“Le foreste non sono scontate”: arriva il Black Friday Green

foreste di mano in mano

Per il cliente 20 giorni con il 20% di sconto su centinaia di articoli di arte e antiquariato online: alle foreste il 20% del ricavato della vendita, al mondo 20 mila metri quadrati di foresta in più

Milano, 8 novembre 2022 – Chi è in cerca di una risposta green all’ormai tradizionale Black Friday, Di Mano in Mano rilancia la seconda edizione di un evento per niente scontato, anzi scontato sì ma non per tutto.

Le foreste non sono scontate” è infatti l’iniziativa che troverete sul sito dimanoinmano.it a partire dal 25 novembre e fino al 14 dicembre, che mette sul piatto 200 pezzi di antiquariato, 200 di arte, 200 di modernariato scontati del 20%. Di Mano in Mano donerà il 20% del ricavato della vendita ad un progetto di riforestazione ambizioso e pieno di speranza.

Ce lo spiega meglio Padre Paolo che già nel 2019 aveva chiesto aiuto a DMM:

“Per noi in Peru, in questo caso per noi a Piscobamba, fare la forestazione non è solo una questione ecologica. Si tratta di dare la possibilità alle persone più giovani che gravitano intorno alla nostra parrocchia di poter stare insieme in un ambiente buono e lavorare per guadagnarsi qualcosina, per loro e per la loro famiglia. Tre anni fa, con l’aiuto che ci era arrivato dalla Di Mano in Mano, avevamo potuto dare lavoro ad un numero consistente di giovani della nostra parrocchia”.

Non solo green dunque, e “Le foreste non sono scontate” anche quest’anno persegue l’obiettivo di dare a Padre Paolo la possibilità di offrire un’alternativa attraverso l’atto nobile del lavoro, rispondendo alla mission della Di Mano in Mano di prendersi cura della comunità e dell’ambiente in cui viviamo, delle persone e della terra.

Ma anche green ovviamente: il progetto, che sarà attivato a partire dal Gennaio 2023, interesserà un’area di 20.000mq e coinvolgerà la comunità locale La riforestazione verrà fatta con la piantumazione di 5.000 giovani Eucalipti e la semina di altri 5.000.

Per contribuire attivamente a questo progetto, è possibile acquistare uno degli oltre 600 prodotti in promozione speciale green dal 25 novembre al 14 dicembre. Gli alberi verranno mantenuti per la durata minima di 20 anni e successivamente utilizzati per sostenere gli abitanti della zona con progetti specifici di lavoro.

Spiega Massimiliano Besana, Socio della Cooperativa:

“Abbiamo scelto l’Eucalipto per la rapidità della crescita, la resistenza, la possibilità di impiego anche dopo il taglio e soprattutto perché sono tra gli alberi con la più grande capacità di assorbire CO2. Dato che siamo convinti della bontà del progetto, abbiamo deciso di coinvolgere in questa iniziativa anche i nostri clienti, perché ovviamente più acquisteranno con questa promozione e più aumenterà la cifra che noi devolveremo nel progetto”.

Tutti i dettagli e aggiornamenti dell’evento sono disponibili sul sito www.dimanoinmano.it.

Riguardo Di mano in mano

Di mano in mano (www.dimanoinmano.it) è una Società Cooperativa di lavoro nata nel 1999 in corpo all’esperienza delle comunità di vita di Villapizzone e Castellazzo, entrambe parti dell’Associazione Mondo di Comunità e Famiglia.

Prendersi cura dell’ambiente in una visione olistica, del suo territorio e della comunità che lo abita, della sua storia, dell’arte e della cultura, dei suoi bisogni di opportunità lavorative e formative e delle sue fragilità sociali. Valori imprescindibili e fondamenta solide che hanno contribuito a costruire negli anni un modello d’impresa prima locale e poi sempre più internazionale. Una lunga esperienza nel recupero, valutazione, noleggio e vendita di pezzi di antiquariato, modernariato e second-hand, dalla fascia premium a quella mainstream, che ha alimentato nel tempo un circuito interminabile di proposte, oggi disponibili sia online sia offline.

Con una sede a Milano in Viale Espinasse e un distaccamento logistico e operativo di oltre 4000 metri quadrati a Cambiago, la Di Mano in Mano conta oggi circa 90 dipendenti, di cui 60 soci, decine di inserimenti lavorativi all’anno, diverse persone svantaggiate inserite in organico e un totale di quasi 700 borse lavoro erogate in circa 20 anni di attività. Collabora attivamente e costantemente con i Servizi Sociali di Milano, il Ministero di Grazia e Giustizia, le ASL, la Caritas Ambrosiana, e con varie associazioni e comuni del territorio milanese e provincia.

Attraverso il sito principale e una serie di siti satellite, svolge un’intensa attività di e-commerce con consegna in tutto il mondo.

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Ufficio stampa Di Mano in Mano

Maria Rosa Cirimbelli | ufficiostampa@geodecom.it | + 39 392 9694434

Per le immagini in alta definizione: https://drive.google.com/drive/folders/1OPfUDtQ6-E-Nx0ataC6JaSU07HTbgt3c

Email: info@dimanoinmano.it

SLA: a Dego tutto pronto per la 9ª Fiascolata per Aisla

Ecologia ed escursionismo solidale animeranno le vie di Dego, in favore degli ammalati di SLA

Savona, 18 maggio 2022 – I passi, la compagnia, il volontariato, il buon vino, ingredienti che animeranno la 9 edizione della Fiascolata, l’escursione enogastronomica per le vie e i sentieri di Dego (SV), lungo i quali si assaggiano gustose specialità locali.

Tutto è pronto per il 5 giugno, un’intera giornata all’insegna del gusto, del divertimento e della solidarietà per sostenere Aisla Savona-Imperia nei progetti di assistenza domiciliare per le 30 famiglie colpite da SLA presenti nelle due province liguri. L’incasso della giornata permetterà di garantire un anno di assistenza psicologica, pneumologia e nutrizionale.

