Gli ultimi scorci dell’impero romano in “Le Ultime Voci”, il nuovo romanzo storico di Gerlando Fabio Sorrentino

Gli ultimi scorci dell’impero romano nel nuovo libro di Gerlando Fabio Sorrentino

Roma, 9 dicembre 2021 – È uscito “Le ultime voci” il nuovo romanzo di Gerlando Fabio Sorrentino, autore siciliano. Il romanzo ha una chiara ispirazione storica. Tutto parte dal 390 d.C., era in cui già si intravede il tramonto dell’impero romano d’occidente. L’imperatore Teodosio è costretto a umiliarsi al cospetto del potente vescovo Ambrogio, a seguito della strage di Tessalonica: ormai il potere temporale della Chiesa è sempre più ingerente, nonostante ci siano molte reticenze, anche da parte di aristocratici, ad abbandonare gli antichi culti pagani.

Anche sul fronte politico l’Impero appare al capolinea. Eugenio, l’usurpatore, ha già radunato un esercito: lo scontro con Teodosio avverrà sul fiume Frigido. Alla storia si intrecciano poi le vicende di una misteriosa comunità, gli Eurotheis, che ai margini dell’impero lotta per salvare dall’oblio il sapere di un’intera civiltà. Le ultime voci è il racconto dell’irreversibile crisi di un sistema politico e ideologico: la fine di un mondo.

A pochi giorni dall’uscita l’opera sta riscuotendo notevoli consensi tra i lettori e la critica e la pagina Facebook dedicata al romanzo www.facebook.com/LeUltimeVoci annovera già 2000 followers.

Gerlando Fabio Sorrentino è nato ad Agrigento nel 1968 e vive attualmente a Pescara. Ha già pubblicato un romanzo, Luna Fritta (2009, Fermento) e una raccolta poetica, I sogni dei ciechi (2012, Rupe Mutevole).

Il libro è composto da 659 pagine, è pubblicato dalla Casa Editrice Porto Seguro di Firenze, nella collana “Fiamme di carta”, e si può acquistare online alla pagina: www.portoseguroeditore.com/prodotto/le-ultime-voci-limpero-romano-prima-del-tramonto/?fbclid=IwAR3mip4KdLL24ZAshdWXnPcWCh-Eyk-MGRyaN-UvEOk3_tkut2xJY4dzRNA.

 

 

 

 

 

Esce “Il dono inaudito”, per riconoscere le nostre ambiguità e i paradossi della vita

Un autore triestino, con nome in codice Nico Coppola, sfida i lettori a riconoscersi nel suo romanzo crossover ”Il dono inaudito”

Trieste, 16 gennaio 2020 – È un romanzo visionario sulla natura paradossale della realtà e sulla circolarità dell’esistenza, l’inviluppo inesorabile in cui si formano e si consolidano le nostre identità.

E, con esse, le nostre ambiguità, e gli autoinganni con cui le giustifichiamo a noi stessi.

Stiamo parlando dell’opera “Il dono inaudito”, pubblicato da Temperino Rosso Ed. di Brescia nella collana ‘Giorni possibili’, di Nico Coppola, pseudonimo dell’autore triestino.

Uscire dal cerchio e guardarsi dalla parte dello specchio, da un non luogo sospeso in un altrove indeterminato, è l’espediente per riconoscere il meccanismo nella sua intima, spudorata essenza, a prezzo dello smarrimento dell’identità.

Riuscirà il protagonista a riappropriarsene?

L’azzardo inaudito di Nico è provare a farlo, contro ogni legge di probabilità, invocando il soccorso (“io sono la mia lettera nella bottiglia”) di chi voglia riconoscere nel suo dono, almeno in parte, anche se stesso.

Sullo sfondo Trieste e Ferrara, il nord padano e il Sud di TerraMare, una Sicilia onirica e la musica nei villaggi turistici di mezzo mondo, il ricordo di una montagna incombente e la crisi di una generazione borghese.

“Il dono inaudito” non rientra nelle normali categorie solitamente attribuite ai libri (autobiografia, pamphlet, noir, romanzo contemporaneo, ecc.), ma le abbraccia tutte, almeno una volta, nelle sue 376 pagine.

”E lascia una sorta di vertigine“, come confida un personaggio allo stesso autore.

