Coronavirus: contro il burnout del personale sanitario e scolastico stanze della Rabbia e del pianto in Ospedali, Rsa e Scuole

Da Torino la proposta dell’artista Colline di tristezza a tutela del mondo della scuola e della sanità indirizzata al Presidente della Repubblica Mattarella ed ai Ministri di Istruzione e Sanità

Torino, 26 gennaio 2021 – Istituire stanze della rabbia e/o camere del pianto negli ospedali, nelle Rsa e nelle scuole fruibili da medici, infermieri, OSS, insegnanti e personale scolastico allo scopo di alleviare lo stress e la tensione cui sono sottoposte queste categorie di lavoratori e contribuire pertanto a diminuire il rischio di burnout. Questa è la proposta presentata dall’artista Colline di tristezza, proposta che è rivolta al Presidente della Repubblica Mattarella ed ai ministri Speranza (Salute) ed Azzolina (Istruzione).

Rage room e camere del pianto

Le rage room o stanze della rabbia sono delle stanze in cui, vestiti con le adeguate protezioni per non rischiare di farsi male, è possibile spaccare una serie di oggetti e smaltire così le tensioni accumulate. Sono nate come stanze presenti all’interno delle multinazionali giapponesi dove i dipendenti potevano sfogarsi liberamente contrastando il rischio di esaurimento da lavoro.

In Italia al momento sono meno di una decina. Per quanto riguarda le camere del pianto anch’esse sono state inventate in Giappone e sono stanze dotate, fra l’altro, di strumenti per la visione di film e di fazzolettini, destinate a donne che possono piangere lontano da occhi indiscreti per scaricare lo stress in questa maniera.

Per la parità dei sessi il “non-cantante” torinese suggerisce l’idea che rage room e camere del pianto siano utilizzabili da entrambi i sessi a seconda di come la persona preferisca scaricare le tensioni. “Potrebbero anche essere soluzioni similari e compatibili con lo spazio disponibile nelle strutture”, fa notare l’artista.

Secondo Colline di Tristezza “bisogna innanzitutto pensare alla salute mentale del personale sanitario e scolastico duramente provato dall’emergenza”.

Inoltre queste stanze potrebbero essere di utilità, se presenti nelle scuole, anche per le vittime di bullismo, “in un’ottica futura quando si tornerà ad una normalità con lezioni in presenza al 100%”.

Riguardo l’artista

L’artista Colline di tristezza è conosciuto al pubblico principalmente per la proposta di una maglietta con l’igienizzante (T-Soap), ma anche per l’impegno contro il fumo e a supporto dei vegani, appelli, proposte e jingle non-cantati (definiti da lui stesso con il termine “Jingle-Karaoke” in quanto cantabili dagli ascoltatori).

Lo scorso mese ha caricato sul suo canale Youtube (www.youtube.com/watch?v=ULk3alL2RHw)  il brano “Megan Fox” cantato da un Vocaloid, una voce virtuale artificiale, che parla della solitudine dei single durante il lockdown al tempo della pandemia da Covid-19.

 

Per info e contatti:

collineditristezza@gmail.com

 

Contro lo stress da Coronavirus Rage Room e Camere del Pianto in Ospedali, Rsa e Scuole

Da Torino la proposta dell’artista Colline di tristezza a tutela del personale sanitario e scolastico ed indirizzata alla Presidenza della Repubblica e ai Ministeri di Salute ed Istruzione

Torino, 13 gennaio 2021 – Istituire stanze della rabbia e/o camere del pianto negli ospedali, nelle Rsa e nelle scuole disponibili per medici, infermieri, OSS, insegnanti e personale scolastico allo scopo di alleviare lo stress e la tensione cui sono sottoposte queste categorie di lavoratori. La proposta è dell’artista Colline di tristezza, ed è rivolta al Presidente della Repubblica Mattarella ed ai ministri Speranza (Salute) ed Azzolina (Istruzione).

Rage room e camere del pianto

Le rage room o stanze della rabbia sono sostanzialmente delle stanze in cui, vestiti con le adeguate protezioni per non farsi male, è possibile spaccare una serie di oggetti e smaltire così le tensioni accumulate.

In Italia al momento ve ne sono cinque. Per quanto riguarda le camere del pianto anch’esse sono state inventate in Giappone e sono stanze equipaggiate anche con strumenti per la visione di film e con fazzolettini, destinate a donne che possono piangere lontano da occhi indiscreti per scaricare lo stress in questa maniera.

Per la parità dei sessi il “non-cantante” torinese suggerisce che rage room e camere del pianto siano utilizzabili da entrambi i sessi a seconda di come la persona preferisce scaricare le tensioni. “Potrebbero anche essere soluzioni similari e compatibili con lo spazio disponibile nelle strutture”, precisa l’artista.

Secondo Colline di Tristezza “bisogna innanzitutto pensare alla salute mentale del personale sanitario e scolastico duramente provato dall’emergenza”.

Inoltre queste stanze potrebbero essere utili, se presenti nelle scuole, anche per le vittime di bullismo, “in un’ottica futura quando si tornerà ad una normalità con lezioni in presenza al 100%”.

Riguardo l’artista

L’artista Colline di tristezza è noto al pubblico principalmente per la proposta di una maglietta con l’igienizzante (T-Soap), ma anche per l’impegno contro il fumo e a supporto dei vegani, appelli, proposte e jingle non-cantati (definiti da lui stesso con il termine “Jingle-Karaoke” in quanto cantabili dagli ascoltatori).

