Genitori: quando il valore è stabilito dai figli

Roma,  9 giugno 2022 – Irraggiungibilità. E’ ciò che forse descrive meglio la sensazione che attualmente i genitori provano con i propri figli adolescenti. Desiderosi di colmare la distanza, eliminando ogni autoritarismo, con l’illusione di avvicinarli, i genitori hanno finito per restare prigionieri e invischiati in una relazione caratterizzata invece da una profonda insicurezza e disorientamento.

Negli ultimi anni si è assistito a uno smantellamento dei modelli educativi di riferimento, a un’assenza dell’autorità patriarcale e dell’etica del dovere. I genitori sembrano crescere i propri figli senza potere, all’insegna di un permissivismo che si rivela controproducente.

Questo cambiamento del rapporto genitori-figli ha portato con sè uno strano fenomeno per il quale il valore del ruolo genitoriale dipende in larga misura dall’approvazione dei figli. Si viene a creare quindi una relazione spesso caratterizzata da inversione di ruoli e nei casi più complicati, da vera e propria sudditanza nei loro confronti. Si cede così, nell’immediato, a ogni loro desiderio.

Non a caso Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” ci ricorda che “da pochi giorni il decreto per attivare il Bonus Psicologo è stato firmato dal ministro Speranza. Il Bonus Psicologo è utile anche per chi aspira a gestire meglio il difficile rapporto adolescenti/genitori. Consiste in un contributo fino a 600 euro per effettuare delle sedute con psicoterapeuti regolarmente iscritti al relativo albo professionale. Per tale scopo sono stati assegnati 10 milioni di euro per l’anno 2022. Adesso, dopo la pubblicazione in gazzetta ufficiale, il tutto sarà gradualmente operativo e si potrà così aiutare chi non può permettersi di pagare di tasca propria le sedute dallo psicoterapeuta.

Se pensiamo che negli anni Ssessanta era la fine del Carosello a segnare i confini: bastava uno sguardo di nostro padre e si doveva andare a dormire. E da quel momento cominciava il tempo dei grandi. Oggi non è più cosi: si guarda la tv tutti insieme, si discute davanti a loro di qualsiasi argomento, coinvolgendoli persino nelle discussioni coniugali, o nelle nuove relazioni.
E non è tutto.

Come evidenzia Massimo Ammaniti, professore ordinario alla Sapienza, esperto di tematiche che riguardano l’adolescenza, noi genitori ci vestiamo come loro, condividendone gusti e comportamenti, li difendiamo con i professori, veniamo spesso persino coinvolti nelle loro prime esperienze amorose e sessuali.

Li coinvolgiamo a nostra volta nelle nuove relazioni amorose, nel caso di genitori separati. Tanto che oggi più che di adolescenza, si può parlare di “famiglia adolescente”. L’adolescenza viene infatti a caratterizzare interamente il processo familiare e coinvolge in modo profondo tutti i suoi componenti.

Nell’Oxford Dictionary è stato coniato il neologismo “adultescente”, ovvero una persona di mezza età che veste, si interessa e svolge attività tipicamente appartenenti al mondo giovanile.

La dr.ssa Manuela Chiodetti dice: “Come psicologa del Pronto Soccorso Psicologico Roma Est (e mamma di tre figli, due dei quali adolescenti), assisto spesso nel corso dei miei consulti con genitori o con i ragazzi pre-adolescenti e adolescenti a fenomeni di identificazione da parte della madre, con la figlia (“sembriamo sorelle”), alla creazione di un rapporto amicale senza mantenere le giuste distanze, oppure, nel caso del figlio maschio all’instaurarsi di un rapporto proiettivo, non paritario, ma molto vicino a quello che si viene a stabilizzare con un uomo”.

