La Carta di Sorrento: venti principi per l’innovazione culturale ed economica

Reso pubblica ” La Carta di Sorrento”, il manifesto ideato per i 25 anni del Premio “Penisola Sorrentina”, al fine di favorire una visione olistica di Ambiente Turismo e Cultura. Proposti anche incentivazioni e premi fiscali a favore del mondo dell’audiovisivo

Sorrento, 2 novembre 2020 – La “Carta di Sorrento” è il manifesto realizzato per i venticinque anni del Premio “Penisola Sorrentina”, da un’idea del patron Mario Esposito e del giurista Luigi Cerciello Renna che ne è stato il redattore.

Il documento è stato presentato recentemente al Comune di Sorrento nel corso dei lavori della 25a edizione del Premio dedicato all’audiovisivo.

Alla cerimonia di presentazione hanno partecipato, in presenza e da remoto, anche rappresentanti istituzionali governativi e regionali, tra cui il Sottosegretario ai beni e attività culturali Anna Laura Orrico, il Consigliere per gli Affari Istituzionali del Ministro Franceschini, Giampaolo D’Andrea, il Direttore generale per le Politiche Culturali ed il Turismo della Regione Campania Rosanna Romano, il Sindaco di Sorrento Massimo Coppola.

La Carta di Sorrento intende porsi come strumento di supporto a strategie e scelte di Legislatore e Decisore pubblico al fine di favorire, in una visione olistica di Ambiente Turismo e Cultura, la transizione verso un nuovo corso che leghi l’attesissima svolta ‘green’ del sistema Paese al patrimonio materiale e immateriale che fa dell’Italia la nazione ambasciatrice nel mondo della Bellezza, che il documento auspica trovi riconoscimento quale valore identitario nazionale nell’ordinamento statale e locale.

La Carta sollecita un Patto per il Suolo che sancisca l’impegno della società civile per il contenimento dell’uso sregolato del suolo come l’architrave delle politiche di adattamento e contrasto ai cambiamenti climatici. E chiede un ruolo rilevante dell’Italia nell’azione della comunità internazionale contro il “Green Grabbing” quale moderna forma di aggressione al diritto al cibo e alla terra che spetta a ogni popolo. La Carta evidenzia poi la rilevanza dell’Acqua nell’economia circolare. Il Documento chiede altresì un cambio di rotta alle istituzioni scientifiche affinché, nel comunicare rischi sanitari e ambientali, si ritengano responsabili anche e soprattutto di quel che i cittadini comprendono.

La Carta poi promuove un sistema di tutela pubblica allargata, per il quale la bonificazione dei siti contaminati e la riqualificazione territoriale siano demandate anche alle Società a controllo e partecipazione pubblica del settore ambientale ed energetico. Prioritario e cruciale – per il manifesto- si rivela l’impegno pubblico e privato per il futuro sostenibile del Turismo delle zone costiere come pure strategie politiche e socio-economiche su ogni scala che privilegino pratiche, iniziative e progetti di Turismo Etico e Consapevole al fine di favorire una visione umanistica che leghi l’esperienza turistica alla tutela ambientale dei territori ospitanti e alla promozione di valori e tradizioni delle comunità locali.

La storia chiede al comparto turistico italiano di ripensarsi, nel solco di una narrativa che non sia circoscritta alla meta di destinazione ma ancorata anche a capacità di adattamento e reattività del settore rispetto alle esigenze e istanze del tempo, nonché di una offerta modellata in funzione dell’utenza nazionale. L’industria e gli operatori devono tornare a parlare del Bel Paese agli italiani.

Altresì, per la Carta, in particolare, il Cinema, l’Audiovisivo e il Teatro, nel testimoniare e preservare il patrimonio identitario materiale e immateriale del Paese, identificano settori fondamentali per la crescita del Sistema Paese. Il manifesto infine evidenzia come il cittadino abbia diritto ad una rendicontazione dettagliata, trasparente e di pronta reperibilità della destinazione del gettito da imposta di soggiorno operata dai Comuni.

L’immagine artistica del manifesto è stata sintetizzata in un concept di poesia visiva dal sannita Giuseppe Leone con il giornalista Roberto Napoletano.

LA CARTA DI SORRENTO: ECCO IL MANIFESTO PER IL FUTURO SOSTENIBILE DELL’ITALIA E DEI BORGHI DELLA BELLEZZA.

Premessa
L’Ambiente e il Turismo sono le pietre angolari del Sistema Paese presente e futuro.
Si impone la fondamentale transizione dalla tradizione di pensiero e prassi consolidatasi sino ad oggi,
ispirata a parametri tecno-economici e incentrata sul vaglio della cagione antropologica dell’annosa crisi
ecologica, ad un nuovo corso culturale che favorisca e valorizzi la radice umana dell’attesa svolta
ambientale, evidenziandone il legame indissolubile con il patrimonio materiale e immateriale che fa
dell’Italia la nazione ambasciatrice della Bellezza nel mondo.

Punti programmatici

1. L’Italia rappresenta una straordinaria apologia della Bellezza, intendendo per questa l’insieme dei
caratteri agroambientali, paesaggistici, architettonici, artistici e demoetnoantropologici che determinano
l’unicità del Paese nel mondo e fondano la sua reputazione internazionale. In tal solco, si auspicano e
sollecitano interventi normativi che introducano nell’Ordinamento statale e locale il riconoscimento
della Bellezza quale valore identitario nazionale.

2. Il fondamentale obiettivo della neutralità climatica, che si sostanzia nel raggiungimento della condizione  di equilibrio tra emissioni di gas a effetto serra e assorbimento del carbonio, impone una seria e diffusa presa di coscienza delle nefaste ricadute della perdita di suolo naturale, agricolo e seminaturale. Urgono  interventi normativi e azioni di governance pubblica che consentano la drastica riduzione dei fenomeni di  disordinata artificializzazione dei territori cagionati dalle sfrenate dinamiche insediative e infrastrutturali degli ultimi decenni. In tal solco, si pone come ineludibile un Patto per il Suolo, che sancisca l’impegno di ogni componente della società civile ad assumere il contenimento dell’uso sregolato del suolo come l’architrave di politiche e strategie di adattamento e contrasto ai cambiamenti climatici.

