Da Sorrento annunciato il calendario del Premio Penisola Sorrentina 2022

Da Sorrento annunciato il calendario del Premio Penisola Sorrentina 2022. Coinvolti artisti da tutto il mondo. Un programma ricco di format ed appuntamenti culturali su tutta la Campania: un contest culturale dedicato al mare con la Federico II, un progetto di arte digitale e metaverso, una campagna di marketing innovativo e la serata d’onore a Sorrento dedicata al mondo del cinema e dell’audiovisivo.

Sorrento (Na), 23 luglio 2022 – La cultura è il motore della rinascita”, così scrive il Sindaco di Sorrento Massimo Coppola nel claim scelto per la campagna di marketing innovativo che da giugno scorso campeggia, attraverso una serie di poster murali, all’interno della stazione Eav di Napoli e che durerà fino all’autunno.

La sfida dell’arte e della comunicazione in uno scenario globale sarà al centro delle azioni e dei prodotti che quest’anno saranno realizzati sotto il brand “Premio Penisola Sorrentina”. Tra questi, il contest culturale “Racconti di mare”, ideato in sinergia con il Master di Drammaturgia e Cinematografia della Università degli Studi di Napoli Federico II, coordinato da Pasquale Sabbatino. Una iniziativa legata ai temi del mare e dell’ambiente, declinati attraverso registri e linguaggi culturali diversi (tra cui la fotografia, l’audiovisivo e la letteratura) che cercherà di coinvolgere tutti i comuni della penisola sorrentina collegandosi alla città di Napoli, polo strategico per il mediterraneo.

Accanto ai canali tradizionali, non mancheranno poi i progetti alla digitalizzazione e alla virtualità, grazie ad una ormai consolidata sinergia con la piattaforma Cercarte.it. Nell’ambiente digitale allestito da Alberto Nigro, che raccoglie opere di oltre diecimila artisti provenienti da tutte le parti del mondo, verrà creata dall’rganizzazione la prima opera in metaverso dell’artista sannita Peppe Leone (autore del logo del Premio Penisola Sorrentina), utilizzando la tecnologia innovativa blockchain. Non mancheranno una serie di mostre virtuali che accompagneranno gli amanti dell’arte alla scoperta della bellezza, con l’ausilio delle nuove tecnologie.

“L’innovazione viene da noi considerata come l’adiacente possibile”, afferma Mario Esposito patron del brand Premio Penisola Sorrentina, che a fine ottobre proporrà, infine, la manifestazione più attesa dell’anno: la serata d’onore dedicata al cinema e all’audiovisivo promossa dall’Amministrazione comunale di Sorrento, durante la quale verranno consegnati i riconoscimenti della ventisettesima edizione a sceneggiatori, interpreti, produttori ed esponenti del mondo dell’audiovisivo nazionale ed internazionale.

“Gli organizzatori del Premio internazionale Penisola Sorrentina non smettono mai di sorprendere. Sarà così anche per questa ventisettesima edizione dell’evento che con una serie di format e prodotti culturali attraverserà tutta la Campania e la Penisola Sorrentina, per concludersi a Sorrento con il cinema e l’audiovisivo, offrendo lo spunto per articolare un racconto dell’Italia che riparte”, ha detto il Sindaco di Sorrento Coppola che presiederà i lavori istituzionali dell’evento.

 

 

Il Sindaco di Sorrento Massimo Coppola.

“Federico II”:  a Sorrento il premio del Master di Cinematografia

Si rinnova la partnership tra Premio Penisola Sorrentina ed Ateneo federiciano  che quest’anno festeggia 798 anni dalla fondazione. Il Sindaco di Sorrento Massimo Coppola: “la cultura è il motore della nostra rinascita”

Napoli, 13 giugno 2022 – Si rinnova, per il secondo anno consecutivo, la partnership tra il Master di cinematografia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e l’organizzazione del Premio Penisola Sorrentina.

L’appuntamento è al Teatro Tasso di Sorrento il 29 ottobre prossimo in occasione della serata d’onore dedicata al mondo del cinema e dell’audiovisivo, promossa dal Comune di Sorrento con la direzione artistica di Mario Esposito.

Il Master della celebre Università di Napoli, fondata dall’imperatore Federico II 798 anni anni fa, consegnerà il premio speciale ad un esponente della cinematografia nazionale ed internazionale, selezionato da una commissione scientifica presieduta da Pasquale Sabbatino. Lo scorso anno il riconoscimento fu consegnato all’attore e regista Mariano Rigillo.

“Questa manifestazione costituisce un appuntamento di primo piano nell’agenda del nostro territorio, che deve investire sulla cultura, unico motore per una rinascita sociale ed economica”, afferma il Sindaco di Sorrento Massimo Coppola, che presiede i lavori istituzionali della kermesse sorrentina.

