A Viareggio incontro con la scrittrice Barbara Appiano

Viareggio, 26 giugno 2018 – La scrittrice Barbara Appiano sarà a Viareggio mercoledì 27 giugno per una conversazione culturale con la cittadinanza in cui si parlerà del suo ultimo libro “Città senza semafori e case con le ruote”. L’incontro, a cura dell’ associazione culturale “Il giusto della vita” si terrà alle ore 18:00 presso Villa Argentina (Via Vespucci, 44), con la partecipazione di Silvia Parenti, della D.ssa Emma Sangiovanni e con le musiche di Irina Boutzmakova.

“Citta’ senza semafori e case con le ruote” è il romanzo folle e visionario dell’autrice Barbara Appiano, edito dalla Fondazione Mario Luzi Editore di Roma che opera sotto l’egida dell’ Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e collabora con l’Istituto Dante Alighieri e l’Accademia dei Lincei,

Si tratta di un vero e proprio romanzo visionario, così come descritto nell’introduzione “un romanzo sogno, caduto dalla bicicletta, quella di mio nonno”.

Mio nonno Ernesto in questo romanzo si dimentica di morire, rimanda il suo funerale, incontra Babilon, una terremotata della città dell’Aquila, si uniranno a loro Robinson Crusoe e Venerdi, e chiuderanno la comitiva i Templari, guardiani del Tempio di Gesù” racconta l’autrice.

Questa combriccola diventerà la ‘Confraternita dei temerari dell’incenso’, e l’incenso sarà quello che respireranno a Petra, città che nell’antichità è stata il crocevia del commercio dell’incenso.

L’incenso odoroso nelle notti di luna con il falò acceso davanti alla città fantasma di Petra, porterà la Confraternita’ dei Temerari dell’incenso verso la città di Calcutta, i monsoni contrari al loro cammino li ribalteranno indietro e si troveranno senza saperlo nel deserto del Gobi, incontreranno un vecchietto che munito  di bastone e mappamondo cammina senza faticare solcando la sabbia del deserto come fosse sull’acqua.

Si tratta di un ospite eccellente di questo romanzo, è Giordano Bruno, che terra’ una lectio magistralis sulla Natura e Dio.

In questo viaggio che è un giro nel mondo dei terremoti e delle alluvioni attuali e passate che hanno sotterrato civiltà e città che non avevano i semafori, la ‘Confraternita dei Temerari dell’Incenso’ interverrà sulle spiagge della Siria per aiutare una balena che persa la rotta si è spiaggiata davanti allo scenario devastante della guerra, arriveranno altre balene a spiaggiarsi, si che la guerra  verrà sospesa sine die perché i paesi belligeranti con l’aiuto della ‘Confraternita dei Temerari dell’incenso’ insieme e collaborando e posando i fucili aiuteranno le balene a ritornare in mare.

La guerra finirà grazie all’aiuto delle balene.

“Città senza semafori e case con le ruote” parla anche di case, quelle che vi portate nel cuore, che munito di ruote viaggia nelle emozioni degli altri per farle vostre e parla di semafori accesi e funzionanti e non come quello di Cavaglia, in provincia di Biella, che non funziona dai tempi dei Templari” racconta ancora Barbara Appiano.

Semafori che daranno il verde per diventare una grande comitiva planetaria di sognatori che caduti dalle varie biciclette, che useranno i piedi con le ali per volare sopra il dolore.

“Tu mi hai dato il tuo male e io l’ho accolto nel mio cuore, ed è diventato dolore.  Da li’ non se ne vuole andare perché vuole diventare amore”.

“CIttà senza semafori e case con le ruote”, un romanzo insomma che vuole dirci che l’amore aspetta che il semaforo spento si accenda, e non si spenga più.

Il ricavato del libro verrà in parte devoluto alla Pengo Life Project, associazione no profit che si occupa di divulgare in Italia il problema drammatico del bracconaggio cui sono sottoposti elefanti e rinoceronti.

L’associazione è spesso ospite della trasmissione ‘Arca di Noè’ del TG5, in cui la giornalista Maria Cocozza tempo fa lesse il racconto della stessa Barbara Appiano “L’orizzonte e il precipizio”, tratto da “La solitudine del giaguaro”, che narra le avventure di iShukuhru elefantina orfana.

 

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Per interviste e contatti con la scrittrice:

bappiano@virgilio.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Copertina libro “Città senza semafori e case con le ruote”

È uscito “Citta’ senza semafori e case con le ruote”, il romanzo folle e visionario dell’autrice Barbara Appiano. 

