Boehringer Ingelheim cresce più del mercato

0

Per il settimo anno consecutivo Boehringer Ingelheim mantiene la rotta verso il successo crescendo più del mercato farmaceutico. Come riferito dall’azienda in occasione dell’Annual Press Conference che si è svolta oggi ad Ingelheim, il fatturato netto è cresciuto dell’11% attestandosi a 10,6 miliardi di euro (2005: 9,5 miliardi di euro). Se si escludono gli effetti valutari, la crescita è stata di circa il 12%. Anche l’utile operativo, paragonabile all’EBIT (risultato prima degli interessi e delle imposte), è cresciuto dell’11% portandosi a più di 2,1 miliardi di euro (2005: 1,9 miliardi di euro). Il numero totale di addetti a livello mondiale è salito di circa 1.000 unità (+ 3%) raggiungendo quota 38.400. Per il 2007 Boehringer Ingelheim prevede che il fatturato netto crescerà in modo sostenuto, con un tasso a cifra singola leggermente superiore a quello del mercato.

Il Dottor Alessandro Banchi, Presidente del Consiglio di Amministrazione e Responsabile Corporate Board Division Pharma Marketing and Sales di Boehringer Ingelheim, ha dichiarato che il 2006 è stato “ancora una volta un ottimo anno” per l’azienda. Nonostante la pressione esercitata dalla concorrenza dei generici negli Stati Uniti su MOBIC®, il farmaco antireumatico di Boehringer Ingelheim che genera alti fatturati, l’azienda è cresciuta più della media del mercato farmaceutico che è stata pari al 6%, secondo i dati forniti da IMS Health, l’istituto di indagini di mercato del settore. Con una quota di mercato pari a circa il 2%, Boehringer Ingelheim si posiziona al 15 esimo posto fra le multinazionali farmaceutiche.

Il positivo andamento delle vendite si è riflesso anche sui risultati economici dell’azienda. Il margine operativo (ovvero l’utile operativo espresso come percentuale del fatturato) è stato all’altezza dell’ottimo valore dell’anno precedente attestandosi al 20,2%. L’utile dopo le imposte è stato pari a ben 1,7 miliardi di euro, crescendo del 14% rispetto all’esercizio precedente. Come ha spiegato il Professor Marbod Muff, Responsabile Corporate Board Divisions Finance and Human Resources, il risultato economico riflette solo in parte l’impatto dell’onere fiscale complessivo in quanto non comprende l’imposta che in Germania viene applicata al reddito dei soci e che in base alle regole contabili va registrata alla voce “prelievi di capitale”.

“Orgogliosi che i nostri farmaci aiutino i pazienti”

Anche nel 2006 la crescita è stata spinta dai farmaci da prescrizione. Oltre a SPIRIVA® (tiotropio bromuro), il principale farmaco per la terapia della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) il cui fatturato nel 2006 è cresciuto del 45% portandosi a circa 1,4 miliardi di euro, si sono posizionati bene anche MICARDIS® (telmisartan), l’antagonista del recettore dell’angiotensina II impiegato per la terapia dell’ipertensione essenziale, il cui fatturato è cresciuto del 34% a 967 milioni di euro, e ALNA®/FLOMAX®/PRADIF® (tamsulosin), impiegato per la terapia dell’ipertrofia prostatica benigna il cui fatturato è cresciuto del 28% a 922 milioni di euro. Tutti e tre questi farmaci sono i cosiddetti blockbuster, ovvero farmaci con fatturato annuale superiore a un miliardo di dollari statunitensi. Boehringer Ingelheim ritiene che il positivo andamento dei propri prodotti sia la conferma della validità dell’obiettivo aziendale di mettere a disposizione dei pazienti farmaci ad elevato contenuto innovativo.

“Siamo molto orgogliosi che i nostri farmaci siano approvati dai pazienti e li aiutino a superare o alleviare le malattie che li affliggono” ha commentato il Dottor Banchi. Il consenso verso i prodotti di Boehringer Ingelheim da parte sia dei medici sia dei pazienti è la base del successo dell’azienda.

