Bando regionale “Riparti”, se lo aggiudica la Stilmarmo

Bari, 29 luglio 2022 – L’azienda pugliese, capogruppo dell’omonimo gruppo industriale “Stilmarmo”, da sempre impegnata nella valorizzazione della “Pietra di Apricena” in tutto il mondo, e il PoliBa (primo politecnico del sud d’Italia e tra i migliori d’Europa) si sono aggiudicati il bando pubblico “RIPARTI” della Regione Puglia.

La misura regionale si colloca all’interno della “Strategia Europa 2020” per una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile, la quale ha ribadito il ruolo determinante che la ricerca riveste sul fronte dell’innovazione e dello sviluppo del tessuto socio-economico-industriale coerentemente con la “Smart Specialization Strategy” della Regione Puglia. Fondamentale importanza riveste, a tale scopo, lo sviluppo di competenze specifiche, finalizzate allo sviluppo di ricerche innovative in grado di fondere la conoscenza e l’innovazione con la richiesta dei fabbisogni del tessuto economico-sociale.
Il progetto di ricerca, presentato da PoliBa & Stilmarmo, col titolo “Sistemi autoportanti di facciata impieganti blocchi lapidei di scarto per la progettazione sostenibile in area Mediterranea”, vede, come suo responsabile scientifico, Giuseppe Fallacara, del dipartimento di scienza dell’ingegneria civile e dell’architettura del politecnico barese e, quale suo referente operativo, Cinzia Rinaldi, del dipartimento import/export dell’azienda apricenese. Assegnista del progetto, finanziato dalla Regione Puglia, è il noto architetto Micaela Colella, ricercatrice del medesimo politecnico.

L’obiettivo principale del progetto di ricerca è di determinare nuove modalità di utilizzo del materiale attualmente non commerciabile (di scarto), finalizzato alla definizione di una nuova filiera produttiva per la realizzazione di blocchi in pietra di grande dimensione da impiegare nella costruzione di facciate autoportanti o, in alternativa, in sistemi costruttivi portanti per case a basso impatto ambientale. Tali blocchi saranno specificamente progettati e testati per essere utilizzati in ambito mediterraneo e prevedranno l’integrazione delle componenti impiantistiche e di materiali con ottime proprietà di isolamento termico. Dal punto di vista progettuale, la ricerca intende avvantaggiarsi delle più recenti strategie di prefabbricazione avanzata, di progettazione computazionale e BIM, al fine di creare specifici framework in grado di utilizzare i blocchi in modo flessibile e totalmente personalizzato (mass customization).

«Il raggiungimento degli obiettivi appena descritti, oltre all’espansione economica dell’intera filiera e della Regione Puglia» dichiara Alfonso Masselli, responsabile delle relazioni esterne di Stilmarmo «contribuirebbe alla promozione di un approccio maggiormente etico e sostenibile nell’utilizzo delle risorse naturali, delle quali la città di Apricena, con la sua “Pietra” famosa in tutto il mondo, è indiscussa rappresentante. L’impiego cosciente dei materiali lapidei sarebbe in grado di dare un rilevante contributo alla lotta ai cambiamenti climatici. Con questo progetto di ricerca – conclude Masselli – vogliamo caratterizzarci nell’ambito della “manifattura sostenibile”, puntando sulla competitività, l’efficienza, l’innovazione e l’eccellenza tecnologica nei processi produttivi, così da favorire uno sviluppo sostenibile sia in termini di impatto ambientale che sociale».

La partnership con il Politecnico di Bari

La Stilmarmo di Apricena, del cui bacino estrattivo marmifero (secondo in Italia, dopo quello di Carrara) rappresenta il player di spicco a livello internazionale, ha intensificato negli ultimi tempi la partnership con il Politecnico di Bari.

Dopo la partecipazione alla Biennale di Architettura di Venezia 2021 con l’installazione “Porzione d’Infinito” e la realizzazione della mostra “Quarry Visions”, inaugurata ad Apricena, in provincia di Foggia, lo scorso 23 luglio, con l’intervento di Francesco Cupertino, rettore del Politecnico di Bari, Fabio Tellia, associato del celebre studio di architettura “Norman Foster + Partners” di Londra, Anthony Caradonna, docente e ricercatore della prestigiosa università americana “New York Institute of Technology”, e Giuseppe Fallacara, professore ordinario di progettazione architettonica del politecnico barese nonché ideatore della mostra.

 

Bando “RIPARTI” Regione Puglia – Stilmarmo & Politecnico di Bari

 

 

Alfonso Masselli, Responsabile relazioni esterne Stilmarmo
(Ph: Gaz Blanco)

Matrimoni a tempo determinato: l’artista “Colline di tristezza” ne richiede l’istituzione

L’autore di jingle torinese, noto per la maglietta con l’igienizzante (T-Soap), lancia la proposta per modernizzare l’istituto del matrimonio, rivolta al Presidente della Repubblica Mattarella e al Ministro per le pari opportunità Elena Bonetti.

