Il digitale cresce senza sosta: i segreti per creare un’impresa vincente 2.0

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Il 65% delle imprese aumenterà gli investimenti nel digitale, e il 64% ripenserà il proprio business in ottica digitale…

Roma, 28 luglio 2022 – Grazie al digitale il mondo oggi è in continua trasformazione. Ogni giorno nascono App, software, siti internet e piattaforme online, in grado di fornire nuovo prodotti e servizi sia ad aziende che privati.

Un vero e proprio nuovo mondo quello del  digitale, un ecosistema che vede la continua nascita di servizi ed applicazioni che promettono di migliorare la vita delle persone.

Secondo un recente studio di McKinsey intitolato “The new digital edge: Rethinking strategy for the postpandemic era”, ben il 65% delle imprese ha affermato di aver aumentato i propri investimenti nella digitalizzazione, e ben il 64% ha affermato di dover rivedere, entro il 2023, il proprio modello di business in ottica digitale.

Il digitale, un nuovo mondo tutto da conquistare

Siamo di fronte ad una nuova economia quindi, in continua espansione, che ogni giorno vede nuovi imprenditori e startup lanciarsi sul mercato, con il fine di realizzare un “sogno digitale” capace di creare nuovi servizi, e, perché no, far arricchire i propri creatori.

Ma come è possibile fare impresa con un’App o un software?

Quali e quanti margini di guadagno un business digitale offre ai nuovi imprenditori 2.0?

“Le potenzialità di guadagno sono enormi, perchè se si ha una buona idea e l’App, o software, prende piede si ottengono dei bei guadagni mensili”, afferma Gianluca Poggi, giovane imprenditore digitale, appassionato di economia, marketing e tecnologia, che con la G-Network crea App e software per startup e aziende che intendono investire nel digitale.

Quanto si guadagna con un’App o un software

Le potenzialità di guadagno con il digitale sono enormi, vista la facilità di scalabilità e crescita.

“Poniamo che siamo in grado di far iscrivere almeno 5.000 utenti al servizio creato, con ognuno che porta, tenendoci molto bassi almeno 1,50€ al mese di guadagno, siamo a 7.500€ al mese di incasso.

Una cifra  che in soli 4 mesi è in grado di farci riprendere l’investimento iniziale”, ci spiega ancora Gianluca Poggi.

Cifre e numeri che abbiamo tenuto volutamente bassi, ma nonostante ciò molto interessanti, visto che parliamo di un settore in cui è possibile scalare velocemente i guadagni.

Per la natura di questo mercato potenzialmente è infatti possibile moltiplicare per 100 o 1.000 i guadagni, se dietro l’App o il software c’è la giusta idea capace di prendere piede e conquistare una larga fetta di pubblico.

I costi di una impresa digitale

Ma quanto costa sviluppare un’App o un software, partendo da una semplice idea?

“Sviluppare un software ad arte costa dai 10 mila euro in su, fino ad arrivare a un massimo indefinito, in base alla grandezza dell’opera da sviluppare, le funzionalità e le integrazioni indesiderate.  Ed ai costi di sviluppo bisogna aggiungere un investimento in pubblicità di almeno 5 mila euro”, continua Poggi.

I costi di un’App

Dagli incassi mensili del servizio digitale deve essere tolto il costo della manutenzione e del server, che in parte è commisurato al traffico di utenti.

In ogni caso i costi non sono mai superiori ai 500 euro al mese, a meno che non parliamo di software capaci di conquistare centinaia di migliaia, se non milioni di persone, per cui i costi sono ben superiori.

Costi molto più bassi di una impresa tradizionale, e calcolando che in caso in cui un’App o un software prendano piede davvero, i guadagni mensili sono molto alti, risultando quindi un investimento molto fruttuoso, dai costi veramente minimi rapportandolo ai potenziali guadagni.

E se non dovesse andare bene?

In caso contrario, anche qualora non si riesca a far funzionare il proprio “sogno digitale”, il software è sempre un asset di nostra proprietà che può essere rivenduto, specialmente se costruito bene.

Magari un altro imprenditore acquistando l’applicazione, con le opportune modifiche ed integrazioni potrebbe riuscire a sfondare con la nuova versione, riadattata magari a nuovi servizi.

A tal fine sono nati dei marketplace specializzati, in cui è possibile vendere il proprio software, con buone possibilità di guadagno o di riuscire a rientrare della cifra investita.

I segreti del successo digitale: partner e idee giusti

“Il segreto più grande per sfondare nel mondo digitale è avere l’idea giusta, e un team pronto a trasformare l’idea in realtà, capace di far fornire un servizio reale agli utenti finali, facendo guadagnare chi la mette in pratica”, spiega ancora Gianluca Poggi.

“La cosa più importante dopo l’idea giusta è avere il partner tecnico giusto per creare la propria impresa digitale: una software house che si riveli un partner leale e corretto, a cui potersi rivolgere con fiducia.

Non è raro infatti in questo mondo vedersi fregare e realizzare l’idea da gente scaltra e con pochi scrupoli, a cui ci si era ingenuamente affidati” continua Poggi.