Il Master universitario di II livello in “Drammaturgia e Cinematografia” della Università degli Studi di Napoli Federico II si propone di realizzare un percorso formativo finalizzato alla formazione di esperti della drammaturgia e cinematografia europea in grado di operare nel campo dello spettacolo e dell’industria culturale.

“Da anni il Master di II livello in Drammaturgia e Cinematografia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II – afferma il coordinatore Pasquale Sabbatino  – è attento alle attività culturali di alto profilo presenti sul territorio nazionale ed internazionale. Nell’ambito del Premio Penisola Sorrentina  l’idea di un riconoscimento speciale l, conferito da una Giuria composta dai docenti del master vuole essere un segnale del ruolo fondamentale che le nostre terre hanno assunto per ciò che concerne le arti dell’audiovisivo.

Il Premio Penisola Sorrentina, per il rilievo nazionale raggiunto, è posto sotto il patrocinio del Ministero della Cultura, della Film Commission Regione Campania e della Città Metropolitana di Napoli.

 

Arco di Traiano monumento nazionale: dalla Sicilia arriva lo scatto del maestro Leone.

L’arco celebrativo al centro di un iter legislativo che ne riconosca il valore nazionale ospitato nella pubblicazione: “Viaggio in Campania”  del fotografo di Ragusa Giuseppe Leone.

Benevento, 29 aprile 2022 –  Sta facendo parlare di sé in quest’ultimo periodo il capoluogo della provincia sannita.  Mentre sui social e sulla rete infiamma infatti da alcune ore la polemica per la affermazione fatta da una turista sul fatto che la cittadina sembrasse quasi una località del nord, una ulteriore testimonianza della bellezza e dell’interesse culturale di Benevento arriva ora dalla Sicilia.

Nel volume : “Viaggio in Campania”  (Plumelia Edizioni, Bagheria), curato dal  fotografo di Ragusa Giuseppe Leone e promosso sotto l’egida del Premio Penisola Sorrentina, tra le bellezze del patrimonio culturale e del paesaggio compare infatti l’Arco di Traiano, che appena un mese fa ha avuto il via libera all’unanimità dal Senato per il riconoscimento di monumento culturale nazionale.

L’ arco celebrativo è dedicato all’imperatore Traiano in occasione dell’apertura della via Traiana, una variante della via Appia che accorciava il cammino tra Benevento e Brindisi.

La visita a Benevento da parte del celebre fotografo siciliano è avvenuta a conclusione di un progetto di residenza artistica promosso con la direzione dell’artista di Buonalbergo Peppe Leone.

Giuseppe Leone di Ragusa è uno degli esponenti internazionali della fotografia mediterranea, appartenenti a quel filone siciliano di scrittori per immagini sparsi nel mondo, tra i cui nomi più importanti si ricordano, accanto a quello di Giuseppe Leone, quelli di Enzo Sellerio, Ferdinando Scianna, Letizia Battaglia, Franco Zecchin, Giuseppe Tornatore, Aldo Palazzolo, solo per citarne alcuni.

 

 

 

Danilo Rea alla guida del Premio Penisola Sorrentina

L’artista presiederà la sezione “Cinema e Musica” dell’importante riconoscimento. “ Dove c’è un grande regista in un film ci sarà senz’altro un grande musicista”

Roma, 19 aprile 2022 – Cominciano a partire le nomine e le adesioni per il board della 27esima edizione del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, riconoscimento di rilevanza nazionale, che si svolgerà a Sorrento a fine ottobre.

La sezione “Musica e Cinema” vedrà alla guida il jazzista di fama internazionale Danilo Rea.

“ Il cinema e la musica si incrociano spesso. Come la musica è la colonna sonora della nostra vita, il cinema ha bisogno della musica per amplificare le emozioni del vissuto. Trovo molto stimolante il rapporto con le immagini. Ho scritto musiche da film. Ritengo che però il mondo del cinema sia ancora chiuso rispetto alla scelta dei musicisti di estrazione jazzista. Riveste fondamentale importanza il rapporto tra il regista e il musicista ”, dichiara l’Artista.

Danilo Rea si occupa da diverso tempo anche di sperimentazioni e di colonne sonore legate al cinema. Tra i suoi film come autore delle musiche, ricordiamo: “C’è tempo” (2019) candidata ai Nastri d’argento; “Indizi di felicità” (2017);  “Luce verticale. Rosario Livatino. Il martirio” (2007);  “Volevamo essere gli U2” (1992); “Il grande Blek(1987)”; “Spettri” (1987).

Ha collaborato con Walter Veltroni alla realizzazione dei docufilm “I bambini sanno” (2015) e “Quando c’era Berlinguer” (2014), di cui ha curato le colonne sonore.

