Cyberbullismo: “Vittima 1 adolescente su 2”

Roma, 1 ottobre 2019 – Le ultime rilevazioni Istat parlano chiaro: 1 adolescente su 2 ha dichiarato di essere stato vittima di cyberbullismo negli ultimi dodici mesi. E secondo i dati del Centro Studi di ReputationUP, società leader nella gestione della reputazione online, il social network più colpito dal fenomeno del Cyberbullismo è Instagram.

Un fenomeno devastante, che negli ultimi 15 anni è drammaticamente cresciuto, come dimostrano anche i dati delle ricerche effettuate su Google per l’argomento “Cyberbullismo”.

ReputationUP, guidata dai CEOs e Founders Andrea Baggio e Juan Ricardo Palacio, è da anni impegnata in prima linea contro il Cyberbullismo. 

“Entro fine anno – precisa Palacio – presenteremo un progetto innovativo per aiutare le istituzioni scolastiche e le forze dell’ordine a contrastare questa assurda  piaga sociale, le cui conseguenze sono spesso drammatiche”.

Quali sono le conseguenze del Cyberbullismo?

Le conseguenze del Cyberbullismo sulle vittime sono devastanti, come evidenziato dalla ricerca di ReputationUP, che per elaborare i dati sul Cyberbullismo, il Centro Studi di ReputationUP ha utilizzato un software proprietario di Intelligenza Artificiale che ha monitorato la rete in base a determinati hashtag o parole chiavi.

Il bullismo via internet provoca enorme ansia sociale nel 41% dei casi studiati, fenomeni depressivi nel 37% dei casi, pensieri suicidi nel 26% dei casi, poi l’autolesionismo al 25%, stop dell’utilizzo dei social nel 24% degli episodi interessati. Infine il bullismo via internet provoca assenze scolastiche nel 20% delle volte, disturbi alimentari nel 14% dei casi e abuso di alcol e droghe nel 9% dei casi.

Oltre al monitoraggio, e quindi al numero di menzioni, il software di ReputationUP è anche in grado di calcolare il sentimento (positivo, negativo e neutrale) e l’emozione (gioia, sorpresa, tristezza, rabbia, disgusto, paura) di tutte le interazioni che avvengono intorno alla parola chiave o hashtag.

“Infine – specifica Baggio – il Centro Studi ha confrontato i nostri dati con quelli dell’Istat, del Miur e del Ministero della Famiglia, per ricavarne un’analisi accurata, specifica e attendibile”.

“Invitiamo giornalisti ed esponenti politici – concludono Andrea Baggio e Juan Ricardo Palacio – a contattarci per creare un fronte comune, perché la prevenzione è un punto di partenza fondamentale ma a volte non basta. In certi casi servono interventi immediati, che i giganti del web non possono garantire, per evitare sofferenze inutili alle vittime.”

 

 

 

 

 

Juan Ricardo Palacio e Andrea Baggio, CEOs e Founders di ReputationUP

 

 

5G: inganni e paradossi della tecnologia che sta per invadere le città italiane

Milano 17 settembre 2019 – Alla Fabbrica del Vapore di Milano si è tenuta il 15 settembre scorso, nell’ambito di ‘Natura AMA Benessere Olistico & BioArmonico‘, una conferenza sui paradossi e sugli inganni che riguardano lo sviluppo e la sperimentazione delle reti 5G. Una tematica molto attuale soprattutto in una città come Milano che sarà tra le prime in Italia a testare le reti di quinta generazione.

Paolo Goglio, presidente della ‘Associazione Amore con il Mondo ODV‘ e Nadi Paola Matrone hanno illustrato “Metti in pausa il 5G”, la campagna di sensibilizzazione sui rischi del 5G.

Il modello Svizzera

La Svizzera si è appena classificata al primo posto nella classifica di sostenibilità ambientale, con particolare attenzione all’impatto, alla qualità dell’aria e alla protezione del clima. Un modello che è indice non solamente di attenzione ma soprattutto di tutela del benessere umano come conseguenza del benessere ambientale.

Oggi i cantoni Vaud, Ginevra, Neuchâtel e Giura, hanno già introdotto una moratoria in opposizione alla installazione e sperimentazione di reti 5G sul territorio e presto la questione sarà discussa anche dai parlamenti cantonali di Berna, San Gallo e Svitto.