“Per ovviare a questi problemi ho creato G-Network Italia, con lo scopo di diventare il partner di fiducia di chi vuole investire nel digitale, specializzato in sviluppo di soluzioni digitali, e che cura non solo il software, ma anche tutto ciò che viene prima e dopo. Come la parte burocratica ad esempio, che grazie ad avvocati, commercialisti e notai di nostra fiducia siamo in grado di svolgere nel modo più pratico e veloce possibile.

O come la gestione della pubblicità, dei social, e di tutto ciò che è necessario per far partire l’App e farla arrivare al successo finale”, conclude il fondatore di G-Network Italia, il cui scopo è appunto aiutare le imprese, ed i loro clienti, a crescere grazie alla creazione e gestione di piattaforme digitali innovative.

 

Gianluca Poggi, imprenditore digital, creatore della G-Network

Torna a Montauro il Mat Festival: il Festival del materassino, al Dadada Beach Village

Al Dadada Beach Village dal 23 al 26 giugno torna il MAT Festival, il festival dei materassini

Catanzaro, 13 giugno 2022 – Ci siamo, l’estate è arrivata e c’è tanta voglia di divertirsi, far festa e stare insieme.

C’è voglia di tuffarsi in mare, crogiolarsi al sole, assaporare una bibita fresca e farsi cullare dalle onde su un materassino dalle forme più stravaganti ed originali. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per una nuova spettacolare edizione del MAT Festival ovvero il festival dei materassini da mare.

Segnatevi queste date: dal 23 al 26 giugno, a Montauro (Catanzaro, Calabria) in località Calalunga, davanti lo specchio di mare del Dadada Beach Village prenderà il via la terza edizione del MAT Festival, una competizione agonistica – sportiva di nuoto per non “professionisti” a bordo esclusivo di un materassino gonfiabile, suddivisa in categorie di età: Junior (dai 16 ai 18 anni), Senior (dai 19 ai 30 anni), Master (dai 31 ai 49 anni), Over (dai 50 ai 65 anni).

Cosa fare per partecipare?

Scatenatevi nel trovare i materassini più originali, improponibili e possibilmente unici. E se non ci riuscite state tranquilli, il Dadada Beach Village metterà a disposizione una “compilation” di gonfiabili di ogni tipo, a forma di unicorno, fenicottero, mango, banana o – seguendo i trend dell’estate – a forma di pizza e di dromedario, che sia monoposto o addirittura un isolotto “multiproprietà” non importa, la cosa veramente importante è che sia divertente, stravagante, colorato.

Il materassino, in spiaggia, è come il pallone o i racchettoni: unisce tutti.

Al Dadada Beach Village sarà un inizio d’estate scoppiettante, il MAT Festival darà il via ad una stagione estiva divertente, ricca e decisamente coinvolgente.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito internet ufficiale www.matfestival.it.

 

A Reggio Calabria il Seminario di Costellazioni Sistemiche Familiari

A Reggio Calabria, sabato 2 e domenica 3 aprile, il Seminario di Costellazioni Sistemiche Familiari