Questa difficoltà dei genitori attuali a comportarsi da adulti, che non vogliono crescere, ha portato a non poche conseguenze e disagi sia da parte dei ragazzi che dei loro genitori. In un periodo già di per sé di confusione, come è quello dell’adolescenza, non si ha bisogno di un padre amico o una madre amica. Non si ha bisogno di avere tutto e subito, ma si ha bisogno di “desiderare” perché è il desiderio il generatore della “macchina psichica”, questo ce lo riporta lo stesso Freud.

Spesso i genitori che “uccidono” il desiderio nei figli, contribuiscono invece a creare in essi apatia, mancanza di motivazione, scontentezza, irritabilità, che possono sfociare in stati depressivi, attacchi di panico, idee suicidarie, ecc.

Il Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” ha quindi deciso di offrire un aiuto finalizzato a gestire meglio il difficile rapporto adolescenti/genitori.

Il servizio di aiuto è offerto, in 29 lingue, da una rete di 391 psicologi presenti in tutte le regioni italiane e in 24 paesi esteri.

Per informazioni telefonare al n. 0622796355, al n. 3318206575 o collegarsi al sito internet www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.

 

 

La sessualità è spesso un tabù, ma non é una parolaccia

Manca una vera educazione sessuale agli italiani, e la sessualità è troppo spesso considerata un tabù di cui non parlare…

Roma, 9 febbraio 2022 – L’ultimo rapporto Censis-Bayer sui nuovi comportamenti sessuali degli italiani ci dice che le persone hanno rapporti sessuali più frequenti, più vari e con più partner. L’80,7% fa sesso orale, il 67% pratica la masturbazione reciproca, il 46,9% usa un linguaggio osceno durante i rapporti, il 33,1% pratica il sesso anale, il 24,4% usa oggetti, cibi o bevande per giochi erotici, il 16,5% scatta foto o registra video durante i rapporti, il 16,5% fantastica apertamente con il partner su altri possibili partner, il 13,1% ha rapporti sessuali a tre o più persone, il 12,5% pratica il bondage o il sadomasochismo.
Di questi dati non c’è nulla da stupirsi.

Anzi, si stima che in realtà siano molte di più le persone coinvolte in relazioni e pratiche sessuali considerate “atipiche”.
Sono considerate atipiche non perché non sono normali in sé, ma perché non ne sentiamo parlare e non fanno parte dei messaggi educativi con cui siamo cresciuti. Autori contemporanei nell’ambito della sessualità, come Meg-John Barker, si riferiscono a questi aspetti come “Genere, sessualità e diversità di relazioni”, termine ombrella utilizzato per descrivere ogni sfumatura della sessualità umana come valida, piuttosto che attribuire l’etichetta di “atipico”.

Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”, sostiene che sebbene la sessualità sia spesso considerata un argomento tabù da molte persone, essa sia un aspetto centrale nella nostra vita.

La nostra esistenza è impregnata di sessualità, ma la consideriamo ancora un tabù, da chiudere a chiave nelle nostre camere da letto, o peggio ancora, negli angoli remoti del nostro inconscio.
Una delle prime cose che viene chiesta più di frequente ad un futuro genitore è: ”sai già il sesso?”, “sarà un maschietto o una femminuccia?”

La nostra nascita è strettamente legata ad aspetti sessuali. Veniamo al mondo tramite il sesso, e la sessualità ci accompagna lungo l’arco della vita. Eppure di sessualità si parla poco, e quando se ne parla, si giudica molto.

“Quando siamo piccoli ci insegnano le parti del corpo attraverso il gioco. Ci insegnano che ci sono la testa, le braccia, le gambe.. e poi in mezzo alle gambe abbiamo “la farfallina” o “il pisellino”, spiega la dr.ssa Margherita Mioni, psicologa del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”.

Chiamare gli organi genitali con il loro nome è difficile, se non impossibile.
E’ un po’ come se da domani iniziassimo ad insegnare ai nostri figli che le braccia si chiamano “bastoncini”.
Perché è così faticoso? Perché nessuno l’ha insegnato ai nostri genitori e questa lacuna si tramanda di generazione in generazione.

