Gabriele Galloni: in ricordo del giovane poeta romano nasce un sito dedicato alla sua poesia

Roma, 9 dicembre 2021 – È online il sito internet dedicato al poeta Gabriele Galloni. per raccogliere la sua testimonianza in occasione della sua prematura scomparsa. La mamma Irma, il papà Mario con la collaborazione di Ettore Mariotti e Giacomo Gallo hanno voluto creare il sito, raggiungibile all’indirizzo www.gabrielegalloni.it (in continuo aggiornamento), per raccogliere la sua arte.

Gabriele Galloni, è stato un giovane poeta della scuola romana ed era già conclamato come uno dei più importanti giovani poeti italiani del nostro tempo.

Provocatorio, visionario con una immaginazione però ben definita (origine dalla quale coniò il termine “galloniano”), attratto dal sottile confine tra il mondo terreno e l’aldilà ma anche fortemente ironico (vedi suo libro postumo “Bestiario dei giorni di festa”).

Gabriele ha dimostrato di essere un poeta poliedrico nonostante la sua giovane età.

Ragazzo che a prima vista poteva sembrare introverso ma che conoscendolo si dimostrava di una dolcezza e solarità unica, dotato di una sensibilità non comune, altruista, un’anima come si dice “pura”.

Nato a Roma il 9 giugno 1995 e scomparso per cause naturali dovute ad un improvviso arresto cardiorespiratorio acuto durante il sonno il 6 settembre 2020 nella sua casa, lascia una traccia indelebile che rimarrà nel tempo a venire, perché così giovane ma anche così maturo da lasciare stupiti critici e lettori per la sua sensibilità linguistica, per la sua minuziosa conoscenza della metrica, per la sua fervida immaginazione terrena ed onirica.

Gli sono stati attribuiti numerosi riconoscimenti e premi, i suoi versi sono stati tradotti in russo, spagnolo, rumeno, greco, inglese, francese.

Galloni diede alle stampe numerose raccolte: Slittamenti (Augh!, 2017); In che luce cadranno (RP libri, 2018); Creatura breve (Ensemble, 2018); Sonno giapponese (Italic Pequod, 2019); L’estate del mondo (Marco Saya, 2019); Bestiario dei giorni di festa (Ensemble, 2020) libro postumo, sono in previsione altre pubblicazioni di inediti.

 

 

 

Gabriele Galloni, online il sito internet  www.gabrielegalloni.it

 

 

 

La stanza dei buoni: la rinascita dopo la perdita di un figlio

La storia d’amore e il legame profondo con il figlio morto, annegato a Tenerife, del musicista e poeta Tommaso Marangio, raccontata nel libro “La stanza dei buoni”

Roma, 28 settembre 2021 – Il dramma più grande: la morte di un figlio. Come si fa ad andare avanti travolti dal dolore dopo una tragedia del genere?

Tommaso Marangio, in arte Tommy Blues, poeta e musicista, ha perso suo figlio nel 2016 a Tenerife, dove Riccardo a 26 anni annegò, inghiottito dalle onde dell’oceano. Oggi questa storia è raccontata nel libro “La stanza dei buoni”, che racconta di una storia d’amore e di forza di un padre e di un figlio, legati dalle stesse passioni: la libertà, il volontariato, la musica e l’arte in generale.

L’autore ha sentito forte il bisogno di scrivere questo libro, scritto con dolore, ma necessario quasi come una terapia, per scavare dentro di sé e riportare in vita i ricordi più profondi, e l’importanza del legame di un uomo con il figlio e la sua famiglia.

Dal racconto di Tommaso Marangio emerge l’amore che scaturisce da ogni evento quotidiano descritto, anche il più semplice. Un amore che lentamente colma il vuoto e la solitudine, lenisce la sofferenza, aiuta ad elaborare il lutto: “…feci un patto fra lui, me e la mia coscienza: innanzitutto evitare di abbattermi e di deprimermi, accettare i miei stati d’animo senza ripudiarli, perché tanto a nulla sarebbe servito, e quindi convertire le mie emozioni e ogni mia piccola commozione in qualcosa di creativo, di comunicativo…”.

L’obiettivo di Tommaso Marangio è quindi quello di condividere questa storia, senza nessuna ricerca di pietà e compassione, bensì con spirito di rinascita e per aiutare tutte le famiglie, che come la sua, hanno vissuto una tale tragedia, a ritrovare la luce in fondo al tunnel di buio in cui si sprofonda.

Attraverso il suo viaggio intimo l’autore emoziona descrivendo il percorso con suo figlio con grande umanità e poesia.

La stanza dei buoni è la storia di due sognatori e spiriti liberi ambientata tra il Salento e Tenerife, passando per Roma e Milano.