Lo scorso mese ha pubblicato sul suo canale Youtube (www.youtube.com/watch?v=ULk3alL2RHw)  il brano “Megan Fox” cantato da un Vocaloid, una voce virtuale artificiale, che parla della solitudine dei single durante il lockdown al tempo del coronavirus.

 

 

 

 

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Per informazioni e contatti:

collineditristezza@gmail.com

 

 

Ai Centri Padre Pio si insedia il nuovo Cda

Foggia, 12 novembre 2018 – Il Consiglio della Provincia di Foggia dei Frati Minori Cappuccini, costituito dal Ministro Provinciale fr. Maurizio Placentino e dai Consiglieri, fr. Francesco Dileo, Vicario provinciale, fr. Matteo Lecce, Segretario provinciale, fr. Giuseppe D’Onofrio e fr. Antonio Salvatore, ha nominato il nuovo CdA della Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus.

L’ente privato è istituzionalmente accreditato e Presidio riabilitativo d’eccellenza nazionale e internazionale della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio dei Frati Minori Cappuccini.

Il CdA, insediatosi il 29 ottobre scorso e presieduto, come già da 8 anni, dal confermato fr. Francesco Colacelli, è costituito da altri quattro nuovi componenti: fr. Francesco Scaramuzzi, nominato vicepresidente e attuale Presidente del CdA della Fondazione Voce di Padre Pio, il “braccio operativo” per la realizzazione delle attività culturali, editoriali e di evangelizzazione della Provincia religiosa; fr. Timoteo D’Addario assistente dell’OFS di San Giovanni Rotondo e Coordinatore dei Cappellani dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza; Dottoressa Mariella Enoc, Presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ovvero l’Ospedale del Papa.

La Dottoressa Enoc ha alle spalle una lunga carriera come membro di consigli di amministrazione e incarichi di presidenza in varie fondazioni, sempre collegate al settore sanitario e comunque nell’ambito manageriale; Dott. Pasquale Perri, Direttore della Casa San Francesco D’Assisi Onlus di Cosenza, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini di Calabria.

Restano nel Collegio dei Revisori, la Dottoressa Marisa Cavaliere, in qualità di Presidente e il Dott. Francesco Angiolino ai quali si aggiunge, quale terzo componente, il Dott. Giacomo Annibaldis.

In occasione dell’insediamento, oltre ad espletare le funzioni di rito, il nuovo CdA ha voluto approfondire la conoscenza complessiva della struttura invitando la Direzione Generale dell’Ente, detta “Esecutiva” (Nicola D’Andrea, Serena Filoni, Libera Giardino e Giacomo Francesco Forte) a presentare la Fondazione, i risultati raggiunti negli anni di gestione dell’ultima governance e le possibili strategie future di organizzazione e gestione dell’Ente, sempre più alla ribalta nazionale e internazionale.

Parole di elogio sono state espresse a favore di chi ha gestito finora la Fondazione per i risultati conseguiti, anche dalla Dottoressa Enoc che non ha fatto mancare il suo primo contributo tecnico alla giornata, dichiarando di voler conoscere nel dettaglio i progetti e i piani industriali che hanno portato a questi risultati e soprattutto quelli che segneranno il nuovo corso.

Nuova avventura, quindi, per la Fondazione che il Ministro provinciale OFM Cap fr. Maurizio, anch’egli presente insieme a tutti gli altri Consiglieri Provinciali nella giornata d’insediamento del CdA della Fondazione, ha voluto sottolineare per trasmettere ulteriore entusiasmo ai presenti e per ricordare la mission importante a cui tutti sono chiamati a rispondere, nel segno di San Pio da Pietrelcina.

A tal proposito, il Presidente del CdA, fr. Francesco Colacelli è stato intervistato dall’Ufficio Stampa della Fondazione per l’occasione.

  • Presidente, congratulazioni per la riconferma. Se l’aspettava?
  • Sapevamo di aver fatto bene e quindi era intuitivo pensare che, anche nell’ottica del principio dell’alternanza che caratterizza tutte le organizzazioni, compreso quelle religiose, si dovesse assicurare comunque una certa continuità di percorso che per la Fondazione è stato a dir poco straordinario soprattutto negli ultimi anni. E’ toccato a me assicurarlo, e di questo sono onorato e ringrazio il Ministro provinciale e tutti i suoi Consiglieri senza dimenticare i confratelli che hanno vissuto con me gli anni passati di governance della struttura e quelli che sono arrivati in questa avventura molto complicata, ma allo stesso tempo affascinante nel rispetto della nostra mission e delle nostre regole di vita: obbedienza, povertà e castità.

 

  • Fr Francesco, salta subito all’occhio la nomina della Dottoressa Enoc, Presidente dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. A chi e a cosa si deve questa new entry?
  • La presenza di una Professionista di tale caratura inorgoglisce tutti e ci riporta immediatamente alla realtà: la Fondazione ha raggiunto livelli di qualità erogativa altissimi e diventata ormai una struttura di rilievo nazionale e internazionale. Bene ha fatto il nostro Consiglio Provinciale ad individuare un’eccellenza di tale portata per il CdA dei Centri. Il suo contributo farà molto bene anche al nostro management costituito da tecnici di altrettanta levatura professionale e scientifica che ora potranno avere un interlocutore tecnico specifico anche tra i componenti del CdA. Non dimentichiamoci che la Dottoressa Enoc è anche il Procuratore Speciale dell’Ospedale Valduce di Como il cui Presidio di riabilitazione “Villa Beretta” di Costa Masnaga è uno tra i più importanti presidi di riabilitazione in Italia e oltre.