Vergogna, pudore, senso di colpa e rabbia sono le conseguenze di una società che non parla ad alta voce di sessualità, perché è un tabù.

Quando a scuola ci insegnano educazione sessuale, ci dicono che il sesso è pericoloso e serve correre ai ripari. Malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze inattese sono i mostri da cui dobbiamo proteggerci.
Nessuno ci parla di esplorazione corporea, piacere, orgasmo, relazioni sane, consenso, erotismo e fantasie sessuali.
Nessuno ci parla di sessualità come molto più di una semplice penetrazione.
Ma lo è.

Se tutto quello che sai della sessualità viene dal porno, allora sarebbe consigliabile resettare il tuo sistema operativo e ricominciare da capo.

La sessualità riguarda come noi ci sentiamo nel nostro corpo e riguarda come noi ci sentiamo con le persone intorno a noi. E come tale va costruita, plasmata e riplasmata, perché nulla rimane uguale.

Tutti affrontiamo nella vita qualche tipo di difficoltà legata alla sfera sessuale: l’incontro con un nuovo partner, la mancanza di desiderio sessuale, la monotonia di una relazione di lunga durata, difficoltà nel raggiungere l’orgasmo, fertilità e concepimento, menopausa, disfunzioni erettili, dolore durante i rapporti, difficoltà ad accettare il nostro corpo, comunicare al/la nostr* partner quello che ci piace, ritrovare la sessualità in seguito ad una malattia o disabilità, ma anche dopo una gravidanza e l’arrivo dei figli.

Ci troviamo a farci domande sul nostro orientamento sessuale e potremmo scontrarci con la mancanza di attrazione verso potenziali partner (essere aromantico o asessuale fa parte della natura umana, non é una brutta malattia inguaribile!).

Queste preoccupazioni, in aggiunta ad altri fattori di vita stressanti, influenzano la nostra salute mentale e possono costituire una fonte di ansia, depressione, attacchi di panico e rabbia.

Il Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”, grazie alla sua rete professionale di 375 Psicologi, ha quindi deciso di offrire in tutte le regioni italiane (e in 23 paesi esteri) un servizio di aiuto per le persone che aspirano a migliorare il proprio rapporto con la sessualità.

Il servizio è offerto in 28 lingue, i prezzi sono agevolati e gli Psicologi lavorano 7 giorni su 7.
Per contattare il Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” basta telefonare al n. 06 2279 6355, al n. 351 7350 609 o andare sul sito internet www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.

 

Problemi psicologici: la soluzione alla pandemia della mente é online

Roma, 3 febbraio 2022 – Da ricerche effettuate sembra che l’epidemia abbia provocato disturbi psicologici per il 65% degli Italiani e non va molto meglio negli altri paesi europei, dove la media rilevata sembra essere del 58%.

L’emergenza sanitaria ha acuito la sofferenza emotiva delle persone che si sono trovate costrette, in diversi casi, ad affrontare in solitudine le difficoltà straordinarie e quotidiane.

Il sostegno psicologico, mai come in questo particolare momento, è ormai un servizio necessario per la salute e per il benessere delle persone.

“La salute non è solo fisica, ma anche e soprattutto psichica. Abbiamo il diritto ad una maggiore cultura del benessere psicologico anche perché, oltre a far star meglio la popolazione, investire in psicologia fa risparmiare la collettività” spiega Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”.

“Non tutti però hanno sempre l’opportunità di recarsi presso uno studio e la tempestività, in talune circostanze di malessere, è fondamentale per poter aiutare le persone a ripristinare il loro equilibrio. Le consulenze psicologiche online rappresentano l’opportunità di accesso a tutte le persone che, per motivi diversi, non hanno la possibilità di poter usufruire delle sedute psicologiche in presenza presso uno studio. L’aiuto psicologico online così serve a connetterci velocemente con il nostro benessere”, continua Lanari.

