Scuole chiuse, l’Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale e l’Innovazione propone la formazione a distanza

Scuole e formazione a distanza possono iniziare il percorso di trasformazione ed innovazione

Roma, 5 marzo 2020 – Scuole chiuse fino al 15 marzo 2020. È la misura decisa il 4 marzo 2020 dal governo per fronteggiare il Coronavirus.  C’è la paura che aumentino i casi di Coronavirus in Italia e la scuola è reputata un luogo dove è possibile contagiarsi.

L’Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale e l’Innovazione risponde a questa decisione, mettendo a disposizione la sua infrastruttura, piattaforme eLearning, strumenti di remote working e il know-how per assicurare la continuazione della formazione scolastica a distanza.

È un provvedimento preoccupante sospendere le attività scolastiche perché un Paese deve vivere in maniera normale, altrimenti si rischia la paralisi. La scuola è un pilastro formativo e culturale che non può chiudere. Per questo motivo è doveroso scegliere alternative adeguate per mantenere i ragazzi sempre in attività con la formazione.

Deriva da questa riflessione l’iniziativa dell’Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale e l’Innovazione che si mette a disposizione della società proponendo la formazione a distanza, per garantire la continuazione delle attività scolastiche a tutti i ragazzi. Le modalità applicative sono pubblicate sul sito ufficiale dell’E.N.T.D. all‘indirizzo www.entd.org.

È anche un’occasione per cogliere il momento storico contingente e pensare al futuro di lavoratori e studenti, al fine di ridurre il tempo dedicato agli spostamenti che aumentano l’inquinamento, a danno dell’ambiente.

La pronta risposta dell’Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale e l’Innovazione vuole favorire le persone a superare le barriere di coloro che sono impossibilitati a muoversi, dal punto di vista logistico oppure addirittura per brevi periodi.

I vantaggi

I lavoratori e gli studenti sono più produttivi e meno affaticati se possono lavorare da casa e seguire le lezioni comodamente dalla loro scrivania.

Questa esperienza impatta sulla capacità di apprendimento e focus, la quale in questo momento storico non è sempre presente nell’insegnamento italiano.

È utile sottolineare che il sistema formativo continua con le metodologie non del tutto efficienti del XX secolo.

Il forte ritardo dell’Italia a realizzare la formazione a distanza preoccupa per le mancate occasioni di innovazione, le quali renderebbero più efficiente e più coinvolgente il lavoro e la formazione.

È una possibilità del digitale che non riusciamo a sfruttare nella sua straordinaria ricchezza. Le potenzialità inespresse possono arrecare seri danni alla crescita della società, la quale deve prosperare seguendo le innovazioni di miglioramento provenienti proprio dal digitale e dalla tecnologia più in generale.

 

 

Francesco Fravolini

E.N.T.D.

Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale e l’Innovazione

 

 

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Contatti stampa

 

 

 

 

 

 

Vendita, arriva il nuovo metodo basato su benessere e ambiente

Milano, 14 dicembre 2017 – È un nuovo modello di vendita incentrato sul benessere delle persone e la salvaguardia dell’ambiente il nuovo approccio alla vendita della società Whitten & Roy Partnership in collaborazione con The Laszlo Institute of New-Paradigm Research

Un nuovo paradigma nella vendita per concentrarsi nuovamente sul benessere dei dipendenti e dei clienti e non solamente sulla redditività finanziaria, auspicato e sostenuto dalla società di consulenza commerciale internazionale Whitten & Roy Partnership.

Il cambiamento dell’etica commerciale e delle pratiche di gestione offre, sia ai venditori che ai clienti, la possibilità di collaborare anziché competere, focalizzandosi sull’educazione del cliente anziché sulla persuasione e la manipolazione.

Roy Whitten, co-direttore di Whitten & Roy Partnership, spiega:

“Senza dubbio, i risultati di vendita sono importanti. Ma, per avere il massimo impatto, devono essere i risultati giusti: quelli che generano non solamente un beneficio economico, ma anche sociale e/o ambientale.

