Covid-19: perché qualcuno ha paura dei vaccini?

paura vaccino covid

Roma, 26 aprile 2021 – A un anno dall’inizio della pandemia da Covid-19, la popolazione mondiale ha cominciato a intravedere la “luce in fondo al tunnel” grazie alla messa a punto e alla diffusione dei primi vaccini contro il virus che ha costretto l’umanità ad un cambio radicale del proprio stile di vita.

Il Sars-coV-2 continua a mietere molte vittime fra coloro che non hanno un sistema immunitario abbastanza forte da reggere l’invasione del virus; per tale scopo i vaccini ricoprono un ruolo fondamentale.

Essi, infatti, permettono all’organismo di riconoscere il virus qualora esso lo incontri e gli forniscono la capacità di debellarlo.

Perché se i vaccini svolgono una funzione così importante e sicura per la nostra salute, c’è chi ne ha paura e decide di rifiutare la vaccinazione?

Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”, ipotizza che “la paura del vaccino sia riconducibile alla tipologia delle informazioni diffuse sui diversi canali di comunicazione, alla tendenza ad un rapporto di sfiducia tra la popolazione e le autorità sanitarie, ai movimenti no-vax e alle “scorciatoie cognitive” che le persone utilizzano nelle situazioni critiche.

I dati di uno studio condotto dall’Agenas, l’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali, in collaborazione con il MeS, Laboratorio Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, riportano che nel nostro paese il 17,6% della popolazione non ha intenzione di vaccinarsi.

Lo studio ha coinvolto 12.322 persone residenti in tutte le regioni e province autonome; nello specifico, la fascia più scettica della popolazione sarebbe quella compresa tra i 35 e i 44 anni.

Con l’avvento della pandemia da Covid-19, si è osservata l’esplosione di un’altra “epidemia”: si tratta del fenomeno dell’infodemia, ossia la circolazione di un’eccessiva quantità di informazioni, spesso non accuratamente vagliate, che rendono difficile riuscire ad orientarsi sulla conoscenza di un argomento a causa della frequente mancanza di fonti affidabili.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità si sta occupando da circa un anno di contenere l’ondata di fake news, che hanno cominciato a diffondersi da inizio pandemia.

Le fake news sono notizie deliberatamente false, costruite appositamente per creare confusione e che creano disinformazione; esse sono “contagiose” e viaggiano ad alta velocità, più delle notizie ufficiali.

La misinformazione invece è il fenomeno di diffusione di notizie la cui fonte risulta scarsamente attendibile e che, parallelamente alle fake news trovano terreno fertile su tutti i mass media, in particolare i social network sui quali il controllo delle fonti non è rigoroso.

La tragica conseguenza di questi due fenomeni è l’impossibilità per le persone e la società tutta di formarsi un’unica opinione forte, autorevole e affidabile (opinion leadership), restando in un limbo fatto di incertezza, confusione, cause di ansia, incertezza, scetticismo e sfiducia.

Anche le fonti istituzionali, sembrano tendere, a volte, a diffondere delle informazioni contraddittorie. Questa modalità comunicativa tende a generare un sentimento di diffidenza nei confronti delle autorità pubbliche e sanitarie, con possibili drammatiche conseguenze che riguardano le scelte che un individuo compie per la propria salute.

Di fronte ad una tale situazione di fragilità delle certezze, l’individuo si trova ad affrontare una condizione critica, di malessere e instabilità. Quando ci si trova in tali condizioni il sistema neurobiologico umano percepisce uno stato di allerta e questo porta la mente a valutare le informazioni disponibili nell’ambiente circostante in modo sbagliato. Si parla di bias, scorciatoie cognitive, che hanno come scopo evolutivo la valutazione di stimoli esterni in modo da preservare la sopravvivenza dell’organismo.

Qual è il bias che subentra di fronte alla decisione “mi sottopongo oppure no a vaccinazione”?

Essi in realtà sono molteplici. L’associazione con un evento avverso è uno di questi: di solito quando la mente umana si trova a dover valutare un rischio, la risposta dovrebbe risultare da un calcolo razionale fra la possibilità che una cosa avvenga e la gravità dell’avvenimento stesso; tuttavia questo calcolo non avviene sempre in maniera razionale, perché subentra la componente della “percezione di controllo” su quel determinato evento che conduce a scelte razionalmente sbagliate. Un esempio di valutazione irrazionale, dettata dalla percezione di scarso controllo, è la scelta di viaggiare in auto piuttosto che in aereo.

