“I Mille di Sgarbi”, a Cervia lo stato dell’arte contemporanea italiana

Mentre a Cortina d’Ampezzo è ancora in corso la II edizione de “I Mille di Sgarbi”, la III edizione ritorna a Cervia, dal 4 al 12 luglio…

Cervia, 30 giugno 2020 – Dal 4 al 12 luglio, ai Magazzini del Sale di Cervia va in scena la III edizione della mostra “I Mille di Sgarbi Lo Stato dell’Arte Contemporanea in Italia“, con una selezione di pittori, scultori e fotografi italiani ed internazionali scelti da Vittorio Sgarbi.

Mentre a Cortina, al Museo Mario Rimoldi delle Regole di Ampezzo, è ancora in corso la II edizione de I Mille di Sgarbi, la III edizione torna a Cervia per il secondo anno consecutivo, dove aveva debuttato nel 2019 grazie all’idea dei collaboratori di Vittorio Sgarbi, Sauro Moretti, suo manager e Nino Ippolito, suo capo ufficio stampa.

Un gemellaggio importante, tra due città simbolo delle mete turistiche italiane di maggior interesse internazionale: la regina delle Dolomiti e la perla della riviera romagnola, unite dall’arte per ripartire in nome di un turismo di qualità, più lento e all’insegna della cultura, sempre più al centro dell’attenzione come simbolo di un nuovo inizio.

Infatti, la collettiva contemporanea dei Mille a Cervia rappresenta una delle prime mostre ad inaugurare subito dopo i mesi di chiusura forzata, che anzi, proprio nel periodo più buio e incerto è stata progettata e voluta dai collaboratori di Sgarbi, che non hanno mai smesso di credere nell’opportunità dell’arte come simbolo della ripartenza dell’Italia.

“Se qualcosa questo virus ci ha insegnato è che l’arte ha sempre più necessità di essere vista dal vivo e che il web non può garantire le stesse emozioni di un’opera d’arte vissuta dal vivo. L’arte ha sempre la necessità di manifestarsi in spazi fisici, pubblici e privati, come luogo di incontro dove mostrare nuove idee aperte alla discussione”, scrive Vittorio Sgarbi.

Molte delle opere in mostra sono nate proprio nei mesi della chiusura, dove i pittori, gli scultori e grafici, già abituati a lavorare nel silenzio di uno studio che lascia il mondo fuori, hanno espresso le paure, le ansie, le incertezze e la rabbia di questo momento sulla materia.

E i fotografi, costretti dal distanziamento sociale a scattare muovendosi come dei ladri per le vie delle loro città, hanno ripreso scorci dove l’uomo è solo un fantasma di passaggio. Ma non solo: molte delle foto in mostra sono state scattate pochi anni o mesi prima dell’avvento del Covid-19 e relative restrizioni.

Fotografie che prima ci avrebbero raccontato poco di eccezionale ma, nel tempo breve eppur interminabile del confinamento domestico, quelle immagini ci sembrano appartenere a un passato lontanissimo, di cui non vediamo ancora il ritorno: è la normalità, quella dei bambini che giocano liberi per strada, di un mercato affollato, di persone che semplicemente vivono la vita come l’abbiamo sempre concepita e che oggi subiamo con cautela e impaccio.

E ci sono naturalmente le opere che non risentono del momento e che mantengono temi e soggetti cari all’artista che preferisce estraniarsi ed innalzarsi con visione ascetica dal tormento della cronaca.

Proprio quest’ultima e il suo impatto sull’immaginario collettivo, è la spinta alla creazione di opere che si fondano sul percepito comune del Paese, tra verità e bufale, per arrivare a farsi manifesti veri e propri dell’incertezza e sfiducia ancora in corso. Non solo riguardo al virus ma anche alle problematiche ambientali ed economiche di un sistema che non regge più, in mezzo alle strabilianti notizie quotidiane.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 4 al 12 luglio, ogni giorno, con ingresso libero, dalle ore 19,00 alle ore 00,00.

 

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Ufficio stampa I mille di Sgarbi

Simona Cochi

Ordine Nazionale dei Giornalisti Lombardia Milano
Mobile: +39 3887787759

 

 

 

Arte, è rivoluzione: al via il Certificato Digitale per le opere d’arte

Roma, 1 aprile 2020 – È rivoluzione nel mondo dell’arte. Da oggi sarà possibile provare in ogni momento l’identità e l’autenticità delle opere d’arte grazie ad un Certificato Digitale per le opere d’arte. Merito di questa rivoluzionaria innovazione è della ArtID, azienda internazionale che si occupa d’arte con sede in Svizzera, che ha dato vita al Certificato Digitale per le opere d’arte. Una innovazione creata grazie all’utilizzo della blockchain, dell’Intelligenza Artificiale e delle immagini ad alta risoluzione.