Ecco alcuni punti fermi del nuovo approccio sull’arte di vendere:

  • Cambiare la percezione della funzione commerciale da tecnica manipolativa a collaborazione mirata a fornire del valore aggiunto per i clienti.
  • Mirare a trasformare le vendite da “arte oscura” a servizi aziendali condotti con orgoglio e etica.
  • Aiutare i professionisti della vendita con strumenti che permettono di valorizzare le loro capacità naturali
  • Nuovo paradigma per le vendite influenzato dal lavoro del Prof. Dr Ervin Laszlo del prestigioso “Laszlo Institute of New-Paradigm Research”

La collaborazione con l’Istituto Laszlo

Questo nuovo modo di pensare nasce dalla collaborazione tra Whitten & Roy  Partnership ed il prestigioso istituto di ricerca “The Laszlo Institute of New-Paradigm Research” fondato e guidato dal famoso filosofo, accademico, autore e due volte candidato al premio Nobel per la pace Dr Ervin Laszlo.

Il dott. Ervin Laszlo dice: “All’Istituto Laszlo ci impegniamo a portare un livello più profondo di coscienza nel mondo. Sono grato per l’applicazione del nuovo paradigma nel commercio che Whitten & Roy Partnership sta portando avanti. È fondamentale che l’interconnessione di tutte le cose sia riflessa e rispettata nel modo in cui offriamo i nostri beni e servizi gli uni agli altri”.

Per quanto riguarda il nuovo approccio alle vendite, Roy Whitten continua: “Questo quadro di vendita trasformativo richiede non solo la misurazione dei risultati di vendita effettivi, ma anche la messa a fuoco degli “input giusti” che consentono ai commerciali e ai loro clienti di svilupparsi e prosperare. Questo approccio permette dei cambiamenti significativi in tre aree critiche dell’efficacia di un venditore: l’atteggiamento, la competenza e l’esecuzione.

Il nocciolo del problema é che per troppo a lungo la gente ha pensato che la vendita richiedesse l’applicazione di metodi, compresi quelli più discutibili, che manipolano i clienti incoraggiandoli a comprare cose che non necessariamente vogliono o di cui hanno bisogno – tutto nel nome del profitto finanziario”.

Scott Roy, co-direttore di Whitten & Roy Partnership, aggiunge: “Per troppo tempo le vendite sono state considerate come “un’arte oscura” che implicava l’utilizzo di metodi poco ortodossi per ottenere risultati. Noi crediamo che l’attività di vendita possa essere fatta con orgoglio ed etica. Questo implica cambiare radicalmente il modo di pensare alle vendite “.

Il nuovo modello di vendita

L’approccio incentrato sull’individuo che sostiene Whitten & Roy Partnership si concentra sul dialogo tra venditori e clienti che consente agli acquirenti di prendere la migliore decisione possibile per la loro attività. La conversazione si focalizza innanzitutto sulla comprensione completa della gamma di problemi da risolvere e sul costo di lasciarli irrisolti. Questo approccio è in netto contrasto con le tecniche di “pitching and persuading” che si concentrano sulla vendita della soluzione.

Inoltre, un approccio più incentrato sull’uomo non riguarda solo il modo in cui i clienti vengono trattati, ma anche il modo in cui il personale di vendita è aiutato dai loro manager. Whitten & Roy Partnership ha scoperto che, quando le organizzazioni si concentrano sul benessere delle persone e dei loro clienti, possono ottenere risultati migliori in un contesto dove tutti vincono: i venditori apprezzano il proprio lavoro, i clienti ottengono una soluzione che funziona e i manager ottengono i risultati che si erano prefissati.

Il benessere significa dare ai venditori e manager nuovi strumenti per accedere alle loro capacità naturali. Ad esempio, come essere nel momento presente e concentrarsi efficacemente  sui bisogni del cliente, o avere uno stato mentale veramente positivo che crea nuove possibilità invece di stress, pressione ed avversità. Nuove capacità, come queste, devono essere al centro di qualsiasi programma di sviluppo per i professionisti delle vendite. A tale proposito, le aree di supporto e di investimento chiave sono: formazione, coaching, gestione del rendimento, e remunerazione.

