Snapfeet: arriva l’App per provare le scarpe via smartphone

Roma, 25 agosto 2020 – È un’app destinata a rivoluzionare il mondo delle calzature e più in generale dell’e-commerce di tutto il mondo. Nasce da un progetto italiano, iniziato nel 2016 e si chiama Snapfeet, un’applicazione che permette di provare le scarpe con lo smartphone e che sarà a breve lanciata sul mercato.

Si tratta di un’app totalmente gratuita per gli acquirenti di scarpe che permetterà di provare le calzature grazie alla Realtà Aumentata e di scoprire in pochi istanti la taglia corretta, realizzando la scansione in 3D del piede.

Il risultato del progetto è strabiliante: da un lato l’offerta di un servizio che risolva ogni problema al consumatore migliorandone l’esperienza in fase di acquisto, dall’altro un concreto aiuto al settore calzaturiero, soprattutto il mercato dell’e-commerce, altamente penalizzato a causa del problema della taglia, variabile estremamente soggettiva.

In effetti il mercato online delle calzature è rimasto indietro in Italia come nel resto del mondo rispetto alla crescita esponenziale della vendita degli e-commerce in tutti gli altri campi.

Il consumatore infatti è più restio a comprare un paio di scarpe online e preferisce andare ancora nei negozi tradizionali proprio perché ha la possibilità di provare la misura e quindi la comodità della calzatura.

Adesso Snapfeet (www.snapfeet.io)  rappresenta la risposta reale a questi problemi grazie ad un progetto altamente tecnologico che si basa sulla Realtà Aumentata, sulla scansione del piede senza punti di riferimento e sull’algoritmo di Fitting che permette di provare le diverse misure. Basta inquadrare il piede e con tre foto il software consiglierà al consumatore la taglia più confortevole ed evidenzierà eventuali criticità.

Un progetto interamente sviluppato da ingegneri italiani

Un’idea tutta italiana che nasce nel 2016: founder del progetto l’ingegnere Giorgio Raccanelli a cui si deve l’intuizione di Snapfeet. Raccanelli si confronta con il professore Roberto Cipolla a Cambridge che inizia subito a sviluppare l’idea con il suo team. Entrambi poi ne parlano all’ingegnere e imprenditore di successo Natale Consonni che scorge immediatamente nel progetto la grande valenza rivoluzionaria foriera di diversi benefici per consumatori, economia e ambiente e diventa il primo sostenitore e finanziatore di Snapfeet.

“Adesso il concetto di taglia con Snapfeet viene democratizzato – dichiara entusiasta Consonni – e i vantaggi sono molteplici, dalla soddisfazione del consumatore e la sua aumentata fiducia all’aumento delle vendite online, passando per la sostenibilità ambientale grazie alla drastica riduzione dei resi”.

Un vantaggio per l’ambiente

I resi, cioè le scarpe invendute, hanno un impatto notevole sulle aziende a livello economico ma incidono negativamente anche a livello ambientale. La riduzione dei resi che porterà l’innovazione di Snapfeet coinciderà con una diminuzione anche delle emissioni inquinanti contribuendo a salvaguardare l’ambiente.

Infine, l’app che si appresta ad essere lanciata sul mercato, è utile anche per il commercio offline. Anche il negoziante infatti la potrebbe introdurre nel suo store, in modo da provare la scarpa “contactless”, ovvero senza contatto.

Non occorrerà più provarla perché Snapfeet ti dice come veste ogni taglia e l’utente potrà comprendere il livello di comfort grazie a delle semplici foto.

In tempi di Covid-19 questo rappresenterebbe un’ulteriore risoluzione al problema dell’igiene e del distanziamento sociale anche in un negozio fisico.

Per saperne di più sulla rivoluzionaria App visitare il sito www.snapfeet.io.