Il Certificato Digitale contiene tutta la documentazione di ogni singola opera: foto in alta risoluzione, autentica dell’autore, documenti relativi all’eventuale archiviazione, evidenza delle mostre in cui l’opera è stata esposta, indicazioni di pubblicazioni rilevanti, estratti di pubblicazioni che contengono informazioni sull’opera. Le informazioni si possono estendere anche alla proprietà attuale ed a quelle precedenti, al luogo dove è fisicamente custodita l’opera, prezzi, atti di cessione, dichiarazioni di vendita e perizia. La cartella “Zip”, firmata su blockchain, non è modificabile nè nei suoi contenuti nè per le informazioni relative alla data di creazione ed aggiornamento.

Il Certificato Digitale ad opera della ArtID  proietta il mondo dell’arte verso quella che sarà la nuova generazione di opere d’arte. La certificazione e l’archiviazione rappresentano il presupposto per accedere a tutta la documentazione attraverso un archivio incorruttibile, condiviso e pubblico.

Questo crea le condizioni per un nuovo mercato dell’arte più aperto, trasparente e liquido. Il Certificato Digitale agevola la “due diligence” necessaria nella fase di acquisto di un’opera d’arte, le opere che ne sono dotate sono facilmente inventariabili ed una collezione di opere certificate è sempre aggiornata.

Il Certificato Digitale rappresenta lo strumento ottimale laddove si debbano dare informazioni in operazioni di import, export, sdoganamento e nelle successioni. Valorizza enormemente l’opera, facilita il processo di scambio delle informazioni e dà accesso alla visibilità dovuta grazie alla possibilità di pubblicarla sul Marketplace di ArtiID e/o su altre piattaforme.

Grazie al servizio di ArtID (www.artid.ch) è possibile accedere alle informazioni mediante il QR code (disponibile in area riservata), utilizzando il link alla documentazione (disponibile sempre in area riservata) oppure in prossimità dell’opera utilizzando il collegamento bluetooth.

Il mondo dell’arte così si evolve, perché in un mercato sempre più internazionale oggi è indispensabile affidarsi a strumenti innovativi che sono un mezzo per connettere e garantire artisti, collezionisti, galleristi, compratori, investitori.

La blockchain è ormai una rivoluzione inarrestabile: dalla sua applicazione più popolare, le criptovalute e i token, alla possibilità di tracciare i processi produttivi fino alla certificazione delle informazioni. E ArtID grazie al Certificato Digitale per le opere d’arte si conferma l’attore principale nella digitalizzazione del mondo dell’arte, una realtà innovativa unica a livello mondiale.

Per saperne di più sul Certificato Digitale rimandiamo al sito internet www.artid.ch.

 

 

ArtID

 

ArtID

 

 

Ad Aosta la nuova mostra di Cesare Catania

Aosta, 27 febbraio 2020 – A partire dal 28 febbraio fino al 15 marzo 2020, presso lo spazio espositivo Finaosta ad Aosta saranno in esposizione 5 capolavori del maestro Cesare Catania.

Due le opere scultoree, intitolate “La Bocca dell’Etna”, già esposte in passato tra gli altri anche al Museo della Villa Reale di Monza e nel Principato di Monaco. Si tratta di due sculture realizzate in acciaio, silicone e acrilico, che dal 28 febbraio saranno visibili dalle vetrine di Via Festaz oltre che visitando la mostra all’interno degli spazi espositivi.

A queste sculture si aggiungono un quadro tridimensionale realizzato anch’esso con silicone e acrilico più una stampa a tiratura limitata ritoccata a mano dall’artista, stampa il cui valore di aggiudicazione all’ultima battuta d’asta di fine ottobre 2019 è stato superiore a 15.000 euro. Una battuta che conferma il trend positivo di forte ascesa delle quotazioni dell’artista nonché del ranking internazionale degli artisti secondo Artfacts, una delle più autorevoli fonti utilizzate dagli esperti di valutazione di opere d’arte.

Infine in esposizione ad Aosta un capolavoro di arte contemporanea, “Trois Hommes”, arazzo olio su tela alto più di due metri e mezzo, dipinto a spatola e ritoccato a tampone. Si tratta di un’opera che unisce tra loro arte e scienza, informale e cubismo, simmetria e immaginazione. Lo stesso arazzo è già stato esposto tra gli altri anche al Palazzo Serbelloni di Milano.

La curatela dell’esposizione è stata affidata all’architetto Claudia Mantelli.

La mostra rimarrà aperta al pubblico gratuitamente fino al 15 marzo 2020.

Il Vernissage si terrà il 28 febbraio alle ore 18.