Torino, 6 luglio 2022 – L’artista senza volto Colline di tristezza, noto per il suo impegno nella lotta al fumo e per la salute mentale, richiede l’istituzione dei matrimoni a tempo determinato. La proposta è rivolta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti.

Secondo il non-cantante torinese, viviamo in un’epoca di incertezze, dove tutto è provvisorio, e la stessa istituzione del matrimonio può “in alcuni casi” risultare “quasi obsoleta”.

Matrimoni a tempo

L’artista propone quindi di istituire le nozze a tempo, dove i coniugi potranno scegliere la durata del matrimonio o, alternativamente, si potrebbero scegliere delle modalità standard ovvero dei contratti matrimoniali di 6 mesi o un anno, che possono essere rinnovati anche più volte, per alcuni versi qualcosa che accade con le durate standard dei contratti di affitto.

“Chiaramente stiamo parlando di dettagli, su cui dovrebbe eventualmente decidere il legislatore” afferma Colline di tristezza.

“Il matrimonio per tutta la vita, è –  a detta dell’artista – un istituto che aveva senso decenni fa, ora in una società più “dinamica e che va veloce”, dove molte persone divorziano, può avere un senso maggiore prevedere una durata precisa e delimitata nel tempo di un contratto matrimoniale nel quale “vi siano diritti e doveri specifici che, almeno per un lasso di tempo delimitato, si spera vengano maggiormente rispettati”.

Cenni sull’artista

Colline di tristezza è un autore di jingle torinese, artista senza volto, ideatore di iniziative e proposte in vari campi.

Sceso in campo a favore della mobilità sostenibile, contro il Revenge Porn e per l’aumento dell’offerta di prodotti vegan-friendly, Colline ha lanciato nel 2020 una proposta per una maglietta con l’igienizzante (T-Soap).

Toccando anche argomenti più frivoli come il calcio o la lotta alla confusione geografica, Colline ha nel tempo affrontato anche i temi della solitudine dei single ai tempi del coronavirus e della lotta al burnout, proponendo in quest’ultimo caso l’istituzione di rage room e camere del pianto in ospedali e scuole.

Per info e contatti scrivere alla mail collineditristezza@gmail.com.

Breve Rassegna Stampa

https://drive.google.com/file/d/1iiBtef2KgEnuBXmXilwkvy8_BXpFJEeJ/view?usp=sharing

 

Antonella Mosetti, arriva la proposta di matrimonio da un misterioso artista senza volto

L’artista senza volto chiede la mano ad Antonella Mosetti, per convolare a nozze sul metaverso.

Torino, 21 giugno 2022 – L’artista torinese Colline di tristezza, noto in Italia per la proposta delle rage room in scuole ed ospedali, lancia la sua proposta di matrimonio a tempo per Antonella Mosetti.

Il non-cantante senza volto chiede la mano della showgirl italiana per convolare a nozze sul metaverso. Si tratterebbe di un matrimonio di un mese non nel mondo reale, ma sul metaverso.

Proposta di matrimonio sul metaverso

L’artista dichiara che Antonella Mosetti è “sicuramente il suo tipo”.

“Non seguo molto il gossip e ho saputo che Antonella era single da mia cugina che segue maggiormente questo filone di notizie. Allora ho pensato di cogliere la palla al balzo e avanzare una proposta di matrimonio. Mi piacerebbe trascorrere del tempo con Antonella anche fuori dal metaverso, ma lontano dai riflettori, perché non voglio apparire, per cui sarebbe possibile in posti nascosti, magari in un bunker sottoterra o in un seminterrato., prosegue l’artista.

L’artista precisa infine che non vorrebbe comunque una relazione stabile, perché “passare tutta la vita con una sola persona” sarebbe per lui “troppo noioso”.

Chi è Colline di tristezza

Colline di tristezza è un artista anonimo torinese, autore di jingle e promotore di iniziative in vari campi, dal veganismo, alla mobilità sostenibile, alla salute mentale al calcio.

Tra le sue proposte più note vi sono la proposta per l’istituzione di rage room e camere del pianto in scuole ed ospedali e quella per intitolare una via di Torino ad Alex Del Piero.

Colline è anche noto per aver provato a vendere la sua verginità a due donne alla cifra di un milione di euro e per l’esperimento su Tinder in cui ha swipato a destra i profili di 10 mila donne senza ottenere un match. Colline di tristezza è anche sceso in campo a favore dell’istituzione di un Ministero della Solitudine e contro il Revenge Porn.

 

Breve Rassegna Stampa

https://drive.google.com/file/d/1iiBtef2KgEnuBXmXilwkvy8_BXpFJEeJ/view?usp=sharing

 

###

Per info e contatti:

collineditristezza@gmail.com

 

Antonella Mosetti, foto tratta da profilo Instagram dell’artista

 

Smart Future Academy Speciale ITS Piemonte Online: il programma dell’evento

Torino, 26 maggio 2022 – Gli ITS stanno diventando delle realtà professionalizzanti sempre più importanti per imprenditori e aziende, con l’80% dei diplomati ITS che nel 2020 ha trovato lavoro. Secondo il report Ranking Percorsi ITS di INDIRE il Piemonte vanta sette Fondazioni con rispettivi corsi, ciascuna eccellente nel proprio settore: ITS Agroalimentare, ITS Aerospazio e Meccatronicz, ITS ICT, ITS Tessile Abbigliamento e Moda, ITS Biotecnologie e Nuove Scienze della Vita, ITS Turismo e Attività Culturali, ITS Efficienza Energetica ed Edilizia Ecosostenibile.