Il libro è già disponibile in tutte le librerie e piattaforme online, anche in versione ebook.

Gli interessati possono concordare con l’autore presentazioni in pubblico dell’opera e interviste, oppure possono richiedere l’invio di una copia del romanzo per recensioni critiche accreditate tramite la mail nikcop@virgilio.it.

 

 

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Contatti stampa:

nikcop@virgilio.it

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Dopo i premi arriva Letarghya, il nuovo sci-fi crime di Andrea Di Bartolo che “sembra un film”

Alessandria, 12 febbraio 2019 – È uscito Letarghya, il nuovo poliziesco di fantascienza di Andrea Di Bartolo in vendita su Amazon Libri.

Il romanzo deriva dalla sceneggiatura di un cortometraggio finalista ad un importante concorso nazionale “Best Short” indetto dalla importante rivista di settore Best Movie e dalla Inside di Luca Argentero, ed è stato anche in finale negli Stati Uniti alla “Back in the box competition 2016“, organizzato dalla Fernleif Productions.

Partendo proprio da quelle pagine, l’autore ha voluto espandere l’universo così creato ed esplorare più approfonditamente i personaggi e le loro storie personali, cercando di regalare al lettore l’impressione di non leggere soltanto un romanzo ma di vedere un film, che è il fine ultimo per cui Letarghya è stato scritto.

Le vicende narrate nel romanzo sono ambientate nel prossimo futuro, quando la razza umana verrà modificata geneticamente da un nuovo tipo di farmaco l’LW426 e sottoposta a periodi di letargo forzato di 6 mesi. Il tutto per poter sfruttare il meno possibile le ridottissime risorse naturali del pianeta terra. Letarghya è la storia di Jonathan Bane, un poliziotto addetto al recupero degli umani in fuga dal loro stato artificiale di letargici, che si imbatte in un’organizzazione terroristica dalla cui sconfitta dipende il destino dell’umanità.

Una terribile verità sul presente e sul futuro della razza umana si nasconde però dietro le folli gesta architettate dal loro leader, il Dottor Arnold Kilman.

Andrea Di Bartolo, di Alessandria, classe 1970, ha iniziato il suo percorso scrivendo sceneggiature e realizzando cortometraggi e video musicali, che hanno ricevuto diversi riconoscimenti nazionali e internazionali. Tra questi ricordiamo Blackmail e Level 05 (selezione ufficiale allo Short Film Corner 2017 – 70° Festival de Cannes, ai Premi David Di Donatello 2018 Sezione Cortometraggi, al Cyborg Film Festival 2017 al 12 Months Film Festival, al Cardiff International Film Festival 2017 al Fake Flesh Film Festival 2017 e al The Monthly Film Festival 2017).

Scrivere Letarghya, per lui, è l’inizio di un percorso che ha come obiettivo ultimo la produzione del lungometraggio tratto dallo stesso romanzo.

Per i Book Trailers, i filmati in cui è possibile vedere l’ambientazione in cui si svolge la storia i lettori e gli appassionati possono iscriversi alla pagina Facebook https://www.facebook.com/letarghya/ o consultare il sito dell’autore all’indirizzo www.andreadibartolo.it.

Letarghya è in vendita su Amazon sia in formato ebook che cartaceo.

 

Link video: www.youtube.com/watch?v=z5vfU3iXw-g

 

 

 

 

 

 

Bankageddon, esce il romanzo sulla crisi finanziaria del 2008

Esce Bankageddon, il libro che racconta cosa è successo sui mercati dal 2008 con le vicissitudini di un ex banker della city

Milano, 7 novembre 2018 – Da dove viene e dove va a finire questa crisi senza sbocchi in cui siamo caduti dal 2008? Se siamo tutti indebitati fino al midollo, chi sono i creditori di tutto questo ben di Dio? Perché ci ritroviamo in questa situazione? C’è una via d’uscita in fondo al tunnel?

Queste e altre domande inquietanti sono l’ossessione che colpisce, non solo metaforicamente, il giovane banker della city londinese ingiustamente licenziato, protagonista del romanzo Bankageddon, che racconta cosa è successo sui mercati finanziari, e sull’economia, a partire dal 2008.

Mentre la crisi economica e finanziaria travolge tutto, lui cerca di ritrovare se stesso e i sogni infranti da uomini senza scrupoli della finanza d’assalto.