3.  È di assoluta rilevanza il ruolo dell’Acqua nell’economia circolare. Non può esistere alcun modello di
crescita autenticamente sostenibile e competitivo che non preveda e assicuri la concreta incentivazione
delle pratiche circolari di riutilizzo e recupero delle risorse idriche.

4. Il pianeta è attraversato dal controverso fenomeno del “Green Grabbing”, vale a dire la massiccia corsa all’accaparramento del patrimonio agroambientale delle regioni del Sud del globo da parte di grandi Paesi sviluppati e aziende multinazionali, che, attraverso cospicui investimenti fondiari esteri, riescono ad appropriarsi delle risorse alimentari ed energetiche delle nazioni povere o in via di sviluppo. La comunità mondiale – dalle istituzioni internazionali agli Stati singoli – è chiamata ad una presa di posizione contro le moderne forme di aggressione al diritto al cibo e alla terra che spetta a ogni popolo, promuovendo interventi, strumenti e meccanismi di regolamentazione sovranazionale che, nel garantire la trasparenza di schemi e pratiche contrattuali, tutelino le comunità locali e gli equilibri ambientali dei Paesi cedenti. Si auspica e si sollecita un importante ruolo in tal senso da parte dell’Italia.

5.Occorre promuovere l’istituzionalizzazione e il rafforzamento di strumenti e pratiche di democrazia
ambientale di prossimità che consentano ai cittadini, in ordine alla loro partecipazione ai pubblici
processi decisionali, la transizione dal diritto a sapere (‘right to know’) al ‘diritto ad avere voce in
capitolo’ (‘right to have a say’)

6. Nella vita del Paese assurge a tema centrale e delicato quello della comunicazione dei rischi ambientali e sanitari da parte delle istituzioni scientifiche: occorre un cambio di rotta così che queste ultime si ritengano responsabili non soltanto della conformità delle informazioni elaborate e diramate, ma anche e soprattutto di quel che i cittadini comprendono.

7. Il territorio nazionale è diffusamente contrassegnato da aree gravemente inquinate. In aderenza al moderno “principio dell’azione ambientale”, il primario e inderogabile obiettivo della salvaguardia del diritto umano alla salute e all’ambiente salubre rende necessario un sistema di tutela pubblica allargata, per il quale le diverse attività per la bonificazione dei siti contaminati e la riqualificazione territoriale siano demandate anche alle Società a controllo e partecipazione pubblica del settore ambientale ed energetico, che valorizzerebbero e utilizzerebbero a tale scopo le significative strutture, risorse e competenze sviluppate.

8. Il diritto all’energia va assunto come diritto primario dell’individuo alla stregua di altri quali assistenza
sanitaria o istruzione. In Italia e nel resto del mondo decine di milioni di persone sono colpite da povertà energetica, intesa come l’incapacità di far fronte al proprio fabbisogno di beni e servizi energetici. Urgono politiche strutturali di sostegno alle famiglie energeticamente incapienti, superando l’odierno sistema pubblico di misure meramente transitorie.

9. L’assuefazione amministrativa all’agire d’urgenza si rivela un perverso dato strutturale di enti e
soggetti pubblici territoriali chiamati a gestire questioni ed emergenze ambientali. Ad essi si impone il
superamento della carenza di programmazione e analisi che persiste storicamente su scala locale.

10. L’attuale sistema di trasporto pubblico locale mortifica la dignità umana. La lunga e complessa
transizione verso forme di mobilità urbana a basso impatto ambientale e altamente tecnologiche non deve distogliere il decisore pubblico dalla stringente urgenza di interventi mirati ad assicurare e ripristinare nel settore la centralità dell’uomo, del benessere e della sicurezza di ciascun individuo.

11. La Bellezza dei piccoli Comuni e Borghi d’Italia, legata a natura incontaminata, patrimonio agroambientale e qualità paesaggistica di questi, non deve marginalizzare l’atavica lacunosità di investimenti e interventi infrastrutturali che scontano le fasce interne e le aree di montagna e vallive e più in generale le zone colpite da spopolamento, in cui ricade giustappunto gran parte delle località ad elevata valenza estetica.

12. La tutela, la valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale rappresentano un ambito
inscindibile di intervento pubblico e richiedono un’azione di governance unitaria. Si rende dunque
necessario un approccio olistico che spinga a superare l’odierno impianto normativo, che ha originato una inefficace separazione delle competenze istituzionali e il farraginoso pluralismo degli enti pubblici a vario titolo coinvolti.

13. La Biodiversità riveste un ruolo fondamentale nell’Economia del Turismo: nel sentire comune e
nell’agire pubblico devono essere adeguatamente integrati i benefici e i vantaggi di competitività associati alla conservazione di habitat e specie e all’uso sostenibile della natura, da assumere come obiettivi per massimizzare l’attrattività e la fruibilità delle mete turistiche del Paese.

14.Prioritario e cruciale si rivela l’impegno pubblico e privato per il futuro sostenibile del Turismo delle
zone costiere: capace come pochi di generare reddito e crescita economica, è un comparto che richiede
azioni di forte sostegno e valorizzazione in costanza di contenimento della pressione esercitata
sull’ambiente.

15. Occorrono strategie politiche e socio-economiche su ogni scala che privilegino pratiche, iniziative e
progetti di Turismo Etico e Consapevole al fine di favorire una generale conversione ad una visione
umanistica che leghi l’esperienza turistica alla tutela ambientale dei territori ospitanti e alla promozione di valori e tradizioni delle comunità locali.