 

  • Può anticiparci le prossime scelte organizzative e gestionali della Fondazione? Sono in programma riorganizzazioni, nuove acquisizioni o altro? Sembra che ci siano grossi gruppi interessati a rilevare la struttura in parte o totalmente. Cosa sente di dire in proposito?
  • La prossima pianificazione organizzativa e gestionale della Fondazione sarà compito del nuovo CdA che tornerà a incontrarsi entro la fine di questo mese. Intanto, stiamo calendarizzando l’intero anno di incontri in modo tale da poter essere tutti presenti e poter offrire ognuno il proprio contributo alla crescita ulteriore di questa straordinaria realtà. Quello che sento di poter affermare con certezza, invece, è che nessun gruppo, piccolo o grande che sia, può sperare di acquisire una realtà che ormai è patrimonio di questo territorio, della Puglia intera, ma soprattutto dei cittadini di questa terra che possono finalmente avere a casa loro quello che un tempo cercavano disperatamente lontano migliaia di chilometri con un dispendio economico e psicofisico notevole. La Fondazione è interessata a collaborazioni scientifiche, partenariati pubblici e privati, ricerca scientifica e sviluppo. Vuole offrire il meglio che c’è al mondo in termini di professionisti e tecnologie. Vuole, quindi, continuare a crescere e a farlo nel segno di San Pio da Pietrelcina così come ha fatto finora.

 

In ordine, da sinistra: fr F.sco Colacelli, dott.ssa Mariella Enoc, fr Maurizio Placentino e fr F.sco Dileo

 

Il Presidio d’eccellenza della Fondazione “Gli Angeli di Padre Pio”

Il Premier Conte a “Gli angeli di Padre Pio”

San Giovanni Rotondo (Fg), 18 settembre 2018 – Sabato 22 settembre prossimo, alle ore 17:00, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà in visita a San Giovanni Rotondo, presso il Presidio d’eccellenza della Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus “Gli Angeli di Padre Pio” dei Frati Minori Cappuccini della Provincia Religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio.

Ad accoglierlo, il Presidente della Fondazione fr. Francesco Colacelli e l’intero Consiglio di Amministrazione, costituito interamente da frati e la Direzione Generale dell’Ente, detta “Esecutiva” costituita da Nicola D’Andrea, Serena Filoni, Giacomo Francesco Forte e Libera Giardino oltre, ovviamente, tutto il personale della struttura, gli assistiti e i familiari.

Una folta rappresentanza di tutti gli altri presidi territoriali della Fondazione, aspetterà l’arrivo del Premier nel piazzale antistante l’ingresso principale del Presidio “Gli Angeli di Padre Pio”.

Il programma della visita prevede un breve tour all’interno della struttura per conoscere e ascoltare più da vicino gli assistiti ricoverati, l’imponente dotazione tecnologica, la notevole professionalità dei suoi operatori e l’accogliente confort alberghiero che hanno fatto di questa struttura un fiore all’occhiello nel mondo della riabilitazione della Puglia e dell’Italia intera.

A seguire, il Presidente del Consiglio si fermerà con la governance della Fondazione per ascoltare tutte le istanze che provengono da questo settore ed in particolare da “Gli Angeli di Padre Pio”.

Infatti, il Presidente Colacelli anche in qualità di Responsabile Regionale dei Centri di Riabilitazione ARIS (Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari) consegnerà al Premier Conte un “report” riassuntivo di tutti i problemi che attanagliano gli enti riabilitativi come la Fondazione, non solo in Puglia ma anche in tutta Italia.

Tante le contraddizioni di un piano ministeriale d’indirizzo per la riabilitazione mai pienamente attuato, ma già da revisionare, regolamenti di accreditamento e sistemi tariffari di remunerazione disomogenei tra regioni che determinano, di riflesso, una qualità erogativa inevitabilmente diversa per i cittadini italiani che si rivolgono ai servizi riabilitativi, una determinazione tariffaria, su base regionale, che spesso è lontana dai costi effettivi di erogazione delle prestazioni e delle reali necessità tecnologiche che, negli anni, hanno avuto senz’altro un’evoluzione applicativa notevole.

Certo, la governance dell’ente conosce bene le competenze statali e quelle regionali in materia sanitaria, soprattutto dopo la modifica del Titolo V, ma è ferma volontà del Presidente e del CdA, evidenziare al Presidente del Consiglio le difficoltà che incontrano gli Enti come la Fondazione nel voler erogare prestazioni riabilitative efficaci, efficienti e appropriate, ovvero in una sola parola, di qualità.

Tariffe di remunerazione tra le più basse d’Italia, assegnazione dei volumi delle prestazioni solo su base storica e non su indicatori meritocratici, fabbisogni sottostimati e fermi ad anni scorsi, scarso coinvolgimento ai tavoli specifici degli attori principali dove invece si prediligono professionalità autorevoli, ma spesso lontane dalle reali esigenze gestionali e organizzative di queste strutture.

Ma il quesito principale che sarà posto a Conte, sarà lo stesso che è stato posto più volte all’Assessore regionale alla sanità, al Dipartimento della Salute della Regione Puglia e alla ASL FG, ovvero quello riferito alla lunghissima e ormai ingestibile lista d’attesa del presidio.

Sono ben 600 le persone infatti, provenienti da ogni parte d’Italia, che attendono di essere ricoverate.

Persone che sono disposte ad aspettare anni e che non vogliono andare altrove.