L’autore

Tommaso Marangio, in arte Tommy Blues, di origini leccesi, vive a Roma. Girovago e musicista, compositore, ama leggere e scrivere poesie e canzoni. Continua a studiare musica, a suonare, a insegnare e comporre proprio come auspicava suo figlio Riccardo scomparso nel 2016.

Il libro è disponibile su Amazon  alla pagina https://amzn.to/3wRvZGb.

 

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Dantedì, la prima Giornata Nazionale per Dante è tutta digitale, su www.siccomedante.it

A causa dell’emergenza per il Coronavirus la Prima Giornata Nazionale dedicata a Date Alighieri sarà tutta digitale grazie al progetto SicComeDante, su www.siccomedante.it

Brescia, 24 marzo 2020 – Un podcast di 100 puntate per raccontare la Divina Commedia, canto per canto, accompagnato dalle opere delle scuole di tutta Italia. È questa l’idea del progetto SicComeDante, che parte il 25 marzo, nella prima giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri denominata Dantedì, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 gennaio scorso.

Grazie a SicComeDante il grande passato della nostra letteratura dialoga con le nuove tecnologie, per diffondere il piacere di ascoltare la Divina Commedia: una storia unica.

Dante Alighieri, un uomo e un intellettuale di straordinaria cultura, è anche un avvincente narratore, come dimostra la Divina Commedia, il suo capolavoro.

Perché non raccontarla, canto per canto, con l’ausilio delle moderne tecnologie? Perché non metterla a disposizione di chi voglia farsi travolgere dalla bellezza delle storie, magari mentre fa la spesa, riposa sul divano, va in bicicletta o, in questi tristi giorni di forzata segregazione, è attaccato allo schermo del computer?

Come Dante scriverebbe oggi la Divina Commedia? Con quale filtro di instagram o hashtag di twitter? Chi taggherebbe in Facebook tra gli importanti personaggi del nostro tempo per descrivere la corruzione e i vizi contemporanei?

Nessuno ha una risposta certa a queste domande e il progetto SicComeDante prova a dare voce alle interpretazioni di studenti delle scuole di tutta Italia, per stimolare opere e nuovi linguaggi.
A loro aiuto o ispirazione, il sito di SiComeDante offre un podcast narrativo, fruibile da tutte le persone curiose di scoprire, o riscoprire, la magia di un racconto racchiusa nei versi danteschi.

La professoressa Laura Forcella ogni settimana pubblicherà sul sito il racconto digitale (da ascoltare in tre minuti) di ogni canto della Divina Commedia, iniziando proprio dal 25 marzo 2020, nel pieno di un’epidemia che rinchiude gli studenti in casa e li obbliga allo studio individuale.

“L’idea – dichiara Laura Forcella che ha proposto il progetto all’Associazione culturale inPrimis – è quella di presentare le storie narrate nella Divina Commedia anche ai non specialisti e al di fuori delle scuole, con una comunicazione rapida, che spiani la via alla comprensione della difficile lingua dantesca, senza rinunciare alla meraviglia dei suoi contenuti. L’obiettivo finale è che la storia del podcast, ridotta in 3 agili minuti per canto, induca chi l’ascolta a riprendere in mano il poema o a esplorarlo alla ricerca di quel piacere che la letteratura consente, per gli autori troppo impegnativi, solo se si è guidati”.

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Brescia ha creduto fin dal suo nascere il progetto e lo ha attivamente sostenuto.

“Con largo anticipo e irrefrenabile entusiasmo, i promotori di questo progetto sono venuti ad illustrarmelo parecchi mesi fa – ricorda la vicesindaco e assessore alla cultura Laura Castelletti – e ora, per uno strano scherzo del destino, ci troviamo a lanciare questo primo Dantedì e le bellissime iniziative di SicComeDante smarriti in una nuova ‘selva oscura’. Questa stringente contingenza a causa del Coronavirus non ci permette di dare inizio al nostro viaggio con gli appuntamenti pubblici che avevamo immaginato, ma arriveremo anche noi a ‘riveder le stelle’ e saremo pronti, con l’aiuto dei nostri bibliotecari e di tante realtà culturali che gravitano attorno all’Assessorato alla cultura, ad accompagnare la narrazione della Divina Commedia con esposizioni, incontri, film e molto altro. Per il momento, godiamoci grazie ai podcast uno straordinario ed ineguagliato racconto”.

L’appuntamento sul sito www.siccomedante.it, che ospiterà gli audio narrativi due volte alla settimana, inizia in una data simbolica, il 25 marzo, quando Dante immagina di cominciare il suo viaggio nell’aldilà, in modo da consentire, il 14 settembre 2021, anniversario dei 700 anni dalla morte del poeta, di completare la narrazione dell’intero poema.