Reggio Calabria, 23 marzo 2022 – È una grandissima opportunità per sciogliere dinamiche disfunzionali di cui non si conosce la genesi, provenienti dalla famiglia di origine (antenati compresi), che condizionano negativamente la propria vita e ci impediscono di vivere serenamente ed essere pienamente felice.
Stiamo parlando del Seminario di Costellazioni Sistemiche Familiari, che si terrà a Reggio Calabria, sabato 2 e domenica 3 aprile prossimi.
Per chi è il seminario?
Il seminario è adatto a chi:
-Ha difficoltà di relazione (nelle dinamiche familiari, rapporti di coppia, conflitti o difficoltà sul lavoro)
-Ha disturbi fisici e/o psicosomatici
-Ha difficoltà legate all’emotività
Le costellazioni sono un metodo efficace per scioglier i nodi e risolvere dinamiche disfunzionali di cui sia difficile individuare l’origine. Inoltre, offrono un potente metodo per il superamento di difficoltà personali.
Il modello parte dal presupposto che dinamiche disfunzionali della persona derivino da “irretimenti sistemici” attivati in modo inconsapevole al fine di mantenere in equilibrio l’intero sistema.
Poiché queste dinamiche hanno radici antiche e si trasmettono attraverso le generazioni in modo inconsapevole, si manifestano con difficoltà apparentemente difficili da interpretare e da risolvere.
La tecnica delle costellazioni consente di svelare e sciogliere questi irretimenti al fine di liberare le persone dalle influenze sistemiche e in modo che possano riattivare le proprie risorse e perseguire i propri obiettivi e il proprio benessere.
Come si svolge l’evento
Le costellazioni si svolgono in gruppo e si avvalgono delle risorse di tutti i partecipanti.
La persona “costellata” è quella che porta in prima persona il tema sul quale il gruppo lavora. L’esperienza ha evidenziato però che tutti i partecipanti beneficiano del lavoro e spesso risolvono le proprie difficoltà collaborando in veste di “rappresentante” o anche solo di osservatore delle costellazioni altrui.
I rappresentanti sono coloro che vengono chiamati a impersonare familiari o personaggi che il conduttore ritiene abbiano giocato un ruolo nell’irretimento della persona. Durante le costellazioni, infatti, i problemi non vengono analizzati a livello verbale e cognitivo, bensì rappresentati a livello sensoriale ed esperienziale.
La caratteristica principale delle costellazioni è proprio il valore preminente dato all’esperienza e all’evidenza sensoriale, che guidano il conduttore nella risoluzione della dinamica sistemica, disfunzionale per la persona.
Quello che più colpisce il neofita che partecipi ad un incontro di costellazioni è la creazione di uno spazio, il cosiddetto “campo morfogenetico”, all’interno del quale i rappresentanti dimostrano di essere a conoscenza di sensazioni, emozioni e nozioni di persone che non hanno mai incontrato.
La persona costellata sembra infatti aver ricevuto, insieme al patrimonio genetico, anche un patrimonio genealogico di cui non è consapevole e che è in grado di trasmettere a deglisconosciuti in modo non-verbale. L’abilità principale richiesta ai partecipanti è quindi quella di poter svestire i propri panni (comprese sensazioni, emozioni, soprattutto pensieri, giudizi, interpretazioni) e farsi “antenna”, lasciarsi attraversare da segnali che serviranno al conduttore per svelare e sciogliere i nodi che ostacolano il benessere e il raggiungimento degli obiettivi della persona.
A condurre il gruppo sarà Elena Meneghetti, certificata “Professionista nella specialità Costellazioni Familiari Sistemiche” da Istituto Italiano PNLMeta.
Ha imparato a guidare gruppi di costellazioni da lunghi studi e partecipando a seminari e corsi annuali tenuti dal dott. Gianni Fortunato, da Cristobal Jodorowsky, da Jutta Ten Herkel e da Bertold Ulsamer.
Gli ultimi due sono allievi diretti di Bert Hellinger, considerato il padre e inventore del modello delle costellazioni familiari.
Non ama la definizione di terapeuta, termine che presuppone un rapporto tra ammalato e guaritore e preferisce definire le costellazioni in un’ottica di collaborazione su piano egualitario tra chi porta le informazioni ed è esperto della propria vita e un coach che mette a disposizione delle tecniche apprese, con il comune obiettivo di riattivare risorse della persona.
Ed è proprio il coaching la sua attività principale, che svolge in tutto il mondo e in lingue diverse:
principalmente francese, inglese, italiano e tedesco. I suoi clienti sono top manager nelle aziende e chiunque desideri sfruttare al meglio il proprio potenziale innato.
Crede fortemente, infatti, che le persone possano ottenere molto più di quanto fanno di solito, sia sul lavoro sia nella vita privata e che ci sia un modo “diverso” di fare le cose, che permetta alle persone di eccellere in modo fluido, naturale, senza sforzo.
Inoltre, è molto impegnata nella ricerca alla quale dedica molto del proprio tempo e tiene corsi nonconvenzionali sulla comunicazione.
Per maggiori informazioni, contattare l’ organizzatore, il dottor Nino Romeo, al 3299429405 o inviargli una mail al seguente indirizzo: ninoromeo@hotmail.it.

Problemi psicologici: la soluzione alla pandemia della mente é online

Roma, 3 febbraio 2022 – Da ricerche effettuate sembra che l’epidemia abbia provocato disturbi psicologici per il 65% degli Italiani e non va molto meglio negli altri paesi europei, dove la media rilevata sembra essere del 58%.

L’emergenza sanitaria ha acuito la sofferenza emotiva delle persone che si sono trovate costrette, in diversi casi, ad affrontare in solitudine le difficoltà straordinarie e quotidiane.

Il sostegno psicologico, mai come in questo particolare momento, è ormai un servizio necessario per la salute e per il benessere delle persone.

“La salute non è solo fisica, ma anche e soprattutto psichica. Abbiamo il diritto ad una maggiore cultura del benessere psicologico anche perché, oltre a far star meglio la popolazione, investire in psicologia fa risparmiare la collettività” spiega Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”.

“Non tutti però hanno sempre l’opportunità di recarsi presso uno studio e la tempestività, in talune circostanze di malessere, è fondamentale per poter aiutare le persone a ripristinare il loro equilibrio. Le consulenze psicologiche online rappresentano l’opportunità di accesso a tutte le persone che, per motivi diversi, non hanno la possibilità di poter usufruire delle sedute psicologiche in presenza presso uno studio. L’aiuto psicologico online così serve a connetterci velocemente con il nostro benessere”, continua Lanari.

“Attraverso una pratica etica rispettosa, l’aiuto online permette di ottenere degli ottimi risultati, come indicato da diversi studi effettuati sulla consulenza psicologica online (Zabinski e coll. (2001), (Yager Z, O’Dea JA, 2006). La terapia online offre vantaggi concreti e nuove opportunità di comunicazione basate su tecnologia digitale (smartphone, tablet), a cui siamo sempre più abituati e non ci obbliga ad abbandonare i luoghi abituali come la casa, oppure l’ufficio e questa condizione può favorire meccanismi di relax, confort, empatia e intimità”, racconta la psicologa Debora Barrea.