Roy Whitten dice: “Alla fine della giornata, ricevi solo ciò che hai dato ai tuoi collaboratori; non occuparsi del benessere delle persone e del loro sviluppo professionale è una falsa economia. ”

Dal 2009 Whitten & Roy Partnership ha gestito più di 125 progetti ed aiutato imprese sociali e responsabili a vendere in modo etico prodotti che hanno un impatto positivo sulle persone e l’ambiente. La società ha lavorato in oltre 40 paesi; si avvale di un team di oltre 50 consulenti internazionali molti dei quali si trovano nei paesi in via di sviluppo.

L’azienda lavora a stretto contatto con una serie di prestigiose fondazioni, come la Fondazione Ashden, la Stone Family Foundation, la Mulago Foundation, Omidyar Network, Shell Foundation e altre, per assistere i propri clienti nello sviluppo della loro capacità di vendere efficacemente e in un modo che si allinea agli standard etici delle organizzazioni orientate verso missioni ad impatto sociale ed ambientale.

 

Note informative

Whitten & Roy Partnership

Whitten & Roy Partnership è una società di consulenza commerciale internazionale che aiuta aziende e organizzazioni leader a trasformare i loro risultati di vendita. Fondata nel 2009 dagli esperti di vendita Roy Whitten e Scott Roy, Whitten & Roy Partnership oggi comprende una rete di consulenti che operano in 40 paesi in tutto il mondo.

Basandosi su diversi decenni di esperienza commerciale sia nel settore for-profit e non-profit, e con un background in psicologia e sviluppo del business, Whitten & Roy Partnership offre un approccio di vendita etico che è adatto per le organizzazioni sociali che sono sinceramente interessate al benessere dei propri collaboratori e dei clienti che servono. Per maggiori informazioni visita: www.wrpartnership.com

Laszlo Institute of New-Paradigm Research

Il fine dell’Istituto Laszlo “New-Paradigm Research” (L-INPR) è quello di contribuire alla comprensione della natura fondamentale del mondo, e attraverso questa comprensione, contribuire al benessere nel mondo. L’Istituto persegue questa missione attraverso la ricerca dei concetti, principi e visioni del mondo che emergono nelle scienze, e sviluppando le loro applicazioni in campi di interesse umano. Per maggiori informazioni visita: www.laszloinstitute.com

 

 

Roy Whitten e Scott Roy, fondatori della Società

 

Ufficio Stampa Italia

Davide Castorina – Consulente Marketing & PR

davide@wrpartnership.com   –   Tel. +33 6 64 17 27 77

 

Ritorna in Italia Timothy Gallwey, il fondatore del Coaching e ideatore dell’Inner Game

Ritorna in Italia Timothy Gallwey, il fondatore del Coaching ed autore del best-seller “The Inner Game of Tennis”, famoso per aver aiutato al cambiamento positivo milioni di persone e decine di manager di aziende quali Apple, Rolls Royce, IBM e Coca Cola

Milano, 14 marzo 2017 – Venerdì 17 marzo, Timothy Gallwey, padre fondatore del Coaching e inventore del metodo “Inner Game”, incontrerà a Milano, gli iscritti al Master in Business Coaching, erogato da Noema HR, la prima società in Italia ad aver ricevuto la certificazione per i Servizi di Coaching.

La lectio magistralis si terrà presso la sede di Grenke Locazioni Srl, in Via Montefeltro 4, e verterà sulle nuove applicazioni del metodo Inner Game nei contesti organizzativi.

Manager, imprenditori e professionisti avranno l’occasione di confrontarsi, nel corso delle quattro ore di formazione, con il fondatore del Coaching che, in oltre quarant’anni di esperienza sul campo, grazie al suo metodo, ha già stimolato e aiutato il cambiamento positivo di milioni di persone e decine di manager di aziende quali Apple, Rolls Royce, IBM e Coca Cola.

Nel corso del workshop Gallwey introdurrà il metodo dell’Inner Game, si soffermerà sull’importanza di sviluppare al massimo il proprio potenziale per aumentare e migliorare non solo la stima e fiducia in se stessi e, dunque, la qualità della propria vita privata, ma anche e soprattutto le performance in ambito lavorativo e all’interno dei contesti aziendali.

