Bando regionale “Riparti”, se lo aggiudica la Stilmarmo

Bari, 29 luglio 2022 – L’azienda pugliese, capogruppo dell’omonimo gruppo industriale “Stilmarmo”, da sempre impegnata nella valorizzazione della “Pietra di Apricena” in tutto il mondo, e il PoliBa (primo politecnico del sud d’Italia e tra i migliori d’Europa) si sono aggiudicati il bando pubblico “RIPARTI” della Regione Puglia.

La misura regionale si colloca all’interno della “Strategia Europa 2020” per una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile, la quale ha ribadito il ruolo determinante che la ricerca riveste sul fronte dell’innovazione e dello sviluppo del tessuto socio-economico-industriale coerentemente con la “Smart Specialization Strategy” della Regione Puglia. Fondamentale importanza riveste, a tale scopo, lo sviluppo di competenze specifiche, finalizzate allo sviluppo di ricerche innovative in grado di fondere la conoscenza e l’innovazione con la richiesta dei fabbisogni del tessuto economico-sociale.
Il progetto di ricerca, presentato da PoliBa & Stilmarmo, col titolo “Sistemi autoportanti di facciata impieganti blocchi lapidei di scarto per la progettazione sostenibile in area Mediterranea”, vede, come suo responsabile scientifico, Giuseppe Fallacara, del dipartimento di scienza dell’ingegneria civile e dell’architettura del politecnico barese e, quale suo referente operativo, Cinzia Rinaldi, del dipartimento import/export dell’azienda apricenese. Assegnista del progetto, finanziato dalla Regione Puglia, è il noto architetto Micaela Colella, ricercatrice del medesimo politecnico.

L’obiettivo principale del progetto di ricerca è di determinare nuove modalità di utilizzo del materiale attualmente non commerciabile (di scarto), finalizzato alla definizione di una nuova filiera produttiva per la realizzazione di blocchi in pietra di grande dimensione da impiegare nella costruzione di facciate autoportanti o, in alternativa, in sistemi costruttivi portanti per case a basso impatto ambientale. Tali blocchi saranno specificamente progettati e testati per essere utilizzati in ambito mediterraneo e prevedranno l’integrazione delle componenti impiantistiche e di materiali con ottime proprietà di isolamento termico. Dal punto di vista progettuale, la ricerca intende avvantaggiarsi delle più recenti strategie di prefabbricazione avanzata, di progettazione computazionale e BIM, al fine di creare specifici framework in grado di utilizzare i blocchi in modo flessibile e totalmente personalizzato (mass customization).

«Il raggiungimento degli obiettivi appena descritti, oltre all’espansione economica dell’intera filiera e della Regione Puglia» dichiara Alfonso Masselli, responsabile delle relazioni esterne di Stilmarmo «contribuirebbe alla promozione di un approccio maggiormente etico e sostenibile nell’utilizzo delle risorse naturali, delle quali la città di Apricena, con la sua “Pietra” famosa in tutto il mondo, è indiscussa rappresentante. L’impiego cosciente dei materiali lapidei sarebbe in grado di dare un rilevante contributo alla lotta ai cambiamenti climatici. Con questo progetto di ricerca – conclude Masselli – vogliamo caratterizzarci nell’ambito della “manifattura sostenibile”, puntando sulla competitività, l’efficienza, l’innovazione e l’eccellenza tecnologica nei processi produttivi, così da favorire uno sviluppo sostenibile sia in termini di impatto ambientale che sociale».

La partnership con il Politecnico di Bari

La Stilmarmo di Apricena, del cui bacino estrattivo marmifero (secondo in Italia, dopo quello di Carrara) rappresenta il player di spicco a livello internazionale, ha intensificato negli ultimi tempi la partnership con il Politecnico di Bari.

Dopo la partecipazione alla Biennale di Architettura di Venezia 2021 con l’installazione “Porzione d’Infinito” e la realizzazione della mostra “Quarry Visions”, inaugurata ad Apricena, in provincia di Foggia, lo scorso 23 luglio, con l’intervento di Francesco Cupertino, rettore del Politecnico di Bari, Fabio Tellia, associato del celebre studio di architettura “Norman Foster + Partners” di Londra, Anthony Caradonna, docente e ricercatore della prestigiosa università americana “New York Institute of Technology”, e Giuseppe Fallacara, professore ordinario di progettazione architettonica del politecnico barese nonché ideatore della mostra.

