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Quale futuro per gli agenti assicurativi?

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Il futuro della professione di agente assicurativo sembra sempre più a rischio estinzione. I dati non sono forniti dall’esperienza diretta o da una semplice analisi della società, ma provengono da una ricerca effettuata in Germania. Secondo i tedeschi, infatti, una delle professioni più a rischio non nel giro di un decennio, ma nell’immediato giro di 4-5 anni è quella dell’agente.

Cosa accadrà agli agenti assicurativi?

Esistono tantissimi “avversari” che vanno a invadere il campo in cui operano questi professionisti, come ad esempio le compagnie dirette, la possibile abolizione della contrattazione di tipo collettivo, il successo dei comparatori, e dulcis in fundo la possibile liquidazione di quello che è il fondo pensione previsto per gli agenti e intermediari assicurativi.

Per capire fino in fondo quelle che sono le problematiche che più minano il rapporto fra cliente e intermediari, proviamo a dare una interpretazione della situazione, sfruttando la recente intervista rilasciata da Osvaldo Mazzuca, agente Allianz di lungo corso.

Secondo l’opinione di Mazzuca, uno dei principali problemi è la gestione dei dati del cliente. La confusione fatta finora su quella che è la gestione e la protezione della privacy dei clienti, non ha permesso agli operatori e alla rete di distribuzione di poter fruire in maniera pienamente consapevole degli archivi aggiornati contenenti i loro dati.

La competitività dei concorrenti

L’altro fattore che intacca la sicurezza professionale degli agenti è la maggiore competitività dei canali alternativi, in particolare su quelli che sono i costi presentati al cliente. Non è chiaro infatti a coloro che decidono di stipulare contratti assicurativi, che il valore aggiunto della figura del consulente è proprio fornito dalla possibilità di avere una panoramica più chiara del prodotto che si vuole acquistare. Spesso invece il cittadino si fa distrarre dai minori costi di un determinato prodotto, senza avere conferme che questo sia effettivamente compatibile con le sue esigenze, né avere particolari garanzie sotto ogni punto di vista.

Ogni rapporto che il competitor vuole instaurare punta più che alle reali esigenze del cliente, a sedurre il suo portafoglio. Si vuole orientare il cittadino sfruttando offerte economiche come specchio per le allodole, invece di andare a fornire i dettagli sulle garanzie reali del contratto di polizza. Risparmiare sui costi del professionista assicurativo, porta ognuno di noi a confrontarsi non più con un interlocutore preparato e pronto a gestire le nostre reali esigenze, ma in gran parte dei casi con ragazzi che dai call center danno indicazioni più o meno attendibili sulle offerte più convenienti.

Mazzucca comunque conclude l’intervista con una riflessione abbastanza incoraggiante: “Non sono ottimista di natura, ma credo che, seppur con un ovvio ridimensionamento del numero, la professionalità, il plurimandato, le nicchie di mercato, le collaborazioni e le associazioni tra colleghi, avranno un ruolo importante per il perpetuarsi della specie.”

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