Per un’azienda, oggi più che mai, è fondamentale raggiungere determinati risultati: per farlo occorre sviluppare il potenziale insito in ognuno, riducendo al massimo le interferenze. Ed è qui che entra in gioco il metodo dell’Inner Game.

Timothy Gallwey e il metodo dell’Inner Game

Gallwey riassume con la formula “P=p-i” il metodo del Gioco Interiore, dove la performance finale (P) sarà il risultato del proprio potenziale (p) meno le interferenze (i) che ne ostacolano la libera espressione.

Per Gallwey sono i dubbi, le paure, le aspettative, l’assenza di concentrazione ad interferire con le performance sul campo e a minare ulteriormente la concezione che si ha di sé e gli effetti delle proprie azioni, in un circolo vizioso che non ha mai fine.

Se un singolo così come un gruppo di individui (azienda) non si dota degli strumenti e delle giuste tecniche per abbattere gli ostacoli del Gioco Interiore, imposti dalla propria mente e dal proprio cuore, non riuscirà a vincere neppure il Gioco Esteriore e, dunque, a raggiungere gli obiettivi desiderati e prefissati.

L’importanza di investire nel Coaching per un’azienda

Il Coaching è il mezzo attraverso il quale riuscire ad apprendere le abilità complesse e necessarie ad abbattere le interferenze interiori e ad ottenere i risultati sperati nell’arena del Gioco Esteriore. L’insieme di queste abilità, che Gallwey individua nella consapevolezza priva di pregiudizi, nella chiarezza di obiettivi e decisioni e nella capacità di ispirare fiducia in se stessi, aiuta un manager d’azienda o un imprenditore ad aumentare le performance personali e, nel momento in cui le trasmette al team, le performance dell’azienda stessa.

«Ci sono sempre ostacoli esterni tra noi e i nostri obiettivi siano essi la salute, l’educazione, la reputazione, la pace nel mondo o semplicemente qualcosa da mangiare per cena. Anche gli ostacoli interiori sono sempre presenti. È utile ricordare che per quanto le nostre mete esterne siano molte e varie e richiedano molte abilità diverse per raggiungerle, gli ostacoli interiori provengono da un’unica origine e le abilità necessarie per superarli sono sempre le stesse». Tim Gallwey, The Inner Game of Tennis, LIT Edizioni, 2013

L’appuntamento con Tim Gallwey, per apprendere direttamente dal padre del coaching  questo tipo di tecniche, è per venerdi 17 marzo presso la sede di Grenke Locazioni Srl, in Via Montefeltro 4 a Milano.

Per ricevere informazioni sull’evento, saperne di più su Noema HR e i suoi corsi di formazione visitare la pagina noemahr.com/a-scuola-da-timothy-gallwey-ideatore-inner-game, il sito internet noemahr.com o scrivere alla mail info@noemahr.it.

CHI È TIMOTHY GALLWEY

Nasce a San Franscisco nel 1938, ma è negli anni Sessanta, nelle vesti di Capitano della squadra di tennis all’Università di Harvard che inizia a comprendere l’importanza dell’abbattimento di una serie di ostacoli interiori, quali ansia, dubbi, aspettative, ecc., per ottenere performance migliori sul campo da gioco, come nella vita. Le riflessioni scaturite e dettate da 17 anni di esperienza lo inducono a scrivere una serie di libri, tradotti in più lingue e venduti in tutto il mondo. The Inner Game of Tennis, il suo libro più famoso, ha venduto oltre un milione di copie. Oggi è considerato l’inventore del Coaching e l’ideatore del metodo Inner Game, applicabile ai contesti più disparati. Quando non è in giro per il mondo a tenere conferenze e workshop sull’argomento, lavora per rendere il Gioco Interiore sempre più accessibile e applicabile a livello mondiale. Il suo metodo ha cambiato milioni di persone, così come l’approccio e la cultura aziendale di molte aziende, dalle più piccole alle più grandi multinazionali.

