Arte, è rivoluzione: al via il Certificato Digitale per le opere d’arte

Roma, 1 aprile 2020 – È rivoluzione nel mondo dell’arte. Da oggi sarà possibile provare in ogni momento l’identità e l’autenticità delle opere d’arte grazie ad un Certificato Digitale per le opere d’arte. Merito di questa rivoluzionaria innovazione è della ArtID, azienda internazionale che si occupa d’arte con sede in Svizzera, che ha dato vita al Certificato Digitale per le opere d’arte. Una innovazione creata grazie all’utilizzo della blockchain, dell’Intelligenza Artificiale e delle immagini ad alta risoluzione.

Il Certificato Digitale contiene tutta la documentazione di ogni singola opera: foto in alta risoluzione, autentica dell’autore, documenti relativi all’eventuale archiviazione, evidenza delle mostre in cui l’opera è stata esposta, indicazioni di pubblicazioni rilevanti, estratti di pubblicazioni che contengono informazioni sull’opera. Le informazioni si possono estendere anche alla proprietà attuale ed a quelle precedenti, al luogo dove è fisicamente custodita l’opera, prezzi, atti di cessione, dichiarazioni di vendita e perizia. La cartella “Zip”, firmata su blockchain, non è modificabile nè nei suoi contenuti nè per le informazioni relative alla data di creazione ed aggiornamento.

Il Certificato Digitale ad opera della ArtID  proietta il mondo dell’arte verso quella che sarà la nuova generazione di opere d’arte. La certificazione e l’archiviazione rappresentano il presupposto per accedere a tutta la documentazione attraverso un archivio incorruttibile, condiviso e pubblico.

Questo crea le condizioni per un nuovo mercato dell’arte più aperto, trasparente e liquido. Il Certificato Digitale agevola la “due diligence” necessaria nella fase di acquisto di un’opera d’arte, le opere che ne sono dotate sono facilmente inventariabili ed una collezione di opere certificate è sempre aggiornata.

Il Certificato Digitale rappresenta lo strumento ottimale laddove si debbano dare informazioni in operazioni di import, export, sdoganamento e nelle successioni. Valorizza enormemente l’opera, facilita il processo di scambio delle informazioni e dà accesso alla visibilità dovuta grazie alla possibilità di pubblicarla sul Marketplace di ArtiID e/o su altre piattaforme.

Grazie al servizio di ArtID (www.artid.ch) è possibile accedere alle informazioni mediante il QR code (disponibile in area riservata), utilizzando il link alla documentazione (disponibile sempre in area riservata) oppure in prossimità dell’opera utilizzando il collegamento bluetooth.

Il mondo dell’arte così si evolve, perché in un mercato sempre più internazionale oggi è indispensabile affidarsi a strumenti innovativi che sono un mezzo per connettere e garantire artisti, collezionisti, galleristi, compratori, investitori.

La blockchain è ormai una rivoluzione inarrestabile: dalla sua applicazione più popolare, le criptovalute e i token, alla possibilità di tracciare i processi produttivi fino alla certificazione delle informazioni. E ArtID grazie al Certificato Digitale per le opere d’arte si conferma l’attore principale nella digitalizzazione del mondo dell’arte, una realtà innovativa unica a livello mondiale.

Per saperne di più sul Certificato Digitale rimandiamo al sito internet www.artid.ch.

 

 

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Alla Biennale d’Arte di Venezia esposti per la prima volta i tatuaggi

Venezia, 27 giugno 2017 – Per la prima volta nella storia della più importante Biennale d’Arte, il tatuaggio legato alla sua forma d’arte più espressiva, sarà in esposizione d’arte di prestigio.

Grazie al magnifico lavoro del grande artista Gabriele Pellerone che esporrà le sue opere d’arte su pelle.
E grazie critico e storico d’arte nazionale il Dott. Giorgio Grasso che ha reso possibile per la prima volta al mondo l’esposizione di un tatuatore alla Biennale di Venezia, ritenendo vere e proprie opere d’autore i ritratti realistici realizzati sui quadri di pelle dall’artista.

Giorgio Grasso, curatore alla Biennale d’Arte, ospiterà diverse opere contemporanee di Gabriele Pellerone ed una live performance dell’artista che lascerà tutti i visitatori senza fiato.

Giunta alle 57° edizione, quest’anno la Biennale d’Arte di Venezia, ha ampliato la sua vista spingendosi verso una forma d’arte innovativa ma che in realtà affonda le proprie radici alle origini del mondo, e cioè nel momento in cui l’uomo scopre che un’incisione fatta sulla pelle assume un significato indelebile.

Reduce da un’importante manifestazione svoltasi a Catanzaro, in cui ha esposto le sue opere “su pelle” più importanti, Gabriele Pellerone si appresta a tagliare un traguardo importante con la biennale di Venezia, un evento che segnerà l’entrata del tatuaggio nell’arte contemporanea, per rafforzare ancora di più il concetto d’artista e nuova forma d’arte.

Un legame antico e indissolubile quello che lega l’arte al segno grafico del tatuaggio, negli ultimi anni quest’ultimo, ha subito una metamorfosi in vera e propria forma d’arte, trasformando la pelle in tele da dipingere.

I Tattoo Artist oggi nel mondo sono in tanti, che come Gabriele portano avanti una passione che non è solo lavoro ma amore verso l’arte, e come artisti armati di pennello realizzano sulla pelle con aghi professionali, delle vere e proprie opere d’arte indelebili.

Rinchiuso in un angolo dal mondo artistico per molto tempo, il tatuaggio rappresenta uno dei più antichi supporti dell’atto creativo, e solo negli ultimi anni ha visto la sua rinascita.

Così come i muri nell’epoca primordiale, anche il corpo a un certo punto ha sentito la necessità di vestirsi con un abito nuovo, incarnando la fluidità di una vita che ruota intorno all’arte e ai ritmi dell’esistenza.

Il percorso di Gabriele nel mondo del tatuaggio inizia solo 5 anni fa, ma l’amore per l’arte lo porta dentro sin da piccolo, quando a tre anni realizza il primo disegno.

Sono passati diversi anni da quel momento ma Gabriele oggi è un affermato Tattoo Artist che gira il mondo presenziando a convegni e manifestazioni importanti, a fianco dei grandi maestri.

Saranno tre le opere esposte su quadri innovativi, rappresentate da tatuaggi realizzati su pelle sintetica con una macchinetta i cui aghi sono ispirati ai pennelli, e con colori che miscelandosi tra loro eseguono la medesima tecnica pittorica di un dipinto.

L’artista ha deciso di ispirarsi alla bellezza della figura femminile attraverso dei volti di donna.

“Tatuare significa creare emozioni – afferma Gabriele – una persona che vuole un tatuaggio fa per cercare un’emozione e sono davvero felice di poter essere io a crearla, è una soddisfazione immensa poter leggere gioia negli occhi di una persona che nemmeno conosci, esserti grata. In quel preciso momento l’hai resa felice – continua l’artista – lasciandole in maniera inspiegabile una cosa che porterà con sé per sempre”.

L’esposizione si terrà da metà Agosto a fine di mese a Palazzo Zenobio, Venezia.

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