Cresce il mercato dei Videogames: le sfide da superare nel 2022

ADAPTA studio - videogames

Milano, 14 luglio 2022 – Secondo il report annuale di IIDEA, pubblicato negli scorsi giorni, il mercato dei videogame in Italia ha generato qualcosa come 2 miliardi e 243 milioni di euro, con una crescita del 2,9% rispetto all’anno precedente. Un dato che continua a crescere di anno in anno, creando un indotto di centinaia di aziende e startup, e l’impiego di migliaia  di programmatori.

Ma quali sono le maggiori difficoltà che oggi incontrano gli sviluppatori e i technical artists durante la creazione di un videogame?

Ci aiuta a trovare una risposta a questa domanda ADAPTA studio (www.adapta.studio), startup e spin-off del Politecnico di Milano di recente fondazione. Una felice realtà specializzata nello sviluppare applicazioni basate su oggetti grafici 3D ad alto realismo e videogiochi, con algoritmi avanzati volti a ridurre il peso in memoria di tali oggetti senza sacrificarne l’accuratezza.

ADAPTA studio propone una top three delle principali difficoltà caratterizzanti l’ideazione di un nuovo videogioco:

– al primo posto (corrispondente ad una percentuale del 70%),  ci sono sfide legate allo sviluppo tecnologico. La creazione di un videogioco è infatti un processo complesso che coinvolge un numero enorme di sfide tecnologiche cruciali, quali la possibilità di creare oggetti 3D realistici con un basso poly-count al fine di massimizzare le performance; minimizzare il numero di draw-calls (ovvero delle chiamate di disegno) degli oggetti a schermo; massimizzazione gli FPS (ovvero i frame per seconds) al fine di avere animazioni più fluide.

– al secondo posto (per una percentuale all’incirca del 16%) troviamo la difficoltà di reperire professionisti e risorse adeguate: ad esempio, è divenuto famoso recentemente il caso di Star Wars Eclipse e dei rumors secondo i quali sarebbero necessari ancora 6 anni per completarne lo sviluppo per la carenza di personale sufficientemente preparato in Quantic Dream;

– al terzo posto (con una percentuale, circa, del 14%) ci sono problematiche legate al budget. L’instabilità finanziaria dell’ultimo periodo ha avuto un impatto non trascurabile su alcune case di produzione, con relativi tagli degli investimenti.

Focalizziamoci sulla primissima sfida citata, ovvero sulla riduzione del poly-count. Teniamo in considerazione che i moderni videogiochi tridimensionali utilizzando oggetti grafici 3D spesso costituiti da milioni di poligoni. Di contro, sappiamo che esistono molte limitazioni sul numero massimo di poligoni che è possibile renderizzare su computer, console, dispositivi mobile o Browser. Gli  sviluppatori hanno dunque la necessità di ottimizzare il poly-count, al fine di utilizzare il minor numero possibile di risorse locali e di sviluppare videogiochi sempre più performanti.

Il servizio cloud AMAZ3D, realizzato da ADAPTA studio, e lanciato sul mercato proprio in questi giorni, consente proprio di ottimizzare gli oggetti grafici 3D senza utilizzare le risorse locali del computer ma bensì ricorrendo a risorse computazionali remote. Oltre allo spostamento in cloud dell’onere computazionale, il software AMAZ3D, grazie all’utilizzo di algoritmi matematici avanzati, è in grado di ridurre in modo decisamente significativo il numero dei poligoni che costituiscono gli oggetti grafici 3D, pur mantenendo una alta qualità di renderizzazione e consentendo così la creazione di mondi virtuali immersivi caratterizzati da una grafica incredibilmente realistica.

“AMAZ3D cloud permette ad artisti e game designers di disporre di oggetti grafici 3D ottimizzati e pronti in pochi secondi, ad esempio per applicazioni real-time– afferma Leonardo Locatelli, CEO e co-founder di ADAPTA studio.

“Gli algoritmi alla base dell’AMAZ3D cloud hanno performance ottimali sia in termine di preservazione della qualità di renderizzazione sia in termini di tempi di esecuzione, e per questo sono stati sottoposti a brevetto” – aggiunge Simona Perotto, Presidente e co-founder della società.

L’azienda ha lanciato sul mercato AMAZ3D per rispondere alle crescenti necessità di sviluppatori e technical artists del mondo gaming, ma non solo (si pensi, ad esempio, al mondo del metaverso). Si tratta di una piattaforma completa, in cui è possibile utilizzare un vasto range di tools, pensati ad hoc per chi lavora ad alto livello con oggetti grafici 3D, tra cui citiamo il normal baking, il masking, la riduzione del numero di poligoni, la preservazione della texture e delle animazioni, la creazione di LOD chains.

Più nello specifico, la funzionalità di “normal baking” permette di creare automaticamente le cosiddette normal maps di un oggetto grafico 3D, strumento questo fondamentale per preservare i dettagli anche più piccoli dell’oggetto originale a seguito di ottimizzazioni potenzialmente anche molto importanti. Il masking consente di localizzare eventualmente specifiche zone dell’oggetto in cui effettuare (o meno) l’ottimizzazione, in contrapposizione ad un’ottimizzazione uniforme dell’asset di interesse.

Le tecniche implementate di riduzione del numero di poligoni permettono agli utenti di rispettare i budget poligonali pur mantenendo un’ottima qualità di renderizzazione. Tecniche innovative di “preservazione delle coordinate UV” e di “preservazione delle animazioni”  consentono poi di non perdere informazioni relative a texture, bones, rig e skins, animazioni. Infine, la funzionalità di “creazione automatica di LOD chains” permette di creare simultaneamente diverse versioni dello stesso oggetto caratterizzate da un diverso LOD, con preset definiti dagli utenti.

