AISLA: la 14a Giornata Nazionale sulla SLA ha raccolto 150.000 euro

Centinaia di piazze, monumenti illuminati, testimonianze e ambasciatori per affrontare insieme la sfida di questa malattia

Roma, 22 settembre 2021 – Con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, le oltre 100 piazze, le centinaia di monumenti illuminati di verde e la mobilitazione di 300 volontari si è conclusa la XIV Giornata Nazionale SLA che si è svolta sabato 18 e domenica 19 settembre. Ideata e promossa da AISLA, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, quest’anno la manifestazione è stata un susseguirsi di iniziative, stand di sensibilizzazione e ambasciatori che hanno permesso di tenere alta l’attenzione sulla malattia e raccogliere 150 mila euro destinati all’assistenza e alla ricerca.

La Fanfara della Brigata Taurinense dell’Esercito Italiano, Ron, Ilaria d’Amico, solo per citare alcune testimonianze, si sono uniti alle tantissime voci di pazienti, famigliari e volontari. E insieme a loro moltissimi i cittadini che hanno risposto all’invito a donare.

Tenacia, coraggio e speranza. Questo è il primo messaggio che arriva dopo gli ultimi due anni in cui abbiamo dovuto far nostre tantissime nuove abitudini, ecco perché la vera novità di questa edizione è proprio quella di non aver mai voluto interrompere, seppur rimodulato, l’appuntamento che si ripete ogni settembre. Nel ricordo del primo sit-in a Roma nel
2006, la Giornata si rinnova ogni anno, proprio per richiamare l’attenzione sui bisogni di cura e di assistenza dei malati SLA – oltre 6.000 in Italia – ma anche sulla necessità di implementare i fondi da investire nella ricerca scientifica, essenziale per una malattia che ad oggi non ha cura.

I fondi raccolti sosterranno l’Operazione Sollievo che ha l’obiettivo primario di migliorare la qualità della vita delle persone con SLA e delle loro famiglie attraverso aiuti concreti. Bisogni che l’emergenza sanitaria ha aggravato, chiamando le famiglie, già messe a dura prova dalla malattia, a rivestire a tutti gli effetti un ruolo vicario nell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria.  Un impatto durissimo, eppure le testimonianze raccolte durante la Giornata Nazionale raccontano di gente che non vuole abbassare la testa e abbandonarsi alla malattia, ma anzi, chiede e vuole alzare il capo rispetto al desiderio di vita. Ad oggi, oltre 1.200.000 euro sono stati impiegati per aiutare oltre 450 famiglie.

Una delle tante iniziative messe in campo grazie ai fondi raccolti è quella dell’inserimento della nurse coach territoriale. Già presente nel mondo sanitario nord americano, questa figura è attiva in Italia solo nell’équipe ospedaliera dei Centri Clinici NeMO. Grazie alla generosità di Amitié sans frontières di Asti, tre anni fa questa figura viene inserita anche sul territorio astigiano. Un esperimento così efficace da essere premiato dalla FIASO Convention 2018 e che oggi vede la sua continuità in diversi territori italiani attraverso la formazione che AISLA sta finanziando proprio con l’Operazione Sollievo. Si tratta di figure infermieristiche altamente specializzate che saranno capaci di guidare l’accidentato percorso di vita del paziente attraverso l’evolvere della sua malattia e coordinando gli interventi via via necessari, al fine di garantire la miglior qualità di vita possibile al proprio domicilio.

Ma c’è di più. L’aggressività della malattia colpisce l’intero nucleo famigliare. Con questa attenzione, Fondazione Mediolanum Onlus da quattro anni affianca AISLA, permettendo di portare a conclusione la ricerca del progetto “Baobab”, il primo studio al mondo sui bambini e i preadolescenti con un famigliare colpito dalla SLA e finalizzato a comprendere in che modo la malattia incida psicologicamente sulla loro crescita. I risultati saranno presentati nell’autunno.

Un contributo versato con gusto, questo è lo slogan della Giornata, che ha permesso di portare in tutta Italia un vero e proprio best in class dell’eccellenza enologica italiana, la Barbera d’Asti DOCG. Ben 13.500 sono le bottiglie rese disponibili grazie al contributo di Regione Piemonte, Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Unione Industriale della Provincia di Asti e della Camera di Commercio di Alessandria-Asti. (www.flickr.com/photos/aislaonlus/albums/72157719872657043). Pochissime le bottiglie rimaste, ma è ancora possibile prenotarle sul sito www.negoziosolidaleaisla.it.

Centinaia i Sindaci e Comuni “illuminati” che hanno risposto all’appello di AISLA, grazie al sostegno di ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani.  Il verde, si sa, è il colore della speranza, della vitalità e della natura, ma è anche il colore che rappresenta l’associazione da 38 anni. Per rivivere la notte magica che ha “Colorato di Verde” i monumenti e gli scorci della nostra incantevole Italia, è possibile sfogliare l’album fotografico a questo link: www.flickr.com/photos/aislaonlus/albums/72157719873752586

L’appuntamento con la prossima edizione è per il 18 settembre 2022.