Francesco Zambelli, presidente dell’associazione culturale inPrimis ed esperto di comunicazione, ha accolto la proposta con favore: “la sfida di raccontare Dante in 50 settimane mi è apparsa subito affascinante: si tratta di porsi nei confronti della letteratura, anche la più divina, con la volontà di portarla vicino alle persone. In questo modo il viaggio di Dante viene spiegato anche a chi non ha competenza letteraria specifica, permettendo di emozionarsi con le storie di un genio senza tempo”.
Singoli studenti o classi di scuole di tutta Italia sono invitati a partecipare. Numerose già le adesioni e le proposte di contenuti digitali. Per aderire basta contattare il progetto tramite l’indirizzo di posta elettronica info@siccomedante.it.

“La Divina Commedia ci offre una chiave di lettura per il mondo in cui viviamo, ci mostra le mille sfaccettature dell’animo umano, ci rapisce dalla realtà quotidiana facendoci affrontare un viaggio straordinario: come non omaggiare colui che l’ha scritta?”, commenta Alice Bonati studentessa del Liceo Calini di Brescia, mentre la professoressa Francesca Lonati dello stesso istituto aggiunge: “il nostro liceo ha accolto con entusiasmo la proposta di partecipare al progetto
poiché offre un’occasione straordinaria per rendere gli studenti promotori di cultura e, in particolare, divulgatori della conoscenza della Commedia non solo tra i loro coetanei ma, più in generale, tra tutti i cittadini”.

Con lei Mariangela Labate del Liceo Leonardo da Vinci di Reggio Calabria: “l’iniziativa ci ha subito entusiasmati. Utilizzare le nuove tecnologie per studiare i classici rappresenta un modo per attualizzare e rendere più vicino ai ragazzi un grande protagonista della nostra cultura. Il progetto nel nostro Liceo procede infatti di pari passo con la pagina Instagram sommopoetareal, su cui gli studenti propongono post, stories e contest sulle opere di Dante”.

Società Dante Alighieri, Comune di Brescia, Provincia di Brescia, Ufficio scolastico Territoriale di Brescia, Liceo scientifico Calini di Brescia, Liceo Leonardo da Vinci di Reggio Calabria, Liceo Scientifico-Coreutico Epifanio Ferdinando di Mesagne (Br) sono i primi soggetti che affiancano il progetto, ai quali se ne aggiungeranno altri nel corso dei due anni di programmazione.

 

 

 

Contro la paura le poesie e la musica di Don Cosimo Schena

Brindisi, 23 marzo 2020 – Don Cosimo Schena, il poeta dell’Amore, attraverso la poesia e la preghiera infonde coraggio sui social, dove in questi giorni la paura e l’ansia del Coronavirus hanno preso il sopravvento.

In pochissimo tempo la sua pagina Facebook è arrivata a quasi 50.000 followers, grazie ai messaggi di speranza e alle sue poesie-preghiere, che ogni giorno danno forza e coraggio agli italiani, in questo tempo, in cui tutta la nazione è ferma, chiusa in casa per cercare di arrestare l’epidemia.

Don Cosimo è un sacerdote di Brindisi, salito alla ribalta dopo il clamoroso successo registrato dalle sue composizioni poetiche interpretate con la sua stessa voce. Le sue poesie musicate sono ascoltatissime in rete e su Spotify conta più di 3 milioni di streams.

Scrittore impegnato tra poesia e filosofia, Don Cosimo ha iniziato poco più di un anno fa a pubblicare le sue composizioni in formato audio, decidendo di interpretarle personalmente. Un’idea che ha avuto sin da subito un clamoroso ed inaspettato successo.

Il popolo del web, giovani e non solo, ha iniziato a seguirlo e apprezzarlo sulle diverse piattaforme musicali in particolare su Spotify, e i media hanno cominciato a seguirlo con attenzione. È nato così “Il Poeta dell’Amore”.

Le sue parole arrivano dritte al cuore e si intrecciano con le bellissime musiche che accompagnano la sua interpretazione.

Per seguire le ultime novità sul prete poeta basta seguire la sua pagina Facebook al link www.facebook.com/cosimoschenapoetadellamore.

 

 

 

 

 

Ufficio Stampa

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Poesia: Don Cosimo Schena fa il record e supera i 3 milioni di streams

Don Cosimo Schena, “Il Poeta dell’Amore”, supera con le sue poesie i tre milioni di streams  su Spotify

Brindisi, 11 febbraio 2020 – Don Cosimo, il sacerdote di Brindisi salito alla ribalta dopo il clamoroso successo registrato dalle sue composizioni poetiche su Spotify, interpretate con la sua stessa voce, torna a far parlare di sé.

