Studio: cosa succede alla nostra autostima prima e dopo il divorzio

Roma, 16 dicembre 2019 – Come si può intuire è praticamente impossibile prevedere con precisione come ci sentiremo dopo un evento inaspettato e che cambierà la nostra vita. Spesso, per provare ad immaginarne le conseguenze, è più facile guardare cosa è successo ad altri che hanno vissuto esperienze simili.

Una nuova ricerca che appare nel Journal of Personality ha cercato però di fare esattamente questo, ovvero comprendere cosa succede alla nostra autostima prima e dopo il divorzio.

Il team di ricercatori guidato da Wiebke Bleidorndell’Università della California si è posto questa domanda: il divorzio può essere un antidoto ad un matrimonio triste e infelice?

L’equipe ha così studiato i cambiamenti nell’autostima di un gruppo di persone, sia prima che dopo il momento del divorzio, così da evidenziare quali fattori possono influenzare l’autostima durante questo periodo così delicato.

Le informazioni per effettuare la ricerca sono state raccolte esaminando il Longitudinal Internet Studies for the Social Sciences. Chiamato anche con l’acronimo LISS, ed effettuato tra il 2008 ed il 2018, quest’ultimo è un’enorme banca dati nazionale su svariati argomenti riguardanti gli adulti olandesi.

Il team di Bleidorn si è concentrato sui dati riguardanti il calo dell’autostima rispetto allo stato civile, per confrontare i cambiamenti dovuti ad un divorzio. Con l’ausilio di questi dati, la ricerca ha potuto analizzare e monitorare i livelli di autostima degli adulti olandesi fino a 10 anni prima e dopo che era accaduto l’episodio di divorzio dal coniuge.

I risultati della ricerca californiana hanno dimostrato che l’autostima ha un calo più marcato durante la fase che precede la separazione vera e propria, per poi bloccarsi durante il periodo del divorzio.

Labuona notizia è che successivamente l’autostima torna a crescere in modo lento ma continuo durante gli anni post-divorzio.

La ricerca ha fatto luce su una particolarità: le esperienze sociali influiscono sul ritorno dell’autostima dopo un divorzio. Ciò accade perché l’essere umano pone negli aspetti sociali una grande importanza, e quest’ultimi possono influire se si è circondati da persone che giudicano negativamente la scelta presa.

In questo caso, lo studio, ha notato che le persone facenti parte di una comunità religiosa, hanno vissuto un calo più deciso dell’autostima, sia nei mesi pre-divorzio, sia in quelli post-divorzio.
Ciò, secondo Wiebke Bleidorn e i suoi ricercatori, è indicativo di come la società riesca a plasmare i sentimenti e le emozioni delle persone; in questo caso la comunità religiosa, giudica spesso inappropriatamente un divorzio, e chi si ritrova a farne parte vive male entrambe le situazioni.

Un’altra scoperta interessante, vede le persone con un più alto livello di attenzione e diligenza, mostrare un recupero più immediato dell’autostima ed in generale dei livelli più alti rispetto agli altri adulti confrontati nei dati.

I risultati hanno portato in evidenza che aspetti, che prima si dava per scontato che influissero sulle emozioni e sulla fiducia in se stessi, come la durata del matrimonio o la presenza di un nucleo familiare composto da figli, non influenzino in nessun modo l’andamento del grafico dell’autostima.

“Ogni separazione è più o meno traumatica e porta dietro di se delle conseguenze che solo chi la vive può immaginare o conoscere. L’insicurezza inizialmente la fa da padrone, ma lo studio dei ricercatori californiani denota come l’autostima torni, anche se con un processo difficile e lento.

Questi risultati mostrano che il divorzio, in molti casi, può agire da antidoto che allevia la tensione, liberando i coniugi dallo stress e dalla sofferenza di un matrimonio infelice, contrastando il processo decrescente dell’autostima” spiegano gli esperti del portale PsicologiOnline.net.