In realtà si stanno mobilitando un pò tutte le aree della confederazione, dai Grigioni al Ticino per raccogliere firme e attivare un percorso di sensibilizzazione sulle reti di Quinta Generazione. La prima domanda che salta all’occhio è la seguente:

”Ma se un paese così attento alla salute e alla tutela si sta attivando in questa direzione, non è che forse ci sfugge qualcosa?” si è chiesto Paolo Goglio, introducendo la conferenza di Milano.

“Siamo fessi noi che accogliamo le nuove tecnologie con il plauso e il consenso di politici, università, industria e istituzioni? O sono fessi loro che non capiscono la fondamentale importanza di piazzare milioni di antenne per connettere frigorifero, lampadine, forno e lavatrice, cassonetti e rubinetti nella nostra casa sempre più smart per essere sempre più felici?” hanno detto i promotori della campagna “Metti in pausa il 5G”.

I paradossi

Il paradosso evidenziato dai promotori della campagna è che prima si vendono le licenze e poi si fanno gli studi per approfondire i rischi della tecnologia 5G sulla salute. La forbice che definisce il confine tra interesse e benessere assume molto spesso i contorni di un paradosso clamoroso. Negli USA già si parla di proibire le sigarette elettroniche che si sospetta abbiano causato addirittura 6 vittime, mentre sono tutt’altro che proibite le sigarette tradizionali che provocano 400.000 vittime all’anno e qualcosa come 3.000 ulteriori vittime all’anno per il solo fumo passivo. Per contrastare la pandemia si rincarano i prezzi: così facendo aumentano i ricavi ma non diminuiscono i consumi. “È questo il sistema che garantisce la tutela del benessere e che pretende di essere pure considerato autorevole e affidabile?”, si sono chiesti i promotori di “Metti in pausa il 5G”.

L’inganno dello sviluppo

Altro inganno del 5G riguarda lo sviluppo. Secondo le dichiarazioni politiche del Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi di Maio, il 5G è una piattaforma che apre nuove opportunità di sviluppo per il nostro sistema economico. Eppure 66 milioni di lavoratori nel mondo sono a rischio di essere rimpiazzati dalla intelligenza artificale (Fonte: The Guardian).

La beffa della Bandiera Arancione

Altro aspetto da considerare, secondo i promotori del convegno, vi è la tutela dei territori di pregio dal forte inquinamento tecnologico. Fattore oggi totalmente assente dalle valutazioni degli amministratori. Come ad esempio l’Associazione dei Paesi Bandiera Arancione, che nasce dal Touring Club Italiano. Si tratta di un riconoscimento turistico-ambientale per i borghi e piccoli comuni sotto i 15.000 abitanti dell’entroterra, tra i più belli e confortevoli della penisola.

“Ebbene, anziché premiare la tutela di questi territori, patrimonio nazionale, sono stati ceduti in pasto alla sperimentazione 5G i 227 comuni della lista, all’oscuro di questo accordo tra privati (vedi richiesta del Comune di Tenno). Eppure Touring Club Italiano definisce l’iniziativa Bandiera Arancione un marchio di qualità turistica-ambientale” hanno detto ancora i promotori dell’iniziativa. (Fonte: https://www.bandierearancioni.it/iniziativa/liniziativa-0).

Un peso enorme

La pressione tecnologica induce uno stress da eccesso di informazioni che deforma completamente la percezione della vita, causando un surplus di esigenze superflue che si traduce in una overdose di consumismo con tutte le relative conseguenze sulla qualità di vita e sullo sfruttamento dell’ambiente. La percezione della vita è completamente deformata, le sensazioni e le emozioni sono alterate. Consideriamo per esempio quanto elevato sia il timore di essere vittima di un attacco terroristico: statisticamente è due volte più pericoloso prendere l’ascensore e dieci volte maggiore il rischio di essere colpiti da un meteorite, ma la percezione è completamente distorta.

Lamentismo o attivismo?