L’evento Smart Future Academy Speciale ITS Piemonte 2022 di venerdì 27 maggio  sarà una giornata importante sia per i ragazzi delle superiori indirizzati verso un percorso professionalizzante, che per gli imprenditori alla ricerca di personale qualificato e altamente formato. 

Gli speaker della mattinata hanno in comune un forte legame con il mondo degli ITS – spiega  Lilli Franceschetti – presidente Smart Future Academylo studente che  lo frequenta e lo studente che l’ha frequentato, l’imprenditore che si impegna come docente e l’imprenditore consapevole della straordinaria opportunità formativa che gli ITS rappresentano per dei  giovani e l’imprenditore consapevole della straordinaria opportunità per la  sua azienda di assumere ragazzi diplomati ITS.” 

Il programma della mattinata inizierà alle ore 9:00 con i saluti istituzionali per concentrarsi poi sulle esperienze di studenti ITS, docenti e imprenditori legati al mondo ITS, che avranno la possibilità di rispondere alle molte domande degli studenti delle superiori. Ognuna delle tre sezioni dell’evento sarà moderata da un esperto ITS, che medierà tra le parti, per costruire un dialogo attivo e interessante per i giovani. 

Nella prima parte dell’evento i ragazzi potranno ascoltare le testimonianze di Manuel De Lentinis, Stefano Serra, Arianna Zampieri, studenti ITS, che racconteranno del loro percorso formativo all’interno degli ITS e delle concrete opportunità occupazionali offerte dagli Istituti Tecnici Superiori. Modererà Massimo Bardissone, CEO di MeC Srl.

Nella seconda parte sono attesi invece i docenti degli ITS: Claudio Frola, agronomo e docente ITS Energia, Denis Maggiorotto, CEO di Sunnyvale Srl e docente ITS ICT; Pierluigi Vaccaneo, direttore fondazione Cesare Pavese e docente ITS Turismo Piemonte. I docenti parleranno ai ragazzi dei valori su cui si basano gli Istituti Tecnici Superiori, illustrando l’importanza degli ITS nel territorio piemontese. Modererà Laura Ingegneri, assistente di laboratorio chimico presso Fondazione ITS Biotecnologie Piemonte.

La parte finale sarà dedicata a imprenditori e figure di successo provenienti dal mondo ITS: Davide Calabrò, consulente energetico professionale, Michele Perinotti, tecnologo alimentare e titolare dell’azienda risicola “Gli Aironi”, Ermanno Rondi, Vicepresidente Uib, imprenditore e docente ITS TAM.

Smart Future Academy e? un progetto aperto a tutti gli studenti delle scuole superiori e completamente gratuito, sia per le scuole che per le famiglie e valido ai fini PCTO ma anche a tutti gli imprenditori e genitori.

 

 

 

Musica: il rapper Rames lancia l’anteprima del remake “Playrames”

Torino, 17 gennaio 2022 – Dopo oltre un anno di attesa dall’annuncio del progetto, l’artista rapper piemontese Rames,  carica sul suo canale YouTube un anticipo del nuovo lavoro discografico,“Playrames”, in dirittura d’arrivo. Il remake del disco più completo e complesso del rapper Rames è pronto e presto uscirà ufficialmente.

Dopo oltre un anno dall’annuncio del nuovo progetto musicale, Rames riscalda i motori e prepara il grande ritorno.

Tutte le novità

Nuova veste grafica per tutti i canali social dell’artista e anticipo del remake con una traccia sul suo canale YouTube dal titolo Mix Rames, una sorta di medley che richiama le versioni originali delle canzoni dell’album che il rapper ha pubblicato oltre dieci anni fa.

La traccia su YouTube sarà definitivamente sostituita con l’uscita ufficiale del remake che rivisita in chiave moderna e tecnologica i vecchi brani e li impreziosisce di nuove collaborazioni.

Il Remake Playrames è stato già presentato nei mesi precedenti a Milano in anteprima sulle card digitali.

Rames, nato a Chieri, in provincia di Torino nel 1986, dal 2002 ha prodotto in maniera indipendente diversi album e singoli ottenendo sempre ottimi consensi di pubblico e critica.