 

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Per informazioni e interviste:

Ufficio Stampa AISLA | Valentina Tomirotti | Cell. 333 9580672

ufficiostampa@aisla.it | info@valentinatomirotti.it | https://www.aisla.it/area-stampa/

 

 

 

Oggi è la “Giornata Mondiale sulla Sicurezza dei Pazienti”: monumenti colorati di arancione per sensibilizzare l’opinione pubblica

Oggi è la “Giornata Mondiale sulla Sicurezza dei Pazienti”: gli errori in sanità provocano ogni anno 134 milioni di eventi avversi e 2,6 milioni di decessi. Un robot in arrivo, pronto per ridurre uno dei rischi maggiori: le cadute

San Giovanni Rotondo (FG), 17 settembre 2019 – L’Oms ha istituito per il 17 settembre di ogni anno, la Giornata Mondiale sulla Sicurezza dei pazienti, una campagna globale di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla sicurezza degli utenti e per sollecitare le persone a dimostrare il loro impegno nel rendere l’assistenza sanitaria più sicura.

Le città di tutto il mondo illumineranno i monumenti di colore arancione per mostrare il loro impegno per la sicurezza dei pazienti. Sono inclusi il Jet d’Eau a Ginevra, le Piramidi al Cairo, la Piramide Cestia a Roma, la Torre di Kuala Lumpur, il Royal Opera House a Muscat e il ponte Zakim a Boston.

Anche il Presidio d’Eccellenza “Gli Angeli di Padre Pio” di San Giovanni Rotondo (FG), questa sera si illuminerà di arancione e un proiettore gigante proietterà in cielo il colore della sicurezza per sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica su un tema così delicato e importante.

Quest’anno il Presidio dei Frati Minori Cappuccini dedicherà il suo poster informativo alla prevenzione delle cadute che rappresentano la maggior causa di eventi avversi nelle strutture di riabilitazione. Il poster sarà distribuito a tutti i degenti ricoverati.

Tra l’altro la Fondazione, proprio in questi giorni, sta organizzando un servizio innovativo di prevenzione delle cadute che utilizzerà un robot da mettere a disposizione di tutti coloro che sono potenzialmente predisposti a questo tipo di incidente.

Il Direttore dell’Area Strategica, Giacomo Forte, a tal proposito ha ricordato che“Il Presidio Gli Angeli di Padre Pio, è l’unica struttura di riabilitazione extraospedaliera in Italia ad aver raggiunto l’eccellenza erogativa certificata dall’accreditamento internazionale Joint Commission International (JCI). Uno degli standard di qualità più impegnativi da raggiungere è proprio la sicurezza delle cure. Oggi, qualunque utente si ricovera da noi, trova gli stessi standard di sicurezza presenti nelle migliori strutture sanitarie del mondo. Ma a noi non basta e partecipiamo alla Giornata lanciata dall’OMS con l’obiettivo di migliorare sempre di più le nostre performance di sicurezza coinvolgendo, come sempre, tutti i nostri ospiti”.

 

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                                                                                       Ufficio Comunicazione Interna ed Esterna

                                                                                     

 

Salute: il rapporto medici pazienti è sempre più digitale

Milano, 12 giugno 2019 – È sempre più digitale la vita dei pazienti italiani, così come quella dei dottori. Con la digitalizzazione della Sanità a livello nazionale, regionale e locale la salute degli italiani è infatti sempre più gestita da un computer.

La digitalizzazione della Sanità italiana è messa in evidenza dal Rapporto 2019 dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, pubblicato da qualche giorno, secondo cui App e strumenti digitali, compreso WhatsApp, si stanno diffondendo nel rapporto del medico con il paziente.

Grazie alla Prescrizione Digitale, la lenta ma progressiva innovazione delle aziende sanitarie e il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) la vita sanitaria del paziente italiano è ormai accessibile con un click.

In alcune zone d’Italia i cittadini hanno già la comodità di avere il proprio Fascicolo Sanitario Elettronico accessibile dal pc di casa, con la possibilità di prenotare visite e ritirare referti online, oltre al fatto di poter usufruire di un sistema di Relemedicina a domicilio, per i pazienti cronici.

Sempre secondo l’Osservatorio del Politecnico il digitale sta modificando ormai tutte le fasi della presa in carico del paziente, dalla prevenzione alla cura, fino al post-ricovero, attraverso strumenti come la Cartella Clinica Elettronica, la Telemedicina, l’Intelligenza Artificiale e le Terapie Digitali.

Altro tassello fondamentale per la digitalizzazione della salute italiana non può non passare dall’innovazione dei medici di famiglia e professionisti, obbligati ormai all’uso dei pc nel loro lavoro.

“Oggi i medici specialisti con i nostri software possono gestire le visite direttamente dal loro Pc, ed avere sotto controllo la storia clinica completa del paziente, le vaccinazioni, la prevenzione e gli eventuali interventi di riabilitazione del paziente, e allo stesso tempo possono gestire la parte amministrativa del loro lavoro” spiega Massimo Soncini, CEO di Finson, uno dei marchi più noti in Italia per la produzione di software per Windows.