 

Bando “RIPARTI” Regione Puglia – Stilmarmo & Politecnico di Bari

 

 

Alfonso Masselli, Responsabile relazioni esterne Stilmarmo
(Ph: Gaz Blanco)

Cinema: fino al 20 luglio il contest “Racconti di mare”

Dall’Europa, dall’Australia, dall’America e dai Paesi del Medioriente arrivano le candidature al contest internazionale “Racconti di mare”, promosso in collaborazione con il Master della Federico II.  Un corto proveniente anche dalla Federazione Russa.  Le iscrizioni  aperte fino al 20 luglio…

Napoli, 4 luglio 2022  – Napoli da sempre rappresenta una città-icona della cultura e del Mediterraneo. E proprio a Napoli, poche settimane fa, il Ministro della Cultura Dario Franceschini ha annunciato che il Mediterraneo avrà a rotazione una Capitale della cultura.

Lungo questa rotta di speranza e di dialogo multietnico, il Premio Penisola Sorrentina e il Master di II livello in drammaturgia e cinematografia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (coordinato dal professore Pasquale Sabbatino) hanno stipulato una partnership e promosso, nell’ambito del progetto speciale “Le città e il mare”, il contest: “Racconti di mare”, dedicato a cortometraggi e prodotti multimediali che abbiano come tema il racconto del mare.

L’obiettivo generale di promozione del luogo, del territorio, della tradizione culturale mediterranea, del dibattito socio-culturale si traduce nell’obiettivo specifico di raccontare il rapporto che intercorre tra le città, l’architettura, i beni culturali e il mare, attraverso opere multimediali ed audiovisive che possano raffigurare questa relazione mediante le immagini e la narrazione.

Tantissimi finora i contributi inviati da scrittori, cineasti, sceneggiatori e giovani promesse provenienti da ogni parte d’Europa e dai Paesi del Mediterraneo e del Medioriente, fino alla zona Araba e alla Repubblica Islamica. Per arrivare alla Cina e, perfino, alla Federazione Russa.

Un appuntamento culturale che riesce ad offrire una visione differenziata, un’apertura verso il Mediterraneo, il dialogo multietnico, la pace e la distensione, nel segno di quel meticciato culturale e di quella trasversalità che da sempre connotano le prestigiose attività del Premio Penisola Sorrentina, capitanato dal giornalista Mario Esposito.

L’iniziativa rappresenta un primo tentativo di analisi e di approccio attualissimo ad un progetto di lunga durata  che nel tempo vedrà la Penisola Sorrentina sempre più protagonista e al centro del dibattito politico e culturale mondiale sui temi della cooperazione e del mare. Quel mare che – come affermò il poeta inglese moderno Alexander Pope –  “unisce i paesi che separa”.

“Il Premio Penisola Sorrentina costituisce uno degli appuntamenti culturali più importanti e rappresentativi del nostro territorio”, dichiara a proposito Massimo Coppola, sindaco di Sorrento, reduce dal successo del Global Youth Tourism, il Summit mondiale per il turismo sostenibile.

Fino al 20 luglio sarà possibile consultare il bando di concorso e candidare le proprie opere sulla piattaforma FilmFreeway https://filmfreeway.com/raccontidimare.

L’iniziativa gode del Patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Campania, della Città Metropolitana di Napoli e della Fondazione Banco di Napoli.

 

David Sassoli: il cordoglio della cultura sorrentina

Appena insediatosi come Presidente del Parlamento Europeo, Sassoli espresse apprezzamento per le attività culturali del Premio Penisola Sorrentina ponendolo da subito sotto l’egida del Parlamento Europeo

Bruxelles, 11 gennaio 2022 – È morto David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo. Tra i tanti messaggi di cordoglio che in queste ore si stanno avvicendando da tutta Europa arriva anche una testimonianza da Sorrento e dal mondo delle istituzioni culturali.

Mario Esposito, presidente del Premio Penisola Sorrentina, così afferma:

“L’Italia perde un politico sincero che ha rappresentato le migliori  tradizioni e le più profonde e democratiche istanze italiane al vertice di una delle Istituzioni dell’Unione europea. Ma perde anche un giornalista colto ed un uomo dotato di passione e semplicità. Il cordoglio della Penisola Sorrentina alla famiglia e alla grande comunità democratica che oggi perde un suo grande esponente”. 