RIGUARDO NOEMA HR

Noema HR offre da sempre servizi di sviluppo delle risorse umane all’interno di vari contesti aziendali. Vanta la certificazione di qualità per la progettazione ed erogazione di corsi di formazione (certificazione ISO 9001:2008 n. IT.12.0131.QMS) ed è la prima società italiana ad aver ricevuto la certificazione per i Servizi di Coaching UNI 11601:2015, n. IT.16.0013.OTH. A tal fine ha istituito la Noema Coaching Academy e inaugurato lo scorso febbraio il Master in Business Coaching: a capo del comitato scientifico Gian Paolo Montali.

 

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Contatti stampa:

info@noemahr.it

 

Gli iscritti al Master in Business Coaching (Noema HR) durante una lezione

 

Timothy gallwey, fondatore del Coaching e dell’inner Game
Gli iscritti al Master in Business Coaching (Noema HR) durante una lezione

Eredi Baitelli: il successo aziendale continua con Matteo

Nel contesto aziendale di Eredi Baitelli si affaccia Matteo Baitelli, giovane rampollo di 24 anni che si sta formando nelle aule della facoltà di economia dell’università di Brescia per conseguire la Laurea in Economia e Gestione Aziendale.
Matteo Baitelli è un giovane concreto e pienamente consapevole della realtà delle cose: sa benissimo che la preparazione accademica non è sufficiente a preparare i giovani al lavoro vero in azienda e per questo si sta progressivamente inserendo nell’azienda Eredi Baitelli sfruttando al massimo il tempo libero dagli impegni universitari.
In Eredi Baitelli Matteo ha cominciato dall’ultimo gradino svolgendo il lavoro manuale dell’operaio per proseguire poi gradualmente in un percorso di crescita che lo sta preparando alla direzione e gestione dell’azienda di famiglia. Come tanti giovani Matteo Baitelli è appassionato di tecnologia (PC e smartphone) e sta cercando anche in questo caso di coniugare passione e lavoro infatti collabora con un negozio di tecnologia e ne gestisce il blog e il canale Youtube.

 

Eredi Baitelli è un’azienda a conduzione familiare con sede nel bresciano che si occupa di tornitura metallica di altissima precisione fin dal 1945. In tutti questi anni la famiglia Baitelli ha costruito un’azienda solida e affidabile che ha conquistato i più grandi mercati internazionali e aperto succursali dei propri uffici in tutto il mondo: Stati uniti, Monaco di Baviera, S. Paolo in Brasile. Dopo aver conquistato i principali Paesi europei come Germania, Francia, Austria e Svizzera ora l’azienda Eredi Baitelli sta riuscendo ad affermarsi anche nei nuovi mercati emergenti come Russia e Brasile.

Eredi Baitelli mette a disposizione del cliente le proprie competenze professionali e gli altissimi standard qualitativi che contraddistinguono il lavoro di Eredi Baitelli per concordare e realizzare soluzioni ad hoc sulle specifiche caratteristiche del singolo progetto/disegno. È l’azienda che volta per volta si trasforma e si adegua al cliente per garantirgli la massima soddisfazione.

 

Matteo Baitelli rappresenta la 3^ generazione nella famiglia Baitelli e nell’azienda EREDI BAITELLI, azienda italiana top quality nel mondo.

Matteo Baitelli è un ragazzo forse avvantaggiato nella vita dal fatto di avere un’azienda familiare, la Eredi Baitelli, in cui trovare la sua strada ma è anche un ragazzo ben piantato con i piedi per terra: sa bene che ha un sentiero lungo da percorrere per arrivare alla gestione dell’azienda e ha prospettive di vita semplici e realistiche.

Ed ecco che emergono alcuni tratti caratteriali importanti del giovane Matteo Baitelli:

  • spirito pratico e concreto confermato dalle attività lavorative e dalla predilizione per le materie universitarie che hanno un immediato riscontro pratico nella realtà;
  • passione nel lavoro che si evince dalla tendenza a impiegare le sue grandi passioni come lavoro e dal mito dichiarato di Matteo Baitelli: Valentino Rossi.

A Matteo Baitelli Valentino Rossi piace per come è e per cosa fa, perché è diventato famoso quando era un ragazzino e tale è sempre rimasto, fedele a se stesso e con i piedi per terra, emblema di chi ha saputo trovare la propria strada con divertimento e passione.

