Al via “Ortaggi d’Italia”, la prima kermesse dedicata agli ortaggi

Milano, 5 maggio 2017 – «Abbiamo cercato di preparare gli ortaggi più antichi d’Italia come, per esempio, il Cavolo Antico Torzella detto anche Cavolo Greco (forse il più antico dei cavoli del Mediterraneo con quasi 2000 anni di storia), coltivando in serra i semi della nostra banca Hortives e speriamo che il pubblico di Orticola apprezzi il nostro impegno e di tutti coloro i quali ci hanno aiutato a compiere questa impresa. A  cominciare da Enrico Meraviglia che ci ha sostenuto, realizzando le forme di tutte le regioni che compongono la nostra Italia!»

Così, Marco Nigro responsabile del progetto Hortives, racconta le fasi di allestimento di “Ortaggi d’Italia”, preparato in occasione di Orticola 2017.

Infatti, alla kermesse organizzata dall’Associazione Orticola di Lombardia (che si svolgerà il 5-6-7 maggio) e dedicata al mondo orticolo e floricolo, quest’anno sarà presente anche Filiderba con il progetto Hortives, nato nel 2012 con l’obiettivo di riscoprire e recuperare antiche varietà di ortaggi locali.

Oggi il progetto, Hortives si è concretizzano in una Banca Semi che si pone come obiettivo quello di conservare quanti più campioni possibili di varietà orticole locali provenienti da ogni regione d’Italia e raccolti grazie al coinvolgimento di associazioni locali e piccoli coltivatori.

«Le varietà orticole italiane da ricercare e conservare sono a migliaia e sicuramente non riusciremo a scovarle e tutte…», sottolinea sempre Marco Nigro, mentre Barbara Ruffoni, direttrice del CREA OF di Sanremo, sottolinea: «Con il Consiglio per la ricerca e l’agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA OF) siamo al fianco di Hortives, come comitato scientifico, per l’impegno che il gruppo dimostra nel raccogliere, studiare, conservare e documentare una parte che speriamo possa diventare sempre più ricca del patrimonio orticolo italiano».

Tra le ortive più particolari saranno presenti il Cece di Cicerale, il già citato Cavolo Antico Torzella, il cavolo Mùgnolo (il più insolito tra le Brassicaceae italiane tipico della Puglia). Per scoprire tute le altre bisognerà visitare Orticola, cercando l’allestimento di “Ortaggi d’Italia”!

Per i più curiosi e appassionati, venerdì 5 maggio alle ore 17 vi sarà una presentazione del progetto Hortives presso l’area corsi Dugnani 1 e, a seguire, una visita guidata tra gli espositori di Orticola alla scoperta di antiche varietà di ortaggi e piante alimentari insolite.

Con l’ideazione di “Ortaggi d’Italia”, il team di giovani ricercatori vuole sorprendere i visitatori di Orticola con una ricostruzione in legno della penisola d’Italia che proporrà un percorso tra gli antichi sapori e gli ortaggi perduti di ciascuna regione. Ogni territorio italiano infatti ospiterà una varietà orticola antica e locale. Un itinerario “Regione per regione” alla riscoperta di varietà orticole: la Melanzana Rossa di Rotonda, la Cipolla di Cavasso e della Val Cosa, la Zucca Violina di Ferrara e molte altre.

Ortaggi d’Italia è dunque il percorso dedicato alla riscoperta di antiche varietà locali di ortaggi regione per regione., realizzato da Hortives con il patricionio di Confartigianato, ANCoS Milano e il supporto tecnico di Enrico Meraviglia della Meraviglia Modelli (Legnano), e la collaborazione del colorificio De Vanna (Legnano).

«Essere dalla parte dei giovani e sostenerli in progetti di ricerca per il futuro è importante anche per Confartigianato, che ha voluto sostenere Hortives con un patrocinio fin dalle prime fasi del progetto. Quando poi, la ricerca riesce a coniugare il saper fare con la tradizione, che in questo caso è rappresentata dai semi delle piante orticole dei nostri territori, diventa ancora più importante per la salvaguardia dei valori etici che sono a fondamento dell’artigianalità italiana e del saper fare responsabile».

Così, Patrizia Lia di Confartigianato, con delega agli eventi speciali, e presidente di ANCoS Comitato provinciale di Milano, spiega il coinvolgimento di Confartigianato nel progetto Hortives.

