Trent’anni di pubblicità a Napoli: la ILAS storia della comunicazione in città

Napoli, 20 febbraio 2026 – Ci sono scuole che insegnano un mestiere. E poi ci sono istituzioni che, nel tempo, costruiscono una cultura, formano intere generazioni e fanno la storia della formazione in città. È quanto accaduto con la ILAS – Accademia di Comunicazione Visiva  ed il suo corso di Pubblicità e Marketing, che raggiunge quest’anno la sua 30ª edizione. Ben trent’anni consecutivi di attività in un settore che ha attraversato trasformazioni radicali, dall’analogico alla rivoluzione digitale, dalla pubblicità tradizionale ai linguaggi ibridi dell’era social e dell’intelligenza artificiale, formando diverse generazioni di comunicatori della città.

In tre decenni questa esperienza formativa ha preparato e accompagnato nel mercato centinaia di professionisti che oggi ricoprono ruoli di primo piano come art director, copywriter, strategist e specialisti digitali in realtà creative italiane e internazionali. Più che una scuola ILAS è diventata un passaggio generazionale nella costruzione del linguaggio pubblicitario contemporaneo.

La storia della comunicazione creativa a Napoli

La storia del corso si intreccia con quella dei grandi protagonisti della cultura visiva internazionale. Nel corso degli anni le Giornate della Comunicazione Visiva hanno portato a Napoli figure come Milton Glaser, autore dell’iconico “I Love New York”, Bob Noorda, maestro dell’identità visiva moderna, e David Carson, che ha sovvertito le regole tipografiche degli anni Novanta.

Accanto a loro, personalità come Annamaria Testa, Guido Harari, Oliviero Toscani, Jacques Séguéla e Gavino Sanna hanno trasformato gli spazi dell’accademia in luoghi di confronto culturale e dialogo internazionale, contribuendo a fare di Napoli un osservatorio privilegiato sulla creatività contemporanea.

La 30ª edizione del corso, avviata a febbraio in DAD, mantiene intatto l’approccio laboratoriale che da sempre ne caratterizza l’identità. Ma è soprattutto il profilo dei docenti a raccontare la tensione verso il futuro: un vero “dream team” costruito attorno a competenze diverse e complementari.

In cattedra siedono figure che uniscono riflessione teorica e pratica professionale.

Il professor Fulvio Iannucci affronta la comunicazione come fenomeno culturale e sociale, mentre Bruno Ballardini porta in aula un metodo di scrittura che intreccia retorica, pensiero critico e analisi dei sistemi simbolici.

La dimensione dell’art direction trova un riferimento storico in Lele Panzeri, tra i fondatori dell’Art Directors Club Italiano, mentre Gaetano Grizzanti guida gli studenti nella costruzione dell’identità di marca, andando oltre il logo per indagare il DNA delle aziende.

Sul fronte dell’innovazione tecnologica, Andrea Spinazzola introduce alle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale generativa nel video e nei processi creativi, affiancato da Daria La Ragione, che traduce l’AI in strumenti operativi per il marketing contemporaneo.

Il laboratorio pratico di Art direction è affidato a Stefania Esposito, mentre Giuliano Caprara trasferisce agli studenti la grammatica narrativa dell’audiovisivo.

Completano il percorso l’approccio psicologico alla persuasione di Andrea Mancini, la competenza nel digital advertising di Fabio Bergamo e la visione strategica dell’account management di Viola Micai.

Il risultato è un ecosistema formativo che integra cultura, strategia e strumenti operativi.

Progettista del corso, anche quest’anno, è Angelo Scognamiglio, pubblicitario professionista dal 1990 e direttore dell’Accademia.

Il filo conduttore di questi trent’anni é stato solo uno: la centralità dell’idea. In un’epoca in cui algoritmi e automazioni ridefiniscono ruoli e processi, ILAS ribadisce una convinzione maturata nel tempo, ovvero che la tecnologia apre possibilità, ma la creatività, l’atto umano che genera significato, resta insostituibile.

La 30ª edizione del corso di Pubblicità e Marketing della ILAS non è perciò soltanto una ricorrenza, ma la conferma di un progetto che ha accompagnato l’evoluzione della comunicazione italiana mantenendo coerenza e identità.

E, in un tempo che cambia alla velocità del software, forse è proprio questa continuità la notizia.

 


Nella foto David Carson e Guido Harari in un evento alla ILAS