Alessandra Turolli dopo le grandi mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi presto in esposizione alla Versiliana

Si prospetta un’esposizione interessante quella della nota artista Alessandra Turolli, intitolata “Le vibrazioni dei colori” posta all’interno dell’elegante Green House del Parco della Versiliana, a Marina di Pietrasanta, che si svolgerà dal 13 al 24 Agosto, con vernissage in data Mercoledì 13 Agosto alle ore 18.00. La talentuosa pittrice è stata ospite di recente alle grandi mostre di “Spoleto Arte” organizzate dal manager Salvo Nugnes con la curatela del professor Vittorio Sgarbi e si prepara ad affrontare questo importante appuntamento con l’intenso entusiasmo creativo, che ne contraddistingue il variegato e camaleontico percorso stilistico.Inoltre, dal 27 Settembre al 24 Ottobre, è prevista la sua partecipazione all’attesissimo evento “Spoleto incontra Venezia” dove sarà affiancata da nomi si spicco, come Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri rinomati esponenti del panorama attuale, curata da Sgarbi, con il coordinamento organizzativo di Salvo Nugnes.

In entrambe le occasioni presenterà una serie di nuovi dipinti, che esprimono la forza vibrante e la sferzante carica energetica, racchiusa nelle variopinte sfumature cromatiche da lei rievocate e impresse sulle tele, con inseriti messaggi e significati subliminali di profonda valenza mistica ed esoterica, che suscitano profonde riflessioni e stimolano la libera fantasia d’interpretazione. L’osservatore, viene avvolto da un’atmosfera di penetrante compartecipazione e viene conquistato da queste visioni dal raffinato informalissimo materico, tanto apprezzato da Sgarbi, che l’ha paragonato all’impronta del maestro Alberto Burri.

Nel parlare dei suoi esordi nel mondo dell’arte, la Turolli racconta “Ho vinto giovanissima il primo premio ad una mostra di pittura piuttosto importante e sono stata segnalata all’Accademia di Brera e all’Accademia Carrara di Bergamo. Essendo bergamasca ho scelto di frequentare quest’ultima, il cui presidente era l’autorevole professor Trento Longaretti. Malgrado capissi bene, che era un’ottima occasione per la mia formazione, non sopportavo di dover fare nature morte, nudi e paesaggi dal vero. Essendo uno spirito libero, la mia pittura è totalmente di fantasia e inventiva. Ho lasciato l’accademia dopo 2 anni per poter fare ciò, che il mio animo esigeva. Seguo da sempre l’istinto, che viene dal mio interno più profondo e utilizzo tecniche miste, che invento e spesso cambio o modifico sul momento”.