Con Alessandra Viero le donne protagoniste a Sorrento

Alessandra Viero

Il volto femminile di “Quarto Grado” è stata la madrina del Premio Penisola Sorrentina: “Porto nel cuore Sorrento e l’impegno delle donne”.

Milano, 8 novembre 2022 – L’impegno a favore delle donne, mediante l’utilizzo della comunicazione e degli strumenti connessi di docufiction e di approfondimento giornalistico, è stato l’elemento cardine che ha indotto il patron del Premio Penisola Sorrentina, Mario Esposito, a decretare la nomina di Alessandra Viero a madrina dell’edizione 2022 della kermesse di rilievo nazionale, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Alessandra Viero, volto noto di Mediaset, il venerdì sera conduce, insieme con Gianluigi Nuzzi, su Rete 4, la trasmissione ”Quarto Grado”, dedicata a casi di cronaca e misteri irrisolti, molti dei quali sempre più spesso vedono vittime le donne.

Sul palco del Teatro Tasso di Sorrento, la conduttrice ha presieduto, insieme con il Sindaco di Sorrento Massimo Coppola, la consegna dei riconoscimenti ufficiali ad importanti donne del mondo dello spettacolo e della cultura nazionale ed internazionale, come la star britannica Amy Macdonald, la sceneggiatrice Anna Pavignano, la produttrice del film Leonora Addio di Paolo Taviani (unico film premiato alla Berlinale 2022) Donatella Palermo e l’attrice Marina Confalone.

Ad essere premiate anche Anna Mazzamauro (la mitica signorina Silvani, sogno del ragioniere Ugo Fantozzi) e la compositrice Rita Marcotulli, la prima donna a ricevere nel 2011 un David di Donatello per le musiche di Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo.

Altri riconoscimenti ,durante la serata organizzata con il supporto della Film Commission Regione Campania, sono stati consegnati a Totò Cascio (il protagonista bambino di “Nuovo Cinema Paradiso”), Fabrizio Ferracane (protagonista del premiato film di Paolo Taviani, “Leonora Addio”), Francesco Di Leva (premiato dal Master di cinematografia della Università Federico II di Napoli per il ruolo nel film “Nostalgia” di Mario Martone che rappresenterà l’Italia agli Oscar) e al regista Luigi Pane per l’opera prima “Un mondo in più”.

“Dopo essere stata premiata come giornalista anni fa, tornare quest’ anno da madrina al Premio Penisola Sorrentina è stato particolarmente emozionante. Premiare donne eccellenti del nostro cinema come la sceneggiatrice Anna Pavignano, la produttrice Donatella Palermo e una star internazionale come la cantante Amy Macdonald è stato per me un onore. Al Teatro Tasso è andata in scena una grande serata che ha  celebrato la cultura,  la bellezza della Penisola Sorrentina, ma anche un inno alla determinazione e preparazione delle donne. Due caratteristiche – queste ultime – che insieme fanno sempre la differenza”, ha detto al riguardo Alessandra Viero.

 

Alessandra Viero – foto di Leopoldo De Luise

 

Mamme Ambiziose, storie di nove donne che ambiscono anche ad altro nella vita

Essere mamma è felicità, ma spesso non vuol dire realizzazione: nove donne e mamme, indipendenti e tenaci si raccontano attraverso le loro avventure, sventure, passioni, sogni e timori, per capire se si può essere mamme e ambiziose…

Roma, 27 luglio 2022Essere mamma è felicità, ma spesso non vuol dire realizzazione professionale. Da qui il nome Mamme Ambiziose della raccolta di nove interviste, scaricabile gratuitamente su Amazon fino al 15 agosto, a nove donne e madri ambiziose, fiere, indipendenti e tenaci, diverse e simili allo stesso tempo. Un vero e proprio viaggio ricco di riflessioni, fotografie e immagini, avventure, sventure, passioni, sogni e timori.

Per molti persino una contraddizione, tanto da indurci a credere che se sei mamma non puoi  essere ambiziosa e che se sei ambiziosa non puoi essere mamma.

Ma chi è una mamma ambiziosa?