 

Gli appuntamenti Hortives a Orticola

Venerdì 5 maggio – ore 17 – Area Corsi Dugnani 1

Presentazione Progetto Hortives e visita guidata per riconoscere antiche varietà di ortaggi italiani in Orticola.

 

Sabato 6 maggio – ore 17 – Area Corsi Dugnani 2

Ortaggi e fiori nell’orto presentazione del volume di Marco Nigro e Giovanna Mazzoni (Excalibur editore), cui seguirà una degustazione guidata di fiori eduli a cura di Marco Nigro per i fiori di Hortives

 

Itinerario regione per regione

Piemonte – Cardo Gobbo di Nizza Monferrato

Lombardia – Peperone Bianco mantovano

Trentino Alto-Adige – Broccolo di Torbole e Santa Massenza

Veneto – Cicoria Rossa di Verona

Friuli Venezia-Giulia – Cipolla di Cavasso e della Val Cosa

Liguria – Zucchina Alberello di Sarzana

Emilia Romagna – Zucca Violina di Ferrara

Toscana – Pomodoro canestrino

Marche – Carciofo Monteluponese

Umbria – Lenticchia di Castelluccio di Norcia

Lazio – Pomodoro Pantano Romanesco

Abruzzo – Pastinaca di Capitignano o carota bianca

Molise – Centofoglie scarola Venafrana

Campania – Cavolo antico Torzelle

Basilicata – Melanzana Rossa di Rotonda

Puglia – Mugnolo / Cece Nero di Muro Leccese

Calabria -Peperoncino Diavolicchio di Diamante

Sicilia – Zucca Serpente di Sicilia

Sardegna – Pomodoro Camone Sardo

Val d’Aosta – Prezzemolo da radice

 

Ortaggi d’Italia, qualche curiosità

CARDO GOBBO DI NIZZA MONFERRATO – PIEMONTE

il cardo Gobbo di Nizza Monferrato appartiene alla varietà “Spadone” cosi chiamata per la forma allungata delle foglie e del fusto. Questa varietà deve la sua particolare forma “gobba” solo dopo una particolare tecnica di coltivazione: le foglie vengono legate e la pianta delicatamente piegata e ricoperta di terra a partire da settembre, al buio crescerà priva di luce e perderà il suo sapore amaro, e Il freddo lo farà diventare croccante. Ingrediente di uno dei piatti simbolo della gastronomia piemontese: la Bagna Cauda, salsa bollente a base di aglio, olio extravergine e acciughe.

PEPERONE BIANCO MANTOVANO – LOMBARDIA

Le foglie sono alterne e lucide. Il peperone Bianco Mantovano è una varietà dalla forma quadrata allungata, ha la polpa sottile e dal particolare colore verde chiaro. Il sapore estremamente delicato è molto apprezzato in cucina. Ideale crudo nelle insalate.

BROCCOLO DI TORBOLE E SANTA MASSENZA– TRENTINO ALTO ADIGE

Ha un’infiorescenza a corimbo simile ad una palla, di colore giallognolo. Se lasciata crescere, la pianta, che si sviluppa fino all’altezza di quasi un metro. Questo cavolo veniva utilizzato come contorno della Carne Salada; si tratta di carne in salamoia, una pietanza antica (preparata anche dai Greci nel 500 a.c.) che nel ‘700 veniva bollita ed accompagnata dai rinomati, gustosi, croccanti e piccoli Broccoli di Torbole e Santa Massenza dalla caratteristica semente di colore rosso scuro.

CICORIA ROSSA DI VERONA – VENETO

Varietà caratterizzata dalla forma sferoidale, ha foglie rotondeggianti e compatte che in autunno si chiudono, di colore rosso scuro intenso, in netto contrasto con la nervatura principale bianca e molto sviluppata. La cicoria rossa di Verona può raggiungere il peso di 300-400 g. Il sapore è gradevolmente amarognolo e dalla consistenza croccante. Usato in tante ricette come nei risotti e alla griglia.

 

CIPOLLA ROSA DI CAVASSO DELLA VAL COSA – FRIULI VENEZIA GIULIA

La Cipolla Rosa della Val Cosa è caratterizzata da un bulbo di medie dimensioni, rotondo e schiacciato leggermente sui poli, di colore rosa mentre l’interno è bianco e croccante. Molto apprezzata per la sua particolare dolcezza.