Di fronte a tali richieste che certificano inequivocabilmente il merito, la qualità percepita, l’accoglienza e l’assistenza della struttura, è interessante conoscere quali soluzioni sono praticabili nell’immediato.

Alla visita sarà presente, perché invitato e perché interessato al know how del presidio, anche il Direttore Generale dell’INAIL Giuseppe Lucibello.

Sperando  che sia la volta buona che “Gli Angeli di Padre Pio” abbiano il giusto riconoscimento nazionale anche nell’ambito della sperimentazione e della ricerca.

 

 

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Contatti stampa:                                                                       

IL RESP. COMUNICAZIONE INT. ED EST.

Dr. Giacomo Francesco Forte                                                                                      

Cell: 348/0082834

 

 

Il Presidente della Fondazione fr. Francesco Colacelli OFM Cap.

 

Il Presidio “Gli Angeli di Padre Pio”

 

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

 

Dall’esperienza di Clinica Mobile del MotoGP nasce l’algoritmo per la gestione dei pazienti

Rimini, 6 settembre 2018 – L’esperienza “estrema” di Clinica Mobile sui circuiti nazionali ed internazionali nel Motomondiale, è nato l’algoritmo capace di ottimizzare l’organizzazione della gestione dei pazienti.

Tanti pazienti da trattare in pochissimo tempo con risorse e spazi limitati, uscendo dal contesto puramente agonistico, e nell’ottica di migliorare l’organizzazione dei servizi per ogni paziente, ha visto così la luce nuovo progetto tecnologico, nato dall’incontro tra il Dr. Zasa, Direttore Sanitario di Clinica Mobile nel Mondo e Andrea Pari, AD di ArzaMed, realtà specializzata in software di gestione e ottimizzazione di servizi sanitari.

L’applicazione interamente su cloud permetterà di gestire il flusso di appuntamenti medici in maniera ottimizzata in base a tre variabili: tempo, spazio e risorse. Tre variabili che vengono calcolate automaticamente e dinamicamente dall’algoritmo in base al flusso di informazioni inserite, modificando real time la pianificazione degli appuntamenti.

I risultati attesi sono calcolati sullo storico di utilizzo del software medico da parte di 500 operatori sanitari, attivi in 16 regioni italiane ed in Svizzera.

Grazie a questo algoritmo si sono registrati risultati notevoli:

  • – 32% dei tempi di attesa per l’accettazione dei pazienti;
  • – 43% di appuntamenti mancati / no show;
  • – 25% di appuntamenti disdetti;
  • – 30% costi di gestione;
  • – 18% del costi personale front desk;
  • – 20% tempo impiegato al telefono.
    *Stime arrotondate per difetto

“Gli obiettivi del progetto – spiega Andrea Pari AD di ArzaMed – sono quelli di migliorare il percorso di cura e prevenzione dei pazienti attraverso l’automazione della gestione organizzativa, clinica e relazionale dei centri medici. Riduzione delle tempistiche di attesa e intervento ed accesso alle informazioni mediche anche in mobilità sono due delle prerogative a cui stiamo lavorando. I primi test, effettuati sulla versione Alpha dell’applicazione, hanno prodotto risultati al di sopra delle aspettative. Entro febbraio 2019, una versione Beta sarà resa disponibile ad un gruppo eterogeneo composto da studi medici specialistici, poliambulatori, equipe multidisciplinari, psicologi e fisioterapisti.

ARZAMED

ArzaMed è una startup innovativa, nata nel 2018 dall’esperienza di Andrea Pari e Alberto Ghiribaldi, che sviluppa software innovativi basati su tecnologia cloud che rendono più sicura e semplice l’acquisizione, il controllo, l’archiviazione e la gestione dei dati personali e sensibili. Opera prevalentemente nell’ambito sanitario e conta già più di 500 utenti in 16 regioni italiane e in Svizzera.

CLINICA MOBILE NEL MONDO

Clinica Mobile, nata negli anni ‘70 su idea del dottor Claudio Costa, è il punto di riferimento sui circuiti di tutto il mondo, sia per il Motomondiale che per il Campionato del Mondo Superbike. Oggi il Direttore Sanitario il Dr. Zasa l’ha trasformata in un centro medico per il trattamento di condizioni sanitarie acute e un luogo dove i piloti possono ritrovare il naturale assetto psico-fisico dopo le sessioni di prove libere, o recuperare da infortuni precedenti.

 

 

Video intervista del Dr. Zasa, Direttore della Clinica Mobile:

 

 

Andrea Pari e Alberto Ghiribaldi di ArzaMed, partner software medico di Clinica Mobile

 

 

Dr. Michele Zasa, Direttore Clinica Mobile

 

 

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CONTATTI STAMPA:

ArzaMed srl
Andrea Pari / Giulia Fabbri
Via Ghisleri, 22 – 47921 Rimini (RN)
Tel. +39 800 26 08 70
Email: info@arzamed.com
www.ArzaMed.com

La malattia mentale in Italia: “Un isolamento imposto dal pregiudizio, che si fa prigione”

Roma, 2 luglio 2018 – I malati mentali in Italia sono emarginati insieme alle loro famiglie. Un isolamento imposto dal pregiudizio, che diventa di fatto una prigione. Qui di seguito la lettera aperta della scrittrice Barbara Appiano, a denunciare un “sistema paese” che non va.

LA MALATTIA MENTALE IN ITALIA È UNA PRIGIONE

Lettera aperta della scrittrice Barbara Appiano

“Il mio paese, l’Italia, è un paese che dice di voler occuparsi di tutti ma che dimentica sempre qualcuno per strada.