Vercelli, 4 aprile 2018 – È uscito “Citta’ senza semafori e case con le ruote”, l’ultimo romanzo ‘folle’ dell’autrice Barbara Appiano di Santhià.

Il libro è edito dalla Fondazione Mario Luzi Editore di Roma che opera sotto l’egida dell’ Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e collabora con l’Istituto Dante Alighieri e l’Accademia dei Lincei, e sarà reperibile in tutte le librerie e sui maggiori negozi online.

Si tratta di un vero e proprio romanzo visionario, così come descritto nell’introduzione “un romanzo sogno, caduto dalla bicicletta, quella di mio nonno”.

Mio nonno Ernesto in questo romanzo si dimentica di morire, rimanda il suo funerale, incontra Babilon, una terremotata della città dell’Aquila, si uniranno a loro Robinson Crusoe e Venerdi, e chiuderanno la comitiva i Templari, guardiani del Tempio di Gesù” racconta l’autrice.

Questa combriccola diventerà la ‘Confraternita dei temerari dell’incenso’, e l’incenso sarà quello che respireranno a Petra, città che nell’antichità è stata il crocevia del commercio dell’incenso.

L’incenso odoroso nelle notti di luna con il falò acceso davanti alla città fantasma di Petra, porterà la Confraternita’ dei Temerari dell’incenso verso la città di Calcutta, i monsoni contrari al loro cammino li ribalteranno indietro e si troveranno senza saperlo nel deserto del Gobi, incontreranno un vecchietto che munito  di bastone e mappamondo cammina senza faticare solcando la sabbia del deserto come fosse sull’acqua.

Si tratta di un ospite eccellente di questo romanzo, è Giordano Bruno, che terra’ una lectio magistralis sulla Natura e Dio.

In questo viaggio che è un giro nel mondo dei terremoti e delle alluvioni attuali e passate che hanno sotterrato civiltà e città che non avevano i semafori, la ‘Confraternita dei Temerari dell’Incenso’ interverrà sulle spiagge della Siria per aiutare una balena che persa la rotta si è spiaggiata davanti allo scenario devastante della guerra, arriveranno altre balene a spiaggiarsi, si che la guerra  verrà sospesa sine die perché i paesi belligeranti con l’aiuto della ‘Confraternita dei Temerari dell’incenso’ insieme e collaborando e posando i fucili aiuteranno le balene a ritornare in mare.

La guerra finirà grazie all’aiuto delle balene.

“Città senza semafori e case con le ruote” parla anche di case, quelle che vi portate nel cuore, che munito di ruote viaggia nelle emozioni degli altri per farle vostre e parla di semafori accesi e funzionanti e non come quello di Cavaglia, in provincia di Biella, che non funziona dai tempi dei Templari” racconta ancora Barbara Appiano.

Semafori che daranno il verde per diventare una grande comitiva planetaria di sognatori che caduti dalle varie biciclette, che useranno i piedi con le ali per volare sopra il dolore.

“Tu mi hai dato il tuo male e io l’ho accolto nel mio cuore, ed è diventato dolore.  Da li’ non se ne vuole andare perché vuole diventare amore”.

“CIttà senza semafori e case con le ruote”, un romanzo insomma che vuole dirci che l’amore aspetta che il semaforo spento si accenda, e non si spenga più.

Il ricavato del libro verrà in parte devoluto alla Pengo Life Project, associazione no profit che si occupa di divulgare in Italia il problema drammatico del bracconaggio cui sono sottoposti elefanti e rinoceronti.

L’associazione è spesso ospite della trasmissione ‘Arca di Noè’ del TG5, in cui la giornalista Maria Cocozza tempo fa lesse il racconto della stessa Barbara Appiano “L’orizzonte e il precipizio”, tratto da “La solitudine del giaguaro”, che narra le avventure di iShukuhru elefantina orfana.

 

 

Dalla quarta di copertina:

Città senza semafori, sprofondate in altra dimensione 

La cronaca dei nostri tempi ci ha sovente abituati a un eccesso di misura spesso ben oltre ogni immaginabile fantasiosità e anche, talora, sconfinante in qualsiasi possibile tolleranza di cui siamo saturi, si pensi ad esempio alla cronaca nera o la cronaca di guerra che ormai da anni impazza nelle nostre vite attraverso i mezzi di comunicazione di massa.