 

 

Riferimenti:

Snapfeet: https://snapfeet.io/

https://it.linkedin.com/in/natale-consonni-2b40695

https://it.linkedin.com/in/giorgio-raccanelli-94a6846

https://it.linkedin.com/in/naor-adno-444ab1a3

 

Ufficio Stampa: Salvo Longo

info@ufficiostampaecomunicazione.com

 

 

 

Design, l’Italia all’avanguardia: è rivoluzione per le tende da interno

L’Italia ancora una volta all’avanguardia in fatto di design e artigianalità, e la creatività italiana più evoluta rivoluziona ancora una volta l’arredo: la tenda da interni da oggi cambia la prospettiva, la sospensione diventa protagonista, un complemento d’arredo irresistibile grazie a geometrie inedite, materiali di pregio e cura maniacale dei dettagli

Roma, 8 ottobre 2019 – Quando si parla di tende il pensiero va di solito al tendaggio: la stampa, la grafica, il colore, il tessuto, la trama. Questi sono gli unici elementi offerti oggi dal mercato della decorazione d’interni. La struttura resta, invece, relegata a ruolo di comprimario lasciando ben poco spazio di scelta a decoratori, architetti, arredatori.

A rivoluzionare il settore, dando importanza a ciò che fino a ieri non l’aveva, ispirandosi al principio per il quale la creatività è spesso legata ad un cambio di prospettiva, è ancora un volta un italiano, Loris Di Francesco, che ha reinventato la tenda da interni a rullo, mettendo in primo piano la sospensione.

Rivoluzione alla finestra

A differenza di altre aziende, che si concentrano sul design del tessuto, la Artendis di Di Francesco lavora principalmente sulla sospensione del tendaggio, che diventa “attrice protagonista“, un oggetto iconico a sé, in grado di conferire immediatamente carattere e personalità all’arredo.

Non il tessuto, quindi. Non la stampa. Ma la struttura. È lei oggi la nuova protagonista, con un suo carattere a prescindere dal tessuto e una sua identità. Geometrie inedite e materiali di pregio, che trasformano le sospensioni Artendis in piccole opere d’arte belle da vedere e funzionali, grazie alla maestria artigiana con la quale sono realizzate.

Perché Artendis

«Abbiamo capito che il design è arrivato ovunque, ma non nel settore del “window fashion” – spiega Loris Di Francesco, fondatore di Artendis.  “Mancava l’oggetto di design che facesse la differenza, in un settore che non vede cose nuove e interessanti da molto tempo. Per questo ho creato Artendis, proprio per colmare questo gap. Per portare il design anche nelle tende e per offrire agli architetti e ai progettisti in generale un servizio e un prodotto in grado dare valore aggiunto al loro lavoro“, dice ancora Di Francesco .

Studio e ricerca

Artendis viene da lontano. Ci sono voluti infatti ben 10 anni di studio del settore a livello mondiale per creare un nuovo prodotto d’eccellenza che servisse anche a promuovere la figura dell’artigiano italiano, valorizzare il tendaggio made in Italy, innovare il settore e avvicinarlo ai giovani. In laboratorio, oltre alla macchina da cucire, lavora una modernissima stampante 3D. 

La rivoluzione di Artendis

Una novità che si rivolge in primis ad architetti, studi di interior design e showroom di arredamento. Le tende da interni diventano così delle vere e proprie opere d’arte personalizzabili in ogni dettaglio, che possono essere realizzati su misura anche quando si tratta di modelli a catalogo.

Opere che possono anche essere progettate su disegno esclusivo del progettista, avvalendosi della collaborazione e dell’esperienza dei designer Artendis che seguono il progetto fin dalle prime fasi, dal disegno alla scelta dei materiali, dalle soluzioni tecnologiche ai sopralluoghi.

“Caratteristiche che rendono Artendis una soluzione non solo unica e innovativa nel mercato, ma anche estremamente versatile, che può sorreggere una tenda ma anche, per esempio, dei pannelli fonoassorbenti o schermi da proiezione” conclude Loris Di Francesco.

 

 

A Cori 2 giornate dedicate al genio aeronautico Alessandro Marchetti

Due i giorni dedicati al visionario ingegnere corese Alessandro Marchetti e al museo che porterà il suo nome

Latina, 5 luglio 2018 – Sono state 2 intense giornate trascorse nel nome di Alessandro Marchetti quelle vissute a Cori, in provincia di Latina, nel fine settimana appena trascorso con mostre, convegni, proiezioni, oltre alla firma del gemellaggio tra il comune lepino e quello di Sesto Calende (VA).

Giornate dense di appuntamenti in cui è emersa una figura complessa, dai molteplici aspetti, pioniere e progettista, costruttore e pilota, ingegnere e imprenditore, e in cui è andato delineandosi il progetto che si concretizzerà nel futuro museo Alessandro Marchetti.

