Politecnico di Bari, la Stilmarmo propone Apricena come sede dei Master

Foggia, 8 settembre 2022 – “A breve formalizzeremo la nostra proposta di istituzione ed attivazione nella città di Apricena, in provincia di Foggia, di corsi di master di primo e secondo livello del Politecnico di Bari. Lo faremo subito dopo la 56esima edizione del Marmomac, la più importante fiera mondiale dedicata all’intera filiera della produzione litica”.

Ad annunciarlo è Alfonso Masselli, responsabile delle relazioni esterne di Stilmarmo, player di spicco, a livello internazionale, del settore marmifero di Apricena e che della “Ricerca & Sviluppo” sta facendo il suo mantra.

Il Politecnico di Bari e la Stilmarmo saranno insieme già protagonisti, con installazioni e prototipi molto innovativi a Marmomac, un’importante fiera del settore, che tratta dalla cava al prodotto lavorato, dalle tecnologie e dai macchinari agli utensili, si terrà a Verona dal 27 al 30 settembre prossimi.

La partnership tra l’azienda apricenese, capogruppo dell’omonimo gruppo industriale “Stilmarmo”, da sempre impegnata nella valorizzazione della Pietra di Apricena in tutto il mondo, e il PoliBa (primo politecnico del sud d’Italia e tra i migliori d’Europa) si è intensificata negli ultimi tempi ed ha raggiunto un livello di maturità significativo.

Dopo la loro partecipazione alla Biennale di Architettura di Venezia 2021 con l’installazione “Porzione d’Infinito” e la realizzazione della mostra “Quarry Visions”, inaugurata ad Apricena lo scorso 23 luglio, con l’intervento di Francesco Cupertino, rettore del Politecnico di Bari, Fabio Tellia, associato del celebre studio di architettura “Norman Foster + Partners” di Londra, Anthony Caradonna, docente e ricercatore della prestigiosa università americana “New York Institute of Technology”, e Giuseppe Fallacara, professore ordinario di progettazione architettonica del politecnico barese nonché ideatore della mostra.

A maggio scorso, PoliBa & Stilmarmo si sono aggiudicati il bando pubblico “Riparti” della Regione Puglia col progetto di ricerca “Sistemi autoportanti di facciata impieganti blocchi lapidei di scarto per la progettazione sostenibile in area Mediterranea”, che vede, come responsabile scientifico, Giuseppe Fallacara, del dipartimento di scienza dell’ingegneria civile e dell’architettura del politecnico barese e, quale referente operativo, Cinzia Rinaldi, del dipartimento import/export dell’azienda apricenese. Assegnista del progetto, finanziato dalla Regione Puglia, è il noto architetto Micaela Colella, che ha già iniziato le attività di ricerca (della durata di diciotto mesi) presso l’azienda ed il politecnico pugliesi.

“Lo dobbiamo alla città di Apricena, seconda capitale del marmo italiano (dopo Carrara). Aziende e università dovranno interagire sempre di più. A volerlo è il mercato globale. L’istituzione, l’attivazione e l’organizzazione di corsi di master di primo e secondo livello del Politecnico barese consentiranno di dare risposte concrete alle esigenze provenienti dal mondo del lavoro e delle professioni. Il settore marmifero di Apricena, per affrontare le grandi sfide globali che ci attendono, ha urgente bisogno di figure professionali altamente specializzate.

Il gruppo Stilmarmo metterebbe a disposizione il suo collaudato know how e le sue strutture per visite didattiche, tirocini, stages. Siamo certi che l’amministrazione comunale, molto sensibile a queste tematiche, non farà mancare i necessari spazi per lezioni frontali, seminari e conferenze, affinché Apricena diventi centro di ricerca e di alta formazione professionale nel settore marmifero italiano”, ha concluso Masselli.

 

 

Bando regionale “Riparti”, se lo aggiudica la Stilmarmo

Bari, 29 luglio 2022 – L’azienda pugliese, capogruppo dell’omonimo gruppo industriale “Stilmarmo”, da sempre impegnata nella valorizzazione della “Pietra di Apricena” in tutto il mondo, e il PoliBa (primo politecnico del sud d’Italia e tra i migliori d’Europa) si sono aggiudicati il bando pubblico “RIPARTI” della Regione Puglia.

La misura regionale si colloca all’interno della “Strategia Europa 2020” per una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile, la quale ha ribadito il ruolo determinante che la ricerca riveste sul fronte dell’innovazione e dello sviluppo del tessuto socio-economico-industriale coerentemente con la “Smart Specialization Strategy” della Regione Puglia. Fondamentale importanza riveste, a tale scopo, lo sviluppo di competenze specifiche, finalizzate allo sviluppo di ricerche innovative in grado di fondere la conoscenza e l’innovazione con la richiesta dei fabbisogni del tessuto economico-sociale.
Il progetto di ricerca, presentato da PoliBa & Stilmarmo, col titolo “Sistemi autoportanti di facciata impieganti blocchi lapidei di scarto per la progettazione sostenibile in area Mediterranea”, vede, come suo responsabile scientifico, Giuseppe Fallacara, del dipartimento di scienza dell’ingegneria civile e dell’architettura del politecnico barese e, quale suo referente operativo, Cinzia Rinaldi, del dipartimento import/export dell’azienda apricenese. Assegnista del progetto, finanziato dalla Regione Puglia, è il noto architetto Micaela Colella, ricercatrice del medesimo politecnico.