 

 

 

 

 

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Contacts:

Cesare Catania ART

ingenuity works – paintings – sculptures

Art Gallery: Via Del Progresso 16 – 20125 – Milan (IT)

web: www.cesarecatania.eu

mail: press@cesarecatania.eu

IG: @art_cesarecatania

 

A Firenze la mostra “Firenze Mia”, dell’artista tredicenne Clara Woods

Il 5 febbraio a Firenze inaugurazione della mostra “Firenze Mia” dell’artista tredicenne Clara Woods e lancio della nuova rivista Firenze Urban Style

Firenze, 30 gennaio 2020 – Il 5 febbraio prossimo si terrà a Firenze l’inaugurazione della mostra “Firenze Mia” di Clara Woods e il lancio del nuovo numero della rivista FUL | Firenze Urban Lifestyle.

Clara Woods è un’artista fiorentina di 13 anni che non può parlare a causa di un ictus perinatale ma conosce tre lingue (italiano, inglese e portoghese) e usa la pittura e i colori per comunicare con il mondo e esprimere i suoi sentimenti.

Nel corso dell’ultimo anno Clara ha esposto in Giappone, a Miami, a Roma, a Londra e il prossimo 5 Febbraio dalle ore 19 nei bellissimi spazi de “Il Conventino, Caffè Letterario Firenze” verrà inaugurata la mostra “Firenze Mia” che Clara dedica alla sua città e ai personaggi della sua storia.

In quest’occasione FUL lancia il nuovo numero, il 41, della loro rivista cartacea.

Oltre a una copertina tutta da scoprire, all’interno della rivista tra tanti contenuti è possibile trovare il racconto dei #superhuman di Lediesis per #ilmomentoèadesso, un approfondimento su Margherita Hack e Firenze, un nuovo episodio del fumetto Florence Unconventional Link e, chiaramente, anche un articolo dedicato a Clara e alla sua meravigliosa arte.

Mamma Betina racconta che “Oltre a viaggiare, pitturare e ammirare Frida Kahlo, Clara ha sempre avuto poche passioni nella vita. Per noi come famiglia è sempre stato difficile trovare attività, giochi e giocattoli che potessero coinvolgerla per più di mezza giornata. Ha iniziato a studiare la storia della Famiglia Medici a scuola e si è innamorata. In poco tempo ha coinvolto tutti noi a guardare la serie sui Medici e documentari su Youtube”.

“Clara si è appassionata alla storia dei personaggi e del periodo storico. Questo progetto dà a Clara l’opportunità di imparare nuove tecniche artistiche, di maturare le sue emozioni, quando le cose non vanno come vorrebbe, e di gestire un nuovo tipo di disciplina su un lavoro a lungo termine. E’ bello e gratificante vivere questa nuova passione di Clara che, essendo fiorentina, scava le sue radici e rende onore alla città di Firenze e alla sua storia”, conclude mamma Betina.

Tra i quadri in mostra in occasione della mostra ci saranno “Lorenzo Il Magnifico”, un ritratto ispirato dai racconti su Lorenzo, “Medici’s Clan”, uno degli esperimenti astratti dell’artista dove raffigura Lorenzo, Giuliano e la loro mamma Lucrezia e “Florence’s sunset”, un quadro ancora inedito dove Clara racconta la sua visione di un tramonto fiorentino.

Un successo, quello di Clara, che si esprime anche nel crescente seguito che la pittrice sta raccogliendo sui social network.

Conta, infatti, su oltre 28mila follower su Instagram e 18mila su Facebook che la supportano con grande entusiasmo e per i quali lei riesce a essere di grande esempio e ispirazione, aiutandoli a trovare nel racconto delle sue giornate la motivazione per sperimentare la propria vena artistica o anche solo per tornare a sorridere.

L’appuntamento per l’inaugurazione della mostra, il 05 Febbraio, a ingresso gratuito, è a partire dalle ore 19.00 – Il Conventino – in via Giano della Bella, 20, Firenze. La mostra rimarrà aperta da Lunedì a Sabato, dalle 8 alle 21 fino al 16 Febbraio.

Per approfondimenti visitare i siti internet www.clarawoods.art e www.instagram.com/woods_clara.

Per informazioni contattare Betina Genovesi alla mail info@clarawoods.art o al telefono tel. 3349266020.

 

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Ufficio stampa Clara Woods:

Cell. 3349266020

E-mail info@clarawoods.art

 

 

Firenze Mia, la mostra di Clara Woods
Clara Woods, promettente artista tredicenne di Firenze

 

Sgarbi e il suo tributo critico a Matteo Fieno, l’artista delle donne

Secondo Vittorio Sgarbi “Fieno ha assorbito tutte le varianti espressive del post impressionismo succedutesi fra Gauguin, Cezanne, Matisse, Lautrec fino a Marlene Dumas”

Torino, 14 gennaio 2020 – Ancora una volta Vittorio Sgarbi, uno dei più noti critici d’arte italiana, uno dei più attenti osservatori di ciò che la contemporaneità artistica produce, si trova a sigillare con una personale nota critica, la pittura di Matteo Fieno, artista delle donne.

