Barbara Pazzaglia esporrà le sue creazioni in occasione di Spoleto incontra Venezia a cura di Vittorio Sgarbi 

Conto alla rovescia per l’appuntamento attesissimo di “Spoleto incontra Venezia” che apre i battenti in data 28 Settembre e prosegue fino al 24 Ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. Si annunciano presenze d’eccezione tra gli artisti esposti, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì. L’allestimento è tra le mura del secolare Palazzo Falier, nobile dimora veneziana sul Canal Grande.

L’artista Barbara Pazzaglia partecipa all’esclusivo evento con una serie interessanti di dipinti di matrice impressionista. Nel raccontarsi e nel descrivere il suo percorso stilistico spiega “Sono una pittrice impressionista, intenzionale, vitalista. Ho l’atteggiamento intenzionale degli impressionisti, anche se ho l’istinto dell’action painter. Ogni linea è perciò una vera esperienza con la storia unica. Essa non illustra è piuttosto la percezione della sua stessa attuazione. La mia attenzione si rivolge ai piaceri, che scaturiscono dalle impressioni, dalle sensazioni, dalla percezione, dal corpo, dall’intelletto. L’impressione è un modo di guardare un’opera d’arte e per gli artisti è un modo per escogitarla e inventarla. Quindi la percezione è un pensiero, un’elaborazione, riguarda l’intelletto. La mia pittura lascia immaginare attraverso l’impressione e suscita la curiosità della percezione. La natura è per me fonte d’ispirazione primaria. I colori sono molti importanti, così come l’impianto del quadro, la sua struttura e le emozioni, che comunica”. E aggiunge “Il Bianco è sempre presente come luce intera, somma di colori puri, è l’assenza di confini, l’infinito. Poi il Rosa, spesso colore del cielo al crepuscolo o all’alba molto amato da Freud e Goethe, anche colore dei fiori e le rose dell’incarnato. Poi il Verde, il colore delle piante vitali nella loro fotosintesi clorofilliana. Poi il Celeste, colore del cielo e del mare. Mi ispiro anche ai colori della cosmesi come Warhol”.

Sgarbi nel commentarne il talento dice “La Pazzaglia sa e vuol sempre sapere su se stessa. Si confronta continuamente con l’ambito della riflessione colta, con pieno profitto. L’inclinazione impressionistica, che si riconosce è da intendere letteralmente piuttosto, che nel senso attribuito dal lessico critico più consueto, volendo sondare i termini della corrispondenza tra la percezione ottica e la sua conversione, che è appunto l’impressione, in reazione emotiva. Tanto più si concentrerà sulla disanima di questi meccanismi, preservando il candore dell’ispirazione, che ancora la sostiene dalla tentazione dell’eccesso intellettualistico, tanto più le sue opere riusciranno a coinvolgerci con i loro sermoni pronunciati sottovoce, simili ai piccoli, semplici incanti di certi racconti esoterici”.

 

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