Gli amici cinofili che desiderano portare il proprio cane in spiaggia possono spesso essere bersaglio di critiche da parte degli altri bagnanti, ricevere esortazioni ad allontanarsi, magari beccarsi qualche improperio o accusa di mancanza di rispetto nei confronti dei propri vicini di ombrellone. Cerchiamo però di capire anche quali siano i diritti dei padroncini e che cosa sostiene la legge a riguardo.
Non esiste una legge specifica che esplicita chiaramente che i cani non possono accedere alle spiagge pubbliche e in mancanza di una segnaletica essi possono regolarmente accedere alla spiaggia e alla battigia. I padroni sono tenuti, per legge, a munirsi di paletta e sacchetto per raccattare gli escrementi del cane e a tenere pulita la spiaggia e il medesimo discorso vale anche per i lidi privati. La stessa segnaletica di divieto, inoltre, non è per sé sufficiente a imporre limitazioni d’accesso ai cani; la AIDAA ha specificato come circa il 50% della cartellonistica sia illegale poiché sprovvista delle necessarie certificazioni. Un segnale di divieto d’accesso ai cani deve, infatti, arrecare sul retro il numero di protocollo dell’ordinanza comunale che ne approva la validità e la data di scadenza della stessa. Solo vigili urbani e capitaneria di porto sono autorizzati a chiedere l‘allontanamento dell’animale e, nel caso non vi siano indicazioni esplicite o le stesse non rispettino quanto appena indicato, il padrone può rifiutarsi di obbedire alla richiesta e, in caso di multa, appellarsi al Giudice di Pace.
In ogni caso, per stare tranquilli ci si può affidare a numerosi lidi che dedicano uno spazio privato ai cani e ai loro padroni o persino l’intera area, come numerose spiagge per cani Salento.