I profili ufficiali dell’artista

FACEBOOK

www.facebook.com/playrames

INSTAGRAM 

www.instagram.com/playrames

YOUTUBE 

www.youtube.com/playrames

 

 

 

Ma Novi Ligure si trova in Liguria? La risposta nell’ironico jingle di Colline di tristezza

Caricato sul canale Youtube del “non-cantante” senza volto un jingle-karaoke per non fare più confusione sulla regione di appartenenza del comune di Novi Ligure, che ha un nome che trae in inganno

Torino, 15 marzo 2021 – L’artista Colline di tristezza ha registrato e caricato online un simpatico jingle-karaoke (https://www.youtube.com/watch?v=hPbNnR8_dfI ) per ribadire l’appartenenza di Novi Ligure al Piemonte, prendendo simpaticamente in giro chi si lascia ingannare dal nome e pensa, erroneamente che Novi Ligure si trovi in Liguria.

“Diverse persone si lasciano ingannare dal nome, ci è cascato anche qualche politico” – dichiara Colline di tristezza. Uno tra i più famosi a cascarci negli ultimi anni, è stato l’allora candidato governatore della Liguria Giovanni Toti.

Il jingle-karaoke su Novi Ligure

Il jingle si presenta seguendo il format del jingle-karaoke. “Per questo jingle che presenta una ritmica hip hop, ho cercato di facilitare ulteriormente la cantabilità da parte dell’ascoltatore finale, che troverà i sottotitoli con le parole divise nota per nota da sbarrette verticali.” Ciò che l’ascoltatore dovrà fare è attivare i sottotitoli e cantarli seguendo la melodia del violino che sostituisce il canto.

Si tratta di un ritorno al format a lui tanto caro, dopo 3 mesi da “Megan Fox”, il brano sulla solitudine dei single al tempo del coronavirus, cantato da un Vocaloid (una voce virtuale artificiale).

Cenni sull’artista

Colline di tristezza è un artista senza volto torinese che si è fatto notare per varie proposte, alcune molto singolari. Esse vanno dall’idea di una maglietta con l’igienizzante (T-Soap), alla proposta di una via di Torino da intitolare ad Alex Del Piero fino ad iniziative in ambito vegano, a sostegno della mobilità sostenibile e della tutela del trasporto ferroviario piemontese.

Nell’ultimo periodo è stata riportata su varie testate l’idea lanciata per l’istituzione di rage room e camere del pianto in ospedali, Rsa e scuole, con lo scopo di contrastare lo stress dei lavoratori nell’ottica della prevenzione del burnout. Alcune proposte vengono accompagnate da un jingle-karaoke (o a volte da un jingle strumentale non cantabile), altre vengono lanciate a mezzo comunicato stampa.

La scelta dell’anonimato

Per l’artista, la privacy riveste un ruolo prioritario che non è stato scalfito nemmeno dal fatto che i rapporti con le testate giornalistiche risultino “talvolta difficili, per via del fatto che le email firmate con un nome d’arte vengano spesso cestinate a parte qualche eccezione.”

Operando in questa maniera, il numero di iniziative e proposte artistiche (e non) presentate risulta minore, a quello che sarebbe “se non ci fossero problemi di tutela dell’anonimato”, in quanto i suoi comunicati “devono essere firmati da altri per non essere scartati per la semplice mancanza della firma”.

 

Per info e contatti

collineditristezza@gmail.com

Model Arina Instagram @mandarinarin

 

 

 

 

 

La lettera a Mario Draghi: “Il Recovery Plan deve essere occasione di rilancio del settore marmifero italiano”

La lettera a Mario Draghi per chiedere misure per il rilancio del settore marmifero italiano: a scriverla una nota azienda del settore, la Stilmarmo di Apricena (Foggia)

Foggia, 22 febbraio 2021 – Una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, che chiede di rilanciare il settore marmifero italiano. A stilarla i responsabili della Stilmarmo di Apricena, in provincia di Foggia, nota industria di import ed export di marmi e pietre.

Questi alcuni passaggi della lettera indirizzata al Presidente Draghi.

L’Unione Europea, per il suo sviluppo, ha individuato 14 materie prime strategiche e tra queste, quelle maggiori, si trovano sotto i nostri piedi: i “marmi” e le “pietre ornamentali”, di cui il bacino marmifero di Carrara e quello di Apricena rappresentano la maggiore “espressione” della natura. Disponiamo, insomma, di straordinarie “risorse” e abbiamo competenze e professionalità. Ma non bastano.

Occorre che il nostro Paese ripensi velocemente la propria politica economica, industriale e, soprattutto, culturale. Il “Recovery Plan” rappresenta il momento giusto per farlo e la sede più opportuna per assegnare ai “marmi” e alle “pietre ornamentali” un ruolo strategico nell’economia nazionale.

I marmi e le pietre ornamentali sono green

Sono risorse “naturali”, green dalle origini. Non è necessario utilizzare fonti primarie di energia per la loro produzione: i “marmi” e le “pietre ornamentali” sono semplicemente sotto i nostri piedi. Vanno soltanto estratti e poi lavorati. La loro durata è senza compromessi e senza pari. Lo testimonia la storia millenaria.