Fino a 1.500 partecipanti (anche se le richieste sarebbero maggiori), più di 450 volontari lungo il percorso e associazioni provenienti da tutta la Liguria. La Fiascolata aiuta a comprendere come un buon progetto riesca a rendere possibili nuovi orizzonti, privi di quelle barriere architettoniche mentali che la burocrazia e il lavoro quotidiano impongono.

Dopo due anni di stop la risposta delle associazioni per riaccendere i motori della fiascolata è stata eccellente. Ora aspettiamo la risposta di chi vorrà camminare con noi permettendoci così di mantenere le promesse fatte a chi ha più bisogno! Ogni passo fatto insieme, crea buoni percorsi.
I percorsi allestiti anche quest’anno, offriranno diverse caratteristiche per permettere a tutti di assaporare la qualità naturalistica del territorio. L
evento sarà caratterizzato da tre sentieri all’interno del territorio deghese”, sono le parole di Nada Grasso di AISLA Savona e Imperia.

 Il percorso Azzurro (4 + 1,5 km), è il cuore della manifestazione e racchiude in se tutto il senso dell’evento, completamente privo di qualsiasi barriera architettonica. E’ consigliato a chi vuole affrontare una passeggiata in tranquillità ed è pronto ad accogliere anche chi avrà scelto percorsi più vivaci.

 Il percorso Verde (14 + 1,5 km), è la base portante assieme all’Azzurro della Fiascolata, il percorso è caratterizzato da un mix di sali e scendi tra asfalto e sterrato all’interno del bosco.

 Il percorso Arancio (19 + 1,5 Km), accompagna per il primo tratto il percorso Azzurro e Verde, fino al bivio “quattro strade” che porta alla collina del Dego.

 L’evento è organizzato dalla Pro Loco di Dego con il patrocinio del Comune di Dego, della Provincia di Savona e della Regione Liguria, in collaborazione con molte realtà solidali del territorio.

Le iscrizioni aprono alle 21.00 del 20 maggio fino all’esaurimento dei 1500 posti disponibili. Per iscriversi, accedere a http://www.fiascolata.it/iscriviti e per informazioni contattare 353 4378405.

 

 

 

 

 

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Ufficio Stampa AISLA

Valentina Tomirotti | Cell. 333 9580672 – vtomirotti@aisla.it | https://www.aisla.it/area-stampa/

Ecomondo, per rifiuti speciali Italia prima in Europa per riciclo

Rifiuti speciali: Italia prima in Europa per riciclo ma le quantità prodotte restano eccessive. A Rimini dal 26 al 29 ottobre Ecomondo, fiera sulle tecnologie green

Milano, 30 settembre 2021 – L’Italia si conferma al primo posto in Europa nel riciclo dei rifiuti speciali, quelli generati dalle attività manifatturiere, industriali e commerciali: si parla dell’80%. Con un tasso di circolarità del 19,5%, il Bel Paese è molto vicino al primo posto della Francia per quantità di materia riciclata reimmessa nel ciclo produttivo.

La criticità rimane però la quantità di rifiuti prodotti, circa 80 milioni di tonnellate l’anno (dati: Ref Ricerche per Assoambiente).

Insomma: siamo bravissimi nell’economia circolare ma non altrettanto a produrre meno rifiuti, tanto che il disaccoppiamento tra crescita economica e scarti prodotti ci vede in affanno.

Tra il 2010 e il 2018 il PIL italiano, infatti, è cresciuto del 10% mentre i rifiuti speciali del 23: in Germania e Francia lo sviluppo del PIL (+31%, +18%) è stato superiore a quello dei rifiuti (+14%, +5%). In Italia generiamo 47 kg di rifiuti per ogni 1000 euro di PIL, in Spagna 42, in Germania 35 e in Francia 33.

Il 50% dei rifiuti da attività economiche è originata dal trattamento di acque reflue e rifiuti. In Italia il 56% dei fanghi da acque reflue finisce in discarica: parliamo di 11 milioni di tonnellate contro i 3,5 della Germania, dai quali potrebbero essere recuperati nutrienti per l’agricoltura e biometano.

Per non parlare degli stoccaggi, che continuano ad aumentare (18 milioni le tonnellate di rifiuti “parcheggiate”) mentre gli impianti restano sempre gli stessi (11 mila unità).

Un importante evento del settore dei rifiuti ed il loro smaltimento è Ecomondo, evento di riferimento in Europa per l’innovazione tecnologica e industriale green, che si terrà dal 26 al 29 ottobre prossimo.

Una fiera internazionale con un format innovativo che unisce in un’unica piattaforma tutti i settori dell’economia circolare, dal recupero di materia ed energia allo sviluppo sostenibile.

Lo smaltimento dei rifiuti speciali avviene secondo procedure particolari che fanno uso anche di sacchi sigillati, prodotti secondo tecniche speciali in grado di azzerare il rischio nel trasporto e nei trattamenti”, spiega Alessio Pepe, direttore commerciale della Saccheria Pliem (www.saccheriapliem.com), specializzata nella vendita di sacconi ad hoc per i settori più diversi (edile, alimentare, chimico, plastico, ecologico, agricolo), strumenti indispensabili per l’economia circolare.

“Per noi è fondamentale essere utili ai nostri clienti con strumenti sicuri e di altissimo valore. E con il lavoro di Saccheria Pliem guardiamo con fiducia al grande mercato dell’Economia Circolare, che crediamo crescerà molto nei prossimi anni”, ha spiegato Mirko Pepe, AD del Gruppo M Italia (www.gruppomitalia.it).

Ecomondo si terrà dal 26 al 29 ottobre presso il quartiere fieristico di Rimini. Per approfondimenti sulle tematiche delle tecnologie green rimandiamo al sito internet www.ecomondo.com.

 

A proposito di Gruppo M Italia

Saccheria Pliem fa parte della costellazione di attività di Gruppo M Italia (www.gruppomitalia.it), brand attivo da 25 anni nel settore dei servizi per le imprese.

Gruppo M Italia, leader nel settore multiservice è organicamente suddiviso all’interno di tre macro divisioni: Security, Facility Management e Logistica.

Nasce con l’ambizioso obiettivo di diventare un solido punto di riferimento a livello nazionale per aziende ed enti pubblici attraverso progetti personalizzabili e innovativi, fondando il proprio lavoro sulla rapidità di risposta al cliente, su una efficiente organizzazione e su una customer satisfaction garantita.

