A Sorrento il cinema incontra la realtà virtuale

All’esperto internazionale di realtà virtuale e aumentata docente a Manchester, Timothy Jung, il Premio Penisola Sorrentina

Sorrento-Napoli, 21 ottobre 2022 – La tecnologia è ormai in grado di influenzare il nostro modo di vivere tramite un impatto diretto sulle percezioni, in particolare vista e udito, accrescendole in termini di sensibilità ed esperienza.

Di cinema tra estetica, tradizione ed innovazione si parlerà a Sorrento il 28 ottobre, in occasione dell’inaugurazione del Premio Penisola Sorrentina, prestigioso evento promosso dal Comune di Sorrento con la direzione artistica di Mario Esposito e il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Direzione generale cinema ed audiovisivo del Ministero italiano della Cultura e della Film Commission Regione Campania. A moderare i lavori saranno il patron della kermesse, Mario Esposito e la giornalista Raffaella Salamina, direttrice de Il Giornale Off.

Produrre nuova cultura, nel solco della tradizione, ma anche della modernità, dello sviluppo e del rilancio: è questa la mission del “Premio Penisola Sorrentina”, annuncia il Sindaco di Sorrento Massimo Coppola.

La realtà virtuale e la cinematografia sono un connubio che va avanti da più di vent’anni: sono decine i film che hanno preso spunto da un mondo parallelo fatto di connessioni e relazioni tridimensionali. Best experience dell’incontro sarà quella del progetto audiovisivo: “La Divina Commedia in VR: l’Inferno, un viaggio immersivo”, prodotto da ETT Spa – azienda del Gruppo SCAI esperta in creatività e innovazione digitale – unica realtà italiana ammessa, ad aprile scorso, all’evento clou internazionale delle tecnologie immersive, ovvero la XR International Conference di Lisbona .

“La Divina Commedia VR: l’Inferno, un viaggio immersivocortometraggio, della durata di circa sette minuti, accompagnato dalla voce dell’attore Francesco Pannofino, permette allo spettatore di vestire i panni del Sommo Poeta e di varcare le soglie dell’Inferno per intraprendere il suo viaggio. Integrazione di computergrafica e riprese cinematografiche in Realtà Virtuale, grazie alle quali è possibile vivere un’esperienza coinvolgente ed immersiva. In particolare, ETT si è occupata interamente della produzione in CGI Animation, con un lungo lavoro di ideazione, progettazione e realizzazione di modelli animati in 3D, partendo da uno storyboard profondamente legato ai versi e alle allegorie della Divina Commedia.

Molto atteso a Sorrento l’intervento di Timothy Jung, l’esperto di fama internazionale di XR e VR. “Le tecnologie trasformeranno in modo significativo l’industria cinematografica”, avverte lo studioso, tra i maggiori esperti a livello mondiale, celebre per il suo lavoro di ricerca nei campi della realtà aumentata e realtà virtuale per il turismo, i beni culturali, l’istruzione, la formazione e l’assistenza sanitaria.

Fondatore e direttore di Creative AR & VR Hub e capo del gruppo di ricerca MMU AR & VR dell’Università metropolitana di Manchester, Regno Unito. Dal 2017, presiede l’International AR & VR Conference. I suoi interessi nell’ambito della ricerca comprendono AI, IoT, Big Data e l’innovazione tecnologica immersiva 5G orientata al benessere e alla qualità della vita. Inoltre, ha collaborato alla stesura di “Augmented Reality and Virtual Reality” il libro più scaricato in Business and Management nel 2018.

Al Prof. Jung il Comune di Sorrento consegnerà il premio speciale per cinema ed innovazione. Premiati anche Adele Magnelli, ideatrice e responsabile del progetto audiovisivo dantesco in realtà virtuale, e Carlo Rodomonti, responsabile del marketing strategico e digital di Rai Cinema. A rappresentare a Sorrento ETT, che ha già vinto in passato i Best Paper Awards, saranno anche Federico Basso e Alessandro Cavallaro, rispettivamente regista e storyteller dello short film in VR, che dopo il talk verrà visionato dal pubblico e dagli studenti aderenti alla sezione Lab del Premio “Penisola Sorrentina”.

Di gusto originale il confronto con le tecniche e i risultati tradizionali nel cortometraggio e nella cinematografia. Un riconoscimento speciale sarà, infatti, assegnato al regista sorrentino Antonino Giammarino per l’opera prima: “Anna Mendoza”.

L’evento continuerà il giorno successivo con la Press Junket, curata da Pier Paolo Mocci (direttore di Fortune Entertainment) in dialogo con Anna Pavignano, coautrice con Mario Martone del documentario in produzione: “Laggiù qualcuno mi ama” dedicato a Massimo Troisi.

A chiudere la due giorni al Teatro Tasso un grande spettacolo di musica e cinema con ospiti internazionali.