Dare colore, corpo e forma, alla nostra proiezione ideale è una nuova via di percorrenza verso l’io, il grande Sé individuale e mondiale con cui tornare ad avere un dialogo pacificato e sereno, o quantomeno tentarne una possibile modalità di riavvicina- mento.

Barbara Appiano, con il suo folle romanzo visionario, con la rivoluzione di spirito e prospettiva, tutta squilibrata, trova un nuovo equilibrio, si oppone in un duello sfidante con tutti i tic e le smanie, le fobie e le devianze dei nostri giorni.

Mattia Leombruno

Presidente Fondazione Mario Luzi

 

COPERTINA – APPIANO città senza semafori

 

 

Copertina del libro “Città senza semafori e case con le ruote” della scrittrice Barbara Appiano

 

“Salviamo la natura, per salvare noi stessi”: a Santhià il grido di allarme dell’autrice Barbara Appiano

Vercelli, 19 febbraio 2018 – Santhià, una cittadina di provincia Vercelli, sabato 24 febbraio diventerà capitale della cultura, e di un mondo che vuole cambiare rotta.

Alle ore 10.30, presso la Biblioteca Civica di Santhià, si terrà infatti un interessante aperitivo letterario, ‘per astemi’ e ‘per vegani’ e con l’invito di tenere “fuori gli smartphone”, con l’autrice Barbara Appiano per parlare con lei di libri, cultura, natura e dei disastri a cui sta andando incontro l’uomo.

Il dibattito prenderà spunto dal libro ‘Umanità Anno Zero’,  della prolifica e creativa autrice, un romanzo di formazione presentato al Circolo dei Lettori di Torino lo scorso gennaio, di cui molti stanno parlando.

Il romanzo sarà nuovamente protagonista con i suoi incredibili personaggi tra cui una elefantessa di nome Araba e i suoi piccoli amici, Calypso, Benjamin, Blasdemetrio, Gonzalo e Apostolo.

Nomi emblematici collegati alla sanguinosa guerra civile di El Salvador, e alla Siria, anch’essa devastata dalla guerra.

Calypso è una bambina che, decidendo di liberare Araba da un circo, dà il via al romanzo, che diviene così un frullatore e un grande contenitore delle gesta dell’umanità, ove tutto frulla, comprese distruzione, guerre e rinascite.

‘Umanità Anno Zero’ vuole essere un punto di partenza, un punto zero, cioè un luogo da cui l’umanità può ripartire per riscattarsi e prendere coscienza di sé.

Una umanità ormai bestiale dove i disvalori, con il mancato rispetto della natura, la svalorizzazione della stessa vita umana, se non vengono azzerati ridurranno il consorzio umano in un deserto di cuori.

L’evento sarà l’occasione per l’autrice di presentare anche il progetto culturale di trasformare il libro in un film attraverso un manifesto già pubblicato on line, ove l’autrice con forza e determinazione spiegherà perché un libro come ‘Umanità Anno Zero’ debba diventare un film come la favola di Pinocchio.

Perchè ‘Umanità Anno Zero’ e’ l’umanità degli animali che ci descrivono nella nostra banalità.

Durante l’aperitivo letterario Barbara Appiano leggerà inoltre la sua ‘Lettera aperta a Sua Maestà la Plastica’, protagonista delle nostre vite con un capitolo dedicato all’interno del romanzo.

La plastica vista dall’autrice e’ una presenza ingombrante e a suo dire quasi persecutoria, perché non c’e’ luogo ove non sia presente.

Per meglio polarizzare sugli effetti devastanti della plastica, con relativi derivati sociali e comportamentali, l’autrice presenterà  anche una petizione dalla stessa lanciata su change.org dal titolo “L’arte non e’ un outlet” che sottolinea  l’assurdità del nostro vivere e demonizza la frequentazione degli outlet, come il catechismo o come un luogo di svago, quasi fossero dei centri ricreativi.

Una triste massificazione che l’autrice ricorda volere essere stata prevista da un grande poeta geniale come Pier Paolo Pasolini, che ben oltre 40 anni fa come un visionario vide la dissoluzione del nostro vivere, una forma di antropologia all’incontrario dove l’uomo anzichè cercare rifugio nella natura che è la nostra prima madre, distrugge il suo ambiente per distruggere se stesso, in nome di un conformismo che appiattisce sempre più le menti.

Una distruzione narcotizzata da finto divertimento che aliena le nuove generazioni verso una forma di vuoto esistenziale, da riempire con gli outlet e gli smartphone, un’alienazione che abdica alla ricerca della felicità, come lo stato di natura che l’uomo vive da quando è sulla terra e cioè con una forma di partecipazione solidale con la natura e gli animali.