Gruppo M Italia applica, in modo uniforme, rigorose procedure di analisi e progettazione dei programmi di lavoro, disegnando sulle esigenze del cliente ogni attività svolta. La qualità dei risultati è garantita ed ottimizzata omogeneamente sull’intero territorio nazionale, utilizzando software e sistemi evoluti di gestione per monitorare costantemente le proprietà e l’evoluzione dei servizi erogati.

L’affinamento di modelli operativi, progettati per dare risposte sempre ed ovunque efficienti, permette a Gruppo M Italia di mantenere il controllo e governare le relazioni di un’organizzazione articolata dando risposte immediate nel caso di necessità o emergenze, always just in time.

 

Contatti stampa

Gian Maria Brega

Mobile: + 39 338.9020851

 

Giuseppe De Nicolo: è di Terlizzi Il più giovane ambientalista d’Italia

Terlizzi (Bari), 3 luglio 2020 – Proteggere l’ambiente è importante, ognuno di noi può far qualcosa partendo dalle piccole azioni quotidiane fino alla salvaguardia ambientale, tramite attivismo, denunce di reati e sensibilizzazione.

L’esempio di Giuseppe De Nicolo ne è la prova. Un ragazzo di 15 anni, il volontario più giovane dell’ associazione ambientalistica Puliamo Terlizzi, di cui Presidente Francesco Paolo Barile, aveva iniziato in autunno a prendersi cura del proprio  quartiere, ma a causa del lockdown ha dovuto interrompere la propria azione.

La sua dedizione alla salvaguardia dell’ambiente è talmente forte che, concluso il lockdown, nella settimana successiva (7-10 maggio) si è subito messo al lavoro per ripulire il proprio paese, raccogliendo ben 2 quintali di rifiuti.

Armato di pazienza, Giuseppe ha fatto un sopralluogo delle zone più sporche ed ha subito agito per iniziare l’azione di rimozione dei rifiuti.

Colpisce molto il suo attivismo, non è frequente incontrare dei giovani adolescenti così appassionati e amanti del proprio territorio da mettersi in prima linea per tutelarlo.

Inoltre, è stato anche un esempio di onestà in un episodio che lo ha coinvolto a marzo, quando ha trovato un portafoglio vicino a un sacco della spazzatura con all’interno 100€, Giuseppe si è subito adoperato per ritrovarne la legittima proprietaria che, non si era accorta dello smarrimento. Al momento della restituzione ha rifiutato un regalo, una banconota da 20 euro, che la donna voleva dargli come ringraziamento per il suo gesto.

Giuseppe De Nicolo ha chiesto alla donna di utilizzarla per l’acquisto di alberi che l’associazione Puliamo Terlizzi ha poi piantato nella città. Tre volte un  cittadino modello: quando ripulisce il proprio quartiere, quando restituisce il portafoglio alla legittima proprietaria e infine quando rifiuta la ricompensa ma invita a sostenere l’Associazione ambientalistica.

Inoltre, il 7 giugno, questo giovane volontario è stato in prima linea nel contrasto alla propagazione di un incendio che si era sviluppato nei terreni incolti della città. Giuseppe ha sollecitato l’intervento dei Vigili del fuoco del distaccamento di Corato, li ha accompagnati sul posto ed è stato decisivo anche per individuare un altro focolaio nelle vicinanze che rischiava di espandersi.

Grazie alla sua dedizione alla tutela dell’ambiente,  ed allo spiccato senso di solidarietà, di altruismo e il suo fortissimo senso civico ed onestà, ha ricevuto le lodi del caposquadra dei Vigili del fuoco e dal presidente dell’Associazione Puliamo Terlizzi e da tutti i volontari, che ogni giorno lavorano attivamente sul territorio con altrettanta dedizione e senso civico. Un ragazzo a cui spetterebbe un grande riconoscimento.

Un esempio di come tutti noi possiamo contribuire attivamente per salvare l’ambiente.

 

 

Ambiente: a soli 15 anni Giuseppe De Nicolo è il più giovane volontario a tutela dell’ambiente

Bari, 26 giugno 2020 – Proteggere l’ambiente è importante, ognuno di noi può far qualcosa partendo dalle piccole azioni quotidiane fino alle grandi battaglie di salvaguardia ambientale, tramite attivismo e denunce di reati.

Questo è un argomento che sta coinvolgendo sempre di più la nostra comunità, soprattutto, dopo i cambiamenti climatici degli ultimi anni, che hanno provocato lo scioglimento della calotta polare e molti disastri naturali.

L’inquinamento ambientale è un altro problema molto sentito a livello mondiale, a causarlo sono un insieme di fattori, tra cui l’abbandono di rifiuti per strada, di cui ogni persona è colpevole.

In tanti lasciano i propri rifiuti in luoghi non consoni, inquinando il mare, i fiumi, i laghi e le riserve naturali, così come è possibile assistere all’abbandono di tonnellate di spazzatura nelle strade delle nostre città. Chi compie questi gesti è colpevole di non aiutare l’ambiente, così come anche chi ignora la problematica senza agire.

Conseguenze dell’inquinamento ambientale

L’inquinamento ambientale altera lo stato normale di qualità dell’ambiente, che può sfociare in una mutazione definitiva dell’ecosistema nelle sue caratteristiche fisico-chimiche.

Questo vuol dire che la naturale capacità dell’ambiente di riassorbire le sostanze nocive viene a mancare, in quanto si trova a doverne processare una quantità eccessiva, con conseguente alterazione degli equilibri.

In base al sito possiamo parlare di inquinamento atmosferico, idrico, del suolo, domestico e urbano, ma indipendentemente dalla tipologia, l’inquinamento ambientale ha delle conseguenze importanti sulla salute.

Sono numerosi gli studi sulla correlazione tra inquinamento e patologie gravi come il cancro e i tumori infantili, così come l’abbassamento del livello di fertilità della popolazione e la comparsa di nuovi virus.