“Sono un ragazzo di poche parole ma che allo stesso tempo ascolta molto”.
Matteo Baitelli, un ragazzo semplice, giovane, cui toccherà un ruolo di responsabilità alla guida dell’azienda di famiglia Eredi Baitelli sa che ha tanto da imparareed è pronto a rimboccarsi le maniche e a darsi da fare per crescere e migliorarsi: sul lavoro, nelle competenze, nelle esperienze di business così come a livello personale.

Non si ritiene un supereroe e non ha l’atteggiamento da “figlio di papà già arrivato”; confessa che gli piacerebbe essere meno timido con le persone che non conosce e che prova ammirazione per le persone che sanno parlare bene più lingue straniere e che gli piacerebbe essere come loro. Si riconosce in Matteo l’educazione della famiglia Baitelli e dei migliori valori della tradizione italiana: gli stessi principi e gli stessi valori che l’azienda Eredi Baitelli mette nel suo lavoro e che esporta in tutto il mondo in nome del Made in Italy.

Matteo Baitelli, futuro dell’azienda Eredi Baitelli, è fidanzato ufficialmente già da 5 anni e mezzo con una ragazza laureata in infermeria con la quale intende costruire una famiglia. Alla domanda come ti vedi tra 5 anni Matteo Baitelli risponde: “Mi vedo con una famiglia, sposato e con un figlio. Con un ruolo e un lavoro più definito in Eredi Baitelli a fianco dei professionisti che attualmente la dirigono.”

E tra 10 anni?  “Con un figlio in più. In Eredi Baitelli progressivamente prendere le redini dell’azienda, imparando a gestire le varie funzioni (acquisti, produzione, commerciale, amministrazione, …) e arrivare a gestire la maggior parte delle attività nella direzione dell’azienda.”

In Eredi Baitelli Matteo intende proseguire con la filosofia e l’impostazione che l’attuale direzione ha fino ad ora prediletto: uno stile tedesco, ordinato e pragmatico. Matteo ammette di non sopportare le persone false che operano di nascosto e dal canto suo intende contribuire portando in Eredi Baitelli quelli che lo stesso Matteo identifica come suoi punti di forza: sincerità, professionalità e determinazione.