Ogni volta che qualcuno dice di sì c’è sempre qualcuno che dice di no e così le parti si scontrano determinando conflitti e confusione. Questo, a prescindere da ciò che è corretto o scorretto, giusto o ingiusto, vero o falso, benefico o malevolo, inietta comunque nel sistema sociale un elevato grado di malessere che si espande e si riflette a tutti i livelli. 

il presidente dell’associazione, Paolo Goglio, ha quindi illustrato i programmi di attivismo sociale:

“Quando le parti si scontrano è perchè gli interessi si scontrano. Alcuni sono motivati dall’interesse economico dal tornaconto, altri sono interessati a difendere la salute, l’ambiente e il benessere individuale. Il risultato è che si sta diffondendo una nuova forma di malessere sociale che possiamo definire ‘lamentismo’. Ci si lamenta di tutto, continuamente e sempre, con tutto e con tutti. Si è venuta a determinare una specie di psicosi sociale dove è impossibile essere felici e sembra quasi doveroso lamentarsi a prescindere, con il rischio di perdere una infinità di tempo che potrebbe essere impiegato per attività creative, ricreative o di maggior gratificazione. L’alternativa al lamentismo è l’attivismo: informarsi, documentarsi, definire un modello di consapevolezza ed eventualmente attivarsi per operare e diffondere questo modello”.

Formazione e informazione

L’obiettivo è creare dei punti di incontro e dei gruppi operativi sul piano della ricerca, dell’informazione e dell’attivismo diretto. Non si tratta di dire Si o No ma solamente di fare una pausa di riflessione prima di dare il via libera sconsiderato alle reti 5G, questo è necessario e doveroso da parte di chiunque.

Definire una linea e stabilire un principio significa innanzitutto risolvere questi conflitti di base e uscire dallo status lamentistico che provoca sofferenza sociale. E’ un modello di pace interiore che produce benessere perchè alleggerisce di molto il peso della percezione negativa. Lo step successivo è quello di formare delle squadre operative per intervenire direttamente sul territorio: porteremo comune per comune un programma di comunicazione già definito che prevede la documentazione e il pacchetto di comunicazione composta da comunicato stampa, video comunicato, organizzazione di una conferenza stampa e valorizzazione del territorio”.

La valorizzazione del territorio

Un sindaco ha il dovere primario di tutelare i residenti nel proprio comune e il relativo patrimonio ambientale.

“La giunta deve curare il benessere e la salute della popolazione, o preferisce forse che siano i residenti a fare da cavia per le sperimentazioni della rete 5G? E’ molto più congruo fare prima le valutazioni di impatto sia per quanto riguarda l’elettrosmog sia per quanto riguarda una tecnologia che moltiplicherà la pressione di informazioni con volumi 100 volte maggiori a quella attuale. Prestare attenzione alla salute e alla tutela del territorio significa anche valorizzarlo e questa è la migliore forma di promozione perché è autentica, sana e decontaminata da interessi di altro genere” ha concluso il presidente Goglio.

ll presidente di “Amore con il mondo” ha così invitato le associazioni e gli enti su tutto il territorio nazionale a contattarlo per organizzare dei gruppi operativi pacifici e consapevoli. Saranno benvenuti anche i sindaci e assessori che desiderino valorizzare la propria mission, che potranno richiedere informazioni e aderire alla campagna “Metti in pausa il 5G”.

Per ulteriori informazioni sulla campagna è a disposizione il sito internet www.amoreconilmondo.com.

 

 

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Contatti stampa:

Paolo Goglio

Tel. 335-6342166

paologoglio@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Metti in pausa il 5G“: parte la campagna contro lo stress da eccesso di informazioni

Milano, 3 settembre 2019 – La vita moderna, si sa, è colma di fonti di stress. La rincorsa alle nuove tecnologie poi è sempre più frenetica e travolgente e sta culminando nella controversa installazione e sperimentazione di sempre più apparati e applicazioni per le reti 5G. Un aspetto delle nostre esistenze che ha dato vita ad una ricerca specifica sulle fonti di stress della vita moderna, curata dall’associazione “Amore con il Mondo”.

La ricerca è stata curata da Paolo Goglio, presidente dell’associazione, che da oltre 10 anni si è dedicato ad un progetto di comunicazione monitorando il comportamento sociale che deriva dal flusso di informazioni mediatiche, per il quale ha già realizzato numerosi reportage, conferenze, libri di saggistica sociale e documentari televisivi e cinematografici.

IL PESO DELLA PRESSIONE MEDIATICA

La ricerca ha evidenziato che la sola affissione stradale ci porta a ricevere messaggi condizionanti con una frequenza che supera i 3.000 input/giorno e sono posizionati ovunque, ai semafori e agli incroci, nei punti di maggiore affluenza, stazioni, fermate dei bus e aeroporti, sempre più grandi, accattivanti e aggressivi.