Statisticamente, i viaggi in aereo sono molto più sicuri di quelli in auto (nel senso che viene registrato un quantitativo di sinistri in auto maggiore di quelli in aereo), eppure la guida dell’auto risulta immediatamente più sicura per il semplice fatto che del mezzo si può avere maggior controllo.

Allo stesso modo, il non sapere con precisione cosa un vaccino contenga, sottrae all’individuo la percezione di controllo sulla propria salute: di fatto, ciò che una persona “vede” durante la somministrazione di un vaccino è solo del liquido sconosciuto che viene iniettato nel proprio corpo. La scarsa confidenza con le procedure mediche e i meccanismi sottostanti il funzionamento dei farmaci, in questo caso dei vaccini, è un altro bias cognitivo che destabilizza l’individuo e non gli permette di procedere con la vaccinazione.

Al momento della scelta riguardante il sottoporsi o no a vaccinazione, un altro errore cognitivo che può subentrare è quello del bilancio tra pro e contro dettato dalla percezione del proprio stato di salute in quel preciso momento.

È facile pensare a come un individuo sano, in buona salute fisica, privo di sintomi legati alla malattia per la quale dovrebbe vaccinarsi, tenda a non sentire la necessità di proteggersi e ad avere una percezione amplificata di quelli che sono i possibili effetti collaterali della vaccinazione.

Gli effetti collaterali, infatti, non sono da escludere, poiché con i vaccini è frequente osservare la risposta immunitaria dell’organismo con l’insorgenza di alcuni sintomi di breve durata e in piccola percentuale; tuttavia, tale possibilità, per una persona che nutre sfiducia e timore, è causa di rifiuto.

Su questo specifico timore, il movimento degli anti-vaccinisti, o no-vax, costruisce le sue teorie a favore del rifiuto delle vaccinazioni.

Non bisogna comunque dimenticare che i vaccini sono strumenti utili per la prevenzione di malattie che potrebbero anche essere mortali o comunque provocare gravi problemi di salute o disabilità permanenti. È grazie alle vaccinazioni che malattie come il morbillo, la parotite, la rosolia o la pertosse che secoli fa hanno avuto una diffusione epidemica, oggi sono state debellate.

È possibile immaginare come allo stesso modo, grazie alle vaccinazioni di oggi, anche il Covid-19 possa domani essere un lontano ricordo.

Qual’è dunque l’arma per sconfiggere lo scetticismo di massa e porre fine al sentimento di sfiducia nelle autorità?

La dr.ssa Maria Giovanna Ginni, psicologa del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”, sostiene che sia “necessario partire dall’ascolto dei dubbi e delle paure, favorendo la vicinanza comunicativa, chiara ed efficace tra esperti e non esperti. È importante aiutare il personale sanitario a migliorare la comunicazione con i propri pazienti, tenendo conto di tre fattori principali: l’analisi delle caratteristiche psicologiche associate all’esitazione e alla resistenza ai vaccini, il tener conto delle emozioni al momento della comunicazione dell’efficacia del vaccino, la capacità di fornire all’ascoltatore gli strumenti per sviluppare un pensiero critico. È necessario insegnare ai non esperti in materia sanitaria a saper scegliere tra le fonti attendibili e le fake news, a capire quali siano le reali evidenze scientifiche piuttosto che limitarsi a prescrivere pillole di verità da accettare acriticamente.

Di fronte alla chiarezza, il dubbio si riduce. Di fronte alla fiducia che l’altro possa capire e imparare a pensare, si manifesta la razionalità del pensiero collettivo”.

Al riguardo il Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” ha deciso di offrire un servizio di aiuto per gestire in maniera funzionale tutte le paure, tra cui la paura dei vaccini.

La rete del Pronto Soccorso é composta da 305 psicologi presenti in tutte le regioni italiane e in 20 paesi esteri, come Regno Unito, Hong Kong, Messico, Russia, Argentina, Grecia, Kenya, Ghana, Brasile, Portogallo, Serbia, Romania, Bulgaria, Egitto, Giordania, Pakistan, Azerbaijan, India, Spagna e Svizzera.

Per contattare il servizio, offerto in 22 lingue e a prezzi sociali, telefonare al n. 0622796355 o al n. 3491874670, o collegarsi al sito www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.