Nella terapia online possiamo scegliere il tempo, il luogo e anche l’approccio iniziale del rapporto terapeutico. Una consulenza psicologica online può avvenire in qualsiasi luogo, e in qualsiasi momento; se stiamo vivendo un momento particolarmente difficile, possiamo inviare un messaggio al nostro terapeuta e ricevere nel giro di poco tempo un contatto e delle utili indicazioni. Se optiamo per una consulenza psicologica online, non saremo più limitati a scegliere il professionista più comodo da raggiungere, ma quello migliore per noi. E’ importante sottolineare che una modalità non sostituisce l ‘altra, ma diviene più opportuna sulla base delle necessità delle persone.”

Partendo dalla convinzione che un corretto aiuto psicologico nell’ambito di una emergenza eviti l’insorgenza di una psicopatologia strutturata, il Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” ha quindi deciso di offrire anche un aiuto psicologico online.

Il servizio é offerto per affrontare delle situazioni di crisi legate a: ansia, attacchi di panico, solitudine, dipendenza da internet, ritiro sociale (hikikomori), problemi relazionali, autostima bassa, problemi sessuali, dipendenza da sesso virtuale (cybersex addiction), violenze e abusi, violenze di genere, mobbing, bullismo, problemi legati al lavoro, problemi a scuola, incidenti e traumi, iperattività, disabilità, handicap, depressione e disturbi dell’umore, dipendenze, disturbi alimentari, disturbi del sonno, disturbo ossessivo compulsivo (doc), disturbi di personalità, disturbo post traumatico da stress, paure e fobie, lutti amorosi, lutti reali, tumori e malattie gravi, coronavirus, problemi legati al covid, gestione della rabbia e dello stress, problemi degli adolescenti, problemi della terza età, problematiche familiari, problematiche LGBTQIA+ (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersex e persone asessuali), stalking, problemi di coppia, partner bugiardo patologico, demenze, disturbo narcisistico di personalità, etc.

I 374 psicologi della rete del pronto soccorso sono presenti in tutte le regioni italiane e in 23 paesi esteri, come Regno Unito, Francia, Hong Kong, Messico, Russia, Argentina, Grecia, Kenya, Ghana, Mozambico, Nigeria, Brasile, Portogallo, Serbia, Romania, Bulgaria, Egitto, Giordania, Pakistan, Azerbaijan, India, Spagna e Svizzera.

Per contattare il Pronto Soccorso Psicologico basta telefonare al n. 06 22796355, al n. 380 6883135, o collegarsi al sito internet www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.

 

Vaccinazioni anti covid sui bambini: convengono davvero?

Roma, 13 dicembre 2021 – Come previsto l’AIFA ha dato via libera ai vaccini anti covid sui bambini dai 5 agli 11 anni. La formula usata per autorizzare i vaccini è quella che ben conosciamo: i benefici del vaccino superano i rischi correlati.

Ma è la stessa Pfizer in un documento consegnato alla FDA a specificare che il numero dei bambini sui cui finora sono stati effettuati gli studi è troppo esiguo per giungere a conclusioni definitive circa le miocarditi provocate dai vaccini sui più giovani.

È per questo che gli esiti definitivi degli studi sulla loro efficacia e potenzialità potranno essere raggiunti solo dopo aver raccolto tutti i dati post-vaccinazione, cioè con gli studi degli effetti con i dati ottenuti dalla vaccinazione capillare di tutta la popolazione.

Ma esistono ad oggi degli studi scientifici pubblicati sugli effetti del Covid e dei vaccini sui più giovani in modo da poter calcolare i reali benefici di una eventuale vaccinazione?

A cercare gli studi, ed a fare una comparazione sul rapporto rischi benefici ci ha pensato il giornale L’Indipendente (www.lindipendente.online), che ha pubblicato un report con gli effetti sanitari del Covid sulla fascia di età 0-17 anni.

Alla luce dei dati raccolti viene logico chiedersi: qualcuno può oggi dire con certezza che la vaccinazione è la soluzione migliore per i bambini?

La risposta è purtroppo no, perché ad oggi non esistono studi che dimostrano un reale beneficio dei vaccini per i bambini rispetto alla non vaccinazione.

Per approfondire l’argomento rimandiamo all’articolo dell’Indipendente (www.lindipendente.online/2021/12/02/covid-nessuno-studio-scientifico-ad-oggi-conosciuto-afferma-che-vaccinare-i-bambini-e-sicuro), con tutti i numeri ed i dettagli sugli studi pubblicati al riguardo.