E’ un bombardamento che supera le 5.000 unità input/giorno considerando che, qualunque cosa facciamo e ovunque ci troviamo, riceviamo questo mitragliamento feroce e costante di messaggi da televisioni e monitor posizionati ovunque ormai.

Le stesse vetrine dei negozi invitano ad acquisti che sollecitano costantemente la percezione di avere sempre desiderio e bisogno di qualcosa, depliant e volantini ovunque, persone che cercano in ogni modo di catturare la nostra attenzione per vendere prodotti e servizi e per completare il quadro ora non esiste più neppure un minuscolo rifugio, un’isola che ci consenta di avere quel momento di pace per dedicare un istante a noi stessi, vedere la realtà che ci circonda, rapportarci alla vita e all’essere.

“L’avvento della telefonia mobile ha posto la pietra tombale su questa triste realtà, e ha saturato ogni restante minuscolo spazio di vita rimasto, portando questi input su un piano talmente elevato da deformare completamente la nostra vita. La nostra percezione della realtà, le nostre esigenze, i gusti e le abitudini sono deformate, non c’è quasi più nulla di autentico e l’invadenza dei call center e della profilazione ai fini di advertising ha trasformato la nostra vita in un frenetico e logorante percorso di astrazione” spiega Paolo Goglio, presidente dell’associazione “Amore con il mondo” (www.amoreconilmondo.com).

L’AUMENTO DELLO STRESS

“Il problema è che anziché combattere lo stress abbiamo creato strumenti per aumentarlo sempre di più, la visione è evidente soprattutto nelle città dove tutti sono conformati in uno spazio grande come il display del proprio smartphone, camminano assenti dal mondo esterno, lo consultano centinaia di volte al giorno, spesso compulsivamente e senza bisogno alcuno, le notifiche arrivano a centinaia” continua Goglio.

La ricerca evidenzia che inoltre che mentre da una parte si grida il proprio diritto alla privacy dall’altra si postano immagini della propria vita familiare, dei propri momenti e dei propri spazi su piattaforme social visibili da tutti in tutto il mondo. Ogni cosa che mangiamo, ogni abito che indossiamo e ogni luogo che visitiamo non è più visto per quello che è ma sempre e solamente attraverso il mirino della fotocamera che inquadra e condivide ogni momento per ricevere quella inutile gratificazione sotto forma di like, smile e cuoricini vari. Il malessere che ne deriva alimenta i casi di depressione che oggi è la seconda causa di disabilità dopo le malattie cardiovascolari

“Io non sono contrario alla tecnologia e meno che mai al progresso ma proprio perché opero nel campo della comunicazione da molti decenni ho fatto numerosi e approfonditi studi sul rapporto tra le tecnologia e la felicità, intesa come benessere interiore ed esteriore sia sul piano individuale che della società in genere. Il quadro che ne deriva è molto allarmante, c’è una profonda sensazione di malessere diffusa ad ogni livello, la domanda che mi viene posta più volte è ‘Ma come è possibile essere felici con tutto quello che succede, ma vi rendete conto in che mondo viviamo?’ e magari quella persona è sulla sponda di un lago con un cagnolino che gioca e una figlia sorridente, ma è incapace di vedere tutto questo, asfissiato e accecato dal peso ormai abnorme di informazioni negative che riceve su tutti i fronti”.

Un problema che secondo la ricerca di “Amore nel Mondo” onlus in Italia ne è colpito 12,5% degli italiani. Cifra che secondo alcuni studiosi è anche ottimista rispetto ai reali danni che l’abuso delle nuove tecnologie stanno provocando

LA CONVIVENZA CON LE TECNOLOGIE

Qui non si tratta di contrastare l’aspetto tecnologico, ma di osservare con estrema attenzione quello che sta avvenendo perché il peso che ciascuno di noi è chiamato a sostenere è enorme e lo stress che ne deriva è insostenibile, non c’è e non ci sarà mai tempo per sé stessi, si parla di essere sempre connessi.

Quando siamo veramente connessi a noi stessi e alle nostre vite? Quando avremo tempo per accorgerci di questo grande inganno che sta fagocitando il nostro tempo? Passiamo anche 4 ore al giorno sui social per non parlare delle ore passate sul divano a ricevere condizionamenti dalla Tv e la conseguenza è che non c’è mai tempo. Molti parlano rapidamente come se avessero bisogno di guadagnare tempo, in realtà sono talmente stressati da questa morsa distruttiva che per fare una telefonata di 2 minuti ne occorrono 10 e magari ripetono 3-4 volte le stesse cose” spiega ancora il presidente dell’associazione Paolo Goglio.

