Dalla storia di un bambino nasce in Puglia un nuovo modello di riabilitazione

Anna Cordella, CEO di Acutis Clinic

Dalla robotica all’intelligenza artificiale, dalla Riabilitazione Ludica Integrata (RLI) allo spazio valutativo ortoprotesico: nasce in Puglia un nuovo modello di riabilitazione

Bari, 6 ottobre 2026 – A dare vita ad un modello di riabilitazione all’avanguardia in Puglia è stata la domanda “Perché le possibilità di cura di un bambino devono dipendere dalla capacità della sua famiglia di cercare lontano, viaggiare, sostenere spese importanti e incontrare i professionisti giusti?”. A porsi questa domanda è stata Anna Cordella, madre di un bambino con una patologia neurologica, e oggi CEO di Acutis Clinic. Un progetto imprenditoriale nato da una domanda vissuta in prima persona sulla propria pelle, e non da un’analisi di mercato.

Il suo racconto attraversa esperienze che molte famiglie conoscono: diagnosi, incertezze, ricerca di risposte e timore che le possibilità disponibili in un determinato luogo vengano confuse con tutte le possibilità esistenti.

L’obiettivo principale: aiutare le famiglie nel percorso di riabilitazione

Dopo aver ricevuto la diagnosi della malattia del suo bambino Anna ha cominciato ad approfondire studiando, spostandosi, conoscendo centri e confrontandosi con molti professionisti del settore. Nel percorso di suo figlio ha incontrato nuove prospettive riabilitative per una concreta possibilità di costruire una vita autonoma. Lo ha fatto confrontandosi e condividendo la costruzione di un progetto di cura ideato, programmato, realizzato e monitorato con esperti del settore, Giacomo Francesco Forte e Serena Filoni di Health Rehabilitation Management (HRM) S.r.l. e raggiunto con i soci, Antonio Palma e Gianmarco Negri.

«Acutis Clinic nasce dalla storia di un bambino», scrive Anna. «Ma non è stata costruita p, er raccontare quella storia, ma perché possano cominciarne altre». Una dichiarazione che spiega la responsabilità che sceglie di assumersi, con la nascita del nuovo modello di riabilitazione che ha dato origine alla Acutis Clinic.

Una struttura della Residenza San Giuseppe Società Benefit a r.l., situata a Magliano, nel Comune di Carmiano, in provincia di Lecce, che propone un modello di riabilitazione integrata nel quale valutazione specialistica, lavoro multidisciplinare e tecnologie avanzate concorrono alla costruzione del percorso individuale.

Un nuovo percorso che si rivolge a bambini, adulti e anziani, con particolare attenzione alle condizioni neurologiche, e alle difficoltà motorie e funzionali. Fra gli ambiti presentati dalla clinica figurano gli esiti di ictus, le lesioni midollari e cerebrali, la malattia di Parkinson, la sclerosi multipla, e paralisi cerebrali infantili, problematiche ortopediche, cardiorespiratorie ed oncologiche.

Il Poliambulatorio specialistico della clinica comprende gli ambulatori di Medicina Fisica e Riabilitazione, Neurofisiopatologia e Medicina dello Sport, affiancati da percorsi riabilitativi, programmi ambulatoriali intensivi in day service e servizi di telemedicina e teleriabilitazione. Mentre l’assistenza domiciliare consente, quando appropriata e secondo modalità concordate, di proseguire il lavoro nell’ambiente di vita della persona.

Il punto di partenza è una valutazione: quali capacità sono presenti? Quali difficoltà incidono maggiormente sulla giornata? Quali obiettivi hanno valore per il paziente e per la sua famiglia? Afferrare una posata, affrontare un trasferimento con maggiore sicurezza, usare meglio una mano, partecipare a un gioco. La riabilitazione trova il suo significato quando gli obiettivi clinici incontrano la vita reale.