Poi la rinascita. Accompagnato dal sogno, trova l’amore sincero di Consuelo che rinnova la sua capacità di ascoltare la vita con emozioni autentiche. Sotto la guida di una presenza ormai costante e illuminante, Giovanni apre un blog di contro-informazione finanziaria per raccontare al mondo intero le vere cause della crisi.

Improvvisamente trova un tesoro insperato: una serie di antichi manoscritti. Documenti sconosciuti che gli sono stati regalati da un amico d’infanzia, nei quali scopre i racconti delle vite straordinarie di uomini che agli albori dell’economia utilizzarono la finanza per costruire un mondo migliore.

Sulla via del futuro, però, Giovanni viene misteriosamente rapito e si imbatte nel volto feroce di una misteriosa società segreta dotata di un potere inimmaginabile. Come dicono gli uomini di questa setta, i confini del bene e del male non esistono.

Niente è come sembra, nulla è semplice. E non c’è alcuna scelta priva di rischi.

Per scoprire come Giovanni ne verrà fuori, e come potremo uscire tutti dalle spire mortali di un’economia che non può più crescere all’infinito, bisognerà arrivare alle ultime pagine.

 

CHI È ALEX RICCHEBUONO

Alex Ricchebuono è un grande appassionato di storia economica ed evoluzione monetaria, scrive articoli e libri e da anni si occupa di divulgazione finanziaria.

Laureato in Economia e Commercio all’Università di Torino, ha lasciato l’Italia molto giovane per lavorare tra New York, Parigi e Londra con alcuni tra i più importanti gestori patrimoniali del mondo. Ha maturato oltre 20 anni di esperienza nel settore dell’Asset Management e dell’Investment Banking, ricoprendo ruoli di responsabilità per importanti società del settore finanziario come Credit Suisse, Janus Capital, Brevan Howard (UK), BNP Paribas e altri grandi operatori internazionali.

Nel 2013 è ritornato a Milano e attualmente è partner e responsabile per la distribuzione di fondi di terzi ad Advanced Capital SGR, prima società ad aver lanciato un fondo di fondi di Private Equity nel sud Europa.

Ha condotto il documentario in 4 puntate Money Art andato in onda su RAI 5, uno dei canali culturali della Radio Televisione Italiana, nel quale ha raccontato gli intrecci tra il mondo della finanza e quello dell’arte.

Ha inoltre ricoperto il ruolo di Presidente del Comitato Promotore delle Coniazioni Ufficiali di EXPO 2015.

 

Callcenter: “Nell’industria dell’alienazione ti contano i minuti della pipì”

Torino, 22 novembre 2018 –  “Mi sono infiltrata in un callcenter perché volevo provare di persona le assurde condizioni di lavoro che sapevo essere al limite dell’assurdo. E una volta assunta mi è stato dato subito il target dei secondi per ogni attività che potevo svolgere, compreso l’andare in bagno per fare la pipì”.

A parlare è la scrittrice Barbara Appiano, Infiltratasi in un callcenter per avere una esperienza diretta, e poterne poi scrivere, per denunciare le condizioni di vita e di sfruttamento dei lavoratori del settore.

“Svolgevo il mio compito di video terminalista in uno stanzone enorme con altri 50 operatori alle prese con cuffie, telefoni e un display che scandiva il tempo di ognuno di noi. Un display tipo quelli degli aeroporti, che riporta però tutto quello che fai, e che non appena ti siedi ti tramuta improvvisamente in un numero” continua la scrittrice.

“Se per qualsiasi ragione perdi la telefonata in arrivo questa viene dirottata ad altri operatori, ma tu perdi minuti preziosi e vieni perfino multato. E se ti alzi perché ti viene da grattarti il naso e ti togli la cuffia, che è collegata al display del “grande spione”, ecco che riparte il conteggio dei minuti non lavorati. 

Gli stessi minuti che insieme ai minuti della pipì, del pranzo e del caffè, vanno ad incrementare i tuoi minuti di pausa, diventando tutti insieme un dato che misura la tua inefficienza”.

L’alienazione del callcenter trova poi la sua massima espressione nella velocità che il video terminalista velocista deve avere dal momento che prende la telefonata, e deve risolvere il problema di chi chiama in 2 minuti.