I lavori sono stati introdotti dal sindaco Mauro De Lillis che si è in particolare soffermato sulla partecipazione del Comune di Cori a un bando regionale per la valorizzazione di centri museali e culturali già esistenti attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. “Stiamo rispondendo – ha spiegato – tramite una rete di Comuni (Cori, Sermoneta, Norma, Rocca Massima) con la Fondazione Caetani che sarà capofila del progetto”.

Gregory Alegi, docente di Storia Aeronautica, nel corso del convegno ‘Marchetti a Cori: cosa resta?’ ha sottolineato la dimensione di industriale di Marchetti, che partecipò al rischio d’impresa, oltre a quella di progettista solitario in un piccolo comune del centro Italia ed ha illustrato proprio il progetto museale da pochi giorni presentato in Regione.

Paolo Varriale, consigliere scientifico del museo Francesco Baracca di Lugo di Romagna (RA), ha spiegato le modalità in cui il museo potrà attrarre non solo appassionati di aeronautica ma anche una platea più ampia e meno specializzata.

La necessità di un centro studi che affianchi il museo è stata invece illustrata da Gherardo Lazzeri, curatore della Bibliografia Aeronautica Italiana 1937-2000.

Mentre Max Pinucci, docente all’ISIA (Istituto superiore per le industrie artistiche) di Firenze, ha raccontato come le nuove tecnologie – grazie all’interattività, alla tridimensionalità, agli ologrammi – potranno rendere la cultura maggiormente fruibile e farci magari “salire” su un S55.

In nome della famiglia dell’ingegnere ha parlato Alessandro Caucci Molara, il quale ha voluto ricordare il profilo artistico di Marchetti, “alla base del design delle sue creazioni tecniche”.

Molto sentiti gli interventi di Giovanni Buzzi, vicesindaco di Sesto Calende, che ha sottolineato come l’eredità di Marchetti sia tuttora viva nel distretto aeronautico della provincia di Varese, e di Marzio Mariani, Gruppo Lavoratori Seniores SIAI Marchetti, che ha parlato dell’ingegnere come di un “benefattore che durante la guerra, dal ’38 al ’45, ha dato lavoro e dignità a 11.000 persone”, in un paese che all’epoca nei  contava 6.000: parliamo di un’azienda dunque che dava occupazione non solo all’intera Sesto ma a tutti i paesi della zona.

In rappresentanza dell’Aeronautica al convegno erano presenti il generale Vincenzo Falzarano, comandante della 4ª Brigata, e il colonnello Luca Vitali, comandante del 70° Stormo.

La due giorni de ‘La mia Chimera è un sogno’ si è poi arricchita di due mostre. Una, al chiostro del complesso monumentale di Sant’Oliva, ha visto esposti oggetti, disegni e progetti, donazione del Gruppo Lavoratori Seniores SIAI Marchetti.

Nell’altra, inaugurata dall’Assessore alla Cultura Paolo Fantini presso la biblioteca civica E.F.Accrocca, dal titolo ‘Fogli Volanti’ e curata da Mauro Carrera, compaiono 14 opere, di altrettanti autori provenienti da tutta Italia, sull’idea del volo e su Alessandro Marchetti (visitabile fino al 29 luglio). La due-giorni si è conclusa con i disegni e i pensieri dedicati al genio di Alessandro Marchetti dai bambini della scuola primaria Virgilio Laurienti e con la proiezione del docufilm ‘Con gli occhi pieni di cielo’ di Angelo Bianchi.

 

Immagini tratte dalla 2 giorni dedicata all’Ing. Alessandro Marchetti:

 

Alessandro Marchetti: studio, arte, poesia in omaggio al visionario ingegnere aeronautico

Roma, 20 giugno 2018 – Alessandro Marchetti (1884-1966), giovane ingegnere dal futuro sorprendente, a soli 26 anni, da solo, e solo due anni dopo aver assistito agli avveniristici esperimenti di Wright e Calderara sul campo di Centocelle a Roma, progettò e costruì un aereo: il ‘Chimera’. Il luogo era Cori, suo paese natale, oggi in provincia di Latina, che vuole riscoprire e far riscoprire la straordinaria avventura professionale di uno dei padri della storia del volo umano.