L’Italia è un po’ come una chioccia, che nell’educare i suoi pulcini a camminare lascia indietro quelli che il passo non lo reggono.

La chioccia Italia, nel ricordarsi di tutti, ha fatto infatti lasciato in sosta permanente i malati mentali e le loro famiglie. 

Chiusi i manicomi che dovevano essere sostituiti dalle “case famiglie“ siamo ancora oggi a pensare, quando ci ricordiamo, che cosa dobbiamo fare dei malati mentali e delle loro famiglie. Questo dopo il lontano 1978 che vide l’intrepido psichiatra Basaglia impegnato a far chiudere i manicomi per riabilitare gli ammalati. 

Questi malati, tra cui mio fratello Mario, sono una popolazione silenziosa che a parte incrementare il mercato degli psicofarmaci, con la chimica che li tiene a bada rallentandone l’entusiasmo per la vita, sono ostaggio dell’indifferenza della società che, ignorandoli, decide comodamente che non esistono, e quando esistono è perché qualcuno da di matto, con notizie che scatena il delirio.

Ci si chiede il perché è successo, un perché che occupa sociologi, criminologi e opinionisti.

Forse perché il “malato mentale” è un campionario di umanità che nessuno vuole adottare: troppo impegnativo capire gli altri, meglio l’etichetta della malattia e lavarsene le mani.

Leggi, leggine, sussidi da miseria al pari di un accattonaggio legalizzato, hanno lo scopo di “rassicurare” coloro che i “malati mentali“ li temono o se ne vergognano.

I malati sono tutti uguali senza etichetta, le etichette non te le da la malattia, ma gli altri, quelli che ti evitano perché la diversità ad ogni latitudine fa paura.

I malati mentali in italia, insieme alle loro famiglie, pure loro malate avendo ereditato per “diritto acquisito” la malattia del pregiudizio, sono a digiuno di politica, non sanno perché vengono classificati malati mentali, ma sanno che è un diritto acquisito dalla nascita dare un senso alla loro esistenza che non è di serie B ma di serie A, come tutti gli altri.

Anzi, io  aggiungo da tripla A, come la certificazione di un istituto finanziario, visto anche che di questi tempi vanno di moda le classificazioni finanziarie.

Lavori socialmente inutili che li fanno sentire inutili, lavori per categorie protette, da chi non si capisce.

Forse da coloro che inventano la protezione dal malato mentale e non per il malato mentale? 

Una specie di dazio doganale e sociale, purché questa “minoranza“ figlia di un Dio minore, stia zitta, con le buone o con le cattive, e resti una minoranza da rendere muta con il silenziatore della vergogna.

Una enclave utile politicamente solo per una croce sulla scheda elettorale.

La vergogna è l’attrice non protagonista della processione sempre in itinere del mondo che ambisce alla perfezione (che è un’invenzione umana), e assume la vergogna come portavoce ufficiale del mondo sottosopra, il mondo della miopia della malattia.

Con questo scritto chiedo alle istituzioni, e ai marinai della politica del cambiamento, come scrittrice e come sorella di Mario, mio fratello figlio di un Dio minore perché “ripudiato dal Dio maggiore”, di organizzare una giornata nazionale dei malati “mentali “ che sono stufi di essere chiamati tali, perché al pari di altri malati non emarginati, non sono il mostro di Lochness.    

Siamo un paese che come una chioccia distratta si dimentica dei suoi figli più fragili, un paese che deve curare la sua memoria, andando nella palestra del dolore degli altri.

Gli altri sono i “malati mentali” che soltanto coraggiosi psichiatri e infermieri muniti di coraggio ed empatia soccorrono quando tutti si girano dall’altra parte, perché il dolore che non si vede non esiste e se mai si vedesse è muto, e non ha diritto di parola.

Ai governanti del cambiamento prima di tutto uomini chiedo: “Il mondo che proponete è a misura della malattia mentale? Chi puo’ dire oggi cosa sia la normalità?”.

Io dico nessuno, mentre coloro che pensano alla normalità come a una patente di guida senza rinnovo, sono fuori strada, o peggio in contro mano.

La normalità è l’altra faccia del coraggio, la normalità è mio fratello che nonostante l’etichetta che si porta dietro e che lui non ha scelto, vive la sua condizione di emarginato come la forma più alta di libertà, ovvero quella di non volere assomigliare a nessuno e di farsi la domanda: “Ma Dio esiste?”. 

Mario si da la risposta da solo, dicendosi che Dio esiste ed è schizofrenico. Mario vede il mondo in versione multicolor quando magari è solo in bianco e nero, parla con il cane e con il gatto che lo seguono dappertutto, due creature che non lo hanno emarginato come coloro che quando lo vedono per strada, cambiano direzione.

A nome di tutti i malati mentali e dei loro psichiatri e infermieri, a nome delle famiglie di questi malati cui io appartengo, chiedo alla politica di adottare la malattia mentale come un diversivo socialmente utile, a voler essere meno banali e più concreti. 

Più che i muscoli palestrati la politica mostri la capacità di non isolare nessuno dei suoi figli.

Non sempre chi urla di più ha ragione e non sempre queste urla sedano l’indifferenza, la quale continua a seminare solitudine senza che nessuno faccia un selfie alla propria coscienza, che si rifiuta di farsi immortalare.