Sforato questo tempo il “grande cervellone spione”, come un kapò da lager, fa una resoconto dei minuti sforati, e questi ti vengono poi detratti dalla busta paga.

È un vero e proprio sfruttamento scientifico, di ogni singolo minuto della vita delle persone, comprese le 8 ore di formazione iniziali, che ho scoperto essere pagati da associazioni sindacali, con soldi presi dallo stato” dice ancora Barbara Appiano.

Una esperienza nuda e cruda, che viene raccontata senza filtri nel libro “Il pianista velocista a cottimo”, che riporta nel dettaglio l’alienazione delle “fabbriche telefoniche” dei callcenter.

Un racconto che vuole rimarcare proprio i valori della “fabbrica sentimentale” di Adriano Olivetti e la visione profetica di Pier Paolo Pasolini che predisse la massificazione della nostra società in tempi non sospetti, ben oltre 40 anni fa.

Un reportage che racconta la perdita dei valori universali di fratellanza e solidarietà, sostituiti dall’antagonismo e dalla competizione fra i lavoratori, dal loro sfruttamento alienante, nel nome della efficienza e della produzione” ci spiega ancora Barbara Appiano (www.appianobarbara.it).

Una infiltrazione coraggiosa quella della scrittrice vercellese, che l’ha portata ad osare fino ad essere scoperta nella sua missione di “testimone dell’alienazione”, e che l’ha trasformata in oggetto di minacce per la pubblicazione del libro.

Minacce che la scrittrice non ha però preso in considerazione, pubblicando per intero la sua esperienza.

Il libro è edito da Kimerik editore, con la prefazione della Prof.ssa Francisetti Brolin Sonia, docente di lettere al liceo Giordano Bruno di Torino e dottore di ricerca all’Università ‘La Sapienza di Roma”. 

La prolifica Appiano ha in attesa di pubblicazione ben altri  5 romanzi, che la stessa ha illustrato in una vetrina sul proprio sito www.appianobarbara.it: a novembre uscirà la raccolta di aforismi “Adelante Palabra”, a gennaio 2019 “L’italia a fumetti, l’italia a denti stretti”, un romanzo a fumetti in cui i narratori saranno Topo Gigio e Calmero, e che narreranno la storia dell’Italia dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri.

In stesura anche un romanzo dal titolo provvisorio “La leggenda del pasticcere aviatore”, una storia semiseria  e in parte vera che tratta della fame e della distribuzione del latte in Cile durante la presidenza di Allende che ha permesso ai bambini di ricevere mezzo litro di latte al giorno.

 

 

Il romanzo denuncia sulle condizioni di lavoro nei callcenter

 

 

 

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A Ravenna presentazione del libro “La verità del lupo e altre rimostranze”

Ravenna, 12 novembre 2018 – Lunedì 12 novembre alle ore 18.30 presso il VinVita Cafè di Ravenna (Via Monfacone,10), sarà presentato il libro epistolario favolistico “La verità del lupo e altre rimostranze” di Gabriele Andreani. Un libro in cui i personaggi di fiabe e favole classiche prendono foglio e penna e scrivono infuocate lettere di protesta ai loro autori e missive minacciose, personali, confidenziali ad altri personaggi delle stesse fiabe e favole.

Un articolo giornalistico sulla vera storia del Pifferaio Magico, la richiesta di riabilitazione avanzata da Caino e un racconto, Buco Nero ZX999, come recita il sottotitolo, per una fiaba ancora da scrivere, completano questo epistolario magico.

Lo stile è umoristico, alcuni argomenti trattati focalizzano problematiche di grande attualità quali il diverso, l’abbandono e l’abuso di minori, il bullismo, la vita coniugale, lo straniero, la malattia, ecc.

L’autore Gabriele Andreani, pesarese, per diversi anni ha ricoperto incarichi dirigenziali e direttivi nella Polizia di Stato in Italia,  presso la questura di Ravenna ed è stato docente di criminologia presso l’Università Carlo Bo.

L’evento è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna, con il saluto dell’amministrazione Comunale, insieme al Direttore della Biblioteca Classense Dott. Maurizio Tarantino.

Interloquiranno con Andreani, Alessandra Maltoni Centro Servizi Culturali, Francesca Giommi, collaboratrice delle pagine culturali e letterarie de L’Indice, Il Tolomeo e il Manifesto.

