Arte: Filippo Citterio, il barman artista che crea opere con il Flair Bartending

Black Thursday

Milano, 17 dicembre 2019 – Il Flair Bartending è la pratica con cui i baristi intrattengono la clientela, o il pubblico, manipolando strumenti da bar comegli Shaker o bottiglie di liquore in modi spettacolari. Una pratica utilizzata occasionalmente nei cocktail bar, che richiede abilità tipiche dei giocolieri.  

Da oggi però il Flair Bartending entra di prepotenza nel mondo dell’arte grazie al barman Filippo Citterio, che per la prima volta al mondo usa questa tecnica per creare opere uniche al mondo

In arte “Barteu“, Filippo Citterio usa colori acrilici per creare le sue opere d’arte su tela. Primo artista a combinare l’arte del Flair Bartending con la pittura, con cui realizza le sue opere e le sue perfomance artistiche in modo originale e unico.

L’artista barman infatti riempie le sue bottiglie di colori acrilici, e a tempo di musica esegue delle evoluzioni e dei movimenti acrobatici con la precisione e la maestria acquisita dopo anni di allenamento come bartender. 

Lo spirito creativo del barman artista non conosce limiti, e le sue opere di arte contemporanea catturano momenti di intensa azione viscerale realizzati con mosse rapide e impulsive, ma sempre controllate. 

Evoluzioniacrobazie eseguite da Citterio che creano degli schizzi e delle macchie sempre diverse, che contraddistinguono le opere dell’artista con uno stile unico e facilmente riconoscibile.

Una pura interazione fisica con i materiali che ha trasformato la pratica del Flair Bartending in un processo creativo significativo, che rivela qualcosa del mistero e del dinamismo della sua personalità.

“Così tante persone mi hanno detto che gli piace la mia arte perché non è il solito tipo di schizzi e macchie di colore astratte che un artista solitamente realizza. Creo per intrattenere e comunicare e ogni singola opera d’arte creata con questa tecnica è unica nel suo genere”, ha detto Citterio riguardo le sue opere.

Riguardo Filippo Citterio

Filippo Citterio è nato e cresciuto a Milano, dove ha lavorato come barista per 10 anni nella zona dei Navigli, una zona molto popolare nel centro della città con turisti e artisti. 

Grazie alla sua capacità di socializzare facilmente con le persone ha acquisito familiarità con tanti personaggi nel mondo dell’arte e del freestyle.  Cosa che lo ha reso appassionato del mondo dell’arte di strada, in particolare della cultura urbana e hip hop,.

Nel 2017 Citterio si è trasferito in un piccolo villaggio nella campagna francese vicino a Parigi per continuare la sua carriera di barista in un hotel a 5 stelle di Versailles. 

La nuova residenza gli consente di avere abbastanza spazio per eseguire le sue opere, portandolo a creare delle tele realizzate all’interno di cornici fisse come il bordo statico di un dipinto che rivela i processi dinamici di Citterio.

Alla domanda di come abbia sviluppato il suo stile, Citterio ha risposto:

“Parlare di essere un ‘artista’ e avere uno stile a volte mi confonde. Non mi vedo come un artista. Mi vedo come un creatore e un designer che fa cose che le altre persone devono consumare”. 

Molte delle opere di Citterio sono esposte sul sito internet www.artmajeur.com/barteu.

 

 

###

 

Contact Company Name: Barteu il

Contact Name: Filippo Citterio

Phone: +330772341480

Email: barteuparis@gmail.com

 

 

Serie X 1/3

Filippo Citterio Artista Bartender black Thursday 40×40 acrilico su tela

Mostra antologica di Gianni Testa al Vittoriano

Mostra antologica di Gianni Testa al Vittoriano

Roma – Dall’11 settembre al 12 ottobre 2014 si terrà al Complesso del Vittoriano (Sala del Giubileo) la Mostra di pittura antologica del Maestro Gianni Testa.

L’artista esporrà una serie di opere relative ai vari periodi della sua lunga carriera.
L’inaugurazione è prevista per il giorno 11 settembre alle ore 18.30. L’ingresso è gratuito per tutta la durata della mostra.