“Il poeta dell’amore”, come viende definito, ha ormai superato i 3 milioni di streams, raggiunti in poco tempo, cosa che lo ha ormai consacrato una star del web.

Don Cosimo cavalca l’onda del successo ma senza montarsi la testa, anzi prende la palla al balzo e rilancia con nuove iniziative volte ad aiutare i più bisognosi.

Nasce così il progetto di raccogliere tutte le poesie audio in un libro, “L’Arte di Amare” distribuito in esclusiva su Amazon.it , il cui ricavato dalle vendite viene devoluto tutto in beneficenza.

UN BOOM DI ASCOLTI SENZA PRECEDENTI PER LE SUE POESIE AUDIO

Don Cosimo Schena, 40 anni, sacerdote scrittore impegnato tra poesia e filosofia, ha iniziato poco più di un anno fa a pubblicare le sue poesie in formato audio, decidendo di interpretarle personalmente. L’idea ha da subito avuto un clamoroso ed insperato successo raccogliendo migliaia di fan in tutta Italia.

Il popolo del web, giovani e non solo, ha iniziato da subito a seguirlo e apprezzarlo sulle diverse piattaforme musicali in particolare su Spotify, e i media hanno cominciato a seguirlo con attenzione. È nato così grazie ad Internet “Il Poeta dell’Amore”.

Lui, che non si aspettava così tanto clamore, continua a svolgere a Mesagne, in provincia di Brindisi, la sua missione sacerdotale dividendosi tra i numerosi impegni in parrocchia e la sua attività di scrittore e poeta.

E l’ultimo componimento audio dal titolo “Che Vita Meravigliosa” ha già fatto registrare migliaia di ascolti.

Un segno che il mondo ha sempre bisogno di amore e poesia.

 

 

 

 

 

 

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Alessandra Maltoni, la poetessa ravennate conquista il mondo della poesia con “La poesia cambierà il mondo”

Ravenna, 5 dicembre 2019 – Da fine novembre 2019 è disponibile nelle librerie la silloge di Alessandra Maltoni, scrittrice che vive a Ravenna e che dal 1994 si dedica alla scrittura di racconti e poesie con enorme passione.

Proprio la sua passione la porta a partecipare al concorso bandito alcuni mesi fa dalla casa editrice La Zisa di Palermo, con tema “Poesia è rifare il mondo”, affermata nel settore dell’editoria proponendo classici ormai dimenticati e nuovi autori di talento, proponendo pubblicazioni di qualità.

Il concorso è stato lanciato con lo scopo di selezionare sillogi per le sue collane editoriali poetiche e Alessandra Maltoni (facebook.com/Silloge-La-poesia-cambierà-il-mondo-101022698046570), con la sua opera “La poesia cambierà il mondo”, ha fatto la differenza, proponendo versi coinvolgenti, sorprendenti e intrisi di bello, in grado di lanciare un messaggio ben preciso sulla realtà che ci circonda.

La competizione “Poesia è rifare il mondo”

La competizione proposta dalla casa editrice è stata motivo di interesse per tantissimi scrittori e autori emergenti e di talento, organizzata e accolta su varie testate giornalistiche, anche online, ha visto la partecipazione anche della Maltoni che con la sua silloge “La poesia cambierà il mondo”, è stata in grado di fare la differenza.

Da questa partecipazione è nata la silloge “La poesia cambierà il mondo” della Maltoni, ennesimo traguardo e successo per la poetessa, in grado di trasmettere la sua passione nei versi delle sue opere, e arrivare dritto al cuore dei lettori.

La prefazione della silloge è della Prof.ssa Roberta Accomando, docente di comunicazione che ha dato il suo supporto a un’opera che si prevede essere un successo.

Infatti è già prevista una traduzione della raccolta poetica in altri paesi, a dimostrazione di come “La poesia cambierà il mondo”, può raggiungere con la sua arte qualunque lettore in ogni parte del mondo.

Da oggi, questa silloge si presta come un regalo originale per gli appassionati di lettura e poesia.

Alessandra Maltoni, biografia e pubblicazioni

Alessandra Maltoni da circa 15 anni scrive racconti e poesie. Le sue prime liriche sono state pubblicate con Libroitaliano, ma le prime soddisfazioni arrivano quando Nuovi Poeti le assegna diversi riconoscimenti e pubblica “Patchwork poetico”, che viene poi tradotto in inglese e spagnolo.

Nel 2010 vince il Premio Delfino grazie al suo racconto “Domande tra porto e mare”, successivamente vince anche il Premio Internazionale Nuove Lettere grazie al suo libro edito dall’Istituto italiano di cultura di Napoli “La punta dei libri un paese sul mare”.