“Attraverso una pratica etica rispettosa, l’aiuto online permette di ottenere degli ottimi risultati, come indicato da diversi studi effettuati sulla consulenza psicologica online (Zabinski e coll. (2001), (Yager Z, O’Dea JA, 2006). La terapia online offre vantaggi concreti e nuove opportunità di comunicazione basate su tecnologia digitale (smartphone, tablet), a cui siamo sempre più abituati e non ci obbliga ad abbandonare i luoghi abituali come la casa, oppure l’ufficio e questa condizione può favorire meccanismi di relax, confort, empatia e intimità”, racconta la psicologa Debora Barrea.

Nella terapia online possiamo scegliere il tempo, il luogo e anche l’approccio iniziale del rapporto terapeutico. Una consulenza psicologica online può avvenire in qualsiasi luogo, e in qualsiasi momento; se stiamo vivendo un momento particolarmente difficile, possiamo inviare un messaggio al nostro terapeuta e ricevere nel giro di poco tempo un contatto e delle utili indicazioni. Se optiamo per una consulenza psicologica online, non saremo più limitati a scegliere il professionista più comodo da raggiungere, ma quello migliore per noi. E’ importante sottolineare che una modalità non sostituisce l ‘altra, ma diviene più opportuna sulla base delle necessità delle persone.”

Partendo dalla convinzione che un corretto aiuto psicologico nell’ambito di una emergenza eviti l’insorgenza di una psicopatologia strutturata, il Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” ha quindi deciso di offrire anche un aiuto psicologico online.

Il servizio é offerto per affrontare delle situazioni di crisi legate a: ansia, attacchi di panico, solitudine, dipendenza da internet, ritiro sociale (hikikomori), problemi relazionali, autostima bassa, problemi sessuali, dipendenza da sesso virtuale (cybersex addiction), violenze e abusi, violenze di genere, mobbing, bullismo, problemi legati al lavoro, problemi a scuola, incidenti e traumi, iperattività, disabilità, handicap, depressione e disturbi dell’umore, dipendenze, disturbi alimentari, disturbi del sonno, disturbo ossessivo compulsivo (doc), disturbi di personalità, disturbo post traumatico da stress, paure e fobie, lutti amorosi, lutti reali, tumori e malattie gravi, coronavirus, problemi legati al covid, gestione della rabbia e dello stress, problemi degli adolescenti, problemi della terza età, problematiche familiari, problematiche LGBTQIA+ (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersex e persone asessuali), stalking, problemi di coppia, partner bugiardo patologico, demenze, disturbo narcisistico di personalità, etc.

I 374 psicologi della rete del pronto soccorso sono presenti in tutte le regioni italiane e in 23 paesi esteri, come Regno Unito, Francia, Hong Kong, Messico, Russia, Argentina, Grecia, Kenya, Ghana, Mozambico, Nigeria, Brasile, Portogallo, Serbia, Romania, Bulgaria, Egitto, Giordania, Pakistan, Azerbaijan, India, Spagna e Svizzera.

Per contattare il Pronto Soccorso Psicologico basta telefonare al n. 06 22796355, al n. 380 6883135, o collegarsi al sito internet www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.

 

Disabilità: come relazionarsi, ascoltare e intercettare i bisogni dei disabili

Roma, 25 gennaio 2022 – Chiunque si occupi di persone con disabilità deve possedere caratteristiche, doti comportamentali e peculiarità personali non comuni: cordialità, per la maggior capacità comunicativa che essa comporta; relazionalità, in mancanza della quale non è possibile ottenere nessun risultato; pazienza, indispensabile per potersi prendere cura di persone con problemi più o meno gravi e più o meno evidenti; costanza, per essere in grado di sopportare meglio le inevitabili crisi di un lavoro pratico operativo che non sempre è ripagato da risultati evidenti; amore, perché senza amore non possiamo fare nulla in campo educativo.