Per semplificare la vita ai medici Finson ha infatti creato “Progetto Medico Specialista 2”, un programma dedicato sia ai singoli specialisti che agli studi associati, in grado di gestire anche la postazione di segreteria.

“Il nostro software integra anche l’archivio dei principi attivi di ogni farmaco, e interessante per i medici anche la rubrica per gli informatori medico-scientifici, con la possibilità di stabilire i tempi per le presentazioni.” commenta ancora Massimo Soncini.

Ogni medico dispone delle proprie credenziali di accesso e gestisce i propri pazienti con l’anamnesi specifica, con tutti i dati protetti secondo le modalità previste dalla recente normativa europea GDPR.

La gestione dell’agenda può persino essere individuale o centralizzata dalla segreteria.

Particolarmente importante infine anche la gestione dell’invio dei dati delle fatture al sistema TS (Tessera Sanitaria) e la possibilità di creare le fatture elettroniche, che possono essere inviate con il sistema prescelto oppure direttamente attraverso il portale Finson Express che effettua anche la conservazione e la ricezione.

“Ormai la digitalizzazione della gestione della salute è una realtà, e grazie a software e strumenti digitali i medici possono gestire al meglio la salute dei propri pazienti, risparmiando tempo e fatica. Un cambiamento significativo, che renderà la vita dei dottori più efficiente, con cure più appropriate per i propri pazienti” conclude Massimo Soncini di Finson.

 

 

 

 

 

 

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Appello all’ ASP di Siracusa dalla FSI

Siracusa, 19 dicembre 2018 – La FSI, Federazione Sindacati Indipendenti del settore sanitario di Siracusa, ha reso noto oggi il suo appello per ricordare al Dott. Lucio Ficarra, nuovo manager ASP di Siracusa, che la FSI (www.sindacatofsi.it ) fa parte a tutti gli effetti della delegazione sindacale trattante sul territorio.

Di seguito il testo dell’appello.

ASP di Siracusa

Commissario Dott. Lucio Salvatore Ficarra

Ufficio Relazioni Sindacali

Io sottoscritto Corrado G. Barrotta, in atto con nomina attribuita come Commissario della FSI Democratica della territorio di Siracusa, dal segretario nazionale il Dott. Dario Luigi Cagnazzo, questa sigla sindacale è firmataria del CCNL 2016-2018 presso l’ARAN, ricordo alla S.V.,  Dottor Lucio Ficarra, in occasione del Vs. nuovo incarico manageriale presso la ASP di Siracusa, da domani 17.12.2018, che la nostra sigla sindacale, attualmente in controversia legale con la fazione FSI-USAE del Dott. A. Bonazzi, ha diritto di far parte della delegazione trattante di parte sindacale aziendale almeno fino a quando il potere giudiziario prenderà una decisione definitiva e quindi chiedo di avere, per conseguenza, tutte le attribuzioni che competono per legge riguardo ad informazione, consultazione e concertazione riguardo alle materie che attendono alla salute dei cittadini.

Si ricorda, inoltre, alla S.V., che la Ns. sigla sindacale NON ha mai chiesto a codesta amministrazione pubblica favori o raccomandazioni e che abbiamo a cuore SOLAMENTE la salute dei cittadini e la salute degli operatori sanitari, che tale salute devono assicurare anche ai propri concittadini.

Naturalmente ogni ente è libero di scegliere le organizzazioni amiche, con cui scambiare favori, le organizzazioni a cui continuare a pagare il pizzo o le organizzazioni da poter disconoscere totalmente come avviene fino ad oggi alla Ns. sigla sindacale cioè la FSI Democratica.

1) Allego frontespizio dell’ultimo CCNL contratto collettivo nazionale dei lavoratori della sanità pubblica sottoscritto alla Aran il 21 maggio 2018 anche dalla nostra sigla sindacale (è quindi considerata LA Ns. sigla sindacale maggiormente rappresentativa a livello nazionale dall’agenzia ARAN e non dalla ASP di Siracusa)

2) Allego la mia nomina a Commissario straordinario del Sindacato FSI del territorio di Siracusa da parte del mio segretario generale nazionale Dario Luigi Cagnazzo del 2 giugno 2016 (Cagnazzo è firmatario del nuovo CCNL)

3) Allego convocazione presso UPL ufficio provinciale del lavoro di Siracusa del 16 maggio 2018 per insediare il comitato dei garanti per il caso della lista FAPAS esclusa giustamente dalla consultazione delle RSU in quanto non riconosciuta come sigla sindacale autonoma al fine delle elezioni

Distinti Saluti

Corrado Barrotta

Commissario Sindacato FSI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La FSI da il benvenuto al Dott. Lucio Ficarra, nuovo manager ASP di Siracusa

Siracusa, 19 dicembre 2018 – Il Dott. Corrado Barrotta, commissario della FSI, Federazione Sindacati Indipendenti del settore sanitario di Siracusa, da il benvenuto al Dott. Lucio Ficarra, nuovo manager ASP di Siracusa.