Sassoli dal 2019, appena insediatosi, scelse di porre sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo il Premio Penisola Sorrentina, apprezzandone lo spirito e la vitalità in linea con le linee programmatiche dell’Unione Europea.

“Trovo che questa iniziativa sia assolutamente coerente con le strategie dell’Unione Europea per la gioventù, in quanto promuove la partecipazione dei giovani alla vita democratica e, al contempo, favorisce l’impegno sociale e civile, contribuendo a valorizzare appieno le potenzialità dei nostri cittadini”, dichiarò David Maria Sassoli nel 2019. 

 

A Sorrento un Talk su impresa, cultura e Mezzogiorno

L’ex numero uno di Confindustria Antonio D’Amato sarà a Sorrento il 23 ottobre, intervistato da Roberto Napoletano, per il Premio Penisola Sorrentina

Sorrento, 15 ottobre 2021 –  La città della costiera sembra tornata davvero ai livelli di accoglienza e splendore culturale pre-covid. Dopo il successo legato all’evento internazionale del G20, Sorrento si prepara ora a diventare luogo di iniziative culturali prestigiose e grandi eventi.

Ad aprire la galleria delle manifestazioni sarà la due giorni del Premio “Penisola Sorrentina”, il riconoscimento dedicato alle eccellenze della cultura e dell’audiovisivo italiano in programma il 22 e 23 ottobre prossimi, con la direzione di Mario Esposito.

Grande rilievo nel programma della due giorni assume il faccia a faccia “Roberto Napoletano dialoga con Antonio D’Amato” sui temi del Mezzogiorno e dell’Europa, che avrà luogo nella sala consiliare alla mattina del sabato 23 ottobre, con inizio alle ore 11.30.

Antonio D’Amato, già presidente di Confindustria è oggi a capo della Fondazione Mezzogiorno, l’associazione costituita da imprese locali, nazionali, internazionali nata per favorire lo sviluppo del Sud attraverso l’ideazione e la promozione di politiche e investimenti che ne migliorino la competitività.

Al centro del talk tra l’ex numero uno di Confindustria, e il Direttore dell’Altra voce dell’Italia (già direttore de Il Sole 24 ore) Roberto Napoletano, ci saranno il Sud e l’Europa anche in vista dell’attuazione del nuovo PNRR e del rilancio sociale, culturale ed economico dell’Italia.

“Non solo del Mezzogiorno, mai come ora c’è bisogno di un’Europa più forte. E l’ Italia – grazie all’ autorevolezza del suo governo – può svolgere un ruolo importante per progettare il futuro dell’ Ue.  Un equilibrio più sostenibile delle finanze italiane è fondamentale per la tenuta finanziaria dell’Ue e si può raggiungere soltanto se il Mezzogiorno recupera i divari in termini di Pil e occupazione rispetto al resto del Paese”, ha dichiarato qualche settimana fa Antonio D’Amato nel corso dell’ incontro promosso dalla sua fondazione in collaborazione con l’ Unione Industriali di Napoli, ospite il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti.

Un altro momento si aggiunge al cartellone di Sorrento che, prima con gli Stati generali del Turismo e poi con il G20, ha saputo porsi come luogo in cui riflettere e tracciare una nuova linea strategica per lo sviluppo della Penisola Sorrentina e del Sud nel segno della sostenibilità, della cultura e dei giovani. Al termine del talk infatti come testimonianza di un Sud che investe in cultura e giovani verrà trasmesso il documentario premiato  “This is Giffoni”, prodotto da Giffoni Experience, il cui direttore Claudio Gubitosi alla sera del 23 ritirerà il riconoscimento al teatro comunale Tasso.

“Gli organizzatori del Premio Internazionale Penisola Sorrentina non smettono mai di sorprendere. Sarà così anche in occasione della 26ma edizione dell’evento che offrirà lo spunto per articolare un racconto dell’Italia nell’era post Covid”, dichiara il Sindaco di Sorrento Massimo Coppola che presiederà i lavori della manifestazione.

 

Ambiente, turismo e cultura: l’impegno per il sociale al “Penisola Sorrentina” di Intesa Sanpaolo

Napoli, 26 marzo 2021 – Riprendono le attività di preparazione del Simposio del Premio “Penisola Sorrentina”, che il 24 ottobre del 2020 ha licenziato  la “Carta di Sorrento”, un documento strategico che parla all’Italia di governance in settori nevralgici come ambiente, turismo e cultura. L’organizzazione è al lavoro per l’edizione 2021 della kermesse e la Commissione Cultura del Senato propone per quel giorno di celebrare “La Giornata nazionale dello Spettacolo” .