 

 

 

 

Bambini non vaccinati e scuola: si attende la decisione del Tribunale di Trieste

Lettera del padre di un bambino escluso da scuola, in attesa della decisione del Tribunale di Trieste: il figlio è stato escluso da scuola 4 mesi fa, dando vita a un contenzioso giudiziario per cui si attende ora l’esito del ricorso

Udine, 20 settembre 2019 – Il sottoscritto Luca Scantamburlo e l’ Avv. Michele Rodaro del Foro di Udine, che mi assiste nel contenzioso civile avverso il MIUR, contro la sospensione dalla frequentazione scolastica di mio figlio di anni quattro di età (avvenuta nel marzo 2019), dopo confronto approfondito – valutando pro e contro -abbiamo deciso di presentare reclamo all’Autorità giudiziaria del Tribunale Civile di Trieste, avverso l’ordinanza del Giudice dr. Francesco Saverio Moscato, la cui ordinanza a noi sfavorevole è stata emanata il 28 agosto 2019 (R.G. nr.1321/2019).

L’ordinanza del Giudice ha rigettato il ricorso cautelare richiesto d’urgenza da noi a fine marzo 2019.

Nello specifico il Giudice di Trieste – dopo aver ascoltato le parti in contradditorio a maggio 2019, ed aver acquisito delle note illustrative autorizzate entro il 17 giugno 2019, per approfondire la questione – ha ritenuto non sussistente alcuna posizione di “diritto soggettivo” da parte dei ricorrenti, i quali sarebbero titolari invece di un semplice “interesse legittimo”.

Il deposito del reclamo ex art. 669-terdecies c.p.c. con la quale abbiamo chiesto al Collegio di Trieste un riesame della ordinanza, contro l’Istituto Comprensivo e contro il MIUR (resistenti) – difesi dall’Avv. Distrettuale dello Stato – è stato effettuato in data 13 settembre 2019.

Il pronunciamento dei Tribunale è atteso entro venti giorni dal deposito del reclamo.

Reclamo che verrà esaminato da un Collegio di tre giudici del Tribunale di Trieste (in composizione collegiale), i quali hanno facoltà – qualora lo ritenessero utile – di ascoltare le parti in un nuovo contradditorio, fissando eventualmente una ulteriore udienza.

Il Collegio, di cui non può far parte il giudice che ha emanato il provvedimento oggetto del reclamo, ha la facoltà di confermare, revocare o modificare il provvedimento del Giudice, e potrebbe emanare anche una ordinanza che a sostituzione della precedente decisione.

Con l’aiuto fornitomi da genitori e comitati di tutta Italia, sono riuscito a pagare l’onorario dell’Avvocato Michele Rodaro, mio difensore nominato. Già in occasione della intervista di RAI3 FVG a firma di Eva Ciuk  – il 09 maggio 2019 – in occasione della prima udienza fra le parti convocate dal Giudice Moscato (parte ricorrente l’Avv. Rodaro ed il sottoscritto, parte resistente l’Avv. Lorenzo Capaldo che difende il MIUR e per quanto possibile il Dirigente dell’Istituto comprensivo scolastico), il mio legale aveva affermato che la legge 119/2017 sia di fatto incostituzionale, chiedendo la reintegra immediata dell’alunno sospeso sine die. Nel reclamo si ribadisce la questione di legittimità costituzionale, argomentando che la applicazione di tale normativa sulla vaccinoprofilassi presenta “profili di incostituzionalità rilevanti”, soprattutto in riferimento alla discriminazione di accesso scolastico relativa alla fascia di età 3-6 anni (scuola della infanzia).

Oltre al contenzioso civile, il sottoscritto si trova iscritto anche nel registro generale delle notizie di reato come “parte offesa”. Anche in questa vicenda giudiziaria, il mio legale – diverso da quello nominato nel civile – ha depositato atto di reclamo avverso il decreto di archiviazione delle indagini disposto dal GIP di Roma,  nell’aprile 2019.

RECLAMO AVVERSO L’ARCHIVIAZIONE DELLE INDAGINI SUI MEDICINALI VACCINI: UDIENZA IL 24 OTTOBRE 2019 PRESSO IL TRIBUNALE PENALE

A fine luglio 2019 la Cancelleria del Tribunale di Roma – Sezione I Penale – su ordine del Giudice Claudia Nicchi ha trasmesso all’Avv. Alessandra Devetag dello Studio Volli del Foro di Trieste – attuale mio difensore nel penale – il decreto di fissazione udienza del reclamo depositato a fine maggio 2019 presso l’Autorità giudiziaria, ex art. 410 bis c.p.p. avverso il decreto di archiviazione delle indagini penali preliminari sulla sicurezza dei vaccini e la farmacovigilanza, durate circa due anni, ed archiviate nell’aprile 2019 dal Giudice GIP Claudio Carini di Roma, su richiesta del PM affidatario principale (la dr.ssa Maria Letizia Golfieri, R.G. nr. 50866/2017 c. ignoti).