Chi è Gianni Testa

Gianni Testa è nato a Roma il 23 ottobre 1936, città dove tutt’ora vive ed opera, nel centro storico, in una casa adiacente alla celebre e celebrata Fontana di Trevi. Conclusi gli studi superiori, si è iscritto ai corsi di Architettura presso l’Università La Sapienza di Roma e, nonostante abbia superato a pieni voti il primo biennio, decise di lasciare per dedicarsi completamente alla fiamma passionale della pittura che sempre più forte ardeva in lui. Frequentati i corsi della scuola di restauro presso la Galleria Borghese, sotto la guida della Prof.ssa Della Pergola, ha studiato ed approfondito le tecniche usate dagli artisti nelle varie epoche per interpretare attraverso la raffigurazione della realtà quei sentimenti e quelle emozioni che non poco lo affascinavano, tanto che per altri dieci anni si dedicò quasi completamente al restauro, dal quale venni fuori profondamente motivato per le sue nuove necessità espressive. Lasciò ormai maturo anche lo studio di questa tecnica per dedicarmi agli studi di scultura sotto l’egida del Maestro Bartolini. In quel periodo conobbe e frequentò gli artisti Quaglia, Levi, Guttuso, Calabria e più tardi Pericle Fazzini, con i quali diventò amico. E proprio Levi, che vedendo nelle sue prime opere un certo autentico talento, per il quale si distingue l’artista dal pittore, nel 1962 lo sollecitò a partecipare ed esporre in collettiva insieme con Quaglia, Guttuso, Mazzacurati e Domenico Purificato. L’interesse con il quale la critica nazionale accolse i suoi primi dipinti, oltre che le sue sculture, lo stimolò a proseguire con caparbia tenacia la strada intrapresa, che si rivelerà nel corso degli anni piena di sacrifici e rinunce ma anche colma di successi e di traguardi brillantemente superati. Molti sono stati infatti i premi fin qui conseguiti, le rassegne collettive d’arte cui ha partecipato, dalla Biennale Romana (sin dal 1968) alla Triennale di Milano e alla Quadriennale di Roma (sin dal 1975), solo per citarne alcune, e altrettanti i concorsi nazionali vinti, partendo dal 1° Premio al Concorso “Brandy Italiano” del lontano 1970, fino al recente Premio alla Carriera consegnatomi dal critico d’arte Prof. Vittorio Sgarbi.
La Mostra antologica di Gianni Testa al Vittoriano rappresenta un doveroso omaggio alla carriera di questo artista.
All’interno della mostra Gianni Testa esporrà 26 opere relative ai vari periodi della sua carriera  artistica, dalla serie dei “cavalli”, alla serie della “Divina Commedia” alla serie dei “dipinti liberi”.
Le sue opere e la sua arte
La pittura di Gianni Testa è universalmente conosciuta per i cavalli. Chi dice Gianni Testa pensa subito al “pittore dei cavalli“. Ma la sua arte va oltre questo stereotipo ed è caratterizzata da un cromatismo molto acceso e da figure eteree e turbinose che rimandano a generi pittorici che spaziano dal realismo all’impressionismo. In particolare è da notare la sua capacità di astrarre le forme dalla massa informe delle pennellate, quasi a estrarre la materia dal caos primordiale.
Di seguito alcuni estratti da recensioni di critici famosi:
” Indipendentemente dal soggetto, tutti i lavori di Gianni Testa hanno in comune quel piacere per il colore puro, squillante e ammaliante, che presto è diventato la chiave di lettura primaria di tutta la sua produzione.
Il tema del cavallo è quello che ha regalato il successo all’artista romano ed è anche quello che, all’interno di tutta la sua produzione, gode di un’ampia riconoscibilità. I cavalli di Gianni Testa si impongono e si differenziano da quelli rappresentati da altri artisti: l’artista tralascia di soffermarsi sulle forme, preferendo ritrarli con una tecnica quasi fauves e con un cromatismo acceso che trasfigura la realtà in un impeto espressionista.
A Gianni Testa l’ispirazione per queste composizioni ricche di dinamismo e di energia gli viene sia dallo studio condotto in gioventù su Eugene Delacroix e Theodore Gericoult sia per l’interesse per le forme in movimento. Se con il ciclo dei cavalli Gianni Testa ha conosciuto il successo, è con il ciclo dedicato alla Divina Commedia che l’artista esce dal coro. Questi dipinti, tutti ovviamente ispirati all’opera Dantesca, si staccano dalla rappresentazione oggettiva della realtà e diventano espressione di un mondo interiore fantastico e misterioso.
[Cesare Corbara in Gianni Testa -Evanescenze nel Castello Imperiali, opuscolo divulgativo, Castello Imperiali, Francavilla Fontana (BR), 2012]
“A tenere uniti i cicli della pittura di Gianni Testa c’è quello dei cavalli. I cavalli sono dappertutto, rendendo possente ed epica la sua pittura facendo sì che la visionarietà dei suoi colori,l’inquietudine esistenziale che lo avvicina a Carena, Savinio e De Chirico non sia statica o estatica, di attesa, di contemplazione, ma sia furente, appassionata, agitata da forze saettanti. Quasi una deflagrazione atomica. Il galoppo di cento eserciti, l’esplosione di un vulcano, un terremoto o il diluvio universale. In una parola un’apocalisse perpetua o quello che Giordano Bruno definisce per l’individuo l’eroico furore… È una pittura che non concede nulla all’analisi, che tende a celare, a fare immaginare ma non a definire. Un espressionismo furioso e possente.”
[Raffaele Nigro, in Catalogo della prima mostra antologica città di Monte S. Angelo, Basilica di S. Michele Arcangelo, Castello di Federico II, (FG) Organizzazione mostra European Center, 2003]
L’organizzazione della Mostra antologica di Gianni Testa al Vittoriano
Coordinamento generale Chiara Testa
Fotografie delle opere Alberto Carbonati
Si ringrazia Claudio Ceccarelli Lidia Ceccarelli
LABFORWEB per l attività di web promotion
Organizzazione generale della mostra Comunicare Organizzando
Presidente Alessandro Nicosia
Responsabile Mostra Maria Cristina Bettini
Responsabile spazio museale Francesco Lozzi
Coordinamento generale spazio museale Sabrina Ruben
Segreteria generale spazio museale Francesca Mazza
Servizi tecnici Mihai Virga
Grazie al contributo di Mirko Furkas
Sponsor
Con il patrocinio di
Per info sulla mostra al Vittoriano e sull’artista:
Tel: 3933391846
Social:
Exit mobile version