 

 

“Dialoghi al Correale”, Giancarlo Magalli ospite del Museo Correale di Sorrento

Per “I Dialoghi del Premio Penisola Sorrentina” il prossimo week end arriveranno nel museo fondato dai nobili sorrentini Pompeo e Alfredo Correale l’autore televisivo Giancarlo Magalli, lo scrittore lucano Lo Pomo e il dg della Regione Campania Rosanna Romano

Sorrento, 22 ottobre 2018 – Il Museo Correale di Terranova a Sorrento apre le sue porte, il 26 e 27 ottobre prossimo  a “I Dialoghi del Premio Penisola Sorrentina”, un format culturale a corollario dello spettacolo di premiazione che avrà luogo la sera del 27 al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento.

Il museo sorrentino, presieduto da Gaetano Mauro, ospiterà “Dialoghi al Correale”, la 2 giorni di tavole rotonde che avranno come tema centrale “Il patrimonio culturale”, con un occhio rivolto all’appuntamento internazionale di Matera2019 Capitale Europea della Culturale con cui il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” ha stretto una partnership di promozione cinematografica.

Non a caso tra i protagonisti ci saranno due giornalisti ed intellettuali lucani: Oreste Lo Pomo direttore di Rai Basilicata con la sua opera prima narrativa “Malanni di Stagione” (Cairo Editore) presentata il 26 ottobre da Nino Cuomo e Azzurra Iole Filosa, e Paride Leporace, direttore della Lucania Film Commission che il sabato 27 mattina terrà una relazione su “Matera 2019, nuova stella polare del cinema meridionale”. Sempre il 27 mattino (start ore 10.30) ci saranno gli interventi su cinema e beni culturali di Gianni Russo e del Direttore generale della Regione Campania Rosanna Romano.

Ma l’ospite più atteso è l’autore, doppiatore e conduttore tv Giancarlo Magalli che parlerà delle differenze tra il cinema di ieri e di oggi con un intervento dal titolo “La fama è eterna finché dura”.

La due giorni dei “Dialoghi al Correale”, promossa con la collaborazione del Comune di Sorrento, è stata inserita nell’Agenda Europea del Patrimonio Culturale 2018.

Nell’anno italiano del cibo poi il Premio “Penisola Sorrentina” e “Il Museo Correale” in collaborazione con il vivaio Ruoppo proporranno una speciale rubrica denominata “Iconemi gastronomici”.

Si tratta di un evento di valorizzazione della identità sorrentina collegata aai paesaggi e ai fermenti della Scuola di Posillipo, movimento pittorico paesaggistico di cui il Correale è scrigno importante, custodendo opere di Van Pitloo, Gigante, Duclère. Curatori degli “Iconemi gastronomici” saranno l’artista Giuseppe Leone e Plo ched stellato Giuseppe Aversa.

 

Giancarlo Magalli sabato 27 ottobre sarà protagonista al Museo Correale di Sorrento

 

 

A San Fele presentazione di “La chiave del cuore. San Fele tra arte, fede e leggenda”

È dedicato al sud tra fede e leggenda il nuovo libro di Anna Maria Gargiulo, la scrittrice sorrentina vincitrice del Premio “Penisola Sorrentina” e del “Capris San Michele”.

Potenza, 23 luglio 2014 –  Si intitola “La chiave del cuore. San Fele arte fede e leggenda” il nuovo libro della sorrentina Anna Maria Gargiulo, edito dal Comune di San Fele, piccolo centro della Basilicata famoso per le sue cascate (chiamate nel dialetto locale Uatteniere) ma soprattutto per aver dato i natali a San Giustino De Jacobis, missionario partito da Napoli per andare ad evangelizzare l’Etiopia.

Il libro indaga le tradizioni, il paesaggio, la cultura, la fede tra spiritualità, leggenda, magie. Un saggio di antropologia culturale in un territorio gremito di simboli e di suggestioni.

“Mi auguro che questo libro possa aiutare a conoscere la nostra comunità, le nostre radici e le nostre bellezze incontaminate”, afferma il Sindaco di San Fele Donato Sperduto.

Anna Maria Gargiulo vive in Penisola Sorrentina. Esperta di politiche sociali, esorcista, docente, ha diretto diverse strutture assistenziali per gli anziani.

