di accesso scolastico relativa alla fascia di età 3-6 anni (scuola della infanzia).

Oltre al contenzioso civile, il sottoscritto si trova iscritto anche nel registro generale delle notizie di reato come “parte offesa”. Anche in questa vicenda giudiziaria, il mio legale – diverso da quello nominato nel civile – ha depositato atto di reclamo avverso il decreto di archiviazione delle indagini disposto dal GIP di Roma,  nell’aprile 2019.

RECLAMO AVVERSO L’ARCHIVIAZIONE DELLE INDAGINI SUI MEDICINALI VACCINI: UDIENZA IL 24 OTTOBRE 2019 PRESSO IL TRIBUNALE PENALE

A fine luglio 2019 la Cancelleria del Tribunale di Roma – Sezione I Penale – su ordine del Giudice Claudia Nicchi ha trasmesso all’Avv. Alessandra Devetag dello Studio Volli del Foro di Trieste – attuale mio difensore nel penale – il decreto di fissazione udienza del reclamo depositato a fine maggio 2019 presso l’Autorità giudiziaria, ex art. 410 bis c.p.p. avverso il decreto di archiviazione delle indagini penali preliminari sulla sicurezza dei vaccini e la farmacovigilanza, durate circa due anni, ed archiviate nell’aprile 2019 dal Giudice GIP Claudio Carini di Roma, su richiesta del PM affidatario principale (la dr.ssa Maria Letizia Golfieri, R.G. nr. 50866/2017 c. ignoti).

Il reclamo è stato avanzato a causa della mancata notifica all’esponente (il sottoscritto) della richiesta di archiviazione del PM, notifica prevista ex art. 408 c.p.p., correttamente indicata nell’esposto che ha avviato le indagini dopo esame da parte del PM udinese della Procura di Udine, il quale a marzo 2017 aveva ravvisato ipotesi di reato penali contro ignoti, trasmettendo subito gli atti alla Procura della Repubblica di Roma, per competenza territoriale. Il fascicolo giudiziario ivi trasferito, in seguito si ingrossò ed accorpò altre denunce ed esposti presentati alle Autorità.
L’udienza per la camera di consiglio presso il Tribunale penale di Roma è fissata per il giorno 24 ottobre 2019, aula 3 ore 11.00. Le parti sono state avvisate ed hanno facoltà di presentare delle memorie.

In occasione della udienza, genitori e comitati da tutta Italia organizzeranno una manifestazione sit-in a mio sostegno, nei pressi di Piazzale Clodio, Tribunale penale di Roma. Le necessarie autorizzazioni sono già state richieste alla Questura di Roma.
Qualora il reclamo venga accolto, sarebbe nell’interesse anche delle altre parti offese, come il Codacons Roma. In caso di annullamento della archiviazione firmata dal GIP, sarebbe possibile formulare opposizione alla archiviazione voluta dal PM, e discutere davanti al Giudice la necessità di indagini supplettive.
Nell’esposto il sottoscritto pose l’accento sulla composizione dei vaccini ed eventuali polveri inquinanti estranee in essi presenti (sotto forma di particolato solido, micro e nanodimensionato) e riscontrate in diverse analisi condotte a campione da un laboratorio di analisi di eccellenza italiano, il quale ha indirettamente confermato ed approfondito la natura della contaminazione inorganica già emersa negli USA a metà anni ’80 del secolo scorso, e divulgata da biologi e chimici americani (che pubblicarono i risultati su un periodico scientifico). All’epoca gli statunitensi non indagarono la natura dello stato della materia di tali inquinanti, ma si limitarono ad una analisi chimica qualitativa e quantitativa.

ROMA, 23 OTTOBRE 2019, CONVEGNO SU DIRITTO COSTITUZIONALE E BIOETICA GIURIDICA

La questione del diritto alla istruzione e della sua tutela, verrà affrontata in un convegno da me organizzato a Roma – ad ingresso libero, ma previa prenotazione – e che si svolgerà il 23 ottobre 2019 presso un grande albergo della capitale, di prima categoria.