“Divorziare può aprire anche a nuove possibilità, oltre che rinnovare fiducia in se stessi; si possono investire le proprie energie in nuovi progetti di vita, avere più tempo per altre relazioni significative con la famiglia o gli amici; quelle che magari si sono trascurate per via del matrimonio con una persona con cui non si stava più bene. Proprio queste relazioni ritrovate, o inaspettati rapporti con nuovi partner possono diventare un grande sostegno per riprendere fiducia in noi stessi”, concludono gli esperti di PsicologiOnline.net.

Tuttavia, gli autori della ricerca ci mettono in guardia e consigliano di non considerare il divorzio come una panacea.

La ricerca sottolinea che l’autostima, comunque, non torna così rapidamente dopo il momento della separazione, e anche crescendo inizialmente, torna ai livelli del periodo pre-divorzio.

Salute: arrivano gli smartwatch per proteggere la salute dei propri cari

Roma, 3 dicembre 2019 – Da oggi gli anziani e gli ammalati hanno un nuovo strumento a disposizione a tutela della loro salute e delle loro vite. Le tecnologie d’avanguardia e salva vita stanno sbarcando infatti anche sugli orologi di ultimi generazione, i cosiddetti smartwatch, ovvero gli orologi intelligenti, capaci per proteggere la vita di chi lo indossa.

Come? Grazie alla rilevazione dei parametri vitali, come la pressione e il battito cardiaco, la rilevazione perfino di una eventuale caduta di chi lo indossa, comunicando la posizione esatta ai soccorsi ed a propri cari.

Dati che vengono raccolti all’interno di una applicazione e messi a disposizione della famiglia e del personale medico in caso di bisogno.

Il primo smartwatch ad implementare queste tecnologie è lo SOS MYO, un orologio intelligente dotato perfino di un pulsante di Sos, in grado di avvisare tempestivamente con una telefonata o un sms sia i parenti che la Centrale Medica Operativa messa a disposizione dalla Helpcodelife, produttrice dello smartwach salvavita.

Un servizio unico nel suo genere, in grado di mettere a disposizione dell’utente, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, un team di medici specialistici in grado di offrire un responso in tempo reale e offrire assistenza in caso di emergenza

“Sos Myo è un innovativo orologio salvavita, unico nel suo genere, che apre un nuovo mercato sanitario, andando incontro alle esigenze degli anziani e delle loro famiglie, che da sempre aiutiamo nella tutela della loro salute”, ha detto Ivano Labruna, amministratore di Helpcodelife.

Per chi desidera maggiori informazioni su SOS MYO può visitare il sito internet www.helpcodelife.com.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autismo: nasce Blue Diary, l’agenda visiva gratuita che facilita la vita agli autistici

Milano, 14 novembre 2019 – Per facilitare la vita agli autistici è nata l’agenda visiva gratuita Blue Diary, sviluppata dalla Gaudio Onlus, in sinergia con Smemoranda, Fabula Onlus e Fondazione Fracta Limina. Il progetto innovativo sarà presentato a Milano sabato 16 novembre alle ore 20 presso la Fondazione Feltrinelli. Uno strumento speciale, partito dai desideri espressi da genitori ed educatori per i loro ragazzi con bisogni comunicativi speciali, che hanno difficoltà a comprendere il linguaggio verbale e necessitano di un rinforzo visivo per orientarsi nella vita quotidiana.

Così come la maggior parte delle persone usa vari strumenti per l’organizzazione delle proprie giornate come agende, calendari e diari, anche le persone autistiche, che pensano per immagini, ne hanno una necessità assoluta. La loro vita infatti è spesso pervasa da un senso di smarrimento e ansia legato alla non conoscenza di ciò che “succederà”. Poter vedere nell’agenda visiva il susseguirsi delle attività e degli impegni spesso attenua la loro agitazione e migliora il loro comportamento sociale.

Il progetto innovativo di Blue Diary, che sarà distribuita gratuitamente a tutti i ragazzi autistici che la richiederanno, è stato creato grazie alle competenze di un team composto da professionisti, genitori e grafici, che hanno collaborato con esperti nella progettazione di agende e planner. Un lavoro che si è basato sulle conoscenze dell’approccio cognitivo-comportamentale e della Comunicazione Alternativa e Aumentativa.