 

Timothy Jung, Manchester University

Da Sorrento verso Sanremo 2023, con il cinema e la fotografia

 Il Sindaco di Sorrento Coppola: “Produrre nuova cultura è la mission del Premio Penisola Sorrentina”.

Roma, 14 ottobre 2022 – Si compone il parterre della 27esima edizione del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, in programma a Sorrento il 28 e 29 ottobre prossimi.

Ad una serie di iniziative e riconoscimenti organizzati con il sostegno del Mic, Direzione generale Cinema ed Audiovisivo, e dalla Film Commission Regione Campania, si affiancherà una produzione televisiva promossa dal Comune di Sorrento nell’ambito degli eventi di punta del cartellone autunnale.

Sul palcoscenico del Teatro Tasso si succederanno attori ed artisti prestigiosi di rilevanza nazionale ed internazionale, ma anche rappresentanti di tutta la filiera delle produzioni cinematografiche.

Tra questi, per la fiction “Noi” prodotta da Cattleya (nata dalla pluripremiata serie americana “THIS IS US”), ci saranno la fotografa Jessica Guidi e l’attrice Angela Ciaburri, che nella serie tv ha interpretato il personaggio di Betta,  versione italiana di Beth,  moglie di Randall in “This is Us”, interpretata da Susan Kelechi Watson.     

Un momento speciale sarà riservato al rapporto tra la fotografia ed il cinema e sarà presentato,  in anteprima nazionale, uno speciale progetto editoriale del Premio Penisola Sorrentina, ideato dalla giornalista Viridiana Myriam Salerno:  un libro, primo ed unico nel suo genere, che analizzerà l’importanza delle produzioni cinematografiche, della lunga serialità e letterarie oggi, in Italia e soprattutto in Campania, come motore di ripartenza culturale, turistica e, dunque, economica.

La lettura di questi spunti di riflessione avverrà nel volume  in preparazione (edizioni Backstage & Stage)  attraverso le fotografie di scena della fiction NOI, scattate sul set da Jessica Guidi e le sue fotografie inedite dei luoghi di Napoli che compaiono nella fiction.

Il volume, che avrà la postfazione di Vincenzo Russolillo, farà parte delle scelte di “Writers”, la rubrica dedicata ai libri di Casa Sanremo 2023, la Casa ufficiale del Festival della Canzone italiana.

Grazie a questo libro, impaginato da Alfonso Papa, si apriranno così le porte del mondo del “Backstage”, con particolare attenzione ai luoghi, perché, soprattutto dopo la pandemia e in questo periodo mondiale così critico, è fondamentale fare conoscere a 360 gradi le bellezze paesaggistiche della  Campania ma anche quanto lavoro e quante figure professionali ci siano dietro una produzione: addetti ai lavori di grande professionalità e talento, che meritano le luci della ribalta insieme ai nomi famosi degli attori e dei registi.

Produrre nuova cultura, nel solco della tradizione, ma anche della modernità, dello sviluppo e del rilancio: è questa la mission del Premio Penisola Sorrentina. Non è per caso, infatti, che abbiamo voluto accompagnare l’edizione 2022 di questa prestigiosa rassegna con un claim dai toni inequivocabili: la cultura è il motore della rinascita”, dichiara  il Sindaco di Sorrento Massimo Coppola.

 

L’attrice Angela Ciaburri al backstage di “Noi”- FOTO DI JESSICA GUIDI

Distrofia muscolare: in “Tutto di me” la potenza delle parole che raccontano la vita

Achille Lauro introduce l’opera prima di Francesco Venturi, affetto da distrofia muscolare sin da piccolo, dichiarandosi perdutamente innamorato di chi ferma sui fogli i pensieri più nascosti per donarli

Roma, 21 gennaio 2022 – “Ho scelto la poesia, poiché l’unico modo per descrivere la mia vita così piena di ostacoli ed “inciampi” è quello di utilizzare il canto, una poetica che sottolinei la bellezza inusuale del mistero di questa esistenza”. Con queste parole si aprono le pagine di “Tutto di me”, l’opera prima del giovane Francesco Venturi, affetto da distrofia muscolare sin da ragazzino.

Marchigiano, classe 1999, Francesco da sempre coltiva il sogno di scrivere, perché, a suo dire, è solo attraverso l’arte della parola che ha scoperto di poter raccontare il suo posto nel mondo, prima con i testi delle canzoni rap e poi con la poesia.

Ed è così che nasce la sua prima raccolta di poesie e flussi di pensiero con i quali l’autore “butta fuori tutto sul proprio conto”; lui che si definisce a doppio cognome, il primo di sangue ed il secondo, copiato ed ingombrante, che porta il nome Duchenne, la distrofia muscolare con la quale convive da quando è piccolo e che è ha contribuito a definire ciò che è oggi e a tratteggiare la sua visione della vita.

Un universo di emozioni, dunque, introdotte con profondità dall’amico di Francesco, che è anche uno dei più noti protagonisti della scena musicale italiana, Achille Lauro.