L’obiettivo principale del progetto di ricerca è di determinare nuove modalità di utilizzo del materiale attualmente non commerciabile (di scarto), finalizzato alla definizione di una nuova filiera produttiva per la realizzazione di blocchi in pietra di grande dimensione da impiegare nella costruzione di facciate autoportanti o, in alternativa, in sistemi costruttivi portanti per case a basso impatto ambientale. Tali blocchi saranno specificamente progettati e testati per essere utilizzati in ambito mediterraneo e prevedranno l’integrazione delle componenti impiantistiche e di materiali con ottime proprietà di isolamento termico. Dal punto di vista progettuale, la ricerca intende avvantaggiarsi delle più recenti strategie di prefabbricazione avanzata, di progettazione computazionale e BIM, al fine di creare specifici framework in grado di utilizzare i blocchi in modo flessibile e totalmente personalizzato (mass customization).

«Il raggiungimento degli obiettivi appena descritti, oltre all’espansione economica dell’intera filiera e della Regione Puglia» dichiara Alfonso Masselli, responsabile delle relazioni esterne di Stilmarmo «contribuirebbe alla promozione di un approccio maggiormente etico e sostenibile nell’utilizzo delle risorse naturali, delle quali la città di Apricena, con la sua “Pietra” famosa in tutto il mondo, è indiscussa rappresentante. L’impiego cosciente dei materiali lapidei sarebbe in grado di dare un rilevante contributo alla lotta ai cambiamenti climatici. Con questo progetto di ricerca – conclude Masselli – vogliamo caratterizzarci nell’ambito della “manifattura sostenibile”, puntando sulla competitività, l’efficienza, l’innovazione e l’eccellenza tecnologica nei processi produttivi, così da favorire uno sviluppo sostenibile sia in termini di impatto ambientale che sociale».

La partnership con il Politecnico di Bari

La Stilmarmo di Apricena, del cui bacino estrattivo marmifero (secondo in Italia, dopo quello di Carrara) rappresenta il player di spicco a livello internazionale, ha intensificato negli ultimi tempi la partnership con il Politecnico di Bari.

Dopo la partecipazione alla Biennale di Architettura di Venezia 2021 con l’installazione “Porzione d’Infinito” e la realizzazione della mostra “Quarry Visions”, inaugurata ad Apricena, in provincia di Foggia, lo scorso 23 luglio, con l’intervento di Francesco Cupertino, rettore del Politecnico di Bari, Fabio Tellia, associato del celebre studio di architettura “Norman Foster + Partners” di Londra, Anthony Caradonna, docente e ricercatore della prestigiosa università americana “New York Institute of Technology”, e Giuseppe Fallacara, professore ordinario di progettazione architettonica del politecnico barese nonché ideatore della mostra.

 

Bando “RIPARTI” Regione Puglia – Stilmarmo & Politecnico di Bari

 

 

Alfonso Masselli, Responsabile relazioni esterne Stilmarmo
(Ph: Gaz Blanco)

Francesca Cavallin: “La Bellezza riparta dalle scuole”

L’attrice originaria di Bassano Del Grappa è tra le consulenti del Premio “Penisola Sorrentina” che rilancia la “Carta di Sorrento 2021” per turismo, ambiente ed audiovisivo nel dopo Covid: “Si punti per il dopo Covid alla storia dell’arte del nostro Paese sin dalla tenera età. Così sarà possibile fare adeguate scelte etiche e politiche”, dichiara l’Attrice.

Bassano del Grappa (VI), 16 marzo 2021 – Per una rinascita nel dopo Covid si dovrà puntare non solo su digitalizzazione, svolta green, utilizzo delle nuove tecnologie e progresso ma sulla didattica e sull’educazione al Bello dei cittadini, sin dalla tenerissima età. È l’idea che Francesca Cavallin rivela agli organizzatori del Premio “Penisola Sorrentina” .

L’attrice veneta è tra i protagonisti del mondo del cinema, della tv e dell’audiovisivo che il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, il prestigioso riconoscimento diretto da Mario Esposito e presieduto da Luca Barbareschi, ha interpellato per creare nuove misure e nuove azioni connesse alla “Carta di Sorrento”, il documento programmatico licenziato lo scorso ottobre in occasione dei 25 anni della kermesse e dedicato al turismo, all’ambiente e alla cultura.

Laureata in Storia dell’arte a Padova, famosa attrice di cinema e serie televisive di successo (tra le tante “Il Generale Dalla Chiesa”, “Coco Chanel”, “Adriano Olivetti”, “Un medico in famiglia”, “Rocco Schiavone”, “La Compagnia del cigno”), la Cavallin utilizza la propria formazione culturale per riflettere sul futuro dell’Italia.