Blue Diary si avvale di immagini e simboli ARASAAC (www.arasaac.org), del Portale Aragonese della Comunicazione Alternativa e Aumentativa, liberamente utilizzabili nell’ambito di progetti no-profit. La scelta di questi simboli è legata alla loro chiarezza, alla facile riconoscibilità e semplicità grafica.

Blue Diary comprende quindi diversi set di immagini/simboli adesivi utili a programmare gli impegni della giornata o della settimana e il tutto è completato da un tabellone-planner su cui far aderire opportunamente gli sticker.

«Siamo felici di avere finalmente soddisfatto un bisogno, che prima veniva risolto con il “fai-da-te” da genitori ed educatori. Questa agenda visiva è uno strumento didattico immediato, intuitivo e gratuito che chiunque può comprendere e usare. Inoltre è inclusiva in quanto bella e colorata, ricca di sticker divertenti per i bambini e i ragazzi che la usano. Dobbiamo ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato in questo bellissimo progetto» afferma Raffaella Turatto, presidente di Gaudio Onlus.

Blue Diary è un’agenda perpetua, non ha scadenza, che nasce in collaborazione con Smemoranda, il diario degli studenti, che ha messo a disposizione i suoi quarant’anni di esperienza curando il progetto grafico dell’agenda nei minimi dettagli.

“Siamo lieti di aver preso parte alla costruzione di questo strumento importante che può contribuire a migliorare la quotidianità di tanti ragazzi e ragazze con bisogni comunicativi speciali. La Smemo ha sempre cercato di stimolare i più giovani attraverso la diffusione di valori sociali positivi, come l’inclusione e rispetto delle diversità. Questo progetto ci ha dato l’opportunità di tenere fede ancora una volta a quei valori che caratterizzano la nostra storia” raccontano Nico Colonna e Gino&Michele, direttori di Smemoranda.

Il progetto di agenda visiva Blue Diary, per il suo valore sociale innovativo, è risultato finalista nel Bando FIA, la Fondazione Italiana Autismo, e del Programma Sodalitas Social Innovation 2017 e quindi è stato realizzato grazie al Premio Speciale Enjoy UBI Banca nell’ambito di tale programma.

Per questo motivo e per i valori che rappresenta, Blue Diary viene distribuita gratuitamente agli utilizzatori che ne facciano richiesta, nei limiti delle disponibilità.

Blue Diary verrà presentata a Milano sabato 16 novembre, alle ore 20:00 presso la Fondazione Feltrinelli in occasione di BookCity, durante l’evento di Smemoranda “L’agenda fatta di storie”, uno show letterario-musicale per festeggiare la ventesima edizione di Smemoranda 12 mesi, l’agenda letteraria con i racconti degli scrittori più amati.

Per maggiori informazioni sull’agenda visiva Blue Diary rivolgersi a autismogaudio@outlook.it o visitare il sito www.autismogaudio.org.

 

Cani in ufficio? Meno stress, più collaborazione e più produttività

Milano, 5 novembre 2019 – Portare il cane in ufficio è un’abitudine che si sta diffondendo anche in Italia e che può dare molti benefici. Per questo motivo molte grosse aziende si sono già attrezzate e hanno permesso questa pratica, aggiornando i loro regolamenti interni. Google, Amazon, Nintendo, Mars Italia, ad esempio sono solo alcune delle aziende più note come ‘dog friendly‘.

Ma come mai sta avvenendo questo?

Portare il cane in ufficio può portare molti benefici, sia al padrone che alle persone con cui condivide lo spazio. Un cane che gira per l’ufficio porta allegria e può contribuire così a migliorare la collaborazione tra le persone, alzando il morale e riducendo lo stress di tutti.

Secondo un recente sondaggio realizzato da IPSOS, nell’azienda Purina, circa il 55% dei lavoratori intervistati afferma di sentirsi meno stressato se a lavoro c’è un animale.

Questo si ripercuote in modo molto positivo sulla produttività e sul benessere generale. La condizione è che, ovviamente, il cane deve essere ben educato: non deve produrre rumore e nè sporcare in giro, ma si deve comportare esattamente come un collega discreto.