Nell’anno 2020 su invito di Renzo Piano è stato attore ed autore delle musiche (interpretate da se stesso) di “Un ponte del nostro tempo”, il docufilm del regista bitontino Raffaello Fusaro, voluto da Fincantieri , dedicato al Ponte Morandi di Genova e presentato sia al Festival del cinema di Roma sia al Premio Penisola Sorrentina.                                                  

Per la Fondazione Musica per Roma ha curato, insieme con Gino Paoli, un evento di assoluta unicità nel panorama musicale italiano: “Cinema Songs – Canzoni nel cinema”. Un viaggio emozionante alla riscoperta delle grandi canzoni legate al cinema di ieri e di oggi. Dai leggendari anni Trenta, stagione d’oro del film musicale americano, attraverso le canzoni del cinema francese, fino al cinema italiano. Con un omaggio speciale ad Anna Magnani. Canzoni intramontabili, da Ennio Morricone rivisitato in chiave jazzistica a Henry Mancini, per poi passare a Piccioni e Trovajoli, l’omaggio a Nino Rota e la rivisitazione dei grandi temi di John Williams ed Elmer Brown, fino al gran finale con Casablanca.

È stato spesso protagonista della Festa del Cinema di Roma per l’accordo tra il jazz e il cinema, le musiche e i film.

 

Guarda il video dell’intervista a Danilo Rea in occasione della passata edizione del Premio Penisola Sorrentina:

www.youtube.com/watch?v=-9a6sciYRIc

 

 

Danilo Rea

Premio Penisola Sorrentina: al via la 27esima edizione

Partono i preparativi del 27° Premio “Penisola Sorrentina”: un’edizione che da Sorrento unisce territori del sud ed arriva in America, mirando ad innovare contenuti, luoghi di fruizione e concept culturali

Sorrento, 30 marzo 2022 – Con la celebrazione del “Dantedì”, lo scorso 25 marzo, hanno preso il via le azioni digitali del Premio “Penisola Sorrentina”, che punta a diventare un evento sempre più smart, attento alle nuove tecnologie ed orientato a costruire un ecosistema della cultura e del territorio, arrivando perfino a New York grazie alla sinergia avviata con lo IACEItalian American Committee on Education, presieduto da Berardo Paradiso.

Di rilevante interesse i collegamenti istituzionali che il Premio partendo da Sorrento ha saputo instaurare con zone interne della Campania e della Basilicata, ma anche con altre fervide realtà turistiche come la Sicilia e la Puglia, in grado di tracciare un itinerario artistico e promozionale del bel Paese che – guardando al centro sud – vada dal mare ai borghi.

Quello della “rete” sarà dunque un concetto particolarmente utilizzato dalle produzioni del Premio “Penisola Sorrentina”, che spazieranno dall’arte visiva, alla letteratura, fino al cinema e all’audiovisivo.

“Non solo internet, ma storie ed identità”, anticipa il direttore dell’evento Mario Esposito.

Più concretamente residenze artistiche, performance, laboratori universitari, formazione giovanile, concorsi di cortometraggi, spettacoli e premiazioni  a partire dalla prossima estate intenderanno mettere a disposizione del pubblico, in maniera gratuita, organizzazioni e competenze innovative e strategiche, mentre una apposita piattaforma digitale, come Cercarte.it, supporterà la promozione dell’offerta, la condivisione di risorse e la messa in rete degli operatori, fornendo loro dati, materiali, strumenti di gestione, comunicazione e collaborazione.

È fondamentale ripartire dalla valorizzazione del tessuto produttivo dei territori, dalle competenze, dalla resilienza, dalla creatività e dalla volontà di miriadi di operatori in particolar modo giovanili, rafforzando relazioni, generando distretti e integrando filiere del mezzogiorno.

Importanti e funzionali  le collaborazioni attivate, a partire dallo scorso anno, con il Master di cinematografia della Università di Napoli “Federico II” diretto da Pasquale Sabbatino,  il centro culturale Exordium di Buonalbergo diretto da Giuseppe Leone e soprattutto l’Amministrazione comunale di Sorrento guidata da Massimo Coppola, sempre più orientato verso i grandi eventi internazionali che – a proposito del Premio Penisola Sorrentina – così dichiara:  “Questa manifestazione costituisce un appuntamento di primo piano nell’agenda di questo territorio, che deve investire sulla cultura, unico motore per una rinascita sociale ed economica”.

 

Il Sindaco di Sorrento Massimo Coppola durante la cerimonia di consegna dei Premi Penisola Sorrentina.

Luca Barbareschi: “Occorre una visione sulla narrazione italiana”

L’attore e produttore cinematografico è stato presidente di giuria dell’edizione 2021 del Premio Penisola Sorrentina: “Dovremmo diventare una eccezione culturale italiana”

Roma, 8 novembre 2021 –  Luca Barbareschi, per il quarto anno consecutivo, ha rivestito il ruolo di presidente della Giuria del Premio “Penisola Sorrentina”, occupandosi in particolar modo di quello che è l’ambito televisivo, cinematografico e teatrale.