Proprio in questo inizio del 2020, il mondo ha dovuto affrontare una grande pandemia dovuta al virus Covid-19, una guerra non ancora vinta, che ci vedrà impegnati per lungo tempo nel trovare una soluzione definitiva al problema.

Questa situazione deve aiutarci a comprendere ancora di più quanto sia importante salvaguardare l’ambiente e lottare contro l’inquinamento atmosferico, perché se il mondo respira, respiriamo anche noi.

L’esempio di Giuseppe De Nicolo, 15 anni, giovane volontario di Puliamo Terlizzi

Partendo dalle piccole azioni quotidiane tutti noi potremmo fare molto per tutelare l’ambiente, e l’esempio di Giuseppe De Nicolo ne è la prova.

Giuseppe è un giovane ragazzo di 15 anni, il volontario più giovane d’Associazione ambientalistica Puliamo Terlizzi di cui Presidente Francesco Paolo Barile, aveva iniziato in autunno a prendersi cura del proprio  quartiere, ma a causa del lockdown ha dovuto interrompere la propria azione.

La sua dedizione alla salvaguardia dell’ambiente è talmente forte che, concluso il lockdown, nella settimana successiva (7-10 maggio) si è subito messo al lavoro per ripulire il proprio paese, raccogliendo ben 2 quintali di rifiuti.

Armato di pazienza, Giuseppe ha fatto un sopralluogo delle zone più sporche ed ha subito agito per iniziare l’azione di rimozione dei rifiuti, qui è possibile vedere un video in cui rilascia delle dichiarazioni sulla sua azione a tutela dell’ambiente.

Colpisce molto il suo attivismo, non è frequente incontrare dei giovani adolescenti così appassionati e amanti del proprio territorio da mettersi in prima linea per tutelarlo.

Inoltre, è stato anche un esempio di onestà in un episodio che lo ha coinvolto a marzo, quando ha trovato un portafoglio vicino a un sacco della spazzatura con all’interno 100€, Giuseppe si è subito adoperato per ritrovarne la legittima proprietaria che, non si era accorta dello smarrimento.

Al momento della restituzione ha rifiutato un regalo, una banconota da 20 euro, che la donna voleva dargli come ringraziamento per il suo gesto.

Giuseppe De Nicolo ha chiesto alla donna di utilizzarla per l’acquisto di alberi che l’associazione Puliamo Terlizzi ha poi piantato nella città.

Inoltre, il 7 giugno, questo giovane volontario è stato in prima linea nel contrasto alla propagazione di un incendio che si era sviluppato nei terreni incolti della città. Giuseppe ha sollecitato l’intervento dei Vigili del fuoco del distaccamento di Corato, li ha accompagnati sul posto ed è stato decisivo anche per individuare un altro focolaio nelle vicinanze che rischiava di espandersi.

Grazie alla sua dedizione alla tutela dell’ambiente, allo spiccato senso di solidarietà, di altruismo e il suo fortissimo senso civico ed onestà, ha ricevuto le lodi del caposquadra dei Vigili del fuoco e dal presidente dell’Associazione Puliamo Terlizzi e da tutti i volontari, che ogni giorno lavorano attivamente sul territorio con altrettanta dedizione e senso civico.

Un esempio di come tutti noi possiamo contribuire attivamente, nel nostro piccolo, per salvare l’ambiente.

 

 

 

 

La sostenibilità del pianeta passa anche dall’e-commerce

Milano, 24 febbraio 2020 – La sostenibilità del pianeta non può non passare anche dagli ecommerce. Vista la mole giornaliera di merce che ogni giorno viene movimentata dal commercio elettronico urge infatti una presa di posizione e scelte che vanno verso il rispetto del pianeta, a partire dalla scelta delle merci, dal riciclo e dalla lotta agli sprechi.

Tra ecommerce più sensibili alla tematica troviamo la start-up italiana Dooitu, leader negli accessori per il fai-da-te creativo, con 1 milione di fatturato e-commerce e 15.000 clienti fidelizzati, che ha annunciato l’entrata a catalogo e la immediata disponibilità di diversi articoli sostenibili.

Il fai-da-te ad esempio è già di per sé una valida soluzione per ridurre i consumi: volendo si può realizzare tutto l’essenziale e sprecare il meno possibile, passando del tempo piacevole e divertendosi.

Tra i nuovi prodotti ci sono filati innovativi creati in maniera sostenibile con plastica riciclata e certificata presente per il 52%, e cotone ecologico certificato per il restante 48% oppure i filati realizzati interamente dal riciclo dei vecchi jeans.

Contando su un mercato mondiale da 90 miliardi e in crescita, Dooitu (www.dooitu.com) ha ambiziosi piani di crescita ed espansione anche all’estero ed è attualmente impegnata in una campagna di crowdfunding, che sta ottenendo ottimi risultati.

L’obiettivo è consentire a investitori e appassionati di acquisire quote azionarie della società a partire da importi molto accessibili.

Tutte le informazioni sul crowdfunding sono disponibili su  www.mamacrowd.com/projects/245/dooitu

Chi è Dooitu

Dooitu (dooitu.com) è la piattaforma e-commerce per il fai-da-te creativo che in soli due anni si è posizionata fra i top player del mercato italiano, con un fatturato 2019 di 1 milione di euro, 20.000 articoli  commercializzati e 15.000 clienti registrati e in larga parte fidelizzati.

La società proprietaria di Dooitu è DIY Group Srl, fondatore e CEO è Paolo Barbone, che vanta una grande esperienza nei settori digitale IT, e-commerce, logistica, fai-da-te creativo e relativi prodotti e canali produttivi e distributivi.

 

Su Dooitu.com i filati innovativi sostenibili, con plastica riciclata

 

 

Allarme tecnologia: “Produrla inquina troppo, dobbiamo imparare a farla durare di più“

Roma, 11 dicembre 2019 – Produrre tecnologia costa troppo per l’ambiente. Il nostro stile di vita, le nostre scelte e i nostri consumi, anche in fatto di tecnologia, impattano direttamente sull’inquinamento, il consumo della risorse e quindi sulla salute del pianeta.