Sgarbi celebra a suo modo l’artista piemontese, regalando pensieri e suggestioni che diventano un tributo ancora prima che all’arte, alle donne stesse.

Non è la prima volta che il Prof.Sgarbi incontra Fieno: dalla selezione alla Pro Biennale, al premio Caravaggio fino alla Biennale Milano, il percorso artistico dell’artista delle donne ha già avuto modo di incrociare lo sguardo attento del critico ferrarese.

E non a caso le parole di Sgarbi sono quelle di un profondo conoscitore dell’arte di Fieno e dell’artista stesso.

Nella pittura di Fieno “c’è che quel forte bisogno di indispensabilità, di  non gratuito” che Sgarbi riconosce essere una cifra esistenziale del pittore al di là di ciò che trova espressione, o meglio “impressione” nelle sue tele.

E già, impressione. Perché è lo stesso Sgarbi a sottolinearlo, in Fieno ricorre “l’ impressione” nel raffigurare la donna in una certa maniera, in relazione alla circostanza ambientale entro cui agisce. Donne che però ci tiene a precisare Sgarbi, “non vivono di sola dimensione fisica, tanto che la carnalità non è mai straboccante anche quando le fattezze sono morbide e tondeggianti”.

E non è mai cliché. Anzi. Piuttosto che un tributo all’ideale dell“eterno femminino” secondo Sgarbi, Fieno privilegia un’immagine più vicina e reale ritraendo donne che sono con ogni evidenza donne  spiccatamente moderne, figlie dell’era industriale. E anche in questo, si riconosce l’amore per la bellezza e il mistero unico delle donne che ha fin qui caratterizzato i quadri del “pittore delle donne”.

E c’è un tema che il critico d’arte vuole affermare assieme agli altri. Quella di Fieno è arte pura, capace di essere un linguaggio mai univoco nella lettura che se ne può dare al punto che, a proposito delle didascalie con le quali il pittore è solito accompagnare le sue opere, appare sorprendente rendersi conto di quanto quegli spunti e quegli intenti possano essere ininfluenti ai fini della nostra percezione delle opere.

E di questo scambio reciproco di sensazioni e immagini, Sgarbi ne è fortemente convinto, tanto che, pur riconoscendo a Fieno la capacità di rappresentare la donna come poche artiste saprebbero fare, riconosce anche che quelle donne diventano “le nostre donne”, di chi le guarda.

Sarà perché le pose delle donne di Fieno sono pose ordinarie capaci di donare agli occhi molto più di quanto si creda, perché “meno materia pittorica differenziata si offre alla vista più si è liberi”. Liberi di intrecciare le proprie esistenze, le proprie esperienze con quelle delle donne che si hanno davanti. Liberi di immaginare e di concentrarsi in modo esclusivo sulle donne.

E in tutto questo, nella sua pittura, nel suo modo unico di dare vita alla donna sulle proprie tele, Fieno esprime non solo un gesto artistico – apparentemente tanto semplice quanto in realtà potente – ma anche un gesto di generosità estrema: avere avuto l’esperienza di essere espropriati delle proprie invenzioni mediante la soggettività altrui che, in poche parole, spiega Sgarbi, significa “essere riusciti ad aprirsi alle menti e agli occhi degli altri invece di tenerle relegate entro i confini ristretti del proprio io”.

Ed è in questa trasposizione di ruoli che l’esperienza artistica accomuna il pittore e i suoi interpreti, per raggiungere un momento in cui quelle donne sembrano essere nate addirittura dalla mano di chi guarda, spogliando il pittore del suo ruolo di semplice autore, per farlo diventare una parte della sua stessa arte.

La critica del Prof. Vittorio Sgarbi a Matteo Fieno, “il pittore delle donne”

 

Colony
Ballett Soldier, in mostra alla Biennale Milano
Nugnes, Sgarbi e Fieno

Arte: Filippo Citterio, il barman artista che crea opere con il Flair Bartending

Milano, 17 dicembre 2019 – Il Flair Bartending è la pratica con cui i baristi intrattengono la clientela, o il pubblico, manipolando strumenti da bar comegli Shaker o bottiglie di liquore in modi spettacolari. Una pratica utilizzata occasionalmente nei cocktail bar, che richiede abilità tipiche dei giocolieri.  

Da oggi però il Flair Bartending entra di prepotenza nel mondo dell’arte grazie al barman Filippo Citterio, che per la prima volta al mondo usa questa tecnica per creare opere uniche al mondo

In arte “Barteu“, Filippo Citterio usa colori acrilici per creare le sue opere d’arte su tela. Primo artista a combinare l’arte del Flair Bartending con la pittura, con cui realizza le sue opere e le sue perfomance artistiche in modo originale e unico.