Il 30 giugno e 1 luglio p.v. il Comune di Cori ospiterà ‘La Mia Chimera è un sogno – Giornate di studio, arte, poesia in omaggio al genio visionario dell’Ingegnere aeronautico Alessandro Marchetti’, atto di inizio del percorso che terminerà con la creazione di un’ala nell’attuale museo cittadino dedicata a questo visionario del volo.

La due giorni si articolerà in tre momenti fondamentali:

  1. Sabato 30 giugno, la biblioteca civica Elio Filippo Accrocca accoglierà il convegno ‘Marchetti a Cori: cosa resta?’, organizzato nell’ambito del progetto ScaffALI-Città Lepine finanziato dalla Regione Lazio. L’incontro partirà da una ricognizione delle tracce bibliografiche e archivistiche presenti sul territorio con il coinvolgimento di esperti di diversi ambiti disciplinari: storico (Gregory Alegi, docente di Storia dell’Aeronautica; Paolo Varriale, Museo Baracca), bibliografico (Gherardo Lazzeri, curatore Bibliografia Aeronautica Italiana 1937-2000), archivistico (Francesca Garello, archivista), espositivo/museale (Max Pinucci, MB Vision; Maurizio Longoni, Parco-Museo Volandia). I risultati della giornata ScaffALI saranno divulgati mediante la produzione di Atti, in forma cartacea (per la distribuzione alle biblioteche del territorio e specializzate) ed elettronica.
  2. Domenica 1 luglio, nel Chiostro del Complesso Monumentale di Sant’Oliva si terrà la cerimonia pubblica di sottoscrizione del Patto di Gemellaggio tra i Comuni di Cori (LT) e Sesto Calende (VA), dove Marchetti visse e operò, per la cooperazione nella comune memoria dell’Ingegnere aeronautico Alessandro Marchetti. Nell’occasione saranno esposti disegni, oggetti e progetti donati alla città di Cori dal Gruppo di Lavoratori seniores SIAI Marchetti e dall’Historical Group Savoia Marchetti.
  3. Domenica 1 luglio, sempre nella biblioteca Elio Filippo Accrocca sarà inaugurata la mostra “Fogli volanti”, a cura del critico d’arte Mauro Carrera, che raccoglierà contributi artistici e poetici di vari autori, provenienti da tutto il territorio nazionale, sul tema del volo; “fogli volanti” su cui i creativi tracceranno le loro idee, i loro progetti, i loro sogni. Le opere, così raccolte in una antologia all’apparenza effimera, confluiranno come primo nucleo artistico, insieme alle donazioni di cui si è detto, nel patrimonio del costruendo Museo dedicato dal Comune di Cori al suo illustre e ingegnoso concittadino.

 

La Chimera progettata da Alessandro Marchetti vola per la prima volta dal campo di volo di Centocelle (Roma, 1911)

 

Alessandro Marchetti sull’ala della sua creazione più famosa, l’idrovolante S55, protagonista delle mitiche traversate atlantiche di Italo Balbo del 1933

Ingegneri italiani, il lavoro comincia con un Master

Roma, 9 ottobre 2017 – Nonostante i recenti segnali positivi resi noti dal CNI, il Centro Nazionale Ingegneri, secondo cui dal 2014 ad oggi la richiesta di ingegneri da parte delle imprese italiane è tornata a crescere, la situazione complessiva lavorativa resta critica.

I livelli di disoccupazione restano infatti elevati, con oltre 27.000 laureati in ingegneria in cerca di lavoro. Un numero ampio, generato dal lungo periodo di recessione.

Basti pensare che nel 2008 gli ingegneri disoccupati erano circa 13.400, una disoccupazione considerata “frizionale”, ovvero fisiologica, e sempre di breve periodo, visti gli elevati ritmi di domanda di laureati in ingegneria manifestati dalle imprese italiane e da quelle estere.

La recessione ha inoltre accelerato i processi di migrazione all’estero.

Tale fenomeno, sebbene dettato dal mercato del lavoro in condizioni critiche, appare comunque in linea con il principio della mobilità del capitale intellettuale ad elevate competenze tecniche e sottolinea, per altri aspetti, come gli ingegneri italiani siano ancora tra i più richiesti all’estero.