“Il prodotto assoluto cinematografico e di fiction è stato assai abbondante sui set, anche durante il lockdown. Con enormi difficoltà si è continuato a lavorare, anche con esiti buoni”, ha detto il patron di Eliseo Entertainment, che ha prodotto in quest’anno film e serie di qualità, tra cui “Fino all’ultimo battito”, con Marco Poggi e Violante Placido (da poco conclusasi con successo su Rai1) e “Appunti da un venditore di donne” di Fabio Resinaro con Mario Sgueglia, Miriam Dalmazio e Francesco Montanari, tratto dal romanzo di Giorgio Faletti.

“Questo premio riesce ad unire il turismo allo spettacolo, ed è quello che dovrebbe fare ogni operatore culturale”, ha detto ancora  Barbareschi.

Fiducioso nella attenzione e nella sensibilità istituzionale del Presidente del Consiglio Mario Draghi, l’attore e produttore di via Nazionale ha fatto infine un appello pubblico per la nascita di una “eccezione culturale italiana”, sul modello di quella francese, che destini  adeguate risorse  alla produzione italiana di opere audiovisive, per limitare la penetrazione di prodotti stranieri, restituendo così alla narrazione italiana una visione ed un ruolo di primo piano e di assoluta centralità.

 

Luca Barbareschi al Premio a Sorrento con la madrina Francesca Cavallin e il patron Mario Esposito.

“Dante 700 – Sospira”: on line il bando per artisti e fotografi

Parte l”iniziativa speciale del Premio Penisola Sorrentina dedicata a pittura e fotografia: candidature su piattaforma digitale dedicata entro il 20 luglio. Nella giuria esperti, tecnici ed artisti anche americani

Napoli, 22 giugno 2021 – Sono reperibili on line sulla piattaforma cercarte.it/dante700 il bando di concorso ed il form di iscrizione gratuita al concorso “Dante 700 – Sospira” promosso per la 26a edizione del Premio “Penisola Sorrentina”. Tra i promotori del concorso gli enti del terzo settore, “Il Simposio delle Muse” di Piano di Sorrento, “Exordium Buonalbergo”, in collaborazione con la community italiana dedicata all’arte cercarte.it. Il concorso inoltre ha il Patrocinio dell’Italian American Commitee On Education di New York, fondazione non profit che promuove lo studio della lingua e cultura italiana nel Tristate Area e USA, con oltre settantacinquemila studenti.

Il concorso prevede due sezioni, una per la “pittura” e l’ altra per la “fotografia”, con le candidature aperte fino al 20 luglio 2021.

Il rapporto tra Dante Alighieri e l’immagine è, in effetti , un rapporto molto vivo e presente anche all’interno della Commedia.

“Questo concorso, organizzato per celebrare i 700 anni dalla morte del sommo Poeta, è la risposta alla mercificazione dell’immagine a cui assistiamo su vari piani ai nostri giorni per cui vien messo da parte quel mondo di simboli e allegorie che, un tempo, camminavano invece insieme ai testi”, dichiara Giuseppe Leone, artista sannita che presiederà la giuria composta da tecnici, giornalisti ed esperti di fama nazionale ed internazionale.

Tra questi si segnalano i primi due nomi a rappresentanza dello IACE che supporta l’iniziativa. Luigi Ballerini, poeta, scrittore, critico d’arte, traduttore in inglese per la “Lorenzo da Ponte Library” di classici della cultura italiana nei campi della storia, della giurisprudenza, della scienza politica, della letteratura, linguistica e della filosofia, pubblicati dalla University of Toronto.

Il secondo componente del team di progetto è il famosissimo fotografo Charles H.Traub, Americano, educatore e fondatore di molti programmi relazionati alle arti visive, attualmente è preside della facoltà di “School of visual arts” a New York City. Tutti gli altri membri della Giuria saranno selezionati in un tavolo di concertazione tra gli enti promotori e saranno resi noti dopo il 20 luglio, a conclusione delle operazioni di candidatura.

Il concorso si svolgerà interamente sulla piattaforma digitale appositamente realizzata da Alberto Nigro. Tra i due vincitori, cui andrà un montepremi in denaro, una successiva operazione di e-voting decreterà l’artista il cui soggetto costituirà la copertina d’autore del Premio Penisola Sorrentina: ogni anno infatti l’annuario dei riconoscimenti ospita in copertina un’opera d’arte appositamente dedicata.

“Questo concorso digitale – afferma sempre il presidente di giuria Leone – intende essere uno strumento di democratizzazione dell’arte. Il concorso di arti visive non intende però essere incentivo ad una raffigurazione illustrata e didascalica della Poesia di Dante, ma l’occasione di una lettura con l’occhio della contemporaneità”.

