Roma, 15 ottobre 2019 - Sono trascorsi 9 mesi dall’inizio dell’anno, un anno dominato da grande incertezza politica ed economica. Il sistema paese ha sofferto di una stagnazione persistente, con un PIL che stenta a crescere e non riesce a mantenere il passo con i migliori paesi europei. A questo si è aggiunta, nei mesi…

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Auto, settembre positivo per immatricolazioni e noleggio. Diesel in calo, tra i dubbi degli esperti

Roma, 15 ottobre 2019 - Sono trascorsi 9 mesi dall’inizio dell’anno, un anno dominato da grande incertezza politica ed economica. Il sistema paese ha sofferto di una stagnazione persistente, con un PIL che stenta a crescere e non riesce a mantenere il passo con i migliori paesi europei. A questo si è aggiunta, nei mesi estivi, una forte instabilità ai vertici politici che ha portato, in agosto, ad un cambiamento della compagine esecutiva del governo. Nonostante questi importanti mutamenti, il mercato automobilistico italiano registra esiti positivi: i dati di settembre 2019 mostrano un innegabile vigore, facendo sperare in una volata finale che potrebbe confermare gli ottimi risultati del 2018.

Il noleggio trascina la crescita

Secondo i dati raccolti da NoleggioSemplice.it il noleggio a lungo termine si è mostrato ancora una volta il vero motore dell'industria automobilistica italiana, con un plateale +16% a settembre 2019, e risultati esaltanti per quasi tutte le società di noleggio che operano in Italia.

Settembre 2019 si chiude, infatti, con un balzo in avanti di ben 16 punti percentuali (fonte: dataforce )rispetto allo stesso mese 2018 per le società di Noleggio Top e addirittura del 86% per le Captive, le società controllate da un costruttore.

Due risultati decisamente incoraggianti, che portano il consuntivo su tutto il 2019 ad un più 3,33%.

Noleggio Captive traina la crescita

Questi numeri sembrerebbero descrivere una situazione sostanzialmente statica, ma, in realtà, analizzandoli in profondità si può cogliere in essi la prospettiva di un equilibrio completamente nuovo. Nell’anno in corso, il mercato del noleggio a lungo termine è stato segnato da notevoli cambiamenti sia nel mix di alimentazioni sia nei numeri dei singoli attori coinvolti.

Partendo dal secondo punto e restando in ambito macro, nel 2019 si registra una forte affermazione delle società di noleggio Captive verso quelle generaliste. Le prime, infatti, hanno immatricolato nei primi 9 mesi dell’anno ben 90.000 veicoli, con una crescita del 23,5% rispetto allo stesso periodo del 2018 e con una market share del 6,17%, in crescita di un punto percentuale.
Le società generaliste, invece, hanno visto un decremento delle loro immatricolazioni di ben 17.000 unità ed un consuntivo negativo di quasi 13 punti percentuali. La market share di quest’ultime è scesa all’8%, perdendo 1 punto percentuale rispetto allo stesso periodo del 2018.

Un quadro, quindi, quello del 2019 completamente diverso da quello del 2018 con le Captive che, in pochissimo tempo, hanno quasi raggiunto i numeri delle generaliste. Segnale che ormai il mercato del noleggio a lungo termine è contrassegnato da un’innegabile dicotomia tra il prodotto offerto dalle grandi società (Arval, Leaseplan, Ald Automotive, Athlon, Sifà e CarServer) e quello offerto dalle Captive attraverso la loro rete di concessionarie (Leasys, Volkswagen Leasing, Free2Move Lease e Alphabet).

Sempre meno le alimentazioni Diesel

Riguardo il mix di alimentazioni offerte, è possibile dire che il mercato del noleggio a lungo termine, in quest’ultimo anno, ha dovuto riequilibrare la sua flotta che, per ragioni intrinseche, era assolutamente sbilanciata sul diesel (rivolgendosi alle flotte aziendali, che percorrono in media più km delle vetture dei privati, il diesel era la scelta preponderante).

Visti, però, i forti dubbi sul futuro di quest’alimentazione palesatisi all’opinione pubblica negli ultimi 2 anni, le società di noleggio hanno dovuto spingere la loro produzione su vetture con alimentazione alternativa, creando offerte particolarmente interessanti su veicoli benzina, gpl, metano e soprattutto ibridi.