Basta pensare che ogni anno in Italia  cittadino produce in media circa 500 chili di rifiuti a testa, tra cui, a farla da padrone, ci sono gli elettrodomestici e gli oggetti tecnologici obsoleti come gli smartphone.

Uno studio della Facoltà di Ingegneria della MacMaster University, in Canada, ha lanciato l’allarme su quanto sia sottovalutato l’impatto degli smartphone sulla salute del pianeta. 

Secondo lo studio nel 2040, sebbene l’energia consumata dagli smartphone sia veramente minima si stima che inquineranno almeno la metà di tutto il sistema dei trasporti del mondo intero.

In base ai dati forniti dal consulente minerario David Michaud si è scoperto poi che per produrre i metalli che compongono uno smartphone di ultima generazione dal peso di 130 grammi, dovrebbero essere utilizzati circa 34 chilogrammi di roccia.

Calcolando che nel solo 2017 è stato venduto un miliardo e mezzo di smartphone della più nota marca di cellulari, si stima che per produrli è stata necessaria l’estrazione di ben 34 miliardi di chili di roccia. 

Una quantità enorme, che ha contaminato ben 100 miliardi di litri di acqua, con un carico di circa 100 litri di acqua inquinata per ogni smartphone prodotto.

In sostanza la produzione di un modello di nuova generazione produce il 10% in più di CO2 rispetto al vecchio e come se non non bastasse solo 1 smartphone su 10 viene riciclato correttamente. 

Numeri spaventosi che richiedono un cambio di rotta urgente se vogliamo evitare il totale collasso del pianeta.

Quale potrebbe essere la soluzione per arginare il problema?

Senza ombra di dubbio il primo passo è quello di utilizzare al massimo le energie rinnovabili modificando così i processi produttivi attuali, mentre il secondo passo da seguire è quello di razionalizzare i nostri consumi, cominciando con  l’evitare gli sprechi. 

Per fortuna in questo senso qualcosa si sta muovendo da parte delle aziende produttrici e dei cittadini, grazie anche (o soprattutto) alla campagna di sensibilizzazione sui cambiamenti climatici della giovane studentessa Greta Thunberg.

Visto quante risorse vengono sprecate per produrre un cellulare molto utile sarebbe anche imparare a far durare il più possibile il nostro smartphone, visto che ogni individuo sostituisce un cellulare in media ogni 2 anni. 

Come? Semplicemente riparandolo.

Per un impatto immediato sull’ambiente basta seguire i princìpi delle 3 R: Recupero, Riciclo e Riutilizzo anche nell’uso delle nostre tecnologie. Questo ci aiuterebbe a sprecare meno risorse del pianeta.

Riparare uno smartphone poi non è solo una scelta ecologica ma anche economica: basti pensare che il 70% delle riparazioni riguarda componenti che possono essere sostituiti senza grosse spese e facilmente. Cosa che permetterebbe anche di risparmiare cifre interessanti ogni anno.

L’Italia è piena di riparatori esperti, in grado di far tornare come nuovo il nostro smartphone o tablet, di qualsiasi marca. Riparatori esperti, capaci di cambiare uno  schermo, una batteria o i circuiti interni in 60 minuti al massimo.

Professionisti che possiamo reperire tramite il motore di ricerca di iFix-iphone.com (https://ifix-iphone.com/dove-siamo), per trovare il riparatore più vicino a noi.

Consigli utili e semplici da seguire, per rendere più sano e vivibile il pianeta che abitiamo.

 

Ambiente: al Museo del Mare di Milazzo il libro ispirato al capodoglio morto per aver mangiato plastica

Messina, 15 novembre 2019 – Al MuMa, il Museo del mare di Milazzo, il 27 novembre alle ore 18:00, la scrittrice Barbara Appiano presenterà  il suo ultimo libro ecologista “Dighe e cascate finchè ci sarà sete” (edizioni Kimerik). Si tratta di un libro-progetto condivisivo con il Museo del Mare di Milazzo, grazie alla collaborazione del dott. Carmelo Isgrò, fondatore del museo.

Il libro parte dall’idea ispirata da una storia vera, la storia del capodoglio morto sulle spiagge di Milazzo dopo una lenta agonia  dopo aver mangiato plastica. Una storia che ha ispirato il Siso Project, dal nome di Francesco amico del dott. Isgrò, da tutti chiamato Siso, che morì il giorno dopo il capodoglio.

La scrittrice Barbara Appiano, incessante nella sua produzione  letteraria, è mossa da una autentica passione per la scrittura messa  al servizio delle problematiche sociali, ambientali e di conservazione dei beni monumentali del nostro paese.

La Appiano devolve i ricavati dei suoi libri a favore di istituzioni che trattano in prima linea queste problematiche, e in questo senso la  Appiano è una scrittrice che fa della sua  scrittura un’arma per divulgare, ma anche per raccontare in modo trasversale, ai lettori più piccoli ed ai più grandi, la realtà come se fosse una fiaba, dove però realtà e fantasia sono coincidenti, trasformando i libri in romanzi  di formazione.

Qui la prefazione della Prof.ssa Francisetti Brolin Sonia del libro “Dighe e cascate finchè ci sarà sete”:

La cronaca quotidiana ci ha purtroppo abituati a non ascoltare le grida della natura, che tenta invano di ribellarsi alle forze manipolatrici dell’uomo. Il fatalismo accompagna così le nostre giornate, trascorse all’insegna del consumismo, senza riflettere troppo di fronte alle grandi quantità di rifiuti prodotti. Tra le urla inascoltate di pochi paladini dell’ambiente, pronti a seguire Greta Thunberg nelle manifestazioni di piazza, Barbara Appiano regala ai suoi lettori un nuovo romanzo ecologista, intriso del suo spirito mordace e resiliente.
Nello scontro aperto tra l’Uomo e la Natura, rispetto alle Operette Morali leopardiane, ove l’umanità viene schiacciata, i rapporti di forza si sono invertiti, perché nella società post-industriale manipoliamo il mondo circostante, tanto da distruggere gli stessi elementi primordiali. In tal senso, proprio l’acqua, arché per eccellenza, costituisce il fulcro della narrazione, definita dall’autrice stessa lagunare e anfibia.
Si allude così alla bellezza del nostro ecosistema, tanto contaminato e inquinato da rendere la pura acqua di fonte un miraggio utopistico da un passato lontano. Se da un lato, infatti, ricerchiamo le spiagge migliori sulle guide turistiche, dall’altro i telegiornali riportano spesso notizie simili a quanto è avvenuto a Milazzo nel 2017.
In questa località, famosa per l’impresa garibaldina, è morto il capodoglio Siso, rimasto impigliato sulla costa in una rete illegale. Nonostante gli sforzi della guardia costiera e dei volontari, l’animale non è sopravvissuto, non tanto per le ferite, bensì per la gravi ulcerazioni nello stomaco, al cui interno è stata trovata un’enorme quantità di plastica.
Il capodoglio diventa così un eroe, un Capitan Nemo, un martire nella lotta contro l’inquinamento, le cui reliquie, grazie al SISO PROJECT, nato dall’impegno del biologo Carmelo Isgrò , sono ora visibili nel Museo del Mare a Milazzo. Affinché la sua morte non rimanga vana, Barbara Appiano ha scelto di dare voce al capodoglio, per recuperare un mitico mondo perduto.
Di fronte all’SOS della terra, Capitan Nemo è accompagnato nel romanzo dal condor delle Ande Raggio Verde, nonché da Bagnano, il vecchio albero sacro che con le sue radici tenta di contenere l’espansione della plastica. Le pagine sono dunque una testimonianza, un tentativo di sensibilizzare e di ricordare non solo il capodoglio Siso, ma anche Francesco, un cavaliere dell’ecologia, tragicamente investito da un pirata della strada proprio mentre lavorava al recupero della carcassa dell’animale.
Se Francesco è stato chiamato affettuosamente Siso, non possiamo smettere di farci domande, di chiederci come sì e arrivati alle isole di rifiuti nel mare, nello spazio e, soprattutto, nel cuore dell’uomo, ormai plastificato e insensibile.
Con un taglio surrealistico e talvolta utopistico, l’autrice ci presenta Nettuno, accompagnato da Eolo e dalle Sirene per cercare di incantare la plastica. Si tratta di un’esortazione a sforzarci di riemergere, perché il mare, derubato della sua essenza, non vuole tacere. La risacca delle onde è un urlo contro il naufragio del nostro io, giacché, se la natura muore, anche l’uomo, quale essere naturale, viene meno, annullato da polimeri artificiali in una realtà sintetica.
Se l’ecosistema è così ingenuo da fidarsi delle false promesse di questa umanità corrotta, ciascuno di noi ha il dovere di salire di nuovo a filo d’acqua per ricominciare a parlare con gli elementi naturali. Il romanzo non può fornire una panacea al disastro ambientale a cui stiamo assistendo, ma trasmette il messaggio della Natura, di nuovo con la N maiuscola.
La copertina del libro Doghe e cascate finché ci sarà sete di Barbara Appiano

Auto, settembre positivo per immatricolazioni e noleggio. Diesel in calo, tra i dubbi degli esperti

Roma, 15 ottobre 2019 – Sono trascorsi 9 mesi dall’inizio dell’anno, un anno dominato da grande incertezza politica ed economica. Il sistema paese ha sofferto di una stagnazione persistente, con un PIL che stenta a crescere e non riesce a mantenere il passo con i migliori paesi europei. A questo si è aggiunta, nei mesi estivi, una forte instabilità ai vertici politici che ha portato, in agosto, ad un cambiamento della compagine esecutiva del governo. Nonostante questi importanti mutamenti, il mercato automobilistico italiano registra esiti positivi: i dati di settembre 2019 mostrano un innegabile vigore, facendo sperare in una volata finale che potrebbe confermare gli ottimi risultati del 2018.

Il noleggio trascina la crescita

Secondo i dati raccolti da NoleggioSemplice.it il noleggio a lungo termine si è mostrato ancora una volta il vero motore dell’industria automobilistica italiana, con un plateale +16% a settembre 2019, e risultati esaltanti per quasi tutte le società di noleggio che operano in Italia.

Settembre 2019 si chiude, infatti, con un balzo in avanti di ben 16 punti percentuali (fonte: dataforce )rispetto allo stesso mese 2018 per le società di Noleggio Top e addirittura del 86% per le Captive, le società controllate da un costruttore.

Due risultati decisamente incoraggianti, che portano il consuntivo su tutto il 2019 ad un più 3,33%.

Noleggio Captive traina la crescita

Questi numeri sembrerebbero descrivere una situazione sostanzialmente statica, ma, in realtà, analizzandoli in profondità si può cogliere in essi la prospettiva di un equilibrio completamente nuovo. Nell’anno in corso, il mercato del noleggio a lungo termine è stato segnato da notevoli cambiamenti sia nel mix di alimentazioni sia nei numeri dei singoli attori coinvolti.

Partendo dal secondo punto e restando in ambito macro, nel 2019 si registra una forte affermazione delle società di noleggio Captive verso quelle generaliste. Le prime, infatti, hanno immatricolato nei primi 9 mesi dell’anno ben 90.000 veicoli, con una crescita del 23,5% rispetto allo stesso periodo del 2018 e con una market share del 6,17%, in crescita di un punto percentuale.
Le società generaliste, invece, hanno visto un decremento delle loro immatricolazioni di ben 17.000 unità ed un consuntivo negativo di quasi 13 punti percentuali. La market share di quest’ultime è scesa all’8%, perdendo 1 punto percentuale rispetto allo stesso periodo del 2018.

Un quadro, quindi, quello del 2019 completamente diverso da quello del 2018 con le Captive che, in pochissimo tempo, hanno quasi raggiunto i numeri delle generaliste. Segnale che ormai il mercato del noleggio a lungo termine è contrassegnato da un’innegabile dicotomia tra il prodotto offerto dalle grandi società (Arval, Leaseplan, Ald Automotive, Athlon, Sifà e CarServer) e quello offerto dalle Captive attraverso la loro rete di concessionarie (Leasys, Volkswagen Leasing, Free2Move Lease e Alphabet).