Le opere fotografiche potranno essere realizzate sia a colori che in bianco e nero, mentre per la sezione “pittura” è ammessa qualsiasi tecnica manuale o digitale. Per partecipare gli Artisti dovranno iscriversi gratuitamente alla piattaforma cercarte.it/dante700 e seguire le istruzioni indicate, compilando il form di candidatura e inviando la loro opera in formato JPG negli standard indicati dal bando.

“Questo omaggio a Dante nel 700esimo anniversario della morte è un ulteriore tassello di quella rivoluzione digitale avviata dal Premio Penisola Sorrentina che non ha mai subìto battute d’arresto, ma ha puntato sul binomio cultura ed innovazione per continuare un’opera di intrattenimento, di promozione del territorio e di educazione al bello nell’ottica dell’interdisciplinarità”, evidenzia Mario Esposito patron del Premio Penisola Sorrentina, che per l’alto valore culturale è stato insignito dal Ministro Dario Franceschini del prestigioso patrocinio del Ministero della Cultura.

Per informazioni e iscrizione gratuita al concorso consultare il link www.cercarte.it/dante700.

 

 

 

Giuseppe Leone: “Da Sorrento parte il mio Grand Tour fotografico”

Il maestro fotografo siciliano, Giuseppe Leone, realizza un portfolio fotografico su Sorrento nel nome della bellezza: seguiranno altre opere dedicate al paesaggio…

Ragusa, 23 giugno 2020 – “Ho sempre ritenuto che gli incontri nel corso del cammino non siano mai casuali. Anni fa ho avuto modo di incontrare due grandi persone, che per uno strano gioco del destino hanno il mio stesso nome. A distanza di anni uno dei due Peppe Leone, artista da Buonalbergo, mi ha contattato per realizzare una collaborazione artistica, una residenza artistica, a Sorrento. Una grande gioia per me avere la possibilità di lavorare a fianco con Peppe Leone, uomo e artista di grande spessore, e con Mario Esposito, giovane intellettuale sensibile e colto. È  un tuffo nel passato, una rievocazione e un ritrovamento di un momento quasi dimenticato, il tutto tramite grazie all’edizione straordinaria quale è il Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, così dichiarava il maestro di Ragusa rispondendo all’invito rivoltogli dal suo omonimo campano.

“Caro Giuseppe, sotto la denominazione «fotografia» si trova un paesaggio eterogeneo con cui spesso capire o gustare una poesia, parlare di cinema o teatro […]  la “mediterraneità” dei tuoi racconti in immagini, che hanno avvolto in un’aura eterna, perpetua e continuamente in movimento, la Sicilia potrebbe ora trovare un nuovo medium espressivo, una nuova geografia, un muovo timbro ed una nuova narrazione, li in Penisola Sorrentina”.

Un lavoro fotografico concepito, dunque, a consuntivo parziale del progetto speciale di “Residenze artistiche”, con cui  il Premio “Penisola Sorrentina” diventa fonte di importanti esternalità.

Costruire un racconto artistico del territorio ne migliora, infatti, la conoscenza. Rende più significativo il momento ed il senso globale del riconoscimento, che non si esaurisce in una vetrina o in un’unica manifestazione spettacolare, ma che agevola la circolazione diffusa delle idee ed aumenta, concretamente, il senso di identificazione culturale con la collettività.

“Dopo la meravigliosa mostra tenutasi lo scorso anno nella magnifica cornice del Museo Correale di Terranova, Giuseppe Leone regala ora alla Città del Tasso gli scatti con cui ha saputo cogliere ed esaltare le bellezze espresse dal nostro paesaggio”, ha detto il sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo, che in questo periodo sta lavorando insieme con gli operatori del settore per il rilancio turistico e culturale della seconda città turistica della Campania per arrivi e presenze, dopo Napoli

La prima opera del dopo quarantena, a causa del Covid-19, nasce per Sorrento nel segno della bellezza e della antica tradizione culturale del Grand Tour. È il primo fascicolo delle opere fotografiche che l’artista ragusano di fama internazionale ha dedicato alla Campania, con l’obiettivo di consolidare un ponte culturale nato lo scorso anno, gemellando le due regioni del Mezzogiorno d’Italia.

L’elegante portfolio raccoglie delle bellissime immagini di Sorrento in bianco e nero, suddivise in tre percorsi: beni culturali, paesaggio e uomo.

L’opera è il primo capitolo di un ampio progetto fotografico di Leone legato al “Grand Tour” e dedicato alle poetiche dei territori del sud.

Dopo la Penisola Sorrentina, infatti, ci saranno Pompei e Paestum con i loro parchi archeologici, le catacombe di San Gennaro di Napoli, le atmosfere rarefatte del borgo medievale di Teggiano, nel Vallo di Diano.