16. La storia chiede al comparto turistico italiano di ripensarsi, nel solco di una narrativa che non sia
circoscritta alla meta di destinazione ma ancorata anche a capacità di adattamento e reattività del settore
rispetto alle esigenze e istanze del tempo, nonché di una offerta modellata in funzione dell’utenza
nazionale. L’industria e gli operatori devono tornare a parlare del Bel Paese agli italiani.

17. Le attività culturali e creative vanno riconosciute, salvaguardate e promosse come filiere di sviluppo
economico e occupazionale, di inclusione e coesione sociale: in particolare, il Cinema, l’Audiovisivo e il
Teatro, nel testimoniare e preservare il patrimonio identitario materiale e immateriale del Paese,
identificano settori fondamentali per la crescita del Sistema Paese.

18. Allo scopo di incentivare la frequentazione di teatri, cinema, musei, spettacoli, eventi dedicati
all’audiovisivo nonché l’acquisto di materiale narrativo e divulgativo, è necessaria l’adozione di politiche di defiscalizzazione delle spese delle famiglie italiane in ambito culturale e creativo. Nel contempo,
occorre introdurre sistemi di premialità fiscale riferiti a investimenti e interventi delle imprese
turistico-alberghiere finalizzati alla riqualificazione e rigenerazione dei territori ove esse insistono.

19. Il cittadino ha diritto ad una rendicontazione dettagliata, trasparente e di pronta reperibilità della
destinazione del gettito da imposta di soggiorno operata dai Comuni, le cui comunicazioni e
informazioni pubbliche sono ad oggi tese unicamente a riportare norme e regolamenti di riferimento e a
illustrare gli oneri in capo alle strutture turistiche ricettive e i vademecum per i turisti.

20. I programmi pubblici di educazione e formazione tesi a diffondere una moderna coscienza agroambientale devono contenere il forte richiamo e tendere ad una importante sensibilizzazione sul moderno tema della acclarata capacità dell’Ambiente di trasformare l’espressione del DNA umano con ricadute sulla progenie, attesa la trasmissibilità transgenerazionale delle modifiche causate nell’individuo dall’interazione di quest’ultimo con l’ambiente in cui vive.

Per saperne di più sul Premio Penisola Sorrentina è a disposizione il sito internet www.premiopenisolasorrentina.com.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dieci anni dalla morte di Francesco Cossiga: il ricordo del Premio “Penisola Sorrentina”

Il senso del bello e il senso dello Stato nei 25 anni dell’iniziativa culturale di cui per anni fece parte il Presidente Picconatore

Roma, 17 agosto 2020 – Il 17 agosto 2010, dieci anni fa, moriva Francesco Cossiga, il Presidente Emerito della Repubblica, che più ricordiamo per la sua capacità di andare oltre le righe, anticipando la storia.

Un uomo di altissima cultura, più volte Presidente del Consiglio, Ministro, Presidente del Senato e parlamentare, che è stato protagonista della vita politica italiana a cavallo tra la Prima e la Seconda Repubblica.

Per celebrare la sua memoria nel decennale della morte,  il Premio “Penisola Sorrentina” pubblica una lettera con cui il Picconatore rivolse espressioni di solidarietà per la scomparsa del fondatore, accettando di essere vincitore del riconoscimento.

Un ricordo prestigioso in un anno in cui il Premio “Penisola Sorrentina” s’appresta a celebrare a fine ottobre i 25 anni di attività.

Ricordare Francesco Cossiga significa per me – dichiara Mario Esposito, giornalista e patron del Premio Penisola Sorrentina – portare alla mente il profondo legame affettivo con la Penisola Sorrentina, mediato dall’amico psicanalista Lucio Covello; significa poi anche rispolverare la grande stima istituzionale nutrita nei confronti del mio omonimo zio, sin dai tempi di quando egli fu Questore dell’Aeroporto di Fiumicino. Ricordare Francesco Cossiga significa però  per me aprire, soprattutto, un mondo interiore, fatto di una cultura immensa, filosofica, che riusciva a declinare il senso del Bello e il senso dello Stato, a intrecciare i sistemi del pensiero serio ai concetti di governance. Quella Cultura che forse oggi latita, in generale, nel sistema italiano”.

Di Cossiga – continua ancora Esposito – conservo con orgoglio il carteggio che per circa un quinquennio ha accompagnato la crescita del Premio “Penisola Sorrentina”, di cui il Presidente Cossiga era componente del Comitato d’Onore.

Aver fatto parte della Storia umana e culturale di un così grande protagonista politico dell’Italia, significa collegarsi al tessuto storico, sociale, economico, istituzionale del Paese e non essere un semplice “premio della domenica”, uno spettacolo inventato all’occasione, destinato a consumarsi nel giro di poche ore o giorni.

 

 

Una delle lettere del Presidente Cossiga (archivio Premio Penisola Sorrentina)

 

 

 

 

.

Covid-19, l’andamento del mercato immobiliare

Milano, 13 maggio 2020 – Cosa riserverà il futuro per il mercato immobiliare al tempo del Coronavirus? Simone Spada, immobiliarista e autore ci dice la sua in merito all’andamento del mercato immobiliare in Italia nei prossimi mesi, azzardando una previsione su ciò che potrebbe accadere.

“Il nostro è uno dei paesi che sta pagando il prezzo più alto in termini di vite umane e danni economici a causa della pandemia da Covid19. Lavoro nel settore immobiliare da circa 10 anni e una crisi del genere non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella del 2007, che era nata come crisi del comparto bancario”, spiega Spada.

“Oggi ci troviamo di fronte ad una crisi sanitaria che ha inevitabilmente colpito l’economia, intaccando e danneggiando molteplici settori senza distinzione. Il governo, inutile negarlo, ha commesso diversi errori e di sicuro, almeno nella fase iniziale della pandemia ha sottovalutato il problema.

Gli operatori del settore immobiliare in queste settimane si sono rimboccati le maniche e hanno messo in campo diverse strategie per cercare almeno in parte di aggirare il lockdown, ma i risultati non sono stati eccellenti”, continua Simone Spada.