Sempre meno le alimentazioni Diesel

Riguardo il mix di alimentazioni offerte, è possibile dire che il mercato del noleggio a lungo termine, in quest’ultimo anno, ha dovuto riequilibrare la sua flotta che, per ragioni intrinseche, era assolutamente sbilanciata sul diesel (rivolgendosi alle flotte aziendali, che percorrono in media più km delle vetture dei privati, il diesel era la scelta preponderante).

Visti, però, i forti dubbi sul futuro di quest’alimentazione palesatisi all’opinione pubblica negli ultimi 2 anni, le società di noleggio hanno dovuto spingere la loro produzione su vetture con alimentazione alternativa, creando offerte particolarmente interessanti su veicoli benzina, gpl, metano e soprattutto ibridi.

In seguito a queste azioni il numero di veicoli con alimentazione diesel immatricolati dalle società di noleggio è diminuito in maniera importante, a favore di altre alimentazioni, sostenute da campagne promozionali e valori residui agevolati.

Un approccio commerciale completamente nuovo, che ha necessitato di un grande sforzo in risorse umane ed economiche al fine di indirizzare le scelte dei clienti verso le nuove alimentazioni, con un risultato globale che ha lasciato sul campo circa il 5% delle immatricolazioni. Nel noleggio, infatti, è stato fondamentale preparare il terreno ad una flotta quanto più “diesel free” per evitare gravi perdite economiche al momento della dismissione.

Le reali ragioni del calo delle alimentazioni Diesel

” A questo punto vorremmo adesso analizzare, in modo più approfondito, la situazione del diesel nel mercato automobilistico con l’obiettivo di evidenziare le cause e le conseguenze di tale fenomeno” dicono gli esperti di NoleggioSemplice.it.

“Tutto è cominciato nel 2015 con il famoso dieselgate che coinvolse alcuni costruttori europei che vennero accusati di influenzare elettronicamente, nel momento dei test di omologazione, le emissioni delle loro autovetture. Da quel momento, la percezione del carburante più amato d’Italia è cambiata e sempre più esperti del settore lo hanno bandito per presunti danni all’ambiente e alla salute.
Tanta solerzia appare, però, quanto meno strana, considerando che ci sono altre fonti inquinanti ben più impattanti e che i nuovi diesel hanno in media valori di Co2 più bassi rispetto ai motori benzina di uguale potenza. A causa di questa nuova “prospettiva sociale” la media di Co2 emessa dalle vetture immatricolate in Italia nel 2019 è salita di ben 5 punti rispetto allo stesso periodo del 2018″.

E viene spontaneo così porgere 3 domande:

– Non era la Co2 l’indiziata principale nella lotta al riscaldamento globale che tanti proseliti sta conquistando con il movimento della famosa Greta Thunberg?

– Come è possibile che i governi e i costruttori non sappiano paragonare i valori della Co2 emessi dai veicoli in base all’alimentazione?

– Non sarebbe meglio investire sulla tecnologia diesel fintantoché le propulsioni ibride ed elettriche non si affermeranno sul mercato?

Gli USA di Trump e la crociata contro il Diesel

Per trovare una risposta a questi quesiti è necessario cambiare prospettiva ed analizzare le reali motivazioni che stanno allontanando i costruttori ed i governi dall’alimentazione diesel.

Bisogna partire dalle origini del diesel e del petrolio necessario per produrlo. Di petroli ce ne sono  diversi e solo alcuni sono utili alla produzione di diesel. Gli americani hanno investito molto negli ultimi anni sul petrolio di scisto, riuscendo ad ottenere una produzione abbondante, ma questo prodotto, essendo particolarmente leggero, non è adatto alla trasformazione in diesel. La produzione di petrolio convenzionale pesante, raffinabile in diesel, è invece in declino da vari anni.

Il mondo è quindi a corto di petrolio pesante e dal 2007 si perso oltre il 30% di produzione a livello globale, secondo gli esperti di NoleggioSemplice.it.

Per meglio comprendere le forze in causa bisogna evidenziare infatti che i 3 principali settori che utilizzano il diesel sono:

– il trasporto navale
– il trasporto su strada
– le auto private

Ora è facile capire quale di questi 3 settori abbia minore potere contrattuale.

Interrompendo il trasporto navale e quello su strada ci sarebbe un vero cataclisma economico, le auto private, invece, possono circolare senza gravi ripercussioni anche con altri combustibili.

Guardando in modo globale risulta dunque molto più comprensibile la crociata contro il diesel intrapresa da molte parti: non si tratta di una lotta contro il carburante diesel ma di un sacrificio richiesto ai milioni di automobilisti mondiali.

“Dovremmo tutti abituarci a utilizzare sempre meno un prodotto che ha indubbie qualità e sul quale sono stati fatti investimenti miliardari negli ultimi 20 anni” concludono gli esperti di NoleggioSemplice.it

 

 

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Ambiente: con il patrocinio del Senato arriva la Conferenza contro il Riscaldamento Globale

Con il patrocinio del Senato della Repubblica e del Ministero dell’Ambiente si terrà a Roma e Milano la “Conferenza Internazionale Prevenzione Emergenze: Protezione Nazionale Boschi e Foreste Riduzione del Global Warming”

Roma, 15 ottobre 2019 – Con il patrocinio del Senato della Repubblica e del Ministero dell’Ambiente  il 25 e 26 ottobre prossimo, rispettivamente a Roma e a Milano, si terranno le due giornate di studi della Conferenza Internazionale Prevenzione Emergenze: Protezione Nazionale Boschi e Foreste – Riduzione del Global Warming, promossa da IEMO (International Emergency Management Organization), in collaborazione con Accademia Costantiniana ONLUS e da Social Future Project Italia. La conferenza ospiterà relatori di rilevante spessore scientifico nel settore dell’Ambiente e del Clima.

I lavori verranno aperti con la prefazione del Premio Nobel Werner Arber.

Scopo della Conferenza è dimostrare che la Direttiva Europea RED II ed il Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali (TUFF) italiano vanno emendati, disincentivando ulteriori disboschi e restringendo immediatamente il termine “biomasse” ai soli residui e scarti legnosi pena l’incoerenza alla neutralità sulle emissioni di gas serra (carbon neutrality) che sia l’Italia sia gli altri Stati Europei si sono obbligati a raggiungere per cercare di prevenire il collasso climatico.