Barbara Appiano resta una persona semplice, che con una scrittura autentica e graffiante rifiuta ogni etichetta e apparentamento, facendo della sua scrittura “anti-sistema” un’alternativa di verità, di cui oggi il mondo ha tanto bisogno.

Il 24 febbraio 2018 a Santhia’ l’umanità avrà l’alternativa di scegliere altri modi di vivere e sentire, con una visione universale della vita, che è un abbraccio al mondo e ai suoi abitanti tutti, piante, animali e gli stessi esseri umani.

‘Umanità Anno Zero’ è un percorso impegnativo  dove la Natura descritta con parole che trascendono e realizzano il mondo nella sua interezza vogliono svegliare l’amore sopito, che ognuno di noi porta dentro di sé.

“L’arte non e’ un outlet”,  “Lettera aperta a Sua Maestà la Plastica” e “Dalle pagine di un libro, un manifesto per creare un film documentario per salvare il mondo”: non sono degli slogan per vendere ma le battaglie e gli urli di dolore dell’autrice

Un grido di allarme che comincia a riecheggiare e che Barbara Appiano non smetterà di portare in giro, per far sentire l’eco in tutto il mondo.

Un eco a cui parteciperà donando parte dei ricavati dei suoi libri all’Istituto Oncologico Europeo Centro Cardiologico Monzino, alla Ricerca cardio vascolare e alla Pengo Life Project, visto il suo amore per gli elefanti, un progetto  italiano che mira a sensibilizzare il problema drammatico del bracconaggio degli elefanti e dei rinoceronti in Africa, che li hanno ridotti a rischio estinzione.

Ogni 15 minuti infatti viene ucciso un elefante e se non faremo nulla nel 2025 non ci sarà più un elefante sulla faccia della terra, privando le nuove generazioni di un patrimonio della natura dal valore incommensurabile.

“Vogliamo veramente tutto questo?” si chiede e ci chiede Barbara Appiano.

A ognuno di noi la risposta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Torino il Manifesto “Umanità anno zero”, a difesa della terra e degli animali in estinzione

Torino, 23 gennaio 2018 – Creare un documentario dal suo libro per trasformarlo in un manifesto/testimonianza vivente in difesa dell’ambiente e degli animali a rischio estinzione. È questo l’obiettivo dell’autrice Barbara Appiano che dallo scorso dicembre è in libreria con “Umanita’ anno zero “, un romanzo di formazione ritenuto al pari di “Pinocchio ” e  “Il piccolo Principe”.

Il libro sarà presentato a Torino venerdi 26 gennaio alle ore 18 con la presenza dell’autrice, insieme a Mattia Leombruno, presidente della Fondazione Mario Luzi e con il giornalista Roberto Maggio, nella Sala Lettura del Circolo dei lettori, presso Palazzo Graneri della Rocca (Via Bogino, 9).

Sarà presentato insieme al romanzo anche il Manifesto Cuturale (https://www.change.org/p/petizione-contro-gli-sfruttatori-dei-simboli-che-rappresentano-gli-animali-emiflex-non-e-pubblicita-in-buca-e-l-umanita-in-fuga) basato sui capitoli del libro, con un appello ai movimenti ambientalisti, animalisti e a tutti gli esseri umani sensibili al tema, per il finanziamento di un film documentario ispirato al libro, in difesa del pianeta terra e degli animali in estinzione.

Protagonista assoluta del romanzo l’elefantessa Araba, insieme a Calypso, bimbo profugo siriano che la libera dal circo, e Benjamin, Gonzalo e Blasdemetrio 3 bambini sopravvissuti alla guerra civile di El Salvador.

L’autrice vuole ora trasformare la storia del libro in un film, alla difesa del nostro amato pianeta e di tutti gli esseri viventi che la abitano.

Ogni capitolo del libro diventerà un capitolo aperto alle adozioni, in modo che ogni capitolo possa avere un genitore “adottante” per affinità di contenuto che sarà chiamato a parlare con l’elefante destinato a diventare l’anima del film.

Questi i capitoli del manifesto culturale, finalizzato alla creazione del documentario, tramite cui si chiede alle persone di aderire al progetto e di finanziarlo.

1) Capitolo: 1 “La natività: un mondo in un asilo. Al galoppo nella storia “

Contenuto: L’infanzia, il sogno, la fantasia che porta i bambini dappertutto senza nulla, senza cellulari e smartphone

Questo capitolo cerca un genitore affidatario: l’asilo della mia città, Santhià.