In seguito a queste azioni il numero di veicoli con alimentazione diesel immatricolati dalle società di noleggio è diminuito in maniera importante, a favore di altre alimentazioni, sostenute da campagne promozionali e valori residui agevolati.

Un approccio commerciale completamente nuovo, che ha necessitato di un grande sforzo in risorse umane ed economiche al fine di indirizzare le scelte dei clienti verso le nuove alimentazioni, con un risultato globale che ha lasciato sul campo circa il 5% delle immatricolazioni. Nel noleggio, infatti, è stato fondamentale preparare il terreno ad una flotta quanto più “diesel free” per evitare gravi perdite economiche al momento della dismissione.

Le reali ragioni del calo delle alimentazioni Diesel

" A questo punto vorremmo adesso analizzare, in modo più approfondito, la situazione del diesel nel mercato automobilistico con l’obiettivo di evidenziare le cause e le conseguenze di tale fenomeno" dicono gli esperti di NoleggioSemplice.it.

"Tutto è cominciato nel 2015 con il famoso dieselgate che coinvolse alcuni costruttori europei che vennero accusati di influenzare elettronicamente, nel momento dei test di omologazione, le emissioni delle loro autovetture. Da quel momento, la percezione del carburante più amato d’Italia è cambiata e sempre più esperti del settore lo hanno bandito per presunti danni all’ambiente e alla salute.
Tanta solerzia appare, però, quanto meno strana, considerando che ci sono altre fonti inquinanti ben più impattanti e che i nuovi diesel hanno in media valori di Co2 più bassi rispetto ai motori benzina di uguale potenza. A causa di questa nuova “prospettiva sociale” la media di Co2 emessa dalle vetture immatricolate in Italia nel 2019 è salita di ben 5 punti rispetto allo stesso periodo del 2018".

E viene spontaneo così porgere 3 domande:

- Non era la Co2 l’indiziata principale nella lotta al riscaldamento globale che tanti proseliti sta conquistando con il movimento della famosa Greta Thunberg?

- Come è possibile che i governi e i costruttori non sappiano paragonare i valori della Co2 emessi dai veicoli in base all’alimentazione?

- Non sarebbe meglio investire sulla tecnologia diesel fintantoché le propulsioni ibride ed elettriche non si affermeranno sul mercato?

Gli USA di Trump e la crociata contro il Diesel

Per trovare una risposta a questi quesiti è necessario cambiare prospettiva ed analizzare le reali motivazioni che stanno allontanando i costruttori ed i governi dall’alimentazione diesel.

Bisogna partire dalle origini del diesel e del petrolio necessario per produrlo. Di petroli ce ne sono  diversi e solo alcuni sono utili alla produzione di diesel. Gli americani hanno investito molto negli ultimi anni sul petrolio di scisto, riuscendo ad ottenere una produzione abbondante, ma questo prodotto, essendo particolarmente leggero, non è adatto alla trasformazione in diesel. La produzione di petrolio convenzionale pesante, raffinabile in diesel, è invece in declino da vari anni.

Il mondo è quindi a corto di petrolio pesante e dal 2007 si perso oltre il 30% di produzione a livello globale, secondo gli esperti di NoleggioSemplice.it.

Per meglio comprendere le forze in causa bisogna evidenziare infatti che i 3 principali settori che utilizzano il diesel sono:

- il trasporto navale
- il trasporto su strada
- le auto private

Ora è facile capire quale di questi 3 settori abbia minore potere contrattuale.

Interrompendo il trasporto navale e quello su strada ci sarebbe un vero cataclisma economico, le auto private, invece, possono circolare senza gravi ripercussioni anche con altri combustibili.

Guardando in modo globale risulta dunque molto più comprensibile la crociata contro il diesel intrapresa da molte parti: non si tratta di una lotta contro il carburante diesel ma di un sacrificio richiesto ai milioni di automobilisti mondiali.

"Dovremmo tutti abituarci a utilizzare sempre meno un prodotto che ha indubbie qualità e sul quale sono stati fatti investimenti miliardari negli ultimi 20 anni" concludono gli esperti di NoleggioSemplice.it

 

 

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