L’artista barman infatti riempie le sue bottiglie di colori acrilici, e a tempo di musica esegue delle evoluzioni e dei movimenti acrobatici con la precisione e la maestria acquisita dopo anni di allenamento come bartender. 

Lo spirito creativo del barman artista non conosce limiti, e le sue opere di arte contemporanea catturano momenti di intensa azione viscerale realizzati con mosse rapide e impulsive, ma sempre controllate. 

Evoluzioniacrobazie eseguite da Citterio che creano degli schizzi e delle macchie sempre diverse, che contraddistinguono le opere dell’artista con uno stile unico e facilmente riconoscibile.

Una pura interazione fisica con i materiali che ha trasformato la pratica del Flair Bartending in un processo creativo significativo, che rivela qualcosa del mistero e del dinamismo della sua personalità.

“Così tante persone mi hanno detto che gli piace la mia arte perché non è il solito tipo di schizzi e macchie di colore astratte che un artista solitamente realizza. Creo per intrattenere e comunicare e ogni singola opera d’arte creata con questa tecnica è unica nel suo genere”, ha detto Citterio riguardo le sue opere.

Riguardo Filippo Citterio

Filippo Citterio è nato e cresciuto a Milano, dove ha lavorato come barista per 10 anni nella zona dei Navigli, una zona molto popolare nel centro della città con turisti e artisti. 

Grazie alla sua capacità di socializzare facilmente con le persone ha acquisito familiarità con tanti personaggi nel mondo dell’arte e del freestyle.  Cosa che lo ha reso appassionato del mondo dell’arte di strada, in particolare della cultura urbana e hip hop,.

Nel 2017 Citterio si è trasferito in un piccolo villaggio nella campagna francese vicino a Parigi per continuare la sua carriera di barista in un hotel a 5 stelle di Versailles. 

La nuova residenza gli consente di avere abbastanza spazio per eseguire le sue opere, portandolo a creare delle tele realizzate all’interno di cornici fisse come il bordo statico di un dipinto che rivela i processi dinamici di Citterio.

Alla domanda di come abbia sviluppato il suo stile, Citterio ha risposto:

“Parlare di essere un ‘artista’ e avere uno stile a volte mi confonde. Non mi vedo come un artista. Mi vedo come un creatore e un designer che fa cose che le altre persone devono consumare”. 

Molte delle opere di Citterio sono esposte sul sito internet www.artmajeur.com/barteu.

 

 

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Contact Company Name: Barteu il

Contact Name: Filippo Citterio

Phone: +330772341480

Email: barteuparis@gmail.com

 

 

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Filippo Citterio Artista Bartender black Thursday 40×40 acrilico su tela

A Catania anteprima mondiale di “Tele Nascoste”

José Van Roy Dalí, illumina il nuovo libro su Chinnici: a Catania anteprima mondiale di “Tele Nascoste” scritto dal chirurgo Diego Celi

Catania, 5 dicembre 2019 – Il 14 dicembre alle 18 verrà presentato a Catania “Tele Nascoste“, il nuovo libro su Lorenzo Chinnici scritto dal chirurgo Diego Celi e arricchito dalla prefazione di José Van Roy Dalí (ediz. Giambra Editori). Il testo non celebra l’arte di Chinnici, ma scandaglia emozioni e retroscena delle tele del Maestro.

La serata è promossa da ‘’Faber – Il Fabbricante di idee’’ in collaborazione con la casa editrice.

Questa edizione di Faber si terrà nei giorni 14 e 15 dicembre, dalle 10.00 alle 21.00 presso lo storico Palazzo del Toscano, edificato intorno al 1870 quale residenza cittadina dei Paternò marchesi del Toscano.

La manifestazione ospiterà 40 artigiani d’eccellenza provenienti da tutta la Sicilia, che presenteranno le loro creazioni nelle splendide sale del piano nobile del Palazzo, scenario per la presentazione del libro di Chinnici che dialogherá simbolicamente con le eccellenze artigianali made in Sicily.

Diego Celi, autore del testo, scrive Josè Van Roy Dalì nella prefazione ‘’….accarezza un pensiero, vaga sulle nuvole della fantasia….si inoltra con l’ingenuità di un bambino e con l’arroganza di un adulto in un racconto che, già nelle prime righe, accende la curiosità e induce a proseguire nella lettura con quella gioiosa emozione che porta ad ampliare gli illimitati confini della fantasia per farsi trasportare in una irreale realtà in cui tutto è possibile…”.