 

Don Cosimo Schena: il prete poeta da vita a “L’ Amore Vola”, il nuovo libro di poesie

Una raccolta di 140 poesie il cui unico filo conduttore è sempre l’amore universale

Roma, 2 dicembre 2021 – È “L’ Amore Vola” il nuovo libro di poesie di don Cosimo Schena, il prete poeta diventato famoso per cantare l’amore in tutte le sue sfaccettature. Non a caso il popolo del web lo ha incoronato “Poeta dell’Amore”. Don Cosimo Schena è un giovane prete brindisino, dalla verve inarrestabile, sin da quando ha iniziato qualche anno fa a scrivere poesie e recitarle sui social. Da allora non ha più smesso e in poco tempo è diventato un punto di riferimento per centinaia di migliaia di fan che lo seguono sui vari canali social.

La nuova raccolta di poesie

Il prete influencer ha dato ora alle stampe il suo ultimo libro dal titolo “L’Amore Vola”, in cui risuona forte e chiaro il messaggio di Gesù: “Amatevi l’un l’altro”. Il libro, edito da Hercules Book, è una raccolta di 140 poesie che raccontano la grande forza dell’Amore che riesce ad abbattere qualsiasi ostacolo, a trasformare e sanare il cuore ferito degli uomini fino ad arrivare all’Altissimo, a Dio, a Colui che è Amore per definizione.

Don Cosimo con i suoi componimenti grazie ad un linguaggio semplice ma emozionante riesce a donare serenità e ad infondere speranza anche in tempi incerti come quelli che viviamo. Le sue poesie, le sue preghiere, i suoi video, le sue riflessioni sull’amore, sul perdono e sull’accoglienza attirano centinaia di migliaia di fan che lo cercano e lo seguono con costanza e attenzione.

Il boom sui social del prete poeta

I numeri del prete poeata sono sbalorditivi: in poco tempo Don Cosimo Schena ha infatti raggiunto ben 6 milioni di ascolti su Spotify con le sue poesie audio recitate dalla sua stessa voce, con ormai centinaia di migliaia di persone che lo seguono sugli altri canali social, da Facebook ad Instagram, passando per Tik Tok.

Lui, in maniera disarmante spiega questo successo con poche parole:

“Il messaggio di Gesù è universale, tutti a prescindere dal nostro credo, abbiamo bisogno tutti di amore ed io dico: Dio è amore, e visto che siamo stati creati da Lui non possiamo non amare. Prendetevi cura delle persone che avete accanto, fate pace con amici e parenti con cui avete litigato. E se qualcuno vi ha fatto soffrire, perdonatelo: perdonare non è una debolezza, è donare amore che vi ritornerà indietro”.

Per seguire don Cosimo Schena basta seguire questi canali social:

https://youtu.be/oOXCmzX6FnQ

https://instagram.com/doncosimoschena

https://m.facebook.com/doncosimoschena

https://youtube.com/c/donCosimoSchenailPoetadellAmore

https://twitter.com/doncosimoschena

 

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Ufficio Stampa

info@ufficiostampaecomunicazione.com

 

 

 

 

 

 

 

Salute: sono 100.000 gli italiani chiusi in casa per la sindrome da ritiro sociale

Roma, 16 novembre 2021 – Sempre più spesso sentiamo parlare di amici, conoscenti, studenti o colleghi di lavoro che si chiudono in casa. Purtroppo le ricerche parlano di un fenomeno che si diffonde a macchia d’olio: milioni di persone nel mondo, circa 100.000 in Italia, che presentano un problema di ritiro sociale.

Il fenomeno è stato riconosciuto inizialmente in Giappone negli anni ’80, ma è presente e continua a diffondersi anche in Europa e in America. Al riguardo è stata coniata la parola Hikikomori, che significa “stare in disparte, ritirarsi”. Una vera e propria epidemia visto che si parla di milioni di persone che si sentono sopraffatte, che sentono di non poter realizzare i loro obiettivi di vita nella società e reagiscono isolandosi.

“L’isolamento corrisponde al rifiutarsi simbolicamente di pagare i costi psicologici richiesti dall’interazione con gli altri. I propri obiettivi si raggiungono invece investendo nella vita”, spiega Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”.

Il fatto che così tante persone si chiudano, non può comunque lasciarci indifferenti.

“Il processo di chiusura è graduale, ci sono 3 stadi, e più tardi si interviene e più diventa difficile l’uscita dall’isolamento. Più tempo passiamo nella chiusura, e più è facile che si sviluppino pensieri paranoici o depressivi. Più tempo siamo isolati, e più si rende necessario un periodo di re-inserimento sociale’, un periodo di ri-apprendimento dello stare insieme, fattore che dovrebbe essere tenuto particolarmente in considerazione per chi è stato isolato ed anche detenuto per lunghi periodi. E questo dato è sicuramente sconcertante: ci si può autorecludere anche in carcere, quindi anche in assenza di interne”, sostiene Paolo Crepaldi, presidente di Hikikomori Italia.

Dal momento che una persona chiudendosi dichiara implicitamente il suo fallimento nella relazione con l’altro, diventa indispensabile l’intervento esterno, della scuola, dei compagni, della famiglia e della comunità. Non è più un problema individuale, ma un problema di salute della comunità. Un grande spreco di un patrimonio umano.

Al riguardo la psicoterapeuta Barbara Rossi (www.leggereliberamente.it) ha curato il libro “Dall’autoreclusione al ritorno alla vita”, che raccoglie numerose testimonianze e le riflessioni di vari professionisti, tanto da diventare un vero e proprio manuale sull’argomento.