Grazie al supporto di genitori a me vicini e da tempo molto attivi nell’ambito delle azioni civili – con addetti ai lavori accademici, esperti di diritto costituzionale, e di bioetica giuridica e filosofia del diritto: fra questi, il Prof. Avv. Daniela Granara, docente e ricercatore di diritto costituzionale presso la Università degli Studi di Genova, ed il prof. Alessandro Attilio Negroni, ricercatore di bioetica giuridica e filosofia del diritto, presso l’Istituto Tarello per la filosofia del diritto – Università degli Studi di Genova. Il prof. Granara terrà un intervento sui diritti inviolabili, e sul diritto alla salute ed il diritto alla istruzione nella Costituzione. Il prof. Negroni interverrà sul consenso informato ed il rispetto della persona umana.

Sarà presente come relatore anche l’Avv. Alessandra Devetag , avvocato cassazionista del Foro di Trieste, la quale parlerà di deontologia medica in rapporto ai diritti costituzionali, e dei rapporti fra scienza e politica.
Il convegno ed incontro culturale si terrà presso il centro congressi dell’Hotel Villa Maria Regina, “Sala Biblioteca”,  Via della Camilluccia, 687, 00135 Roma (capienza sala, 300 posti a sedere).

Maggiori dettagli sull’evento sono reperibili all’indirizzo www.dirittinelcuore.net

Firmato

Luca Scantamburlo,

cittadino e genitore

19 settembre 2019


www.vaccinoconsapevole.blogspot.it 

 

Insegnamento, per il Consiglio di Stato fuori i diplomati Magistrale dalle graduatorie

Roma, 22 gennaio 2018 –  L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, ha sancito con una sentenza epocale lo scorso 20 dicembre che i diplomati magistrale, senza aver fatto alcun concorso, devono restare fuori dalle Graduatorie ad Esaurimento (GaE), ovvero graduatorie dalle quali si attinge per nominare in ruolo il personale docente.

Una vittoria significativa in Adunanza Plenaria ottenuta dai precari storici delle graduatorie ad esaurimento contro i cosiddetti “Diplomati Magistrale”.

Secondo il Consiglio di Stato quindi nelle graduatorie hanno diritto di rimanere, sino all’ottenimento dell’immissione in ruolo, solo i precari storici, ovvero quei docenti che da diversi anni, e in diversi casi da alcuni decenni, hanno dedicato la loro vita all’insegnamento, hanno studiato ulteriormente rispetto al semplice conseguimento della maturità magistrale, hanno quindi superato un concorso, un corso o un percorso universitario.

Il Supremo Collegio della Giustizia amministrativa, nel condividere le tesi studiate ed elaborate dagli scriventi Avv. Antonio Gabrieli e Avv. Giada Ficarelli, col pregiato ausilio del collega Avv. Mariano Alteri che le ha rappresentate giudizialmente, ha sancito ciò che prepotentemente emergeva dal diritto stesso: le graduatorie ad esaurimento non sono create per permettere l’accesso a chi vorrebbe insegnare col semplice titolo del diploma.

L’insegnamento è una delle professioni più importanti per l’intera collettività; agli insegnanti della nostra scuola pubblica affidiamo l’educazione e l’istruzione dei nostri figli, di conseguenza, servono specifiche competenze, acquisibili attraverso lunghi e impegnativi percorsi di studio che non possono essere surrogati attraverso la sola maturità magistrale, nella maggior parte dei casi conseguita anche un ventennio/trentennio prima, senza esser mai riusciti a superare un’ulteriore valutazione da parte dello Stato.

“I precari storici inseriti nelle GaE, da noi assistiti, piaccia o non piaccia ai diplomati magistrale, sono tutti professionisti che hanno dedicato la propria vita all’insegnamento. Essi hanno superato un concorso, conseguito un’abilitazione a seguito di un corso ovvero che si sono laureati con profitto  in Scienze della Formazione Primaria” racconta l’avv. Gabrieli, promotore della tesi vincente a difesa dei docenti precari.