I motivi si possono riassumere in questo modo:

  • Non si compra una casa senza averla vista

La visita virtuale di un immobile rappresenta oggi un’importante opportunità per i clienti che vogliono acquistare casa. Questo strumento non è nuovo ma esiste da molti anni grazie a video 360° e a fotografie panoramiche, il problema sostanziale è che nessuno di mia conoscenza acquisterebbe un immobile senza averlo visto e toccato di persona. Del resto, le stesse trasmissioni televisive statunitensi che mostrano queste pratiche sono spesso fake e interpretate da attori professionisti. Ciò non toglie che questo strumento aiuti e guidi i vari ipotetici clienti, ma non può essere certo indicato come una soluzione del caso.

  • ISTAT: una famiglia su tre non ha un PC, e nemmeno un tablet

Capite bene che in un’ottica sempre di più mirata ai social e all’utilizzo di piattaforme online la fotografia che ha stilato l’istat in questi giorni non aiuta di certo. Del resto lo stesso identico problema si riversa sulla scuola a distanza e sul lavoro da casa. Se quindi anche il mercato immobiliare nei prossimi anni verrà sempre di più valorizzato grazie alla rete, sarà meglio che qualcuno si occupi di incentivare l’acquisto di questi mezzi anche attraverso bonus.

  • Immobiliaristi o formatori dell’ultima ora?

In questi ultimi due mesi (sarà un caso?) c’è stato un incremento di sponsorizzazioni su tutti i canali social (Facebook, Instagram ecc.), di corsi online inerenti il settore immobiliare di imprenditori e formatori che promettono come al solito facili guadagni con investimenti irrisori. Ecco, questo è il modo più sbagliato per occupare il tempo libero dovuto al lockdown. Non mi riferisco a chi decide di seguire questi corsi e lezioni online, (ognuno è libero di fare ciò che vuole con i propri soldi), ma a chi li propone. Sponsorizzare centinaia di corsi in un lasso di tempo brevissimo non è intelligente e quanto meno dovrebbe far riflettere sulla reale efficacia del suddetto corso. Non metto in dubbio che ci siano bravi formatori che facciano bene il loro mestiere (ne conosco diversi), ma in mezzo al mare si può trovare ogni cosa e questo vale per qualsiasi tipo di settore lavorativo.

“Detto questo io resto ottimista per natura, le case si compravano dopo “la spagnola”, dopo la fine della seconda guerra mondiale e dopo l’11 settembre, non vedo perché il post Covid-19 dovrebbe quindi coincidere con la morte del mercato.

Certo, ci troveremo di fronte a diverse problematiche e a una crisi che coinvolgerà moltissimi individui sia sul piano personale che sul piano professionale, ma credo che proprio in queste situazioni si dovrà agire con intelligenza, con la speranza che lo stato ci supporti.

Sicuramente ci saranno oscillazioni di prezzi, che coinvolgeranno per forza di cose gli immobili commerciali e a mio avviso anche gli immobili siti in località turistiche. La stessa cosa potrà riguardare i contratti di affitto e prevedo una quasi sicura flessione delle compravendite immobiliari, ma non nell’immediato.

Le agenzie dovranno implementare velocemente i servizi offerti, in modo da poter servire una clientela più ampia e sarà solo con la coesione e con la collaborazione che riusciremo finalmente a rialzarci”, conclude Spada.

 

Simone Spada, immobiliarista e autore

 

 

 

Premio “Penisola Sorrentina”: per il “dopovirus” rilanciare la #BellezzaItalia con programmi integrati tra cultura e turismo

Oggi chat e dirette con gli artisti sui canali web, come chiesto dal Ministro Franceschini. E domani? Il patron Mario Esposito: “dobbiamo lavorare per tenerci pronti alla ripresa e riposizionare il brand  #BellezzaItalia. Occorrono progetti pilota istituzionali organizzati per ambiti territoriali

Napoli, 17 marzo 2020 – L’emergenza Covid19 è in corso. Ed ancora nel Paese, in particolare in  Campania e nelle regioni del Sud, si aspetta il picco dei contagi.

C’è però chi, nel rispetto delle regole governative, continua a lavorare e a preparare l’edizione 2020 del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” che sarà dedicata alla Bellezza. Quella Bellezza che è stata ed è il tratto distintivo del nostro Paese.

Tutti i social del Premio sono inondati, quasi a cadenza quotidiana,  da dirette web e collegamenti ai canali Youtube ufficiali di artisti amici del Premio come Sergio Cammariere, Danilo Rea, Luca Barbareschi, solo per citarne alcuni.

Dobbiamo tenerci pronti a gestire però il post virus, dichiara il patron Mario Esposito. “Sarà necessario per il nostro territorio sperimentare una gestione associata della promozione turistica e culturale, allo scopo di raggiungere risultati efficienti. Occorre, però, prepararsi sin d’ora. Non sarà più il tempo degli individualismi”, continua il giornalista alla guida della prestigiosa rassegna culturale.

Sono di poche ore fa infatti le dichiarazioni della viceministra agli esteri Marina Sereni dopo il Decreto Legge #CuraItalia in cui si evidenzia che occorre ripartire dalla cultura e dal turismo, settori più colpiti dalla crisi e al tempo stesso ottimi strumenti di promozione economica.

“La dimensione economica del Paese cambierà, è scontato affermarlo. Tutti i settori dovranno ripensare ai loro processi produttivi. Sarà necessario riposizionare il brand #BellezzaItalia nel mondo e all’interno dello stesso Paese, per ridare fiducia ed ottimismo”, dichiara Mario Esposito.

“Alla Penisola Sorrentina sarà chiesto un grande sforzo per rimettersi in piedi e tornare ad essere competitiva. Ha però tutti gli ingredienti per farlo. Stavolta sarà necessario però riproporsi con la responsabilità e la consapevolezza della propria Bellezza per cercare nuove sponde e un nuovo mercato. Ci vorrà del tempo. Occorre ripensarsi. Speriamo che dalla crisi, oltre che più poveri economicamente, potremo uscire più ricchi umanamente ed intellettualmente”.