LaRTI: la tecnologia dentro un progetto riabilitativo

Il cuore tecnologico di Acutis Clinic è il LaRTI, Laboratorio Riabilitativo Tecnologicamente Innovativo. Qui robotica, realtà virtuale, biofeedback e strumenti di valutazione si affiancano alle competenze dei professionisti per personalizzare il trattamento e seguirne l’evoluzione.

La domanda utile, davanti a una tecnologia, è molto concreta: a che cosa serve per questa persona, in questa fase del suo percorso? I sistemi robotici possono sostenere esercizi ripetuti e modulabili, gli strumenti di analisi del movimento aiutano a osservare caratteristiche della prestazione difficili da descrivere con la sola impressione visiva, il feedback restituisce informazioni al paziente e al terapista, mentre le misurazioni permettono di verificare l’andamento del programma.

Nel LaRTI queste possibilità vengono applicate al lavoro su cammino, equilibrio, arti superiori e attività motorie e cognitive. Un esempio è Lokomat®Pro Sensation FreeD, inserito nei percorsi di riabilitazione robotica del cammino sulla base della valutazione specialistica. La scelta del dispositivo e dei parametri di lavoro dipende dalle condizioni e dagli obiettivi della persona; i risultati possono variare in relazione al quadro clinico e alla risposta individuale.

È qui che si misura la serietà dell’innovazione: nella capacità di scegliere, verificare e correggere il percorso. Un investimento tecnologico acquista valore clinico quando aiuta a prendere decisioni migliori.

Riabilitazione ludica integrataÒ: partecipare al trattamento “giocando”

Un percorso riabilitativo richiede impegno e può essere lungo, faticoso e ripetitivo e per un bambino, in particolare, la disponibilità a partecipare va costruita ogni giorno.

La Riabilitazione Ludica Integrata di Acutis Clinic affronta questo aspetto attraverso il gioco, gli ambienti interattivi, la realtà virtuale, i serious games e il simulatore equestre, inseriti in attività con obiettivi terapeutici definiti.

La frase «Vado a giocare» invece di «Vado a curarmi» racconta il modo in cui il bambino può vivere l’esperienza. Il professionista, intanto, propone compiti, regola la difficoltà e osserva la risposta: raggiungere un bersaglio, mantenere una posizione, coordinare un gesto, seguire una sequenza.

Il coinvolgimento diventa parte del lavoro riabilitativo e anche per gli adulti, un’attività comprensibile e collegata a uno scopo può rendere più significativa la partecipazione. Fra le tecnologie descritte dalla clinica, Nirvana permette di utilizzare ambienti di realtà virtuale nei percorsi neurologici, cognitivi e neuromotori, secondo la valutazione dell’équipe.

La qualità di questo approccio dipende dalla relazione tra esperienza e obiettivo: il gioco deve conservare un significato terapeutico, essere adeguato alla persona e offrire elementi utili a valutarne il percorso.

Ausilioteca / Spazio valutativo ortoprotesico: portare l’autonomia nella quotidianità

La riabilitazione continua nelle scelte che rendono possibile vivere meglio fuori dalla sala di trattamento. L’Ausilioteca / Spazio valutativo ortoprotesico di Acutis Clinic nasce per aiutare la persona e la famiglia a conoscere e valutare le soluzioni disponibili e l’obiettivo principale è capire quale ausilio possa contribuire concretamente alla qualità della vita.

Una carrozzina, un sistema di postura, un’ortesi o un dispositivo per facilitare un’attività quotidiana devono confrontarsi con bisogni precisi e contano le caratteristiche funzionali della persona, gli ambienti che frequenta, l’assistenza disponibile e ciò che desidera fare.

Poter ricevere orientamento, confrontarsi con professionisti e tecnici ortopedici e valutare le soluzioni aiuta a rendere la scelta più consapevole. Anche una domanda apparentemente semplice, «Riuscirò a usarlo a casa?», può cambiare la valutazione di un dispositivo.

Questa attenzione alle soluzioni ortoprotesiche e agli adattamenti per l’autonomia è parte del modello che Acutis intende sviluppare, ovvero collegare il trattamento alla mobilità, all’indipendenza e alla partecipazione quotidiana.