2) Capitolo 2:  “Senza la parola non esiste il mondo”

Contenuto: L’importanza della lingua e del linguaggio, la lingua è il cuore di un paese, che racchiude il suo modo di pensare. Ancora prima della geopolitica la lingua è il cuore della gente e senza di lei e la parola non si potrebbe descrivere il mondo. Quindi importanza fondamentale della lingua e dell’espressività delle emozioni.

Questo capitolo vuole farsi adottare dall’accademia dei Lincei e dall’Istituto Dante Alighieri.

3) Capitolo 3: “Breakfast in America: quando il Golden Gate diventò una fionda, una catapulta, un tappeto volante extralarge”

Contenuto: l’immaginazione di viaggiare con la mente, la capacità di creare paesaggi mentali e fisici con la fantasia, ma anche con la cultura storica dei popoli e dei luoghi.  Il know how ideale per un cineasta o una casa di produzione cinematografica.

Questo capitolo vuole farsi adottare dalla casa di produzione cinematografica Medusa.

4) Capitolo 4: “Io non ho un nome, storia di adozioni a distanza all’insaputa degli adottati”

Contenuto: la storia di Guernica e dei desparecidos di ogni latitudine adottati da Picasso nella sua tela intitolata “Guernica”. con le relative ribellioni nelle varie piazze del globo, piazze mondiali ove l’arte e’ l’unica in grande di sublimare il dolore e trasfonderlo in gioia universale

Questo capitolo vuole farsi adottare da Vittorio Sgarbi.

5) Capitolo 5: “La marcia dei precari della storia e lo sciopero a  tempo indeterminato dei giaguari del Pantanal amazzonico: quanodi sindacati non li vogliono nemmeno i felini piu’ solitari del pianeta avulsi a conferenze stampa”

Contenuto: la distruzione del primo polmone della terra, l’amazzonia

Questo capitolo vuole essere adottato da  InformAzioneAmbiente.

6) Capitolo 6: “L’mmortalità della plastica, lei resta noi no; il mito  della caverna, i rave parties nelle discariche: quando lo sfratto  è un diritto  acquisito” dedicato a Giorgio Gaber e alla sua ballata “Il conformista”

Contenuto: il problema dei rifiuti, dello smaltimento e di coloro che producono plastica in ogni forma per vestirci , sfamarci,

e abbeverarci.

Questo capitolo chiede di essere adottato dai colossi della grande distribuzione e aziende operanti nel campo dell’industria alimentare quali Carrefour, Lidl, Esselunga, Coop, Barilla, Ferrero.

7) Capitolo 7: “La persuasione, la dissuasione e la rivoluzione. Bombe atomiche e dintorni, mi illumino d’immenso, mi spengo con l’incenso”

Contenuto: l’atomo “buono” utilizzato da Robert Hoppenheimer per la costruzione del due bombe atomiche sganciate suNagasaki e Hiroshima.

Questo capitolo vuole farsi adottare dalla facoltà di fisica Università di Torino .

8) Capitolo 8: “Il guscio rotto, il mondo covato, il mondo sgusciato”

Contenuto: l’eredita’ delle due bombe atomiche sganciate nel 1945 e relative conseguenze.

Questo capitolo vuole farsi adottare dal Consiglio Nazionale della Ricerca.

9) Capitolo 9: “L’alba che non tramonta:Okahue’ il grido del destino e i 4 angoli della terra

La storia dell’umanità e delle sue predazioni, la corsa e l’invocazione degli antenati, dei nativi d’America, Okahue’, le 5 virtù: coraggio, dignità, rispetto, giustizia e onore.

Questo capitolo chiede di essere adottato da Philippe Daverio.

10) Capitolo 10: “Subway; il mondo sotterraneo in ebollizione dalle ecatombe alle case popolari , Okahue’  al di sopra e al di sotto  del mondo .L’utopia che non se ne  vuole andare “

Contenuto : il problema del sottosuolo, della terra con relativi vulcani, del patrimonio storico archeologico che e’ un altro mondo a noi vicino ma non compreso, anzi sconosciuto

Questo capitolo chiede di essere adottato dalla Camera dei Deputati e Senatori della Repubblica Italiana

11) Capitolo 11:  “La marcia degli onesti, la rabbia degli illusi , il Metropolitan Museum eil passo della Futa, location vintage si un mondo che ritorna a denominazione dimenticata e samurai dispersi nel Pacifico”

Contenuto : il problema della memoria storica collettiva e dell’imparzialita’ della storia dell’umanita’

Questo capitolo chiede di essere adottato da Papa Francesco.