Per il dizionario Mamma (Madre) è una “donna che ha generato un figlio, che si occupa amorevolmente di qualcuno, che si prodiga con sollecitudine per qualcuno”.

Mentre ambizione sempre per il dizionario è “il desiderio di eccellere, volontà di ottenere qualcosa, cosa a cui si aspira”.

Avere insomma fuoco che brucia dentro alimentato dalla passione e dal coraggio e che a sua volta genera azione.

Da qui il quesito:

Essere delle mamme ambiziose è pura follia o può essere una realtà?

Le storie delle 9 donne racchiuse in Mamme Ambiziose ci possono aiutare a capirlo.

Come ad esempio Daniela che da sempre insegue i suoi sogni, determinata nel raggiungere i suoi obiettivi e talvolta anche ostinata, quasi al limite.

«Oggi sono responsabile risorse umane donna con tre figli, vivo tra equilibrio e disequilibrio, so che a volte trascuro i miei bambini perché torno tardi a casa. Mio marito spesso compensa la mia non presenza. Questo è il segreto» 

Come Laura, che ha trent’ anni e viene da una famiglia semplice ma molto unita. È nata e cresciuta in provincia di Roma e oggi fa l’avvocato.

«Essere una donna avvocato penalista  è  difficilissimo.  Ci sono molte situazioni nelle quali non mi sento a mio  agio, non mi rispecchio in questo stile. Penso di avere una leadership più empatica, più femminile, più gentile…»

Come Letizia, che è nata a Padova e oggi vive a Roma, è mamma di Simone di otto anni ed è molto appassionata del suo lavoro.

“Ho ‘sposato’  la  pubblica  amministrazione, sono  convinta  della  possibilità  di  poter portare dei cambiamenti ‘dall’interno’ grazie alle  mie competenze, esperienze, la mia bontà e sensibilità  per fare del bene anche a mio figlio Simone, nato con una malattia genetica. Sento di poter fare la differenza!» 

Poi c’è Simona, che vive a Londra da cinque anni, di professione è Freelancer in ambito Digital Media ed è mamma di due.

«Sono una mamma e lo faccio quasi da sola, ho un partner presente ma che dedica tantissimo tempo al lavoro. Abitando a Londra i nonni sono lontani e affrontare il covid è stata una sfida. Mi piace il mio lavoro, sono orgogliosa della mia attività da Freelancer che ho costruito negli anni.»

E poi c’è Heidi che è tedesca, ha un bimbo di nome Liam e vive in Svezia da otto anni. È appassionata del mondo ‘food’ e lavora in uno stabilimento produttivo come responsabile Qualità e Tecnologia.

«Dovremmo essere più donne nel team di vertice di stabilimento, le conversazioni sarebbero diverse e senza dubbio più interessanti. Penso che in generale gli uomini abbiano spesso un approccio più ‘easy’ alle cose e ai problemi, è come se fossero più visionari. È qualcosa che credo di poter imparare da loro».

È possibile leggere le storie di tutte e nove le “mamme ambiziose” nell’ebook che si può scaricare gratuitamente su Amazon o su ilmiolibro.it fino al 15 di agosto.

Libro che è disponibile anche in versione cartacea su Amazon.it, ilmiolibro.it, Mondadoristore.it, LaFeltrinelli.it, e Ibs.it

 

 

 

Parità di genere: Monica Perna racconta il valore aggiunto della sua impresa “rosa”

Roma, 4 luglio 2022 – Si chiama motherhood penalty ed è il fenomeno studiato dai sociologi, a proposito di parità di genere, che sostengono che sul posto di lavoro, le madri lavoratrici incontrano svantaggi sistematici nella retribuzione, nella competenza percepita e nei benefici rispetto alle donne senza figli.

Questa forma di discriminazione interessa prevalentemente donne sotto i 40 anni e proprio di recente in Italia è stata al centro di una accesa polemica che ha coinvolto la nota stilista Elisabetta Franchi.

Ad un evento dedicato alle donne che lavorano nel mondo della moda la Franchi avrebbe, infatti, dichiarato di privilegiare per l’assunzione in cariche importanti donne con età superiore agli “anta” in quanto “…hanno già fatto vari giri di boa: figli, matrimonio, separazione, così possono lavorare h24’”.