Esiste quasi un paradosso nel nostro Paese. Si parla tanto di Bellezza ma non ancora c’è un pieno atteggiamento di consuetudine con il nostro patrimonio. Bisognerebbe partire dal basso. Auspico una educazione alla Bellezza, che parta dalle scuole in cui vengano sovvertite quelle posizioni per cui l’arte sarebbe difficile da comprendere, inutile e noiosa. Bisognerebbe aiutare i bambini sin da tenera età alla comprensione della storia dell’arte”, dichiara la Cavallin.

La storia dell’arte è facile da comprendere, è divertente e soprattutto è utile, in quanto la valorizzazione del patrimonio culturale può avere un riscontro economico di grande impatto. Serve un potenziamento dello studio, in maniera giocosa, divertente, interattiva, facendo scoprire ai nostri ragazzi la potenzialità della  Bellezza . Solo così si può creare un adeguato sistema in grado di incentivare le economie e le azioni concrete ed operative”, aggiunge l’attrice.

Tra i contributi, che porteranno nell’edizione 2021 del Premio ad un dibattito pubblico intorno alla “Carta di Sorrento”, il manifesto con cui la kermesse intende porre all’attenzione del legislatore e del decisore pubblico una serie di punti strategici, secondo l’attrice occorrerà porre l’accento su questo aspetto fondamentale, di natura pedagogica, formativa.

Occorre un nuovo insegnamento, una nuova confezione di contenuti che garantisca un approccio in grado di restituire alle persone il valore pratico della storia dell’arte, la capacità di trasformarsi in lavoro. Inoltre l’esperienza della Bellezza potrà modificare gli atteggiamenti dal punto di vista etico, potrà  cambiare il segno  delle condotte di vita, offrendo maggiori strumenti di consapevolezza critica nei confronti della realtà. È un bagaglio di cui si avverte forte il bisogno, per discernerne tra il bene e il male ed esprimere un giudizio morale oltre una scelta adeguata su chi ci possa governare e guidare il Paese”, conclude Francesca Cavallin. 

 

L’attrice Francesca Cavallin, tra le consulenti del Premio “Penisola Sorrentina”

 

 

La lettera a Mario Draghi: “Il Recovery Plan deve essere occasione di rilancio del settore marmifero italiano”

La lettera a Mario Draghi per chiedere misure per il rilancio del settore marmifero italiano: a scriverla una nota azienda del settore, la Stilmarmo di Apricena (Foggia)

Foggia, 22 febbraio 2021 – Una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, che chiede di rilanciare il settore marmifero italiano. A stilarla i responsabili della Stilmarmo di Apricena, in provincia di Foggia, nota industria di import ed export di marmi e pietre.

Questi alcuni passaggi della lettera indirizzata al Presidente Draghi.

L’Unione Europea, per il suo sviluppo, ha individuato 14 materie prime strategiche e tra queste, quelle maggiori, si trovano sotto i nostri piedi: i “marmi” e le “pietre ornamentali”, di cui il bacino marmifero di Carrara e quello di Apricena rappresentano la maggiore “espressione” della natura. Disponiamo, insomma, di straordinarie “risorse” e abbiamo competenze e professionalità. Ma non bastano.

Occorre che il nostro Paese ripensi velocemente la propria politica economica, industriale e, soprattutto, culturale. Il “Recovery Plan” rappresenta il momento giusto per farlo e la sede più opportuna per assegnare ai “marmi” e alle “pietre ornamentali” un ruolo strategico nell’economia nazionale.

I marmi e le pietre ornamentali sono green

Sono risorse “naturali”, green dalle origini. Non è necessario utilizzare fonti primarie di energia per la loro produzione: i “marmi” e le “pietre ornamentali” sono semplicemente sotto i nostri piedi. Vanno soltanto estratti e poi lavorati. La loro durata è senza compromessi e senza pari. Lo testimonia la storia millenaria.

Per uscire dalla crisi, come non pensare, dunque, di puntare su queste straordinarie “risorse” naturali? Ciò potrebbe costituire la terza rivoluzione industriale, se soltanto si considerasse che anche gli “scarti” di estrazione e lavorazione non sono “rifiuti” ma “materia prima secondaria”. Si pensi all’uso tradizionale della “polvere di marmo” come additivo per dentifrici. Secondo gli scienziati, la “farina di pietra” potrebbe anche essere utilizzata come riempitivo per asfalto, cemento, gesso e molto altro. Ma nessuna di queste possibilità ha ancora raggiunto una svolta di mercato, per mancanza di adeguate politiche di sostegno a queste “nuove” economie circolari.

Cosa può, dunque, fare al riguardo il nostro Governo nell’immediatezza? Tantissimo. A partire dall’inserire i “marmi” e le “pietre ornamentali” d’Italia nel “Piano strategico di resilienza e rilancio nazionale”, si creerebbero le premesse per intraprendere la strada di una crescita economica di lungo termine.

Risorse che vanno protette dallo Stato

In che modo? Innanzitutto, tutelando legislativamente le nostre “pietre naturali” dalla concorrenza sempre più crescente di “prodotti ceramici”, che riproducono ormai fedelmente i nostri “marmi” pur non avendo nulla di marmo e che vengono addirittura commercializzati utilizzando impropriamente i nomi delle nostre “pietre naturali”.