Ma quali sono i requisiti per portare il proprio pet friend anche a lavoro?

Per portare il cane in ufficio occorre sicuramente essere in regola con le visite veterinarie e la registrazione all’anagrafe canina. Inoltre ogni azienda o ogni spazio di coworking potrebbe specificare delle regole proprie.

Ad esempio, per portare il cane negli uffici Purina (la nota azienda del Pet Food) bisogna essere in possesso del patentino di ‘Buon Conduttore Cinofilo’ e di una polizza assicurativa adatta.

Al momento in Italia non esiste un quadro normativo preciso, e la scelta e la regolamentazione è lasciata al singolo ufficio.

Sono le stesse aziende e gli spazi di coworking infatti che, per rispondere alle richieste degli utenti, permettono a dipendenti e coworker di portare gli animali in ufficio ma con precise regole.

Molti uffici tradizionali, come anche i coworking più avveduti si stanno attrezzando per ospitare gli amici a quattro zampe di chi lavora lì e condivide lo spazio, valutando gli accessi di volta in volta.

“Al momento non c’è una regolamentazione specifica al riguardo ma noi li accettiamo ben volentieri, valutando caso per caso le esigenze dei singoli e di tutti gli usufruitori degli spazi comuni”, dice Delia Caraci, responsabile del Loft Coworking di Milano (www.loft-coworking.it).

”Siamo orgogliosi di essere tra i primi spazi di coworking in Italia a valutare questa opzione, a patto di rispettare tutti coloro che vi lavorano. Anche perché il benessere sul luogo di lavoro si ottiene dalla condivisione e non dalla imposizione” conclude Delia Caraci.

Una presenza piacevole quindi, ma che deve essere valutata dai responsabili degli spazi affinché venga condivisa da tutti, per non ottenere l’effetto contrario.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Contatti stampa:

Delia Caraci
Mail: delia.caraci@digitalsfera.it
Digitalsfera.it

 

 

Oggi è la “Giornata Mondiale sulla Sicurezza dei Pazienti”: monumenti colorati di arancione per sensibilizzare l’opinione pubblica

Oggi è la “Giornata Mondiale sulla Sicurezza dei Pazienti”: gli errori in sanità provocano ogni anno 134 milioni di eventi avversi e 2,6 milioni di decessi. Un robot in arrivo, pronto per ridurre uno dei rischi maggiori: le cadute

San Giovanni Rotondo (FG), 17 settembre 2019 – L’Oms ha istituito per il 17 settembre di ogni anno, la Giornata Mondiale sulla Sicurezza dei pazienti, una campagna globale di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla sicurezza degli utenti e per sollecitare le persone a dimostrare il loro impegno nel rendere l’assistenza sanitaria più sicura.

Le città di tutto il mondo illumineranno i monumenti di colore arancione per mostrare il loro impegno per la sicurezza dei pazienti. Sono inclusi il Jet d’Eau a Ginevra, le Piramidi al Cairo, la Piramide Cestia a Roma, la Torre di Kuala Lumpur, il Royal Opera House a Muscat e il ponte Zakim a Boston.

Anche il Presidio d’Eccellenza “Gli Angeli di Padre Pio” di San Giovanni Rotondo (FG), questa sera si illuminerà di arancione e un proiettore gigante proietterà in cielo il colore della sicurezza per sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica su un tema così delicato e importante.

Quest’anno il Presidio dei Frati Minori Cappuccini dedicherà il suo poster informativo alla prevenzione delle cadute che rappresentano la maggior causa di eventi avversi nelle strutture di riabilitazione. Il poster sarà distribuito a tutti i degenti ricoverati.

Tra l’altro la Fondazione, proprio in questi giorni, sta organizzando un servizio innovativo di prevenzione delle cadute che utilizzerà un robot da mettere a disposizione di tutti coloro che sono potenzialmente predisposti a questo tipo di incidente.