12) Capitolo 12: “Fine del comodato d’uso , quando gli elefanti  ricevettero indietro zanne e accessori “

Contenuto: l’economia buona di Keineys che sosteneva l’importanza dello stato quale sorvegliante speciale verso

gli errori del capitalismo per realizzare il mondo dell’uomo al centro della priopria identita’ , destinato ad essere felice.

Questo capitolo chiede di essere adottato da Silvio Berlusconi

13) Capitolo 13: “La class action degli ultimi “

Contenuto: “L’immortalita’ degli alberi che non hanno fretta di crescere”

Questo capitolo chiede di essere adottato da InformAzioneAmbiente.

14) Capitolo 14: “Birmania , liberta’ e popcorn “quando i bufali lottano, l’erba viene calpestata ,”proverbio birmano  che calpestera’ anche i popcorn non masticati e mal digeriti della Storia, intollerante al glutine del grano che  mai sfamò gli ultimi “

Contenuto: L’esempio di Suu Kyi paladina della libertà, esempio di coraggio e il problema della distribuzione del cibo nel mondo.

Questo capitolo chiede di essere adottato dai colossi dell’alimentare quali Carrefour, Lidl, Esselunga, Coop, Barilla, Ferrero.

15) Capitolo 15: “Dittatori in cassa integrazione, democrazia e hot dog, Marat insegna”

Contenuto; analisi critica del potere politico e dell’appiattimento culturale, osservazioni sullo scopo e le motivazioni della figura del politico di oggi. Etica, persuasione e consenso.

Questo capitolo chiede di essere adottato dalla Camera dei Deputati e Senatori della Repubblica Italiana.

16) Capitolo 16: “Fontane, proboscidi e alluvioni  dare da bere agli assetati”

Contenuto: la storia degli Indios Saterinaue e della formica proiettile, l’iniziazione degli indios Saterinaue al coraggio per diventare adulti e l’analisi contemporanea della siccità e dell’acqua, entrambi patrimonio dell’umanità.

Questo capitolo chiede di essere adottato dai prof. Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi.

17) Capitolo 17: “Se nasco toro faccio il torero. Quando i tori si riappacificarono  con i toreri, la leggenda della donna Condor, Hanna Reitsch classe 1912 prima donna capitano d’aviazione.

Questo capitolo parla del mistero e del fascino del volo e della potenza degli uccelli , protagonista il Condor uccello ritenuto sacro dagli INCA.

Questo capitolo chiede di essere adottato da Piero Angela.

18) Capitolo 18: senza titolo

Contenuto: protagonista è la storia della comunicazione, dell’informazione e del pettegolezzo, con la narrazione della storia del grande ciclista Pantani, vittima della disinformazione.

Questo capitolo chiede di essere adottato da Barbara D’Urso.

19) Capitolo 19: “Vestire gli ignudi, gli occhi addosso, Ermete e gli altri”

Contenuto: Questo capitolo narra del coraggio di mio nonno classe 1898 che durante l’ultima guerra, a Crova un paesino del Vercellese dove viveva lui ed Ermete,  difese quest’ultimo, un ragazzo di 17 anni dalla camice nere che volevano obbligarlo ad indossare la divisa da avanguardista. Un esempio di lucidità e coraggio unici che oggi non vedo più intorno a me.

Questo capitolo chiede di essere adottato da Renzo Bellardone, assessore alla cultura della mia città ove vivo, Santhià in provincia di Vercelli.

20) Capitolo 20: “Lacrime e cipolle”

Questo capitolo descrive ed  interpreta la spettacolarizzazione del dolore(attraverso il crollo della miniera di rame in Cile miniera di San Jose’ agosto 2010 e l’inabissamento del sottomarino russo KURSK il 12 agosto 2001) , spettacolarizzato all’esasperazione

il dolore ormai e’ una merce da vendere a buon mercato

Questo  capitolo chiede di essere adottato dalla redazione di “Chi l’havisto ” redazione RAI 3

21) Capitolo 21: “Il campo minato della fantasia”

Contenuto: Pinocchio e la baia dei Porci che sfrattano JFKennedy e Krusciov.

Questo capitolo chiede di essere adottato da Corrado Augias per “Quante storie”.