Se non tuteliamo i nostri materiali, complice la crisi in atto, le cave ed i laboratori di lavorazione pietre e marmi saranno costretti a ridurre drasticamente il numero degli addetti se non a chiudere i battenti.

I territori interessati perderebbero così altri posti di lavoro diretti e nell’indotto, in un drammatico momento storico. I prodotti non agricoli meritevoli di tutela costituiscono un rilevante potenziale economico, che oggi non possiamo sfruttare appieno.

L’estensione, ad esempio, di protezione di IG (Indicazioni Geografiche) a tali prodotti porterebbe un notevole vantaggio potenziale per le PMI coinvolte ed un contributo significativo all’occupazione e alla crescita economica dei territori interessati.

Gli interventi urgenti 

Per far recuperare quel necessario vantaggio competitivo alle nostre “pietre naturali” in un mercato globalizzato fatto di costi del lavoro disomogenei, occorre intervenire, al più presto, sovvenendo l’industria estrattiva italiana e quella della lavorazione “in loco” di marmi e pietre con misure di sostegno ad hoc.

Ad esempio, prevedendo contributi a fondo perduto e/o crediti d’imposta in conto costi di sbancamento di cava, macchinari, attrezzature e mezzi d’opera nonché a valere sulla promozione e diffusione in tutto il mondo delle nostre “meraviglie” naturali; incentivando, all’uopo, sinergie tra le PMI del settore e le Università italiane; introducendo, altresì, il “gasolio marmifero”, al pari del “gasolio agricolo” e di quello “nautico”.

Subito il “mutuo marmifero”

I “marmi” e le “pietre ornamentali” rappresentano la maggiore risorsa del sottosuolo italiano e contribuiscono al Pil nazionale per un valore di poco superiore all’1%. Un valore di tutto rispetto, che legittimerebbe una maggiore attenzione del mondo creditizio attraverso l’istituzione di forme tecniche di credito specializzato, costruite “su misura” in funzione delle peculiarità del suo processo estrattivo (caratterizzato da consistenti investimenti iniziali in sbancamento di strati sterili per la successiva messa in produzione del giacimento utile), che oggettivamente necessita di periodi di preammortamento finanziario molto più lunghi rispetto a quelli comuni.

Manca, nel nostro sistema, il “credito estrattivo-marmifero”, essendoci, viceversa, il “credito agrario”, il “credito peschereccio” e quello “edilizio”.

L’istituzione di “forme tecniche di credito specializzato” rappresenta – oggi più di allora, essendo ormai “globale” il contesto in cui siamo destinati ad operare – la condizione necessaria ed indispensabile per dare effettivo slancio ad un settore “strategico” qual è quello estrattivo-marmifero.

La “Grande Crisi” che stiamo vivendo, tra forti spinte innovatrici globali e residue resistenze domestiche, potrebbe essere l’occasione giusta per scrivere (insieme) una rivoluzionaria pagina del cambiamento necessario”.

APRICENA STONE IN THE WORLD – www.stilmarmo.it

 

 

 

Premier Mario Draghi

 

Palazzo direzionale STILMARMO

 

 

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Francesca Cavallin: tra fiction, tv e premi

Francesca Cavallin, artista sensibile e colta, nativa di Bassano del Grappa, è impegnata in tv e al cinema. Ha recentemente interpretato Eleonora di Toledo nella tappa fiorentina del programma  “Meraviglie. La Penisola dei Tesori” condotto da Alberto Angela su RAI 1. Membro della giuria del Premio “Penisola Sorrentina” racconta i segreti del mestiere di attrice…

Firenze, 17 gennaio 2020 – Francesca Cavallin, attrice di origini venete (è nata a Bassano del Grappa quarntatré anni fa), è stata recentissimamente protagonista della tappa dedicata a Firenze nel format di Alberto Angela “Meraviglie. La Penisola dei tesori”.

Ha interpretato la nobildonna spagnola Eleonora di Toledo.  “Eleonora di Toledo non fu solo la moglie di Cosimo de’Medici. Figlia del viceré di Napoli, lo spagnolo Don Pedro, fu una donna bellissima, elegante, raffinata”, commenta l’attrice, protagonista della seconda puntata del programma culturale delle rete ammiraglia Rai.

“Gestì in maniera intelligente, accurata ed imprenditoriale la ricca dote che portò in corte medicea, aumentandone il valore. Visse un matrimonio felice, appassionato, in tempi in cui i matrimoni combinati erano condanne all’insoddisfazione sentimentale. Si deve a lei e alle sue finanze la costruzione di Palazzo Pitti e del Giardino dei Boboli. È stato un vero piacere poterla incontrare grazie a “Meraviglie”. Un privilegio è stato poter indossar l’abito che riproduce fedelmente quello da lei indossato nel famoso ritratto realizzato da Agnolo Bronzino: un capolavoro d’artigianato tessile”, conclude la Cavallin che da sempre è appassionata di storia e di arte (non a caso è laureata in questa disciplina).