Questa la lettera diffusa oggi dal responsabile sindacale, indirizzata al Dott. Ficarra:

Spettabile Dott. Ficarra,

Nel porgerLe i migliori auguri per il Suo nuovo incarico questa organizzazione sindacale auspica al più presto l’attivazione di un confronto con le parti sociali.

Urge il rafforzamento ed il rilancio della ASP di Siracusa ed a Lei che guiderà questa nuova fase ricorderemo a volte le priorità che servono ai cittadini per affrontare il futuro con fiducia.

Ricordi sempre al personale sanitario di aumentare, oltre al profitto personale, il buon andamento dei nostri stabilimenti sanitari con nuovo personale e con nuovi mezzi. Per noi nuovo personale significa avere operatori più attenti alle relazioni interpersonali con gli ammalati oltre al saper fare. Nuovi mezzi significano per noi soprattutto un nuovo stabilimento a Siracusa (quando anche Ragusa dopo Catania ha un nuovo ospedale) e quindi un Dea di II° livello e, seconda cosa, l’inizio del risanamento ambientale del territorio supportando percorsi che portino almeno al controllo sanitario, vero e reale, delle attività industriali di Priolo-Melilli- Augusta.

Speriamo vorrà mettere le sue competenze e le sue professionalità in queste complesse problematiche che riguardano la salute e la vita e non si lascerà trascinare solo in questioni numeriche o finanziarie.

Buon lavoro!

Dott. Corrado Barrotta

Commissario Sindacato FSI del Territorio di Siracusa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ai Centri Padre Pio si insedia il nuovo Cda

Foggia, 12 novembre 2018 – Il Consiglio della Provincia di Foggia dei Frati Minori Cappuccini, costituito dal Ministro Provinciale fr. Maurizio Placentino e dai Consiglieri, fr. Francesco Dileo, Vicario provinciale, fr. Matteo Lecce, Segretario provinciale, fr. Giuseppe D’Onofrio e fr. Antonio Salvatore, ha nominato il nuovo CdA della Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus.

L’ente privato è istituzionalmente accreditato e Presidio riabilitativo d’eccellenza nazionale e internazionale della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio dei Frati Minori Cappuccini.

Il CdA, insediatosi il 29 ottobre scorso e presieduto, come già da 8 anni, dal confermato fr. Francesco Colacelli, è costituito da altri quattro nuovi componenti: fr. Francesco Scaramuzzi, nominato vicepresidente e attuale Presidente del CdA della Fondazione Voce di Padre Pio, il “braccio operativo” per la realizzazione delle attività culturali, editoriali e di evangelizzazione della Provincia religiosa; fr. Timoteo D’Addario assistente dell’OFS di San Giovanni Rotondo e Coordinatore dei Cappellani dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza; Dottoressa Mariella Enoc, Presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ovvero l’Ospedale del Papa.

La Dottoressa Enoc ha alle spalle una lunga carriera come membro di consigli di amministrazione e incarichi di presidenza in varie fondazioni, sempre collegate al settore sanitario e comunque nell’ambito manageriale; Dott. Pasquale Perri, Direttore della Casa San Francesco D’Assisi Onlus di Cosenza, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini di Calabria.

Restano nel Collegio dei Revisori, la Dottoressa Marisa Cavaliere, in qualità di Presidente e il Dott. Francesco Angiolino ai quali si aggiunge, quale terzo componente, il Dott. Giacomo Annibaldis.

In occasione dell’insediamento, oltre ad espletare le funzioni di rito, il nuovo CdA ha voluto approfondire la conoscenza complessiva della struttura invitando la Direzione Generale dell’Ente, detta “Esecutiva” (Nicola D’Andrea, Serena Filoni, Libera Giardino e Giacomo Francesco Forte) a presentare la Fondazione, i risultati raggiunti negli anni di gestione dell’ultima governance e le possibili strategie future di organizzazione e gestione dell’Ente, sempre più alla ribalta nazionale e internazionale.

Parole di elogio sono state espresse a favore di chi ha gestito finora la Fondazione per i risultati conseguiti, anche dalla Dottoressa Enoc che non ha fatto mancare il suo primo contributo tecnico alla giornata, dichiarando di voler conoscere nel dettaglio i progetti e i piani industriali che hanno portato a questi risultati e soprattutto quelli che segneranno il nuovo corso.

Nuova avventura, quindi, per la Fondazione che il Ministro provinciale OFM Cap fr. Maurizio, anch’egli presente insieme a tutti gli altri Consiglieri Provinciali nella giornata d’insediamento del CdA della Fondazione, ha voluto sottolineare per trasmettere ulteriore entusiasmo ai presenti e per ricordare la mission importante a cui tutti sono chiamati a rispondere, nel segno di San Pio da Pietrelcina.

A tal proposito, il Presidente del CdA, fr. Francesco Colacelli è stato intervistato dall’Ufficio Stampa della Fondazione per l’occasione.