22) Capitolo 22: “I commercianti di parole”

La protagonista Calypso narra come si debba diffidare dai commercianti parole, e di come la disobbedienza sia la migliore palestra per una mente libera senza catene.

Questo capitolo chiede di essere adottato da Elisabetta Sgarbi e da Carlo Verdone.

 

Appello di adesione al manifesto dell’autrice Barbara Appiano, per la produzione del film documentario “Umanità anno zero” a difesa della terra, della vita e degli animali in via di estinzione

Adottare ognuno di noi questo libro per farne un film vorrà dire trasformarlo una gigantesca famiglia allargata, un luogo di emozioni, ricordi e confronto dove tutti possono essere accolti.

Adottare i capitoli del mio libro significherà scrivere insieme questo film a più mani.

Impossibile non farsi “accalappiare” da una famiglia che si costruisce per strada e che ad ogni angolo incrementa la sua partecipazione alla cosa comune, una sorta di agorà dove gli elefanti diventano registi, produttori e attori di umanità.

Aderite alla mia petizione “L’arte non e’ un outlet” su Change.org, cambiate strada, dite basta agli outlet.

Musei e bellezza a cielo aperto del nostro straordinario paese non aspettano che voi per parlare di autenticità, un modo di essere e pensare ormai desueto.

Io sono come Araba, non mi arrendo. Nata elefante, la natura mi ha dato la consapevolezza di mutare sembianze e diventare umana per scrivere “Umanaità anno zero”.

Dentro di me batte un cuore grande come quello di un elefante, un cuore che sta bussando alla vostra porta, e aprirla vorrà dire affacciarsi ad un mondo alternativo, un mondo fatto di consapevolezza.

Io sto con gli elefanti e voi?

Barbara Appiano

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Per contatti:

Barbara Appiano

email: bappiano@virgilio.it

 

 

 

 

Esce il fantasmagorico ‘Umanità Anno Zero’, un inno alla natura, all’amore ed alla vita

Vercelli, 15 dicembre 2017 – È uscito ‘Umanità Anno Zero’, un romanzo di formazione di Barbara Appiano ed edito dalla Fondazione Mario Luzi, che viene già paragonato a ‘Il Piccolo Principe’ e ‘Pinocchio’.

Barbara Appiano, scrittrice, produttrice di cultura e libera pensatrice, dopo ben 6 libri pubblicati di poesia e racconti, fa così il suo ingresso nel mondo dei romanzi.

Il romanzo nasce dal ricordo dell’autrice che quando aveva 5 anni a Torino cercò di liberare un elefante dal circo dove si trovava con mamma e papà, ma riacciuffata dall’ ‘elephant guard’ non potè realizzare il sogno di libertà di quell’elefante.

Lo farà con Araba, elefantessa protagonista assoluta insieme a Calypso, che la libera dal circo, bimbo profugo siriano, e Benjamin, Gonzalo e Blasdemetrio tre bambini sopravvissuti alla guerra civile di El Salvador con un insegnante di musica veramente vissuta, la prof. Ausilia Basili, diventata Preside del Conservatorio Paganini di Genova.

Insegnante che nel romanzo spiegherà la corrispondenza matematica fra musica e numeri attraverso il canone retrogrado di Bach.

Araba con questi piccoli amici attraverserà la storia e il tempo, rapirà la Statua della Libertà, “Lady Freedom”, la quale chiamati a raccolti tutti gli elefanti del mondo depredati delle loro amatissime zanne, gliele restituirà come in una cerimonia eucaristica in sostituzione dell’ostia di Gesù, grazie anche all’intervento di John Maynard Keynes che anche lui entrato in questo romanzo quale infiltrato, convincerà le banche ad aprire il loro caveau e a restituire le zanne ai legittimi proprietari.

E’ una cerimonia universale ove invitati tutti i depredanti del mondo bipedi, quadrupedi, anfibi e cetacei, i nativi d’ America invocheranno Ojkahuè le 5 virtù degli antenati: lealtà, giustizia, coraggio, libertà e amore.

“Umanità Anno Zero” terminerà con Pinocchio che mette a posto anche Krusciov e J.F. Kennedy sfrattandoli dalla Baia dei Porci.

“Umanità Anno Zero” come si capirà è un romanzo fantasmagorico dove la natura è l’assoluta protagonista del nostro mondo, quello che noi stiamo devastando.

Un romanzo fiume, un rafting letterario di grande forza che vi avvolgerà cambiandovi la visione della vita, che merita di arrivare sui comodini di tutti gli italiani.