Ecco perché l’avvento di nuove, ulteriori tecnologie per aumentare la potenza e la portata del volume di input/giorno può essere oggetto di discussioni sulle conseguenze dei danni alla salute fisica o all’ambiente ma non può assolutamente essere sottovalutata né discussa sul piano del benessere individuale e sociale.

La soglia è già abbondantemente superata con l’avvento di milioni di applicazioni, memorie sempre più veloci e capienti, processori sempre più veloci, display sempre più definiti e batterie sempre più potenti.

Con il passaggio al 5G tutto questo si moltiplicherà esponenzialmente e se da una parte è doveroso prestare ascolto alle numerose voci che allertano sui possibili rischi che milioni di antenne inevitabilmente porteranno con la relativa overdose di emissioni elettromagnetiche e i conseguenti rischi di danno biologico, dall’altra è necessario, anche solo per un istante, fare una pausa” commenta ancora Goglio.

L’IMPORTANZA DI FARE UNA PAUSA

E’ proprio la pausa il vero segreto per provare a riflettere. Se non c’è mai tempo per farlo è chiaro che tutto andrà sempre e solamente in una sola direzione e saremo sempre più sommersi dalla tecnologia.

Basti pensare che in Finlandia stanno già sperimentando il 6g. Dal punto di vista strettamente tecnologico il progresso è semplicemente stupefacente, ma esiste un progresso dell’umanità, un progresso sociale, un progresso individuale che Goglio invita a prendere coscienza.

“Mi rivolgo a tutti, enti e comuni, associazioni, attivisti e inattivisti, e invito tutti a prendersi una pausa da questo incessante frenetismo tecnologico. E’ orribile, lo so, fermarsi un solo istante. Ma proprio in quell’attimo potrebbe scattare un clic interiore che ci porta ad una semplice consapevolezza: noi siamo vivi e la nostra unica risorsa è il tempo, siamo veramente liberi di investirlo come desideriamo o siamo piuttosto caduti in una specie di frullatore dell’umanità dove la tecnologia è diventata talmente affascinante, divertente e potente da impedirci di avere quell’attimo di connessione con la realtà creata e non solamente con la realtà costruita?” si chiede Paolo Goglio.

Ogni volta che qualcuno dice di sì c’è sempre qualcuno che dice di no, favorevoli e contrari esistono ad ogni livello e per qualunque tematica, qui non si tratta di contrastare nulla e nessuno ma semplicemente di fare una piccola pausa e osservare, ascoltare le cose su un piano diverso, affidarsi al buon senso, alla propria voce interiore, provare a connettersi non solo alle radiofrequenze ma anche ai propri sentimenti, alle proprie emozioni, al proprio cuore, immaginare anche solamente un attimo di vivere una sensazione di pace.

Chi siamo, cosa siamo, cosa abbiamo fatto, chi siamo stati, cosa abbiamo dato, ricevuto, cosa abbiamo sentito, cosa abbiamo donato, che cosa abbiamo dato in cambio di questo grande dono di vita?

“L’abbiamo sprecata girando una manovella per tutta la vita, a sederci sul divano per ingannare il tempo, a usare dei passatempi perché il tempo non passa e quando non passa ci annoiamo e quella noia è la drammatica testimonianza che non siamo capaci di sentire la linfa vitale che scorre in noi e che ci chiama ad essere parte di un sistema talmente grande e potente. Così bello che è veramente impossibile pensare che possa esistere artificialmente in un televisore o dentro un telefono, qualcosa in grado di sostituire le nostre emozioni”.

UN FILM DEVOLUTO ALLA CAUSA

A dicembre 2018 Paolo Goglio ha presentato al cinema Anteo di Milano un film intitolato “CLIC – 10 giorni guidato dal vento“, una autentica impresa cinematografica già entrata nella storia del cinema dalla porta principale, per essere stato il primo SELFIEFILM della storia del cinema, in quanto  realizzato, prodotto e interpretato da una sola persona.