Violenza sulle donne: 42 tele, 42 donne, 42 storie per dire no

Riflettere su ciò che oggi è la donna e dire no ai crimini sulle donne l’obiettivo della mostra personale dell’ “Artista delle donne”, Matteo Fieno

Milano, 27 novembre 2019 – Venerdi 22 novembre ha preso il via la mostra personale “Declinazioni al femminile” dell’artista albese Matteo Fieno, nella prestigiosa Milano Art Gallery a Milano.

L’ “Artista delle donne”, come ormai Fieno viene riconosciuto per la sua predilezione a scegliere le donne come suoi soggetti, segna così un’altra importante tappa all’interno di un percorso artistico caratterizzato da una rapidissima ascesa, che gli ha tributato già numerosi riconoscimenti, premi e apprezzamenti da parte della più autorevole critica. 

L’evento è stato introdotto da Salvo Nugnes, il vero cuore e animatore della Milano Art Gallery nonché curatore della mostra, da Luciano Simonelli, giornalista ed editore e da Roberto Villa, fotografo di fama internazionale e grande amico dell’indimenticabile Pierpaolo Pasolini.

E mai come in questo caso una mostra, con ben 42 tele, si candida ad essere un prezioso racconto della realtà al femminile. Proprio nei giorni in cui il 25 novembre si celebra la “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” l’attenzione del mondo è puntata su una delle pagine più drammatiche del nostro tempo, e considerando purtroppo anche i recenti casi di femminicidio e di violenza che si sono verificati negli ultimi giorni nel nostro Paese e in Cile.

“Viviamo in un Paese – ha tenuto a ricordare Villa – in cui ogni 15 minuti una donna subisce un reato di violenza e mai come oggi – ha puntualizzato – il rispetto dovuto alla donna viene calpestato nella vita di tutti i giorni”.

Ed è proprio dalla quotidianità che parte Fieno, quella quotidianità fatta di pose, di gesti, di azioni che trovano una loro centralità nella pittura del giovane e affermato artista piemontese.

Pose che paiono istantanee di un vissuto che traspira gioia, dolore, fatica, spontaneità, sensualità, generosità. Una varietà di sfaccettature e sentimenti che nascono nella realtà a cui Fieno dà corpo con i suoi quadri, ma che inevitabilmente si nutrono degli occhi di chi guarda, capaci di alimentare ulteriormente la rappresentazione di una realtà che chiede immedesimazione per essere compresa.

Un approccio, questo, in cui Roberto Villa ha rintracciato un lusinghiero parallelo con la pittura caravaggesca “dove la nobiltà del blasone lasciava spazio agli aspetti e alle persone più comuni che diventavano una cifra stilistica caratterizzante uno stile pittorico universalmente riconosciuto. Allo stesso modo oggi, Fieno afferma un modello fortemente riconoscibile, tanto da rendere le sue opere riconducibili direttamente ed in maniera evidente all’autore”.

Declinazioni al femminile” è un panorama di rara bellezza che conferisce una centralità alla donna letta nella sua complessità di “madre, moglie, figlia, amante e che invoca quel rispetto oggi troppo spesso assente dall’orizzonte culturale di una società che sotto questo profilo appare involuta”.

Un rispetto calpestato non solo dalla violenza ma da una concezione ben lontana da un’idea paritaria dei rapporti sociali.

“Viviamo in un mondo – afferma l’artista di Alba – in cui il concetto della diversità si è presto trasformato in un’idea di contrapposizione, di scontro permanente tra fazioni”.

“Nella mia pittura – spiega Fieno – la diversità diventa ciò che invece dovrebbe essere: un differente punto di vista con cui vivere e leggere la realtà, attraverso cui accogliere e fare proprio l’altro da sé”.

“E non trovo nulla che possa esprimere questo privilegiato punto di vista – ha proseguito Fieno – che non siano i corpi delle donne, la più alta manifestazione di una grazia e di un’anima in cui vorrei che tutti, uomini e donne, potessero riconoscersi”.

Fieno ha acquistato ormai il titolo esclusivo di artista delle donne, perché tutta la sua opera è un costante richiamo alla donna, travalicando i limiti banalizzanti in cui spesso viene contenuta.

Per questo nei quadri di Fieno ci soni corpi capaci di parlare non solo di bellezza, ma possono esprimere una infinita varietà di stati d’animo, senza mai ridursi alla sola fisicità.

Nella sua pittura la donna incarna una sua unicità, che scaturisce proprio dalla sua diversità, una condizione che arricchisce, che fa riflettere e che interroga chi guarda.

“Vorrei che guardando i miei quadri – è l’auspicio di Fieno – si riflettesse su ciò che oggi rappresenta la donna, su quel debito di gratitudine che ognuno di noi sa di avere. Vorrei che tutti sentissimo forte il dovere di rispettare, valorizzare, capire e conoscere quel prezioso universo che è il mondo delle donne. Spero, da questo punto di vista, che i miei quadri possano essere uno dei tanti strumenti messi a disposizione per realizzare questo doveroso atto d’amore”, concluso il pittore delle donne.