Per uscire dalla crisi, come non pensare, dunque, di puntare su queste straordinarie “risorse” naturali? Ciò potrebbe costituire la terza rivoluzione industriale, se soltanto si considerasse che anche gli “scarti” di estrazione e lavorazione non sono “rifiuti” ma “materia prima secondaria”. Si pensi all’uso tradizionale della “polvere di marmo” come additivo per dentifrici. Secondo gli scienziati, la “farina di pietra” potrebbe anche essere utilizzata come riempitivo per asfalto, cemento, gesso e molto altro. Ma nessuna di queste possibilità ha ancora raggiunto una svolta di mercato, per mancanza di adeguate politiche di sostegno a queste “nuove” economie circolari.

Cosa può, dunque, fare al riguardo il nostro Governo nell’immediatezza? Tantissimo. A partire dall’inserire i “marmi” e le “pietre ornamentali” d’Italia nel “Piano strategico di resilienza e rilancio nazionale”, si creerebbero le premesse per intraprendere la strada di una crescita economica di lungo termine.

Risorse che vanno protette dallo Stato

In che modo? Innanzitutto, tutelando legislativamente le nostre “pietre naturali” dalla concorrenza sempre più crescente di “prodotti ceramici”, che riproducono ormai fedelmente i nostri “marmi” pur non avendo nulla di marmo e che vengono addirittura commercializzati utilizzando impropriamente i nomi delle nostre “pietre naturali”.

Se non tuteliamo i nostri materiali, complice la crisi in atto, le cave ed i laboratori di lavorazione pietre e marmi saranno costretti a ridurre drasticamente il numero degli addetti se non a chiudere i battenti.

I territori interessati perderebbero così altri posti di lavoro diretti e nell’indotto, in un drammatico momento storico. I prodotti non agricoli meritevoli di tutela costituiscono un rilevante potenziale economico, che oggi non possiamo sfruttare appieno.

L’estensione, ad esempio, di protezione di IG (Indicazioni Geografiche) a tali prodotti porterebbe un notevole vantaggio potenziale per le PMI coinvolte ed un contributo significativo all’occupazione e alla crescita economica dei territori interessati.

Gli interventi urgenti 

Per far recuperare quel necessario vantaggio competitivo alle nostre “pietre naturali” in un mercato globalizzato fatto di costi del lavoro disomogenei, occorre intervenire, al più presto, sovvenendo l’industria estrattiva italiana e quella della lavorazione “in loco” di marmi e pietre con misure di sostegno ad hoc.

Ad esempio, prevedendo contributi a fondo perduto e/o crediti d’imposta in conto costi di sbancamento di cava, macchinari, attrezzature e mezzi d’opera nonché a valere sulla promozione e diffusione in tutto il mondo delle nostre “meraviglie” naturali; incentivando, all’uopo, sinergie tra le PMI del settore e le Università italiane; introducendo, altresì, il “gasolio marmifero”, al pari del “gasolio agricolo” e di quello “nautico”.

Subito il “mutuo marmifero”

I “marmi” e le “pietre ornamentali” rappresentano la maggiore risorsa del sottosuolo italiano e contribuiscono al Pil nazionale per un valore di poco superiore all’1%. Un valore di tutto rispetto, che legittimerebbe una maggiore attenzione del mondo creditizio attraverso l’istituzione di forme tecniche di credito specializzato, costruite “su misura” in funzione delle peculiarità del suo processo estrattivo (caratterizzato da consistenti investimenti iniziali in sbancamento di strati sterili per la successiva messa in produzione del giacimento utile), che oggettivamente necessita di periodi di preammortamento finanziario molto più lunghi rispetto a quelli comuni.

Manca, nel nostro sistema, il “credito estrattivo-marmifero”, essendoci, viceversa, il “credito agrario”, il “credito peschereccio” e quello “edilizio”.

L’istituzione di “forme tecniche di credito specializzato” rappresenta – oggi più di allora, essendo ormai “globale” il contesto in cui siamo destinati ad operare – la condizione necessaria ed indispensabile per dare effettivo slancio ad un settore “strategico” qual è quello estrattivo-marmifero.

La “Grande Crisi” che stiamo vivendo, tra forti spinte innovatrici globali e residue resistenze domestiche, potrebbe essere l’occasione giusta per scrivere (insieme) una rivoluzionaria pagina del cambiamento necessario”.

APRICENA STONE IN THE WORLD – www.stilmarmo.it

 

 

 

Premier Mario Draghi

 

Palazzo direzionale STILMARMO

 

 

videos200

 

 

Musica: il rock alternativo della “Compagnia Musicale Brema” nel nuovo album “Delta”

Il lavoro del gruppo piemontese uscirà il 17 dicembre e risente del tormentato periodo storico attuale, rielaborando le tradizioni blues

Torino, 22 dicembre 2020 – È uscito lo scorso 17 dicembre l’EP “Delta” della band Piemontese “Compagnia Musicale Brema”. Un album che è stato composto e in parte registrato durante il primo periodo di lockdown dovuto all’epidemia di COVID-19, e la drammaticità del momento storico è rintracciabile nei testi e nella cupezza delle musiche che compongono il lavoro.