“Inizialmente ho riservato questa mia opera alla piccola distribuzione e ai circuiti cinematografici indipendenti, ho riscosso numerosi consensi e ora ho piacere di dedicarlo ad una causa che considero di vitale importanza per il benessere individuale e sociale. Non si tratta di dire SI o NO, di dire basta, ancora, stop. E’ sufficiente una pausa, solamente questo: non abbiamo nessun reale bisogno di connettere il frigorifero o il forno a microonde, le lampadine e gli elettrodomestici, non abbiamo bisogno di una realtà virtuale. Il vero paradosso è che quanto più pensiamo di creare una realtà aumentata e quanto più ci ritroviamo in una realtà diminuita“.

Se facciamo un attimo di pausa potremo accorgercene e magari risvegliarci, come da un sogno sgradito, scoprire che il grande spazio della vita, quella reale, è l’unico vero spazio a cui connetterci per giungere a livelli maggiori di benessere e di felicità.

“Invito chiunque stia operando per sensibilizzare non solo all’uso sconsiderato delle tecnologie ma chiunque sia attivo sul piano sociale, educativo, didattico o formativo a contattarmi tramite il sito web dell’associazione www.amoreconilmondo.com o alla mail paologoglio@gmail.com, per ricevere gratuitamente una copia del film ‘CLIC – 10 giorni guidato dal vento’ con nulla osta per la proiezione in pubblico. Si possono organizzare proiezioni e dare vita a un dibattito a cui, se disponibile, avrò il piacere di presenziare e partecipare” conclude Paolo Goglio.

 

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Contatti:
Paolo Goglio, presidente della associazione Amore con il Mondo ODV

Tel. 335-6342166
mail: paologoglio@gmail.com

 

 

 

I manga sbarcano su eMooks, l’App che porta fiabe e fumetti nel futuro

La casa editrice di fumetti giapponesi Mangasenpai sbarca sull’App di eMooks: nuovi titoli in catalogo, a fronte di una campagna abbonamenti speciale, mai avvenuta prima

Bergamo, 15 maggio 2019A pochi mesi dall’approdo sul mercato italiano, e a pochi giorni dal lancio del nuovo design, eMooks, l’App che sta portando fiabe e fumetti nel futuro, grazie ad una amplificazione multimediale della lettura, è pronta ad arricchire il proprio catalogo con una serie di nuovi titoli che arriveranno grazie alla nuova partnership siglata con la casa editrice Mangasenpai.

Scopo dell’accordo è quello di dare nuova linfa ed energia al mercato italiano del fumetto ‘manga’, grazie a nuovi fumetti creati da giovani e promettenti artisti italiani, capaci di riproporre agli appassionati atmosfere, ambientazioni ed emozioni che il genere ‘Made in Japan’ sa offrire.

Tra i primi titoli a sbarcare nel catalogo ci saranno Dada Adventure, Butterfly Effect, Devil’s Joke, Amalia Maindream Cafè.

Per celebrare queste novità la startup alle porte di Bergamo ha deciso di dare ai propri iscritti una chance senza precedenti per sottoscrivere l’abbonamento annuale all’applicazione. Fino al 22 maggio infatti, coloro che decideranno di sottoscrivere l’abbonamento annuale potranno beneficiare di eccezionali condizioni: abbonamento mensile a 0,99€/mese (anzichè 4,99€), oppure annuale a 10,99€ da pagare in un’unica soluzione.

“Le case editrici hanno dimostrato interesse nei nostri confronti e per questo siamo molto soddisfatti. Mangasenpai è solo l’ultima importante realtà che ha deciso di condividere il progetto targato eMooks: con loro contiamo di arricchire lo store con tanti nuovi titoli manga” dice l’ideatore e Ceo di eMooksLuca Tom Bilotta.

“Da gennaio 2019, data di approdo ufficiale sul mercato Android e iOS, i titoli in catalogo sono aumentati sensibilmente e continueranno ancora a farlo. Per questo – aggiunge ancora Bilotta – vogliamo celebrare la novità con il maggior numero di appassionati possibile. In quest’ottica si pone la nostra vantaggiosa offerta che, tuttavia avrà una durata limitata nel tempo”.

eMooks è un’applicazione che permette di aggiungere suoni, musiche e rumori d’ambiente, prodotti in avanzati studi di registrazione, ai contenuti di fumetti, favole e testi di narrativa in formato ebook. Un’App “animata” da un algoritmo nativo, brevettato, che permette di associare ai testi in scorrimento automatico su tablet e smartphone la parte sonora. Tutto questo in modo completamente automatizzato e sincronizzato (file .mks).