Tante sue opere sono state pubblicate all’interno di antologie collettive, a ulteriore prova di come la sua scrittura venga riconosciuto come un contribuito importante per la letteratura.

I suoi libri hanno catturato l’interesse di molti docenti universitari che li hanno apprezzati e recensiti, tra cui Neuro Bonifazi che introduce ‘Il Lido del mosaico & ballo’, premio come racconto inedito ‘La Ginestra’.

Alessandra Maltoni è l’ideatrice del concorso Nazionale Poesia al Bar, una metafora tra letteratura e scienza ed è anche titolare del Centro Servizi Culturali che collabora anche con Einstein non sa leggere, centro pedagogico specializzato in DSA.

Per saperne di più sull’autrice e sulla sua opera si può visitare la sua pagina Facebook Silloge La poesia cambierà il mondo.

 

 

Poesia: pubblicata la silloge “La poesia cambierà il mondo” della poetessa Alessandra Maltoni

Ravenna, 28 novembre 2019 – Si chiama “La poesia cambierà il mondo” la nuova silloge della poetessa Alessandra Maltoni, che svela in versi sorprendenti e intrisi del bello, un messaggio sulla realtà che ci circonda.

Il tutto nasce dall casa editrice “La Zisa” di Palermo che ha bandito mesi fa un concorso con tema “Poesia è rifare il mondo” per selezionare sillogi per la sue collane editoriali poetiche.

La competizione è stata pubblicata su testate giornalistiche e online e la poetessa ravennate Alessandra Maltoni si è proposta con “La poesia cambierà il mondo” da cui è stata tratta questa pubblicazione.

Con la prefazione della Prof.ssa Roberta Accomando, docente di comunicazione, da oggi “La poesia cambierà il mondo” è disponibile in tutte le librerie e negozi online.

Una idea regalo per Natale unica e speciale, per tutti gli amanti della poesia, presto disponibile anche all’estero, visto che è prevista la traduzione della raccolta poetica anche in altre lingue.

Riguardo Alessandra Maltoni

Alessandra Maltoni vive a Ravenna. Dal 1994 si interessa con passione alla scrittura di racconti e poesie. Le sue prime liriche sono state pubblicate con Libroitaliano.

Nuovi Poeti le assegna vari riconoscimenti e pubblica ‘Patchwork poetico’, che viene anche tradotto in inglese e spagnolo.

Il racconto ‘Domande tra porto e mare’ vince nel 2010 il premio Il Delfino.

Il suo libro edito dall’Istituto italiano di cultura di Napoli ‘La punta dei libri un paese sul mare’ vince il Premio Internazionale Nuove Lettere.

Molte sue opere sono presenti in importanti antologie collettive.

Alessandra Maltoni è infine ideatrice del concorso nazionale “Poesia al Bar”, una metafora tra letteratura e scienza.

I suoi libri sono apprezzati e recensiti da molti docenti universitari, tra cui Neuro Bonifazi che introduce ‘Il Lido del mosaico & ballo’, premio come racconto inedito ‘La Ginestra’.

Pagina Facebook della silloge:

https://www.facebook.com/Silloge-La-poesia-cambier%C3%A0-il-mondo-101022698046570/?modal=admin_todo_tour

 

 

 

Il prete poeta: Don Cosimo Schena ritorna con “Vivo di Te”

Brindisi, 12 novembre 2019 – Non si ferma più don Cosimo Schena. Dopo il grande successo delle sue ultime raccolte di poesie e musica che lo hanno consacrato nuova stella delle piattaforme musicali, il sacerdote pugliese ritorna con un nuovo album di poesie inedite, di sua composizione.

ll 15 novembre uscirà infatti “Vivo di Te”, la sua nuova raccolta di poesie musicate che si potrà  ascoltare su tutte le maggiori piattaforme musicali.

Poco più di un anno fa la brillante idea di pubblicare tutte le sue composizioni poetiche in formato audio e interpretarle personalmente accompagnate da suggestivi sottofondi musicali.

Subito l’idea è stata apprezzata dal pubblico che ha cominciato a seguirlo in rete grazie alle varie piattaforme musicali, da Spotify a iTunes passando per YouTube.

I suoi brani hanno avuto un’impennata di ascolti e i fans lo hanno ribattezzato “Il poeta dell’Amore”, tanto che la stampa a livello nazionale ha cominciato ad occuparsi della sua storia.

Messaggi d’amore

Il tema predominante delle sue composizioni, infatti, è l’amore: un amore universale che parte da Dio per arrivare a tutti coloro che hanno ancora la voglia di scommettere su questo sentimento.