Il testo è nato da una ricerca su oltre 600 persone che si sono ritirate socialmente. Lo studio, realizzato attraverso un concorso letterario (Adotta l’orso, per uscire dall’isolamento) soprattutto autobiografico, ribalta le teorizzazioni precedenti.

In primis emerge che il fenomeno colpisce tutte le età, non solo gli adolescenti, e che non c’è un legame stretto tra dipendenza da internet e ritiro sociale, semmai c’è un forte legame tra traumi e ritiro. Il ritiro sociale sarebbe quindi l’estrema conseguenza di una serie di traumatismi sperimentati, la reazione “normale” a eventi anormali, quali il bullismo, il lutto traumatico, l’abuso, la violenza assistita, ecc.

Scrive A.M: “A essere precisi, non ho vissuto per anni a causa delle violenze che ho subito. La mia vita non valeva niente, era come se dicessi: “fatene quello che volete”…. L’EMDR mi ha ridato la vita”.

Il secondo dato che emerge è il deficit di adultità di cui parlano le persone: gli adulti che vengono descritti troppo spesso non vedono, non sono disponibili a un dialogo su temi difficili, si girano dall’altra parte, esercitano il potere in modo arbitrario.
Il terzo dato è la funzione salvifica e trasformatrice della parola: nonostante le ferite, le persone attraverso la parola, verbale e scritta, riescono a trovare le risorse, le giuste alleanze che possono portarle fuori dal tunnel.

Il libro, che ha già ricevuto il “Premio Lord Byron Porto Venere Golfo dei poeti” 2021, verrà presentato a Bookcity Milano il 19 novembre 2021.
La rete professionale dei 360 Psicologi del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” ha quindi deciso di offrire un servizio di aiuto alle situazioni di crisi legate alla sindrome da ritiro sociale.

L’iniziativa è presente in tutte le regioni italiane e in 22 paesi esteri. Si parla di  Regno Unito, Francia, Hong Kong, Messico, Russia, Argentina, Grecia, Kenya, Ghana, Mozambico, Brasile, Portogallo, Serbia, Romania, Bulgaria, Egitto, Giordania, Pakistan, Azerbaijan, India, Spagna e Svizzera.

Il servizio è offerto in 27 lingue, i prezzi sono sociali e gli Psicologi lavorano 7 giorni su 7.

Per prendere un appuntamento telefonare al numero 06 22796355 o al numero 328 4687269 o visitare il sito www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Matrimoni: la nuova tendenza è il “Ballo degli Sposi”

La nuova tendenza dei matrimoni italiani è il “Ballo degli Sposi”, per stupire e fare un figurone con parenti ed amici

Roma, 6 ottobre 2021 – Sta prendendo piede anche in Italia il “Ballo degli sposi”, una consuetudine molto diffusa all’estero, soprattutto nei paesi anglosassoni e in America, ma sconosciuta nel nostro Paese fino a poco tempo fa.

Dopo la pausa dei matrimoni dello scorso anno, a causa della pandemia, questa estate sono riprese le cerimonie, con le stesse tradizioni e consuetudini, ma con una novità in più: il “Ballo degli sposi”.

Di cosa si tratta esattamente?

Il ballo degli sposi, conosciuto all’estero come “Wedding dance”, è un ballo con coreografia, a cui gli sposi si preparano per creare un momento speciale e “magico” della cerimonia, per impressionare ed emozionare amici e parenti. Un ricordo da incorniciare e ricordare per tutto il resto della loro vita.

Di solito infatti, nella consuetudine italiana, il ballo degli sposi viene vissuto come un attimo di imbarazzo, perché non ci si prepara e si lascia tutto al caso.

Per questo motivo gli sposi si ritrovano impacciati al centro pista con tutti gli occhi degli invitati puntati su di loro, sperando di terminare il tutto il prima possibile.

Il ballo degli sposi invece all’estero viene vissuto come un momento speciale, a cui i futuri coniugi si preparano per settimane, con l’aiuto di maestri e coach qualificati, in modo da creare una danza ed una coreografia che rimarrà impressa nei ricordi degli sposi, e capace di far emozionare tutti gli invitati.

Ora la consuetudine di prepararsi per tempo al ballo degli sposi sta prendendo piede anche in Italia, grazie al lavoro di maestri e professionisti che ci stanno credendo e si stanno dedicando all’obiettivo di diffonderlo in tutto il nostro Paese.

E i risultati sembrano dare loro ragione.

“Con la ripresa delle celebrazioni dei matrimoni c’è stato in Italia un vero e proprio boom di richieste da parte degli sposi di creare il loro primo ballo”, spiega Marco Zingarelli, maestro di ballo e co-fondatore con sua moglie, ex-ballerina, Ilaria Campana, de “Il Ballo degli Sposi”, il primo servizio in Italia dedicato a questo particolare momento.

I 2 maestri sono stati infatti tra i primi in Italia a credere e ad importare quella che è ormai una consuetudine all’estero.

