È boom per il settore del Beauty naturale: vale più di 3 miliardi in Italia

Il mercato cosmetico europeo supera i 104 miliardi di euro, e in Italia, la cosmesi naturale vale già un quarto dell’intera industria

Roma, 16 aprile 2026 Il mercato cosmetico europeo vale 104 miliardi di euro al dettaglio, in base ai dati di Cosmetics Europe, 2024. Al suo interno l’Italia è il terzo mercato del continente per valore, con circa 14 miliardi di euro, dopo Germania e Francia, e pari a circa il 13% del totale continentale.

Dentro questo mercato, un segmento cresce più veloce di tutti: la cosmesi naturale, che nel 2024 ha raggiunto 3,3 miliardi di euro, pari al 24,8% dell’intero mercato cosmetico nazionale, con una crescita del 6,5% (fonte: Cosmetica Italia).

È quasi un quarto di un’industria da 14 miliardi. E il vegan certificato è il nucleo più rigoroso di questo segmento, quello che un’etichetta verde e una foglia sul packaging non riescono a replicare.

Mercato cosmetico UE

104 miliardi di euro (Cosmetics Europe, 2024)

Italia — terzo mercato UE

~14 miliardi di euro, 13% del totale continentale

Cosmesi naturale/sostenibile IT

3,3 miliardi di euro, 24,8% del mercato nazionale, +6,5%

Skincare (prima categoria UE)

30,1 miliardi di euro

Haircare (terza categoria UE)

18,1 miliardi di euro

Un mercato che cambia

Per anni il Beauty Vegan è stato presentato come la scelta di una minoranza consapevole, oggi chi lavora nel settore sa che i buyer internazionali la richiedono nelle schede tecniche; i retailer la verificano prima di inserire una referenza a catalogo; i consumatori finali, sempre più informati, sempre più selettivi, cercano formule efficaci e coerenti con i propri valori, e vogliono la prova che quei valori siano verificati, non solo dichiarati.

È un cambiamento strutturale, e le aziende che hanno costruito la propria identità sul Vegan certificato lo percepiscono con chiarezza. La certificazione è diventata il linguaggio comune di un’industria che ha deciso di dimostrare ciò che promette.

Le prime aziende vegan premiate dagli Award

Premiare quelle aziende che non hanno cavalcato un’onda, ma hanno contribuito a crearla. Investendo in standard rigorosi quando il mercato non li chiedeva ancora, per costruire una credibilità, che adesso aumenta in maniera esponenziale il valore del brand. È l’intento degli Award di VEGANOK, consegnati alle aziende che hanno scelto la certificazione dieci anni fa, e che non hanno mai smesso di sceglierla.

“Questi dieci anni sono un anniversario importante e la prova che scegliere la strada più rigorosa, quando sarebbe stato più comodo fermarsi a un’etichetta, ha un valore che il mercato alla fine riconosce. Alle aziende che sono con noi da un decennio diciamo grazie: hanno contribuito a dare credibilità a un’intera categoria. Sono state le prime a dimostrare che il vegan certificato è lo standard”, ha commentato Renata Balducci, Presidente Assovegan – Associazione Vegani Italiani.

Le aziende premiate operano in segmenti diversi, dalla skincare all’haircare professionale, dalla cura del corpo alla formulazione per conto terzi, e rappresentano la pluralità di un settore che ha saputo portare la certificazione vegan in ogni area dell’industria cosmetica.

Aziende vegan, una scelta da cui non si torna indietro

Il Beauty Vegan certificato espone la propria Certificazione VEGANOK a buyer, distributori e consumatori, come dichiarazione di identità.

Nel 2026 infatti la certificazione internazionale VEGANOK è uno strumento per dimostrare di essere uno spazio dedicato al naturale e all’etico; e attraversa l’intera industria: il professionale, il retail, il contract manufacturing, la skincare premium, l’haircare tecnico. Chi ha costruito formule su questo standard, negli ultimi dieci anni, oggi si trova a dominare il mercato, perché il mercato chiede chiarezza e trasparenza.

“I prodotti vegani un tempo erano la linea alternativa, di solito premium price, da presentare con cautela al mercato; oggi le stesse referenze sono inserite a catalogo, supportate da ricerca, sviluppo e strategia distributiva internazionale.

Per tutti questi motivi nessuna delle aziende con cui lavoriamo considera reversibile la scelta di operare sul vegan certificato”, conclude Balducci.

 

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