Tra i partner della passata edizione il Gruppo Intesa Sanpaolo, che da sempre interpreta responsabilmente il proprio ruolo di prima banca italiana e contribuisce attivamente alla vita culturale del Paese, ritenendo che esista un fecondo rapporto fra crescita economica e progresso civile. Nel 2020 l’impegno culturale del Gruppo ha toccato così anche Sorrento, perla del turismo internazionale affacciata sul Golfo di Napoli, che vanta tra le iniziative più prestigiose  il Premio “Penisola Sorrentina”.

La kermesse culturale, diretta da Mario Esposito, è promossa sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo in collaborazione con la Fondazione Sorrento ed il Comune di Sorrento.

Da Sorrento, il Premio Penisola Sorrentina in piena pandemia ha lanciato un grido di allarme ed una forte provocazione civile, durante uno speciale Simposio dedicato ad ambiente, turismo e cultura.

Quale sarà il nuovo turismo sostenibile? Come potrà rivivere lo spettacolo dal vivo?

Occorre un piano che sappia far rinascere dalle macerie l’economia e soprattutto pensare ad una nuova governance del Paese dopo il Covid-19.

Da qui è scaturita l’importanza strategica della “Carta di Sorrento”, istituita ad ottobre del 2020, su iniziativa del giurista Luigi Cerciello Renna, docente di legislazione ambientale all’Università di Roma 4, in occasione dei  25 anni del prestigioso Premio  Penisola Sorrentina. Essa consiste in un documento integrativo ed innovativo che l’Organizzazione – dopo un percorso di dibattito e inchieste pubbliche secondo il modello francese – intende portare all’attenzione del legislatore e del decisore pubblico, anche per pensare ad un nuovo corso del concetto di sostenibilità.

Fu una giornata storica, perché proprio il 24 ottobre nelle ore in cui il Premio (da subito convertitosi in formato phygital, un ibrido di presenza e remoto) celebrava i suoi 25 anni, veniva varato il Dpcm che ha decretato la chiusura totale di cinema e teatri ancora in corso. Una giornata che un disegno di legge depositato in Senato e sottoscritto da diversi membri della Commissione Cultura propone come “Giornata nazionale dello spettacolo“.

Nell’edizione 2020 (l’edizione del venticinquennale del Premio) la lodevole e coraggiosa iniziativa  culturale ha registrato anche l’adesione di Intesa Sanpaolo.

Un partner privato di assoluto prestigio per il Simposio del Premio Penisola Sorrentina, che guarda ormai sempre più ad una dimensione nazionale ed internazionale.

 “Iniziative come questa di Sorrento sono perfettamente in linea con l’impegno del Gruppo in ambito sociale”, ha spiegato  Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Basilicata, Calabria e Puglia di Intesa Sanpaolo. “La nostra Banca è fortemente impegnata in attività culturali, basti pensare alle esposizioni permanenti e temporanee del vasto patrimonio artistico presso le Gallerie d’Italia, i nostri musei di Napoli, Milano e Vicenza. Intesa Sanpaolo è particolarmente sensibile ai temi della coesione sociale e della riduzione delle disuguaglianze. Una sensibilità accompagnata dall’attenzione verso le esigenze del territorio e del suo tessuto produttivo. In questo delicato periodo continuiamo a supportare le famiglie e le Pmi del Mezzogiorno, favorendo 70 accordi di filiera e garantendo la liquidità necessaria: da inizio anno abbiamo già erogato oltre 3 miliardi di euro di finanziamenti alle imprese meridionali, mentre ammonta a circa 4 miliardi il debito residuo relativo alle oltre 30mila moratorie accordate alle aziende”.

La macchina organizzativa del 2021 è già a pieno regime, nonostante le persistenti difficoltà del momento legate al Covid:  sono in corso, infatti, incontri e confronti tra la direzione del Premio ed esponenti del mondo privato e pubblico nazionale ed europeo, per definire il panel e il calendario dei lavori in programma ad ottobre prossimo.

 

 

L’intervento al Simposio 2020 di Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Basilicata, Calabria e Puglia di Intesa Sanpaolo.