“In buona posizione”

Boehringer Ingelheim è un’azienda farmaceutica fondata sulla ricerca ed il cui sviluppo si concentra sui Farmaci da Prescrizione che rappresentano circa l’80% del suo fatturato netto. Nel 2006 il fatturato netto dei farmaci da prescrizione è cresciuto di circa il 15% (circa il 16%, se non si considerano gli aggiustamenti valutari) portandosi a 8,3 miliardi di euro. Il fatturato netto della divisione Consumer Health Care (CHC), ovvero dei farmaci da banco, è migliorato dell’1% portandosi a circa 1,1 miliardi di euro. Se non si considerano gli effetti valutari, l’aumento è di circa il 3%. Il fatturato netto della divisione Veterinaria è cresciuto di circa il 4% a 374 milioni di euro. I dati di questa divisione riflettono le acquisizioni e le dismissioni effettuate nell’esercizio oltre che l’impatto valutario. Se non si considerano questi effetti di natura straordinaria, la crescita del fatturato netto della divisione Veterinaria si colloca all’8%.

La divisione Clienti Industriali (Aziende biofarmaceutiche, produttori farmaceutici e chimico-farmaceutici) ha mostrato un calo di circa il 5% attestandosi a 809 milioni di euro (-4% se non si considerano gli aggiustamenti valutari). Tale calo si deve esclusivamente agli effetti di natura straordinaria registrati nel segmento biofarmaceutico, che, nonostante un portafoglio ordini di ottimo livello, ha scontato la crescita straordinaria del 2005.

Anche nello scorso esercizio, l’area che ha registrato il fatturato maggiore è stata quella delle Americhe con un fatturato netto che ha raggiunto 5,4 miliardi di euro (2005: 4,6 miliardi di euro) e che equivale a più del 50% del fatturato globale. Gli Stati Uniti da soli hanno dato un contributo di 4,5 miliardi di euro con una forte crescita pari a circa il 20%. Con 3,3 miliardi di euro, l’Europa ha registrato una crescita di circa il 6%. La Germania ha evidenziato una stagnazione con circa 820 milioni di euro. Tale risultato è legato alla pressione esercitata su ALNA® dalla concorrenza dei generici e agli effetti di questioni farmaco-politiche. L’area Asia, Australia e Oceania, Africa (AAA) si è fondamentalmente attestata ai livelli di un anno fa, per effetto soprattutto dell’impatto valutario. Tuttavia se non si considerano gli effetti valutari, il Giappone, il paese che fa registrare i valori più alti nella regione AAA, mostra una crescita del 15% nel segmento Farmaci da Prescrizione. Nel 2006, per il secondo anno consecutivo, Boehringer Ingelheim Giappone è stata l’azienda internazionale con il maggior tasso di crescita in questo segmento.

Il Professor Muff ha dipinto un quadro molto positivo della posizione di Boehringer Ingelheim. “Riteniamo di essere in posizione eccellente per la nostra capacità di garantire la nostra indipendenza e nel contempo finanziare prodotti di altre aziende allo scopo di integrare la nostra pipeline di prodotti e a complemento del nostro stesso sviluppo” ha commentato il Professor Muff. Ha poi fatto riferimento alla buona liquidità pari a circa 4 miliardi di euro e al cash flow che è cresciuto del 12% rispetto al 2005 e ha raggiunto 2,3 miliardi di euro. Gli investimenti in immobilizzazioni sono cresciuti del 12% rispetto all’esercizio precedente portandosi a 600 milioni di euro.

I dipendenti – la condizione più importante per il successo futuro

Sia il Dottor Banchi sia il Professor Muff hanno sottolineato l’elevato valore che l’azienda attribuisce ai propri dipendenti. Non solo essi sono fonte di successo, ma rappresentano anche la condizione più importante per lo sviluppo futuro dell’azienda. Boehringer Ingelheim è lieta della posizione di rilievo che occupa in termini di soddisfazione dei dipendenti, così come risulta da indagini indipendenti condotte in molti paesi. Negli ultimi 10 anni i dipendenti dell’azienda sono cresciuti in media del 5% annuo. Se si considera il 2002 come anno di partenza in questa valutazione, l’aumento registrato è di più di 6.600 nuovi addetti (+21%) entrati a far parte dell’azienda in tutto il mondo.