Il talentuoso artista dalla inconfondibile poetica ha da subito sposato il progetto perché crede nella forza delle parole e sigilla così la chiusura del libro: “Sono perdutamente innamorato delle persone che fermano su fogli di carta i pensieri più nascosti per donarli al mondo, chi sogna l’irreale per poi dipingerlo, chi decide di raccontare la propria storia offrendola a chi la ascolterà”.

Sì, perché il libro è prima di tutto il dono di pensieri e stati d’animo che cambiano la prospettiva su noi stessi e sul mondo; che aprono a nuove possibilità di azione e invitano a nuove occasioni di relazione, pur nel coraggio di non nascondere la paura, la rabbia e la fatica.

Esattamente come la consapevolezza del limite fisico legato alla distrofia muscolare di Duchenne (DMD), malattia genetica rara che colpisce un bambino su 5.000 e da subito dichiarata da Francesco nel suo racconto, che apre a spazi generativi nei quali trovano casa i sogni e i progetti tutti da costruire.

Si tratta di una malattia neuromuscolare i cui segnali si manifestano già nei primi anni di vita. I bambini perdono progressivamente la capacità di deambulare e, successivamente, vedono un interessamento dei muscoli respiratori e cardiaci. Diventa allora fondamentale una presa in carico multidisciplinare per tutto il percorso di vita, esattamente come avverrà nel prossimo Centro Clinico NeMO Ancona.

La sua apertura è prevista entro la primavera, presso l’A.O.U. Ospedali Riuniti a Torrette. Quella di Ancona diventa la settima sede di un network già presente a Milano, Roma, Arenzano, Brescia, Trento e Napoli.

Ciò che rende unici i Centri NeMO è la caratteristica di avere all’interno del loro reparto ben 23 specialità cliniche che possono prendersi cura in maniera personalizzata e puntuale della persona; dal neurologo, al neuropsichiatra infantile, allo pneumologo, al nutrizionista, al fisiatra, al terapista occupazionale, allo psicologo, per citarne alcuni. Non solo, in ognuno di essi è sempre molto importante l’attenzione e la cura agli spazi personali di degenza e alle aree relax, dedicate sia agli adulti che ai bimbi. È proprio qui che, da questa settimana, sarà possibile leggere anche “Tutto di Me”.

L’ingegno poetico di Francesco sta proprio nel riuscire a muovere il lettore alla scoperta di una verità, talvolta scomoda come la vita, ma della quale non si può che rimanerne sempre estasiati e sorpresi – dichiara Alberto Fontana, presidente dei Centri Clinici NeMO – E quando il talento si fa dono per gli altri, diventa impegno per costruire una società nella quale ciascuno possa sentirsi parte integrante e risorsa di valore”.

Mettere le scarpe a un poeta è come isolarlo, diceva Alda Merini, perché i poeti camminano a piedi scalzi per lasciarsi aggredire dalle emozioni e scrivere di poesia. La giusta metafora che spiega come le parole di Francesco passeggiano a piedi nudi sul foglio di carta per addentrarsi nelle pieghe nascoste dei limiti imposti proprio dalla vita, per liberarsi poi nella passione, fino a scovare tratti di un noi che scopriamo ci somiglia.

La potenza delle parole che raccontano la vita. Questo è in fondo il dono più grande e di cui Achille Lauro ne ha colto l’essenza, condividendo il sogno di un ragazzo che da grande vuole essere uno scrittore.

E’ possibile contattare l’autore tramite la mail  francescoventuri1999@gmail.com.

Il libro “Tutto di me”, Lab edizioni, è già disponibile in tutte le librerie online, e non.

 

 

 

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Ufficio Stampa Centro Clinico NeMO – Valentina Tomirotti | Cell. 333 9580672 – ufficio.stampa@centrocliniconemo.it |

Boom di ascolti per Chiara Lubich su Rai 1

La fiction prodotta dalla Eliseo Media di Luca Barbareschi è stata girata in Trentino, con il contributo della Film Commission

Roma, 5 gennaio 2021 –  “Chiara Lubich. L’amore vince tutto”, il Tv  movie girato in Trentino Alto Adige, andato in onda su Rai 1 domenica sera ha riscontrato un enorme successo con oltre 5 milioni di telespettatori, che hanno potuto scoprire o approfondire le vicende umane e spirituali della fondatrice del Movimento dei  Focolari, che ha come obiettivo l’unità tra i popoli e la fraternità universale.

“Il TV Movie su Chiara Lubich è l’ennesimo successo legato al grande talento imprenditoriale di Luca Barbareschi. Eliseo Media è un orgoglio tutto italiano da additare come modello alle nuove generazioni”, racconta Mario Esposito, direttore generale del Premio “Penisola Sorrentina”, di cui Barbareschi ha assunto dal 2018 la presidenza per il settore del teatro, cinema e audiovisivo.