La persona empatica riesce a riconoscere le emozioni dell’interlocutore come se fossero le proprie.
E’ importante inoltre il saper applicare strategie di gestione dello stress, delle pressioni esterne, dei momenti di fragilità, di incertezza, di rabbia e aggressività, che possono spesso insorgere nella persona con disabilità, attraverso la vicinanza, la relazione amichevole, l’accettazione e il contenimento delle emozioni negative, dei momenti di rabbia, irritabilità e demotivazione.

“Per l’instaurarsi di una solida relazione positiva, sia sicuramente utile anche una grande capacità di empatia”, spiega Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”.

“E’ consigliabile poi condividere non solo i valori, ma anche i momenti di divertimento e di entusiasmo. Attraverso questi strumenti possono quindi essere “intercettati” i bisogni dell’altro, anche quelli non apertamente espressi. Questo avviene quando si è entrati in una connessione relazionale profonda, ove vi sia fiducia reciproca”, continua Lanari.

A volte adottare certi comportamenti e atteggiamenti può rappresentare una scelta consapevole, frutto di pensiero e riflessione; in altri casi è la messa in pratica di uno stato interiore, di una predisposizione personale d’animo, attuata in modo del tutto inconsapevole e spontaneo. Ecco perché a volte ci troviamo a nostro agio in una situazione relazionale e altre volte avvertiamo delle difficoltà.

É importante perciò considerare che la maggior parte delle persone con disabilità possiede un vissuto spesso violentemente traumatico, che può condizionare la stabilità dei comportamenti relazionali. Se da un lato può esserci una sensibilità e una saggezza più elevate, acquisite dopo il superamento dei vissuti traumatici e deprivanti, dall’altro ci si può aspettare l’insorgenza di improvvisi momenti di fragilità e incertezza, che possono spesso sfociare in insofferenza, instabilità e aggressività.

La dr.ssa Manuela Chiodetti, psicologa del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”, afferma che “fondamentale può  rivelarsi il poter contare su una relazione positiva con una figura di riferimento”.

Attraverso la figura dell’assistente vi è il superamento dell’esigenza di aiuto limitata ai bisogni primari, e quindi:

– una focalizzazione di aspirazioni, desideri e interessi che erano stati repressi
– il conseguente incremento di attività
– una maggiore opportunità di socializzazione e il miglioramento della vita di relazione
– una rivisitazione dei rapporti con i familiari soprattutto se conviventi
– una riappropriazione dei ruoli: nella vita di coppia, o come genitori con disabilità che possono
occuparsi dei propri figli o come adulti con disabilità in grado di occuparsi dei propri genitori anziani,
ecc.
– una diminuzione di stati di depressione, isolamento ed esclusione
– un miglioramento dell’autostima, dell’umore e della qualità della vita
– la possibilità di accesso al mondo lavorativo, all’istruzione, allo sport e al divertimento.

L’assistente, il familiare o più in generale la figura significativa che si prende cura della persona con disabilità, ha comunque il diritto ad un addestramento finalizzato al potenziamento delle proprie abilità relazionali.

Per questo il Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”, grazie alla sua rete professionale di 373 Psicologi, ha deciso di offrire un aiuto finalizzato a relazionarsi, ascoltare e intercettare i bisogni delle persone con disabilità.

Il sostegno é offerto in tutte le regioni italiane e in 22 paesi esteri (Regno Unito, Francia, Hong Kong, Messico, Russia, Argentina, Grecia, Kenya, Ghana, Mozambico, Brasile, Portogallo, Serbia, Romania, Bulgaria, Egitto, Giordania, Pakistan, Azerbaijan, India, Spagna, Svizzera).

Per contattare il servizio, offerto in 27 lingue, basta chiamare il n. 06 2279 63 55 o al n 331 8206 575, o
collegarsi al sito www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.

 

 

Disabili: l’importanza dello sport per il benessere psicologico della persona

Roma, 3 gennaio 2022 – La disabilità è una condizione di salute che impedisce lo svolgimento temporaneo o permanente delle normali attività della vita quotidiana.

In questo senso la disabilità è intesa come fenomeno che non rappresenta una condizione stabile, bensì un processo dinamico che coinvolge l’individuo e il suo contesto di appartenenza.