La politica è pregata di prendere nota: la malattia mentale è in totale stato di abbandono e anche i portatori sani dell’insanità mentale che li fa diventare malati, vogliono un posto di lavoro, un modo per partecipare al companatico nazionale, con jobs act, somministrazione del lavoro, vouchers, e lavoro in nero… 

Il lavoro è arcobaleno, il lavoro non è merce ma è persona, ed essere persone significa esistere ancora prima di lavorare.

Il lavoro è la rappresentazione di un’idea che ha casa anche nelle menti diversamente abili: abilità e sanità, normalità e perbenismo sono termini dissociativi di un mondo che non ha chiesto di essere normale.

La schizofrenia, la depressione, sono l’ultimo baluardo di un Paese, l’italia, che a forza di voler diventare multirazziale si dimentica per strada quelli che in Italia sono nati. 

Sono i vostri vicini di casa, sono coloro che incontrate ai vari centri di salute mentale, perché sotto sotto si scopre che un po’ tutti siamo malati mentali: chi per primo lo vuole confessare?

Avevo un fratello normale, qualcuno decise che normale non era, ma lui tuttora è qui a spiegare che normale si, normale no, alla fine la normalità è una parola licenziata anche dal suo vocabolario, con buona pace dei farmaci che addormentano la coscienza e alimentano l’incoscienza.

Io sto con loro, e nel mio libro in stesura “Echi nella nebbia a ridosso del cielo” viaggio a piedi negli incubi degli altri, quando gli altri, erano reclusi negli OPN, gli Ospedali Psichiatrici Nazionali. 

Scheletri di cemento si ergono nella più totale indifferenza, disturbando la vista magari degli outlet, templi della normalità del consumismo, gli Ospedali Psichiatrici Nazionali sono diventati oggi macerie della vergogna.

Scheletri che sono ancora qui a bussare alla nostra porta, per dire che loro vorrebbero diventare dei campi di calcio, una pista da slalom, un anfiteatro, un mondo in divenire che aspettando di mutare pelle per passare il tempo si fa un selfie senza riuscire ad immortalare l’insanitá mentale. 

Un’intrusa, un’ospite sgradita che si auto invita e che per discrezione preferisce starsene dove è sempre stata, ovvero nell’immaginario abusivo del mondo urlante di silicone e finzione”.

 

Per interviste e contatti diretti con la scrittrice Barbara Appiano scrivere alla mail bappiano@virgilio.it

 

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Foto da utilizzare solo a corredo della presente notizia:

Umanizzazione delle cure: incontro con il Prof. Massimo Recalcati a Roma

“La clinica dell’uno per uno”: incontro con il prof. Massimo Recalcati e presentazione dei piani formativi del settore socio-sanitario per l’umanizzazione delle cure AverCura 1 e AverCura 2

Roma, 12 giugno 2018 – Si terrà venerdì 15 giugno, alle ore 9.30, presso l’Auditorium Loyola Fontana di Trevi – Roma Eventi (Piazza della Pilotta, 4) l’evento denominato “La clinica dell’uno per uno”, incontro con il Prof. Massimo Recalcati e presentazione dei piani formativi del settore socio-sanitario per l’umanizzazione delle cure AverCura 1 e AverCura 2.

L’evento, a cura di Espansione S.r.l, Provider nazionale ECM id. 235, con la collaborazione della Fondazione ISTUD e con l’Ordine degli Psicologi del Lazio e l’Ordine degli Assistenti Sociali del Lazio, è incentrato sulla tematica dell’umanizzazione delle cure, sul ridare centralità al paziente nell’azione di cura e assistenza, alla sua esperienza di malattia e ai suoi vissuti.

Il tema è quello della personalizzazione e dell’umanizzazione delle cure che non può prescindere da una nuova cultura della salute.

Per promuovere questo cambio di paradigma Espansione ha ideato i piani formativi “gemelli” AverCura 1 e AverCura 2, finanziati da Fondimpresa – il più grande fondo interprofessionale italiano composto da Confindustria e CGIL, CISL e UIL – sull’Avviso 4/2017.

Il progresso scientifico e tecnologico consentono oggi di trattare patologie un tempo incurabili; la cura del paziente non può essere più disgiunta, nella quotidianità della pratica clinica, dalla consapevolezza degli aspetti relazionali e psicologici che intervengono nel processo terapeutico. Incentivare questa consapevolezza e riposizionare l’azione di cura, oggi incentrata sulla malattia, ponendo al centro il paziente sono gli obiettivi dei due piani formativi che pongono l’accento sulle relazioni familiari e affettive, sulla privacy, sulla volontà e sui desideri del paziente in questa parentesi della propria esistenza.

La conferenza è incentrata sulla “lectio magistralis” del prof. Massimo Recalcati – psicoanalista, docente dell’Università di Pavia, scrittore e apprezzato conduttore della fortunata rubrica “Lessico Famigliare” in onda su Rai3 e ormai virale sui social network grazie alle migliaia di condivisioni – che parlerà sul tema “La clinica dell’uno per uno”.

Insieme a Recalcati, al tavolo dei relatori saranno presenti: Amarildo Arzuffi, Direttore Generale Area Formazione di Fondimpresa, su “La formazione continua in sanità tra scelte etiche e sviluppo: il ruolo e i risultati di Fondimpresa”; Sergio Antonio Bolognese, Progettista e Responsabile dei piani Formativi AverCura 1 e AverCura 2, su “Skill degli operatori socio-sanitari e cultura delle cure” e altri importanti relatori.