  • Presidente, congratulazioni per la riconferma. Se l’aspettava?
  • Sapevamo di aver fatto bene e quindi era intuitivo pensare che, anche nell’ottica del principio dell’alternanza che caratterizza tutte le organizzazioni, compreso quelle religiose, si dovesse assicurare comunque una certa continuità di percorso che per la Fondazione è stato a dir poco straordinario soprattutto negli ultimi anni. E’ toccato a me assicurarlo, e di questo sono onorato e ringrazio il Ministro provinciale e tutti i suoi Consiglieri senza dimenticare i confratelli che hanno vissuto con me gli anni passati di governance della struttura e quelli che sono arrivati in questa avventura molto complicata, ma allo stesso tempo affascinante nel rispetto della nostra mission e delle nostre regole di vita: obbedienza, povertà e castità.

 

  • Fr Francesco, salta subito all’occhio la nomina della Dottoressa Enoc, Presidente dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. A chi e a cosa si deve questa new entry?
  • La presenza di una Professionista di tale caratura inorgoglisce tutti e ci riporta immediatamente alla realtà: la Fondazione ha raggiunto livelli di qualità erogativa altissimi e diventata ormai una struttura di rilievo nazionale e internazionale. Bene ha fatto il nostro Consiglio Provinciale ad individuare un’eccellenza di tale portata per il CdA dei Centri. Il suo contributo farà molto bene anche al nostro management costituito da tecnici di altrettanta levatura professionale e scientifica che ora potranno avere un interlocutore tecnico specifico anche tra i componenti del CdA. Non dimentichiamoci che la Dottoressa Enoc è anche il Procuratore Speciale dell’Ospedale Valduce di Como il cui Presidio di riabilitazione “Villa Beretta” di Costa Masnaga è uno tra i più importanti presidi di riabilitazione in Italia e oltre.

 

  • Può anticiparci le prossime scelte organizzative e gestionali della Fondazione? Sono in programma riorganizzazioni, nuove acquisizioni o altro? Sembra che ci siano grossi gruppi interessati a rilevare la struttura in parte o totalmente. Cosa sente di dire in proposito?
  • La prossima pianificazione organizzativa e gestionale della Fondazione sarà compito del nuovo CdA che tornerà a incontrarsi entro la fine di questo mese. Intanto, stiamo calendarizzando l’intero anno di incontri in modo tale da poter essere tutti presenti e poter offrire ognuno il proprio contributo alla crescita ulteriore di questa straordinaria realtà. Quello che sento di poter affermare con certezza, invece, è che nessun gruppo, piccolo o grande che sia, può sperare di acquisire una realtà che ormai è patrimonio di questo territorio, della Puglia intera, ma soprattutto dei cittadini di questa terra che possono finalmente avere a casa loro quello che un tempo cercavano disperatamente lontano migliaia di chilometri con un dispendio economico e psicofisico notevole. La Fondazione è interessata a collaborazioni scientifiche, partenariati pubblici e privati, ricerca scientifica e sviluppo. Vuole offrire il meglio che c’è al mondo in termini di professionisti e tecnologie. Vuole, quindi, continuare a crescere e a farlo nel segno di San Pio da Pietrelcina così come ha fatto finora.

 

In ordine, da sinistra: fr F.sco Colacelli, dott.ssa Mariella Enoc, fr Maurizio Placentino e fr F.sco Dileo

 

Il Presidio d’eccellenza della Fondazione “Gli Angeli di Padre Pio”

Si chiama SalusBox la nuova frontiera dei check up medici

Il controllo e la conservazione della nostra salute passerà presto dalla SalusBox, una cabina che registrerà lo stato della nostra salute, con l’aiuto di un team medico sempre a disposizione

Roma, 22 ottobre 2018 – L’ultima rivoluzione in fatto di salute si chiama SalusBox, ed è una cabina di circa 2 metri per 2 che servirà a registrare e conservare il nostro stato di salute ottimale. Un vero e proprio “box della salute” che sarà presto installato in luoghi pubblici e di aggregazione, dalle piazze ai centri commerciali, passando per farmacie, banche e supermercati.

Ma a cosa servirà precisamente la SalusBox?

“Sarà una vera e propria stazione per il check up sanitario autonomo, completamente automatizzata, all’interno della quale ci si potrà ad esempio pesare in modo preciso o, sedendosi sull’apposita e confortevole poltrona, si potranno eseguire esami medici quali ECG, misurazione della pressione sanguigna, controllo della glicemia, osservazione della percentuale di ossigenazione e rilevamento della temperatura corporea” ci dice il Ceo di SalusBank, Ivano Labruna.

Una volta conclusi i test i dati raccolti verranno prontamente inviati a UniSalus, centro operativo presso il quale un team di medici di alto livello, una volta analizzati i risultati degli esami, saranno in grado di inviare al SalusBox un referto accurato e tutte le indicazioni del caso, specifiche per ogni paziente.

Questi professionisti saranno disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e rappresenteranno un valido aiuto per tutte le strutture sanitarie locali, poiché tale servizio andrà di fatto ad alleggerire il carico di lavoro di pronto soccorso, guardia medica e ambulatori sparsi per il territorio.