 

ZUCCHINO ALBERELLO DI SARZANA – LIGURIA

Lo zucchino Alberello di Sarzana è una cultivar con frutti allungati di colore verde chiaro caratterizzato da un portamento eretto, tanto che può essere coltivato con tutori.

 

ZUCCA VIOLINA DI FERRARA – EMILIA ROMAGNA

La zucca Violina di Ferrara deve il suo nome non al colore, che in realtà è di un arancione intenso, ma alla sua forma, che ricorda la custodia di un violino. La sua polpa, anch’essa di un color arancione intenso, è compatta dolce e soda e questo ha reso la zucca Violina di Ferrara protagonista indiscussa di numerose ricette tradizionali locali, tra cui i famosi cappellacci di zucca. Il prelibato frutto si può gustare anche come condimento alla pasta, nella torta di mandorle, in forma di zuppa, a fettine cotta al forno, fritta, spolverata di zucchero, nel risotto, in gnocchi, in purea o come tocco magico di sapore nel minestrone di verdure.

 

POMODORO CANESTRINO – TOSCANA

Il pomodoro Canestrino ha la tipica forma a “canestro” con solcature più o meno pronunciate. La polpa è soda e con ottime caratteristiche organolettiche: bassa acidità e elevato contenuto zuccherino. Ottimo da consumare sia crudo in insalate sia in salse.

 

CARCIOFO MONTELUPONESE – MARCHE

Noto anche come “scarciofeno” il carciofo Monteluponese è una varietà tardiva di colore violaceo con striature verdastre. Ha dimensioni ridotte rispetto alla media, non ha peluria interna ne spine esterne. grazie al gusto saporito e molto dolce, è protagonista di molti piatti tipici, come le tagliatelle ai carciofi, i carciofi fritti e i carciofi alla giudìa.

 

LENTICCHIA DI CASTELLUCCIO DI NORCIA – UMBRIA

La lenticchia di Norcia è caratterizzata dal suo aspetto policromo e dalle sue dimensioni molto ridotte. Essa possiede notevoli qualità nutritive: le sue proteine, vitamine e sali minerali infatti la rendono ottima per chi necessita di una dieta ricca di ferro, potassio, fosforo e povera di grassi. La buccia sottile e tenera consente direttamente la cottura senza ammollo, riducendo notevolmente i tempi di cottura.

 

POMODORO PANTANO ROMANESCO – LAZIO

Storico pomodoro dalla caratteristica forma tondeggiante, costoluto e leggermente appiattito che può raggiungere dimensioni di 240 gr. La pianta risulta molto vigorosa con fogliame coprente. Una ricetta tradizionale lo vede svuotato e riempito con riso aromatizzato da diverse spezie.

 

PASTINACA DI CAPITIGNANO O CAROTA BIANCA – ABRUZZO

La pastinaca di capitignano è un ortaggio poco conosciuto, anche se le sue origini risalgono ai tempi dei Romani. Questo tubero è un incrocio tra prezzemolo e carota, si consuma la radice cotta ed ha un gusto dolce. Questo tubero è di color bianco ricco di vitamine, fibre e sali minerali con maggiore tendenza a formare ramificazioni rispetto alle carote.

 

CENTOFOGLIE SCAROLA VENAFRANAZUPPA – MOLISE

Scarola tipica molisana, protagonista del piatto tipico “Zuppa alla Santè”; piatto natalizio o di Capodanno: brodo di gallina, polpette di carne e pane raffermo, insaporite con prezzemolo, sale, parmiggiano e aglio e, ovviamente, la Centofoglie scarola Venafrana.

 

CAVOLO ANTICO TORZELLA – CAMPANIA

Con oltre 4000 anni di storia, la torzella riccia è il cavolo più vecchio del Mediterraneo. La torzella viene molto spesso associata per caratteristiche al cavolo selvatico, è molto resistente sia al freddo e sia ai parassiti e non ha bisogno di particolari cure. Presenta foglie arricciate di colore verde più o meno intenso. Come sapore Le foglie della torzella un po’ ricordano il friariello che è amaro e pungente e un po’ la cima di rapa che è dolce. I germogli vengono raccolti per essere consumati sia allo stato fresco che cucinati in appetitose ministre della cucina tradizionale napoletana, dopo una breve cottura, il suo sapore si sposa bene con il pomodoro San Marzano, ma viene anche utilizzato crudo in insalate.