A livello operativo, il patron del Premio “Penisola Sorrentina”  pensa ad una programmazione culturale istituzionale divisa per ambiti territoriali: “Non bastano sussidi e piccoli risarcimenti per il settore culturale”, dichiara Esposito.

“Occorrono programmazioni integrate, di qualità, coordinate, divise per ambiti territoriali, che in un’ottica di sussidiarietà  vengano portate sui tavoli di Enti locali, Regione e Stato per ottenere finanziamenti importanti, in grado di rimettere in moto un sistema che rispetto agli altri non produci effetti economici immediati ma di lunga durata, andando anche ad impattare su fenomeni sociali complessi e delicati, come il senso della comunità, dell’appartenenza, della creatività , dell’autoimprenditorialità,  dei giovani.

“Speriamo che dopo tanta tanta distanza necessaria a contenere il contagio, ci si riavvicini a un tavolo di programmazione con una nuova prossemica intellettuale, un nuovo progetto generale di Uomo, di Cultura, di Bellezza”, conclude Mario Esposito.

 

 

Il patron della Kermesse, Mario Esposito

 

Riforma elettorale: “Il proporzionale puro sarebbe un salto indietro nel passato”

Roma, 27 settembre 2019 – “Un sistema elettorale proporzionale puro sarebbe un salto indietro nel passato per il nostro Paese”. Ad affermarlo Mario Pingerna, esperto di sistemi elettorali e attivista politico.

“La mia prima esperienza politica è nata con la raccolta firme per i Referendum di Mario Segni, che considero mio padre politico. Ed è proprio per l’esperienza della nascita di un sistema maggioritario e la passata vocazione maggioritaria del PD che mi ha portato ad attivarmi contro il proporzionale” dice ancora Pingerna, che spaventato da una riforma proporzionale del sistema di voto propone ai partiti un sistema studiato da lui, che garantirebbe governabilità all’Italia.

Proporzionale, un salto indietro nel passato

Il proporzionale è un salto nel buio, ed un ritorno indietro ad un passato di litanie politiche e accordi per la formazione di governi fragili, che erano sempre appesi all’umore del partitino di turno.

Il proporzionale può andar bene a livello di consensi di partito ma occorre, attraverso il doppio turno inserire un piccolo premio di maggioranza, per garantire la governabilità del paese.

Un sistema elettorale che già esiste in Italia, che è quello per l’ elezione dei Sindaco, e un tempo, prima che lo cambiassero, lo era anche quello per l’elezione del Presidente della Provincia.

E proprio mutuando da questi sistemi che Pingerna propone per il voto nazionale, con la suddivisione in collegi elettorali, la creazione di un nuovo sistema elettorale.

La proposta di Pingerna

1) Indicazione indiretta del Presidente del Consiglio per ciascuna coalizione

(attraverso la scelta della coalizione della persona che la guiderà)

2) Primo turno per scelta deputate/i  e delle coalizioni

(si ritorna alla preferenza per scegliere il deputato che rappresenterà il proprio collegio)

3) Secondo turno in caso nessuno raggiunga al primo il 50%+1 dei voti validi

(turno di ballottaggio tra le due coalizioni più votate)

4) Ogni collegio deve essere rappresentato

(la garanzia della rappresentanza di tutti i collegi elettorali)

Un sistema che prevede:

  • indicazione indiretta del Presidente e scelta del cittadino (deputate/i)
  • rispetto delle pari opportunità;
  • bipolarizzazione;
  • premio di maggioranza minimo 55% ma si può aumentare anche al 60% (come sindaci);
  • stabilità;
  • rappresentatività locale (collegio 150.000 abitanti per 400 deputati o 95.000 per 630);
  • sistema applicabile per il Senato con le dovute modifiche per rispettare il dettame della Costituzione

Per una simulazione dei seggi con il sistema proporzionale con  premio di maggioranza proposto da Pingerna si rimanda alle foto allegate.

Riguardo Mario Pingerna

Mario Pingerna, da sempre appassionato dei numeri della politica, è uno studioso ed esperto di sistemi elettorali, di elezioni, e analisi del voto, oltre che attivista politico.

Iscritto al Partito Democratico fin dalla sua fondazione, provenienza Margherita, appartiene all’assemblea di Sassari, dove ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio Comunale 23 anni fa.

 

 

###

 

Contatti:

 

mariopingerna@gmail.com

 

 

Il Parlamento Europeo dà il patrocinio al “Premio Penisola Sorrentina”

Il neopresidente del Parlamento Europeo David Sassoli scrive al direttore del Premio “Penisola Sorrentina”, Mario Esposito, attestando la dimensione europea raggiunta dal riconoscimento

Bruxelles, 23 settembre 2019 – Il neopresidente del Parlamento Europeo, David Maria Sassoli, ha inviato una lettera al direttore del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, Mario Esposito, per augurare buon lavoro a tutta l’organizzazione e confermare la concessione dell’Alto Patrocinio in vista della serata d’onore in programma a Piano di Sorrento il prossimo 26 ottobre.

Ho preso atto con grande interesse dei molteplici eventi di rilievo da Lei organizzati dall’aprila di quest’anno, che hanno già ricevuto il Patrocinio del Parlamento Europeo”, dichiara Sassoli.

“La nostra istituzione – continua il Presidente del Parlamento Europeo – apprezza molto questo tipo di iniziative, dedicate a temi importanti quali il patrimonio culturale europeo, le barriere architettoniche, lo Stato di diritto e il dialogo interculturale”.

Non manca nella comunicazione formale inviata da Bruxelles una sottolineatura della rilevanza nazionale ormai raggiunta dall’iniziativa, che porta il nome di Piano di Sorrento e della Penisola Sorrentina oltre i confini regionali.

“Trovo che questa iniziativa – scrive Sassoli – sia assolutamente coerente con le strategie dell’Unione Europea per la gioventù, in quanto promuove la partecipazione dei giovani alla vita democratica e, al contempo, favorisce l’impegno sociale e civile, contribuendo a valorizzare appieno le potenzialità dei nostri cittadini”.