Tagliare alberi per farne legname chippato o energia elettrica emette il 150% in più di C02 (Anidride Carbonica) nell’atmosfera rispetto al carbon fossile. Questo è il motivo per cui bruciare alberi contravviene ai Protocolli di Kyoto: perché le “biomasse legnose” non sono vere energie rinnovabili e, anzi, accelerano il collasso climatico e, non potendo venire rimpiazzate in tempo utile per scongiurare il collasso ambientale previsto da qui a pochi anni dagli scienziati dell’IPCC, il Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite.

In questa prospettiva, il taglio degli alberi è sicuramente da evitare, sia in ambito rurale sia urbano, in quanto gli sono gli unici difensori dell’ecosistema dal collasso globale. Anche le potature urbane vanno ripensate. Poco, infine, farebbe la riforestazione con nuove piantine, che impiegherebbero oltre 20 anni per sviluppare un’estensione fogliare sufficiente ad assorbire  quantità rilevanti di C02.

Preservare gli alberi esistenti, potenti assorbitori di CO2 é anche la soluzione pratica per  dare risposta alle richieste del movimento dei giovani dei “friday for future” di  Greta Thunberg. La conferenza è ad ingresso libero e prevede una larga partecipazione di oratori e di pubblico. Data la rilevanza dell’evento la stampa nazionale è invitata a partecipare numerosa, specialmente all’apertura dei lavori delle due sessioni, quando verranno fatte le prime dichiarazioni ufficiali supportate dai dati scientifici.

ULTERIORI PATROCINI  ISTITUZIONALI ESPRESSI ALLA CONFERENZA :

Senato della Repubblica  –   Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Roma Capitale, Regione Lombardia, Regione Emilia Romagna, Regione Liguria, Regione Puglia, Regione Trentino Alto Adige, Città Metropolitana di Bologna, Città Metropolitana di Catania, Città Metropolitana di Genova, Città Metropolitana di Messina, Città Metropolitana di Palermo, Città Metropolitana di Torino, Città Metropolitana di Roma, Provincia dell’Aquila, Provincia di Barletta Andria- Trani, Provincia di Arezzo, Provincia di Belluno, Provincia di Bergamo, Provincia di Brescia, Provincia di Brindisi, Provincia di Caserta, Provincia di Ferrara, Provincia di Forlì-Cesena, Provincia di Imperia, Provincia di Lecce, Provincia di Livorno, Provincia di Parma, Provincia di Pavia, Provincia di Pesaro e Urbino, Provincia di Pescara, Provincia di Potenza, Provincia di Rimini Provincia di Rovigo, Provincia di Salerno, Provincia di Teramo, Provincia di Vercelli

 

Programma

PRIMA GIORNATA  e  CONFERENZA STAMPA – 25 Ottobre 2019 ore 15.30 – Hotel dei Congressi, via William Shakespeare, 29 – Roma – EUR

 Saluto delle Autorità

Dr. Alessandro Manini, Presidente IEMO – Allocuzione d’ingresso – Prevenzione Integrata Emergenze con Lettura del Messaggio di adesione del Premio Nobel Prof Werner Arber

Prof. Dott. Ugo Corrieri, Coordinatore di ISDE per l’Italia Centrale: le biomasse legnose non sono vere energie rinnovabili e il loro uso causa gravi effetti sulla salute – evidenze scientifiche e documentali

16,20 conferenza stampa

Ing. Sabine Becker (in video) e Prof. François Rouillay, Co-Fondateur de l’Université Francophone de l’Autonomie Alimentaire: Dall’Albero alla Foresta: L’Importanza dell’Ecosistema

Dr. Alessandro de Aldisio, Vicepresidente SFP Italia: le implicazioni del Cambiamento Climatico

Prof. Dott. Bartolomeo Schirone, Membro ISDE dell’Università degli Studi della Tuscia (Società Internazionale Medici per l’Ambiente): quanti boschi servono? Analisi dati tecnici e il perseguimento degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile

Dr. Leopoldo Rizzi, la gestione del territorio: risorse naturalistiche di sviluppo culturale 

Prof. Dott. Paolo Zavarella, Associazione Italiana di Medicina Forestale: La valorizzazione della biodiversità e la salute dell’uomo

Dott.ssa Chiara Sparacio, Cronista Betapress, Rispetto dell’Ecosistema e lineamenti di ecosofia. 

Dr. Arch. Mattero Sernesi: Progetti integrati come esempi di sostenibilità

Prof. Cav. Philip Bonn, Director-General, World of Hope International: Biodiversity Protection 

Dr. Alessandro Manini, Presidente IEMO – Closing remarks

 

SECONDA GIORNATA  e CONFERENZA STAMPA – 26 Ottobre ore 15.30 – Hotel Michelangelo Milano (di fianco Stazione Centrale )

 

Saluto delle Autorità

Dr. Alessandro Manini, Presidente IEMO – Allocuzione d’ingresso alla seconda giornata e Conferenza Stampa ai media presenti sulle tematiche affrontate nella sessione di Roma

Proiezione del Video “Burned” sugli effetti della deforestazione e cambiamento climatico

Dr. Alessandro de Aldisio, Vicepresidente SFP Italia: Le implicazioni del Cambiamento Climatico

Cav. Giulio Terzi, Segretario Generale IUIC: Le Convenzioni Internazionali di Protezione Ambientale 

Dott.ssa Carolina SalaLa prevenzione delle emergenze e la tutela dell’ aviofauna boschiva

Loris Chiovitto, Presidente MIPAD: esempi di sostenibilità

Dr.Arch. Mattero SernesiProgetti integrati come esempi di sostenibilità

Dott.ssa Bendetta Rosina: La riduzione del Global Warming, la tutela del patrimonio forestale primario e della qualità dell’aria

Dr. Alessandro Manini, Presidente IEMO – Closing remarks

 

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UFFICIO STAMPA

DOTT.SSA MILENA SAIA

GRUPPO EDITORIALE CCEDITORE

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