Cosa vuol dire tutto ciò?

Vuol dire che chiunque, mentre si recherà in banca o banalmente a far la spesa, potrà effettuare controlli medici di routine semplicemente entrando in una cabina presente presso il suo istituto di credito o il suo supermercato di fiducia.

Una volta creato l’ID del paziente, univoco e non hackerabile, tutti i dati raccolti tramite il SalusBox verranno automaticamente inseriti all’interno della cartella digitale personale e saranno perciò sempre disponibili in futuro all’occorrenza.

Si tratta di nuovo capitolo dell’intuizione rivoluzionaria della SalusBank, un software della tipologia “Dispositivo Medico di Classe I“, un vero e proprio archivio e gestore digitale online di cartelle mediche, consultabile in modo semplice da dottori e infermieri in tutto il mondo,  disponibile in ben 53 differenti idiomi.

Un sistema con cartelle cliniche in formato digitale facilmente aggiornabili, assolutamente sicure, consultabili tramite vari supporti e a portata di mano grazie alla rete internet.

Un’autentica rivoluzione per quanto riguarda la gestione delle emergenze mediche e la velocizzazione dei tempi di intervento, con una notevole riduzione degli errori ed un aiuto concreto al personale sanitario, spesso costretto a lavorare in condizioni inimmaginabili.

In ultima analisi si tratta di una banca dati contenente qualsiasi tipologia di esame medico o documento che, una volta caricati online, vengono gestiti tramite appositi ed intuitivi programmi.

Il successo dell’iniziativa ha portato ad una rapida diffusione dell’utilizzo del servizio ed alla nascita di nuove sedi sparse per il mondo, come quelle di Belgrado, San Paolo, Milano, Marbella e Riga, Lugano, Zurigo, Singapore, Miami

SalusBank è una realtà aziendale svizzera impegnata dal 2001 nella realizzazione di un avveniristico progetto sanitario, per rimodernare e migliorare la gestione della salute delle persone.

Una mission aziendale che da anni porta a fondere concetti di imprenditoria, tecnologia e servizi al cittadino in modo da rendere più accessibile la fruizione dei dati sanitari personali ad ogni singolo utente e ai loro medici curanti.

 

 

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Ivano Labruna, Ceo di SalusBank

A Vercelli anziani ammalati e bistrattati: “l’assistenza domiciliare solo un sogno”

Vercelli, 27 settembre 2018 – Sei un anziano ammalato, bisognose di cure ed assistenza ma hai una pensione e una casa, guadagnati dopo 40 anni di lavoro e duri sacrifici? Allora non hai diritto ad alcuna assistenza da parte delle istituzioni perché considerato “ricco”.

A denunciarlo la scrittrice Barbara Appiano, paladina della buona sanità, dell’ecologia, dell’ambiente e dell’arte, che interroga l’Italia e le istituzioni locali della Città di Santhià, in provincia di Vercelli, ove attualmente dimora, nella persona del sindaco Sig. Angelo Cappuccio, presidente del CISAS consorzio intercomunale per i servizi sociali, sulla inesistente assistenza domiciliare agli anziani, sebbene sia prevista da provvedimenti della stessa Regione Piemonte.

In Italia secondo studi recenti si invecchia senza che vi sia ricambio generazionale, perché non si fanno più figli.

Gli anziani sono il punto di partenza e di arrivo per educazione, testimonianza e senso del sacrificio con il quale hanno contribuito, sacrificandosi a ricostruire il paese nell’ultimo dopoguerra.

Gli anziani, sostiene la scrittrice, sono la memoria e il punto di riferimento fra passato, presente e futuro anche se oggi sono strumentalizzati in ogni dove, dalle truffe porta a porta ai maltrattamenti nelle case di riposo, all’abbandono totale.

Ed è proprio l’abbandono il protagonista dell’appello della scrittrice che vuole focalizzare l’attenzione del mondo della politica nazionale e locale partendo da una storia personale.

La scrittrice Barbara Appiano recentemente è stata operata di un tumore e oggi, ancora convalescente e sottoposta a terapie, vive una situazione famigliare al limite dell’assurdo.

La scrittrice, proprio per quello che svolge a livello letterario e nell’ambito della sua famiglia si ritiene una “lavoratrice socialmente utile“, assiste un fratello disabile psichiatrico, Mario di 52 anni, che sebbene sia da secoli iscritto alla lista dei lavoratori di fascia protetta con collocamento obbligatorio per inserimento obbligatorio nel mondo del lavoro , il lavoro non lo “trova” mai.