 

MELANZANA ROSSA DI ROTONDA – BASILICATA

Nel dialetto locale viene chiamata “merlingiana a pummadora”, perché piccola e tondeggiante come un pomodoro e di colore arancio intenso con sfumature verdognole e rossastre, internamente ha invece la consistenza spugnosa tipica delle melanzane. Varietà caratterizzata da un elevato potere antiossidante, questa melanzana non annerisce nemmeno dopo molte ore dal taglio. Numerosi gli usi in cucina: può essere impannata e fritta per un contorno sfizioso, impiegata per la preparazione di sughi vegetali o grigliata per un contorno leggero; possiamo inoltre sfruttare la tipica forma piccola e tondeggiante di questa melanzana per farcirla con i ripieni più fantasiosi e cuocerla in forno con olio e aromi.

 

CAVOLETTO LECCESE MUGNOLO – PUGLIA

I Mugnuli sono un cavoletto che cresce spontaneo nel salento leccese. Essi presentano infiorescenze eduli che risultano di dimensioni ridotte rispetto d altri ortaggi affini, ma dal sapore più dolce e aromatico. Numerose ricette tradizionali lo vedono protagonista tra cui la pasta al mugnolo: far bollire le cime di mugnolo, a meta cottura aggiungere la pasta, in un pentolino a parte preparare un condimento di aglio olio e acciughe da aggiungere dopo aver scolato la pasta. A piacere si puo servire aggiungendo pepe o peperoncino.

 

CECE NERO DI MURO LECCESE – PUGLIA

Molto resistente alle avversità, il cece Nero Pugliese, non viene mai irrigato, non teme freddo ne siccità. Caratterizzato da una forma molto più piccola del cece classico, rugoso e irregolare esso è molto gustoso, ricco di fibre e di ferro, tanto che in passato veniva consigliato alle donne in gravidanza. Per la sua buccia consistente il cece nero pugliese richiede un tempo di ammollo di 12 ore e una cottura di due ore, nella quale l’acqua si tinge di un intenso colore nero. In bocca risultano incredibilmente vellutati, e questo li rende adatti alla preparazione di zuppe.

 

PEPERONCINO DIAVOLICCHIO DIAMANTE – CALABRIA

Un tempo conosciuto come peperoncino “cangarillo” o “a sigaretta” il peperoncino diavolicchio diamante (diavolicchio in calabrese è il nome generico del peperoncino) ha la tipica forma allungata, raggiungendo la lunghezza di 6-8 cm con l’apice appuntito ed a volte ricurvo. Inizialmente di colore verde, diventano rossi a maturazione completa.

Piccantezza media di 40.000-50.000 SHU.

 

ZUCCHINA SERPENTE VERDE DI SICILIA – SICILIA

Chiamata anche Lunghissima di Sicilia. Presenta foglie verdi scuro, molto tomentose e arrotondate. I fiori sono bianchi e con i petali frastagliati. Il frutto è un peponide molto lungo (supera facilmente il metro di lunghezza) e con la buccia chiara. Molto apprezzata al sud Italia, soprattutto per la preparazione di un piatto tipico siciliano, “la minestra di tenerumi“, che vede protagonista proprio la serpente di Sicilia. I “tenerumi” sono i teneri germogli con alcune giovani foglie.

 

POMODORO CAMONE SARDO – SARDEGNA

Il Camone Sardo è un piccolo pomodoro di forma perfettamente sferica, che può raggiungere i 60-80 grammi. La sua colorazione rosso-arancio e caratterizzata da un verde intenso della parte superiore. Questa varietà viene utilizzata nella preparazione di salse fresche e dal sapore deciso.

 

PREZZEMOLO DA RADICE – VAL D’AOSTA

Il prezzemolo da radice sviluppa radici di grandi dimensioni, simili a carote sottili e allungate, raccolte quando raggiungono una dimensione tra i 12 e i 18 cm. La polpa della radice è bianca e soda adatta al consumo sia da cruda che da cotta, particolarmente aromatica e saporita che ricorda un mix tra sedano rapa, carota e pastinaca. Le foglie sono utilizzate come il prezzemolo comune ma dal sapore meno pronunciato.