MASTER IN INTERIOR RETAIL DESIGN AND MANAGEMENT: LA PAROLA ALLE AZIENDE PARTNER

Aran, Arclinea, Arreda.net, Boffi, Calligaris, Dorelan, Electrolux, Elmar, Gruppo Leader, Lualdi, MisuraEmme, Riva, Scavolini, Valcucine e Veneta Cucine,oltre ad Agos Ducato:sono solo alcune delle aziende del settore dell’arredamento che da anni collaborano con il Master in Interior Retail Design And Management, gestito da POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano insieme a Innova.com, la rete formativa promossa da Federmobili per favorire l’innovazione nel campo della distribuzione dei mobili.   Un Master capace di formare professionisti in grado di operare, con ruoli manageriali, all’interno della variegata realtà della distribuzione specializzata in articoli per l’arredamento della casa e degli interni in genere. Un percorso formativo che risponde in modo concreto all’esigenza di molte aziende italiane operanti in questo settore che, spinte da specifiche esigenze, decidono di stringere una collaborazione con il mondo dell’Università. Collaborazione che si rivela un processo bidirezionale, capace di arricchire sia lo stagiaire che l’azienda che lo accoglie, se questa è in grado di aprirsi e di rendersi ricettiva agli stimoli così come dimostra l’esperienza di Veneta Cucine e Riva, partner storici del Master.   “Veneta Cucine collabora con il Master fin dalla prima edizione”, spiega Denise Archiutti, group controllere Amministratrice del gruppo Veneta Cucine, la più grande piattaforma italiana di mobili per cucina, “ne conosciamo il programma e ne condividiamo gli obiettivi. Collaborare attraverso un tirocinio, però, per noi significa anche ricevere stimoli nuovi e freschi: aprire una finestra per prendere una boccata d’aria, idee innovative, punti di vista fuori dagli schemi; questo è estremamente prezioso per un’azienda, soprattutto quando ha un’organizzazione molto strutturata come la nostra”.   Un’esperienza che si rivela sempre di più una integrazione tra il percorso didattico e l’esperienza pratica della professione. Come racconta Cristina Riva, creatrice della linea di arredi ecologici RivaViva, nata dall’esperienza e dalla tradizione artigiana della storica Ditta Riva: “I ragazzi erano molto preparati, soprattutto per tutto quanto concerne l’uso dei programmi informatici e la realizzazione di allestimenti: in questo campo hanno fornito contributi originali molto apprezzati in azienda. È stato più difficile per loro, però, approcciarsi al rapporto con il cliente e alle dinamiche commerciali, mi riferisco in particolare all’empatia, alla capacità di assistenza, finezze che, però, si apprendono solo con l’esperienza: in questo senso per loro lo stage è stato prezioso, andando a integrare e a completare il percorso che avevano intrapreso”.   “Anche noi ci siamo trovati molto bene, tanto che diversi ragazzi che hanno effettuato il tirocinio hanno prima prolungato il periodo di stage per poi essere inseriti in azienda, con incarichi anche all’estero” aggiunge Denise Archiutti.   La group controllerdiVeneta Cucine ha poi sottolineato quali siano le caratteristiche più apprezzate nelle risorse da inserire in azienda:“Soprattutto un percorso di studio coerente al settore di impiego, sia esso relativo alla progettazione, al marketing o alla comunicazione: una buona base teorica è fondamentale. Poi apprezziamo molto la disponibilità del candidato, la voglia di fare e di imparare, la consapevolezza che il suo percorso professionale è appena agli inizi; infine la conoscenza delle lingue straniere e delle realtà internazionali. In questo senso, quindi, frequentare un Master può essere considerata un Plus prezioso per il candidato. Tutti i tirocinanti provenienti dal Master in Interior Retail Design and Management avevano un’ottima conoscenza di base del settore, generale ma allo stesso tempo molto particolareggiata: come si diceva in precedenza, lo stage è andato a completare il loro percorso, integrandolo con un assaggio di “lavoro vero””.   Dello stesso avviso Cristina Riva: “L’esperienza si è rivelata estremamente positiva; credo anche per gli studenti, che hanno integrato alla parte teorica del Master una parte di “vita vera”, con tutte le problematiche e gli “shock” del caso, specie se si trattava della loro prima esperienza lavorativa.”   In procinto di attivare la sua terza edizione, che partirà il 3 novembre 2014, il Master Interior Retail Design And Management conferma il suo rapporto privilegiato con il mondo aziendale, continuando a formare figure professionali strategiche per veicolare, in Italia e all’Estero, la cultura del progetto e del prodotto d’arredo Made in Italy di design e di qualità.

Continuano le selezioni per la XVI edizione del Master in Strategic Design, un Master del Politecnico di Milano, erogato da POLI.design, in collaborazione con MIP, School of Management

30 posti disponibili per comprendere e affrontare il design come fattore strategico di innovazione e competitivita’ per le imprese   Sito web:

Partirà a ottobre 2014 la XVI edizione del Master in Strategic Design (MDS), Design of the Value Offering, uno dei master storici del Politecnico di Milano, erogato da POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, in collaborazione con il MIP, School of Management del Politecnico di Milano.

 

Un percorso didattico che si è contraddistinto, negli anni, per l’approccio sempre innovativo e altamente sperimentale, unito ad una speciale metodologia “learning by doing”, che ha condotto a collaborazioni, laboratori ed esperienze con brand importanti. Candy, Ponti, Nutrition & Santé e Fluid-o-Tech sono solo alcune delle realtà chehanno recentemente avviato collaborazioni con il Master e hanno deciso di essere parte attiva nello svolgimento del workshop INNOVATION EYE, il metodo caratterizzato da un procedimento euristico innovativo, lanciato da MDS in collaborazione con Diotima Society. L’esperienza progettuale è dedicata, in questa sua prima edizione, al sistema valoriale del Food ed è stato collaudato dai 19 studenti dell’ultima edizione. Il workshop è studiato per abilitare “conversazioni” strategiche tra diversi attori, con l’intento di individuare nuovi percorsi per la creazione di valore e di associare in modo più efficace i temi dell’innovazione di business e dell’innovazione sociale.