“In altre parole, la vittoria epocale conseguita in Adunanza Plenaria rappresenta il trionfo delle tesi difensive da noi portate avanti, con la constatazione che per fare l’insegnante nella scuola pubblica e meritarsi un contratto a tempo indeterminato non è sufficiente il possesso di un semplice diploma di maturità magistrale. Per i nostri figli ci vuole una più alta qualifica e un maggior merito. Ci vuole dunque più attenzione e controllo da parte dello Stato” continua l’avvocato Gabrieli.

Tra i tanti sconfitti diplomati magistrale c’è chi non ha mai lavorato nella scuola, ma che dopo anni e anni passati come casalinga o svolgendo altra attività lavorativa, ha ben pensato di svoltare la propria esistenza, pretendendo di andare a insegnare in virtù del possesso di un mero diploma di maturità conseguito trent’anni prima, spodestando immeritatamente chi aveva invece dedicato la propria vita all’insegnamento e alla propria formazione professionale.

L’Adunanza Plenaria ha di fatto evitato anche questo.

“Non sfugga al Ministero, ai politici in cerca di voti e desiderosi di speculare sulla scuola, i quali offrono in campagna elettorale inappropriate e illegittime sanatorie, che tra i diplomati magistrale ci sono anche queste desolanti situazioni” denunciano i precari storici delle graduatorie.

Tra i diplomati magistrale si celano anche persone che non hanno mai insegnato, ma che di fatto stanno sottraendo il lavoro a chi si è addirittura laureato in Scienze della Formazione Primaria.

Insomma, diversi meri diplomati magistrale che per trent’anni hanno fatto altro nella vita, infischiandosene della pedagogia e della didattica, si trovano a sottrarre il lavoro a chi si è laureato e ha per giunta superato severe procedure concorsuali o corsi abilitanti per poter garantire ai discenti una più alta professionalità.

“L’istruzione è una cosa seria. Se lo ricordino i politici tutti che ogni ipotesi di sanatoria, infatti, rappresenterebbe l’antitesi della legalità, l’opposta sensata scelta che farebbe il vero buon padre di famiglia” raccontano gli avvocati del pool difensivo dei precari laureati.

Per questo l’Adunanza Plenaria ha riconosciuto punto per punto l’infondatezza delle tesi dei diplomati magistrale e l’impossibilità per questi di ambire all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento.

La vittoria conseguita in Adunanza Plenaria ha già prodotto evidenti risultati per i precari storici laureati, evitando che 100.000 diplomati magistrali potessero senza alcuna ulteriore valutazione e/o preparazione arrogarsi il diritto di insegnare ai bambini dell’infanzia e della scuola primaria.

Nulla possono valere, a sommesso avviso degli scriventi, i pretestuosi ricorsi in Cassazione ovvero alla Corte di Giustizia Europea, al fine di inficiare l’operato dell’Adunanza Plenaria.

“Tutti i diplomati magistrale sappiano che i precari storici già inseriti nelle GaE ci hanno già richiesto di resistere giudizialmente alle eventuali avverse azioni ideate a soli scopi dilatori. Contro le dilatorie avverse azioni sono allo studio iniziative per chiedere la condanna per lite temeraria personale di ogni singolo diplomato magistrale che vorrà pretestuosamente dilatare i tempi dell’esecuzione della sentenza n. 11/2017 A.P.” dichiarano  ancora gli avvocati dei precari storici.

Nei precari delle GaE oramai vi è consapevolezza della propria forza e del proprio buon diritto, pertanto essi sanno bene che non devono più lasciar agire i diplomati magistrale indisturbati nelle aule dei Tribunali, perché la verità emerge anche grazie agli interventi ad opponendum.

“Per quanto attiene agli sbandierati ricorsi in sede europea riguardo un lamentato abuso dei contratti a termine dei DM in sede comunitaria, non può trovare riscontro contro i precari storici per una molteplicità di argomentazioni giuridiche avvallate dai più grandi esperti del diritto. Anche in punto di fatto le pretese europee dei DM non potrebbero mai trovare accoglimento, atteso che prima di ogni loro ipotesi di sfruttamento bisogna garantire la tutela del diritto dei precari storici già inseriti a pieno titolo nelle GaE. Sicuramente la lamentela europea di un diplomato magistrale non può danneggiare chi è indubbiamente da stabilizzare prima di ogni altra categoria, ovvero i precari storici delle GaEspiegano gli avvocati Gabrieli e Ficarelli.