Il reclamo è stato avanzato a causa della mancata notifica all’esponente (il sottoscritto) della richiesta di archiviazione del PM, notifica prevista ex art. 408 c.p.p., correttamente indicata nell’esposto che ha avviato le indagini dopo esame da parte del PM udinese della Procura di Udine, il quale a marzo 2017 aveva ravvisato ipotesi di reato penali contro ignoti, trasmettendo subito gli atti alla Procura della Repubblica di Roma, per competenza territoriale. Il fascicolo giudiziario ivi trasferito, in seguito si ingrossò ed accorpò altre denunce ed esposti presentati alle Autorità.
L’udienza per la camera di consiglio presso il Tribunale penale di Roma è fissata per il giorno 24 ottobre 2019, aula 3 ore 11.00. Le parti sono state avvisate ed hanno facoltà di presentare delle memorie.

In occasione della udienza, genitori e comitati da tutta Italia organizzeranno una manifestazione sit-in a mio sostegno, nei pressi di Piazzale Clodio, Tribunale penale di Roma. Le necessarie autorizzazioni sono già state richieste alla Questura di Roma.
Qualora il reclamo venga accolto, sarebbe nell’interesse anche delle altre parti offese, come il Codacons Roma. In caso di annullamento della archiviazione firmata dal GIP, sarebbe possibile formulare opposizione alla archiviazione voluta dal PM, e discutere davanti al Giudice la necessità di indagini supplettive.
Nell’esposto il sottoscritto pose l’accento sulla composizione dei vaccini ed eventuali polveri inquinanti estranee in essi presenti (sotto forma di particolato solido, micro e nanodimensionato) e riscontrate in diverse analisi condotte a campione da un laboratorio di analisi di eccellenza italiano, il quale ha indirettamente confermato ed approfondito la natura della contaminazione inorganica già emersa negli USA a metà anni ’80 del secolo scorso, e divulgata da biologi e chimici americani (che pubblicarono i risultati su un periodico scientifico). All’epoca gli statunitensi non indagarono la natura dello stato della materia di tali inquinanti, ma si limitarono ad una analisi chimica qualitativa e quantitativa.

ROMA, 23 OTTOBRE 2019, CONVEGNO SU DIRITTO COSTITUZIONALE E BIOETICA GIURIDICA

La questione del diritto alla istruzione e della sua tutela, verrà affrontata in un convegno da me organizzato a Roma – ad ingresso libero, ma previa prenotazione – e che si svolgerà il 23 ottobre 2019 presso un grande albergo della capitale, di prima categoria.

Grazie al supporto di genitori a me vicini e da tempo molto attivi nell’ambito delle azioni civili – con addetti ai lavori accademici, esperti di diritto costituzionale, e di bioetica giuridica e filosofia del diritto: fra questi, il Prof. Avv. Daniela Granara, docente e ricercatore di diritto costituzionale presso la Università degli Studi di Genova, ed il prof. Alessandro Attilio Negroni, ricercatore di bioetica giuridica e filosofia del diritto, presso l’Istituto Tarello per la filosofia del diritto – Università degli Studi di Genova. Il prof. Granara terrà un intervento sui diritti inviolabili, e sul diritto alla salute ed il diritto alla istruzione nella Costituzione. Il prof. Negroni interverrà sul consenso informato ed il rispetto della persona umana.

Sarà presente come relatore anche l’Avv. Alessandra Devetag , avvocato cassazionista del Foro di Trieste, la quale parlerà di deontologia medica in rapporto ai diritti costituzionali, e dei rapporti fra scienza e politica.
Il convegno ed incontro culturale si terrà presso il centro congressi dell’Hotel Villa Maria Regina, “Sala Biblioteca”,  Via della Camilluccia, 687, 00135 Roma (capienza sala, 300 posti a sedere).

Maggiori dettagli sull’evento sono reperibili all’indirizzo www.dirittinelcuore.net

Firmato

Luca Scantamburlo,

cittadino e genitore

19 settembre 2019


www.vaccinoconsapevole.blogspot.it 

 

Exit mobile version