“Vorrei che il mio messaggio d’amore arrivi anche a coloro che vivono o si sentono in preda alla solitudine, a tutti quelli che hanno perso il senso della speranza e della vita” dichiara don Cosimo commentando l’uscita del nuovo album. E aggiunge: “Le poesie nascono da momenti di preghiera e di storie di gente che incontro e che mi racconta la propria vita”.

La raccolta

“Vivo di Te” di don Cosimo Schena contiene cinque poesie, registrate in entrambe le versioni: con musica e senza. I titoli sono: Vivo di Te, Ci prenderemo per mano, Sei qui con me, Sopra le nuvole e Spero che ritorni.

A giugno è uscito anche un libro di poesie di don Cosimo.

Il sacerdote poeta svolge il suo ministero spirituale a Mesagne, in provincia di Brindisi e tutto il ricavato delle sue opere lo devolve in beneficienza per aiutare le famiglie più bisognose.

Dalla poesia “Ci prenderemo per mano”

Ci prenderemo per mano

Affinché il vento

Ci spinga da una parte all’altra

E ci faccia ritornare il Sorriso

rideremo

Si rideremo

Sul dolore passato

Saremo con il fiatone

Ma felici

 

 

Il nuovo album del Poeta dell’Amore

 

 

 

 

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Arturo Esposito: la poesia, un premio e la vita tra Sorrento e il Salento

Napoli, 3 settembre 2018 – Il 30 settembre partirà la 23a edizione del premio nazionale “Penisola Sorrentina” inserita nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale. La storia della kermesse è indissolubilmente legata alla storia del suo fondatore Arturo Esposito, poeta ed un insegnante ispirato da Sorrento e dal Salento, dove il Comune di Tuglie, in Puglia, dieci anni fa pubblicò il suo ultimo libro di poesie.

Fu un poeta, Arturo Esposito, oltre che insegnante di Piano di Sorrento, e per primo capì l’opportunità di legare stabilmente al nome della penisola sorrentina un appuntamento culturale di valore nazionale.

Fu lui a fondare, a metà anni 90 anni, un concorso di poesia che portasse il nome della terra delle sirene, quella penisola sorrentina che durante il ‘grand tour’ottocentesco aveva ispirato viaggiatori, raccontatori e dipingitori della bellezza.

È negli anni duemila che il premio da lui fondato comincia ad aprirsi anche ad altri temi, ad offrire giorni di studio che si concludono con una prestigiosa premiazione. E poi venne l’incontro con altri luoghi ed altre regioni come la Liguria e il Salento .

Prima a Sorrento e poi a Piano di Sorrento il premio ha portato il gotha della cultura italiana ed internazionale. Poeti famosi come Maria Luisa Spaziani, la musa del nobel Eugenio Montale che egli chiamava “La volpe” o Michele Sovente, vincitore del “Viareggio”, o Giovanni Raboni, principale esponente della poesia lombarda.

Nella giuria Arturo Esposito invitò importanti intellettuali ed accademici italiani: Antonio Piromalli dell’Università di Cassino; Emerico Giachery segretario generale dell’Arcadia (la famosa Accademia che nel 1690, intorno alla figura di  Cristina di Svezia, venne fondata da Gian Vincenzo Gravina e da Giovanni Mario Crescimbeni); Giuliano Manacorda; Alberto Frattini insigne studioso di Leopardi; Vittoriano Esposito tra i maggiori esperti su Ignazio Silone; Francesco D’Espiscopo, critico tra i maggiori studiosi di Alfonso Gatto; Renato Filippelli, docente all’Istituto universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli; Sirio Guerrieri poeta della linea ligure e Ninny Di Stefano Busà, poetessa milanese.

Nel 2004, dopo la sua morte il timone organizzativo è passato al figlio Mario, giornalista e conduttore. Il Premio, non più legato alla poesia, si è trasformato in una rassegna itinerante legata all’arte e alla cultura a 360 gradi, con sezioni diverse e riconoscimenti per il teatro,il cinema, la televisione, la musica, la letteratura.

Una sorta di zona franca in cui si incontrano culture diverse. In cui convivono il colto ed il popolare, premi Oscar e politici, giovani interpreti e nomi noti. Cultura nel senso più alto del termine.  Al limite della contaminazione e della sperimentazione.

Oggi il Premio è annoverato tra i grandi eventi della Regione Campania oltre che essere riconosciuto di rilevanza nazionale ed internazionale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Tutto però ebbe inizio dall’intuizione di Arturo Esposito.

Ma chi era Arturo Esposito?

Nato a Nocera Inferiore (Sa) nel 1942, è morto nel Salento, a Casarano (Le), nel 2004.

Allievo di Carlo Salinari e Roberto Mazzetti, laureato in pedagogia, insegnava nella scuola primaria, dedicandosi al mondo dell’infanzia anche attraverso studi pedagogici.