La lettera a Mario Draghi: “Il Recovery Plan deve essere occasione di rilancio del settore marmifero italiano”

La lettera a Mario Draghi per chiedere misure per il rilancio del settore marmifero italiano: a scriverla una nota azienda del settore, la Stilmarmo di Apricena (Foggia)

Foggia, 22 febbraio 2021 – Una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, che chiede di rilanciare il settore marmifero italiano. A stilarla i responsabili della Stilmarmo di Apricena, in provincia di Foggia, nota industria di import ed export di marmi e pietre.

Questi alcuni passaggi della lettera indirizzata al Presidente Draghi.

L’Unione Europea, per il suo sviluppo, ha individuato 14 materie prime strategiche e tra queste, quelle maggiori, si trovano sotto i nostri piedi: i “marmi” e le “pietre ornamentali”, di cui il bacino marmifero di Carrara e quello di Apricena rappresentano la maggiore “espressione” della natura. Disponiamo, insomma, di straordinarie “risorse” e abbiamo competenze e professionalità. Ma non bastano.

Occorre che il nostro Paese ripensi velocemente la propria politica economica, industriale e, soprattutto, culturale. Il “Recovery Plan” rappresenta il momento giusto per farlo e la sede più opportuna per assegnare ai “marmi” e alle “pietre ornamentali” un ruolo strategico nell’economia nazionale.

I marmi e le pietre ornamentali sono green

Sono risorse “naturali”, green dalle origini. Non è necessario utilizzare fonti primarie di energia per la loro produzione: i “marmi” e le “pietre ornamentali” sono semplicemente sotto i nostri piedi. Vanno soltanto estratti e poi lavorati. La loro durata è senza compromessi e senza pari. Lo testimonia la storia millenaria.

Per uscire dalla crisi, come non pensare, dunque, di puntare su queste straordinarie “risorse” naturali? Ciò potrebbe costituire la terza rivoluzione industriale, se soltanto si considerasse che anche gli “scarti” di estrazione e lavorazione non sono “rifiuti” ma “materia prima secondaria”. Si pensi all’uso tradizionale della “polvere di marmo” come additivo per dentifrici. Secondo gli scienziati, la “farina di pietra” potrebbe anche essere utilizzata come riempitivo per asfalto, cemento, gesso e molto altro. Ma nessuna di queste possibilità ha ancora raggiunto una svolta di mercato, per mancanza di adeguate politiche di sostegno a queste “nuove” economie circolari.

Cosa può, dunque, fare al riguardo il nostro Governo nell’immediatezza? Tantissimo. A partire dall’inserire i “marmi” e le “pietre ornamentali” d’Italia nel “Piano strategico di resilienza e rilancio nazionale”, si creerebbero le premesse per intraprendere la strada di una crescita economica di lungo termine.

Risorse che vanno protette dallo Stato

In che modo? Innanzitutto, tutelando legislativamente le nostre “pietre naturali” dalla concorrenza sempre più crescente di “prodotti ceramici”, che riproducono ormai fedelmente i nostri “marmi” pur non avendo nulla di marmo e che vengono addirittura commercializzati utilizzando impropriamente i nomi delle nostre “pietre naturali”.

Se non tuteliamo i nostri materiali, complice la crisi in atto, le cave ed i laboratori di lavorazione pietre e marmi saranno costretti a ridurre drasticamente il numero degli addetti se non a chiudere i battenti.

I territori interessati perderebbero così altri posti di lavoro diretti e nell’indotto, in un drammatico momento storico. I prodotti non agricoli meritevoli di tutela costituiscono un rilevante potenziale economico, che oggi non possiamo sfruttare appieno.

L’estensione, ad esempio, di protezione di IG (Indicazioni Geografiche) a tali prodotti porterebbe un notevole vantaggio potenziale per le PMI coinvolte ed un contributo significativo all’occupazione e alla crescita economica dei territori interessati.

Gli interventi urgenti 

Per far recuperare quel necessario vantaggio competitivo alle nostre “pietre naturali” in un mercato globalizzato fatto di costi del lavoro disomogenei, occorre intervenire, al più presto, sovvenendo l’industria estrattiva italiana e quella della lavorazione “in loco” di marmi e pietre con misure di sostegno ad hoc.

Ad esempio, prevedendo contributi a fondo perduto e/o crediti d’imposta in conto costi di sbancamento di cava, macchinari, attrezzature e mezzi d’opera nonché a valere sulla promozione e diffusione in tutto il mondo delle nostre “meraviglie” naturali; incentivando, all’uopo, sinergie tra le PMI del settore e le Università italiane; introducendo, altresì, il “gasolio marmifero”, al pari del “gasolio agricolo” e di quello “nautico”.