 

 

TIM seleziona “Hortives, il sentiero degli ortaggi Made in Italy” per WithYouWeDo e tutelare le varietà degli ortaggi italiani

Hortives, il sentiero degli ortaggi Made in Italy che organizzerà un tour in tutte le regioni d’Italia per raccogliere i semi e riscoprire le varietà degli ortaggi locali italiani è stato scelto da TIM per far parte del crowdfunding di WithYouWeDo

Roma, 7 settembre 2016 – È stato scelto da TIM il progetto “Il sentiero degli ortaggi Made in Italy” per partecipare al WithYouWeDo, il crowdfunding che fa bene all’Italia grazie a cui si può contribuire alla nascita ed alla diffusione di progetti buoni e ambiziosi.

Il progetto è dedicato alla riscoperta di antiche varietà locali di ortaggi regione per regione, attraverso la conoscenza delle “tradizioni alimentari”, come elementi culturali ed etnici del nostro Paese.

10 ortaggi per 20 regioni per creare un percorso all’insegna del mangiar sano italiano. Una vera missione da compiere in un anno solare per incrementare l’archivio di semi antichi dei Laboratori Hortives: è questo il progetto promosso da Associazione Filiderba, associazione culturale da tempo impegnata dalla promozione della cultura, alla valorizzazione del territorio, alla riscoperta delle tradizioni e delle identità culturali passate, all’educazione ambientale attraverso attività di cooperazione allo sviluppo e al miglioramento della qualità di vita, con particolare attenzione alla riscoperta di attività agricole e artigianali e alla promozione della cucina locale e tradizionale italiana

«Hortives da semplice progetto di ricerca a centro di divulgazione scientifica, di studio e conservazione di piante orticole e alimentari. Dal 2013, un susseguirsi di eventi, mostre e convegni ha portato questa iniziativa a strutturarsi sempre di più e a formare un team di ricercatori e tecnici dei diversi aspetti della biodiversità orticola italiana, con un’attenzione volta anche alle tradizioni e al territorio regionale; un progetto nazionale presente ogni anno sempre di più anche a livello ultra-locale»; racconta Marco Nigro, responsabile e fondatore di Hortives.

Tuttavia, quella che si è data il gruppo, non è una “mission” solo di ricerca ma anche di vità, all’insegna della tutela del territorio e dell’orticoltura del Bel Paese. Infatti, valorizzare la conoscenza delle varietà orticole locali e antiche delle Regioni d’Italia, attraverso la riscoperta delle “tradizioni alimentari” come elementi culturali ed etnici del nostro Paese, significa ripristinare quel legame antico degli ortaggi con il territorio di origine.

Tutto ciò comporta avviare una capillare e minuziosa ricerca di semi di varietà locali antiche per riscoprirle, studiarle, farle conoscere nuovamente al territorio e tutelarle attraverso la cosiddetta conservazione del germoplasma, attuata presso la Banca dei Semi e i laboratori di ricerca di Hortives che, a oggi, possono contare 300 accessioni di ortaggi antichi conservati.

Per questo HortiVeS sta creando un archivio ricco di informazioni biologiche, botaniche, agronomiche, nutrizionali e storiche legate a ciascun ortaggio, con un attento riferimento ai legami fra ortaggio, territorio e tradizione locale.

La conservazione delle varietà orticole locali contribuisce alla tutela della biodiversità agricola del nostro Paese; riscoprire, studiare e ridiffondere queste antiche varietà rappresenta un’azione che implementa la tutela ambientale in funzione dell’agroecosistema, soprattutto a livello ultralocale.

Dopo un’attenta indagine, il team dei ricercatori di Hortives ha stilato una prima lista di varietà che saranno protagoniste del tour dedicato alla loro riscoperta, studio e raccolta dei semi.

Un’ iniziativa completamente a contatto con il territorio che porterà alla riscoperta di tradizioni, tipicità e usi locali. I ricercatori di Hortives possono far conto sui contatti con alcuni coltivatori custodi, piccoli ortisti, cittadini del luogo e associazioni e organizzazioni di produttori per recuperare queste varietà e alcuni campioni di semi.

Tre gruppi di lavoro partiranno da Milano verso tre direzioni: Puglia, Sicilia e Sardegna, per risalire l’Italia attraversando le diverse regioni italiane. Un viaggio lungo un anno solare per ritrovare il nostro prezioso patrimonio orticolo e custodirlo per le generazioni successive.