Anche nel 2021 il produttore sarà alla guida del prestigioso riconoscimento campano, che finora ha assegnato a colleghi  attori come Paolo Ruffini, Christian De Sica e Lunetta Savino.

La fiction su Chiara Lubich, prodotta insieme con Rai Fiction e girata a Trento, con il supporto della Film Commission, si aggiunge ad una serie di racconti culturali di cui Barbareschi è stato artefice: dalla storia di Mennea, alla fiction su Mia Martini, fino all’audiovisivo su Adriano Olivetti, uomo ed imprenditore illuminato.

Eliseo media si impegna dunque, attraverso le proprie produzioni, ad essere cinghia di trasmissione di valori identitari di cui il Paese necessita, oggi in maniera ineludibile.

“Il gruppo Eliseo non è solo una sigla imprenditoriale ma una vera e propria comunità epistemica. È un onore per il Premio Penisola Sorrentina aver attivato e rinforzato negli anni una partnership culturale con Barbareschi. Ogni sfida dell’Eliseo è infatti una tensione al bene, è la possibilità di guardare al mondo che ci circonda con nuove prospettive e anche nuove speranze, nel segno di quella Provvidenza immanente di cui proprio la Lubich è stata testimone, e che in qualche modo richiama anche tutti noi promotori culturali a farsi artefici di una Bellezza da vivere, convivere e condividere. Per tutto ciò dobbiamo ringraziare Luca Barbareschi”, conclude Esposito.

 

 

 

 

 

Foto tratta dal Film su Chiara Lubich, andato in onda su Rai 1 (Fonte foto Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Chiara_Lubich_-_L%27amore_vince_tutto#/media/File:Chiara_Lubich_-_L’amore_vince_tutto.png)

 

 

Luca Barbareschi, attore, regista e imprenditore

 

 

 

Cultura: “Nel 2021 Penisola Sorrentina riparte da digitalizzazione, mostre e valorizzazione dei borghi”

Il patron del Premio “Penisola Sorrentina” presenta gli obiettivi dell’agenda 2021: digitalizzazione, fotografia, valorizzazione dei borghi.

Sorrento, 29 dicembre 2020 (Na) – Si chiude l’anno 2020. Un anno orribile per tutti i settori a causa della pandemia Covid, ancor di più per il mondo della cultura e dello spettacolo dal vivo.

Nonostante mille difficoltà il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” è riuscito a celebrare i 25 anni di attività a Sorrento, in collaborazione con il Comune e la Fondazione Sorrento.

Il patron della rassegna, Mario Esposito, presenta l’agenda del 2021, che sarà dedicata alla digitalizzazione culturale, alle mostre dal vivo e virtuali e ad una azione di sinergie e di esportazione di un modello “Premio” anche all’interno di alcuni borghi e zone dell’entroterra.

“Il 2020 ha completamente cambiato i processi, i metodi, gli strumenti e le idee del settore culturale. Molti operatori culturali hanno preferito fermarsi. Noi, con un grandissimo sforzo, rischio e passione, abbiamo inteso affrontare la crisi, cavalcando il cambiamento e pilotando una conversione del Premio. Da testimoni a protagonisti, anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie e delle piattaforme telematiche della cultura, tra cui l’Ecosistema digitale della cultura della Regione Campania. Nel 2021 questo percorso continuerà, ponendo una serie di contrappesi che restituiranno al Premio la sua dimensione emozionale e spettacolare che quest’anno si è affievolita ”, dichiara Esposito.

Ricordiamo che nel 2020 la kermesse ha realizzato una bellissima pubblicazione dedicata a Sorrento del fotografo siciliano Giuseppe Leone. Ha poi  organizzato un prestigioso Simposio dedicato ad Ambiente, Turismo e Cultura con la presentazione della “Carta di Sorrento”, il modello su cui verranno costruite le nuove azioni culturali ed istituzionali dell’Evento. Ha premiato infine, in versione phygital, artisti come Lunetta Savino, Lello Arena, Peppe Servillo, Leo Gassmann.

Significativi anche i riconoscimenti ottenuti e le attenzioni istituzionali dimostrate verso l’iniziativa: dal Parlamento Europeo, alla Rai, fino al Mibact (rappresentato dalla Sottosegretaria Anna Laura Orrico e dal Consigliere per gli Affari Istituzionali del Ministro Franceschini Giampaolo D’Andrea intervenuti al Simposio delle Premio), e alla Regione Campania.

Da iniziativa territoriale ormai il Premio “Penisola Sorrentina” ha assunto una forte dimensione nazionale, che si prepara anche a nuove sfide ultranazionali, grazie alla nascente sinergia con Exordium, il sodalizio animato dal sannita Peppe Leone, che annovera come presidente onorario Berardo Paradiso, già Presidente della Camera di Commercio Italiana a New York e imprenditore americano particolarmente attivo nel settore della cultura.