Quindi, a chiusura della missiva inviata al direttore Esposito, arrivano gli auspici per il Premio che ha assunto ormai una dimensione europea:

“Data la chiara dimensione europea della Sua iniziativa– conclude Sassoli – è con grande piacere che accordo alla sua manifestazione l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo. Riceva i migliori auguri per gli eventi conclusivi del 24° Premio internazionale “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, che ne sono certo avranno un grande successo.

I vincitori dell’edizione 2019 del riconoscimento, organizzato in collaborazione con l’Assessorato al Turismo della Regione Campania e il Comune di Piano di Sorrento, saranno proclamati al Teatro Eliseo di Roma durante una conferenza stampa nazionale.

 

 

 

Immatricolazioni auto: a novembre -7% rispetto al 2017

Roma, 7 dicembre 2018 – Il report UNRAE relativo ai dati delle immatricolazioni di Novembre 2018 per il mercato automobilistico italiano, analizzato da Alessandro Borrelli, general manager di Noleggiosemplice.it leader in Italia nel settore del noleggio a lungo termine, evidenzia un calo anche a novembre registrando il terzo valore negativo consecutivo. Complice anche la congiuntura economica non positiva, le immatricolazioni del mese scorso sono state 148.024, con un ribasso del 6,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Mercato Auto: le immatricolazioni a novembre 2018

A novembre 2018 sono state immatricolate 148.024 auto, il 6,8% in meno rispetto a novembre 2017. La sofferenza del mercato automobilistico è evidente, dal momento che è il terzo mese consecutivo in cui le immatricolazioni si chiudono in rosso.
Ribassata ulteriormente anche la stima di fine anno: il 2018, potrebbe infatti chiudersi con poco più di 1.900.000 auto immatricolate. Ma cosa sta accadendo? Con ogni probabilità, le prestazioni negative del mercato automobilistico sono dovute ai seguenti fattori:

  • la decelerazione, da parte di alcune case automobilistiche, sulle auto a chilometro zero;
  • i consumatori sono sempre più consapevoli del fatto che la ripresa economica, vissuta fino ad inizio anno, è in graduale esaurimento;
  • dopo 14 trimestri positivi, si registra per la prima volta un calo del PIL (-0,1% per il terzo trimestre 2018), che rende più probabile l’inizio di una nuova recessione e, di conseguenza, sempre minore la fiducia da parte dei consumatori.
Utilizzatore Novembre 2018 Novembre 2017 Var. % Nov. 18 /17
Privati 95.779 91.740 +4,4
Noleggio 25.107 30.795 -18,5
Società 27.138 36.345 -25,3
Totale 148.024 158.880 -6,8

La proposta del Centro Studi Promotor

Il centro studi Promotor ha formulato una proposta per il Governo volta a “migliorare” la situazione corrente del mercato auto italiano. Il centro studi ha preso spunto dai primi incentivi alla rottamazione introdotti nel 1997, che diedero ottimi risultati senza pesare sulle casse dello Stato. L’aumento del gettito IVA e delle tasse di immatricolazione delle auto vendute, coprì il costo del bonus erogato, lasciando così all’erario un gettito netto di oltre 1.400 miliardi di lire. Il Bollettino Economico n.30 di febbraio del 1998 dichiarò che quella decisione governativa contribuì ad aumentare il PIL dello 0,4%.
Promotor propone dunque l’adozione, da parte del Governo, di nuove agevolazioni per la rottamazione a costo zero, che potrebbe contrastare la paura degli automobilisti, i quali vedono il proprio parco auto minacciato dalle misure anti inquinamento. Secondo le stime fatte, anche questi incentivi non avrebbero alcun costo: se adottati per il 2019, il recupero del bonus a carico dello Stato sarebbe infatti pienamente garantito.

Negativo anche il noleggio a lungo termine

Il noleggio, in generale, ha subito una frenata rispetto allo scorso anno del 18,5%. A trascinarlo giù, non solo il breve termine (a -32,9%), ma anche il lungo termine, positivo per quasi tutti i mesi di quest’anno. Il calo è del 18,2%: le immatricolazioni del NLT a novembre 2018 sono state infatti 18.804, mentre l’anno scorso furono 27.001.

Utilizzatore Novembre 2018 Novembre 2017 Var. % Nov. 18 /17
Noleggio Breve Termine 2.971 4.429 -32,9
Noleggio Lungo Termine 18.804 23.001 -18,2
Altri Noleggi 3.332 3.365 -1,0
Tot Noleggio 25.107 30.795 -18,5

Sul lungo periodo, tuttavia, il noleggio a lungo termine cresce: da gennaio a novembre 2018, sono state effettuate 252.639 immatricolazioni, il 2% in più rispetto allo stesso periodo del 2017. Di conseguenza, in questo lasso di tempo è aumentata anche la quota di mercato, passando dal 13,3% di gennaio / novembre 2017 al 14,1% di gennaio / novembre 2018.

Il mercato auto a novembre 2018 in base alle alimentazioni

Quello del diesel è ormai un disastro annunciato. A novembre, il calo è pari al 25,6%, quattro volte il declino del mercato stesso: le immatricolazioni di novembre 2018 sono state 66.771, mentre quelle di novembre 2017 furono 89.774. E se il gasolio continua a peggiorare, la benzina vive un nuovo periodo d’oro: la crescita del mese scorso è del 26,7%, con 60.265 immatricolazioni contro le 47.582 di novembre 2017. Il mercato green continua il momento positivo: basti pensare che le immatricolazioni di auto elettriche, a novembre 2018, sono aumentate del 200% rispetto allo stesso mese del 2017.