Subito il “mutuo marmifero”

I “marmi” e le “pietre ornamentali” rappresentano la maggiore risorsa del sottosuolo italiano e contribuiscono al Pil nazionale per un valore di poco superiore all’1%. Un valore di tutto rispetto, che legittimerebbe una maggiore attenzione del mondo creditizio attraverso l’istituzione di forme tecniche di credito specializzato, costruite “su misura” in funzione delle peculiarità del suo processo estrattivo (caratterizzato da consistenti investimenti iniziali in sbancamento di strati sterili per la successiva messa in produzione del giacimento utile), che oggettivamente necessita di periodi di preammortamento finanziario molto più lunghi rispetto a quelli comuni.

Manca, nel nostro sistema, il “credito estrattivo-marmifero”, essendoci, viceversa, il “credito agrario”, il “credito peschereccio” e quello “edilizio”.

L’istituzione di “forme tecniche di credito specializzato” rappresenta – oggi più di allora, essendo ormai “globale” il contesto in cui siamo destinati ad operare – la condizione necessaria ed indispensabile per dare effettivo slancio ad un settore “strategico” qual è quello estrattivo-marmifero.

La “Grande Crisi” che stiamo vivendo, tra forti spinte innovatrici globali e residue resistenze domestiche, potrebbe essere l’occasione giusta per scrivere (insieme) una rivoluzionaria pagina del cambiamento necessario”.

APRICENA STONE IN THE WORLD – www.stilmarmo.it

 

 

 

Premier Mario Draghi

 

Palazzo direzionale STILMARMO

 

 

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Luca Barbareschi: “Noi italiani veniamo da lontano”.

L’attore, regista e produttore cinematografico, patron del Gruppo Eliseo di Roma e presidente del Premio Penisola Sorrentina, invoca un giudizio morale nell’economia.

 

Roma, 3 dicembre 2020 – Continua il dibattito culturale e mediatico tra gli addetti ai lavori scaturito dalla nascita della “Carta di Sorrento”, il manifesto per i venticinque anni del Premio “Penisola Sorrentina” che coniuga in una visione olistica i settori fondamentali per lo sviluppo del Paese, ossia turismo, ambiente e cultura.

Tra gli ispiratori delle riflessioni, che sono pervenute ad un team di esperti coordinato da Luigi Cerciello Renna per la stesura dei venti principi che compongono la Carta, c’è il produttore, attore e regista Luca Barbareschi, patron del Gruppo Eliseo, da qualche anno alla guida della giuria del prestigioso riconoscimento diretto da Mario Esposito.

Ecco quanto dichiara Luca Barbareschi a proposito del documento programmatico, che dopo la presentazione ad ottobre scorso ha avviato un lungo percorso di consultazioni, inchieste pubbliche, partecipazione a livello regionale e nazionale, prima di arrivare all’attenzione del legislatore e del decisore pubblico:

Noi italiani – afferma Barbareschi –  veniamo da lontano, da una storia straordinaria fatta da uomini straordinari. Abbiamo capito l’importanza della secolarizzazione per uscire da guerre religiose che hanno portato l’Europa in una profonda crisi. Gian Battista Vico da Napoli ispirava i migliori pensatori d’Europa e grazie alle sue idee si è arrivati al punto più alto di una visione geopolitica e culturale dell’Europa. Forse non tutti sanno che Goethe era ministro delle finanze in Germania (sul marco tedesco c’erano i versi del Faust); Churcill prima di essere un grande statista fu anche Premio Nobel per la letteratura. Eppure questo trionfo di razionalità ha portato a due guerre mondiali, cento milioni di morti, l’esaltazione di uomini psicotici, come Hitler, Mussolini, Stalin, ecc. Oggi bisogna ripartire da quell’equilibrio tra la spiritualità e l’economia; per far ciò però forse occorre inserire una parola fondamentale che sia il collante tra quelle due: moralità.  Moralità nell’economia. Moralità nella politica. Uscire dalla stupidità del giudizio moralistico sulle opere degli artisti. Non vivere con l’idea del potere, ma tornare a crescere nella nostra tradizione giudaico-cristiana con il potere delle idee”.