La dichiarazione “infelice” e dal gusto retrogrado, che più volte in seguito la stilista ha tentato di chiarire e giustificare, ha naturalmente scatenato un dibattito enorme riguardo alla posizione delle donne nel mondo del lavoro che, ancora oggi, in Italia le vede estremamente penalizzate e discriminate.

Parità di genere per le imprenditrici expat, come e quante donne assumono: l’esperienza di Monica Perna

Al di là dei dati sull’occupazione femminile che non premiano l’Italia, passata durante la pandemia dal 50.1% al 49% contro una media europea del 62.4%, ci siamo chiesti come le imprenditrici donne expat, titolari di grandi aziende, gestiscano questo aspetto quando lavorano all’estero.

Un esempio di approccio smart arriva dagli Emirati Arabi dove sono tante le donne che rivestono ruoli apicali e dove anche le imprese italiane si distinguono.

Del tema abbiamo parlato con Monica Perna, English Coach di origine brianzola, a Dubai dal 2018 dov’è Ceo di un’impresa, la AUGE International Consulting, a prevalente quota rosa.

Cresciuta da zero come azienda al passo con i progressi tecnologici più innovativi del Metaverso, AUGE adotta elevati standard tecnologici, aggiornamento continuo degli strumenti e innovazione digitale per rendere le esperienze di apprendimento degli utenti più dinamiche e produttive.

L’AUGE impiega l’80% di donne su un totale di 32 risorse.

“Nella mia impresa ci sono un gran numero di collaboratrici donne alcune delle quali entrate a far parte della nostra squadra di recente che in fase di colloquio ci hanno fatto presente di essere da poco rimaste incinta o di essere prossime al parto e quindi con la necessità di chiedere un periodo da dedicare alla maternità. Questo non ci ha mai spaventato perché ciò che valutiamo rilevante è il potenziale che riconosciamo alla persona: non è certo un periodo di assenza, doverosa e naturale, a determinare il valore di una risorsa in azienda, noi guardiamo ben oltre!.

In AUGE International Consulting infatti le collaboratrici sono connesse da diverse parti del mondo e libere di lavorare online secondo un criterio di gestione del tempo che tiene conto delle esigenze della vita personale di ciascuna.

“Le donne – aggiunge Monica Perna – hanno ruoli importanti nella nostra azienda e lo stato di gravidanza o gli impegni familiari di molte delle nostre giovani collaboratrici non ci hanno mai spaventato, sia perché lo riteniamo un momento naturale del ciclo della vita, sia perché siamo convinti che la maternità realizzi una donna in modo pieno e speciale consentendole di essere felice, realizzata e quindi nel migliore stato psicologico e con il miglior mindset per poter vivere con serenità e sicurezza il suo ruolo professionale”.

Nel mondo del lavoro e delle imprese ritieni riconosciuto oggi il ruolo paritario delle donne?

“In Italia i dati del 2022 ci dicono che appena un’azienda su sei ha un management femminile. Anche a livello globale sul tema della parità di genere c’è ancora tanta strada da fare”.

“È innegabile – conclude la Perna – che molte donne ancora oggi, nel 2022, non abbiamo il diritto né la possibilità di esprimere il proprio valore. Bisogna comprendere che il contributo di idee e di metodi al femminile è una ricchezza di cui ogni società deve potersi avvantaggiare. Il compito di cui ci sentiamo investiti come imprenditori globali, italiani nel dna, è quello appunto di mantenere i riflettori sempre accesi su un tema che non può essere banalizzato e che anzi merita di essere al centro di politiche che sappiano valorizzare diversità e talenti per generare benessere e ricchezza veri e duraturi”.