Diversi gli impegni recenti e futuri per la nota attrice, che ha parte fissa nel cast del Premio internazionale “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” per la promozione della cultura, del cinema e del teatro.

Notissima al grande pubblico per i ruoli ricoperti in tv e nelle fiction di successo “Un medico in famiglia”, “Tutta la musica del cuore” Rocco Schiavone”, “Di padre in figlia”, “La compagnia del cigno”, “Adriano Olivetti”, la Cavallin si è imposta anche al cinema: è del 2019 il film horror “The nest”, per la regia di Roberto De Feo che ha riscosso un notevolissimo ed unanime consenso di critica.

A proposito di una delle sue prime esperienze televisive, “Il Generale Dalla Chiesa”, in cui la Cavallin ha interpretato il ruolo di Emanuela Setti Carraro (la moglie del Generale), così dichiara l’attrice:

“È stata una grande esperienza professionale ed umana, pur essendo una delle mie prime volte sullo schermo. Quando si interpreta non un personaggio ma una persona realmente esistita  si va a toccare, in effetti, qualcosa di estremamente sensibile. Devi cercare di avere un’aderenza maggiore rispetto alle movenze e soprattutto rispetto all’anima: e questo è un incontro abbastanza complesso dove il mio lavoro si è basato sui diari postumi raccolti dalla madre.  La cosa che mi colpì era questo senso civico altissimo che inevitabilmente sposò un Uomo straordinario e, insieme con Lui, la sua missione. Un privilegio immenso fu per me lavorare poi – quasi ad inizio carriera – al fianco di due grandissimi come Giorgio Capitani e Giancarlo Giannini”.

La Cavallin vive il rapporto con il cinema e la tv come un incontro con le energie cosmiche, senza particolari orientamenti o desideri di interpretare un personaggio piuttosto che un altro. “Il nostro lavoro è esperienza di vita”, afferma l’attrice. “La cultura è un modo di penetrare un personaggio, di declinarlo, di impostarlo. Io mi reputo una persona estremamente curiosa, aperta, non in cerca di personaggi definiti. Io sono pronta ad accogliere i personaggi che, quasi pirandellianamente, mi bussino alla finestra, che io aprirò per farli entrare. I personaggi che noi attori interpretiamo entrano in noi e rimangono in noi, soprattutto quando andiamo a scavare nelle nostre vergogne intime, nei nostri segreti”.

La Cavallin è partita dal cinema ma si dichiara pronta ad intraprendere nuove sfide, come ad esempio il teatro.  “Io sono partita con il cinema, con quella macchina dietro la quale c’è il pubblico. Non ancora ho fatto teatro perché non me la sono sentita di andare in giro in tournee per non lasciare i miei bambini.  So che però il giorno in cui metterò i piedi su quel palcoscenico non lo lascerò più. Avverto seducente e ineludibile il flusso che proviene direttamente dal pubblico durante i miei readings. E immagino quello che avviene durante una vera e propria esibizione teatrale ”.

Francesca Cavallin, dopo essere stata insignita del riconoscimento,  è entrata a far parte dal 2014 della  Giuria del Premio internazionale “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” dedicato al cinema, alla cultura e al teatro e da allora è ospite fissa a Piano di Sorrento per lo spettacolo di investitura del Premio, nel cui palmares campeggiano nomi come quelli di Giancarlo Giannini, Pippo Baudo, Lino Banfi, Luca Barbareschi, Leo Gullotta, Christian De Sica, Paul Sorvino, Fred Murray Abraham e tanti altri.

“È un Premio che sostiene il talento, la cultura, la bellezza di una regione come la Campania e dell’Italia tutta.  Un complimento gigante va a Mario Esposito, patron insostituibile e instancabile organizzatore, che riesce a far sentire ogni anno il valore di una manifestazione inscritta all’interno di una cornice paesaggistica magica come quella della penisola sorrentina”, conclude l’attrice che rivedremo il prossimo autunno in costiera per festeggiare e celebrare i 25 anni di storia della prestigiosa rassegna.

 

 

Francesca Cavallin ha interpretato la nobildonna spagonola Eleonora di Toledo nel programma di Alberto Angela “Meraviglie” (foto tratta dal profilo instagram dell’attrice)

 

 

Design italiano: l’arredo “Made in Italy” alla sfida mondiale del Low Cost

Milano, 9 dicembre 2019 – Oggi chi è alla ricerca  di complementi d’arredo per personalizzare la propria casa può trovare una scelta molto vasta di articoli, di cui molti a prezzi contenuti e dal design moderno, proposti da grandi e piccole catene di distribuzione oppure su diversi portali online.

Molti non sanno però che il costo contenuto nella maggior parte dei casi è dovuto al fatto che vengono prodotti all’estero, soprattutto in Cina, utilizzando materiali di bassa qualità.

Il legno utilizzato nei complementi d’arredo ad esempio non è più tale già da molti anni e si usano molti materiali compositi.

Per quanto riguarda invece i complementi in metallo la situazione diventa disastrosa in quanto per abbattere i costi vengono impiegati metalli o leghe di bassa qualità ed in spessori molto contenuti.