Comincia dunque a scaldare i motori la articolata macchina organizzativa, che per il 2021 conferma e rafforza gli avvicinamenti tra settori e sistemi culturali dei diversi ordinamenti regionali e nazionali.

 

Mario Esposito, patron del Premio Penisola Sorrentina

TV, Giancarlo Magalli: ” In Campania scoprii Troisi, Arena e De Caro”

“Si chiamavano i Saraceni e io volli che cambiassero nome e divennero La Smorfia.  Sono legato alla Campania. Ad ottobre prossimo tornerò a Sorrento per il premio Dino Verde. Vorrei diventare cittadino onorario della Penisola Sorrentina”.  

Roma, 24 febbraio 2020 – Giancarlo Magalli, autore e conduttore televisivo ricorda il suo legame umano e professionale con la Campania ed annuncia che ritornerà a Sorrento ad ottobre prossimo per la venticinquesima edizione del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” durante il quale viene assegnato il premio Dino Verde per la televisione .

“ Sono orgoglio e felice di avere annualmente una scusa per tornare a Sorrento . Anzi confesso che vorrei diventare cittadino onorario della Penisola Sorrentina.  Mi piace il generoso orgoglio campanilistico, con molti comuni a distanza di pochi chilometri: qui è Meta, qui è Piano, qui è Sorrento!”, esclama sorridendo Magalli.

“Amo in genere la Campania, che ritengo la terra più fertile dal punto di vista culturale. Ha tutti gli indicatori di civiltà e bellezza: la poesia, la musica, la  gastronomia. È un territorio cui dobbiamo dire grazie”, dichiara il noto conduttore televisivo

Magalli fa parte della giuria del premio Dino Verde, la sezione speciale dedicata al papà del varietà televisivo :  “ho ricevuto il premio nel 2017 ed oggi sono nella Giuria. Il Premio Penisola Sorrentina è un riconoscimento prestigioso, importante che è bene incastonato in un territorio fantastico. Si onorano a vicenda”.

A Magalli, affiancato da Gustavo Verde (figlio di Dino) e da Gino Rivieccio, toccherà individuare il vincitore per la tv della venticinquesima edizione.  Il riconoscimento punterà ad individuare un protagonista della tv di qualità.

“Io ho fatto entrambe le tv. Quella di ieri e quella di oggi, che faccio ancora”, dice Magalli. “Quando è nata la tv, nel 1954, non c’erano autori e presentatori. All’inizio attinse i talenti dal settore teatrale e dalle riviste. Non a caso in tv i primi autori furono Garinei e Giovannini. E quindi Amurri, Verde. Tra i primi conduttori ci fu Mario Riva, un attore di varietà. O ancora Alberto Lupo ed altri.  Oggi questo non si fa più: non ci sono gli autori. Oggi ci sono i format. Spesso nascono in Spagna, Olanda, Francia e quindi poi  vengono adattati in Italia”. 

Alzare il livello di qualità della televisione è una questione di gusto e di budget.  “Il gusto – dichiara Magalli – può essere educato o diseducato. Ormai il pubblico pretende questo standard che vediamo ogni giorno. La moltiplicazione dell’offerta dei canali in tv da una parte è stata cosa davvero buona, dall’altro però ha abbassato  il budget. Inevitabilmente quindi la qualità complessiva ne risente.  I proventi non bastano spesso a compensare autori, registi validi e così via”.

Tra gli show men più apprezzati dallo storico autore e conduttore c’è Fiorello, il mattatore del Festival di Sanremo 2020 targato Amadeus. “Fiorello è bravissimo. Soprattutto ha una grande fortuna: quella di poter lavorare solo quando gli va.  Lui studia continuamente, si fa venire nuove idee.  Ha quindi il tempo di elaborare prodotti vincenti”, dice Magalli.

In Campania Magalli venne a conoscere anche tre ragazzotti simpatici in veste di autore della trasmissione “No Stop”, un talent ante litteram.

“Quando scrissi “No stop” – ricorda Magalli – pensai ad una pedana di lancio per giovani talenti. Nel 1977 potei attingere ad un serbatoio enorme. Feci una selezione molto accurata e andai in Campania, dove mi avevano segnalato tre bravi ragazzi che si chiamavano “I Saraceni”, che io ribattezzai “La Smorfia”: Troisi, De Caro ed Arena.  Presi  poi dal nord  i “Gatti di Vicolo Miracoli”, una new entry come Beruschi, che faceva il ragioniere alla Galbuseri biscotti. Altri tempi per la tv”.

Un tv che muta ma che resta sempre la stessa nella sua gestione e regolarizzazione interna.

 “La lottizzazione in tv è sempre la stessa. Prima aveva però una maggiore stabilità. Io quando entrai ebbi come primo direttore generale Bernabei, poi ho avuto Biagio Agnes. Devo evidenziare che erano direttori attenti, ti chiamavano e collaboravano alla realizzazione dei programmi. Oggi è un po’ tutto cambiato.  Spesso diventa difficile anche essere ricevuti, con nostro enorme rammarico: ed è la sorte mia, di Baudo, della Carrà”, afferma il conduttore.