A Torre del Greco presentato “Il silenzio delle donne” di Eugenio Alaio

Campani, toscani, lucani e lombardi protagonisti dell’opera prima di Eugenio Alaio. Un storia dedicata ai viaggi, alle donne e alle dipendenze patologiche. Charity partner del progetto l’ALTS, Associazione per la lotta ai tumori del seno, cui sarà devoluta parte dei ricavi dai diritti d’autore

Torre del Greco, 3 giugno 2022 – Nel complesso di archeologia industriale degli ex Molini Meridionali Marzoli il 1 giugno è stata presentata l’opera prima narrativa di Eugenio AlaioIl Silenzio delle donne”, edito per i tipi di Graus.

Il libro racconta le difficoltà quotidiane di quattro uomini, ma parla soprattutto delle donne che, scegliendolo ogni giorno, lottano al loro fianco.

Carla e Michele incarnano il giusto sodalizio tra Basilicata e Campania, Leonilde e Gianfranco sono due autentici toscani, Arianna e Paolo hanno entrambi origini lombarde, Delia e Francesco sono dei campani doc.

Ma cosa unisce questo variegato gruppo di amici? Sicuramente il desiderio ingovernabile di partire, scoprire il mondo e le sue meraviglie ma anche i problemi scaturenti da una serie di dipendenze, non solo affettive.

Una scrittura piana, fresca, semplice ed avvincente che, con una tecnica filmica, conduce ad un itinerario spirituale profondi, dal senso palingenetico e catatrtico.

La manifestazione – organizzata con il coordinamento di Gabriella Greco – è stata diretta e condotta dal giornalista Mario Esposito, promotore culturale e direttore artistico del Premio “Penisola Sorrentina”, che così ha affermato:

“Eugenio Alaio è un bancario scrittore che nella sua opera prima: Il Silenzio delle donne, ha saputo indagare i flussi di cassa dell’animo umano, i movimenti e le reazioni emotive di quel bilancio unico e straordinario che è la vita”.

Charity partner del progetto, a cui sarà devoluta parte dei ricavi dai diritti d’autore, l’Associazione ALTS per la lotta ai tumori al seno rappresentata per l’occasione da Maria Teresa Alleva.

 

Eugenio Alaio (a sx) intervistato da Mario Esposito

Giornata internazionale della donna: Expo Dubai la celebra con un murale vivente di 3.500 volontari

L’esperienza di una donna e imprenditrice expat negli Emirati Arabi

Roma, 8 marzo 2022 – Ha avuto luogo nella giornata dell’8 marzo, presso l’Expo Sports Arena di Expo 2020 Dubai la celebrazione della ricorrenza della Giornata Internazionale della Donna. Un momento entusiasmante, che ha visto oltre 3.500 persone far parte di un maestoso “murale umano” con i volontari, in prima linea, impegnati a celebrare le icone e i promotori dello sport femminile all’Expo. Foto, striscioni, bandiere e la presenza fisica dei volontari e di tanti aderenti all’iniziativa, si sono fusi insieme in un immenso “murales vivente” per creare una coreografia straordinaria e una bellissima immagine dell’occasione destinata a testimoniare nel tempo l’impegno di Expo verso il tema della parità di genere.

Tra i volontari presenti all’evento, abbiamo incontrato l’imprenditrice italiana Monica Perna, English Coach e CEO della Auge International Consulting fondata proprio a Dubai, impresa pioniera delle più recenti tecnologie del Metaverso applicate all’Education. La giovane imprenditrice originaria di Seveso, in provincia di Monza e Brianza, è presente ad Expo Dubai nelle vesti di Country Team Member e, dal 23 gennaio scorso, dà il suo contributo gratuito al management degli spazi che ospitano la Repubblica di San Marino.

Proprio a Monica Perna, abbiamo chiesto di raccontarci come vive il suo ruolo di imprenditrice donna, expat in un Paese a cultura araba.

“Come donna, come italiana e come imprenditrice – afferma Monica Perna – non mi sono mai sentita oggetto di discriminazione, al contrario, ho sempre svolto il mio lavoro con determinazione e libertà di azione, sia in Italia che qui a Dubai. Dubai è una comunità multietnica e multiculturale dove discriminazioni o estremismi sarebbero solo da ostacolo al progetto espansivo di Mohammed bin Rashid Al Maktoum, emiro di Dubai e Primo Ministro degli UAE, che ha fondato le sue politiche su otto principi tra cui quello di una autentica “apertura e tolleranza” del Paese.

