Lettera a Sua Maestà la Plastica, della scrittrice Barbara Appiano

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Vercelli, 6 febbraio 2018 – La scrittrice Barbara Appiano, autrice del libro ‘Umanità Anno Zero’, romanzo di formazione di Barbara Appiano, paragonato al Piccolo Principe” e Pinocchio, ha lanciato in rete una ‘Lettera a Sua Maestà la Plastica‘.

Un urlo di dolore, così come il libro, a difesa dell’ambiente e di tutti gli esseri viventi, messi a serio rischio dai rifiuti, dall’inquinamento  e dalla furia distruttrice dell’uomo.

La scrittrice terrà un aperitivo letterario a Santhià (Vercelli) il 24 febbraio prossimo, alle ore 10.30, presso la Biblioteca Civica, un incontro in cui presenterà il suo ultimo libro ‘Umanità Anno Zero’, edito dalla Fondazione Mario Luzi.

Questa la lettera aperta di Barbara Appiano a ‘sua maestà la plastica’.

 

Lettera aperta a Sua Maestà la Plastica 

Cara Plastica,

sei talmente importante per me e per il mondo che io ho parlato di te e della tua immortalità perfino nel mio libro ‘Umanità Anno Zero’. Un titolo che tu non puoi certo ignorare.

Infatti la tua immortalità è narrata dalla protagonista del mio romanzo, una elefantessa di nome Araba.

Cara Plastica,

sei ufficialmente invitata alla presentazione del mio libro scritto anche, lo confesso, grazie anche alla tua esistenza, che mi ha molto ispirato.  Sarà un aperitivo letterario, che si terra in Santhià presso la Biblioteca Civica alle ore 10.30 del 24 febbraio prossimo.

Ora, sempre per darti tutta l’importanza che tu meriti e data la tua presenza e il tuo presenzialismo nelle nostre vite, in tutto quello che facciamo e in tutto quello che occupa il nostro abusato e stanco immaginario collettivo, ti comunico che vorrei tanto separarmi da te e dalla tua plastica immobilità, si da impedirti anche di piangere.

E se mai tu piangessi, piangeresti, ovviamente lacrime di plastica che ci procurerebbero, ancora una volta, anche il problema dello smaltimento.

Tu hai mai pensato a come smaltire lacrime di plastica ?

Per separarmi con addebito e giustificato motivo ti riporto, qui di seguito, quello che il mio amato elefante di nome Araba e protagonista di ‘Umanità Anno Zero’ che ha già in precedenza proclamato nell’etere la sua insofferenza per tutto quello che distrugge la bellezza e la natura, si da ambire a diventare l’attrice protagonista di un documentario che dovrebbe salvare la Natura e salvarci anche da te.

In un mondo dove gli sfratti sono continui e dove non sai più dove andare perché i posti sono già stati assegnati e tu Lady Plastica, proprio non vuoi saperne di “farti più in la’”.

Tu sei una presenza costante quanto il Tgcom24, e ti troviamo ovunque: per le strade, nelle discariche, negli interni delle automobili, nelle sacche di riempimento che plastificano le rughe e le facce di tutti coloro che credono che “plastificati è bello”.

Sei negli elettrodomestici, nei biberon dei neonati che ancora non sono nati di plastica, fino a volerti arrogare il diritto dell’immortalità attraverso l’affitto di un utero che potrebbe clonarti all’infinito per fare in modo che la tua genia non si estingua.

In una corsa a chi fa prima per estinguersi, certo tu non vinceresti alcun premio e arriveresti ultimo, perché tu proprio non vuoi estinguerti e continui ad espanderti fino ad arrivare ad invadere al giardino di casa mia.

Il 24 febbraio prossimo ti chiederò di scioglierti in un mare di ghiaccio, disintegrandoti, e lasciando solo di te un terribile ricordo.

In quel giorno il mio libro ti dirà senza tanti complimenti di andare a trovarti possibilmente un altro pianeta, dato che qui proprio perché tu ti espandi senza licenza, e abusivamente, hai occupato tutti i posti materiali e mentali si da impedirci di respirare. E per ora i nostri polmoni, grazie a Dio, non vogliono ancora plastificarsi.

Cara Plastica, ti avviso, i tuoi giorni sono ormai contati.

Preparati a trovare altro luogo ove pontificare i tuoi polimeri, affinchè non possono integrarsi nel social housing di questo pianeta che nonostante tutto ha praticato e sta praticando una resistenza disarmata nei tuoi confronti, dandoti il preavviso e raccomandandoti un fine vita da testamento biologico, anche se tu di biologico non hai nulla.

E nessuno potrebbe adottarti come una qualsiasi orfana visto che tu propagandandoti, galleggiando e bruciandoti diventi nutrimento degli esseri umani e del mondo, continuando a creare sempre nuovi orfani.

Cara Plastica,

tu sei pericolosamente immortale per noi che da mortali ti abbiamo ideato e partorito, senza pensare che sei una  figlia scellerata.

Tanti Master all’estero, una carta d’identità senza scadenza e un appetito formidabile: divori tutto, occupi tutto e non ci lasci una via d’uscita se non quella delle tante e troppe discariche dove, come un qualsiasi pensionato, vai a riposare a fine servizio e senza pre-pensionamento.

‘Umanità Anno Zero’, la mia voce e la voce della Natura, emetterà un decreto di espulsione per te, a prova di qualsiasi tribunale.

Hai ancora poco tempo per lasciarci un buon ricordo di te.

Affrettati, perché il congresso umano ha la memoria corta, più corta dei tuoi polimeri con i quali ci hai tenuto finora in ostaggio.

 

Barbara Appiano

 

 

 

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