Dal laboratorio all’Health Living Lab: le prospettive della ricerca

La presenza di tecnologie, professionisti e percorsi clinici apre anche una prospettiva di ricerca e sviluppo e Acutis presenta queste attività fra gli ambiti della propria organizzazione. La prospettiva dell’Health Living Lab può dare a questa vocazione un significato concreto cioè un contesto nel quale i bisogni incontrati nella pratica contribuiscano a orientare lo sviluppo e la valutazione di strumenti, servizi e modelli riabilitativi.

Le domande da affrontare sono molte: quali pazienti possono beneficiare maggiormente di una determinata tecnologia? Come integrare trattamento in presenza e teleriabilitazione? Quali misure descrivono meglio un cambiamento utile nella vita quotidiana? Come rendere un dispositivo più semplice da usare per pazienti e caregiver?

Su questo terreno si svilupperanno collaborazioni con università, ricercatori, medici, professioni sanitarie, ingegneri e imprese, oltre a percorsi di formazione e candidature a progetti competitivi. Sono prospettive da costruire attraverso accordi, protocolli e verifiche, certo, ma il loro valore dipenderà dalla capacità di produrre conoscenze e soluzioni applicabili. Per HRM, è uno degli aspetti più interessanti del progetto perché una struttura sanitaria può diventare un luogo dal quale emergono domande capaci di orientare l’innovazione.

Ecosistema Acutis: collegare cura, famiglia e territorio.

La parola ecosistema assume significato quando descrive collegamenti che funzionano e nel progetto Acutis, la valutazione orienta il trattamento, il LaRTI mette a disposizione strumenti per esercitare e misurare, la riabilitazione ludica sostiene la partecipazione, l’Ausilioteca aiuta a individuare soluzioni per la quotidianità e la continuità domiciliare e a distanza può accompagnare il percorso oltre la clinica, quando scientificamente appropriata.

A questi elementi si aggiunge una prospettiva di apertura nazionale e internazionale perché per chi arriva da lontano, accedere alle cure richiede anche organizzare viaggio, permanenza e presenza dei caregiver. Acutis propone di integrare l’esperienza riabilitativa con l’accoglienza nel bellissimo territorio salentino.

L’ambizione è costruire una rete capace di ridurre la frammentazione che tante famiglie incontrano: professionisti da cercare separatamente, informazioni difficili da confrontare, soluzioni che restano scollegate dal percorso di cura.

Dal punto di vista del management sanitario, la sfida è impegnativa e occorrono responsabilità chiare, coordinamento, formazione, sicurezza, umanità e capacità di verificare i risultati. È questa l’organizzazione che può trasformare una visione in un’esperienza affidabile per il paziente.

Dare forma alla speranza

Nel messaggio di Anna Cordella c’è un impegno preciso: «Studiare ciò che è possibile fare, misurare ciò che può essere migliorato e costruire il percorso più umano e appropriato con le competenze e gli strumenti disponibili».

La speranza, in questo progetto, prende la forma di un lavoro e richiede ascolto, valutazioni, obiettivi condivisi e disponibilità a rivedere le scelte sulla base dei risultati. La storia da cui nasce Acutis Clinic spiega la sua spinta iniziale mentre il suo futuro sarà orientato sulla capacità di offrire ad altre persone percorsi seri, comprensibili e orientati alla migliore autonomia possibile. Un bambino che trova un nuovo modo di partecipare, un adulto che affronta con maggiore sicurezza una parte della propria giornata, una famiglia che comprende meglio le possibilità e le decisioni da prendere.

Per conoscere la struttura e i suoi servizi si può visitare il sito internet www.acutisclinic.eu.

 

Manifesto di Acutis Clinic

Health Rehabilitation Management S.r.l.

Anna Cordella, CEO di Acutis Clinic

 

 

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Amministratore unico Health Rehabilitation Management (HRM) S.r.l. - Consulente di direzione di strutture di riabilitazione - Giornalista pubblicista