Alimentazione Novembre 2018 Novembre 2017 Var % Nov. 18/17
Diesel 66.771 89.744 -25,6
Benzina 60.265 47.582 +26,7
GPL 10.558 11.251 -6,2
Ibride Elettriche 8.028 6.863 +17,0
Metano 1.940 3.286 -41,0
Elettriche 462 154 200
Totale 148.024 158.880 -6,8

Prestazioni dei marchi automobilistici a novembre 2018

C’è sempre Fiat al vertice delle case automobilistiche preferite dagli italiani che, tuttavia, registra performance negative da aprile 2018. A novembre di quest’anno, il calo è del 15,56%, con 22.064 immatricolazioni. Positive Volkswagen, con una crescita dell’11,80%, ed il marchio Jeep, le cui prestazioni sono brillanti ormai da diverso tempo: nel mese scorso, sono state immatricolate ben 7.066 modelli Jeep, il 34,31% in più rispetto a novembre 2017. Grande boom anche per Dacia: a novembre 2018 registra 6.319 immatricolazioni, il 42,13% in più rispetto alle 4.446 di novembre 2017. Guardando alla classifica delle auto più vendute, il mese di novembre conferma il primo posto della Panda, che cresce anche nei volumi di vendita.

Top 10: le auto più vendute

  1. FIAT PANDA 12.366
  2. LANCIA YPSILON 4.463
  3. RENAULT CLIO 3.714
  4. TOYOTA YARIS 3.685
  5. JEEP RENEGADE 3.610
  6. DACIA SANDERO 3.463
  7. FIAT 500X 3.334
  8. JEEP COMPASS 3.093
  9. VOLKSWAGEN GOLF 2.987
  10. CITROEN C3 2.936

FCA: Boom negli Stati Uniti

Novembre, tuttavia, è stato un mese ottimo per FCA nel mercato auto statunitense, raggiungendo un numero di vendite mai così positivo dal 2001. A novembre 2018 sono infatti state registrate 181.310 immatricolazioni, di cui 136.704 a privati; una crescita, rispetto a novembre 2017, del 17%.
I motivi del successo sono essenzialmente tre:

  • la grande fortuna del pick-up Ram 1500 (+59% rispetto a novembre 2017);
  • le forti richieste dei modelli a marchio Jeep, che ha segnato un +12%;
  • la definitiva affermazione dell’Alfa Romeo Stelvio, che ha raddoppiato le vendite rispetto al mese di novembre 2017.

 

Fattura elettronica, i più piccoli i più spaventati: ecco cosa cambierà dal 2019

Roma, 28 novembre 2018 – Dal 1° gennaio 2019 tutte le fatture diventano elettroniche. Questo significa che qualsiasi documento di vendita, emesso da un’azienda o da un professionista (ovvero da un soggetto con Partita IVA) e che rappresenta una “fattura” sarà considerato valido solo se generato in un particolare formato elettronico (.xml) e inviato tramite un sistema di certificazione dell’Agenzia delle Entrate, detto SdI.

Un cambiamento radicale che interesserà tutte le attività commerciali italiane, con alcune eccezioni: per il 2019, infatti, sono esonerati dall’obbligo di emissione i professionisti che applicano il regime forfettario e il regime dei minimi o regime di vantaggio, i medici e i farmacisti, le società sportive dilettantistiche che hanno incassato proventi inferiori a 65mila euro, e tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi che sono rese nei confronti di soggetti non residenti, comunitari ed extra comunitari (eccetto il “Tax Free” che prevede l’obbligo anticipato già al 01/09/2018).

Sebbene nel processo di rivoluzione digitale l’Italia sia ancora abbastanza indietro rispetto al resto d’Europa, in tema di Fatturazione elettronica saremo tra i primi (dopo il Portogallo) a introdurre l’obbligatorietà: tappa che, entro il 2020, dovrà essere implementata in tutti i paesi dell’Unione.

Risparmiare tempo, ridurre la documentazione cartacea e soprattutto snellire il processo della digital transformation saranno i vantaggi che il nuovo sistema di fattura elettronica darà alle aziende. Tuttavia, come ogni cambiamento, oggi aziende e commercialisti italiani sono letteralmente nel panico.

Benchè gli ultimi aggiornamenti normativi abbiano ampliato la platea di soggetti esonerati dall’emissione della fattura elettronica tutti dovranno attrezzarsi per ricevere le fatture passive dai propri fornitori. Questo significa che tutti dovranno cambiare le proprie abitudini, digitalizzando anche quei flussi che fino ad oggi erano manuali” racconta Nunzio Caraci, titolare di Datalog Italia, software house associata Assosoftware e Hub certificato per la trasmissione delle fatture elettroniche .

Sono proprio i più piccoli ad essere spaventati; ma non solo: “Anche i commercialisti stanno vivendo un periodo difficile. Ogni giorno ci chiamano nuovi studi da ogni parte d’Italia, per chiederci informazioni, supporto e soluzioni applicative“.

Molte software house hanno cercato infatti di approfittarsi della fatturazione elettronica, attuando politiche commerciali vessatorie nei confronti dei commercialisti.

La fattura elettronica è un’evoluzione proprio perché porta con sé l’interoperabilità tra sistemi: tuttavia, alcune software house hanno cercato di sfruttare la situazione e imporre agli studi commercialisti dei canoni di aggiornamento esorbitanti. Una politica scorretta, che ha portato l’Antitrust ad aprire un fascicolo nel mese di ottobre 2018, che ha messo nel panico migliaia di studi” conclude Caraci.

Cosa cambia quindi di preciso e come districarsi nella nuova normativa?

A rendere tutto più chiaro la Guida alla Fatturazione Elettronica di Datalog, in cui è possibile trovare una risposta completa.

Rendere elettronico il processo di fatturazione significa aver fatto il primo passo verso per digitalizzare l’intero ciclo dell’ordine e, in generale, i processi amministrativi e gestionali delle imprese.

Non sarà un lavoro semplice, tuttavia, presto si coglieranno gli immensi vantaggi di aver “trasformato” un semplice documento cartaceo in una serie di dati, che diventano così più facilmente condivisibili e fruibili ai fini gestionali, finanziari e strategici.