Negli Emirati Arabi semmai, esiste una forma di attenzione alla donna che si manifesta in gesti di premura e di galanteria che, personalmente, apprezzo. Al di là di libere scelte religiose, le donne emiratine hanno le stesse libertà delle occidentali e ricoprono ruoli autorevoli al pari degli uomini. Il progetto Expo è un esempio perfetto di questa parità: è gestito da una donna, una giovane imprenditrice araba, Reem Ebrahim Al-Hashimi che ha il ruolo apicale di Ministro di Stato degli Emirati per la Cooperazione Internazionale e Amministratore Delegato di Expo 2020”.

Nel mondo del lavoro e delle imprese ritieni riconosciuto oggi il ruolo paritario delle donne?

A livello globale – conclude la Perna che nella sua impresa impiega per ben l’80% giovani donne di diverse nazionalità che, oltre ad essere collaboratrici di valore sono anche mogli e mamme – sul tema della parità di genere c’è ancora tanta strada da fare ed è innegabile che molte donne ancora oggi, nel 2022, non abbiamo il diritto né la possibilità di esprimere il proprio valore. Bisogna comprendere che il contributo di idee e di metodi al femminile è una ricchezza di cui ogni società deve potersi avvantaggiare. Il compito nostro e di eventi come questo è quello appunto di mantenere i riflettori sempre accesi su un tema che non può passare in secondo piano e che anzi merita di essere al centro di politiche che sappiano valorizzare diversità e talenti per generare benessere e ricchezza veri e duraturi”.  

Monica Perna, English Coach, imprenditrice e volontaria ad Expo 2020 Dubai

 

 

A Torino vende la verginità per 1 milione di euro

Dopo aver proposto le rage room in ospedali e scuole l’artista senza volto Colline di tristezza lancia l’offerta per una “prima volta” non convenzionale

Torino, 2 settembre 2021 – Vende la sua verginità per un milione di euro a due donne di bell’aspetto. A parità di offerta economica, saranno preferiti i profili di donne dall’aspetto tipicamente scandinavo o russo, con un’altezza pari o superiore a 180 cm oppure somiglianti alla modella americana Megan Fox (che è anche il titolo di un suo brano).

È la nuova proposta dell’artista senza volto torinese, “Colline di tristezza”.

La scelta del non-cantante torinese è per “guadagnare soldi da qualcosa che si può monetizzare solo una volta e creare un’esperienza esclusiva e fuori dal comune”.

“Le mie proposte e le mie modalità di comunicazione sono non convenzionali, anche la mia prima volta deve essere non convenzionale”, dichiara l’artista.

La verginità per un milione di euro

Colline di tristezza, da sempre molto attento alla privacy, annuncia che saranno accettate solo offerte che consentiranno di operare in totale riservatezza.

La firma di un non-disclosure agreement e misure di sicurezza particolarmente stringenti potrebbero essere adottate e saranno discusse in un secondo momento per salvaguardare la privacy delle persone partecipanti all’incontro.

La richiesta economica complessiva è pari ad un milione di euro, quindi le due donne prescelte dovrebbero sborsare 500 mila euro a testa.

L’indirizzo email per candidarsi è collineditristezza@gmail.com .

Chi è Colline di tristezza

Colline di tristezza è un artista senza volto torinese, noto in Italia per jingle e proposte in vari ambiti come veganismo, mobilità sostenibile, calcio e salute mentale.

Tra le proposte più note vi sono quella per la maglietta con l’igienizzante (T-Soap) e quella per l’istituzione di rage room e camere del pianto in ospedali, RSA e scuole.

Infine Colline di tristezza è sceso in campo contro il Revenge Porn e a favore dell’istituzione di un Ministero della Solitudine in Italia.