Il lavoro, pubblicato dalla Tortonia Records, etichetta Italiana indipendente, è disponibile su tutti i principali stores e servizi di streaming dal 17 dicembre, e fa parte di un progetto che è un breve concept album inerente al blues, alle sue origini africane e alle sue leggende più oscure.

Ciò che ne risulta è un rock alternativo post-moderno che però affonda le radici sonore e testuali nella tradizione del blues del Mississippi e dell’Africa tribale. L’alone che pervade l’EP è caratterizzato da un forte impatto emotivo e da un senso di apocalisse imminente.

Il lavoro della band “Compagnia Musicale Brema” è stato registrato, mixato e masterizzato presso i Tortonia Studio Di Poirino(TO) e l’uscita è accompagnata dal video promozionale del singolo “La bufera (John Lee Hooker)”.

La band

I “CMB”, “Compagnia Musicale Brema”, si formano nel 2017 in provincia di Cuneo e propongono brani originali di ispirazione eterogenea, fortemente connotati dalle influenze del blues seminale, arricchito e completato dalle successive esperienze di rock alternativo. Il risultato è un compendio di sonorità di varia matrice che adotta volentieri soluzioni anche distorte e dirette.

Le tematiche dei testi, scritti in italiano, trattano argomenti caratterizzati talvolta da una vena intimista e filosofica, altre volte improntate alla rielaborazione di miti, leggende, superstizioni, credenze religiose che possono sfociare in immagini cupe e apocalittiche.

Nel gennaio 2020 la CMB firma un contratto con la Tortonia Records per la distribuzione dei propri dischi e realizza l’Ep Delta, in uscita il 17/12/2020

Formazione

Alessandro Fabro -Voce / chitarra acustica ,elettrica

Andrea Cornaglia – Basso

Mauro Ambrassa – Batteria/percussioni

 

Tracklist “DELTA”

  • Regina d’Africa
  • Terra fiume blues (Blind Willie Johnson)
  • Il diavolo al bivio (Robert Johnson)
  • La bufera (John Lee Hooker)

 

Video “La bufera” (John Lee Hooker), link: www.youtube.com/watch?v=qs23R8J6_4s

 

 

 

###

 

Contatti:

info@tortoniarecords.com

Link per scaricare il PRESS KIT:

https://drive.google.com/drive/folders/1f_DU77qg2Lo_mkns4yWGRgFDWYbTU0WW?usp=sharing

Link privato Soundcloud riservato ai giornalisti per l’ascolto  in HD

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Piemonte: online il “Jingle-Karaoke” per la riapertura delle linee ferroviarie sospese

Ennesima iniziativa dell’artista Colline di tristezza: stavolta l’obiettivo è far riaprire le linee ferroviarie piemontesi sospese nell’ultimo decennio

Torino, 24 giugno 2020 – L’artista torinese Colline di tristezza, noto per le sue “jingle-petizioni” (ultima quella per il Kinder Bueno 100% Vegetale rivolta alla Ferrero), ha caricato sul suo canale Youtube un jingle-karaoke in cui attacca duramente Regione Piemonte, RFI e Trenitalia.

L’artista accusa la Regione di voler “uccidere la ferrovia”, sfruttando l’alibi della pandemia.

L’appello che l’artista fa a Regione, RFI e Ministero dei Trasporti è per questo di riaprire le linee che sono state sospese fin dal 2012 (e non), invece di pensare a chiuderne altre.

Nel 2012 sono state infatti sospese le seguenti linee:

Pinerolo-Torre Pellice, Savigliano-Saluzzo, Saluzzo-Cuneo, Asti-Castagnole-Alba, Mondovì-Cuneo, Alessandria-Castagnole, Alessandria-Ovada, Santhià-Arona, Ceva-Ormea, Novi-Tortona, Asti-Casale-Mortara, Asti-Chivasso.

Alcune sono state riattivate come la Savigliano – Saluzzo, la Asti- Castagnole delle Lanze – Nizza Monferrato e la Ceva- Ormea (le ultime due solo turistiche).

Colline di tristezza fa inoltre riferimento ai progetti che ci sono stati per far ripartire linee che erano state soppresse (non solo nel 2012) il progetto Metrogranda, una sorta di “metropolitana” per collegare i principali centri della provincia di Cuneo;

la proposta di Pier Vittorio Sodano per la riapertura della Santhià – Arona con un treno fotovoltaico.

Il “non-cantante” chiede a Regione Piemonte, RFI e Ministero dei Trasporti che non si sfrutti la pandemia per accantonare questi progetti e si proceda decisi verso il futuro, un futuro che “deve essere fatto di mobilità sostenibile”.

Aggiunge inoltre che “le piste ciclabili possono essere fatte anche senza demolire le vecchie linee ferroviarie” e che treno e bicicletta non devono essere in antitesi.

L’artista era già sceso in campo contro il divieto di trasporto biciclette di Trenord e a difesa della Pinerolo – Torre Pellice.