Inoltre molto spesso la lavorazione e rifinitura delle parti in metallo è molto scarsa ed approssimativa, verniciatura compresa. Ciò comporta che tutti questi complementi d’arredo low cost hanno una durata molto breve e tendono a rovinarsi e deteriorarsi in poco tempo.

Metalli che tralatro sono stati spesso scoperti essere contaminati da sostanze tossiche, pericolose per la salute umana.

L’altra faccia della medaglia è rappresentata da complementi d’arredo di design prodotti in italia da marchi più o meno noti ma caratterizzati da prezzi molto elevati destinati ad una nicchia di mercato ristretta.

Il problema è che negli ultimi anni tante aziende italiane si sono spostate all’estero e il vero Made in Italy oggi è più difficile trovarlo.

Tuttavia a ben cercare si riesce ancora a trovare qualche piccolo produttore illuminato, che realizza ancora in Italia i suoi oggeti di design, curando ogni piccolo particolare, alla ricerca continua della qualità, con la sfida al contempo di riuscire ad offrire prezzi contenuti.

Tra questi piccoli produttori possiamo citare ad esempio Ceart (www.ceartcasa.it), una preziosa piccola azienda artigiana con sede a Cornuda, in provincia di Treviso, che produce direttamente nel suo laboratorio articoli in metallo moderni e classici come ad esempio orologi da parete, appendiabiti, portaombrelli, porta riviste, portascottex, etagere, tavolini ecc.

Nel laboratorio tutto il ciclo produttivo avviene nel laboratorio a partire dal taglio laser del metallo, viene utilizzato acciaio dolce in lamine di vari spessori, alla piegatura, saldatura, rifinitura, verniciatura e assemblaggio finale dei vari elementi.

Complementi d’arredo che possono vantare realmente il Made in Italy, a differenza di molti altri articoli simili che si trovano oggi nei negozi oppure online.

Un vero e proprio laboratorio del design italiano, che tiene alta la bandiera dell’Italia nel mondo e che ancora resiste agli attacchi dell’oriente, della bassa qualità e del basso costo.

Punto di forza della produzione dei laboratori di Ceart sono sicuramente gli orologi da parete, che rappresentano circa il 20% di tutto il catalogo.

Orologi da parete moderni, dal design raffinato ed esclusivo, con ben oltre 90 modelli disponibili in varie forme, dimensioni e colori.

Forme che possono essere quelle dell’albero della vita, oppure di ruote, farfalle e molte altre.

Per non parlare delle colorazioni disponibili, che sono ben 16, per un metallo che viene verniciato con una speciale vernice bicomponente che garantisce un’ottima resa cromatica e sopratutto in lunga resistenza della stessa.

Forme, colori, materiali e nomi che combinate in modo creativo come solo i designer italiani sanno fare vanno a creare una collezione unica al mondo di un complemento d’arredo importante come l’orologio da parete.

 

 

 

 

L’albero di Natale in Piazza San Pietro gemellato con l’ospedale Caritas Baby Hospital in Terra Santa

Dall’altopiano di Asiago, luogo di devastazione della tempesta Vaia, a  Piazza San Pietro: l’albero di Natale del Vaticano gemellato con l’ospedale pediatrico di Betlemme, in Terra Santa. L’unica struttura sanitaria dei territori ad essere visitata da migliaia di visitatori stranieri ogni anno.

Roma, 2 dicembre 2019 – Sono oltre 5.000 i pellegrini e turisti italiani che ogni anno fanno visita al Caritas Baby Hospital di Betlemme, l’unico ospedale completamente specializzato in pediatria, situato a pochi passi dal muro di separazione tra Palestina e Israele.

A questo stesso ospedale, simbolo di pace e di incontro, è dedicato con un gemellaggio l’albero di Natale che il Vaticano ha scelto per Piazza San Pietro e una rappresentanza italiana dell’ospedale sarà in udienza papale il 5 dicembre prossimo, per l’accensione dello stesso albero.

Il Caritas Baby Hospital di Betlemme è un ospedale non governativo nel quale ogni anno oltre 53.000 bambini palestinesi trovano cure, affetto e serenità.

Punto di riferimento per la sanità dei territori palestinesi, dal 1952 funziona quasi esclusivamente grazie alla beneficenza di migliaia di cittadini (85% delle risorse). In questo ospedale cristiani e musulmani, arabi e europei, ogni giorno lavorano assieme col solo scopo di curare i bambini e di accogliere le loro famiglie. Tra il personale, anche una comunità di  Suore Elisabettine italiane, una presenza amata dalla popolazione locale.

L’Italia ha un posto di primaria importanza per il funzionamento di questo “miracolo di salute e di pace”, che ha anche la particolarità anche di essere l’ospedale più visitato in tutta la Palestina da parte di viaggiatori stranieri, italiani in primis (oltre 2.500 all’anno).

“Il legame tra il Caritas Baby Hospital e l’Italia è storico” spiega Emilio Benato, presidente di Aiuto Bambini Betlemme Onlus. “L’ospedale ha affidato alla nostra associazione la responsabilità di promuovere qui in Italia una cultura di pace, dialogo, solidarietà tra i popoli, e di sostegno alle famiglie che ogni giorno si recano in massa all’ospedale in cerca di cure per i loro piccoli. In Palestina un sistema sanitario vero e proprio non esiste, ma le malattie si, e nelle situazioni di vita precarie della popolazione anche un piccolo male può degenerare in una tragedia familiare” continua il presidente dell’associazione.