Ad allargare la sua famiglia vi è un zio materno, zio Pinotto, ultra 85enne, spesso personaggio dei suoi romanzi per le storie che narra e per la temerarietà con cui a 7 anni durante la guerra, andava di nascosto a vedere i film di Tarzan per imparare a nuotare. Che per lui significava gettarsi da un’altezza di 10 metri circa da un ponte del canale Cavour a Crova, nel vercellese dove è nato, per portare a casa le carpe, altrimenti non si mangiava…

Fatta questa premessa e preso in considerazione che ultimamente in Piemonte si è parlato molto del “Care Giver”, figura molto attenzionata ultimamente dai media e dai vari governi che si sono susseguiti, per cercare di intervenire sulla problematica dell’emarginazione e dell’abbandono degli anziani, mediante contributi economici finalizzati alla qualificazione professionale dell’assistenza famigliare.

Ruolo ricoperto attivamente dalla stessa scrittrice nella sua famiglia, vista l’assistenza a zio Pinotto 24 ore al giorno, pur essendo malata lei stessa, e che per questo ha interpellato le istituzioni per essere riconosciuta come Care Giver.

La Regione Piemonte, ove la scrittrice risiede, ha istituito leggi regionali varie quali la DGR 39 e seguenti mirate previa valutazione tecnicamente detta U.V.G. (Valutazione geriatrica , che comporta una commissione medico-sociale atta alla stessa valutazione del caso), che hanno lo scopo di aiutare a domicilio le persone anziane non autosufficienti ultra 65 anni e anche di età inferiore, riconoscendo un contributo per l’anziano non autosufficiente o per l’assistente famigliare.

La scrittrice, avuta la comunicazione del punteggio che colloca lo zio Pinotto nella fascia di intensa assistenza con un contributo riconosciuto nella GDGR 39 istituita dalla Regione Piemonte fino ad euro 1.350 euro o in alternativa un contributo fino ad euro 400,00 all’assistente famigliare, si è rivolta al CISAS di Santhià, ente gestore che deve erogare tali contributi.

La risposta è stata da parte dell’assistente sociale addetta ai servizi per gli anziani che l’ultimo contributo l’hanno dato ad un signore privo di reddito e allettato e che lo zio in fondo è ricco perché ha la pensione del lavoro e la casa. Pensione che secondo la scrittrice non gli hanno regalato, visto che ha lavorato per più di 40 anni e casa che ha acquistato con enormi sacrifici e che purtroppo non è agibile avendo barriere architettoniche che non consentono allo zio di abitarvi, visto che è allettato in ossigeno terapia 24 ore su 24.

Barbara Appiano ha chiesto spiegazioni alle istituzioni sanitarie di Vercelli, nella persona della dott.Serpieri, direttore generale, che nonostante ripetute telefonate e nonostante una comunicazione via mail inviatagli, rappresentando e documentando il problema.

“La DGR 39 non preveda liste d’attesa ed è assurdo che una persona allettata, sofferente, cardiopatica e non autosufficiente debba ancora aspettare. Èd è assurdo che si preveda la decurtazione di punti di valutazione e una penalizzazione perché si è “ricchi” perché si ha una casa ed una pensione dopo 40 anni di lavoro come agricoltore e operaio metalmeccanico” denuncia accorata la scrittrice.

Inoltre a tale discordanza circa lista d’attesa per erogazione contributi e in alternativa erogazione all’assistente famigliare nella fascia di assistenza alta per anziani non autosufficienti, non pongono i veti che il Consorzio CISAS pone, e nonostante questo Appiano non ha ricevuto nessuna spiegazione.

Se poi questa lista d’attesa è un provvedimento ad hoc per sfiancare i cittadini bisognosi, allora la scrittrice propone che si dia qualcosa a tutti, si da non discriminare i malati tra di loro per non innescare quella che è una guerra fra poveri.

La scrittrice ha spiegato che deve assentarsi per le terapia antitumorali e che non sa come fare e la risposta è stata una proposta di ricovero in una casa di riposo, che andrebbe a sradicare lo zio Pinotto dalla sua famiglia e dai suoi nipoti, dal cane Vera e dal gatto Rufus, che gli tengono compagnia.

Lo zio della scrittrice passa interi pomeriggi a narrare le storie della sua infanzia alla nipote che utilizza le sue testimonianze da inserire nei libri che scrive.

Perché zio Pinotto, anche se allettato e sottoposto ad ossigeno terapia e cure che prevedono ben 14 pastiglie giornaliere, è una persona che ricorda, magari a tratti, la sua infanzia in modo romantico e surreale, raccontando storie vissute che la nipote trasfonde nei suoi racconti e romanzi.

La DGR 39 della Regione Piemonte oggetto della richiesta della scrittrice non prevede inserimento in casa di riposo, ma prevede l’esatto contrario, e cioè un progetto di umanizzazione della malattia, delle infermità degli anziani finalizzate a conservare il ruolo che l’anziano ha come depositario di saggezza ed esperienza all’interno del proprio nucleo famigliare.

“Se è vero che è impossibile attuare la DGR 39 perché non vi sono denari sufficienti, perché allora l’assessorato alle politiche sociali e dell’assistenza sociale non comunica in modo ufficiale che tale legge non è più attuabile e che i progetti di domiciliarizzazione dell’anziano in ambito famigliare mediante i contributi non è più attuabile?Si eviterebbe quantomeno che le persone perdano tempo,senza false speranza di una assistenza di facciata, destinata solo a pochissime persone”, si interroga la scrittrice, non trovando alcuna risposta dalle istituzioni.