 

###

 

Contatti stampa:

Delia Caraci
Mail: delia.caraci@digitalsfera.it
Digitalsfera.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Morto il Prefetto Mario Esposito, storico direttore della Scuola della Polizia di Stato e della Polaria

Roma, 27 novembre 2018 – Lutto nel mondo della Polizia di Stato: è morto il Prefetto Mario Esposito. Fu un bersaglio dei terroristi e  per tanti anni diresse la Polizia di Frontiera all’Aeroporto di Fiumicino e la Scuola Superiore della Polizia di Stato. Oggi la camera ardente alla Scuola di Polizia.

“E’ stato il massimo artefice ed interprete di un epocale rinnovamento delle strategie di formazione dei funzionari della Polizia di Stato”. Così il Capo della Polizia Italiana Antonio Manganelli definì il Prefetto Mario Esposito quando nel 2009 si congedò dalla Scuola della Polizia di Stato di Via Pier della Francesca, che aveva diretto per tanti anni, contribuendo alla riforma della gloriosa “Accademia” di Polizia.

Mario Esposito era nato a Solofra (Av)  il 13 luglio del 1944.  Dopo la laurea in giurisprudenza nel 1969 entra a far parte dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza. Come vicecommissario inizia il “mestiere” di poliziotto a Genova.

Negli anni di piombo entra nel nucleo  di Polizia contro le azioni del terrorismo, coordinato dal Questore Santillo, compiendo numerose operazioni. Tra le tante, le indagini contro Salvatore Francia e Stefano Delle Chiaie e poi l’intensa e prolungata collaborazione, a Torino, con Luciano Violante.

Svolse anche delicate operazioni sull’omicidio del Sostituto Procuratore Vittorio Occorsio. Per l’intensa attività divenne un probabile bersaglio per le vendette dei gruppi terroristi e così la Polizia decise di trasferirlo alla Polizia Ferroviaria di Napoli.

Negli anni 80 arriva la svolta della sua carriera. Viene trasferito all’Ispettorato generale del Viminale con l’incarico di provvedere alla sicurezza del Presidente del Consiglio dei Ministri Bettino Craxi.  E poi l’arrivo a Fiumicino, per dirigere il più importante scalo internazionale italiano alla Polizia di Frontiera. Ebbe il compito anche di presiedere il gruppo di lavoro interforze incaricato della elaborazione e stesura  del “Piano di sicurezza Leonardo Da Vinci”: perfino il New York Times rivolse un plauso a questo lavoro.  Dopo essere stato come questore il responsabile della sicurezza di Palazzo Chigi (incarico ricoperto durante il governo Amato e il secondo governo Berlusconi) arriva il titolo di Prefetto e l’incarico di direttore dell’Istituto Superiore della Polizia di Stato, mansione svolta fino al 2009.

Il Prefetto Mario Esposito è cittadino onorario di Piano di Sorrento, la ridente cittadina della costiera sorrentina dove ogni anno, a fine ottobre, si recava per presiedere il Premio internazionale “Penisola Sorrentina”, fondato dal fratello Arturo (poeta e scrittore) e portato avanti dal nipote giornalista Mario Esposito.

Il Prefetto Esposito lascia la moglie Luisa e i figli Annalisa ed Antonio.

La camera ardente è stata allestita oggi alla Scuola Superiore di Polizia mentre  I funerali si svolgeranno martedì 27 novembre alle 12:30 nella Chiesa di Santa Maria in Campitelli in Roma.

 

 

 

 

 

Il sottosegretario Borgonzoni assegna a Danilo Rea il ‘Premio alla carriera Penisola Sorrentina’

Il Sottosegretario alla cultura Lucia Borgonzoni (Lega) ha consegnato il premio alla carriera del Premio internazionale “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” al pianista jazz Danilo Rea, testimoniando l’importanza della promozione culturale in Italia.

Roma, 20 novembre 2018 –   “Il Premio Penisola Sorrentina rappresenta un importante appuntamento dedicato alla cultura e un riconoscimento speciale ad eccellenze artistiche che impersonificano la nostra italianità e la nostra tradizione culturale”. È quanto si legge in un comunicato stampa ufficiale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il Premio internazionale “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”,  inserito dall’Ufficio Unesco del MIbact nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale e patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal MIBAC, ha visto la partecipazione diretta del Governo Conte, attraverso la visita ufficiale in costiera sorrentina di Lucia Borgonzoni, senatrice della Lega e Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali.

“Sono stata felice di essere stata a Piano di Sorrento”, ha dichiarato l’esponente di Governo. “Il Penisola Sorrentina è un Premio che sapevo favoloso e che devo ammettere, avendoci partecipato lo è ancora di più dal vivo. Ed ho premiato una persona eccezionale come Danilo Rea, che quando suona raggiunge livelli straordinari”.

Il Sottosegretario Borgonzoni ha evidenziato anche il rapporto tra la musica jazz e la sua città di origine: “La mia città, Bologna, è stata forse una delle prime città in cui il jazz si è sviluppato sin dagli anni ’30”.

“E quando si consegnano riconoscimenti alla carriera, si premiano la creatività, il talento, la caparbia e la volontà di andare avanti”, ha detto la Borgonzoni a proposito del Premio a Danilo Rea .

Prima di consegnare il premio al musicista di fama internazionale, pianista anche di star come Mina, De Andrè e Paoli,  la senatrice ha voluto citare una bella frase di Isaac Newton: “Se ho visto più lontano è perché ero sulle spalle dei giganti”.

Una dichiarazione che, rivolta a Rea, ha inteso evidenziare, in generale, l’importanza strategica della cultura e delle tradizioni per lo sviluppo e la conservazione di un ruolo fondamentale dell’Italia anche in ambito europeo.

 

 

Il Sottosegretario di Stato Lucia Borgonzoni (Lega-Salvini Premier)

 

La consegna del Premio alla carriera da parte del MIBAC al pianista jazz Danilo Rea

 

 

 

 

Exit mobile version