“Presto saremo in udienza papale assieme alle comunità dell’Altopiano di Asiago: porteremo i saluti a Papa Francesco e assieme a lui assisteremo all’accensione dell’albero. Le migliaia di amici e sostenitori qui in Italia sono entusiasti di questo nuovo momento di comunione tra Italia e Betlemme. Moltissimi tra queste persone di buona volontà durante i viaggi in Terra Santa includono una tappa al Caritas Baby Hospital, simbolo di pace, dialogo in una terra segnata da un conflitto di interesse mondiale” spiega ancora Emilio Benato.

Il Caritas Baby Hospital infatti è anche “gemellato” con il bellissimo abete rosso scelto dal Vaticano che a partire da giovedì 5 dicembre sarà acceso in Piazza San Pietro.

Questo albero proviene dall’Altopiano di Asiago, precisamente dalle foreste colpite dalla tremenda “tempesta Vaia”, che ha raso al suolo ettari e ettari di zona boschiva.

Le comunità dell’Altopiano di Asiago, nel fare il dono di quest’albero alla Chiesa Cattolica, hanno anche avviato una grande iniziativa di solidarietà a sostegno dei bambini ammalati in Palestina, scegliendo il Caritas Baby Hospital di Betlemme come beneficiario dell’iniziativa.

Da parte della comunità dell’Altopiano di Asiago, non si tratta solo di una grande raccolta di fondi benefica, ma anche di aver dedicato simbolicamente lo stesso albero di Natale a questo speciale ospedale in Terra Santa.

“Siamo molto emozionati per questo incontro con Papa Francesco. Ci auguriamo che il Caritas Baby Hospital possa diventare un simbolo che ispiri sempre più persone a muoversi verso la pace, che in questi tempi così difficili è comunque possibile: se avviene ogni giorno lì in Palestina tra le mura di questo ospedale, può avvenire anche qui da noi” conclude Benato.

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Riccardo Friede 347 380 98 53 | comunicazione@aiutobambinibetlemme.it

Aiuto Bambini Betlemme Onlus

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Alla Venice Fashion Week la mostra “Savoir-Faire: un voyage d’émotions” di Gianluca Regazzo

Venezia, 16 ottobre 2018 – Venerdì 18 ottobre 2019 alle ore 21:00, il brand del lusso Lunardelli Venezia, presso il suo spazio espositivo situato in Calle Seconda del Cristo 2210a, partecipa alla Venice Fashion Week, presentando le “Opere contemporanee” del fashion designer Gianluca Regazzo in collaborazione con l’antica fornace Orsoni.

Un percorso svolto a riscoprire il sapore dell’artigianato e il rapporto sentimentale del designer legato alla città di Venezia.

Con la mostra “Savoir-Faire: un voyage d’émotions”, aperta al pubblico dal 7 settembre al 26 ottobre 2019, vengono esposte le creazioni dei capi d’abbigliamento di Regazzo.

Un racconto tramite cui egli porta in luce le antiche e secolari maestranze veneziane, rielaborate in ottica contemporanea. Dove si predilige l’utilizzo del pellame al vegetale, un metodo di concia naturale di vissuti millenari.

I quattro capi-opere prodotti del designer, costituisco la narrazione della mostra. Passando dall’omaggio alla città di Venezia, giunge alle mitologie del poeta romano Publio Ovidio Nasone.

Il progetto più rappresentativo è intitolato “La Mémoire”, in collaborazione con l’antica fornace Orsoni. Un omaggio al trasporto marittimo di Venezia, la Gondola. Il cui colore nero divenne il simbolo della democratizzazione del trasporto, tramite l’attuazione dei decreti della Serenissima nel 1609.

“Come non trasmettere valore se non raccontando il millenario tessuto veneziano, ricco di storia e maestranze. La cui finalità è quella di collaborare con le antiche realtà artigianali, traducendole in un ottica contemporanea, con una visione strettamente internazionale– racconta il giovane designer.

Gianluca Regazzo, studente di “Design della Moda” presso l’università IUAV di Venezia, promuove l’alto artigianato veneziano e la sua storia, tramite il suo “savoir-faire”.
Partendo dalla musica, egli compone per circondarsi d’una immaginaria ambientazione, dentro la quale concepisce l’abito.
Una moda attenta alla cura del dettaglio, all’ambiente che lo circonda e al cliente finale.

Per ulteriori informazioni consultare i siti internet: https://regazzogianluca.wixsite.com/projects, https://lunardellivenezia.net e https:// www.venicefashionweek.com/it/designers/gianluca-regazzo/

 

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Gianluca Regazzo

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Auto, Tribunale di Venezia: “il Codice del Consumo si applica all’Automotive”

Venezia, 4 ottobre 2019 – Una nuova sentenza del Tribunale di Venezia (sez. prima civile –  n. 2076/2019 pubblicata il 2 ottobre 2019 – Giudice dr. Fabio Doro) ha determinato che i princìpi del Codice del Consumo si applicano al mondo Automotive, secondo la Norma Standard UNC DOC A01 emanata dall’Unione Nazionale Consumatori nel 2013.