 

 

Colony di Matteo Fieno

 

Alla Biennale di Milano “l’artista delle donne”, Matteo Fieno

Milano, 9 ottobre 2019 – Sarà presentata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi la Biennale di Milano, che si terrà dal 10 al 14 ottobre prossimi nel cuore di Brera a Milano. Durante l’evento si terrà l’esposizione di Matteo Fieno, conosciuto come l’ “artista delle donne”, per la sua passione di raffigurare le donne in tutte le loro forme.

Per saperne di più sull’evento abbiamo provato a sentire l’artista.

D: Appuntamento espositivo importante con Biennale Milano. Ci racconta qualche anticipazione sulle opere che hai deciso di esporre?

R: Sono sei le tele che ho deciso di esporre, del tutto inedite nell’ambito delle mie esibizioni artistiche, ma che confermano la mia voglia di raccontare delle storie che evocano il vissuto della gente e il desiderio comune di sentirsi più umani e, magari un po’ meno cinici e disillusi.

D: Cosa rappresenta per lei la città di Milano come prestigioso polo artistico culturale? Ha già esposto in altre occasioni a Milano?

R: Questa è la prima occasione in cui espongo a Milano e devo dire che sono molto entusiasta in quanto ritengo sia il
palcoscenico ideale per tutti gli artisti che cercano di intraprendere un percorso virtuoso. Milano mi rievoca grandissimi artisti che mi hanno appassionato soprattutto per la loro intraprendenza, su tutti il mio preferito è Manzoni.

D: Può farci un resoconto sulle varie esperienze espositive di questo 2019, e raccontarci quali altri progetti sta mettendo in cantiere per i prossimi mesi?

R: Sono contento delle esperienze che ho collezionato quest’anno, soprattutto perché mi hanno dato un “know how” che mi servirà sicuramente in futuro. Per quanto riguarda i progetti futuri sto lavorando sulla mia prima personale che si terrà tra novembre e dicembre alla “Milano Art Gallery”.

D: Le chiediamo un suo parere riguardo alcune autorevoli citazioni di grandi maestri dell’arte come Paul Klee, Rembrandt ed Henry Matisse. Come commenta l’autorevole citazione di Paul Klee “un occhio vede, l’altro sente”?

R: Ritengo che sia una citazione molto significativa perché spiega quanto siano importanti i soggetti nel lavoro dell’artista sia per avere una visione realistica del mondo che ci circonda, sia per cogliere e interpretare tutto ciò che può avere un significato allegorico.

D: Come commenta la citazione di Rembrandt “senza l’atmosfera un dipinto è nulla”?

R: Mi conferma l’idea che ho sempre avuto, cioè che lui fosse un pittore molto pratico nell’ottenere un risultato ben preciso, non soltanto dal punto di visto cromatico, ma soprattutto nel creare una suggestione.

D: E riguardo la citazione di Henry Matisse “voglio raggiungere quella condensazione di sensazioni
che costituisce un quadro” cosa ne pensa?

R: Mi fa pensare a quanto sia importante avvalersi di “ingredienti” semplici per ottenere il migliore risultato, mentre le cose troppo sovra strutturate possono risultare dispersive e poco d’effetto.

Per approfondimenti sull’artista e le sue opere rimandiamo al sito internet www.matteofieno.it.

 

Titanium Symphony, in mostra alla Biennale Milano
“Gazebo”, una delle sei opere in mostra

 

Ballett Soldier, in mostra alla Biennale Milano

Collisioni Festival 2019: l’arte di Matteo Fieno incontra “Il Volo”

Alba, 10 luglio 2019 – Lo scorso 6 luglio, a Barolo, in un contesto esterno al festival agrirock ‘Collisioni’, si è tenuto un incontro fra l’arte figurativa di Matteo Fieno e quella musicale del celebre gruppo deIl Volo“. L’incontro, nato dall’affinità artistica fra il giovane e già affermato pittore piemontese e i tre cantanti, è stata l’occasione per Fieno per consegnare a “Il Volo” tre delle sue opere.

La kermesse internazionale del Festival Collisioni 2019 giunta ormai alla sua undicesima edizione, anche quest’anno ha trasformato Barolo in una prestigiosa e vivace vetrina artistica e culturale, nella quale si sono alternati, tra conferenze, mostre e concerti, diversi nomi dello spettacolo, dell’arte, della letteratura e del giornalismo internazionale.

Una cornice che è stata ulteriormente valorizzata dalla presenza dei tre cantanti de Il Volo ai quali il giovane artista figurativo di Alba, Matteo Fieno (www.matteofieno.it) ha consegnato tre sue opere.