Spesso si parla di un cambiamento per la vita professionale di Giancarlo Magalli, ormai sempre più identificato con la trasmissione “I Fatti Vostri”.

“Sono trent’anni di “Fatti Vostri”, esclama Magalli.  “Prima mi prendevo anche io qualche “vacanza”. Facevo tre anni ai Fatti Vostri, poi conducevo “I cervelloni, , “Papaveri e Papere” e poi ritornavo ai “Fatti Vostri”. Ormai sono undici anni di fila ai “Fatti Vostri”.  Sono tanti, forse troppi!  Chissà  se quando ci rivedremo ad ottobre al Premio Penisola Sorrentina qualcosa sarà cambiato”.

 

Ludovica Nasti: un’ “Amica geniale” pluripremiata

Ludovica Nasti conferma la sua bravura e la sua sensibilità. Insignita del Premio “Penisola Sorrentina” lo dedica al reparto di oncologia del Pausillipon di Napoli

Napoli, 9 gennaio 2020– Ludovica Nasti, giovine attrice puteolana, protagonista della prima serie RAI dell’ “Amica geniale”, in cui interpreta Lilla, accantona un 2019 ricchissimo di soddisfazioni e di riconoscimenti internazionali.

Proprio in queste sere, da mercoledì 8 gennaio,  RAI2 sta mandando in onda le repliche della prima serie,  diretta da Saverio Costanzo e tratta dal primo volume della quadrilogia di Elena Ferrante che racconta l’inizio dell’amicizia tra Elena e Lila. Andata in onda nel dicembre 2018 su Rai 1, la prima stagione ha raccolto consensi di critica e pubblico, realizzando una media di 6 milioni 909mila spettatori e il 29.5 di share, risultando il programma tv più visto della stagione. Dopo un’anteprima cinematografica, a febbraio la Rai manderà in onda la seconda serie, “Storia del nuovo cognome”, in cui ritroveremo la Nasti in qualche flash back narrativo e le due protagoniste adolescenti saranno, invece, interpretate da Margherita Mazzucco e Gaia Girace.

“L’amica geniale” è la storia di un’amicizia ambientata in una Napoli popolare degli anni 50. La serie ha dato grandissima visibilità alla Nasti, che per la sua interpretazione ha ricevuto premi prestigiosissimi, tra cui il Premio Virna Lisi a Roma, l’”Italiana Movie Award” a New York e il Premio “Penisola Sorrentina” a Piano di Sorrento.

Ogni premio mi dà un’emozione diversa”, dichiara la Nasti, che oltre la splendida bravura rivela anche una grandissima e rara sensibilità. Sul palco del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito ®”, mentre riceveva il riconoscimento della Regione Campania da Enzo Agliardi, Rosanna Romano ed Alfonso Longobardi, un po’ commossa Ludovica ha, infatti, voluto dedicare il premio a tutti i suoi amici del reparto oncologico del Pausillipon di Napoli.

“Insieme ce la possiamo fare”, ha affermato la piccola- grande attrice, ma soprattutto la piccola-grande donna e amica. Un’amica geniale.

 

La protagonista dell’ “Amica geniale” Ludovica Nasti è stata premiata come attrice rivelazione del 2019

 

Riparte il “Penisola Sorrentina”: un premio culturale tra Rai, Senato e alte istituzioni

Riparte l’organizzazione del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” con nuove sfide, nuovi luoghi e nuove idee.  Il Presidente della Rai Marcello Foa dichiara: “la Costituzione e la bellezza del multiculturalismo sono valori che il Premio Penisola Sorrentina incarna da ormai ventiquattro edizioni”

Roma, 2 dicembre 2019 – È ripartita l’organizzazione del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, che nel prossimo anno vedrà nuove sfide, nuovi luoghi e nuove idee.  Il Premio si avvia ai venticinque anni di storia e testimonia l’apertura di un territorio ad una rassegna spettacolare dal valore etico-civile, che soddisfa un’esigenza di carattere non solo ludico e ricreativo ma anche e soprattutto culturale.

La necessità di promuovere una rilettura del territorio e delle sue potenzialità, tendente ad esportarli e a farli convergere con altre esperienze nazionali, ha trovato progressivo riconoscimento nelle più alte istituzioni. E si prepara a farlo ancor di più nell’edizione 2020 della kermesse, guidata da Mario Esposito.

Tra i soggetti istituzionali coinvolti di recente anche il Senato e la Rai, per lo speciale progetto “Senato & Cultura”, insignito del riconoscimento come migliore progetto di comunicazione.