Non dimentica la scrittrice di sottolineare di come la DGR 39 per valorizzare il progetto di assistenza a domicilio dell’anziano non autosufficiente prevede obbligatoriamente che vi sia già riconosciuto anche il contributo dell’indennità di accompagnamento proprio per stigmatizzare che non c’entra il fatto che l’anziano di turno abbia questo contributo, che di per se non è sufficiente per un eventuale ricovero in casa di riposto.

Anzi, al contrario, la DGR 39 vuole contribuire per evitare il ricovero in casa di riposo.

Barbara Appiano si è sempre distinta per le sue battaglie e per la sua passione civile, e attende che le istituzioni rispondano  a lei e a tutte quelle famiglie che hanno lo stesso problema dell’assistenza a domicilio degli anziani.

 

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Per interviste e contatti:

bappiano@virgilio.it

 

 

 

 

 

Dall’esperienza di Clinica Mobile del MotoGP nasce l’algoritmo per la gestione dei pazienti

Rimini, 6 settembre 2018 – L’esperienza “estrema” di Clinica Mobile sui circuiti nazionali ed internazionali nel Motomondiale, è nato l’algoritmo capace di ottimizzare l’organizzazione della gestione dei pazienti.

Tanti pazienti da trattare in pochissimo tempo con risorse e spazi limitati, uscendo dal contesto puramente agonistico, e nell’ottica di migliorare l’organizzazione dei servizi per ogni paziente, ha visto così la luce nuovo progetto tecnologico, nato dall’incontro tra il Dr. Zasa, Direttore Sanitario di Clinica Mobile nel Mondo e Andrea Pari, AD di ArzaMed, realtà specializzata in software di gestione e ottimizzazione di servizi sanitari.

L’applicazione interamente su cloud permetterà di gestire il flusso di appuntamenti medici in maniera ottimizzata in base a tre variabili: tempo, spazio e risorse. Tre variabili che vengono calcolate automaticamente e dinamicamente dall’algoritmo in base al flusso di informazioni inserite, modificando real time la pianificazione degli appuntamenti.

I risultati attesi sono calcolati sullo storico di utilizzo del software medico da parte di 500 operatori sanitari, attivi in 16 regioni italiane ed in Svizzera.

Grazie a questo algoritmo si sono registrati risultati notevoli:

  • – 32% dei tempi di attesa per l’accettazione dei pazienti;
  • – 43% di appuntamenti mancati / no show;
  • – 25% di appuntamenti disdetti;
  • – 30% costi di gestione;
  • – 18% del costi personale front desk;
  • – 20% tempo impiegato al telefono.
    *Stime arrotondate per difetto

“Gli obiettivi del progetto – spiega Andrea Pari AD di ArzaMed – sono quelli di migliorare il percorso di cura e prevenzione dei pazienti attraverso l’automazione della gestione organizzativa, clinica e relazionale dei centri medici. Riduzione delle tempistiche di attesa e intervento ed accesso alle informazioni mediche anche in mobilità sono due delle prerogative a cui stiamo lavorando. I primi test, effettuati sulla versione Alpha dell’applicazione, hanno prodotto risultati al di sopra delle aspettative. Entro febbraio 2019, una versione Beta sarà resa disponibile ad un gruppo eterogeneo composto da studi medici specialistici, poliambulatori, equipe multidisciplinari, psicologi e fisioterapisti.

ARZAMED

ArzaMed è una startup innovativa, nata nel 2018 dall’esperienza di Andrea Pari e Alberto Ghiribaldi, che sviluppa software innovativi basati su tecnologia cloud che rendono più sicura e semplice l’acquisizione, il controllo, l’archiviazione e la gestione dei dati personali e sensibili. Opera prevalentemente nell’ambito sanitario e conta già più di 500 utenti in 16 regioni italiane e in Svizzera.

CLINICA MOBILE NEL MONDO

Clinica Mobile, nata negli anni ‘70 su idea del dottor Claudio Costa, è il punto di riferimento sui circuiti di tutto il mondo, sia per il Motomondiale che per il Campionato del Mondo Superbike. Oggi il Direttore Sanitario il Dr. Zasa l’ha trasformata in un centro medico per il trattamento di condizioni sanitarie acute e un luogo dove i piloti possono ritrovare il naturale assetto psico-fisico dopo le sessioni di prove libere, o recuperare da infortuni precedenti.

 

 

Video intervista del Dr. Zasa, Direttore della Clinica Mobile:

 

 

Andrea Pari e Alberto Ghiribaldi di ArzaMed, partner software medico di Clinica Mobile

 

 

Dr. Michele Zasa, Direttore Clinica Mobile

 

 

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CONTATTI STAMPA:

ArzaMed srl
Andrea Pari / Giulia Fabbri
Via Ghisleri, 22 – 47921 Rimini (RN)
Tel. +39 800 26 08 70
Email: info@arzamed.com
www.ArzaMed.com

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