Per info e contatti:

collineditristezza@gmail.com

Breve Rassegna Stampa

https://drive.google.com/file/d/1iiBtef2KgEnBXmXilwkvy8_BXpFJEeJ/view?usp=sharing

 

Revenge Porn: esce il jingle “Da quando lui le ha messe online”

L’anonimo artista torinese scende in campo a favore delle vittime di revenge porn

Torino, 11 maggio 2021 – L’artista senza volto Colline di tristezza scende in campo contro il revenge porn con un jingle-karaoke dal  titolo “Da quando lui le ha messe online” caricato sul suo canale Youtube ( https://www.youtube.com/watch?v=WKfv8uASEKI ).

Il revenge porn è diventato un tema tristemente noto all’opinione pubblica per via di alcune vicende note tra le quali la tragedia di Tiziana Cantone e la storia della maestra torinese che ha perso il lavoro.

Revenge porn: piaga di una società malata

Il non-cantante ha reputato opportuno scendere in campo contro questa piaga sociale “consapevole che il mondo dell’arte e dell’entertainment in generale stanno facendo qualcosa di molto utile per sensibilizzare su questa tematica” anche se date le notizie che si leggono, “più se ne parla e meglio è”.

Nel jingle ci si riferisce alla vita di una donna dopo la diffusione di alcune sue foto intime online.

“Ho voluto accennare anche ad una modalità più subdola e meno eclatante, ma non per questo meno dolorosa”, sostiene Colline di Tristezza.

Un esempio, tratto dal testo del jingle, sono le persone che al supermercato “scuotono il capo” come gesto di disapprovazione quando la vedono (dopo averla riconosciuta).

Il riferimento è più alla vita reale che non alla vita online, in cui è chiaro che purtroppo “le vittime di revenge porn vengono esposte ad un vero e proprio linciaggio sul web che fa parte a pieno titolo del cyberbullismo.”

Anche la reazione da parte della famiglia può essere di tipo diverso. Alcune famiglie potrebbero dare la colpa di tutto quello che è successo alla vittima e abbandonarla ed è questa la situazione cui ha pensato Colline di tristezza per “Da quando lui le ha messe online”.

Un abuso che colpisce più le donne

“Il jingle è stato scritto al femminile, in quanto la maggior parte delle vittime di revenge porn sono donne, ma non bisogna dimenticare che purtroppo vi sono casi di revenge porn anche contro gli uomini.” – conclude l’artista. I casi di revenge porn contro le donne sono stimati essere intorno al 90% del totale (e quindi gli uomini stimati al 10% del totale) e costituiscono pertanto la maggioranza.

Il jingle non è cantato, ma lo spettatore potrà cantare con i sottotitoli divisi nota per nota,  seguendo la melodia del violino che sostituisce il canto.

Colline di tristezza è un artista anonimo noto per i suoi jingle e per diverse proposte in vari ambiti, tra le quali le più note sono la maglietta con l’igienizzante (T-Soap) e la proposta per le stanze della rabbia e del pianto in ospedali, RSA e scuole.

 

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Per info e contatti:

collineditristezza@gmail.com

Breve Rassegna Stampa

https://drive.google.com/file/d/1iiBtef2KgEnuBXmXilwkvy8_BXpFJEeJ/view?usp=sharing

 

Sei donna? Oggi trovi lavoro con l’hashtag #doberwoman

Offerte di lavoro e formazione digitale per donne intraprendenti, grazie al progetto Doberwoman

Milano, 11 gennaio 2021 – È una donna ed imprenditrice che non si arrende mai, nemmeno davanti al Covid, ma anzi rilancia ed espande la sua azienda. Lei è Vanessa Patitucci, imprenditrice digitale già fondatrice e testimonial del brand “Dobermann“, abbigliamento ed accessori, che ora ha lanciato la sua nuova idea in ambito digital.

Nonostante i blocchi ai viaggi imposti dalle autorità nazionali l’imprenditrice è riuscita a recarsi a Dubai, negli Emirati Arabi, per avviare una nuova business unit della sua azienda.

Ora, attraverso un recruitment che avviene sui canali social, sta cercando ragazze che desiderano formarsi nell’ambito della comunicazione digitale. Una volta formate le ragazze selezionate gestiranno le piattaforme online e i social media del brand Dobermann, già a partire dal lancio della prima collezione che avverrà a giugno 2021. 