“È un progetto ambizioso di valenza pluriennale, con manifestazioni culturali e pubblicazioni diffuse”, spiegano gli organizzatori Mario Esposito, presidente del Premio Penisola Sorrentina, e Giuseppe Leone (campano, omonimo del fotografo siciliano e direttore artistico del progetto di Residenze artistiche).

“In tal modo l’arte diventa autentico volano del territorio, consentendo di intercettare nuovi paradigmi di promozione e di costruire una nuova identità che nel difficilissimo periodo del dopo-Covid punti sulla Bellezza”, continuano gli animatori dell’iniziativa editoriale.

Giuseppe Leone, che vive e lavora a Ragusadove è nato, ha esordito illustrando il volume di Antonino Uccello “La civiltà del legno in Sicilia (Cavallotto, 1972). Da allora le sue fotografie hanno illustrato numerosi libri, cataloghi e riviste di editori italiani e stranieri. Tra le pubblicazioni più note “La Pietra vissuta”, con testi di Rosario Assunto e Mario Giorgianni (Sellerio, 1978): “La Contea di Modica” con testo di Leonardo Sciascia (Electa, 1973), “L’Isola Nuda” con testo di Gesualdo Bufalino (Bompiani, 1988), “Il Barocco in Sicilia” e “Sicilia Teatro del Mondo” con testi di Vincenzo Consolo (Bompiani, 1991), e “L’Isola dei Siciliani” con testi di Diego Mormorio (Peliti Associati, 1995).

 

 

Il maestro fotografo siciliano, Giuseppe Leone

 

 

Cultura: COVID-19, testimonianze dagli “arresti domiciliari”

Un libro-testimonianza curato dal giornalista Vincenzo Califano raccoglie interventi e interviste sul Covid e sui cambiamenti avvenuti in settori nevralgici del Paese come il turismo, la giustizia, l’istruzione. Tra i contributi quelli di economisti, docenti universitari, magistrati  e dell’assessore regionale all’istruzione Lucia Fortini. Per il settore culturale le dichiarazioni di Mario Esposito, manager e promotore del Premio “Penisola Sorrentina”

Sorrento, 12 maggio 2020 – “Covid 19 Il Paese che verrà – testimonianze dagli arresti domiciliari: si intitola così il libro-testimonianza curato dal giornalista Vincenzo Califano, che apre uno spazio ampio ed intenso di riflessione sul tema del Covid e sugli scenari futuri del Paese in settori nevralgici come il turismo, la fede, la giustizia, l’istruzione.

È un volumetto edito dalla testata “Mezzogiorno e Dintorni”, che raccoglie interviste ad illustri protagonisti legati al territorio sorrentino ed operanti a livello nazionale ed internazionale in ambiti centrali.

È un dialogo confronto con una attualità che, profondamente segnata dal cambiamento, richiede uno sforzo supplementare di analisi per coglierne le dimensioni strutturali e la direzione di marcia.

Lo stesso curatore spiega così la genesi del volume e della idea che ne è alla base: “Costretti agli ‘arresti domiciliari’ per tentare di sconfiggere il mostro che ha sconvolto le nostre vite, gli italiani hanno cominciato a dar prova di capacità straordinarie. Coerentemente con il mio lavoro e con la mia passione, quella di scrivere, ho pensato di dare anch’io un contributo sviluppando, grazie alla disponibilità dei protagonisti che ho intervistato, una riflessione condivisa sul presente e soprattutto sul futuro che ci attende: il Paese che verrà, senza punto interrogativo, perché riguarderà tutti noi, volenti o nolenti. ”.

Un volumetto originale e di grande interesse contemporaneo, in cui si incrociano profili umani e professionali diversi, alcuni dei quali segnati anche più da vicino dal Covid-19, che hanno combattuto e sconfitto.

Una sorta di diario, che diventa documento storico di un momento particolare e difficile, animato dallo scopo precipuo di individuare una immagine nuova del Paese, che segua un filo conduttore unitario e coerente e che colleghi, in maniera produttiva, i concetti di turismo, food, cultura, istruzione.

Un volumetto impregnato di “humanitas”, in cui a prendere corpo sono, oltre che contenuti specifici, scientifici e personali , le “ragioni del cuore”, come evidenzia in chiusura del libro l’intervento dello scrittore sorrentino Raffaele Lauro.

Con questa pubblicazione, Califano dimostra la sua vocazione giornalistica e istituzionale di lungo corso, di interprete dotato di capacità analitica, dotato anche di quella regola (che poi è un pregio raro) del grandangolo riflessivo, capace di affrontare con luce diversa i temi cruciali per lo sviluppo delle regioni meridionali. Non a caso egli ha intrattenuto lunghi e cordiali rapporti con gli insegnamenti di Giuseppe Galasso, e da sempre si è interessato al territorio, sia nell’attività politica che in quella giornalistica.