ADAPTA studio, fondata il 21 aprile del 2021, dopo una prima fase di messa a punto di algoritmi avanzati iniziata nel 2019, ha già ricevuto due finanziamenti importanti da PoliHub e 360 Capital Partners; attualmente offre soluzioni e prodotti diversi per l’ottimizzazione degli oggetti grafici tridimensionali al fine di soddisfare le esigenze diverse dei clienti.

 

Google sconfitta in giudizio da un programmatore italiano

Messina, 25 settembre 2017 – Davide contro Golia. È quanto accaduto in questi giorni a Rometta, in provincia di Messina, dove Google costituitasi in giudizio per non aver voluto restituire 25 dollari, ha perso la causa contro il programmatore che l’aveva chiamata in giudizio.

Ma andiamo con ordine e vediamo cosa è successo esattamente.

A Martino Giorgianni, fratello dello sviluppatore software Davide Giorgianni, titolare della One Multimedia Srl, la chiusura ingiustificata del proprio account di distribuzione di App sul Play Store di Google non era andata giù.

Ancora meno era andato giù che, per aprirlo, aveva dovuto versare alla Google Payment Ltd la somma di 25 dollari, mai rimborsatagli dopo la chiusura dell’account che non aveva nemmeno avuto la possibilità di utilizzare.

Ma già Davide, vistosi “espulso” senza appello da Google dalla possibilità di vendere le proprie App per Android, si era dovuto rivolgere al Tribunale, inviando citazione alla società statunitense.

Martino, con l’assistenza dell’Avv. Andrea Caristi, del Foro di Messina, ha citato – azionando l’art 4 del Reg. CE n. 861/2007 c.d. “procedimento europeo per le controverse di modesta entità” –  la Google Payments Ltd, innanzi il Giudice di pace di Rometta, in provincia di Messina, per richiedere la restituzione dei 25 dollari.

Google si costituiva in giudizio, producendo corposa memoria difensiva e sollevando numerose eccezioni di giurisdizione, asserendo la competenza dei Tribunali U.S.A. di Santa Clara (California) ovvero del Regno Unito (Galles) ma il Giudice di Pace di Rometta (ME) ritenuta la sua competenza e giurisdizione ha condannato il colosso a restituire a Martino i 25 dollari ed a pagargli le spese del giudizio.

“Finalmente una prima linea di indirizzo che si muove contro queste multinazionali che schiacciano l’utente utilizzando la loro caratura ed il fatto che non hanno problemi a buttare milioni in cause legali” ha commentato Corrado Faletti, direttore di Betapress.it (www.betapress.it).

“Dobbiamo fare molta attenzione allo strapotere dei colossi del web perché se non ci rendiamo conto che oggi tutto ormai passa per il web, che è in mano a pochissimi giganti, allora manco ci accorgiamo che in pochi hanno in mano il mondo intero” ha concluso il direttore Faletti.

 

 

 

In onda la serie tv “Cerchi di Luce”

Roma, 7 ottobre 2015 – È iniziata la distribuzione della miniserie televisiva intitolata “Cerchi nella luce”. La prima stagione, che comprende 1 puntata zero, 12 puntate standard e una puntata extra conclusiva è già in onda sulle televisioni della Lombardia: TeleMilano (ch 12), Videostar (ch 90-91) e SeilaTv (ch 216), su Telecapodistria (Tv Koper), sulle televisioni della Calabria: RTT Teletebe (canale 115 – 293) ogni sabato alle 20-30 e MEDIASUD canale 292 – 630 ogni domenica alle 19.00 e sulla tv del Lazio Mediacentro.

La serie “Cerchi di Luce” è interamente realizzata da Paolo Goglio, autore, interprete e produttore e percorre le trame di un cammino alla ricerca di una propria luce interiore, in un mondo animato e popolato da percezioni confuse di ordine superiore, quasi mistico e divino, che impediscono di collocarsi nella realtà ordinaria creando una apparente dissonanza fisica e temporale. Alla ricerca di un sè fa da contrapposizione il muro delle contraddizioni esistenziali, in questo dualismo vengono rappresentate le frequenti tradizionali crisi di crescita e di identità che causano confusione e solitudine interiore.

Ci sono dei passaggi in questa ricerca che vanno forse oltre l’apparenza di una realtà non sempre definita. Le puntate si concludono in genere con i Cerchi di Luce dipinti in un cielo notturno, una spettacolare sequenza di rotazioni con delle catene infuocate sembra quasi invocare un rituale di cambiamento per entrare in uno spazio di luce più profonda, che possa giungere non solo ad ogni singolo individuo ma al mondo intero.

Frequente anche la presenza di un altro elemento rituale molto insolito: una conchiglia sonora dal suono primitivo che viene suonata in contesti molto particolari: in cima ad una montagna, in un campo innevato, su una roccia o sotto una fitta nevicata.

Il messaggio che giunge al telespettatore va oltre l’intrattenimento, avvalorato da immagini a tratti spettacolari, realizzate con innovatiche tecniche di ripresa e di montaggio. Lo stile semi-ipnotico

infatti sembra quasi scolpire uno spiraglio di luce nella coscienza, una tecnica di comunicazione che giunge allo sguardo, alla mente, al cuore e all’anima.

L’intera serie è pubblicata in una playlist dedicata anche su Youtube e nei siti web www.cerchidiluce.com e www.amoretv.it.

Approfondimenti su Paolo Goglio, autore della serie televisiva nel blog personale www.paologoglio.com

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