“La RAI, nella sua veste di servizio pubblico, da sempre si impegna a coltivare attraverso i propri progetti e programmi i valori della cultura nonché della conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese. All’insegna della sinergia tra i pilastri della nostra Costituzione e la bellezza del multiculturalismo, valori che il Premio Penisola Sorrentina incarna da ormai ventiquattro ediizoni, come ben dimostrano i numerosi riconoscimenti e illustri patrocini di cui è stato insignito”, ha detto a proposito il Presidente della Rai Marcello Foa.   

Dal 1996 ad oggi si sono susseguiti progetti, eventi e filoni culturali che, dietro il brand del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, hanno concorso al riconoscimento della città di Piano di Sorrento come “luogo culturale” e hanno contribuito a trasfigurare in senso sociale categorie e personaggi della Penisola Sorrentina, nel rispetto di quel “genius loci” che rivolge attenzione alle identità e alle situazioni soggettive.

Tutto ciò ha fatto del Premio “Penisola Sorrentina” un vero e proprio brand di produzione, capace di rappresentare in giro per l’Italia la bellezza e la potenzialità estrema di un territorio, in termini economici, culturali, turistici.

L’attenzione verso le altre regioni italiane, che sono state protagoniste del Premio e spesso hanno ospitato le manifestazioni preparatorie itineranti, come ad esempio la Liguria, la Basilicata, la Puglia, e verso il profilo dell’interesse nelle istituzioni ha permesso, così, una rivalutazione del profilo oggettivo e funzionale della manifestazione rispetto a quello formale e strutturale.

Un contributo reale a un “processo valutativo” che, nell’abbondare il metodo meramente distributivo di una proposta di spettacoli precostituiti o di facili importazioni, ha recuperato la sfida e la valenza di una produzione unica, autonoma e indipendente, che accogliesse una concezione unitaria e, al tempo stesso, trasversale di territorio, diffondendola per l’Italia e ottenendo il riconoscimento delle più alte istituzioni internazionali, tra cui il Parlamento Europeo.

Tale prospettiva, per la nuova edizione, pone al centro della propria missione l’esigenza di un ripensamento dei metodi , delle categorie, delle iniziative, dei personaggi e dei luoghi che ospiteranno la kermesse di rilevanza nazionale.

 

Il presidente della Rai Marcello Foa sottolinea la vocazione culturale e civile del Premio Penisola Sorrentina

Ludovica Nasti vince il Premio ”Migliore attrice rivelazione“

Ludovica Nasti è Lila, una delle protagoniste della fortunata serie diretta da Saverio Costanzo, tratta dal romanzo di Elena Ferrante. A lei il premio come “Migliore attrice rivelazione”

 

Napoli, 21 ottobre 2019 – Nella serie è Lila, una delle due amiche protagoniste della fortunatissima serie RAI, diretta da Saverio Costanzo, ambientata nella Napoli  popolare degli anni Cinquanta.

Lei è Ludovica Nasti, la protagonista, insieme con Elena (interpretata da  Elisa Del Genio), della fiction “L’amica geniale” tratta dal romanzo di Elena Ferrante.

La fiction segue due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità.

Il racconto scava nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, che diventano ragazzine, e poi donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, e i buoni e cattivi sentimenti che nutrono nei decenni, in rapporto vero, robusto.

Ludovica Nasti sarà al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento sabato 26 ottobre (ore 19.30) per ritirare il premio come “migliore attrice rivelazione” nella serata-spettacolo condotta dal patron Mario Esposito ed inserita nel cartello dei grandi eventi dell’Assessorato al Turismo della Regione Campania.

Il sito prestigioso riconoscimento si aggiunge ad una serie di premi importanti che l’attrice, pur giovanissima, ha già ricevuto quest’anno, tra cui il “Globo d’oro” e il Premio Flaiano.

La piccolissima attrice puteolana, dopo il grande successo internazionale, continua a recitare in tv, partecipando alla seconda serie in preparazione dell’”Amica” e in “Un posto al sole”, dove interpreta il ruolo di Mia Parisi.

Ha inoltre terminato le riprese del film “Rosa Pietra Stella”, diretto da Marcello Sannino.

 

 

Piano di Sorrento premia Gino Rivieccio per i 40 anni di carriera

Napoli, 18 settembre 2019 – L’attore Gino Rivieccio si aggiudica la sezione “Dino Verde” del Premio nazionale “Penisola Sorrentina” per i suoi 40 anni di carriera tra Mediaset, Rai e tanto teatro. Quarant’anni di spettacolo celebrati con un riconoscimento speciale del premio “Penisola Sorrentina”, la cui ventiquattresima edizione è in programma il prossimo 26 ottobre al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento.

Gino Rivieccio festeggia così, in maniera speciale, i suoi quarant’anni di professione nello spettacolo, che presero il via nel 1979 quando entrò a far parte della compagnia del Teatro Stabile Sannazzaro di Napoli, al fianco di Nino Taranto, Luisa Conte e Pietro De Vico.

Quindi con la vittoria al festival del cabaret di Loano si propone sulla scena nazionale partecipando accanto a Paolo Villaggio e Carmen Russo al programma Un Fantastico tragico Venerdì”, in onda su Rete 4.