Un rapporto difficile con i giornali torinesi

A questo riguardo l’artista torna ad attaccare i giornali torinesi:

“Chiedetevi come mai, a parte un settimanale del pinerolese, i giornali di Torino hanno censurato la mia iniziativa a difesa della Pinerolo – Torre Pellice.

Inoltre, hanno censurato la mia jingle-petizione per il Kinder Bueno Vegetale e la mia proposta per la maglietta con l’igienizzante (T-Soap) che è stata riportata perfino su Il Messaggero. Chiedetevi come mai. La risposta è molto semplice e si chiama vegetofobia, ovvero l’odio verso i vegani”, dice l’artista.

Il “non-cantante” torinese prosegue quindi a ruota libera nel suo j’accuse ai giornali della città sabauda e tira una frecciatina a due famose VIP:

“Hanno spazio e tempo per parlare delle stupidaggini di personaggi discutibili come Chiara Ferragni o Myss Keta e non hanno spazio per proposte innovative. Vorrei rispondere alle accuse di alcuni giornalisti torinesi che dicono che io faccia pubblicità alla Ferrero. Ma io non faccio pubblicità alla nota multinazionale (non penso ne abbiano bisogno), la mia è solo una proposta. Questa discussione, prima che arrivasse l’emergenza, ha creato la faida tra me e loro ed è per questo che ho rilasciato il jingle-karaoke “Amen” in cui non gliele ho mandate a dire”, conclude Colline di tristezza.

Querelle a parte, speriamo che questo jingle-karaoke dal titolo “Uccidere la ferrovia” (ascoltabile e cantabile, leggendo i sottotitoli, a questo link https://www.youtube.com/watch?v=b1ZvCiNvwXc ) sia utile alla causa e aiuti ad andare verso la riattivazione delle linee ferroviarie sospese, incluse linee sospese prima del 2012 che possono essere di vitale importanza per rilanciare il trasporto ferroviario piemontese e decongestionare il traffico.

 

 

###

Per info e contatti:

collineditristezza@gmail.com

 

 

La stazione di Chivasso

 


 

 

Cultura: prosegue il viaggio “alla scoperta della Rus’ di Kiev”

Prosegue il viaggio “alla scoperta della Rus’ di Kiev”: dopo Istanbul, ecco Kiev, la capitale dell’Ucraina, ai confini tra l’Europa orientale e la Russia europea

Roma, 13 marzo 2020 – Nell’ambito del progetto “Le Vie Aleramiche”,  è in fase conclusiva il documentario nato con la collaborazione di Anna Placa del Club per l’UNESCO di Piazza Armerina, e Fabrizio Di Salvo, promotore del progetto, socio onorario. Per il prosieguo del progetto è stato necessario seguire la traccia lasciata dagli Aleramici in tutta Europa, perché “Le Vie Aleramiche” coinvolgono dinastie, persone, popoli e si intrecciano con fatti storici di portata internazionale. 

“Il documentario probabilmente andrà in onda su una grossa Tv nazionale (gli accordi con la Tv sono in progress), siamo in fase di editing ma l’obiettivo e’ di completare il lavoro per il prossimo inverno, la voce narrante e’ quella di Mimmo Strati,  l’attuale voce ufficiale dei programmi Rai e di molti documentari”, racconta Fabrizio Di Salvo, promotore del progetto.

IL PROGETTO NEI DETTAGLI

Da tempo Fabrizio Di Salvo, del Circolo Culturale Marchesi del Monferrato, promotore e fondatore insieme al compianto Roberto Maestri, del progetto “Aleramici in Sicilia” e regista del documentario “Le Vie Aleramiche, Normanno Sveve”, supportato dai prestigiosi pareri del Comitato Scientifico e dalle sue intuizioni, è consapevole che la Sicilia del X, XI e XII secolo sia stata teatro di un intricato intreccio di popoli.

Dagli Aleramici agli Altavilla e ai Normanni, per arrivare fino agli Svevi; da qui le visite in Normandia e nella Svevia, in Germania, alla ricerca delle loro origini. Tuttavia, altri popoli erano in Sicilia in quei secoli: i Bizantini, come ha dimostrato la tappa ad  Istanbul,  e la Guardia Variaga presente sia a Costantinopoli che in Sicilia, un esercito selezionato dell’Europa dell’est, la Rus’ di Kiev: un legame che ha spinto Fabrizio Di Salvo ad andare in visita anche a Kiev per scoprire di più su questo esercito e su questa terra.

Nel 988 il collegamento tra la Rus’ e l’impero bizantino diventa ufficiale, in quanto Basilio II chiede un ingente numero di uomini, i soldati variaghi, a Vladimir di Kiev: la sua Rus’ è il primo stato slavo-orientale organizzato, con un territorio che comprendeva numerose nazioni odierne quali l’Ucraina, la Russia occidentale, la Bielorussia, la Polonia, la Lituania, la Lettonia e l’ Estonia.