 

Riguardo Barbara Appiano

Barbara Appiano, figlia del malcontento, ha all’attivo Barbara Appiano ha ben 6 libri: due pubblicati nel lontano 1990 e 1991, rispettivamente di poesia “Come un’idea come uno scherzo” edito da Ibiskos Editrice con prefazione del dott. Giulio Panzani, giornalista de “La Nazione” di Firenze recentemente scomparso, e “Una vita da raccontare, frammentarietà quotidiane ricomposte a penna” edito da Ibiskos Editrice.

Anno, il 1991, che ha visto Barbara Appiano ospite del Maurizio Costanzo Show.

Un percorso letterario lungo, incubato fino al 2016 con una scrittura visionaria trasfusa in “La solitudine del giaguaro, pensieri surgelati e nuvole sopra i sassi”, con racconti editi da Ibiskos Editrice Risolo.

Racconti di cui un estratto è stato scelto per essere letto dalla giornalista Maria Cocozza de la redazione dell’ “Arca di Noè” del TG5 lo scorso febbraio.

Da allora Barbara Appiano non si è più fermata.

A ruota escono “La semplicità degli ultimi, racconti mozzafiato di un mondo sbalestrato”, racconti editi nel 2017 da Ibiskos Editrice Risolo dedicati agli atleti diversamente abili della FISIP, la Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici e alla loro presidentessa Tiziana Nasi.

Sull’onda di una scrittura travolgente Barbara Appiano pubblica poi una raccolta di aforismi e pensieri definiti da lei stessa “ad alto tasso di combustione in divieto di sosta” dal titolo “Slow thinking, slow reading” edito nel 2017 sempre dalla Ibiskos Editrice Risolo.

È così che si giunge a questa fine d’anno in cui l’autrice regala al suo pubblico il suo primo romanzo “Umanità Anno Zero” mentre ad aprile 2018 uscirà il secondo romanzo “Città senza semafori e case con le ruote, romanzo visionario, romanzo sogno caduta da una bicicletta, quella di mio nonno” romanzo che sarà edito sempre dalla Fondazione Mario Luzi.

E sempre nel corso del 2018 uscirà ancora un nuovo romanzo.

Nel 2017 Barbara Appiano è stata selezionata con 3 sue poesie dalla Fondazione Mario Luzi per l’ottava edizione della Enciclopedia della Poesia Contemporanea Italiana.

Con lo stesso editore uscirà altra raccolta di poesie inedite segnalata al concorso internazionale di poesia “Adelante Palabra”.

Barbara Appiano si definisce “un artista a 360 gradi, che resta un’umile pellegrina della parola all’imbrunire di una società che si deve ridestare”.

Un’ autrice che è una studiosa del pensiero aristotelico e le sue opere, come la sua scrittura, sono una continua sperimentazione linguistica.

Barbara crede infatti nello studio delle lingue diverse fra loro in quanto, sempre secondo la stessa scrittrice “le lingue sono lo specchio di una civiltà ancorché i confini della geopolitica, perché la lingua è quella che conosciamo quando veniamo fuori dalla pancia della mamma“.

“Pertanto la lingua madre sempre con la semantica aristotelica del “significante per il significato” è un algoritmo come una sequenza infinita di numeri dopo lo zero”.

Fedele ad un isolamento artistico che la vede creare nella solitudine campestre di una casa immersa nella campagna vercellese, luogo di memoria e ricordi collegati alla amatissima mamma, Barbara Appiano devolve parte dei ricavati dei suoi libri allo I.E.O. e al Centro Cardiologico Fondazione Monzino di Milano, per la ricerca cardiovascolare e oncologica, strutture che hanno curato per molti anni la mamma amatissima e tuttora ricordata dall’autrice nei suoi libri, chiamandola “Giovannella la Gianduiotta”.

Parte del ricavato dei libri, visto il suo amore per gli elefanti, viene donato anche all’associazione ‘Pengo Life Project’, un progetto italiano che ha lo scopo di fare comunicazione sul problema gigantesco del bracconaggio degli elefanti e dei rinoceronti, due specie a rischio, visto che se non si riuscirà a fare nulla nel 2025 non ci saranno più elefanti, visto che vengono uccisi uno ogni 15 minuti.

Barbara Appiano resta semplice e se stessa sempre, fedele solo alla sua scrittura, l’unica che “la guida nel mondo come un cieco che ha ritrovato la luce dopo il buio”.

 

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Contatti stampa:

bappiano@virgilio.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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