 

 “È opportuno un mutamento di rotta per dare più tempo all’innovazione e al cambiamento. Il contributo del design, in questo quadro, è strategico.” Sostiene Francesco Zurlo, Direttore del Master – “La capacità di visione – dallo scenario generale al dettaglio specifico – e la comprensione degli effetti sistemici che sono dietro ogni singolo atto di progetto, danno alla cultura del design un ruolo sempre più rilevante nei processi di innovazione di ogni tipo, dal prodotto alle relazioni. Tanto più se questo processo si alimenta dell’alternanza tra momenti di apprendimento e azioni concrete, in una sorta di oscillazione continua tra learning & doing”.

 

Questo è l’approccio al centro del cluster di formazione e ricerca in Design Strategico di POLI.design, un approccio che apre verso un nuovo modo di vedere il design, condiviso da molti imprenditori, designer, docenti, esperti di innovazione e giornalisti, come è chiaramente emerso durante “Otrevisioni”, la tavola rotonda organizzata dal master MDS nell’ambito del ciclo di incontri della mostra della XXIII edizione del Compasso d’oro. Donatella Bollani, Responsabile Redazione Architettura – Gruppo Tecniche Nuove, Max Bosio, Founder – Creative Director di Nascent Design, Stefano Carone, Managing Partner – Il Prisma, Marisa Corso, International Marketing Specialist & Business Facilitator, Andrea Davide Cuman, Media analyst presso OssCom, Università Cattolica di Milano, Marco Fasoli, Direttore Commerciale e Marketing – Tenute Sella, Amedeo Guffanti, Managing Director – 77Agency New media marketing specialists, Elena Marinoni, Trend forecaster – iCoolhunt, Martina Profumo, Head of Brand Experience – Interbrand, Raffaele Saporiti, Presidente e Amministratore Delegato – Saporiti Italia SpA, Paolo Taverna, Direttore – Assogiocattoli e Arianna Vignati, Project Manager European Project on Creative Companies – Politecnico di Milano si sono confrontati sull’importanza della capacità di visione del design strategico e hanno confermato il loro pensiero, raccontando ed evidenziando le potenzialità del design in materia di crescita sostenibile, di industria e società (maggiori informazioni sull’evento disponibili all’indirizzo: www.polidesign.net/it/Oltrevisioni).

 

Il design appare dunque come un fattore strategico necessario per l’innovazione delle imprese che puntano ad essere competitive sul mercato nazionale e internazionale, evitando di farsi sopraffare da contesti e sistemi in continuo cambiamento e, al contrario, cogliendo con tempestività le nuove sfide e opportunità offerte da qualunque mercato.

 

Il percorso formativo proposto da MDS è pensato proprio per quanti immaginano il proprio futuro nel cuore di aziende di questo tipo, in ambiti quali il marketing, la gestione, l’organizzazione, fino al design e alla progettazione, e anche per chi sogna di dar vita alla propria impresa con la visione innovativa che il design strategico può dare. Focus del Master è il Design Strategico, che pone al centro dell’attività la progettazione del sistema-prodotto, ovvero dell’insieme integrato di prodotti, servizi e comunicazione che rappresenta l’interfaccia fra l’impresa e il mercato, oltre che l’espressione tangibile della sua strategia e il modo in cui si presenta.

 

Con un profilo internazionale e un’offerta formativa consolidata di grande attualità per le aziende, il Master in Strategic Design, interamente erogato in lingua inglese, ha come obiettivo principale la formazione di figure professionali in grado di assumere un ruolo progettuale o gestionale nel processo di innovazione del sistema prodotto, sviluppando nei partecipanti quelle doti personali (di progettualità, auto imprenditorialità, capacità di visione e di gestione della complessità), che possano indirizzare e accelerare il loro percorso verso l’assunzione di leadership nello sviluppo di progetti strategici per l’impresa.

 

Il Master si rivolge a laureati in architettura, disegno industriale, ingegneria e in scienze sociali-umanistiche, con la propensione ad occuparsi delle problematiche della gestione dell’innovazione e del management, a tecnici e manager con l’interesse a comprendere la cultura e le modalità di lavoro del design e a valorizzarne le potenzialità nella definizione delle strategie di impresa.

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