Il suo nuovo pamphlet sarà presentato a San Fele nel pomeriggio di martedì 24 luglio, alla presenza del Vescovo della diocesi di Melfi, Rapolla, Venosa, Mons. Ciro Fanelli.

“Rivolgo il mio plauso all’Amministrazione comunale nelle persone del sindaco Donato Sperduto e dell’Assessore alla cultura Raffaella Carlucci che, insieme con il coordinatore del progetto Antonio Bruno, hanno voluto affidare a un’eccellenza della penisola sorrentina, come la Gargiulo, questa ricerca a metà strada tra la letteratura etnoantropica e il sentimento.            Come diceva San Giustino de Jacobis, la parola diventa la chiave del cuore, per aprire porte di memoria e di futuro ”, dichiara Mario Esposito, patron del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, il prestigioso riconoscimento internazionale di cui Anna Maria Gargiulo è stata insignita insieme con il premio “Capri San Michele” per i suoi lavori saggistici sui temi del sociale e della fede.

 

A Viareggio incontro con la scrittrice Barbara Appiano

Viareggio, 26 giugno 2018 – La scrittrice Barbara Appiano sarà a Viareggio mercoledì 27 giugno per una conversazione culturale con la cittadinanza in cui si parlerà del suo ultimo libro “Città senza semafori e case con le ruote”. L’incontro, a cura dell’ associazione culturale “Il giusto della vita” si terrà alle ore 18:00 presso Villa Argentina (Via Vespucci, 44), con la partecipazione di Silvia Parenti, della D.ssa Emma Sangiovanni e con le musiche di Irina Boutzmakova.

“Citta’ senza semafori e case con le ruote” è il romanzo folle e visionario dell’autrice Barbara Appiano, edito dalla Fondazione Mario Luzi Editore di Roma che opera sotto l’egida dell’ Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e collabora con l’Istituto Dante Alighieri e l’Accademia dei Lincei,

Si tratta di un vero e proprio romanzo visionario, così come descritto nell’introduzione “un romanzo sogno, caduto dalla bicicletta, quella di mio nonno”.

Mio nonno Ernesto in questo romanzo si dimentica di morire, rimanda il suo funerale, incontra Babilon, una terremotata della città dell’Aquila, si uniranno a loro Robinson Crusoe e Venerdi, e chiuderanno la comitiva i Templari, guardiani del Tempio di Gesù” racconta l’autrice.

Questa combriccola diventerà la ‘Confraternita dei temerari dell’incenso’, e l’incenso sarà quello che respireranno a Petra, città che nell’antichità è stata il crocevia del commercio dell’incenso.

L’incenso odoroso nelle notti di luna con il falò acceso davanti alla città fantasma di Petra, porterà la Confraternita’ dei Temerari dell’incenso verso la città di Calcutta, i monsoni contrari al loro cammino li ribalteranno indietro e si troveranno senza saperlo nel deserto del Gobi, incontreranno un vecchietto che munito  di bastone e mappamondo cammina senza faticare solcando la sabbia del deserto come fosse sull’acqua.

Si tratta di un ospite eccellente di questo romanzo, è Giordano Bruno, che terra’ una lectio magistralis sulla Natura e Dio.

In questo viaggio che è un giro nel mondo dei terremoti e delle alluvioni attuali e passate che hanno sotterrato civiltà e città che non avevano i semafori, la ‘Confraternita dei Temerari dell’Incenso’ interverrà sulle spiagge della Siria per aiutare una balena che persa la rotta si è spiaggiata davanti allo scenario devastante della guerra, arriveranno altre balene a spiaggiarsi, si che la guerra  verrà sospesa sine die perché i paesi belligeranti con l’aiuto della ‘Confraternita dei Temerari dell’incenso’ insieme e collaborando e posando i fucili aiuteranno le balene a ritornare in mare.

La guerra finirà grazie all’aiuto delle balene.

“Città senza semafori e case con le ruote” parla anche di case, quelle che vi portate nel cuore, che munito di ruote viaggia nelle emozioni degli altri per farle vostre e parla di semafori accesi e funzionanti e non come quello di Cavaglia, in provincia di Biella, che non funziona dai tempi dei Templari” racconta ancora Barbara Appiano.

