
Corbetta, da un po di tempo a questa parte, è un bel posto dove non ci si annoia. Ma badate bene, non parliamo di cineforum estivi, di stagioni della lirica, di mercatini serali o di teatro all’aperto; incredibile ma vero è la politica a rendere interessanti tutti i giorni che passano,senza lasciare un attimo di pausa.
In realtà, la cornice di quanto sta accadendo dalla scorsa primavera è il frutto di una gestione della città che è nata male e proseguita peggio.
Ricordate i famosi “cento giorni” richiesti dal sindaco all’indomani della sua elezione e necessari (a suo dire) per capire cosa occorreva a Corbetta, quali atti andavano compiuti prima degli altri? Ricordate le frasi sul bilancio “col buco” e sulle opere mai fatte dalle precedenti amministrazioni che, al contrario, sarebbero state (sempre a suo dire) il fiore all’occhiello della nuova Giunta?
Già all’epoca qualcuno formulò dei dubbi: nel gruppo di maggioranza c’erano cinque consiglieri (tre di questi nominati assessori) che avevano già esperienza, seppur dalla parte della minoranza, ed anche i due assessori esterni avevano ricoperto lo stesso ruolo.
Come mai un gruppo composto per metà da persone esperte, che conoscevano tempi e modi di funzionamento dell’amministrazione, avevano bisogno di un rodaggio così lungo?
E poi, la scuola materna, la biblioteca, il restauro della torre medioevale, la farmacia comunale, non erano forse opere e servizi a disposizione della comunità?
Vi chiediamo ora di ritornare ai giorni nostri, a questa città dove non ci si annoia e dove i consigli comunali riservano una sorpresa dopo l’altra. A Luglio c’è stata la mancanza del numero legale “per scelta”, mentre Lunedì scorso si e’ passati alla mancanza del numero legale “per ritardo”, dove l’ex maggioranza si e’ trovata di fronte ad un nuovo problema nel trovare il numero di consiglieri
sufficienti a deliberare su argomenti importanti come il piano del diritto allo studio e la scelta delle aliquote sulle tasse comunali.
Ancora una volta si e’ fermato tutto in attesa che qualcuno si ricordasse cosa era giusto fare.
Qualcuno ha forse dimenticato che, in realtà, ad aspettare non c’era solo il Consiglio, ma tutta la cittadinanza e ,a questo punto, poco importa com’è andata e cosa si e’ deciso.
Nei nostri ultimi interventi, abbiamo paragonato queste vicende ad un film in cui stavano scorrendo i titoli di coda, con la speranza che il primo cittadino si rendesse conto dell’oggettiva impossibilità a proseguire il suo percorso. I recenti sviluppi della vicenda e l’ostinazione nel proseguire un mandato politico che non ha futuro, ci porta a cambiare la metafora che accompagna questi tempi: non e’ più un film ma un autobus che doveva trasportare tutti i cittadini con se e che, invece, ha visto i suoi amministratori troppo impegnati a salutare dal finestrino ,piuttosto che occuparsi di chi stavano trasportando.
Qualcuno e’ già sceso, qualcuno in realtà su quell’autobus non c’e’ mai salito e il suo conducente ha preferito non vedere dove si andava. E come ogni fine corsa,
quel bus ormai vuoto e’ solo destinato al suo naturale capolinea.
Sinistra Ecologia Libertà Corbetta