Se il fronte dei diplomati magistrale può contare su oltre circa 43.000 persone dalla parte dei precari storici vi sono oltre 100.000 persone interessate dalla vicenda.

Oltre ai 26.000 precari storici inseriti nelle GaE vi sono oltre 70.000 tra laureati in Scienze della Formazione primaria e vincitori di concorso che meritano di ricevere doverosa attenzione e protezione dal parte del Ministero e da parte di tutti i politici.

I laureati in Scienze della Formazione Primaria si sono formati attraverso studi universitari, nei quali la pedagogia e la didattica continua a rappresentare il fulcro dell’insegnamento.

Costoro insegnano da diversi anni, con passione e alta professionalità, attraverso le graduatorie d’istituto, e oggi sono ormai stanchi di dover sopportare ancora le assurde pretese provenienti dai dei meri diplomati magistrale.

In sintonia con la più importante Giurisprudenza Europea, dopo la stabilizzazione dei precari storici, lo stato dovrà stabilizzare i docenti attraverso appositi concorsi, ma che non potranno mai essere riservati ai diplomati magistrale perché il merito ha la sua importanza.

La laurea la si consegue con serio studio e dedizione, e vale più di un diploma conseguito più di vent’anni prima.

D’altro canto, se i diplomati magistrale ante 2001/2002 avessero voluto realmente insegnare si sarebbero dovuti dotare di un  giusto merito e un’adeguata giusta preparazione, in altri termini, in un ventennio avrebbero potuto anche studiare e superare un concorso o laurearsi. In venti e più anni chi invece ha creduto nell’insegnamento come professione si è dato da fare. E’ ora che lo Stato garantisca e salvaguardi il vero merito.

Ogni differente scelta del Governo comporterebbe un sicuro danno erariale derivante dal colossale contenzioso che i precari storici, uniti ai laureati in SFP e ai vincitori di concorso, avanzerebbero immediatamente contro lo Stato Italiano per salvaguardare il loro buon diritto.

Insomma, per i diplomati magistrale non c’è posto nelle graduatorie, così come non vi è possibilità per loro  auspicare  sanatorie o  concorsi riservati.

Per accelerare la fuoriuscita dei diplomati magistrale dalle GaE, i primi di febbraio si avvieranno delle procedure ad hoc, che di certo richiameranno al dovere tutte le parti coinvolte, probabilmente facendo perdere il sonno ai molti Diplomati Magistrale interessati.

 

 

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Contatti stampa:

Avv. Antonio Gabrieli

349.09.44.907

Avv. Giada Ficarelli

320.25.96.109

 

 

Esce il fantasmagorico ‘Umanità Anno Zero’, un inno alla natura, all’amore ed alla vita

Vercelli, 15 dicembre 2017 – È uscito ‘Umanità Anno Zero’, un romanzo di formazione di Barbara Appiano ed edito dalla Fondazione Mario Luzi, che viene già paragonato a ‘Il Piccolo Principe’ e ‘Pinocchio’.

Barbara Appiano, scrittrice, produttrice di cultura e libera pensatrice, dopo ben 6 libri pubblicati di poesia e racconti, fa così il suo ingresso nel mondo dei romanzi.

Il romanzo nasce dal ricordo dell’autrice che quando aveva 5 anni a Torino cercò di liberare un elefante dal circo dove si trovava con mamma e papà, ma riacciuffata dall’ ‘elephant guard’ non potè realizzare il sogno di libertà di quell’elefante.

Lo farà con Araba, elefantessa protagonista assoluta insieme a Calypso, che la libera dal circo, bimbo profugo siriano, e Benjamin, Gonzalo e Blasdemetrio tre bambini sopravvissuti alla guerra civile di El Salvador con un insegnante di musica veramente vissuta, la prof. Ausilia Basili, diventata Preside del Conservatorio Paganini di Genova.

Insegnante che nel romanzo spiegherà la corrispondenza matematica fra musica e numeri attraverso il canone retrogrado di Bach.