A fine gennaio così partirà “Doberwoman” ovvero un percorso formativo di 30 ore destinato all’assunzione di 5 giovani donne tra i 20 e i 30 anni, “determinate e che abbiano qualcosa da dire”, dice Vanessa.

Il corso si svolgerà totalmente online in modalità Zoom e la partecipazione al corso sarà completamente gratuita. Il percorso formativo toccherà molti argomenti: fotografia digitale, storytelling, gestione ecommerce e gestione profili social come content creator.

Per il recruitment non esistono siti web, nè noiosi form da compilare, sarà sufficiente postare una fotografia che riporti in didascalia l’hashtag #doberwoman per essere intercettate e quindi contattate dallo staff di Vanessa attraverso il suo profilo Instagram.

Il contenuto della foto dovrà ovviamente essere un selfie che non abbia come obiettivo mostrare la propria bellezza, piuttosto il proprio talento.

 

 

 

Vanessa Patitucci – Dobermann

 

Rifiutato da più di 10 mila donne: Esperimento su Tinder di un artista di Torino

Il test porta la firma di Colline di tristezza che ha “swipato” a destra su Tinder oltre 10 mila donne tra Copenaghen ed Amsterdam non ottenendo nessun match: probabile uno shadowban su chi esegue troppi swipe a destra

Torino, 29 settembre 2020 – L’artista torinese Colline di tristezza, noto per i suoi jingle non cantati e per varie iniziative (in tema di trasporto ferroviario, veganismo, calcio, ma non solo), la più nota delle quali è una proposta per una t-shirt con l’igienizzante, ha deciso di fare un esperimento su Tinder.

Ricordiamo che sulla popolare app di incontri, “swipare” cioè scorrere il profilo verso destra significa mostrare interesse verso quel profilo, mentre “swipare” a sinistra equivale a scartare quel profilo.

Sapendo che il match rate, ovvero il tasso di successo per l’uomo medio sulla popolare app di dating è circa lo 0,6% (un valore molto più basso rispetto all’equivalente femminile pari a circa il 10%) ha deciso di portare alle estreme conseguenze questo concetto, creando un profilo con una foto di un gatto (presa sul web), senza sue foto (che non è una novità per l’artista che si muove da sempre nell’ombra) e con una descrizione molto vaga richiamando in modo generico il suo essere vegano e la passione per la musica, non svelando la sua identità.

Nella sezione bio del profilo si faceva riferimento all’interesse di chattare con qualcuno in modo molto generico. L’obiettivo era quello di vedere se ci sarebbe stato un match entro i 20 mila swipe a destra, data la percentuale menzionata sopra.

L’esperimento

L’artista allora si posiziona virtualmente (con la versione base di Tinder) a Copenaghen e scorre più di 7000 profili di donne comprese tra i 22 e i 42 anni nel raggio di 24 km, non ottenendo in cambio nessun match (corrispondenza) e non riscontrando limitazioni in termini di swipe a destra.

Quindi l’artista si sposta ad Amsterdam virtualmente e qui prosegue il test arrivando a scorrere altri 4200 profili di donne, lasciando inalterate tutte le impostazioni, non ottenendo in cambio nessun match.

A questo punto Colline comincia ad avere qualche dubbio. Cercando e ricercando su Internet gli viene il sospetto di essere stato vittima di shadowban ovvero in soldoni il profilo non viene mostrato nei risultati. L’artista decide allora di voler ricercare la prova di questo shadowban e si avvale del servizio dell’app a pagamento Cheaterbuster usata in genere per scoprire se il partner di una persona usa Tinder e quindi è potenzialmente un traditore o una traditrice.

In questo caso Colline di tristezza la utilizza per cercare il suo profilo nella zona in cui “si trova” quindi ad Amsterdam e in quel momento scopre che il suo profilo non appare nemmeno nei risultati di ricerca. A questo punto la conclusione è che lui ha ottenuto 0 match su oltre 10 mila swipe a destra, ma molto semplicemente queste donne non hanno nemmeno visto il suo profilo, perché è stato nascosto.