Dalla sentenza si evince come il consumatore sia sempre garantito nell’acquisto di un veicolo usato, ma sempre tenendo conto del tempo e del pregresso utilizzo dello stesso. Infatti chi acquista un veicolo usato, acquista la vita residua di quel bene.

Il consumatore in questione aveva acquistato un veicolo usato e nel momento in cui è avvenuto un guasto durante il periodo di garanzia legale di conformità, ha tentato tramite il suo legale di prevalere sul venditore facendo proposte troppo onerose e  portandolo davanti al Giudice.

Il venditore, difeso dall’Avv. Massimo Dragani del Foro di Chieti, applicando la garanzia legale di conformità per i veicoli usati, tenendo conto della Dichiarazione di Conformità gestita dalla società di consulenza For Dealer srl di Roma che applicando i principi della Norma UNC  DOC A01 con il proprio Software brevettato, aveva fornito al consumatore tutte le informazioni sullo stato in cui si trovava il veicolo al momento della vendita, sul suo pregresso utilizzo ma soprattutto di cosa il Consumatore poteva aspettarsi nel periodo di Garanzia Legale di Conformità prevista dalla Legge (Decreto Lgs 206/2005) nei 12 mesi di garanzia concessi dal Venditore per un bene usato.

Al momento del guasto (rottura del motore e del turbocompressore)  il venditore tramite la gestione standardizzata di For Dealer aveva immediatamente stabilito le quote parti per il ripristino a nuovo del veicolo secondo quanto disposto dal Codice del Consumo.

Il consumatore rifiutava di aderire a quanto stabilito dalla legge richiedendo al venditore un rimborso economico molto maggiore di quanto dovuto per legge.

Un passaggio importante di questa sentenza è dato dalla enunciazione di una gerarchia dei rimedi previsti dal Codice del Consumo, restringendo il campo d’azione dei consumatori.

Il giudice applicando alla lettera il Codice del Consumo e la prefata Norma UNC DOC A01 dell’Unione Nazione Consumatori ha respinto le illegittime proposte del consumatore condannandolo anche al pagamento delle  spese legali.

Ancora una volta viene confermato da un Tribunale la validità di una idonea ed oggettiva Dichiarazione di Conformità al Contratto, come quella prodotta da For Dealer secondo la Norma UNC DOC A01.

Di seguito il Link per visionare la sentenza: www.4dealer.it/wp-content/uploads/2019/10/Sentenza-n.-2076-2019.pdf

 

A Verona l’Arcivescovo di Cracovia Jedraszewski, per la presentazione della Croce Astile più alta del mondo

Verona, 4 settembre 2019 – Il volto di Papa Wojtyla contratto nella sofferenza del mondo e una mano tesa verso Dio che lo accoglie.

Da martedì 10 settembre al “Pepperone” di San Giovanni Lupatoto in provincia di Verona si potranno ammirare le due figure a grandezza naturale scolpite sulla sommità della croce astile più alta del mondo che sarà collocata prossimamente sul monte Faloria, che sovrasta Cortina d’Ampezzo.

Presso il ristorante, che ospita un museo dello sport e alcune reliquie del Papa santo, sarà infatti resa pubblica al mondo, alle ore 19.00, l’opera dello sculture romano Andrea Trisciuzzi voluta da Giovanni Paolo II.

Alla presenza di S.E. Monsignor Giuseppe Zenti Vescovo di Verona, S.E. Monsignor Carlo Mazza Vescovo Emerito di Fidenza e l’arcivescovo di Cracovia S.E. Monsignor Marek Jedraszewski, che nella mattinata dello stesso giorno presiederà sul monte Faloria a Cortina d’Ampezzo, una messa nel luogo esatto dove sarà issata la croce, alta ben 18 metri e che si affaccia sul paese che ospiterà i Mondiali 2021 e le Olimpiadi invernali del 2026.

Un legame profondo tra l’Italia e la Polonia suggellato nell’associazione “Totus tuus”, che prende il nome dal motto apostolico di Giovanni Paolo II ed è presieduta da Mirko Zanini della famiglia titolare del “Pepperone” che regalerà a San Giovanni Lupatoto una copia della croce, di dimensioni più limitate, da collocare in uno spazio pubblico.

Una donazione che sarà formalizzata durante l’incontro, mercoledì 11 settembre alle ore 11.30 presso il Comune di San Giovanni Lupatoto di Verona, tra il sindaco Attilio Gastaldello e l’arcivescovo di Cracovia.

Arcivescovo che nella mattinata del giorno successivo si recherà al Santuario Madonna della Corona, celato tra le rocce del monte Baldo a picco sulla valle dell’Adige, dove Papa Wojtyla é stato pellegrino il 17 aprile 1988.

 

Giovanni Paolo II, il Papa Santo e grande sportivo, che ha voluto la croce astile a Cortina

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