Roma, 3 maggio 2021 – Anche la holding italiana del gruppo imprenditoriale facente capo a Marco Melega tra gli azionisti di 2G Bioethanol Tunisie Sa, realtà che ha ereditato il contratto per la realizzazione di un mega progetto per l’estrazione e l’esportazione di bioetanolo in Tunisia.

Il contratto era stato siglato originariamente…

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Biocarburanti: Marco Melega tra gli azionisti del mega-impianto di Bioetanolo in Tunisia

Roma, 3 maggio 2021 – Anche la holding italiana del gruppo imprenditoriale facente capo a Marco Melega tra gli azionisti di 2G Bioethanol Tunisie Sa, realtà che ha ereditato il contratto per la realizzazione di un mega progetto per l’estrazione e l’esportazione di bioetanolo in Tunisia.

Il contratto era stato siglato originariamente nel 2016 tra il Ministro dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale Tunisino e la società mista italo-tunisina ICL-Tunisia.

Il più imponente progetto agroindustriale in Tunisia ed Africa

Il progetto prevede la coltivazione di canna comune (Arundo Donax) su ben 12.500 ettari di terreno marginale, ad alta salinità e non idoneo all’agricoltura. Nonché l’impiego di quasi 30 milioni di m3 di acque reflue.

L’obiettivo è realizzare una filiera agroindustriale per la coltivazione di biomasse cellulosiche da utilizzare per la produzione di biocarburante (etanolo) definito di “2a Generazione”.

Dotato di un investimento del valore di circa 200 milioni di euro, il progetto consentirà la produzione di ben 100.000 tonnellate all’anno di bioetanolo destinato all’export.

Notevoli i riflessi sull’occupazione. E’ prevista infatti la creazione di circa 4.000 posti di lavoro, in particolare nelle aree interne.

Ciò comporterà l’assunzione di 450 dirigenti, creando rispettivamente 1000 posizioni dirette e 1500 posizioni stagionali nella coltivazione del campo, 500 posizioni nei settori della logistica e dei servizi e 500 posizioni per la costruzione della distilleria.

Il progetto prevede anche l’istituzione di un sistema per il recupero delle emissioni di CO2 e per la sostenibilità dei biocarburanti.

Il mega-impianto avrà anche ulteriori positivi riflessi sull’economia locale. Consentirà infatti il recupero delle acque reflue non utilizzate da agricoltori ed altri operatori. La Tunisia potrà inoltre beneficiare gratuitamente del 5% della produzione di bioetanolo.

Questi tipi di impianti esistono già negli Stati Uniti ed in Europa. Relativamente al territorio tunisino ed afrocano costituisce invece il primo e più imponente progetto. La scelta dell’ubicazione dell’impianto in Tunisia è stata dettata dalla vantaggiosa posizione geografica del Paese, nonchè dall’esistenza di ampie aree di terreno marginale da utilizzare.

Una priorità per il Governo Tunisino

Il Ministro dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale Yassine Ibrahim ha sottolineato l’orientamento verso l’accelerazione della realizzazione dei mega-progetti bloccati dalla Rivoluzione, rilevando che questo progetto di coltivazione della canna comune (Arundo Donax) per l’estrazione e l’esportazione di bioetanolo è stato presentato già nel 2012.

Il Ministro ha aggiunto che questo progetto fa parte delle priorità del governo, vale a dire la creazione dell’economia verde e la creazione di posti di lavoro.

 

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