Ecco i nomi dei protagonisti del volumetto, tutti importanti rappresentanti della società civile:  Mons. Francesco Alfano (Vescovo della diocesi Castellammare-Sorrento), Gennaro Fusco (Banca Popolare del Mediterraneo), Mario Esposito (direttore del Premio Penisola Sorrentina), Claudio D’Isa (magistrato- presidente IV e VII sezione penale di Cassazione), Francesco Saverio Esposito (avvocato e giurista), Gaetano Mastellone (bancario e manager), Giuseppe Stinga (imprenditore), Lucia Fortini (Assessore all’Istruzione della Regione Campania), Antonio Volpe (dirigente scolastico Istituto superiore di Roma Biagio Pascal), Gigliola De Feo (diurettrice “La Falegnameria dell’attore” di Napoli), Michele Guglielmo (esperto di turismo e presidente dell’Associazione Aria nuova), Alberto Corbino (esperto di economia sostenibile), Alfonso e Livia Iaccarino (Ristorante “Don Alfonso”), Maurizio Santomauro (docente del Dipartimento di Emergenze Cardiovascolari Università di Napoli Federico II),  Paolo Trapani (giornalista), Claudio D’Esposito (Presidente Sezione WWF Terre del Tirreno), Valeria Riccardi (magistrato Procura di Napoli), Fabrizio d’Esposito (giornalista de Il Fatto Quotidiano), Lorenzo Zurino (imprenditore, Presidente del Forum Italiano dell’Export), Nello Tuorto Jossa  (presidente di Finetica Onlus contro il racket e l’usura), Mirco Bindi (medico oncologo e ricercatore), Donato Aiello (Presidente del Patto Territoriale della Penisola Sorrentina), Raffaele Lauro (Prefetto della Repubblica e scrittore).

Una carrellata di voci e prospettive condensata in poco più di cento pagine, da leggere in un’ottica unitaria e sistematica, a confermare la continuità di un dialogo culturale fecondo tra chi durante la fase 1 della pandemia si è interrogato sulle sorti del Paese, aprendo nuovi orizzonti, e quanti oggi si sforzano di individuare nuove sfide per la ripartenza ed ulteriori prospettive di sviluppo.

Giova richiamare quanto afferma uno dei protagonisti, intervistati da Califano, Mario Esposito. Alla domanda rivoltagli dal giornalista per capire se riusciremo ad adattarci a questa nuova dimensione che riguarderà ogni aspetto del vivere civile, il quarantenne manager del settore culturale e patron del Premio Penisola Sorrentina così risponde:

“Tutto dipenderà dall’andamento epidemiologico, che detterà le sue regole. Adattarsi o rovesciare i paradigmi e, quindi, il mondo? La risposta non tarderà ad arrivare. Le sfide dell’uomo sono tante. E i bisogni connessi alla vita si traducono,da  sempre, in sistemi culturali. Voglio richiamare alla mente e al cuore un’opera di un  grande poeta italiano: Mario Luzi . La raccolta poetica precedeva la guerra e si intitolava “La barca”. Oggi , come allora, anche noi uomini del 2020 siamo su una stessa drammatica barca, in cerca di un “porto” di felicità e di nuove certezze. Luzi dedicava quel volumetto al sodale Piero Bigongiari il quale ebbe a replicare che  “ la situazione storica sarà sempre e soltanto un antecedente che la fantasia si affretterà a scompigliare”. Buona profezia, anche se il futuro fu più complesso di quanto quelle righe del critico fiorentino potessero allora lasciare intendere. E, spero, anzi sono convinto, sarà così anche stavolta”.

Il futuro per il dopo-Covid sarà, quindi, tutto da scrivere e da vivere. Spazio, allora, al Paese che verrà.

 

 

Il giornalista Vincenzo Califano, autore del libro “Covid 19, Il Paese che verrà – testimonianze dagli arresti domiciliari”

 

 

 

TV, Giancarlo Magalli: ” In Campania scoprii Troisi, Arena e De Caro”

“Si chiamavano i Saraceni e io volli che cambiassero nome e divennero La Smorfia.  Sono legato alla Campania. Ad ottobre prossimo tornerò a Sorrento per il premio Dino Verde. Vorrei diventare cittadino onorario della Penisola Sorrentina”.  

Roma, 24 febbraio 2020 – Giancarlo Magalli, autore e conduttore televisivo ricorda il suo legame umano e professionale con la Campania ed annuncia che ritornerà a Sorrento ad ottobre prossimo per la venticinquesima edizione del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” durante il quale viene assegnato il premio Dino Verde per la televisione .