Il Dottor Banchi ha delineato un quadro positivo per il futuro. La pipeline di prodotti è ulteriormente migliorata e comprende diversi candidati farmaci frutto della ricerca interna all’azienda con prospettive di successo in diverse aree fra cui l’oncologia. Ci si prodiga altresì per concludere promettenti contratti di collaborazione o licenza. Nel 2006 gli investimenti in Ricerca Sviluppo e Medicina sono stati di quasi 1,6 miliardi di euro, il 16% in più rispetto all’anno precedente. Gli investimenti in ricerca nel settore Farmaci da Prescrizione sono stati pari a circa il 18% del fatturato di questa divisione.

Sono imminenti nuove approvazioni e lanci di prodotti. Nel 2007 è previsto il lancio di RESPIMAT® Soft Mist™ Inhaler, un inalatore dotato di dosimetro che non contiene propellenti e che produce una fine nebbiolina, da commercializzare assieme al prodotto leader SPIRIVA®. Si prevede inoltre di ottenere la prima autorizzazione alla commercializzazione di dabigatran, farmaco per la prevenzione e la terapia di eventi tromboembolici.

Quattro importanti studi di vasta scala, su dabigatran, Spiriva, Micardis e Aggrenox, che coinvolgono circa 90.000 persone, sono prossimi al completamento e i relativi risultati sono previsti nel 2008. Il Dottor Banchi ha dichiarato: “Siamo molto ottimisti, in quanto le prospettive rimangono incoraggianti.”

Boehringer Ingelheim in Italia

Nel 2006, in Italia, il Gruppo Boehringer Ingelheim ha realizzato un fatturato di 436 milioni di euro, in crescita del 10% circa rispetto al 2005 (395 milioni di euro).

Bidachem SpA, uno dei cinque poli chimici a livello mondiale, con sede a Fornovo San Giovanni, in provincia di Bergamo, ha registrato un fatturato netto pari a 56 milioni di euro in forte crescita rispetto al 2005 (+ 43%), di cui l’80% (46 milioni di euro) dedicati all’export.

Positivo anche il bilancio dell’attività dell’Istituto De Angeli, l’entità legale interna al Gruppo Boehringer Ingelheim Italia che opera nei settori contract manufacturing e food e che ha visto nel 2006 un fatturato complessivo di circa 67 milioni di euro (+ 3% rispetto al 2005), di cui il 55% (37 milioni di euro) dedicati all’export.

“La crescita registrata nel 2006 è da ricondurre ai risultati positivi dei settori industrial, Bidachem ed IDA” osserva Sergio Daniotti, Country Manager del Gruppo Boehringer Ingelheim in Italia “Un +10% che non ci soddisfa pienamente, non rispettando le previsioni d’inizio anno che parlavano di un fatturato di 448 milioni di euro. Una mancata crescita legata ad una politica nazionale che da anni punta solo al contenimento della spesa pubblica attraverso misure che penalizzano gli investimenti nel settore. Con il lancio, nel corso del 2006, di tre prodotti innovativi,- continua Daniotti- Boehringer Ingelheim Italia puntava a risultati economici superiori, penalizzati invece dal taglio dei prezzi proprio su questi prodotti”.

A livello internazionale, nel ranking delle aziende appartenenti al Gruppo, per quanto riguarda le vendite, l’Italia è passata dal 4° posto del 2005 al 7° nel mese di febbraio 2007.

“Sono, tuttavia, fiducioso” continua Daniotti “Mi auguro, infatti, che i colloqui politica-industria che si stanno aprendo procedano nella giusta direzione, premiando quelle aziende impegnate in attività di ricerca e sviluppo nell’area dei prodotti innovativi a vantaggio della salute di tutti”.

Share.

About Author

Comments are closed.