Al termine dell’incontro ci sarà un dibattito con il pubblico sui temi illustrati nelle relazioni. L’evento formativo è aperto a tutte le professioni sanitarie ed è accreditato ECM con il rilascio di 4 crediti per 100 partecipanti; è in itinere l’accreditamento anche presso l’Ordine degli Assistenti Sociali.

Per tutti la partecipazione è gratuita, previa registrazione e limitatamente alla disponibilità di posti in sala.

L’iscrizione è possibile accedendo alla piattaforma Arcadia sul sito www.espansionesrl.com o compilando la scheda di iscrizione e inviandola all’indirizzo luciaspina@espansionesrl.com o via fax al numero 0825 1801013.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Prof. Massimo Recalcati (Foto Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Recalcati#/media/File:Massimo-Recalcati-1-niv983zel1172s4kim3wlc0ofmhm0hcfzp3w3qz4w8.jpg)

A Santhià chiude radiologia: “Ci tagliano la Sanità, la dignità e la vita”

Vercelli, 11 giugno 2018 – Dopo la diffusione, inaspettata ed improvvisa, della notizia della chiusura del centro di radiologia a Santhià (Vercelli) sono molte le voci di protesta e dissenso che si sono sollevate sul territorio.

Pubblichiamo a tal proposito l’intervento della scrittrice Barbara Appiano, cittadina residente proprio a Santhià, che ha deciso di voler intervenire sulla sciagurata decisione.

LETTERA APERTA SULLA CHIUSURA DI RADIOLOGIA A SANTHIA’

CI TAGLIANO LA SANITÀ, LA DIGNITÀ E LA VITA

Sfratti eccellenti a Santhià provincia (trascurata) di Vercelli.

Chiude anche la radiologia e si sollevano i malumori della cittadinanza

Si dice che chiude provvisoriamente, o forse per sempre, senza che i cittadini siano stati informati in tempo e senza che abbiano potuto dire la loro su un argomento, come quello della salute, che li occupa e preoccupa quotidianamente.

Dopo le fabbriche che chiudono, le invasioni dei call center e il jobs act che continua a mietere vittime ora a Santhià viene dismessa anche la salute.

La spending review è ormai un fenomeno globale internazionale che sta mietendo molte vittime ovunque, nel silenzio delle case, negli ospedali e nelle case di riposo dove la salute viene oltraggiata dai tagli di una scimitarra che taglia tutto, oltre che le medicine la dignità e le stesse vite umane.

Viviamo ormai nell’epoca del turismo ospedaliero e sempre più ci sono realtà dove i cittadini sono costretti a prendere voli aerei per curarsi in cliniche lontane da casa.

Un realtà inaccettabile perché la salute è un diritto universale che non può essere negato a nessun cittadino.

Ormai viviamo in un mondo sempre più bipolare: l’1% dei ricchi si cura in cliniche costose e all’avanguardia, in cui ti ridonano persino la giovinezza, mentre il restante 99% della popolazione è costretta a fare la spesa nei discount e le uniche radiografie che riesce a fare è al proprio portafoglio, che va in rosso anche solo per pagare un semplice ticket.

E allora?

E allora è vietato ammalarsi. È vietato ammalarsi e anche lamentarsi.

Gli ospedali diventeranno sempre più degli alberghi di lusso a 5 stelle con percorsi riabilitativi dedicati solo a coloro che la salute se la possono comprare

I vertici politici ed amministrativi hanno deciso unilateralmente che la salute dei cittadini di Santhià, così come tanti altri posti in Italia, non necessita di radiografie e di mammografie, impattando sulla vita di tante persone.

E la tragedia è che già tanti anziani ormai non si curano più, perché con una pensione da fame rinunciano alla salute per aiutare nipoti e bisnipoti senza lavoro.

Le istituzioni poi ignorano che gli anziani sono malati anche di solitudine, incarcerati negli affetti che li tengono ostaggio di nipoti fannulloni, o prigionieri in case di riposo, con la retta da pagare.

La salute, sia fisica che mentale, è ormai stata declassata a malattia sociale, un peso sociale ed economico che mal si sopporta.

Siamo ormai all’immortalità dei tagli alla spesa pubblica, che ci seppellirà tutti.

Barbara Appiano

www.appianobarbara.it

 

 

Salute, contro i rischi di infezione ora l’obiettivo è ‘la produzione di igiene’

Roma, 18 aprile 2018 –  Contro le infezioni nella filiera della salute ora non basta più la mera pulizia degli ambienti e l’obiettivo prioritario diventa la “produzione di igiene“. Grazie all’ideazione e all’utilizzo del Sistema di Pulizia e Sanificazione PCHS® viene introdotta nel sistema italiano della salute una metodologia innovativa, un sistema complesso di fattori interagenti che va dalla specifica tecnica di attivazione della competizione biologica, all’utilizzo di speciali ed esclusivi panni in microfibra, al personale formato e specializzato, al governo del ciclo di produzione con supporto informatico ACC. A questo si aggiunge il controllo microbiologico per assicurare lo standard PCHS® relativo alla riduzione dei patogeni.

Il nuovo Sistema di Pulizia e Sanificazione PCHS® (www.pchs.it), realizzato dalla Copma S.c.r.l., ha caratterizzato e qualificato il proprio ruolo nella filiera della salute avviando e favorendo un processo virtuoso di innovazione scientifica e tecnologica in grado di incidere concretamente su uno dei principali fattori di rischio nella insorgenza delle ICA, la contaminazione dell’ambiente ospedaliero.