Di grande significato appare, dunque, il ruolo che il Premio “Penisola Sorrentina”- dopo venticinque anni di attività – sta intraprendendo, facendosi, attraverso la “Carta di Sorrento”, portatore di valori costituzionalmente garantiti, depositari di una narrazione del Paese trasversale, laterale, divergente, intrinseca, dove il principale strumento di comunicazione scelto per promuovere il dibattito e lo sviluppo, anche turistico, dei territori che la kermesse riuscirà a coinvolgere, sarà quello dell’audiovisivo.

È  in produzione, con il patrocinio della Regione Campania Settore Cinema e Audiovisivo,  uno speciale documentario per i 25 anni del “Premio Penisola Sorrentina”, denominato “Residenze artistiche” : il racconto di un viaggio a Sorrento tra gli abitanti e gli ospiti della prestigiosa kermesse, costruito per approfondire la bellezza e le potenzialità di un territorio, messo a dura prova dal Covid.

 

 

Cultura: prosegue il viaggio “alla scoperta della Rus’ di Kiev”

Prosegue il viaggio “alla scoperta della Rus’ di Kiev”: dopo Istanbul, ecco Kiev, la capitale dell’Ucraina, ai confini tra l’Europa orientale e la Russia europea

Roma, 13 marzo 2020 – Nell’ambito del progetto “Le Vie Aleramiche”,  è in fase conclusiva il documentario nato con la collaborazione di Anna Placa del Club per l’UNESCO di Piazza Armerina, e Fabrizio Di Salvo, promotore del progetto, socio onorario. Per il prosieguo del progetto è stato necessario seguire la traccia lasciata dagli Aleramici in tutta Europa, perché “Le Vie Aleramiche” coinvolgono dinastie, persone, popoli e si intrecciano con fatti storici di portata internazionale. 

“Il documentario probabilmente andrà in onda su una grossa Tv nazionale (gli accordi con la Tv sono in progress), siamo in fase di editing ma l’obiettivo e’ di completare il lavoro per il prossimo inverno, la voce narrante e’ quella di Mimmo Strati,  l’attuale voce ufficiale dei programmi Rai e di molti documentari”, racconta Fabrizio Di Salvo, promotore del progetto.

IL PROGETTO NEI DETTAGLI

Da tempo Fabrizio Di Salvo, del Circolo Culturale Marchesi del Monferrato, promotore e fondatore insieme al compianto Roberto Maestri, del progetto “Aleramici in Sicilia” e regista del documentario “Le Vie Aleramiche, Normanno Sveve”, supportato dai prestigiosi pareri del Comitato Scientifico e dalle sue intuizioni, è consapevole che la Sicilia del X, XI e XII secolo sia stata teatro di un intricato intreccio di popoli.

Dagli Aleramici agli Altavilla e ai Normanni, per arrivare fino agli Svevi; da qui le visite in Normandia e nella Svevia, in Germania, alla ricerca delle loro origini. Tuttavia, altri popoli erano in Sicilia in quei secoli: i Bizantini, come ha dimostrato la tappa ad  Istanbul,  e la Guardia Variaga presente sia a Costantinopoli che in Sicilia, un esercito selezionato dell’Europa dell’est, la Rus’ di Kiev: un legame che ha spinto Fabrizio Di Salvo ad andare in visita anche a Kiev per scoprire di più su questo esercito e su questa terra.

Nel 988 il collegamento tra la Rus’ e l’impero bizantino diventa ufficiale, in quanto Basilio II chiede un ingente numero di uomini, i soldati variaghi, a Vladimir di Kiev: la sua Rus’ è il primo stato slavo-orientale organizzato, con un territorio che comprendeva numerose nazioni odierne quali l’Ucraina, la Russia occidentale, la Bielorussia, la Polonia, la Lituania, la Lettonia e l’ Estonia.

Lo Stato, lo si apprende dalle fonti, nasce da alcune tribù vichinghe svedesi, conosciute come Rus’, che si stabiliscono, verso la fine del IX secolo, lungo le sponde del Dnepr e fissano in Kiev, importante centro della via variago-greca, la loro capitale. La Rus’ durerà, con alterne vicende, fino all’invasione dei tartaro-mongoli nel XIII secolo.