L’indagine, effettuata a luglio 2017, mette in evidenza le difficoltà che stanno affrontando gli ingegneri del settore civile ed ambientale a causa della mancanza di investimenti nel settore delle infrastrutture che porta ad una carenza di aggiudicazione di appalti pubblici per le medie e piccole imprese di costruzioni italiane.

Molte imprese infatti per far fronte alla crisi e mancanza di appalti in Italia hanno rivolto la loro attenzione all’estero dove con facilità riescono a primeggiare.

Per questo risulta importante per le aziende riuscire a trovare professionisti formati e preparati.

Ad aiutare i giovani ingegneri ad affrontare le sfide internazionali di questo contesto lavorativo da anni ci pensa da anni ormai il Master ‘Professional Engineers Construction and Oil & Gas Sectors’, dedicato a laureati in ingegneria civile ed edile finalizzato all’inserimento lavorativo.

Il Master, la cui 28esima edizione partirà a Manchester a febbraio del 2018, è un’opportunità unica per gli ingegneri in cerca di interessanti sbocchi lavorativi, anche perché è curato dalla società Dirextra Construction Business School, scuola di formazione con all’attivo più di 2.300 ex-allievi che stanno lavorando in cantieri di grandi infrastrutture e Oil&Gas in 50 nazioni del mondo.

Il Master, accreditato dal CPD Service di Londra, è sponsorizzato da importanti imprese di costruzioni italiane e estere che operano in tutto il mondo con l’obiettivo di assumere giovani talenti da poter formare come futuri project manager nel settore delle costruzioni e oil & gas.

Un Master considerato nell’ambiente un acceleratore che colma il vuoto esistente tra la facoltà d’ingegneria italiana e il mondo del lavoro, con un programma di studio strutturato su misura proprio per venire incontro alle richieste delle grandi Imprese di Costruzioni/Oil and Gas.

Per un giovane ingegnere, dato l’ampio numero di ingegneri alla ricerca di lavoro, risulta arduo riuscire a trovare con le proprie forze delle possibilità di inserimento lavorativo in impresa e in progetti validi.

Attraverso il Master un ingegnere ha invece la possibilità di mostrare direttamente sul campo le proprie capacità, dando agli studenti un’ampia gamma di opportunità per utilizzare le loro competenze e conoscenze in progetti che li affascinano e li interessano.

Dirextra Business School offre ai giovani ingegneri la possibilità di contribuire alla costruzione di importanti infrastrutture in zone remote e non, costruzioni che cambiano la storia dell’umanità e che contribuiscono a migliorare la vita di popolazioni intere.
Praticamente il sogno di ogni ingegnere.

Gli ingegneri che si iscrivono al Master hanno opportunità di lavoro in grandi imprese, con la possibilità di carriera in contesti internazionali.

Un altro importante step per lavorare nel settore delle costruzioni di infrastrutture e Oil and Gas é l’acquisizione di un buon livello di inglese.

Per questo il Master è organizzato a Manchester dove un ingegnere ha la possibilita di una full immersion intensiva direttamente sul territorio, nella seconda città dell’Inghilterra dopo Londra, famosa per le prestigiose università, il calcio e la musica. Una città viva, giovane e vivace con alta concentrazione di locali e dove il costo della vita è nettamente inferiore a quello di tutte le principali città italiane.

Il governo inglese ha in piedi un programma di investimenti in infrastrutture, istruzione, cultura e lavoro del valore di 7 miliardi di sterline per creare un’alternativa a Londra e attirare giovani professionisti proprio a Manchester.

Per maggiori informazioni sul Master della Dirextra Business School visitare il sito internet www.dirextra.com.

 

Riguardo Dirextra Business School

Dirextra Business School è una scuola di formazione il cui direttore e’ italiano con sede a Manchester (Regno Unito) specializzata nel settore delle costruzioni di Infrastrutture e Oil & Gas che eroga master finalizzati di inserimento lavorativo per ingegneri.

Dirextra ha piu di 2.300 ex-allievi che stanno lavorando in cantieri di grandi infrastrutture e Oil&Gas in 50 nazioni nel mondo.

 

 

 

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Contatti:
Nome Azienda: Dirextra Business School
Email: master@dirextra.com
Telefono: +44 (0) 161 8808701
Indirizzo: Swan Building – 20 Swan Street, Quartiere Nord, Manchester City Centre M4 5JW
Regno Unito

Gli ingegneri sono ancora i paladini del mercato del lavoro?