Numerosi i saggi e gli articoli pubblicati su problematiche sociali e letterarie, tra cui si ricordano. “Universo e società nella poesia contemporanea”, “Droga, famiglia, scuola e società”, “Alfabetizzazione”, “Emarginazione, famiglia e società”, “Giacomo Leopardi: frammenti di luce, di fede, di speranza”. Per la poesia ha pubblicato “La Voce dell’anima” (Editore Cannarsa, prefazione di Vittorio Vettori).

Il Comune di Tuglie, in Salento, dieci anni fa pubblicò la raccolta postuma “Porto con me Gallipoli”, curata da Antonio Rima, contenente i testi inediti del poeta sorrentino e salentino adottivo

Suoi testi poetici sono presenti, inoltre, in volumi specialistici, tra cui la collana “L’altro Novecento” curata da Vittoriano Esposito per Bastogi Editore e la Storia della letteratura italiana “L’eredità letteraria” (Esselibri – Simone) curata da Renato Filippelli.

Per il valore culturale delle sue attività ha ottenuto dal Presidente della Repubblica il Diploma di benemerenza con medaglia d’argento e le onorificenze di Cavaliere e Commendatore al merito della Repubblica Italiana.

 

Al “Premio Penisola Sorrentina” Arturo Esposito (al centro) con il Commissario della Biennale di Venezia Luciano Caramel (a sx) e il Direttore generale del Ministero della Cultura Francesco Sicilia (dx)

 

 

Arriva il ‘Tour della Lettura‘: “Sono un libro, non sono un Hot Dog”

Vercelli, 6 marzo 2018 – Partirà a metà marzo il “Tour della Lettura”,  che vedrà come protagonista assoluto il libro. Un libro pellegrino che andrà in tour nelle scuole elementari, medie e superiori, per andare incontro ai lettori, visto che negli ultimi tempi sono sempre meno i lettori ad andare verso i libri.

Il tour partirà da Santhià, Vercelli, per poi toccare Torino e Firenze, e poi approdare nel resto d’Italia.

Ad organizzare il tour l’autrice e poetessa Barbara Appiano, che leggerà il manifesto “Sono un libro, non sono un Hot Dog” a difesa dei libri.

Un tour che nasce dalla incontenibile fantasia della scrittrice piemontese, che già anni fa si inventò il “Vu leggè” (www.appianobarbara.it/372-2/),  un tour in bicicletta per promuovere la lettura e che per questa singolare iniziativa venne invitata da Costanzo per una serata del “Maurizio Costanzo Show”.

“Io amo i libri con tutta me stessa, perché un libro è capace di creare interazione tra il mondo della scrittura, dell’immaginazione, della suggestione e il lettore, attraverso le emozioni” racconta Barbara Appiano.

“Chi dedica tempo alla lettura ama immaginare, e diventa libero, perché capace di pensare che esiste un mondo migliore.

La cultura deve fare questo, è la pietra filosofale per eccellenza perché un libro è pensiero in movimento, e uno strumento per collegare la nostra interiorità al mondo esteriore. Infatti io considero il libro un essere vivente, perché è in grado di interagire con il lettore, creando una vera e propria ombra del lettore su carta stampata” continua l’autrice.

“L’acquisto di un libro è un investimento e non una spesa, perché ci arricchisce, ci fa immaginare nuovi mondi e ci fa crescere. Per questo nel mondo ci vorrebbero più libri e meno fabbriche di automobili ed oggetti e più cartiere di libri, magari in carta riciclata, in rispetto degli alberi.  Lo considero l’unico modo per salvarsi da se stessi, e per contagiare in positivo l’uomo, in un mondo dove tutto è ormai molto mediocre e piatto” conclude Barbara Appiano, entusiasta per il tour in partenza.

Durante il tour la scrittrice interagirà con gli studenti e parlerà con loro di cultura, della magia dei libri, e leggerà loro alcuni estratti del suo ultimo romanzo “Umanità Anno Zero”, facendo spegnere gli smartphone ai ragazzi perché “a parlare in quei frangenti dovranno essere solo e soltanto i libri”.

Qui di seguito il manifesto che sarà letto nel “Tour della Lettura”

Manifesto “Sono un libro, non sono un Hot Dog”

Sono un libro e sono vivo.

Sono un prigioniero politico, ingombrante per dimensioni anche se tascabili, per i miei contenuti che non sempre fanno audience.

Non trattatemi come fossi un cadavere da sezionare in obitorio.

Io sono il libro, un essere vivente politicamente corretto, frequentato dai lettori che praticano il turismo letterario a Km. Zero, praticamente un genere umano che sta scomparendo per via della mia sostituzione con i vari aggeggi telefonici, diventati oggi “smartphone”.