Sarà proprio grazie al coraggio e al valore della Guardia Variaga che nel 989 Basilio II, ormai stanco dell’inaffidabilità della guardia imperiale bizantina, la istituzionalizza come proprio esercito di difesa e, per oltre cento anni, vi partecipano, quasi esclusivamente, uomini provenienti da Russia, Svezia e Norvegia. Sarà proprio la Guardia Variaga a far parte dell’eterogenea spedizione bizantina, che partirà per la Sicilia nel 1038 con l’intento di liberare l’Italia e annetterla all’impero. A capo di quella spedizione, con i figli di Tancredi dall’Altavilla sono presenti altri due personaggi: il cognato dell’imperatore Stefano ed il macedone Giorgio Maniace, grande condottiero, tanto carismatico quanto sanguinario, di cui ancora oggi si trova  testimonianza nella toponomastica, dal  piccolo comune in provincia di Catania all’abbazia di Santa Maria di Maniace.

Il viaggio nell’odierna Kiev, oggi capitale dell’Ucraina, inizia con l’incontro, all’Università Nazionale Taras Shevchenko (una costruzione dall’ imponente colonnato rosso), del capo del dipartimento Viktor Stavnyuk, che accenna al collegamento tra Bizantini e Rus’ di Kiev, confermando il lavoro di ricerca avviato con il progetto.

Sarà poi il professore Oleksandr Okhrimenko, capo del dipartimento di storia medievale, a sottolineare come la Rus’ di Kiev abbia avuto forti legami con le genti vichinghe, mostrando un libro con le caratteristiche navi di quei popoli. Infatti, è in fase di elaborazione un progetto di lavoro tra Norvegia e Ucraina per sottolineare questa radice comune. Ancora una volta un collegamento tra storie di popoli apparentemente distanti: come tra nord e sud dell’Europa per Aleramici e Normanni, si unisce il nord ovest e l’est, scandinavi a slavi, Norvegia e Ucraina in un passato unitario. Un legame per il quale la Guardia Variaga è quasi un perno sul quale ruota.

Fabrizio e Oleksandr continuano l’incontro passeggiando per la città insieme alla ricercatrice Tetiana Akchurina, passando per  l’imponente Vlodymyrska street, intitolata a quel Vladimir I che, nel medioevo, ha reso la Rus’ di Kiev un importante stato; quindi raggiungono il monumentale golden gate, la porta principale della città nell’XI secolo, che richiama nel nome quella ben nota di Costantinopoli. Una porta che ancora oggi mostra, seppur non più fedele all’originale, la maestosità alla quale Vladimir I aveva condotto la Rus’ nel X secolo.

Dopo avere salutato il prof. Oleksandr, la passeggiata continua verso la cattedrale di Santa Sofia, uguale nel nome a quella di Costantinopoli.

Primo sito ucraino inserito nella lista dei patrimoni UNESCO, risale all’XI secolo, periodo in cui la Rus’ era in auge. Fondata da Jaroslav I di Kiev, in onore di Santa Sofia, ma ispirata secondo la leggenda a quella di Novgorod, subì devastazioni durante l’invasione mongola della Russia nel XIII secolo, come pure accadde  alla prima chiesa di Kiev sorta per volere di Vladimir I il Grande, tra il 989 e il 996, con le decime delle entrate statali. Lì fu tumulato con la moglie, la principessa Anna sorella dell’imperatore bizantino Basilio II, e la nonna Olga. Anche quest’opera in mattoni venne rasa al suolo dai mongoli nel 1240 e oggi si visita solo  il perimetro segnato dalle pietre di base della costruzione.

Ultima meta, una sorta di riconoscimento al lavoro italiano nel mondo, è la chiesa di Sant’Andrea, costruzione in stile barocco settecentesco, a cui lavorò  l’architetto italiano Bartolomeo Rastrelli, sorta sull’antica base di una piccola chiesa dell’XI secolo, sempre intitolata a Sant’Andrea e voluta da Vsvolod I.

Una giornata intensa per i riscontri che ha lasciato intravedere e per gli ulteriori spunti di riflessione. Un viaggio inatteso, ricco di scoperte, che rendono ancora più internazionale un lavoro che sta assumendo un respiro europeo, unendo da nord a sud e da ovest ad est tutte le genti in un’unica e grande razza: quella umana in costante migrazione.       

 

 

TRAILER DOCUMENTARIO:

 

 

 

 

Fabrizio Di Salvo e Anna Placa a Piazza Armerina, durante la presentazione del Progetto “Le Vie Aleramiche, Normanno-Sveve”.

 

Rjurik, Capo variago che conquistò il controllo di Velikij Novgorod intorno all’862, e il capostipite della dinastia rjurikide. Rappresentazione di Hermanus Willem Koekkoek.