Semafori che daranno il verde per diventare una grande comitiva planetaria di sognatori che caduti dalle varie biciclette, che useranno i piedi con le ali per volare sopra il dolore.

“Tu mi hai dato il tuo male e io l’ho accolto nel mio cuore, ed è diventato dolore.  Da li’ non se ne vuole andare perché vuole diventare amore”.

“CIttà senza semafori e case con le ruote”, un romanzo insomma che vuole dirci che l’amore aspetta che il semaforo spento si accenda, e non si spenga più.

Il ricavato del libro verrà in parte devoluto alla Pengo Life Project, associazione no profit che si occupa di divulgare in Italia il problema drammatico del bracconaggio cui sono sottoposti elefanti e rinoceronti.

L’associazione è spesso ospite della trasmissione ‘Arca di Noè’ del TG5, in cui la giornalista Maria Cocozza tempo fa lesse il racconto della stessa Barbara Appiano “L’orizzonte e il precipizio”, tratto da “La solitudine del giaguaro”, che narra le avventure di iShukuhru elefantina orfana.

 

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Per interviste e contatti con la scrittrice:

bappiano@virgilio.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Copertina libro “Città senza semafori e case con le ruote”

A Marina di Massa incontro con la scrittrice Barbara Appiano

Massa Carrara, 22 maggio 2018 – Sabato 26 maggio a Marina di Massa, provincia di Massa Carrara, si terrà la presentazione del romanzo “Umanità Anno Zero” della scrittrice Barbara Appiano.

Il libro, edito dalla Fondazione Mario Luzi Editore di Roma che opera sotto l’egida dell’ Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e collabora con l’Istituto Dante Alighieri e l’Accademia dei Lincei, è un romanzo di formazione, paragonato alle pietre miliari Pinocchio e al Piccolo Principe.

Il romanzo nasce dal ricordo dell’autrice che quando aveva 5 anni a Torino cercò di liberare un elefante dal circo dove si trovava con mamma e papà, ma riacciuffata dall’ ‘elephant guard’ non potè realizzare il sogno di libertà di quell’elefante.

Lo farà con Araba, elefantessa protagonista assoluta insieme a Calypso, che la libera dal circo, bimbo profugo siriano, e Benjamin, Gonzalo e Blasdemetrio tre bambini sopravvissuti alla guerra civile di El Salvador con un insegnante di musica veramente vissuta, la prof. Ausilia Basili, diventata Preside del Conservatorio Paganini di Genova.

Araba con questi piccoli amici attraverserà la storia e il tempo, rapirà la Statua della Libertà, “Lady Freedom”, la quale chiamati a raccolti tutti gli elefanti del mondo depredati delle loro amatissime zanne, gliele restituirà come in una cerimonia eucaristica in sostituzione dell’ostia di Gesù, grazie anche all’intervento di John Maynard Keynes che anche lui entrato in questo romanzo quale infiltrato, convincerà le banche ad aprire il loro caveau e a restituire le zanne ai legittimi proprietari.

E’ una cerimonia universale ove invitati tutti i depredanti del mondo bipedi, quadrupedi, anfibi e cetacei, i nativi d’ America invocheranno Ojkahuè le 5 virtù degli antenati: lealtà, giustizia, coraggio, libertà e amore.

“Umanità Anno Zero” terminerà con Pinocchio che mette a posto anche Krusciov e J.F. Kennedy sfrattandoli dalla Baia dei Porci.

“Umanità Anno Zero” come si capirà è un romanzo fantasmagorico dove la natura è l’assoluta protagonista del nostro mondo, quello che noi stiamo devastando.

Un romanzo fiume, un rafting letterario di grande forza che vi avvolgerà cambiandovi la visione della vita, che merita di arrivare sui comodini di tutti gli italiani.

Un romanzo che viene portato e letto dalla stessa scrittrice in un tour che tocca le scuole medie, per insegnare ai ragazzi i valori e gli ideali del rispetto della natura e di tutti gli essere viventi.

Un romanzo che è stato messo in vendita al prezzo popolare di 10 euro proprio per venire incontro ai ragazzi e stimolarli alla lettura.