Araba con questi piccoli amici attraverserà la storia e il tempo, rapirà la Statua della Libertà, “Lady Freedom”, la quale chiamati a raccolti tutti gli elefanti del mondo depredati delle loro amatissime zanne, gliele restituirà come in una cerimonia eucaristica in sostituzione dell’ostia di Gesù, grazie anche all’intervento di John Maynard Keynes che anche lui entrato in questo romanzo quale infiltrato, convincerà le banche ad aprire il loro caveau e a restituire le zanne ai legittimi proprietari.

E’ una cerimonia universale ove invitati tutti i depredanti del mondo bipedi, quadrupedi, anfibi e cetacei, i nativi d’ America invocheranno Ojkahuè le 5 virtù degli antenati: lealtà, giustizia, coraggio, libertà e amore.

“Umanità Anno Zero” terminerà con Pinocchio che mette a posto anche Krusciov e J.F. Kennedy sfrattandoli dalla Baia dei Porci.

“Umanità Anno Zero” come si capirà è un romanzo fantasmagorico dove la natura è l’assoluta protagonista del nostro mondo, quello che noi stiamo devastando.

Un romanzo fiume, un rafting letterario di grande forza che vi avvolgerà cambiandovi la visione della vita, che merita di arrivare sui comodini di tutti gli italiani.

 

Riguardo Barbara Appiano

Barbara Appiano, figlia del malcontento, ha all’attivo Barbara Appiano ha ben 6 libri: due pubblicati nel lontano 1990 e 1991, rispettivamente di poesia “Come un’idea come uno scherzo” edito da Ibiskos Editrice con prefazione del dott. Giulio Panzani, giornalista de “La Nazione” di Firenze recentemente scomparso, e “Una vita da raccontare, frammentarietà quotidiane ricomposte a penna” edito da Ibiskos Editrice.

Anno, il 1991, che ha visto Barbara Appiano ospite del Maurizio Costanzo Show.

Un percorso letterario lungo, incubato fino al 2016 con una scrittura visionaria trasfusa in “La solitudine del giaguaro, pensieri surgelati e nuvole sopra i sassi”, con racconti editi da Ibiskos Editrice Risolo.

Racconti di cui un estratto è stato scelto per essere letto dalla giornalista Maria Cocozza de la redazione dell’ “Arca di Noè” del TG5 lo scorso febbraio.

Da allora Barbara Appiano non si è più fermata.

A ruota escono “La semplicità degli ultimi, racconti mozzafiato di un mondo sbalestrato”, racconti editi nel 2017 da Ibiskos Editrice Risolo dedicati agli atleti diversamente abili della FISIP, la Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici e alla loro presidentessa Tiziana Nasi.

Sull’onda di una scrittura travolgente Barbara Appiano pubblica poi una raccolta di aforismi e pensieri definiti da lei stessa “ad alto tasso di combustione in divieto di sosta” dal titolo “Slow thinking, slow reading” edito nel 2017 sempre dalla Ibiskos Editrice Risolo.

È così che si giunge a questa fine d’anno in cui l’autrice regala al suo pubblico il suo primo romanzo “Umanità Anno Zero” mentre ad aprile 2018 uscirà il secondo romanzo “Città senza semafori e case con le ruote, romanzo visionario, romanzo sogno caduta da una bicicletta, quella di mio nonno” romanzo che sarà edito sempre dalla Fondazione Mario Luzi.

E sempre nel corso del 2018 uscirà ancora un nuovo romanzo.

Nel 2017 Barbara Appiano è stata selezionata con 3 sue poesie dalla Fondazione Mario Luzi per l’ottava edizione della Enciclopedia della Poesia Contemporanea Italiana.

Con lo stesso editore uscirà altra raccolta di poesie inedite segnalata al concorso internazionale di poesia “Adelante Palabra”.

Barbara Appiano si definisce “un artista a 360 gradi, che resta un’umile pellegrina della parola all’imbrunire di una società che si deve ridestare”.

Un’ autrice che è una studiosa del pensiero aristotelico e le sue opere, come la sua scrittura, sono una continua sperimentazione linguistica.