“ Sono orgoglio e felice di avere annualmente una scusa per tornare a Sorrento . Anzi confesso che vorrei diventare cittadino onorario della Penisola Sorrentina.  Mi piace il generoso orgoglio campanilistico, con molti comuni a distanza di pochi chilometri: qui è Meta, qui è Piano, qui è Sorrento!”, esclama sorridendo Magalli.

“Amo in genere la Campania, che ritengo la terra più fertile dal punto di vista culturale. Ha tutti gli indicatori di civiltà e bellezza: la poesia, la musica, la  gastronomia. È un territorio cui dobbiamo dire grazie”, dichiara il noto conduttore televisivo

Magalli fa parte della giuria del premio Dino Verde, la sezione speciale dedicata al papà del varietà televisivo :  “ho ricevuto il premio nel 2017 ed oggi sono nella Giuria. Il Premio Penisola Sorrentina è un riconoscimento prestigioso, importante che è bene incastonato in un territorio fantastico. Si onorano a vicenda”.

A Magalli, affiancato da Gustavo Verde (figlio di Dino) e da Gino Rivieccio, toccherà individuare il vincitore per la tv della venticinquesima edizione.  Il riconoscimento punterà ad individuare un protagonista della tv di qualità.

“Io ho fatto entrambe le tv. Quella di ieri e quella di oggi, che faccio ancora”, dice Magalli. “Quando è nata la tv, nel 1954, non c’erano autori e presentatori. All’inizio attinse i talenti dal settore teatrale e dalle riviste. Non a caso in tv i primi autori furono Garinei e Giovannini. E quindi Amurri, Verde. Tra i primi conduttori ci fu Mario Riva, un attore di varietà. O ancora Alberto Lupo ed altri.  Oggi questo non si fa più: non ci sono gli autori. Oggi ci sono i format. Spesso nascono in Spagna, Olanda, Francia e quindi poi  vengono adattati in Italia”. 

Alzare il livello di qualità della televisione è una questione di gusto e di budget.  “Il gusto – dichiara Magalli – può essere educato o diseducato. Ormai il pubblico pretende questo standard che vediamo ogni giorno. La moltiplicazione dell’offerta dei canali in tv da una parte è stata cosa davvero buona, dall’altro però ha abbassato  il budget. Inevitabilmente quindi la qualità complessiva ne risente.  I proventi non bastano spesso a compensare autori, registi validi e così via”.

Tra gli show men più apprezzati dallo storico autore e conduttore c’è Fiorello, il mattatore del Festival di Sanremo 2020 targato Amadeus. “Fiorello è bravissimo. Soprattutto ha una grande fortuna: quella di poter lavorare solo quando gli va.  Lui studia continuamente, si fa venire nuove idee.  Ha quindi il tempo di elaborare prodotti vincenti”, dice Magalli.

In Campania Magalli venne a conoscere anche tre ragazzotti simpatici in veste di autore della trasmissione “No Stop”, un talent ante litteram.

“Quando scrissi “No stop” – ricorda Magalli – pensai ad una pedana di lancio per giovani talenti. Nel 1977 potei attingere ad un serbatoio enorme. Feci una selezione molto accurata e andai in Campania, dove mi avevano segnalato tre bravi ragazzi che si chiamavano “I Saraceni”, che io ribattezzai “La Smorfia”: Troisi, De Caro ed Arena.  Presi  poi dal nord  i “Gatti di Vicolo Miracoli”, una new entry come Beruschi, che faceva il ragioniere alla Galbuseri biscotti. Altri tempi per la tv”.

Un tv che muta ma che resta sempre la stessa nella sua gestione e regolarizzazione interna.

 “La lottizzazione in tv è sempre la stessa. Prima aveva però una maggiore stabilità. Io quando entrai ebbi come primo direttore generale Bernabei, poi ho avuto Biagio Agnes. Devo evidenziare che erano direttori attenti, ti chiamavano e collaboravano alla realizzazione dei programmi. Oggi è un po’ tutto cambiato.  Spesso diventa difficile anche essere ricevuti, con nostro enorme rammarico: ed è la sorte mia, di Baudo, della Carrà”, afferma il conduttore.

Spesso si parla di un cambiamento per la vita professionale di Giancarlo Magalli, ormai sempre più identificato con la trasmissione “I Fatti Vostri”.

“Sono trent’anni di “Fatti Vostri”, esclama Magalli.  “Prima mi prendevo anche io qualche “vacanza”. Facevo tre anni ai Fatti Vostri, poi conducevo “I cervelloni, , “Papaveri e Papere” e poi ritornavo ai “Fatti Vostri”. Ormai sono undici anni di fila ai “Fatti Vostri”.  Sono tanti, forse troppi!  Chissà  se quando ci rivedremo ad ottobre al Premio Penisola Sorrentina qualcosa sarà cambiato”.

 

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