In ciascuna regione i team inviati avvieranno una ricerca di informazioni socio-culturali, testimonianze scritte e orali per definire e confermare alcune informazioni:

  • se effettivamente quella presa in considerazione è una varietà orticola tipica
  • la veridicità del nome attribuitogli
  • la raccolta di informazioni storico-culturali
  • la raccolta di quante più testimonianze della presenza storica sul territorio della varietà antica tipica di quella Regione
  • il contatto con associazioni del territorio, amatori, ortisti e coltivatori custodi per la gentile richiesta di alcuni campioni di semi

L’attenzione di Hortives si sposta, anno dopo anno, verso una raccolta sempre più minuziosa di varietà di ortaggi e piante alimentari in genere, anche a livello internazionale.

Nel 2015, infatti, ha curato l’organizzazione di una esposizione dedicata al “pomodoro”. L’evento si è tenuto nel settembre scorso, presso il Vivaio del Comune di Milano e la mostra era intitolata “Lycopersicum mundi”: una raccolta di oltre 100 varietà di pomodoro provenienti da tutto il mondo. Nel 2016, la ricerca è stata indirizzata verso il “nuovo” ambito dei fiori commestibili, grazie all’attivazione di una nuova collaborazione con alcuni ricercatori della Costa Azzurra.

Il progetto Hortives vanta partner di prestigio:

  • CREA – Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’ analisi in Economia Agraria: partner scientifico ufficiale e Comitato Scientifico.
  • Istituto Agrario Gregorio Mendel di Villa Cortese: sede operativa dei laboratori, campi e serre sperimentale e della Banca del Germoplasma. Partner didattico ufficiale.
  • A.Di.P.A. – Associazione per la Diffusione di Piante fra Amatori: il mondo amatoriale e la raccolta di semi
  • Confartigianato Altomilanese: il territorio e le tradizioni. Partner istituzionale ufficiale.
  • Studio di Architettura Lombardi & Grana: il nostro Ufficio tecnico.
  • Urban Garden Italia: official media- partner, il network fieristico e lo scambio di semi.
  • Agenzia Giornalistica Excalibur: ufficio stampa e comunicazione.

I passaggi per ogni seme raccolto

Al ritrovamento di una varietà locale i tecnici e ricercatori Hortives avviano l’attività di ricerca:

  • indagine della provenienza della semente per ricrearne nuovi
  • classificazione botanica, che risulta un elemento fondamentale per la produzione di informazioni e dati attendibili. Filiera di produzione e provenienza insieme alla scheda di classificazione costituiranno il Passaporto del Seme, un documento che consentirà all’ortaggio di poter viaggiare in Italia per essere studiato e coltivato negli orti sperimentali senza difficoltà e, inoltre, di essere conosciuto anche da paesi stranieri, in quanto riporterà tutte le informazioni essenziali e verrà scritto in tre lingue, italiano, inglese e francese.
  • PRIMA prova di germinazione:

– le piantine ottenute o le sementi testate verranno coltivate in orti sperimentali diffusi su tutto il territorio nazionale permettendo di produrre risultati precisi e attendibili,

– osservazione degli individui coltivati: studio della biologia, fisiologia e agronomia della pianta; delle caratteristiche peculiari della coltura con particolare riferimento al prodotto edibile.

  • Indagine storica per comprendere l’effettiva origine della varietà e se queste varietà soddisfano alcune caratteristiche per poter essere definite tali.
  • Durante la caratterizzazione fenotipica degli individui, verrà prodotta della semente in purezza da parte dei nostri Breeder con protocolli specifici per le varietà autogame (autoimpollinazione) e allogame (impollinazione incrociata).
  • Una volta prodotta la semente verrà avviata alla conservazione a lungo-termine presso la Banca Semi di HortiVeS.

Grazie all’aiuto di tutti i donatori del #WithYouWeDo, anche con un piccolo contributo sul sito www.withyouwedo.telecomitalia.com/projects/2941/il-sentiero-degli-ortaggi-made-in-italy  è possibile contribuire alla realizzazione del progetto “Il sentiero degli ortaggi Made in Italy”  fino al 5 novembre 2016 .

Per la serie: un piccolo aiuto per un grande progetto.

 

 

Link utili:

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Per ulteriori informazioni contattare il numero 333 4820244 o la mail hortives@outlook.it.

 

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Contatti stampa:

 

Giovanna Mazzoni 335/7785707

giomazzoni@excaliburmilano.it

 

 

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