Il Direttore dell’Area Strategica, Giacomo Forte, a tal proposito ha ricordato che“Il Presidio Gli Angeli di Padre Pio, è l’unica struttura di riabilitazione extraospedaliera in Italia ad aver raggiunto l’eccellenza erogativa certificata dall’accreditamento internazionale Joint Commission International (JCI). Uno degli standard di qualità più impegnativi da raggiungere è proprio la sicurezza delle cure. Oggi, qualunque utente si ricovera da noi, trova gli stessi standard di sicurezza presenti nelle migliori strutture sanitarie del mondo. Ma a noi non basta e partecipiamo alla Giornata lanciata dall’OMS con l’obiettivo di migliorare sempre di più le nostre performance di sicurezza coinvolgendo, come sempre, tutti i nostri ospiti”.

 

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                                                                                       Ufficio Comunicazione Interna ed Esterna

                                                                                     

 

Star bene: “Basta non dare la colpa agli altri e sconfiggere le paure per evitare il rischio di non vivere”

Milano, 13 settembre 2019 – “Nella vita dobbiamo smetterla di dare la colpa agli altri, imparare a liberarci dalle paure, eliminare i vampiri d’energia, e imparare a scrollarci di dosso la ‘rimandite’ “.

A parlare è Max Gentile, con una storia incredibile alle spalle visto che da poliziotto è diventato coach.

“Bisogna poi evitare il rischio più grande, che non è quello di morire, ma quello di non vivere, o meglio di vivere al di sotto delle proprie possibilità, a causa delle paure che ci portiamo dentro” racconta ancora Max.

Sono 4 le nostre grandi paure: la paura della libertà, dell’abbandono, del giudizio, e dell’approvazione. Queste paure ci bloccano e rappresentano una gabbia” spiega ancora il coach, che nei suoi libri, e lezioni, insegna le persone ad uscirne, per poi affrontare la paura più grande che non è il fallimento, ma quella del successo.

Insegnamenti riportati anche nel suo ultimo libro “Libero di rinascere” (Currenti Calamo Editore), edito dalla Currenti Calamo Editore, arrivato già alla quinta ristampa in poco più di un anno.

Libro presentato con un tour, seguito e raccontato dalla redazione di Betapress.it, nelle maggiori città italiane, lo scorso autunno.

La prima serata, il 9 ottobre di un anno fa, nella sua Genova, aveva subito registrato il tutto esaurito, ed era stata caratterizzata da una particolare presenza di imprenditori e di liberi professionisti, sempre più attratti dalla P.N.L, ma non solo.

Un tema vasto quello del coaching, che gli appassionati potranno conoscere meglio, con tutte le novità del settore, all’evento che avrà luogo a Milano il 28 ed il 29 settembre prossimi presso il Novotel Milano Nord Ca’Granda, il “Mental Forum di Neuroscienze ed Ipnosi”.

Il primo affascinante congresso italiano con la partecipazione di quindici relatori internazionali, provenienti da sei paesi esteri propone l’incredibile sinergia e complementarietà tra le neuroscienze e l’ipnosi.

I migliori esperti nel campo dell’ipnosi, neuroscienze, comunicazione, emozioni, apprendimento, morfofisiognomica, memoria e benessere si alterneranno in un week end di informazione, dibattiti, conferenze e workshop.

Un evento ideato e organizzato da Paola Grassi, perché “tutti meritano di poter accedere alla conoscenza”.

Paola Grassi è una ricercatrice, coach professionista, counselor ad indirizzo olistico, oltre che filosofa, scrittrice e ipnotista, ed ha creato l’Associazione Italiana Ipnosi, di cui è Presidente e fondatrice insieme a Ester Patricia Ceresa e Vincenzo D’Amato.

Paola è l’ideatrice e l’organizzatrice anche di Accademia Summit Festival (evento annuale no profit), a cui l’anno scorso era stato invitato lo stesso  Max Gentile, oltre che Owner & Founder di Accademia Italiana di Coaching Integrato, community per la quale è Academy Master Trainer nei corsi di coaching e crescita personale.

La mente creativa di Paola produce in continuazione nuove idee che poi trasforma con successo in realtà.

Una dimostrazione pratica e stimolo vivente a pensarci, se vogliamo continuare il viaggio della vita alla scoperta della nostra rinascita e alla massima espressione del nostro potenziale mentale.

 

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