Lo Stato, lo si apprende dalle fonti, nasce da alcune tribù vichinghe svedesi, conosciute come Rus’, che si stabiliscono, verso la fine del IX secolo, lungo le sponde del Dnepr e fissano in Kiev, importante centro della via variago-greca, la loro capitale. La Rus’ durerà, con alterne vicende, fino all’invasione dei tartaro-mongoli nel XIII secolo.

Sarà proprio grazie al coraggio e al valore della Guardia Variaga che nel 989 Basilio II, ormai stanco dell’inaffidabilità della guardia imperiale bizantina, la istituzionalizza come proprio esercito di difesa e, per oltre cento anni, vi partecipano, quasi esclusivamente, uomini provenienti da Russia, Svezia e Norvegia. Sarà proprio la Guardia Variaga a far parte dell’eterogenea spedizione bizantina, che partirà per la Sicilia nel 1038 con l’intento di liberare l’Italia e annetterla all’impero. A capo di quella spedizione, con i figli di Tancredi dall’Altavilla sono presenti altri due personaggi: il cognato dell’imperatore Stefano ed il macedone Giorgio Maniace, grande condottiero, tanto carismatico quanto sanguinario, di cui ancora oggi si trova  testimonianza nella toponomastica, dal  piccolo comune in provincia di Catania all’abbazia di Santa Maria di Maniace.

Il viaggio nell’odierna Kiev, oggi capitale dell’Ucraina, inizia con l’incontro, all’Università Nazionale Taras Shevchenko (una costruzione dall’ imponente colonnato rosso), del capo del dipartimento Viktor Stavnyuk, che accenna al collegamento tra Bizantini e Rus’ di Kiev, confermando il lavoro di ricerca avviato con il progetto.

Sarà poi il professore Oleksandr Okhrimenko, capo del dipartimento di storia medievale, a sottolineare come la Rus’ di Kiev abbia avuto forti legami con le genti vichinghe, mostrando un libro con le caratteristiche navi di quei popoli. Infatti, è in fase di elaborazione un progetto di lavoro tra Norvegia e Ucraina per sottolineare questa radice comune. Ancora una volta un collegamento tra storie di popoli apparentemente distanti: come tra nord e sud dell’Europa per Aleramici e Normanni, si unisce il nord ovest e l’est, scandinavi a slavi, Norvegia e Ucraina in un passato unitario. Un legame per il quale la Guardia Variaga è quasi un perno sul quale ruota.

Fabrizio e Oleksandr continuano l’incontro passeggiando per la città insieme alla ricercatrice Tetiana Akchurina, passando per  l’imponente Vlodymyrska street, intitolata a quel Vladimir I che, nel medioevo, ha reso la Rus’ di Kiev un importante stato; quindi raggiungono il monumentale golden gate, la porta principale della città nell’XI secolo, che richiama nel nome quella ben nota di Costantinopoli. Una porta che ancora oggi mostra, seppur non più fedele all’originale, la maestosità alla quale Vladimir I aveva condotto la Rus’ nel X secolo.

Dopo avere salutato il prof. Oleksandr, la passeggiata continua verso la cattedrale di Santa Sofia, uguale nel nome a quella di Costantinopoli.

Primo sito ucraino inserito nella lista dei patrimoni UNESCO, risale all’XI secolo, periodo in cui la Rus’ era in auge. Fondata da Jaroslav I di Kiev, in onore di Santa Sofia, ma ispirata secondo la leggenda a quella di Novgorod, subì devastazioni durante l’invasione mongola della Russia nel XIII secolo, come pure accadde  alla prima chiesa di Kiev sorta per volere di Vladimir I il Grande, tra il 989 e il 996, con le decime delle entrate statali. Lì fu tumulato con la moglie, la principessa Anna sorella dell’imperatore bizantino Basilio II, e la nonna Olga. Anche quest’opera in mattoni venne rasa al suolo dai mongoli nel 1240 e oggi si visita solo  il perimetro segnato dalle pietre di base della costruzione.

Ultima meta, una sorta di riconoscimento al lavoro italiano nel mondo, è la chiesa di Sant’Andrea, costruzione in stile barocco settecentesco, a cui lavorò  l’architetto italiano Bartolomeo Rastrelli, sorta sull’antica base di una piccola chiesa dell’XI secolo, sempre intitolata a Sant’Andrea e voluta da Vsvolod I.

Una giornata intensa per i riscontri che ha lasciato intravedere e per gli ulteriori spunti di riflessione. Un viaggio inatteso, ricco di scoperte, che rendono ancora più internazionale un lavoro che sta assumendo un respiro europeo, unendo da nord a sud e da ovest ad est tutte le genti in un’unica e grande razza: quella umana in costante migrazione.       

 

 

TRAILER DOCUMENTARIO:

 

 

 

 

Fabrizio Di Salvo e Anna Placa a Piazza Armerina, durante la presentazione del Progetto “Le Vie Aleramiche, Normanno-Sveve”.

 

Rjurik, Capo variago che conquistò il controllo di Velikij Novgorod intorno all’862, e il capostipite della dinastia rjurikide. Rappresentazione di Hermanus Willem Koekkoek.