Milano, 22 giugno 2017 –  Mentre tutti i giovani laureati d’Italia sono ancora scandalizzati dal grottesco annuncio di lavoro per ingegneri civili pubblicato qualche settimana fa dall’azienda piemontese Gruppo Dimensione – dove si ricercava per l’appunto un ingegnere civile laureato a pieni voti, con conoscenza di inglese e tedesco, per uno stipendio di 600 euro mensili – in molti hanno iniziato a domandarsi se studiare ingegneria, al giorno d’oggi, sia ancora una mossa giusta per la propria carriera lavorativa.

A prescindere dall’anomalia dell’annuncio di lavoro che ha scosso molti giovani italiani – il quale, a detta dell’azienda, si riferiva ad uno stage semestrale, pur non nominandolo – la domanda sorge infatti spontanea: la laurea in ingegneria rappresenta ancora oggi un veloce lasciapassare per i processi di selezione del personale?

«Senza ombra di dubbio quella degli ingegneri è una delle categorie professionali che ha resistito in modo migliore alla crisi economica degli ultimi anni» ha spiegato Carola Adami, fondatrice nonché CEO della società di ricerca e selezione del personale Adami & Associati, aggiungendo che «i laureati in ingegneria sono per loro stessa natura i più attrezzati per affrontare le sfide dell’attuale mercato del lavoro, e per questo motivo hanno un accesso privilegiato al primo impiego».

Stando ai dati di Almalaurea, gli ingegneri che possono vantare un’occupazione concreta – e quindi non uno tirocinio, né un periodo di praticantato – a dodici mesi dalla laurea sono il 67,6% del totale, un dato in linea con quello delle altre classi formative.

A premiare gli ingegneri è però il dato relativo alla situazione occupazionale dopo cinque anni dalla loro laurea: in questo caso ben il 96,2% risulta stabilmente occupato, di contro all’84% del totale dei laureati specialistici in Italia.

E se dunque questa scelta accademica risulta premiante sotto il punto di vista della ricerca e della selezione del personale, lo è anche per quanto riguarda il salario, il quale ad un lustro dal conseguimento del titolo si attesta in media sui 1.705 euro al mese, rappresentando così uno stipendio concretamente più alto di quello conseguito mediamente dagli altri laureati.

Soffermandosi su questi dati superficiali, dunque, la situazione dei laureati e dei laureandi in ingegneria sembrerebbe piuttosto rosea.

Non è però esattamente così: «la fortuna degli ingegneri nell’entrata nel mercato del lavoro varia moltissimo in base alla specializzazione scelta» ha commentato Carola Adami, la quale ha sottolineato come «gli ingegneri della sicurezza in campo meccanico, gestionale, informatico ed elettrico non hanno per esempio problemi occupazionali, in quanto le aziende sono continuamente alla ricerca di queste figure».

Diverso invece il discorso per gli ingegneri modellisti fisico-matematici, i quali «non possono vantare un titolo valido per l’accesso all’esame di Stato per l’abilitazione professionale, il che si ripercuote fortemente sulle loro possibilità di carriera».

Le statistiche di Almalaurea non possono che confermare le difficoltà di questa precisa classe di laurea, la quale a 5 anni dal conseguimento del titolo riconosce un’occupazione pari al solo 53,3%.

Per avere un agevole accesso nel mercato del lavoro, dunque, non basta una laurea in ingegneria: serve anche imboccare la specializzazione giusta.

Scegliendo di specializzarsi in uno dei settori più richiesti, però, le aspettative per gli ingegneri in erba non possono che essere ottimistiche: a differenza della media dei laureati in Italia, è da sottolineare infatti che il 71,2% dei laureati in ingegneria può vantare un contratto a tempo indeterminato già entro i primi 5 anni dal conseguimento del titolo.

Non sempre, va detto, i laureati in ingegneria trovano però la propria strada in madrepatria.

La fuga dei cervelli interessa circa il 5% degli ingegneri italiani, attratti all’estero non tanto dalle maggiori o prestigiose opportunità di lavoro, quanto dalle differenti possibilità di guadagno.

Se infatti, come detto, a 5 anni dalla laurea un ingegnere in Italia riceve in media circa 1.700 euro, in Europa i colleghi pari grado superano abbondantemente i 2.500 euro.

 

 

 

 

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