Colline di tristezza mette in guardia sul fatto che “se si swipa troppo velocemente senza fare selezione l’app potrebbe percepire l’utente finale come un bot e quindi ricorrere a questo shadowban”. Il consiglio è quello di optare per un classico 70% sì e 30% no e non quello di mettere un like a tutti i profili indiscriminatamente.

Nel suo caso non aveva nemmeno limitazioni di swipe a destra, l’applicazione lo lasciava scorrere a destra liberamente senza limiti, finché non erano finite le persone nei dintorni e questo magari accadeva dopo 2000 o 3000 swipe.

Il “non-cantante” conclude spiegando che si è trattato “solo di un mero esperimento”.

 

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Per info e contatti:

collineditristezza@gmail.com

 

 

 

 

Donne maltrattate, concerto di ChiaraBlue a favore di CADMI

Concerto a favore di CADMI, Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate, di ChiaraBlue. La cantautrice finalista al Premio Bindi 2020 si racconterà a Claudio Guerrini attraverso musica, parole ed emozioni, lunedì 29 giugno dalle 22 in diretta streaming su Facebook

Milano, 25 giugno 2020 – A pochi mesi dall’uscita del suo primo singolo Dinosauri,  ChiaraBlue si esibirà in concerto lunedì 29 giugno dalle ore 22 in diretta streaming su Facebook dalla Salumeria dello Sport di Milano, accompagnata da Matteo Iarlori alla chitarra classica e Francesco Carcano al contrabbasso.

Il concerto, presentato da Claudio Guerrini, conduttore radiotelevisivo in onda su RDS e dall’8 luglio su La5  alla conduzione del programma “Una nuova vita”, e scrittore di “C’era una (prima) volta”, il suo primo libro presentato in occasione dell’ultimo Festival di Sanremo, sarà l’occasione per raccogliere fondi a sostegno dei progetti CADMI, La Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano, il primo Centro Antiviolenza nato in Italia nel 1986 che rappresenta il punto di riferimento per le donne che subiscono violenza, sia essa fisica, psicologica, sessuale, economica o stalking.

“Sono una donna cresciuta ed educata da donne, ma che vive in una società ancora profondamente patriarcale; il tema femminile e del femminile ricorre nella mia produzione e nella mia vita da sempre, credo fortemente che il mio mestiere sia fatto di narrazioni che possono davvero cambiare l’anima e le azioni delle persone, se narrate con onestà e amore.

É necessario l’impegno di tutti per poter cambiare radicalmente questa società, che ha ancora tanto da cambiare, e io vorrei dare il mio contributo”. È questo il motivo che ha spinto ChiaraBlue a dedicare la serata alla Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano, una serata non solo musicale, ma anche una narrazione della crescita personale e artistica della cantautrice originaria di Rieti che, intervistata da Guerrini, racconterà le emozioni, i sentimenti e i momenti vissuti che l’hanno portata a scrivere le sue canzoni.

Raffinata e passionale, scrive canzoni sui tortuosi percorsi dell’animo umano, con la convinzione che l’arte abbia la capacità di trasformare tutte le emozioni, anche quelle negative, in bellezza.

Lo scorso ottobre ChiaraBlue ha partecipato al Premio Bianca D’Aponte 2019, unico premio italiano riservato alle cantautrici donne, aggiudicandosi la produzione artistica di Ferruccio Spinetti per la realizzazione di un singolo e una collaborazione artistica con Mariella Nava e la sua etichetta “Suoni dall’Italia”, mentre quest’anno è tra i finalisti della sedicesima edizione del Premio Bindi 2020, prestigioso festival della musica d’autore che si terrà a settembre e che assegna l’ambita targa a cantautori o gruppi musicali che scrivono i propri brani.

Il concerto si svolgerà in diretta Facebook al seguente link: https://www.facebook.com/events/192708225457085?active_tab=about

Le donazioni saranno raccolte al seguente link: https://paypal.me/pools/c/8qhXVhsHcX

 

 

 

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Per interviste e contatti:

PRESS OFFICE & P.R.

Paola Dongu | PD&Associati

paola.dongu@pdassociati.com

Mob. +39 348 2595888

 

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