Una specie di fattucchiera lo smartphone, che quando lo consulti tutto ti sa dire, se piove o se c’è il sole, se la borsa di New York è crollata o se sta bene, oppure l’ultima stupidaggine accaduta dall’altra parte del mondo…

Ma non ti insegna a leggere.

Per quello c’erano i maestri di scuola, che mi chiamavano sussidiario, e io felice come non mai ad essere chiamato sussidiario mi accompagnavo ai miei lettori delle prima ora, i bambini dell’asilo.

Poi tutto è mutato, circondato da telefoni più o meno intelligenti, televisori che ti mostrano senza dover leggere il mondo a colori, che hanno attentato alla mia dignità di essere libro e così sono finito nei bui sgabuzzini dei grandi magazzini a far compagnia  a lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie e spremi agrumi elettrici, catalogato come “invenduto”.

Prossima fermata un inceneritore, ovviamente intelligente, dove poter finire i miei giorni di gloria e di oblìo, all’ombra di un XFactor dove il talento dei lettori, per essere tali devono leggermi, si è eclissato come genere sorpassato.

Sono animato dall’insostenibile ragione di moltiplicarmi all’infinito, ormai però senza una vera famiglia alle spalle, come quella degli editori, che mi collochi nel mio habitat giusto, la libreria.

Il mio posto è su uno scaffale, una vetrina, o una biblioteca.

Anni fa avevo un genitore affidatario che si chiamava editore, ora scomparso perchè con la fecondazione in vitro anche coloro che partoriscono libri e cioè gli scrittori, hanno deciso di fare tutto da soli, di essere genitori e diffusori del mio verbo.

Ciò ha comportato il fatto che sono stato declassato allo status di un elettrodomestico, prodotto nei paesi globalmente poveri, e alla stregua di un aspirapolvere.

Sono in saldo nei vari “stores” dove mi ritrovo come vicino di banco e di casa aspirapolveri, lavatrici e scope elettriche.

Nel caso tale luogo non mi andasse bene ho l’opzione degli ipermercati dove mi pongono in attesa di trovare il mio futuro genitore-lettore al fianco di pannolini e deodoranti, come  se io fossi inadeguato a stare in mezzo agli altri libri.

Ma io non sono un Hot Dog.

Sono fatto di carta, una carta pulsante che sposta gli alberi dalle foreste a casa tua.

Vorrei che tu mi vedessi come io sono veramente, una voce che narra un mondo di parole, un mondo parallelo che ti accompagna ogni giorno della tua vita, ma poiché mi hanno oscurato facendomi passare per un oggetto attentatore se mai venissi sfogliato sarebbe soltanto per una perquisizione.

Sfogliate e cercate.

Da me troverete parole, carta, verbi e sostantivi.

Da me troverete il mondo che oggi avete perso, quello dell’immaginazione, perché un Hot Dog si può anche digerire, ma io sono indigesto, sono nato per vivere e far vivere coloro che mi leggono.

Sono il libro, quello che resta invenduto sugli scaffali delle librerie e delle biblioteche, santuari dove vige l’extra territorialità diplomatica del leggere in silenzio, accendendo la fantasia prima che una scopa elettrica venga e mi ramazzi via.

Io sono il libro, sono il tuo mondo, quello dell’immaginazione messa in moto dalla scrittura, sono la tua noia e il tuo passatempo se mai ti accorgessi che leggermi non è perdere del tempo e se mai provassi a pensare lontanamente all’analfabetismo, una malattia debellata con la libertà della cultura che mi ha messo a dirigere il traffico della parole.

Sapresti che la mia esistenza è stata cruciale per far leggere tutti gli italiani, magari soltanto le pagine di un quotidiano, ma comunque pagine di parole e carta che da qualche parte dovranno pure abitare, e chi se non io, il libro può ospitare il mondo delle parole che descrivono il mondo in cui viviamo?

Attenzione a non accelerare lo sfogliare dei miei consimili, non tutti i libri  sono sensibili alle dita che sfogliandoti si fermano sul particolare, una parola, una virgola che sospende e sorprende mescolando la realtà con la fantasia.

Anche a leggerci ci vuole empatia, perché noi siamo vivi come lo siete voi che ci prendete in mano ci guardate, leggete il prezzo per portarci a casa e poi ci lasciate dove ci avevate visto, sugli scaffali del mondo che non legge più, un mondo visto con la barra di scorrimento di uno smartphone che ti ha insegnato a fare in fretta e ti ha educato a non perdere tempo, programmandoti la vita anche per annoiarti.

Annoiatevi fintanto che avete tempo, il tempo non vi aspetta e io a restare invenduto e non letto divento disoccupato proprio come te che non mi compri perché a me preferisci il gratta e vinci.

 

 

 

 

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