Barbara crede infatti nello studio delle lingue diverse fra loro in quanto, sempre secondo la stessa scrittrice “le lingue sono lo specchio di una civiltà ancorché i confini della geopolitica, perché la lingua è quella che conosciamo quando veniamo fuori dalla pancia della mamma“.

“Pertanto la lingua madre sempre con la semantica aristotelica del “significante per il significato” è un algoritmo come una sequenza infinita di numeri dopo lo zero”.

Fedele ad un isolamento artistico che la vede creare nella solitudine campestre di una casa immersa nella campagna vercellese, luogo di memoria e ricordi collegati alla amatissima mamma, Barbara Appiano devolve parte dei ricavati dei suoi libri allo I.E.O. e al Centro Cardiologico Fondazione Monzino di Milano, per la ricerca cardiovascolare e oncologica, strutture che hanno curato per molti anni la mamma amatissima e tuttora ricordata dall’autrice nei suoi libri, chiamandola “Giovannella la Gianduiotta”.

Parte del ricavato dei libri, visto il suo amore per gli elefanti, viene donato anche all’associazione ‘Pengo Life Project’, un progetto italiano che ha lo scopo di fare comunicazione sul problema gigantesco del bracconaggio degli elefanti e dei rinoceronti, due specie a rischio, visto che se non si riuscirà a fare nulla nel 2025 non ci saranno più elefanti, visto che vengono uccisi uno ogni 15 minuti.

Barbara Appiano resta semplice e se stessa sempre, fedele solo alla sua scrittura, l’unica che “la guida nel mondo come un cieco che ha ritrovato la luce dopo il buio”.

 

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Contatti stampa:

bappiano@virgilio.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Michele Caccamo, imprenditore vittima della ‘ndrangheta e della giustizia

Roma, 1 marzo 2016 – In Calabria ci sono casi in cui la distinzione tra vittima e carnefice sembra avere un passo breve e dove capita che un uomo aggredito dalla ‘ndrangheta venga messo anche sotto processo. È il caso di Michele Caccamo, che rappresenta una vera e propria storia kafkiana.

Poeta e scrittore, Michele Caccamo era proprietario di una grossa realtà imprenditoriale nel porto di Gioia Tauro. Un’accusa mossa da un suo ex dipendente lo ha portato sotto processo, per partecipazione a un’associazione dedita alle truffe, arrivando alla perdita della sua attività. Accadimenti, questi, comuni in una logica di lotta alla malvivenza se non fosse che, durante il procedimento a suo carico, emergono terribili verità: l’ex dipendente, accusatore, viene indicato come il reale complicedell’associazione criminale e l’attività di Michele Caccamo, che è in una fase di dismissione, potrebbe essere acquistata guardacaso dalla stessa ‘ndrangheta.

Questa la sintesi di un quadro inquietante, ben indicato da un collaboratore di giustizia: “Michele Caccamo è una persona per bene, una vittima, e la ‘ndrangheta ha vantaggio da questa persecuzione, perché vuole acquisire la sua attività e i suoi beni. Lui, prima di tale accanimento, si è sempre opposto subendo per questo: furti per oltre un milione di euro, revoche di affidamenti bancari, perdite di commesse di lavoro. Il vero favoreggiatore dell’associazione per delinquere era l’ex dipendente (custode) che operava all’insaputa di Michele Caccamo approfittando della notte o delle sue numerose assenze dal complesso industriale”.

La David and Matthaus edizioni, alla luce dei fatti e nutrendo piena fiducia in Michele Caccamo, difende a spada tratta il proprio autore che stima sia come artista che come uomo, e credendo fortemente nella sua totale estraneità ai fatti e nella sua piena innocenza, spera si chiarisca e risolva al più presto quello che sembra a tutti gli effetti un clamoroso errore giudiziario.

La casa editrice di Michele Caccamo si affida e confida nella “giusta Giustizia” e ricorda un motto dello stesso Caccamo: “Farò della mia innocenza una pubblica ragione”.

 

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Per interviste e contatti:

info@letteraq.it

www.davidandmatthaus.com

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