 

Riguardo Barbara Appiano

Barbara Appiano, figlia del malcontento, ha all’attivo 6 libri: due pubblicati nel lontano 1990 e 1991, rispettivamente di poesia “Come un’idea come uno scherzo” edito da Ibiskos Editrice con prefazione del dott. Giulio Panzani, giornalista de “La Nazione” di Firenze recentemente scomparso, e “Una vita da raccontare, frammentarietà quotidiane ricomposte a penna” edito da Ibiskos Editrice.

Anno, il 1991, che ha visto Barbara Appiano ospite del Maurizio Costanzo Show.

Un percorso letterario lungo, incubato fino al 2016 con una scrittura visionaria trasfusa in “La solitudine del giaguaro, pensieri surgelati e nuvole sopra i sassi”, con racconti editi da Ibiskos Editrice Risolo.

Racconti di cui un estratto è stato scelto per essere letto dalla giornalista Maria Cocozza de la redazione dell’ “Arca di Noè” del TG5 lo scorso febbraio.

Da allora Barbara Appiano non si è fermata più.

A ruota escono “La semplicità degli ultimi, racconti mozzafiato di un mondo sbalestrato”, racconti editi nel 2017 da Ibiskos Editrice Risolo dedicati agli atleti diversamente abili della FISIP, la Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici e alla loro presidentessa Tiziana Nasi.

Sull’onda di una scrittura travolgente Barbara Appiano pubblica poi una raccolta di aforismi e pensieri definiti da lei stessa “ad alto tasso di combustione in divieto di sosta” dal titolo “Slow thinking, slow reading” edito nel 2017 sempre dalla Ibiskos Editrice Risolo.

È così che si giunge a questa fine d’anno in cui l’autrice regala al suo pubblico il suo primo romanzo “Umanità Anno Zero” mentre ad aprile 2018 uscirà il secondo romanzo “Città senza semafori e case con le ruote, romanzo visionario, romanzo sogno caduta da una bicicletta, quella di mio nonno” romanzo che sarà edito sempre dalla Fondazione Mario Luzi.

E sempre nel corso del 2018 uscirà ancora un nuovo romanzo.

Nel 2017 Barbara Appiano è stata selezionata con 3 sue poesie dalla Fondazione Mario Luzi per l’ottava edizione della ‘Enciclopedia della Poesia Contemporanea Italiana’.

Con lo stesso editore uscirà altra raccolta di poesie inedite segnalata al concorso internazionale di poesia ‘Adelante Palabra’.

Barbara Appiano si definisce “un artista a 360 gradi, che resta un’umile pellegrina della parola all’imbrunire di una società che si deve ridestare”.

Un’ autrice che è una studiosa del pensiero aristotelico e le sue opere, come la sua scrittura, sono una continua sperimentazione linguistica.

Barbara crede infatti nello studio delle lingue diverse fra loro in quanto, sempre secondo la stessa scrittrice “le lingue sono lo specchio di una civiltà ancorché i confini della geopolitica, perché la lingua è quella che conosciamo quando veniamo fuori dalla pancia della mamma“.

“Pertanto la lingua madre sempre con la semantica aristotelica del “significante per il significato” è un algoritmo come una sequenza infinita di numeri dopo lo zero”.

Fedele ad un isolamento artistico che la vede creare nella solitudine campestre di una casa immersa nella campagna vercellese, luogo di memoria e ricordi collegati alla amatissima mamma, Barbara Appiano devolve parte dei ricavati dei suoi libri allo I.E.O. e al Centro Cardiologico Fondazione Monzino di Milano, per la ricerca cardiovascolare e oncologica, strutture che hanno curato per molti anni la mamma amatissima e tuttora ricordata dall’autrice nei suoi libri, chiamandola “Giovannella la Gianduiotta”.

Parte del ricavato dei libri, visto il suo amore per gli elefanti, viene donato anche all’associazione ‘Pengo Life Project’, un progetto italiano che ha lo scopo di fare comunicazione sul problema gigantesco del bracconaggio degli elefanti e dei rinoceronti, due specie a rischio, visto che se non si riuscirà a fare nulla nel 2025 non ci saranno più elefanti, visto che vengono uccisi uno ogni 15 minuti.

Barbara Appiano resta semplice e se stessa sempre, fedele solo alla sua scrittura, l’unica che “la guida nel mondo come un cieco che ha ritrovato la luce dopo il buio”.

 

 

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