“In Italia il ballo degli sposi è sempre stato, purtroppo, un momento preso sotto gamba, a differenza di tutti gli altri dettagli e momenti della giornata. Il risultato è stato che gli sposi hanno spesso vissuto il loro primo ballo da marito e moglie come un momento imbarazzante, con movimenti goffi o con il classico ‘ballo del mattone’, senza muovere veri passi di danza e senza godersi il loro momento”, spiega Marco Zingarelli.

“Noi invece con il metodo “Il Ballo degli Sposi” creiamo per gli sposi dei veri ed indimenticabili momenti di danza, con semplici coreografie ballabili anche da chi non ha mai mosso un solo passo di danza. Balli che possono andare dal latino americano, al flashmob, al classico lento, fino ad arrivare a generi di ballo più veloci e movimentati, secondo lo stile più consono agli sposi”, spiega ancora Marco, che ha persino creato un sito internet dedicato, raggiungibile all’indirizzo www.ballodeglisposi.it.

Ma come ci si prepara al “Ballo degli Sposi”?

“Innanzitutto gli sposi devono scegliere la loro canzone preferita tra la playlist della giornata e capire che tema voglio dare al loro primo ballo: se lento, movimentato o un mix dei due. Poi una volta deciso quante coreografie preparare, e se inserire amici e/o genitori, passano allo studio della coreografia. Per realizzare il loro ‘primo ballo’, possono scegliere tra il nostro servizio ‘Ballo degli Sposi dal vivo’, andando in una delle 60 scuole di ballo affiliate sparse in tutta Italia, o scegliendo un percorso completamente online, tramite il sito internet www.ballodeglisposi.online”, racconta Ilaria Campana, che ha dedicato una vita al mondo del ballo, prima come ballerina, finalista a vari campionati del mondo, e ora come maestra.

“Il corso online permette di studiare una coreografia direttamente da casa grazie a 3 semplici video-lezioni, anche per chi non ha mai ballato. Infatti per ogni coreografia abbiamo creato una video-lezione del ballo finale svolta dai maestri, una video-lezione con la spiegazione delle nozioni essenziali con suggerimenti e consigli, e per ultimo la video-lezione della coreografia, spiegata passo per passo”, spiega ancora Ilaria.

Ma è difficile prepararsi al “Ballo degli Sposi”?

“Se non si è pratici con il ballo come Baby nel film ‘Dirty Dancing’ all’inizio tutto potrebbe sembrare difficile e confuso, con la paura di fare qualche brutta figura, ma in realtà la brutta figura la si fa non preparandosi al momento.

Invece con l’aiuto di maestri qualificati, esperti nel “Ballo degli Sposi”, e la tenacia della coppia, la coreografia comincia pian pian a formarsi e la confusione iniziale fa posto alla sicurezza e all’eleganza dei movimenti.

Infatti con la nostra esperienza garantiamo un risultato eccezionale, da lasciare tutti gli invitati a bocca aperta!” racconta Marco, che sta innovando con questo suo sistema i matrimoni in Italia.

“Sono molto soddisfatto di come si sta diffondendo questo importante momento della cerimonia. Abbiamo creato un network di maestri altamente qualificati in tutta Italia e siamo sempre alla ricerca di nuove scuole di danza che abbiano un curriculum di rilievo per far parte del nostro team, e aiutare gli sposi a realizzare i loro sogni, con la giusta coreografia del “Ballo degli Sposi”.

Altra soddisfazione è che da questa estate i nostri maestri stanno lavorando a pieno ritmo. Stanno registrando infatti il tutto esaurito per mesi e già stiamo procedendo con le lezioni per le coreografie degli sposi per il 2022-23” conclude soddisfatto Marco Zingarelli.

Gli  interessati a saperne di più sul “Ballo degli Sposi” possono visitare il sito internet www.ballodeglisposi.it e la pagina Facebook www.facebook.com/ballodeglisposi.

 

 

Il ballo degli sposi, il nuovo trend dei matrimoni in Italia

Concorso Internazionale Musica Sacra: ecco gli 8 vincitori

Tra i vincitori la soprano messinese Francesca Mannino (ipovedente), tra i mezzosoprani la bolzanina Aurora Faggioli, la calabrese Ester Ferraro e il tenore Raffaele Feo di Imperia

Roma, 24 settembre 2021 – Nella Basilica SS. Apostoli a Roma si è tenuta la finale, in forma di Concerto di Gala del Concorso Internazionale “Musica Sacra” 2021, in cui si sono esibiti ben 23 cantanti lirici, tra i quali la Giuria ha scelto gli otto vincitori.

Nella categoria Soprani hanno vinto la messinese Francesca Mannino (ipovedente) e la soprano anglo-greca Danae Eleni,  tra i mezzosoprani la bolzanina Aurora Faggioli e la calabrese Ester Ferraro, tra i tenori Dongyoul Park dalla Corea del Sud e Raffaele Feo di Imperia, il basso romano Giordano Farina ed il basso-baritono francese Alexandre Baldo.