A partire dal 2011 la Copma S.c.r.l. ha affidato al Centro Ricerche CIAS dell’Università di Ferrara lo studio sull’efficacia del Sistema PCHS® con particolare riferimento al suo impiego per il trattamento di superfici e ambienti ospedalieri.

La ricerca multicentrica SAN-ICA, promossa e sostenuta da COPMA, con il patrocinio del MInistero della Salute, la partecipazione di prestigiose Università e ospedali italiani, è un ulteriore passo in avanti nella verifica dei processi di innovazione e dei vantaggi per la filiera della salute del Sistema PCHS®.

Con il Sistema PCHS® abbiamo voluto innescare un vero e proprio cambio culturale. Non si tratta più semplicemente di pulire gli ambienti, ma di produrre igiene, ovvero mantenere nel tempo bassi e stabili livelli di microrganismi patogeni contribuendo efficacemente alla riduzione del rischio infettivo” spiega Alberto Rodolfi Presidente di Copma.

“La gestione del rischio clinico”, commenta Mario Pinca, A.D. di COPMA, “richiede appropriatezza, sia delle cure che della prevenzione per assicurare il diritto alla salute del cittadino-paziente. Nella filiera della salute l’igiene degli ambienti rappresenta un tassello fondamentale per una efficace azione preventiva.”.

“Auspichiamo che il Piano di Prevenzione e controllo delle ICA, parte integrante del Piano Nazionale di Contrasto dell’antibiotico-resistenza, recepisca quanto prima le innovazioni che possono già ora contrastare efficacemente le ICA. La ricerca SAN-ICA con i suoi importanti risultati fornisce già delle risposte concrete per quanto riguarda la salubrità degli ambienti e la riduzione delle infezioni. Ma non solo. Il Sistema PCHS® si caratterizza per la sostenibilità economica ed ambientale: si riducono i costi diretti di produzione e si riduce l’impatto ambientale, ma si registrano anche rilevanti riduzione dei costi indiretti a beneficio del Sistema Sanitario e Sociale (ad es. la forte riduzione dei costi per antibiotici)”, conclude Pinca.

Riguardo COPMA S.c.r.l.

Copma è una società cooperativa leader nel settore dei servizi, costituita nel 1971 con sede a Ferrara; è attiva sin dalla sua fondazione nel campo delle pulizie e della sanificazione degli ambienti in grandi comunità; nella manutenzione, progettazione e realizzazione di aree a verde, pubbliche o private; nella disinfestazione di ogni tipologia di ambiente; nella pulizia e sanificazione di canalizzazioni di impianti trattamento aria in edifici di qualsiasi tipo e dimensione; nelle attività di logistica presso Ospedali e Strutture sanitarie.

Copma è capofila di un gruppo con attività diversificate, per citarne alcune, in ambito clinico, in trattamento e smaltimento di rifiuti industriali, in realizzazione e gestione di impianti sportivi.

La cooperativa è strutturata per fornire i propri servizi a società ed aziende, pubbliche o private, con una presenza distribuita sul territorio, sia a livello locale che nazionale. Impiega in Italia circa 1500 dipendenti di cui il 94% è donne.

Negli anni ha saputo qualificare la propria attività nel campo delle pulizie e della sanificazione con particolare riferimento al settore ospedaliero e sanitario con oltre l’80% del proprio fatturato (circa 38 milioni di euro complessivi).

Per ulteriori approfondimenti visitare il sito internet www.pchs.it.

 

 

I Centri Padre Pio inaugurano il monumento al fondatore

Domani presenti autorità civili e militari per ricordare il lungimirante frate Michele Placentino con un monumento a lui dedicato

S.G.Rotondo (FG), 15 dicembre 2017 – Domani, 16 dicembre 2017, alle ore 16:30, a San Giovanni Rotondo, presso il Presidio Riabilitativo Extraospedaliero “Gli Angeli di Padre Pio” della Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio della Provincia Religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio dei Frati Minori Cappuccini, si terrà la cerimonia inaugurale del monumento in onore di Padre Michele Placentino, Frate Cappuccino, fondatore dei Centri di Riabilitazione Padre Pio.

Il rito di benedizione sarà presieduto dal ministro provinciale fr. Maurizio Placentino.

Moltissime le autorità civili e militari invitate, che parteciperanno insieme a quanti conobbero la figura carismatica di Padre Michele il quale, con estrema lungimiranza, fondò quella che oggi è una delle realtà più importanti nel panorama della riabilitazione in Italia e del mondo intero.

Il suo desiderio, di voler contribuire a diminuire i cosiddetti “viaggi della speranza” che tanto affliggono i diversamente abili e le loro famiglie, hanno trovato piena attuazione con quello che rappresenta oggi la Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus, con la sua struttura d’eccellenza “Gli Angeli di Padre Pio”, ma anche con tutti i Presidi Ambulatoriali che insistono nella provincia di Foggia unitamente ai rispettivi servizi domiciliari.

Servizi che portano, oggi giorno, sollievo a migliaia di diversamente abili e alle loro famiglie.

A Isernia, invece, la Fondazione offre ospitalità agli anziani autosufficienti e non autosufficienti con un Presidio che comprende una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) ed una Residenza Protetta (RP).

Nelle strutture della Fondazione, lavorano circa 500 operatori tra personale medico, della riabilitazione, infermieristico, ingegneri, amministrativi e operatori socio sanitari.

Una grande famiglia voluta e realizzata da Padre Michele Placentino, nel segno di San Pio da Pietrelcina, il cui monumento, adesso, testimonierà ancor meglio la sua preziosa opera di bene.

 

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