L’App di eMooks permette quindi di trasformare la lettura in un’esperienza più affascinante, che va ad amplificare la fantasia del lettore, dando vita ad un fenomeno capace di rivoluzionare la lettura digitale.

Molte le collaborazioni già in essere con alcuni dei fumettisti più importanti del panorama nazionale ed internazionale, tra cui  ricordiamo quelle con Fabio Celoni, Fabiano Ambu, Giuseppe Di Bernardo, Francesco Matteuzzi, Ariel Olivetti.

Per ulteriori informazioni sull’App rimandiamo al sito internet www.emooks.net.

 

 

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Contatti stampa:

Riccardo Catani, Media Relations Coordinator

Tel: 347/4788864

Email: riccardo@emooks.net

 

 

 

 



 

Vendere e comprare casa: la realtà virtuale sta cambiando tutto

Già da oggi è possibile visitare gli immobili da casa grazie alla rivoluzione della realtà virtuale. E nel medio periodo il mestiere degli agenti immobiliari scomparirà….

Milano, 22 marzo 2018 – In Italia un proprietario oggi deve dedicare oltre 200 ore del suo tempo se vuole vendere casa, ma le cose stanno cambiando rapidamente grazie alla realtà virtuale.

Vendere casa è facile da dirsi, ma difficile da farsi. Secondo gli ultimi dati elaborati da Homstate.it, piattaforma di acquisto e vendita case, un proprietario impiega oggi mediamente 7 mesi per vendere il suo immobile. Le ragioni di tempi così lunghi sono da ricercarsi tra diversi fattori tra cui i più rilevanti sono l’eccessivo prezzo dell’immobile e informazioni poco puntuali sulle caratteristiche della proprietà.

Per il proprietario vendere un immobile può diventare un’esperienza logorante, a cui dedicare centinaia di ore.

Secondo lo studio di Homstate mediamente il venditore che abita nella proprietà investe 224 ore per sistemare, riordinare la casa ed essere disponibile per visite e rivisite. Sul fronte dei compratori il numero di ore dedicate alle visite è inferiore, ma si sommano tempi e costi per recarsi all’immobile per la visita.

Secondo Ivan Laffranchi, Ceo di Homstate “i compratori fanno ricerche sempre più mirate per evitare perdite di tempo e i venditori vorrebbero evitare visite inutili da parte di compratori che non hanno capito dove si trova l’immobile o quali sono le superfici reali della casa. Riteniamo che oggi sia possibile eliminare queste perdite di tempo ottimizzando la ricerca e la vendita immobiliare grazie alla realtà virtuale. Per questo da alcune settimane abbiamo iniziato a testare un nuovo sistema di realtà virtuale progettato dalla California Matterport che consente la scansione tridimensionale dell’edificio creando un modello visitabile a distanza attraverso il proprio smartphone, tablet o pc“.

La tecnologia impiegata è molto differente dal virtual tour utilizzato da anni attraverso le fotografie sferiche e consente al potenziale compratore un’esperienza di visita completamente innovativa ed immersiva.

La realtà virtuale sarà uno dei pilastri del cambiamento che l’intermediazione immobiliare sta vivendo grazie ad internet. Il mestiere dell’agente immobiliare com’è stato fatto negli ultimi 20 anni non esisterà più” spiega ancora Laffranchi.

Se si vuole un esempio basta guardare questa villa in vendita su Homstate (https://www.homstate.it/vendita/almese/243-villa), che si può visitare interamente in realtà virtuale.

Come si può vedere grazie a questa rivoluzionaria tecnologia completamente immersiva, con transizioni uniformi tra le stanze, consente di visitare da casa l’intera proprietà nelle migliori condizioni, creando un modello “Dollhouse” che comunica a colpo d’occhio le relazioni spaziali e una comprensione immediata delle dimensioni reali.

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È possibile usare queste foto solo a corredo della presente notizia:
immagine tratta da una visita virtuale di una villa by Homstate
Visita virtuale di una villa con effetto Dollhouse, Casa delle Bambole by Homstate.it
Contatti Stampa:

info@homstate.it

Teaser Video con Virtual Tour 3D  effetto Dollhouse

Screenshot Alta risoluzione Virtual Tour 3D  effetto Dollhouse

 

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