“Questa nuova concezione apre la via a molteplici interventi psicologici costruttivi. I momenti critici possono infatti trasformarsi da problema a opportunità di crescita che porta ad un cambiamento psicologico positivo”, sostiene Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”.

La psicologia positiva mette dunque in risalto le componenti costruttive e di crescita della salute mentale come emozioni positive, ottimismo, autostima, autoefficacia, autodeterminazione, sviluppo dell’autonomia, ecc., con l’obiettivo di analizzarne le caratteristiche e le interazioni con le dimensioni di malessere e malattia.

Adottare un’ottica positiva è particolarmente produttivo quando ci si occupa di disabilità.

Fare sport può diventare per la persona disabile un’ottima occasione per “mettersi in gioco” in un’ottica positiva.

L’atleta con disabilità nello sport trova il suo “riscatto”, la fonte di soddisfazione e di attivazione
positiva, oltre che una preziosa opportunità di socializzazione.

“Nel corso dell’attività che svolgo come psicologa dello sport, nell’ambito di federazioni paralimpiche, ho avuto l’occasione e la fortuna di conoscere molti atleti con disabilità. Ogni persona, come ogni atleta, possiede delle caratteristiche uniche che la
contraddistinguono, ma ciò che accomuna tutti questi atleti è senza dubbio una capacità molto più sviluppata di entrare in relazione con l’altro”, racconta la dr.ssa Manuela Chiodetti.

Il “Bisogno di Relazione” è considerato uno dei tre bisogni fondamentali secondo la Teoria dell’Autodeterminazione (Deci e Ryan; 1985) insieme al bisogno di Autonomia e quello di Competenza.

Il Bisogno di Relazione si riferisce alla presenza e alla capacità di gestione dell’esperienza di connessioni significative con altre persone, con conseguente sviluppo di un senso di appartenenza a un determinato gruppo sociale.

Le persone con disabilità, impegnate nell’attività sportiva, sono riuscite a superare i propri limiti. Lo slogan della FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali) è infatti proprio “oltre modo oltre”.

Essi hanno dimostrato di sapersi rimettere in gioco, sfidando se stessi, trasformando il loro punto di debolezza in un punto di forza.

Vedere gli atleti che corrono con le loro protesi sportive, vederli impegnati a migliorare le proprie prestazioni e a gioire per i risultati ottenuti con grande sforzo e impegno, è qualcosa che tocca profondamente, emoziona e fa riflettere.

Non si sono arresi, sono caduti e hanno saputo rialzarsi più forti di prima.

A rendere possibile tutto ciò, vi è spesso alla base, lo sviluppo di una relazione positiva e significativa, con l’allenatore, o con la guida sportiva, nel caso di atleti ipo o non vedenti, o più in generale con l’assistente dell’atleta con disabilità, oltre naturalmente i fattori personali dell’atleta stesso, una positiva predisposizione e una forza d’animo notevoli.

Lo psicologo dello sport conduce con gli atleti dei colloqui individuali e di gruppo, per sostenerli nella motivazione sportiva, per affrontare insieme alcune tematiche, come per esempio l’ansia pre-gara, per esplorare i loro obiettivi a breve e a lungo termine, ecc.

La psicologia positiva è l’approccio con il quale vengono affrontati, discussi e approfonditi tali argomenti.

Vi è infatti attualmente la necessità di muoversi da una visione di cura, riparazione e assistenzialismo, nei confronti della disabilità, ad una prospettiva invece di promozione del benessere.

Il Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est”, grazie alla sua rete professionale di 366 psicologi, ha quindi deciso di offrire in tutta Italia, e in 22 paesi esteri, un servizio di promozione del benessere psicologico rivolto alle persone con disabilità e ai loro familiari.

Per contattare il servizio, offerto in 27 lingue, telefonare al n. 0622796355 o al n. 3318206575, o
collegarsi al sito www.pronto-soccorso-psicologico-roma.it.

 

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