La storia artistica di Matteo Fieno è già costellata di premi e di una notevole attenzione da parte della critica specializzata e dalla stampa. Tra i riconoscimenti ottenuti può essere annoverato sicuramente il Premio Caravaggio, consegnatogli lo scorso maggio dal Prof. Vittorio Sgarbi, in occasione della Pro Biennale di Venezia. 

Per comprendere la sua arte, si potrebbe sintetizzare dicendo che si tratta di un omaggio alla donna, alla figura femminile. Ed è lo stesso Fieno a spiegare quale sia l’ispirazione da cui nascono i suoi quadri: “Il soggetto  femminile rappresenta per me l’ essenza del mistero, nonostante io sia stato  a lungo circondato dalla sua assidua presenza” racconta il giovane artista di Alba.

“Questa  profonda  affinità elettiva, mi spinge  continuamente a cercare di  immaginarne le infinite atmosfere interiori, quelle  stesse che da  sempre  hanno  accompagnato in  silenzio i  miei passi e che  attraversano  in maniera ancora diversa la mia quotidianità”

E Barolo e il Festival Collisioni, diventano così una cornice naturale per chi, come lo stesso Matteo Fieno ci tiene a ricordare, in queste meravigliose terre è cresciuto e vive tuttora: “Immerso  nella  vita bucolica nel cuore delle Langhe piemontesi, coltivo ogni giorno un “otium” visionario che dona forma concreta al mio immaginario “in rosa”.

Da questo occhio rivolto al mondo femminile è nato, nel 2018, il progetto “Female Art Design”: una serie di figure  di  donna che punta a scandagliare la complessità del mondo femminile senza mai cadere nella scontata ripetitività. E forse anche da qui, da questa estrema sensibilità verso la bellezza, nasce l’evento creato per Il Volo in occasione della loro partecipazione al Festival Collisioni.

Le opere che Fieno ha voluto consegnare a Il Volo sono tre quadri ad acquerello, raffiguranti rispettivamente due nudi femminili e una ballerina di danza classica.

“Ho sempre ammirato Il Volo e la loro musica – ha spiegato Fieno – ma ciò che mi ha spinto a voler dare vita a questo incontro e a voler donare loro le mie opere, è un attestato di profonda stima per la capacità che hanno dimostrato di avere non solo sul piano artistico ma anche su quello umano, affermandosi nel mondo e in particolare negli Stati Uniti”.

“Sono convinto – ha proseguito il pittore piemontese – che i giovani dovrebbero trarre un esempio concreto da Il Volo, puntando ad esportare il loro talento all’estero, non solo per mercificare la loro arte, quanto invece per promuovere quell’ideale di bellezza ed eccellenza che rende grande ovunque il Made in Italy”.

Un’eccellenza che Matteo Fieno punta a raggiungere attraverso la poesia racchiusa nei suoi quadri:

“Sperimento  una  materia visiva  morbida, quasi  fluida – spiega il pittore –  sottolineata  dalle tracce  del  processo di contaminazione tra le diverse tecniche: l’acqua sporcata dai pennelli, con gocce di un colore ormai indefinito, macchie e  ditate rimaste visibili, scie e sbavature del segno grafico trascinato sulla superficie, senza un esito mirato”.

E dietro questa tecnica, dietro questo modo unico di dipingere e raccontare la donna e il corpo femminile, c’è il senso di un’opera e di un approccio artistico in cui Fieno rintraccia l’elemento che unifica arte e vita: “le mie storie di corpi imperfetti, che conservano l’errore come valore costitutivo della persona”. 

Proprio in questa imperfezione, in questa dimensione misteriosa della donna, che è scoperta quotidiana, Matteo Fieno ritrova lo spirito che anima la vita della sua terra:

“Ogni corpo – secondo il pittore – che sia svelato nella sua nudità o che manifesti la propria fisicità in una tenuta intima, glamour o fitness, porta  con sé la possibilità di immaginare la  veste dell’animo a cui appartiene, di intravvedere la verità delle sue imperfezioni, di avvicinarsi al mistero  che sta all’origine della vita, lo stesso  che riscontro ogni giorno anche nella dimensione agreste”. 

Difficile non ritrovare nelle sue parole il senso di una presenza artistica e di un desiderio di aprirsi alla conoscenza, all’arte, al confronto con la realtà, a voler rimarcare un legame profondo con la terra, che è poi lo spirito da cui ogni anno prende vita a Barolo, Collisioni.

 

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Contatti stampa:

Matteo Fieno

matteofieno@gmail.com

www.matteofieno.it

 

 

Matteo Fieno e i ragazzi de “Il Volo”

 

 

The Proprietor, Agatha e Kaiser, le tre opere di Matteo Fieno consegnate a Il Volo

 

 

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