Ospite d’onore il Vice Governatore della Regione Moravia Slesia della Repubblica Ceca Lukáš Curylo, arrivato appositamente a Roma per sostenere il progetto europeo “Let’s Sing Oratorio Music” di cui il concorso è la selezione ufficiale internazionale.

Hanno consegnato i premi gli Ambasciatori presso la Santa Sede S. E. Vaclav Kolaja Ambasciatore della Rep. Ceca, S. E. Jakob Štunf Ambasciatore della Slovenia, S. E. Caroline Weijers Ambasciatore dei Paesi Bassi, l’Ambasciatore della Russia Alexander Avdeev, il Vice Ambasciatore della Slovacchia Sig.ra Petra Frankova, il Primo Consigliere dell’Ambasciata di Armenia in Italia Sig.ra Kristina Mehrabekyan in rappresentanza del Comitato d’Onore del Concorso, il Consigliere dell’Ambasciata di Grecia Dott.ssa Christina Karagiorga, la Sig.ra Mihaela Raluca dell’Ambasciata di Romania in Italia.

Tra gli ospiti segnaliamo inoltre, l’attrice Barbara Di Bartolo e l’attore Howard Ross indimenticabile protagonista di kolossal storici quando Roma era l’Hollywood sul Tevere, le attrici Anna Marcello e Francesca Ceci, Alejandra Matiz figlia di presidente  della Fondazione Leo Matiz, Fotografo di Frida Khalo, curatrice di mostre dedicate a Frida Khalo e Diego Rivera in Messico e Colombia,  Krizia Moretti vincitrice del titolo nazionale “Una ragazza per il cinema 2021”, la Contessa Erika Emma Fodre’, il presidente del Centro Europeo el Turismo Giuseppe Lepore,il Presidente del Rotary Club Roma “Foro Italico” Dott. Franco Alfredo Nicoletti, Costanzo Bartolucci che ha disegnato il bellissimo smoking di Vincenzo Bocciarelli e lo Stylist Filippo Matera.

La finale è stata presentata da Vincenzo Bocciarelli, amatissimo attore teatrale e cinematografico nato alla scuola di Giorgio Strehler, al secondo anno di conduzione, che ha incantato e divertito il pubblico con l’interpretazione di brani classici e interviste ai personaggi presenti e sarà trasmessa in differita da Telepace in mondovisione e da Radio Vaticana il 3 ottobre alle ore 15:30.

“Sono felice e onorato – ha dichiarato Bocciarelli – di essere per il secondo anno alla conduzione del Concorso Internazionale Musica Sacra. Assistere allo sbocciare di nuovi giovani talenti, carichi di passione ed entusiasmo nei confronti dell’arte, è profondamente confortante. Significa che nonostante tutto, il mondo legato allo spettacolo di qualità e di prestigio continua a sopravvivere…

La Giuria del Concorso era formata da:

Gianni Tangucci – Coordinatore Artistico Accademia del Maggio Musicale Fiorentino,

Vincenzo De Vivo – Direttore Artistico Accademia Lirica di Osimo e Direttore Artistico Stagione Lirica Fondazione Teatro Le Muse di Ancona,

Eleonora Pacetti – Direttrice Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma,

Ludek Golat – Regista Lirico e Consulente Teatro di Opava (Rep. Ceca), capofila del progetto europeo Let’ Sing Oratorio Music!,

Fabrizio Da Ros – Direttore d’Orchestra produzioni Let’s Sing Oratorio Music in Rep. Ceca, Italia e Grecia

Nikos Efhtimiadis – Direttore d’Orchestra e Presidente della Federazione Panellenica dei Cori e dei Direttori di Cori, partner del progetto europeo

Daniela de Marco – Fondatore e Direttore Artistico Concorso Internazionale Musica Sacra

“La musica sacra ancora una volta ha dimostrato di saper coinvolgere ed entusiasmare tutti, proponendo dal vivo, sui social ed in streaming contenuti musicali di qualità altissima mai noiosi, mai banali. Tutti i nostri finalisti sono cantanti di enorme talento, i vincitori hanno reso meglio in una finale che – come alle Olimpiadi  –  ha fotografato la performance della serata. Auguro loro tanto successo e fortuna e li invito a continuare ad approfondire questo repertorio che offre enormi possibilità di carriera nei festival di tutto il mondo”, ha detto il Direttore Artistico del Concorso Daniela de Marco.

Il Concorso Internazionale Musica Sacra è la selezione internazionale di “Let’s Sing Oratorio Music!” unico progetto in Europa dedicato a diffondere l’Oratorio Musicale tra bambini e ragazzi della scuola dell’obbligo attraverso un’esperienza formativa e teatrale indimenticabile in cui canteranno in teatro davanti al pubblico.” I primi spettacoli (ritardati a causa della pandemia) si svolgeranno al  Teatro Rendano di Cosenza il 3 e 5 dicembre in cui i ragazzi calabresi scopriranno la magia dell’Oratorio “La Creazione” di Haydn, accompagnati dall’Orchestra del Conservatorio S. Giacomantonio della città diretta dal M.° Fabrizio Da Ros.

 

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