Dall’87 all’89 ha condotto per tre edizioni un striscia a premi del mattino su Canale 5, “Cantando Cantando” avvalendosi della partecipazione di Little Tony, Bobby Solo e Rosanna Fratello. Durante i mesi estivi Marino Bartoletti gli affida uno spazio comico nella trasmissione su Italia 1Calcio d’Estate”. L’anno successivo, sempre su Canale 5, conduce insieme a Lino Toffolo il gioco a premi “Casa mia

Nel 1991 passa alla RAI dove, insieme a Mita Medici e Osvaldo Bevilacqua è protagonista di Sereno Variabile. L’anno successivo presenta con Mara Venier e Fiorello “il Cantagiro” su Rai 2. In quello stesso anno con lo spettacolo “ Spasso Carrabile “ vince il Biglietto d’oro dell’Agis.

E nel 1993 Dino Verde lo sceglie come protagonista della riedizione dello storico “Scanzonatissimo”, che si rimaterializza il suo grande amore per il Teatro. Lo spettacolo che ha come coprotagonista Brigitta Boccoli viene ripreso nella stagione successiva con il titolo “Scanzonatissimo Gran Casinò”. Questa volta con la partecipazione di  Sabina Stilo e le coreografie  di Don Lurio.

E proprio a Dino Verde è intitolata la speciale sezione del Premio “Penisola Sorrentina”, che in questi anni ha visto premiati Lino Banfi, Pippo Baudo, Leo Gullotta, Giancarlo Magalli, Maurizio Micheli.

“Siamo particolarmente felici di consegnare il premio Dino Verde  a un uomo ed un attore che ha sempre conservato il valore dell’umiltà e la cifra della cultura”, afferma Mario Esposito, patron del Premio.

Diversi sono i titoli della sua produzione, ma la colonna sonora di sottofondo della sua vita e del suo palcoscenico resta l’amore per Napoli. Un amore carnale, tatuato nell’anima”  racconta ancora il patron.

Rivieccio ha lavorato a stretto contatto con Dino Verde e con il figlio, Gustavo, che ancora oggi è il suo autore.

Ha  interpretato “Sarto per signora“ di George Feydeau con Luciana Turina e la regia di Vito Molinari. La stagione 2008 l’ha divisa con Vittorio Marsiglia in un varietà scritto sempre da Rivieccio con Gustavo Verde, dal titolo “ Non complichiamoci la vita”. Nel 2009 ha riproposto il genere del one- man show con la Minale big band dal titolo “Quanno ce vò ce vò”.

Nello stesso periodo propone per la prima volta, un cofanetto che raccoglie il meglio dei suoi 30 anni di carriera. Al fianco di Corinne Clery ha portato in scena un classico della commedia. “ Il padre della sposa “ per la regia di Marco Parodi e le musiche di Peppino di Capri. Nel 2012  ha firmato insieme a de Giovanni e a Verde  “ La pazienza differenziata “, ritratto ironico sul momento storico dei napoletani. Nella stagione 2013-2013 ha portato in scena “ Faccio progetti per il passato “ commedia musicale scritta insieme a Gustavo Verde e Gianni Puca.

Quindi  è stato protagonista di un divertentissimo lavoro scritto da Stefano Sarcinelli e Peppe Quintale: “Ti presento mio fratello”. La scorsa stagione  e per il secondo anno consecutivo  ha portato in scena  “Io e Napoli“, un atto d’amore verso la sua città intriso di emozioni ed ironia, garbo, leggerezza e riflessioni. Il tutto suffragato dalle  musiche e gli arrangiamenti del Maestro Antonello Cascone. La scorsa stagione ha ripreso la commedia inglese “Mamma  ieri mi sposo“ in compagnia di Sandra Milo e Marina Suma e  ripropostoil suo one man show Cavalli di ritorno.

Queste solo alcune delle tappe salienti di questi quarant’anni di vita e di spettacolo, suggellati orada un premio speciale.

Un riconoscimento che si aggiunge al successo  della direzione artistica del Premio Massimo Troisi, conferitagli quest’estate dalla Città di San Giorgio a Cremano.

Sarò con gioia al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento per festeggiare, insieme con gli  altri importanti premiati ed ospiti del Premio Penisola Sorrentina l’amore per questo mestiere”, dichiara Rivieccio.

“Sì, questo lavoro bisogna amarlo. Fare questo lavoro solo per diventare famosi è come dissetarsi con la grappa. Questo mestiere bisogna abbracciarlo per comunicare delle emozioni, dei pensieri, dei sorrisi al prossimo. Come mi ha insegnato il maestro Dino Verde, praticarlo solo per il piacere di andare in scena senza avere nulla da dire è come salire su un aereo solo per avere le noccioline gratis” conclude l’attore.

 

Gino Rivieccio durante i primi anni di spettacolo

 

 

 

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